Anticipazioni A Breve E Lunga Gittata Estate 2015, Parte II. Jerry Garcia Band, Sharon Van Etten, Jason Isbell, Warren Haynes & Railroad Earth, Gregg Allman, Orange Humble Band, Pete Townshend, Sly & Family Stone

sharon van etten i don't want

Ovviamente con questa rubrica non si vogliono esaminare tutte le uscite della prossima estate, ce ne sono altre interessanti che verranno considerate al momento giusto e altre sicuramente se ne aggiungeranno. Come per la prima parte, partiamo dal titolo la cui pubblicazione è piu imminente: si tratta di un nuovo disco di Sharon Van Etten, etichetta Jagjaguwar, data di rilascio 9 giugno, il titolo è I Don’t Want To Let You Down, si tratta solo di un EP, cinque brani in tutto, di cui uno dal vivo. La troviamo anche nel tributo a Karen Dalton, appena uscito, e segnalato di recente, ma la cantautrice del New Jersey non manca mai di emozionare con ogni suo album, anche mini:

jerry garcia band on broadway act one

E’ facile fare dell’ironia ma erano già nove mesi che non veniva pubblicato qualche registrazione inedita di Jerry Garcia (a parte vari broadcast radiofonici, diciamo non ufficiali), ma questo nuovo On Broadway: Act One non fa parte della rinomata serie GarciaLive giunta al quinto capitolo, bensì inaugura una nuova serie di registrazioni di ben 13 serate tenute a Broadway nell’autunno del 1987 (ebbene sì). Questo primo volume, in 3 CD, pubblicati dalla ATO Records, riporta i tre set completi della serata del 28 ottobre 1987 al Lunt-Fontanne Theatre, sia la parte acustica che quella elettrica, con questa sequenza di brani:

CD1:
1. Opening Announcement
2. Deep Elem Blues
3. I’m Troubled
4. Spike Driver Blues
5. Band Introductions
6. Blue Yodel #9
7. Short Life of Trouble
8. If I Lose
9. I’m Here To Get My Baby Out Of Jail
10. Oh Babe It Ain’t No Lie
11. Drifting Too Far From The Shore
12. Ragged But Right

CD2:
1. Opening Announcement
2. I’ve Been All Around This World
3. Ballad Of Casey Jones
4. Blue Yodel #9
5. I’m Troubled
6. Rosa Lee McFall
7. Band Introductions
8. Diamond Joe
9. I Ain’t Never
10. It’s A Long Long Way To The Top Of The World
11. Bright Morning Stars
12. Ragged But Right

CD3:
1. How Sweet It Is (To Be Loved By You)
2. Forever Young
3. Stop That Train
4. Band Introductions
5. Run For The Roses
6. Evangeline
7. Knockin’ On Heaven’s Door
8. Gomorrah
9. Tangled Up In Blue
10. My Sisters And Brothers

Data di uscita del triplo CD 23 giugno. Se vi dice qualcosa è perché altri concerti di questa serie erano usciti come Pure Jerry, ma questa serata è inedita.

orange humble band depressing beauty

Se vi chiedete chi diavolo sia la Orange Humble Band era quello che mi chiedevo anch’io, poi mi sono informato e ora ve lo dico. Intanto vengono dall’Australia, o meglio, da lì viene il fondatore e principale autore del gruppo Darryl Mather, ex Lime Spiders. Il gruppo ha registrato due album e un EP tra la metà anni ’90 e il 2001, quando è uscito Humblin’ (Across America), registrato un paio di anni prima. Dopo una dozzina di anni di giusta pausa l’Orange Humble Band si è ritrovata negli studi Ardent di Memphis, con Mitch Easter, il famoso produttore e musicista (anche del giro R.E.M. e Let’s Active) sempre presente, alla batteria Jody Stephens dei Big Star, Ken Stringfellow dei Posies e una notevole serie di ospiti, da Dwight Twilley a Jon Auer, sempre dei Posies, Spooner Oldham (già presente nel precedente album), Rick Steff dei Lucero, Susan Cowsill, Dave Smith (bassista di Cat Power e Buddy Guy) e molti altri. Il risultato viene pubblicato dalla Citadel Records (quindi non di facile reperibilità) il 30 giugno.

