Grande Musica Rock 70’s Style! Tedeschi Trucks Band – Everybody’s Talkin’ Live

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Tedeschi Trucks Band – Live Everybody’s Talkin’ – Sony Music – 2 CD

Se uniamo la Derek Trucks Band e il gruppo di Susan Tedeschi cosa otteniamo? Beh, a parte una valanga di gente, undici persone! Scusate un attimo…vado a cercare l’ispirazione per la risposta nella serra delle orchidee di Nero Wolfe! Ah, ecco…otteniamo la Tedeschi Trucks Band! Facezie a parte, ci ritroviamo di fronte uno degli ensemble più eccitanti di questa nuova decade degli anni 2000. Nati appunto nel 2010 dalla fusione dei gruppi dei due coniugi Derek & Susan (tempo fa mi ero iscritto alla mailing list del loro sito e poi non ci avevo più pensato, ma quando ho cominciato a ricevere le prime mail mi chiedevo sempre cosa volessero questi Derek e Susan da me, chi sono e che cacchio vogliono?). Era arrivata anche la richiesta di partecipare al mini referendum per scegliere i brani da inserire nel loro doppio album dal vivo, ma già gli artisti spesso non sanno bene quali brani inserire nei loro dischi, quindi perché complicare le cose con liste chilometriche di pezzi, peraltro in versioni mai sentite (se non in rete e in qualche filmato di YouTube), visto che dalle nostre parti non si sono ancora visti. E considerando i costi di portare in giro una Revue di 11 elementi difficilmente vedremo, ma mai dire mai.

I prodromi di questa formazione nascono comunque dalla Derek Trucks & Susan Tedeschi’s Soul Stew Revival che già dal 2007 portava in giro questo carrozzone itinerante costruito sulla falsariga dei grandi gruppi anni ’70 che si erano occupati di fondere rock, blues, soul, R&B sulla falsariga di quelle stupende formazioni come Delaney & Bonnie, la band di Joe Cocker del tour di Mad Dogs & Englishmen, Ike & Tina Turner, tanto per non fare nomi, che in quel periodo avevano costituito uno dei modi più eccitanti di ascoltare e “vedere” musica. L’unione del virtuosismo e dell’ecclettismo di Derek Trucks, uno dei più grandi virtuosi della chitarra elettrica in stile slide e della voce di Susan Tedeschi, una delle “negre-bianche” della scena attuale (novella Bonnie Raitt), capace anche di suonare la chitarra meglio dell’80% dei colleghi in circolazione, ci aggiungiamo le armonie vocali di Mark Rivers e soprattutto di Mike Mattison, poderoso cantante della Derek Trucks Band e dei suoi Scrapomatic, qui un po’ sacrificato nel ruolo di background vocalist, ma è anche autore di molti brani. Che altro? La sezione ritmica di Oteil Burbridge al basso più il doppio batterista immancabile nelle formazioni “southern”, nelle persone di J.J. Johnson e Tyler Greenville (lasciando libero per il momento Yonrico Scott che si è subito fiondato nel progetto Royal Southern Brotherhood). E ancora “fratello” Kofi Burbridge alle tastiere e flauto nonché una sezione fiati composta da Kebbi Williams, Maurice Brown e Saunders Sermons.

