L’Artista Di “Culto” Per Eccellenza! Dirk Hamilton – Thug Of Love Live

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Dirk Hamilton – Thug Of Love Live – Acoustic Rock Records/Ird

Credo che pochi come Dirk Hamilton si meritino la denominazione “Cult Artist”, uno dei cantautori più bravi sulla faccia della terra, tra i grandissimi degli anni ’70, appena un gradino sotto Van Morrison e Springsteen a livello qualitativo ma assolutamente alla pari con gente con Petty, Seger o i suoi omologhi nella “sfiga” Elliott Murphy e Willy De Ville, e mettiamoci come altra pietra di paragone anche John Hiatt, uno che sa fondere con arte rock, country, soul, folk, canzone d’autore come è sempre stato in grado di fare, quando la creatività lo ha sorretto nei tempi di massimo splendore, anche il signor Dirk Hamilton.

Nativo dell’Indiana come il coguaro Mellencamp la carriera di Hamilton inizia nella prima metà degli anni ’70 e prosegue un po’ anonima fino a che non viene scoperto da Gary Katz (sempre lui, quello degli Steely Dan) che lo fa mettere sotto contratto per la ABC e per la quale incide il semi-acustico ed embrionale, ma sempre molto bello, You Can Sing On The Left Or Bark On The Right, pubblicato nel 1976, cui fanno seguito gli eccellenti Alias I del ’77 e Meet Me At The Crux del ’78, due dischi dove lo “spettro” musicale benevolo (anche se si incazza quando lo “copiano”) di Van Morrison aleggia sullo spirito delle operazioni. I dischi vendono “due cicche e un barattolo” e per di più la ABC-Dunhill fallisce. A questo punto, come i grandi di qualsiasi campo che si rispettino, opta per il ritiro, ma prima deve ancora un disco alla Elektra (per fortuna), il magnifico Thug Of Love, che anche se uscito nel 1980, come London Calling, lo possiamo considerare uno degli ultimi grandi dischi degli anni ’70 (ma i due citati in precedenza erano altrettanti belli, se non di più, si dovrebbero ancora trovare in giro della Akarma e della Wounded Bird).

Comunque Thug Of Love è un signor album e Dirk Hamilton, che nel frattempo è tornato dal suo ritiro più volte, decide di festeggiare il 30° anniversario di questo disco con una serie di concerti e dove farlo se non in Italia che è diventata la sua patria d’adozione. Per l’occasione torna anche Don Evans che fu il chitarrista e il produttore del disco originale: il 13 marzo del 2010 a Dozza (BO) e il 14 marzo a Modena per i brani del CD il 12 marzo a Cologne(BS) per la registrazione del DVD Dirk Hamilton e i suoi pard salgono sul palco per ricreare la vecchia magia di quel disco.

E devo dire che ci riescono talmente bene che questo Thug Of Love Live è quasi più bello dell’originale, quello aveva lo splendore della gioventu questo ha la matura serenità del tempo che passa. Coadiuvato anche da Tim Seifert alla batteria e Eric Westphal al basso, Dirk accompagnandosi alla chitarra acustica ed all’armonica quando serve ci emoziona con una performance superba in crescendo: dall’iniziale Wholly Bowled Over passando per la dolcissima Moses And Me e poi ancora la lirica ballata Turn Off The T.V. con l’armonica di Dirk e la chitarra di Evans che affilano le unghie e scaldano i cuori, passando per uno dei primi capolavori del disco (e del concerto), In A Miracle tra Morrison, De Ville e Hiatt con un ritornello accattivante che ti si stampa in testa.

Out To Unroll The Wheel World è uno dei pezzi più rock del concerto, pensate al Van Morrison di Wavelength (ragazzi, a me questo viene in mente) filtrato dalla personalità di Hamilton, grande autore di testi e musiche assai personali. Come quella della sensuale, carnale, gloriosa, incredibile I Will Acquiesce, oltre 17 minuti di goduria, tra stop e ripartenze, per uno dei più bei pezzi della storia della musica dei cantautori, e questa versione è assolutamente indimenticabile, apprezzata e goduta dal poco pubblico presente. Ho saltato la bellissima Change In A Child’s Hand, una commovente ballata pianistica illustrata da un eccellente assolo della chitarra di Don Evans che poi si scatenerà anche nella già citata I Will Acquiesce.

Colder Than Mexican Snow per un curioso gioco di reminiscenze mi ha ricordato molto lo stile di Graham Parker un altro che non ha ricevuto per quello che ha dato, però trasferito sul confine di frontera del Messico. Need Some Body è un rock and soul con fischiettata d’ordinanza tra Springsteen e Southside Johnny, ma il Dirk a questa musica ci arriva per vie personali. L’altro tour de force del concerto è la lunga, tirata e coinvolgente The Main Attraction( più Van di Morrison nell’originale di studio), altri undici minuti di grande musica ed emozioni prima di lasciarci (con tanto di citazione di Everybody Needs Somebody To Love e lunghe improvvisazioni vocali di Hamilton, che è un grande istrione dal vivo) ma per tornare ancora una volta con un trio di ospiti italiani, l’ottimo Graziano Romani, uno degli artisti più sottovalutati del panorama nostrano (che ha appena pubblicato un interessante CD dedicato a Tex Willer che trovate in edicole e librerie blisterato con un fumetto inedito)), Massimo Mantovani al piano e Max Marmiroli al sax per un travolgente finale dove Romani e Hamilton si “sputano” note per spegnere l’incendio in una infuocata How Do You Fight Fire che conclude in gloria il concerto.

E pensate che a questo punto, per il prezzo di uno, potete ripartire con il DVD e risentirvi e vedervi il concerto da capo, in diverse versioni ma sempre indimenticabili e alla fine ci sono anche tre bonus non presenti nel CD, Hardball In The Holyland, Mouth Full Of Suck e Entitled Untitled. Cosa può volere uno di più, catapultatevi nel negozio più vicino e compratelo, godrete come ricci. Dischi così belli ne escono pochi in un anno, anzi ogni 30 anni! E Dirk Hamilton non lo trovate in Wikipedia.

Bruno Conti

L’Artista Di “Culto” Per Eccellenza! Dirk Hamilton – Thug Of Love Liveultima modifica: 2011-11-27T11:48:00+00:00da bruno_conti
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