Anche Questo E’ Bravo! Chuck Ragan – Covering Ground

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Chuck Ragan – Covering Ground – Side One Dummy Records

Era dai tempi di Dirt and Romance di uno di cui ho perso le tracce, tale Archie Brown & The Young Bucks, che non mi entusiasmavo per un lavoro di questo livello. Chuck Ragan è di Gainsville, Florida, (città che ha dato i natali ad un altro grande della musica americana, Tom Petty), non è proprio un esordiente, è in giro da qualche anno ed è un roots rocker dal pelo duro che rientra in quella schiera di ragazzoni americani come Ben Nichols dei Lucero, Joshua Black Wilkins (di cui ho parlato in un post precedente), il suo amico Austin Lucas , Bleu Edmondson e altri “reietti” meno noti che sfogano la loro ribellione, sfangando l’America suonando nei posti più antichi, polverosi e meno battuti dalla civiltà.

A tre anni di distanza dalla collaborazione a quattro mani con Austin Lucas Bristle Ridge, che era stato preceduto da Feast of  famine del 2007 e a cui avrebbe fatto seguito lo splendido Gold Country del 2009, (per non parlare di alcuni live e dischi autoprodotti usciti in precedenza e della lunga militanza negli Hot Water Music che aveva fruttato una decina di album)  Chuck Ragan ci regala un disco che trasuda grande musica, se mi permettete l’ardito paragone vagamente “springsteeniana” ma con feeling da vendere. Accompagnato dai suoi amici di sempre, Jon Gaunt (violino), Joe Ginsberg (contrabbasso), Todd Beene (pedal steel) George Rebelo (batteria), più una qualificata serie di ospiti tra i quali Brian Fallon dei Gaslight Anthem, compagno di etichetta Chris Thorn dei Blind Melon e la brava Audra Mae al controcanto, per quasi 50 minuti di superba musica heartland rock che si riconosce negli Steve Earle e John Mellencamp di annata.

Apre Nothing left to prove, suono potente, ballata evocativa, ben sostenuta dal violino del barbuto Jon e cantata dalla voce arrocchita da mille sigarette e da litri di bourbon  di Chuck. Segue una campagnola Nomad by fate con un ritornello assassino che entra subito in circolo con forti radici country. You get what you give, con la chitarra che richiama le sonorità del miglior Earle, cantata con rabbia vigorosa dal nostro, cui fa seguito Wish on the moon con un giro armonico che si memorizza all’istante. Come around richiama vecchie ballate di un tempo con un violino avvolgente e il contributo al controcanto della Mae, grande canzone tra le migliori del lavoro. Un armonica introduce Seems we’re ok con ritmo e una bella melodia di fondo cantata con carattere, forza ed orgoglio, seguita da una Valentine con una bella pedal steel ed il violino in evidenza ad assecondare la voce della Audra nel finale.

Splendida Right as rain, ballata romantica dal tessuto meno elettrico ma dalla melodia che prende corpo e diventa una song di grande spessore. Meet you in the middle, ha ritmo e un ritornello irresistibile, con violino e sezione ritmica che la fanno da padroni, mentre la voce vigorosa di Ragan lascia il segno. Chiudono il disco Lost and Found tipica ballata texana, una di quelle che ci propongono i nostri songwriters favoriti, con una melodia di stampo classico, suono elettro acustico, per una canzone che lascia profondi ricordi, e una traccia nascosta, di cui purtroppo non so dirvi il titolo, che chiude alla grandissima un cd perfetto.

Non vorrei sembrare esagerato, ma credo che alla fine dei conti Covering Ground verrà considerato uno dei lavori più importanti di quest’anno, che a fatica si toglie dal lettore e che si scopre nuovo ed appassionante ad ogni ascolto, non solamente un “tesoro” da scoprire, ma uno scrigno pieno di gemme. Se amate il genere, imperdibile !!!

 Tino Montanari

Anche Questo E’ Bravo! Chuck Ragan – Covering Groundultima modifica: 2011-10-11T01:03:11+00:00da bruno_conti
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