Un Bluesman “Texano” Del Mississippi. Omar And The Howlers – I’m Gone

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Omar And The Howlers – I’m Gone – Big Guitar Music

A nove anni dall’ultimo album di studio, Boogie Man, che risaliva al 2003, Omar Kent Dykes ha convocato nuovamente la sua pattuglia di “ululatori” passati e presenti per una nuova puntata della saga di Omar & The Howlers, iniziata nel lontano 1973, anche se il primo frutto discografico è Big Leg Beat del 1980, come spesso accade uno dei suoi migliori in assoluto. Secondo le leggende metropolitane, Omar festeggia quest’anno i suoi 50 anni di carriera, in quanto sarebbe entrato nella sua prima band a 12 anni. Nato nel 1950, i conti tornano: però, per la serie allora vale tutto, potrei dire che visto che a quell’età giocavo con le figurine, sono uno dei fondatori della Panini. Il nostro amico è nato a McComb, Mississippi, un piccolo paesino che curiosamente ha dato i natali anche a Bo Diddley ed è la località vicino alla quale si è schiantato l’aereo che trasportava i Lynyrd Skynyrd. Forse per evitare questi futuri pericoli Omar si è trasferito in Texas, a Austin, già nel 1976, in un periodo dove iniziava a fiorire una scena blues locale che contava tra le sue punte di diamante i fratelli Vaughan e di cui Omar and The Howlers sarebbero stati (e sono tuttora) tra i migliori rappresentanti.

Dopo una serie di  recenti album solisti e collaborazioni, tra l’altro una proprio con Jimmie Vaughan, On The Jimmy Reed Highway, Dykes si è fondato la propria etichetta discografica, la Big Guitar Music, nome quanto mai esplicativo, e ha deciso di regalarci un nuovo capitolo della sua Enciclopedia sulla musica texana: rock and roll, blues, rockabilly, country, gli elementi ci sono tutti e come di consueto vengono frullati in quello stile inequivocabile che spesso nel passato li ha accostati all’altra grande band di “genere”, ovvero i Fabulous Thunderbirds. In questo caso non c’è l’armonica fra gli strumenti utilizzati ma chitarre, soprattutto chitarre e ancora chitarre, oltre naturalmente alla voce potente e vissuta di Omar, a suo agio in tutti i generi trattati.

Dal rockabilly boogie blues dell’iniziale title-track con il vocione che fa concorrenza a John Lee Hooker come profondità e una chitarra scintillante, per un risultato che sta a cavallo tra i Fabulous Thunderbirds e i Blasters più attizzati passando per il blues super classico di All About The Money per arrivare al country puro di una Drunkard’s Paradise che sembra una versione riveduta per i nostri giorni di Me And Bobby McGee, con acustiche e pedal steel a sostituire i soliti riff blues. Che ritornano nel ritmo alla Bo Diddley della vigorosa Wild And Free e nei ritmi elettrici a metà tra Chicago Blues e Stevie Ray Vaughan di Down To The Station. Omar Dykes ci regala dal suo songbook (tutte scritte per l’occasione) un eccellente tributo al suo stato d’adozione, Lone Star Blues è uno slow blues strumentale in trio con tanto di scat nella parte centrale che ne illustra anche le capacità tecniche come chitarrista poi ribadite nelle velocità frenetiche dell’irresistibile Omar’s Boogie.

Finito l’intermezzo strumentale Goin’ Back To Texas è un altro di quei blues ribaldi e scanditi che hanno sempre fatto parte del repertorio della Band mentre Let Me Hold You è una ballatona lenta quasi alla Willie Nelson, una country song profumata di Blues, cantata come Dio comanda. Move Up To Memphis è un altro di quei brani a cavallo tra blues e rock che hanno fatto la fortuna del gruppo in passato e che non mancano in questo ritorno mentre l’unica cover presente è uno dei super classici del Blues, I’m Mad Again, uno dei cavalli di battaglia di quel John Lee Hooker citato prima, vocione d’ordinanza, atmosfere sospese e ritmi ciondolanti per una versione da manuale. Si poteva anche finire qui ma Take Me Back è un bel rockabilly blues che avrebbe potuto entrare con onore nel repertorio di Elvis e nel testo cita nomi e luoghi che hanno fatto grande questa musica. Bel finale per un bel disco.

Bruno Conti

Un Bluesman “Texano” Del Mississippi. Omar And The Howlers – I’m Goneultima modifica: 2012-06-28T09:12:13+00:00da bruno_conti
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