Il risultato finale che otteniamo è un disco ottimo come Revelator che si aggiudica il Grammy come miglior album Blues del 2011 ed ora questo Everybody’s Talkin’ che, se possibile (ma lo è), è pure superiore. Il classico doppio album dal vivo coi fiocchi, i controfiocchi e il pappafico, quando ci vuole ci vuole, mi scappava di dirlo. Un misto di brani originali e cover che ti danno una sensazione di godimento sublime all’ascolto e che, se posso aggiungere, aveva avuto anche un piccolo antecedente poco conosciuto ma assai consigliato in un disco intitolato Soul Summit, uscito nel 2008 per la Shanachie, e che vedeva uniti sullo stesso palco, tra gli altri, gente come Richard Elliot dei Tower Of Power (altra band che conosce l’argomento in questione), Steve Ferrone dell’Average White Band, Karl Denson, Maysa e appunto Mike Mattison e Susan Tedeschi. In questo nuovo doppio CD la quota rock ed improvvisativa è naturalmente molto più accentuata: sette brani intorno e oltre ai 10 minuti non lasciano dubbi. Ma anche quando ci sono brani di “soli” 5 minuti, come la carnale trasformazione soul della celeberrima title-track tratta dal film Midnight Cowboy, cantata con voce rauca e vissuta da una grandissima Susan Tedeschi, con i fiati impazziti della band che ruotano intorno alla slide di Trucks, ragazzi, si gode come ricci (peraltro, mi sono sempre chiesto cos’avranno da godere questi simpatici animaletti?).

Poi una versione sontuosa di Midnight In Harlem, forse il brano più bello di Revelator, preceduto da una Swamp Raga Intro To Little Martha che è quello che dice il titolo, una improvvisazione orientaleggiante sul famoso brano di Duane Allman con la chitarra di Derek che ripercorre le tracce dell’antico maestro, brano che poi si trasforma in una stupenda ballata soul tra le migliori ascoltate nelle ultime decadi. Learn How To Love è un brano blues straordinario che fa capire perché hanno “dovuto” assegnarli quel Grammy nella categoria. Bound For Glory, firmata dal magico trio, Mattison/Tedeschi/Trucks, in rigoroso ordine alfabetico, sono tredici minuti che rinverdiscono i fasti dell’Allman Brothers band più gloriosa, a cui aggiungete una voce femminile e una sezione fiati ma “l’anima” è quella. Rollin’ And Tumblin’, l’unico brano sotto i cinque minuti, non ha bisogno di lunghe improvvisazioni per sprigionare lo spirito senza tempo di uno dei classici della musica Blues, bella versione comunque, tirata e rabbiosa.

Nobody’s Free, una composizione di Tedeschi/Trucks che non era sull’album di esordio, è uno dei brani che meglio esemplifica la grande empatia della coppia, con la vocalità calda di Susan e le improvvise esplosioni chitarristiche di Derek con la band che li segue sui terreni dell’improvvisazione più serrata, per una versione da annali del rock, incredibile! Il primo dischetto si conclude con una versione stupenda di Darling Be Home Soon il brano dei Lovin’ Spoonful di John Sebastian che era uno dei cavalli di battaglia dal vivo di Joe Cocker, peccato che non ci sia Space Captain, se no l’album sarebbe stato pefetto, ma questo brano con una coda strumentale fenomenale di Derek Trucks non lo fa rimpiangere troppo. Il secondo CD riparte subito con una cover di That Did It un grande blues&soul che era nel repertorio di Bobby “Blue” Bland, interpretato con grande intensità da Susan Tedeschi, che si destreggia con classe anche alla chitarra.

Mancano tre brani alla fine. Uptight è il celebre brano del giovane Stevie Wonder ed è l’occasione per una improvvisazione monstre di tutta la band (oltre i 15 minuti), che sulle gioiose note di questo vecchio inno Motown ci mostra ancora una volta perché è considerata una delle formazioni più straordinarie dal vivo attualmente in circolazione. Love Has Something Else To Stay è un lungo funky-rock con wah-wah che ha la carica del Jimi Hendrix della Band Of Gypsys potenziata da una sezione fiati mentre Wade In The Water è un’altra blues ballad dalle atmosfere cariche che conclude il concerto in gloria spirituale a tempo di gospel con Mattison e Rivers ad affiancare Susan Tedeschi in una grande interpretazione vocale.

Se non è un capolavoro poco ci manca, diciamo un piccolo capolavoro! Tra i dischi dell’anno di sicuro.

Bruno Conti

Grande Musica Rock 70’s Style! Tedeschi Trucks Band – Everybody’s Talkin’ Liveultima modifica: 2012-05-20T12:22:00+00:00da bruno_conti
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