Chimes Of Freedom Tributo A Bob Dylan Per I 50 Anni Di Amnesty International – Track By Track

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Chimes Of Freedom – The Songs Of Bob Dylan – Honoring 50 Years of Amnesty International – 4 CD Universal

Quest’anno si festeggiano i 50 anni di Amnesty International ma anche quelli di carriera di Bob Dylan: unendo le due cose si è deciso, per una causa benefica, di realizzare questo progetto gargantuesco, 73 canzoni di “His Bobness” reinterpretate da chiunque, dal colto all’inclita, dal fondamentale al superfluo. Se dovesse servire per fare conoscere la musica di Dylan, “quello che non sa cantare” (ma se penso a qualche illustre cantautore italiano osannato da tutti, quanto a cantare…non fatemi parlare che poi verrei linciato) a qualche fan di Miley Cyrus, che peraltro se la cava, ma vediamo tra un attimo, dicevo che se dovesse servire a questo scopo e soprattutto a raccogliere fondi per una nobile causa mi sta benissimo. D’altronde, come sappiamo, lo stesso Dylan difficilmente i suoi brani li ricanta due volte nella stessa versione e non sempre per il meglio, quindi prendiamo quello che viene. Ecco i 73 brani, traccia per traccia, con un breve commentino per ciascuno: sono più di 5 ore di musica considerando che i CD si avvicinano o superano (in tre casi) gli 80 minuti per ogni dischetto.

DISC 1

Johnny Cash & Avett Brothers – One Too Many Mornings

Questa è una delle “sorprese”, la voce di Cash è stata registrata ai tempi della collaborazione con Dylan in Nashvile Skyline e mai pubblicata. Gli Avett Brothers hanno aggiunto le loro parti in modo virtuale, ma il risultato finale è tra le cose migliori del cofanetto. Sembra, perché lo è, il “vero Johnny Cash.

Raphael Saadiq Leopard-Skin Pill-Box Hat

Anche questo brano mi ha sorpreso favorevolmente, eccellente versione da parte dell’ex Tony!, Toni!, Tone!, tra soul e blues, cantato con voce felpata, all’inizio l’avevo scambiato per una voce femminile.

Patti Smith Drifter’s Escape

Bella versione, che nulla toglie e nulla aggiunge alla reputazione di entrambi, bella però.

Rise Against Ballad of Hollis Brown

Troppo caciarona questa versione, non c’entra molto con il resto

Tom Morello The Nightwatchman Blind Willie McTell

Anche Tom Morello si cimenta onestamente con Dylan, meglio quando “suona” Springsteen ma tutto sommato non male.

Pete Townshend Corrina, Corrina

Tra quelli della vecchia guardia è uno di quelli che mi ha convinto meno, Townshend che reinterpreta Dylan che interpreta un brano tradizionale. Versione acustica e morbida ma la voce, mai eccezionale, non è più quella di un tempo. Lo so, visto chi festeggiamo, ma è un parere di chi scrive, come tutti gli altri, eventualmente, non condivisibile.

Bettye LaVette Most of the Time

La “vecchia leonessa del soul” se la cava alla grande, voce ed arrangiamenti assolutamente all’altezza della situazione, tra le migliori.

Charlie Winston This Wheel’s On Fire

Uno che ha fatto un disco intitolato Hobo, anche se non è conosciutissimo se non soprattutto tra Francia e Germania, in questo consesso ci sta alla grande e la versione del classico dei Basement Tapes ha i suoi pregi ed è vicina allo spirito dell’originale.

Diana Krall Simple Twist of Fate

La signora Costello (di cui tra poco), solo voce e piano, ci regala una ottima versione di questa perla tratta da Blood On The Tracks. Anche lei tra le migliori del lotto.

Brett Dennen You Ain’t Goin’ Nowhere

Molto buona anche questa versione del brano dei Byrds (e diciamolo).

Mariachi El Bronx Love Sick

L’approccio del quintetto di Los Angeles questa volta non mi convince, 6 di stima.

