Poco Glamour E Tanto Talento Per Una Grande Cantautrice! Mary Gauthier – Live At Blue Rock

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Mary Gauthier – Live At Blue Rock – Proper Records

Mary Gauthier viene da New Orleans, ma vive a Nashville. Non la Nasvhille dei lustrini e della musica leccata, ma quella dei cantautori (e delle cantautrici) di talento. Il suo disco precedente, The Foundling, (uno-dei-dischi-dell-anno-mary-gauthier-the-foundling.html), che in un certo senso è la storia della sua vita, come ha raccontato in alcune interviste, non è stato un grande successo a livello commerciale, ma ciò nonostante rimane uno dei dischi più belli in assoluto del 2010. Lei stessa, nonostante una carriera tardiva iniziata a quasi 35 anni nel 1997, attualmente è una delle voci femminiili più straordinarie del panorama musicale dei giorni nostri, tra le ultime generazioni possono rivaleggiare con la Gauthier a livello qualitativo, forse, solo Lucinda Williams e Mary Chapin Carpenter, mettiamoci anche Patty Griffin e Gillian Welch, e Natalie Merchant, che però ha diradato molto le sue uscite discografiche. I suoi “colleghi” Tom Waits e Bob Dylan l’hanno spesso citata e inserita nelle playlists di trasmissioni radiofoniche come Theme Time Radio Hour per Dylan e la radio australiana per Waits, con brani come I Drink e Your Sister Cried, entrambi presenti in questo Live.

Che potrebbe essere considerato una sorta di Greatest Hits, se fossimo in un mondo ideale ed il disco avesse venduto, ma essendo “solo” una sorta di resoconto di una serata in compagnia di Mary Gauthier e di alcune delle sue più belle canzoni (e tre scritte da Fred Eaglesmith), dovremo accontentarci di inserirlo tra i migliori dischi dal vivo di questo 2012 che si avvia a conclusione. Il disco è uscito per il momento solo sul mercato europeo (in America verrà pubblicato a febbraio del prossimo anno) ma per una volta non ci possiamo lamentare. Registrato in questo Blue Rock Artists Ranch And Studio di Austin, Texas, una sorta di via di mezzo tra uno studio di registrazione e una piccola sala da concerto, il disco ha una intensità notevole, nonostante il piccolo numero di musicisti impiegati per l’occasione: la stessa Mary, chitarra e voce (uno “strumento” in grado di ricordare una tonalità musicale che, per chi scrive, è una via di mezzo tra quella dolente di Lucinda Williams e la poco ricordata, ma grandissima,per il sottoscritto, Ferron, voce risonante e profonda in grado di improvvise aperture vocali), il percussionista Mike Meadows e una violinista fantastica (ma anche alle armonie vocali) che risponde al nome di Tania Elizabeth, che oltre a dividere regolarmente i palcoscenici di tutto il mondo con la Gauthier, è stata una delle fondatrici dei Duhks e ha pubblicato anche un piacevole disco folk&country quest’anno, Gods And Omens, che sto cercando ancora di recuperare, oltre a due ad inizio carriera, una dozzina di anni e più fa, caratterizzato dal suono di quel violino, lirico ed elegiaco, che è ovunque anche nel CD di Mary Gauthier, senza che la Elizabeth, in proprio, ne raggiunga la potenza e il carisma interpretativo.

Questo disco dal vivo si apre con una intensissima Your Sister Cried (proprio il brano di Eaglesmith) e per più di un’ora non ti lascia andare, affascinato dalla musica che scorre fluida, malinconica e dolorosa, più raccolta che nelle versioni di studio, dove era stata prodotta peraltro da gente del calibro di Gurf Morlix, Joe Henry e Michael Timmins, che avevano stampato, su dischi come Mercy Now, Between Daylight and Now e The Foundling anche la propria impronta, negli arrangiamenti e nella costruzione delle canzoni, che però comunque godono della personalità della Gauthier, che più che scriverle ed interpretarle, le vive e le rivisita ogni volta, come se fossero sempre nuove, dei piccoli “trovatelli” da non abbandonare. E così possiamo ascoltare brani bellissimi come Last Of The Hobo Kings, la dolorosa, malinconica e portatrice di redenzione, Blood Is Blood, brano portante di The Foundling. E ancora, Cigarette Machine (sempre di Eaglesmith, che è un altro cantautore di talento che varrebbe la pena di investigare), Our Lady Of The Shooting Stars, The Rocket,ancora del buon Fred, la storia di Karla Faye, giustiziata dopo lunghi anni passati nel braccio della morte, vissuta con una empatia e una carità quasi cristiana.

Lei canta con grandissima passione, il violino folleggia, le percussioni vengono percosse, ma non soffrono, anzi (non mi è venuto di meglio) e le canzoni si susseguono, una più bella dell’altra: I Drink, lucida ed amara, è quella che è piaciuta tantissimo a Dylan, Sugar Cane ci permette di assaporare ancora una volta la sua voce, quasi unica e molto particolare, vissuta ma sempre viva. Drag Queen In New Orleans, una sorta di omaggio a Bob Wills e alla sua città, è considerata uno dei suoi capolavori, ricca di immagini e fraseggi vocali che sfiorano la perferzione in questo folk minimale, ma allo stesso tempo quasi cinematografico che si apprezza nella sua musica, che si può considerare di pari livello, in molte canzoni, di quelle scritte da gente come Dylan o Cohen. La conclusione sarebbe affidata a Wheel Inside The Wheel (altro brano bellissimo), se alla fine del CD, dopo pochi secondi di silenzio, non partisse la solita hidden track,  una versione di studio di Mercy Now, un altro dei suoi brani più rappresentativi, per chi vuole apprezzare, ancora una volta, le gioie della sua musica, anche in versione full band, e i dischi di studio sono, sia detto per inciso, veramente belli anche loro. Un altro signor disco da inserire nelle “nostre” playlists di fine anno. Solo buona musica, niente glamour od orpelli!

Bruno Conti 

Poco Glamour E Tanto Talento Per Una Grande Cantautrice! Mary Gauthier – Live At Blue Rockultima modifica: 2012-11-05T18:36:00+00:00da bruno_conti
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