Piccoli “Mumford & Sons” Crescono…! Bear’s Den – Islands

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Bear’s Den – Islands – Communion Records/Universal

Preparate il portafoglio, perché tra un po’ vi sentirete più leggeri, in tutti i sensi, anche più felici volendo. Il sottobosco musicale inglese è talmente fertile e ricco di talenti che da solo basterebbe a riempire il sempre più asfittico attuale panorama musicale. A questa categoria (quella dei talenti) appartengono i Bear’s Den, il segreto “meglio custodito” dell’attuale scena folk londinese, che, dopo avere ottenuto un buon successo di critica con i due primi EP, Agape e Without/Within, fanno il loro esordio ufficiale con questo Islands https://www.youtube.com/watch?v=9TZh_md7DOI , distribuito dalla lodevole Communion Records tramite la major Universal, con un tipo di“sound” di matrice anglo-americana che non può non ricondurre ai più famosi Mumford & Sons (peratro al momento nella fase in cui la luna di miele con la critica sembra quasi finita, ingiustificatamente).

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I Bear’s Den sono un barbuto trio di musicisti, composto dal frontman Andrew Davie alla voce e chitarra, Joey Haynes voce e banjo e Kevin Jones voce e batteria, che dopo aver percorso nel giro di due anni una lunga strada di concerti e mini album indipendenti, escono dalla loro “nicchia” per concorrere (per chi scrive) al miglior debutto dell’anno. Le canzoni di Islands si animano subito con il banjo e i tamburi di una notevole Agape, seguita dalla delicata The Love We Stole, dalla struggente malinconia di Above The Clouds Of Pompei, con il banjo di Haynes che ti apre il cuore https://www.youtube.com/watch?v=pGXBR1wR-mo , come pure nelle successive Isaac, dalle splendide armonie vocali, e Think Of England un fiero e nostalgico omaggio alla loro patria. Si prosegue con Magdalene che potrebbe ricordare, almeno al sottoscritto, certe cose dei National,  per poi passare a quello che potrebbe essere il “clou” di tutto il lavoro, una splendida When You Break,  una sorta di moderno brano indie-folk caratterizzato da una intro straordinaria, che apre la strada anche ad una martellante e solida Stubborn Beast, prima di andare a chiudere con le raffinate note di Elysium https://www.youtube.com/watch?v=BH-wP2TDUBQ e le maestose armonie di Bad Blood, altro brano manifesto del gruppo, canzone che quando viene eseguita dal vivo, sprigiona tutta la sua bellezza https://www.youtube.com/watch?v=v5plSAtYiZE .

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I Bear’s Den sono “pionieri”, e seguaci al tempo stesso, di una nuova frontiera musicale, nelle loro mani canzoni di disperazione diventano momenti di gioia e di rara bellezza, e sarebbe veramente un delitto (musicale) che questi brani non trovino la giusta consacrazione: una band con un futuro luminoso all’orizzonte, e un presente, sempre per andare alla ricerca di paragoni, che li avvicina alla bellezza delle canzoni di Nathaniel Rateliff, altro musicista che si colloca in questa area musicale. Come al solito, la ricerca continua!

Tino Montanari

Piccoli “Mumford & Sons” Crescono…! Bear’s Den – Islandsultima modifica: 2014-11-02T17:53:11+00:00da bruno_conti
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