Ziggy Marley Blowin’ in the Wind

Si poteva fare di meglio per uno dei super classici, ma visto che non si poteva avere il padre accontentiamoci del figlio, non è malaccio dopo tutto.

The Gaslight Anthem Changing of the Guards

In “rappresentanza” di Springsteen, ma in questo caso ci può stare. Bella versione, gagliarda come lo stesso Bruce (non presente, come mai?) avrebbe fatto.

Silversun Pickups Not Dark Yet

Saranno anche famosi negli States, ma due palle di giudizio e anche per l’ascolto, 6 minuti e 23 interminabili!

My Morning Jacket You’re A Big Girl Now

Yim Yames, anche lui tra i migliori del lotto, regala una bellissima versione di un altro classico (ma quanti ne ha scritti?) di Blood On The Tracks. Il tocco della pedal steel è geniale.

The Airborne Toxic Event Boots of Spanish Leather

Altro nuovo gruppo dell’alternative rock/indie americano, ma questa volta la versione mi piace e l’aggiunta della sezione archi ha un suo perché.

Sting Girl from the North Country

Zzzzzzz, scusate mi stavo appisolando! Mah, che dire… per stavolta non diciamo, ha fatto di meglio!

Mark Knopfler Restless Farewell

L’ultima svolta di Mark Knopfler tra il celtico e il country può non piacere ma l’ex Dire Straits è uno che l’argomento lo conosce bene e alla fine porta a casa il risultato con una versione molto misurata di un brano non conosciutissimo.

DISC 2

Queens Of The Stone Age Outlaw Blues

Rock ribaldo nel più puro spirito dylaniano ovvero anche il rock vuole la sua parte.

Lenny Kravitz Rainy Day Woman # 12 & 35

Senza echi e compressioni non lo avevo neanche riconosciuto. L’arrangiamento è simile all’originale marcetta ma la somiglianza finisce lì, e poi il sax al posto dell’armonica non va mica bene.

Steve Earle & Lucia Micarelli One More Cup of Coffee (Valley Below)

Un altro che conosce l’argomento a menadito, la violinista in sostituzione di Scarlet Rivera c’è, la voce femminile per Emmylou anche e il brano di Desire riceve un trattamento sontuoso.

Blake Mills Heart Of Mine

Non conoscevo questo giovane signore (che è l’opening act dell’attuale tour americano di Lucinda Williams) ma a giudicare da questo brano penso che approfondirò la conoscenza. Anche la scelta di un brano di Shot Of Love è inconsueta ma il risultato è molto piacevole.

Miley Cyrus You’re Gonna Make Me Lonesome When You Go

Anche lei, la “pietra dello scandalo”, 19 anni, la più giovane dei presenti, alla fine se la cava più che dignitosamente. Lascia da parte i risvolti sociali e politici e canta una bella canzone d’amore ma va bene se serve da effetto propedeutico per introdurre Dylan alle nuove generazioni.

Billy Bragg Lay Down Your Weary Tune

Come l’avrebbe fatta Woody Guthrie ai tempi.

Elvis Costello License to Kill

Il signor Krall questa volta non mi soddisfa, vagamente soul e futurista con effetti rumori di statica, ma non poteva scegliere un altro brano con tutti quelli che c’erano o gli avevano “fregato” quelli più interessanti? Per stavolta un bel mah.

Angelique Kidjo Lay, Lady, Lay

L’inizio con l’insieme di voci a caratterizzare il sound  è molto intrigante poi lo sviluppo mi ha soddisfatto meno, però gran bella voce.

Natasha Bedingfield Ring Them Bells

Una delle più belle canzoni dell’ultimo Bob Dylan, ma per favore, una noia mortale, e c’è anche il fratello nei brani extra per la versione di iTunes.

Jackson Browne Love Minus Zero/No Limit

Ottima versione, lui è uno dei “colleghi” migliori del vecchio Bob e la classe quando c’è si sente!

