Dal Nostro Inviato Nel Passato! David Crosby – Live At The Matrix, December 1970

david crosby live at the matrix

DAVID CROSBY – Live At The Matrix, December 1970 – Keyhole Records

Ehm…ma come? Siamo già alle soglie del 1971? No…non è possibile, ho appena comprato Chunga’s Revenge ed il primo ottobre sono andato a vedere gli Stones al Palalido con mio padre (grazie Palo!)….vuoi mika dire che quel quadratino di umida carta assorbente, con il volto ghignante di Yuri Gagarin stampigliato sopra, mi abbia scombussolato così tanto???  Mah….non ho più il fisico, si vede…

*NDB Questo è il bootleg completo!

Comunque, al momento ho tra le mani questa registrazione pirata, ma con una buona qualità audio, di David Crosby & Friends. In  pratica un’anteprima live al Matrix di San Francisco del suo primo album solo, che dovrebbe uscire il prossimo anno e che si preannuncia molto, molto interessante. Accompagnato da Captain Trips in persona, Jerry Garcia, e da due suoi adepti quali Phil Lesh e Mickey Hart, ci propone alcune sue nuove composizioni, un brano già conosciuto ed alcuni pezzi degli stessi Grateful Dead.

david and the dorks live matrix 70

Il Matrix deve essere un bel posticino accogliente ed informale, al punto da mettere i 4 a loro agio ed in assoluto relax dato che, dopo una bluesata e preparatoria versione di Drop Down Mama, eseguono un meraviglioso brano, per ora inedito, dal titolo: Cowboy Movie. Crosby lo introduce ironizzando e dicendo che insieme ad amici, erano seduti sul divano di casa a guardare la televisione, a mangiarsi appunto una TV dinner e a vedere un B Movie su indiani & cowboys, che ha poi ispirato il pezzo. Trattasi di un vero e proprio capolavoro, che mette in pratica la cosiddetta Legge di Miles: less is more.

La voce di David è perfetta nel declamare le lente e sognanti strofe, che narrano la storia di alcuni banditi che, dopo una rapina al treno, tornano al loro accampamento e vengono traditi dalla bella squaw, che in realtà è una rinnegata dello sceriffo, insomma una della legge. E’ lei che distrae il nostro eroe con le solite moine, il quale, ferito e sconfitto, morirà tristemente alla periferia di Albuquerque, “nella più desolata visione che abbiate mai avuto”.

david crosby live 1970 1

Penso sinceramente che questa sia una delle canzoni più belle che abbia mai ascoltato in vita mia. Il basso di Lesh, con il suono fatto di  gomma liquida è grandioso, la batteria di Hart è discreta e  rarefatta, incalzante quando necessario. Ma è la chitarra davvero lisergica e lacerante di Garcia a definire l’atmosfera, insieme alla splendida voce di David, rendendo il brano praticamente un raga di oltre 9 minuti, che vorresti non finisse mai. Mi aspetto che, incisa in studio con tutti i crismi e gli arrangiamenti definitivi, questo pezzo diventi uno dei massimi esempi della musica rock contemporanea. Ma, almeno in questo caso, la bellezza non ha confini e si prosegue con un altro grande pezzo di Crosby, cioè quella Triad rifiutata dai Byrds (che poi ci hanno ripensato) ma registrata dai Jefferson Airplane nel loro album del ’68 Crown Of Creation, anche questa in una grande interpretazione, intensa, rilassata e fluida.

david crosby live matrix 2

Poi è il turno di The Wall Song, anch’essa inedita e forse non ancora debitamente compiuta, ma  sempre nel puro stile di Crosby; quindi Bertha e Deep Elem Blues, dal repertorio classico dei Dead. Quasi a chiudere, ma prima dell’ultima perla, una buona versione dello standard Motherless Children. Dulcis in fundo, il concerto termina con un altro fantastico inedito, Laughing, di 10 minuti abbondanti, in cui tutta la sensibilità e la classe dell’autore e della band che lo accompagna, si manifestano in un brano etereo e spirituale, quanto sublime. Alla fine non resta che rimettere la puntina sul primo solco e riascoltare il tutto ancora molte volte, quasi increduli, abbandonandoci alle paradisiache vibrazioni fluttuanti dallo stereo.

david crosby if i could only

Insomma questo 1970, già ricco di altri capolavori come American Beauty, Zeppelin III, Abbey Road, il Jack Johnson di Miles Davis, solo per citarne alcuni, finisce in grande bellezza, anche se lo scioglimento dei Fab Four, prorio all’inizio del nuovo decennio, mi ha causato una certa paranoia. Quindi non vedo l’ora di ascoltare questo primo album solista di Croz che, stando ad alcune indiscrezioni fatte filtrare dal settimanale Melody Maker, sarà affiancato da tutto il gotha musicale della West Coast. Si sussurra infatti delle collaborazioni di Young, Nash, Joni Mitchell, di alcuni membri dei Jefferson Airplane e dei Dead, altri amici e nomi illustri: insomma le basi per un album davvero epocale ci sono tutte e quindi basta solo attendere https://www.youtube.com/watch?v=Q18Tht5bBtg .

Buon 1971 a tutti & Happy Trails!

Un ringraziamento al mio amico Paolo Canevari, promettente chitarrista, per i suggerimenti storico-biografici.

Jimmy Ragazzon

 

P.s

Da una verifica casuale mi sono accorto che questo è il Post n° 2000 del Blog, e li trovate ancora tutti in rete, quindi tanti auguri in tutti i sensi!

Bruno il Blogger

Dal Nostro Inviato Nel Passato! David Crosby – Live At The Matrix, December 1970ultima modifica: 2014-12-24T11:04:15+00:00da bruno_conti
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