Come Al Solito, Buona “Roba” Dall’Irlanda! Eleanor McEvoy – Stuff

EleanorMcEvoy Stuff

Eleanor McEvoy – Stuff – Moscodisc Recording

Dopo l’uscita dello scorso anno di If You Leave… (si era comunque parlato del precedente Alone su queste pagine virtuali http://discoclub.myblog.it/2011/09/26/dall-irlanda-con-passione-eleanor-mcevoy-alone/ ), torna Eleanor McEvoy con una raccolta di rarità, b-sides, collaborazioni e nuove registrazioni, che copre un arco di carriera ventennale, ormai giunta al dodicesimo album (dieci, secondo l’intervista che potete ascoltare sotto). Questa bella musicista irlandese, nata a Dublino (città che penso di tornare a visitare entro l’anno), è una valida polistrumentista, suona di tutto (violino, chitarra, mandolino, ukulele, viola, pianoforte , clavicembalo e organo), e con la sua voce, immediatamente riconoscibile, ci presenta questa miscellanea di undici tracce, brani che parlano di amori non corrisposti, di perdite dolorose, dall’accompagnamento musicale molto variabile, sempre comunque in un ambito di suono elettroacustico.

La raccolta inizia con il robusto singolo The Thought Of You, a cui fanno seguito una bella versione rallentata di una canzone di Chuck Berry, Memphis Tennessee, riletta in chiave blues e un omaggio alla penna di Georges Moustaki e alla celeberrima Edith Piaf, con una Milord cantata in francese. Si prosegue con Please Heart You’re Killing Me scritta a quattro mani con Rodney Crowell, un brano dal suono vagamente “mariachi”, passando per l’atmosfera ancora bluesy di Don’t Blame The Tune, alla collaborazione con il sestetto polacco Banana Boat in una Take A Little Look, cantata a cappella e a una dolce rilettura acustica di Take You Home. Arriva il momento di un’altra cover, la pimpante e poco conosciuta Whistle For The Choir dei Fratellis (un gruppo indie-rock scozzese), mentre Deliver Me, una canzone sull’ipocrisia della chiesa ufficiale, viene riletta in formato gospel-blues, andando poi a chiudere con due splendidi brani scritti con David Rotheray, chitarrista ed autore nei Beautiful South, l’ironica (british humor) The Night May Still Be Young, But I Am Not,  sotto forma di un valzer cadenzato, e una Lovers Chapel  recuperata dal gruppo di Rotheray, gli Homespun.

Questa signora (o signorina?), Eleanor McEvoy, rimarrà per sempre legata al suo brano più celebre Only A Woman’s Heart (dal suo album d’esordio omonimo Eleanor McEvoy (92)  interpretato da molti artisti (su tutte scelgo personalmente la versione fatta da Mary Black), ma per chi eventualmente ancora non la conosce o vuole approfondire, questo lavoro raccoglie delle piccole gemme che meritano di essere conosciute, una sorta di promemoria costante che ci ricorda che la McEvoy occupa un posto di rilievo nell’universo delle cantanti al femminile della verde Irlanda, dove è molto amata.

Tino Montanari

Come Al Solito, Buona “Roba” Dall’Irlanda! Eleanor McEvoy – Stuffultima modifica: 2014-06-18T18:23:34+00:00da bruno_conti
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