Joan Baez Seven Curses (Live)

Devo dire che la ex musa del vecchio Zimmerman ne ha cantate di migliori, di versioni dico, innestato il pilota automatico e via andare visto che conosce assai bene il personaggio e la sua musica. Poteva fare di meglio ma non poteva mancare.

The Belle Brigade No Time To Think

Questa No Time To Think non è sicuramente tra i brani più famosi di Street Legal ma la versione dei (delle) Belle Brigade è intrigante, con i loro intrecci e armonie vocali i due fratelli Gruska, una voce femminile e una maschile alla ribalta, si confermano uno dei nuovi gruppi più interessanti del rock morbido americano.

Sugarland Tonight I’ll Be Staying Here With You (Live)

I Sugarland vendono tonnellate di dischi country negli Stati Uniti dove sono popolarissimi e questa versione dal vivo di uno dei brani più conosciuti di Dylan trascina il pubblico ma al di là della bella voce di Jennifer Nettles ne ho sentite delle versioni migliori.

Jack’s Mannequin Mr. Tambourine Man

Questa versione del “signor tamburino” fatta dagli ex Something Corporate è molto piacevole, non saprei dirvi altro.

Oren Lavie 4th Time Around

Questo Oren Lavie è un cantante folk-rock israeliano. Onestamente non avevo mai sentito parlare neanche di lui ma a giudicare da questa versione onirico-beatlesiana di 4Th Time Around è bravo (si impara sempre qualcosa di nuovo!).

Sussan Deyhim All I Really Want To Do

George Harrison sarebbe stato contento di sentire una canzone dell’amico Bob cantata da una voce iraniana, tra oriente ed occidente, affascinante ed inconsueta.

Adele Make You Feel My Love (Recorded Live at WXPN)

Questo brano ormai lo conoscono anche i muri e la canzone è bellissima e questa signora ha una gran voce per cui il risultato è ottimo. Incidentalmente questa settimana nelle classifiche americane Adele con 21 è ancora al numero 1 per la miliardesima volta mentre questo Chimes Of Freedom esordisce ad un onorevolissimo 11° posto (lì è uscito due settimane prima rispetto al 7 febbraio della versione europea).

DISC 3

K’NAAN With God On Our Side

Dalla Somalia via Canada, una versione “moderna” di Dylan, non orribile ma preferisco quella “antica”

Ximena Sariñana I Want You

Per rappresentare il Messico OK, ma una delle canzoni più belle di Dylan la dovevano fare cantare proprio a lei? Se volevano una versione moderna la aveva fatta molto bene Sophie B.Hawkins qualche anno fa. Come dite? Devono essere inedite! Ah, allora…

Neil Finn with Pajama Club She Belongs to Me

Questa, per completare la trilogia, è una versione moderna ma fatta come si deve, anni di onorata carriera negli Split Enz e nei Crowded House si fanno sentire e la classe non è acqua.

Bryan Ferry Bob Dylan’s Dream

Il nostro amico Bryan ha più volte coverizzato, come si dice, Bob Dylan e ancora una volta colpisce nel segno. Quando si ama e si conosce profondamente l’oggetto del desiderio è difficile fallire. Un altro dei migliori.

Zee Avi Tomorrow Is A Long Time

Della Malesia poteva mancare una rappresentante? E invece è molto brava, malfidenti!

Carly Simon Just Like a Woman

Io l’avrei vista bene cantata da Van Morrison ma anche la bella Carly se la cava alla grande.

Flogging Molly The Times They Are A-Changin’

I Pogues americani in versione folk-punk.

Fistful Of Mercy Buckets Of Rain

In rappresentanza della famiglia Harrison, Dhani più Joseph Arthur e Ben Harper, tra i più folk del lotto, bravi.

Joe Perry Man Of Peace

Anche in questo caso non potendo avere il cantante degli Aerosmith ci accontentiamo del chitarrista, che fa il Ron Wood della situazione con risultati alterni.

