Un Altro Live Non Ufficiale, Forse Il Più Bello! James Taylor – Carnegie

james taylor carnegie

James Taylor – Carnegie – 2 CD F.M.I.C.

Una volta esistevano i bootleg, dischi pirata di materiale inedito che nell’era del vinile erano preziosissimi reperti destinati ad ampliare le discografie di artisti spesso restii a pubblicare musica che veniva considerata non degna di essere portata a conoscenza del grande pubblico: spesso erano anche incisi piuttosto male, con mezzi di fortuna, ma nell’immenso mercato alternativo c’erano spesso delle chicche destinate alla gioia dei fans. Poi, nell’era digitale dei CD, c’è stato un breve periodo durante il quale, per una falla nelle leggi sul copyright, questi album sono usciti a livello quasi ufficiale, e qualche artista, vedi Dylan e Winter, per citarne un paio, continua a farlo. Negli ultimi anni, soprattutto in Inghilterra, stanno uscendo molti compact relativi a broadcast radiofonici, quindi incisi molto bene, in quanto provenienti da registrazioni soundboard, che ripropongono questi vecchi bootleg in una veste semiufficiale.

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James Taylor è stato uno dei più saccheggiati, negli ultimi due anni sono usciti almeno quattro o cinque di questi prodotti http://discoclub.myblog.it/2014/10/18/vecchi-buoni-james-taylor-feel-the-moonshine-georgia-on-my-mind/ , quasi sempre in versione singola (e questo è uno dei difetti di questi prodotti, in quanto raramente, con qualche eccezione, penso ai bellissimi tripli di Springsteen, i concerti promozionali da cui sono tratti vengono editii nella loro interezza, ma solo la parte andata in onda nelle trasmissioni radiofoniche). Pensavo che questo Carnegie fosse una eccezione, in quanto si tratta di un doppio CD, ma purtroppo è un finto doppio, una mezz’ora il primo dischetto e circa 40 minuti il secondo, quindi ci stava comodamente in un singolo, e il concerto, registrato alla Carnegie Hall di New York il 27 maggio del 1974, la seconda di due serate consecutive mandate in onda dal famoso King Biscuit Flower Hour, un network di radio consociate, non è completo.

Sono i 21 brani mandati in onda, quindi ne mancano cinque dal concerto originale: però la qualità sonora e quella della esibizione lo rendono uno dei migliori concerti di James Taylor dell’epoca e uno dei migliori di sempre. Il tour era nato per fare promozione a Walking Man, disco che sarebbe uscito per la Warner il successivo 1° giugno https://www.youtube.com/watch?v=nNCmp7yYW6o , ma contiene materiale tratto da tutta la discografia di Taylor, alcune cover notevoli e un paio di sorprese nel finale.

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La qualità delle esecuzioni è sublime, anche grazie alla band che lo accompagna, Hugh McCracken e David Spinozza alle chitarre, Rick Marotta alla batteria, i tre newyorkesi, come pure Don Grolnick alle tastiere, più Andy Muson al basso, e in alcuni brani una sostanziosa sezione fiati composta da Jon Faddis, Alan Rubin, Barry Rogers, George Young, Frank Vacari, Kenny Berger e Howard Johnson. James, in gran forma, come al solito chiacchiera argutamente con il pubblico e sciorina il repertorio della serata con classe e nonchalance: a partire dalla sezione acustica in solitaria che apre il concerto con delle deliziose You Can Close Your Eyes, Riding On A Railroad e Blossom, tratte dai suoi primi tre album (peccato per Something In The Way She Moves che era nel bootleg), segue una parte dove Taylor è accompagnato solo da Marotta alle percussioni, Grolnick e Muson, con versioni perfette di Long Ago And Far Away e Sunshine Sunshine, una canzone dedicata alla sorella, a questo punto dal broadcast salta Night Owl. Quando torniamo tutta la band è salita sul palco e parte una versione fantastica di Me And My Guitar, che anticipa con i suoi ritmi funky il nuovo album, eccellenti gli intermezzi chitarristici di Spinozza e McCracken e l’armonica dello stesso James. Bellissime anche Country Road e la versione Tayloriana del classico di Carole King You’ve Got A Friend, oltre a una versione notevole e tiratissima del classico di Chuck Berry Promised Land che conclude la prima parte. Mancano altri due brani presenti nel broadcast, Carolina On My Mind e Never Never Land, ma versioni eccellentii di Migration e Let It All Fall Down dal nuovo album compensano abbondantemente, seguite dalle poche note, ma sempre belle, Brighten Your Night With My Day e Anywhere Like Heaven, con in mezzo One Man Parade e Knocking Round The Zoo, l’ultima che manca all’appello dal broadcast.

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Nell’ultima parte del concerto  viene utilizzata la sezione fiati con risultati vincenti, ma non prima di una struggente Don’t Let Me Be Lonely Tonight e come primo bis una magnifica Fire And Rain, la cover di un blues come You’re The One (That I Adore) dal repertorio di Bobby Blue Bland e dove pare quasi di sentire la Band, seguita da Rock’n’Roll Is Music Now che sono il preludio all’apparizione sul palco di Mrs.Carly Simon per una trascinante Mockingbird https://www.youtube.com/watch?v=EeOqD3uMIRs  e una dolcissima Ain’t Song , conclude tutto in gloria una grandiosa Sweet Baby James. Avrebbe potuto essere un fantastico disco dal vivo ufficiale, ma anche così vi assicuro che merita!

Bruno Conti

Un Altro Live Non Ufficiale, Forse Il Più Bello! James Taylor – Carnegieultima modifica: 2015-01-10T15:49:02+00:00da bruno_conti
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