Bad Religion It’s All Over Now, Baby Blue

Questo brano in versione a velocità supersonica è sicuramente inconsueta, ma se penso alla versione dei Them, ma…

My Chemical Romance Desolation Row (Live)

Ma si può fare anche di peggio, mah, mah e poi ancora bah!

RedOne featuring Nabil Khayat Knockin’ on Heaven’s Door

Lady Gaga non poteva venire allora ha mandato RedOne, ma la canzone è talmente bella che più di tanto non si può peggiorarla.

Paul Rodgers & Nils Lofgren Abandoned Love

Per il settore “vecchie glorie” Paul Rodgers, con uno dei chitarristi di Springsteen e Neil Young al seguito, dimostra che quando non è impegnato a fare disastri con le canzoni dei Queen ha ancora una gran voce e insieme tirano fuori dal cilindro una gran versione

 

Darren Criss featuring Chuck Criss and Freelance Whales New Morning

Darren Criss è uno dei supergiovani bellocci che piacciono alle ragazzine americane ma questa versione folk acustica con violino al seguito di New Morning non è niente male, niente di memorabile ma onesta.

Cage the Elephant The Lonesome Death of Hattie Carroll

Per il reparto “moderni” e alternativi ecco i Cage The Elephant ma questo brano potrebbe essere di chiunque tanto è indistinguibile dall’originale.

Band of Skulls It Ain’t Me, Babe

Anche i Band Of Skulls in versione unplugged che fanno It Ain’t Me Baby non entreranno negli annali della musica ma potevano fare ben altri danni, oh no?

Sinéad O’Connor Property of Jesus

E ti pareva che Sinead O’Connor non avrebbe cantato un brano del Dylan religioso ma questa versione ha il vigore della Sinead delle origini e fa ben sperare per l’imminente ritorno.

Ed Roland and The Sweet Tea Project Shelter From The Storm

Questo signore era il leader dei Collective Soul, bravi ma non eccezionali, come questa versione di uno dei capolavori di Dylan.

Ke$ha Don’t Think Twice, It’s All Right

Qualcuno ha avuto il coraggio di dire che questa è una bella versione (ma hanno parlato bene anche di Natasha Bedingfield, per cui) perché è cantata quasi accapella senza “macchinetta” (che non è quella dei denti), nuda e cruda, non mi rimane che un altro triplo mah!

Kronos Quartet Don’t Think Twice, It’s All Right

Anche la versione strumentale dello stesso brano del Kronos Quartet non è tra la le loro interpretazioni più riuscite.

DISC 4

Maroon 5 I Shall Be Released

Richard Manuel dove sei? Dopo Move Like Jagger abbiamo Sing Like Dylan? Comunque anche se fatta con la carta carbone o con il “copiaeincolla” se siete più giovani, questa canzone è talmente bella che è difficile rovinarla. Aspettate che aggiunga qualcosa, no ho finito!

Carolina Chocolate Drops Political World

Giustamente abbiamo anche il Dylan in versione string band e loro si confermano molto bravi e la musica universale.

Seal & Jeff Beck Like A Rolling Stone

Dopo A Day In The Life dei Beatles, Jeff Beck si dedica alla canzone più bella di Dylan e della storia della musica rock, secondo Rolling Stone, con l’aggiunta della voce di Seal il risultato è più che onesto anche se siamo lontani dall’originale.

Taj Mahal Bob Dylan’s 115th Dream

Grandissima versione soul-blues del “115 sogno di Dylan”, un Taj Mahal in forma strepitosa la trasforma e la piega ai propri voleri.

Dierks Bentley Senor (Tales of Yankee Power) (Live)

Uno dei nuovi cantanti country più interessanti con una versione dal vivo di buona qualità di questo brano di Dylan che però Jerry Garcia faceva dal vivo alla grande, uno dei più grandi interpreti del menestrello di Duluth (così, se per caso lo legge, si incazza, perché non gli piace la definizione).

Mick Hucknall One Of Us Must Know (Sooner Or Later)

Critiche contrastanti, secondo alcuni Mr. Simply Red ha “copiato” troppo, secondo altri ha centrato alla perfezione lo spirito di questa stupenda canzone d’amore, propenderei per la seconda versione, e bravo Mick!

Thea Gilmore I’ll Remember You

Thea Gilmore nel 2011 per il 70° di Dylan ha reinciso in versione integrale John Wesley Harding, quindi è una che conosce alla perfezione il repertorio dylaniano ma questa di Empire Burlesque proprio non me la ricordavo, molto, molto bella!

State Radio John Brown

Anche gli State Radio mi erano completamente ignoti e avrebbero potuto rimanere tali, una sorta di sub sub Pearl Jam, ma molto alla lontana.

Dave Matthews Band All Along the Watchtower (Live)

Un altro dei cavalli di battaglia di Dylan (e di Jimi Hendrix, uno dei rarissimi casi in cui un brano è diventato di un altro e anche Dylan si è adeguato). Ma è anche uno dei cavalli di battaglia della Dave Matthews Band che lo esegue quasi sempre dal vivo e l’ha inciso un tot di volte. Comunque è sempre bellissima.

Michael Franti Subterranean Homesick Blues

Qualcuno ha detto acoustic reggae?

We Are Augustines Mama, You Been On My Mind

Un nuovo gruppo, hanno appena pubblicato il loro esordio Rise Ye Sunken Ships, molto bello, ve lo consiglio, in questo brano mi sembrano una sorta di Counting Crows più acustici. Una delle piacevoli sorprese di questo cofanetto, grande versione.

Lucinda Williams Tryin’ To Get To Heaven

Lucinda, come ha dimostrato nel recente duetto con Tom Russell è una grande ammiratrice di Dylan ma lo suona e lo canta come pochi altri in circolazione, una garanzia.

Kris Kristofferson Quinn The Eskimo (The Mighty Quinn)

La voce è sempre “più vissuta” ma la classe è inconfondibile, solo voce e chitarra come ai vecchi tempi.

Eric Burdon Gotta Serve Somebody

Un’altra delle grandi sorprese tra le “vecchie glorie”, Eric Burdon incide poco, per usare un eufemismo, ma ha ancora una voce della Madonna!

Evan Rachel Wood I’d Have You Anytime

Un’altra attrice molto amata in America, versione jazzata di questo brano, piacevole per l’amor di Dio,   non per essere pignoli ma c’erano alcune migliaia di cantanti jazz più brave in circolazione perché proprio lei hanno scelto?

Marianne Faithfull Baby Let Me Follow You Down (Live)

Solo voce e, credo, ukulele, lei è brava ma questa versione non rimarrà memorabile nel suo repertorio.

Pete Seeger Forever Young

Quest’anno saranno 93 anni per Pete Seeger, con coro di bambini al seguito, è veramente “giovane per sempre”, però sempre per non essere pignoli non c’erano delle versioni migliori?

Bob Dylan Chimes Of Freedom

Qui non ci sono problemi, è la versione originale dell’unico e inimitabile Bob Dylan!

DIGITAL ONLY
Outernational When The Ship Comes In
Silverstein Song To Woody
Daniel Bedingfield Man In The Long Black Coat

Queste tre non le ho sentite, ma ho come l’impressione di non avere perso molto. In conclusione, nei giudizi della critica internazionale ho visto che il voto ricorrente sono le tre stellette, per il momento, con l’eccezione dell’Observer che ne ha date 4 e la BBC che ha “picchiato” con sole 2 stellette. Per chi scrive questo “breve” Post ne merita almeno 3 e mezzo per la musica (quelle brutte non le consideriamo) e 5 per il progetto.

Bruno Conti

Chimes Of Freedom Tributo A Bob Dylan Per I 50 Anni Di Amnesty International – Track By Trackultima modifica: 2012-02-03T21:16:00+00:00da bruno_conti
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