Questa è la lista dei brani:

  1. You Close Your Eyes (D Twilley) (4:18 m:s)
  2. The Girl Without A Name (D Mather / D Twilley / Orange Humble Band) (3:45 m:s)
  3. Conversations With Myself (D Mather / Orange Humble Band) (4:12 m:s)
  4. Sowannadoit (D Mather / Orange Humble Band) (3:51 m:s)
  5. Ain’t Tougher Than Me (D Mather / Orange Humble Band) (5:12 m:s)
  6. Our Beautiful Selves (D Mather / Orange Humble Band) (3:49 m:s)
  7. If That’s What You Want (D Mather / A Bautovich / Orange Humble Band) (3:56 m:s)
  8. Get Straight Down (D Mather / A Bautovich / Orange Humble Band) (3:46 m:s)
  9. Once My Precious You (D Mather / Orange Humble Band) (3:19 m:s)
  10. Oughta Feel Ashamed (D Mather / D Twilley / Orange Humble Band) (3:00 m:s)
  11. No One Cares About Me (D Mather / Orange Humble Band) (3:38 m:s)
  12. Emma Amanda (D Mather / J Auer) (2:26 m:s)
  13. Upon Cindy’s Will (D Mather / A Bautovich / Orange Humble Band) (3:04 m:s)
  14. With The Universe In My Hand (D Mather / Orange Humble Band) (6:48 m:s)
  15. Something Goin’ On (D Mather / Orange Humble Band) (4:47 m:s)

Un assaggiohttps://soundcloud.com/citadel-records-1/aint-tougher-than-me-1. Forse non ho detto il titolo, Depressing Beauty.

pete townshend truancy

Qualche tempo fa vi ho parlato, non troppo bene, dell’uscita, tra una decina di giorni, su etichetta DGG, della versione classica di Quadrophenia. Confermo, non mi piace: ma a fine giugno, sempre per il gruppo Universal, uscirà questo Truancy The Very Best Of Pete Townshend, antologia che annuncia la prossima ristampa del catalogo di Townshend; non so dirvi se gli album usciranno in versioni potenziate da bonus ( e il chitarrista e cantante inglese ha un archivio mostruoso) ma in questo Best Of ci sono comunque due brani nuovi, Guantanamo https://www.youtube.com/watch?v=BU4PKdWoE6U e How Can I Help You, un brano in gestazione da una decina di anni https://www.youtube.com/watch?v=PzwaUgXAZFk Nella raccolta ci sono 17 brani in tutto, molte belle canzoni, perché ne ha scritte parecchie anche fuori dagli Who, e se non volete (o non avete già) i vari album solisti, questo CD è una buona idea:

1. Pure And Easy (from Who Came First)
2. Sheraton Gibson (from Who Came First)
3. Let’s See Action (Nothing Is Everything) (from Who Came First)
4. My Baby Gives It Away (from Rough Mix)
5. A Heart To Hang On To (from Rough Mix)
6. Keep Me Turning (from Rough Mix)
7. Let My Love Open The Door (from Empty Glass)
8. Rough Boys (from Empty Glass)
9. The Sea Refuses No River (from All The Best Cowboys Have Chinese Eyes)
10. Face Dances (Pt. 2) (from All The Best Cowboys Have Chinese Eyes)
11. White City Fighting (from White City)
12. Face The Face (from White City)
13. I Won’t Run Anymore (from The Iron Man)
14. English Boy (from Psychoderelict)
15. You Came Back (from Scoop)
16. Guantanamo (New song)
17. How Can I Help You (New song)

sly and family stone live fillmore east

Per la seconda metà di Luglio il 21) è annunciato anche questo Sly And The Family Stone Live At The Fillmore East October 4th & 5th 1968, che è un ampliamento del doppio vinile uscito per il recente Record Store Day. Si tratta di un cofanetto di 4 CD, etichetta Sony Legacy , con i due concerti completi, registrati appena dopo l’uscita del loro terzo album Life, e quindi nel periodo migliore della band. Come al solito lista completa dei brani:

CD 1 (Recorded Live at the Fillmore East, NYC, October 4, 1968-Early Show)
1. Are You Ready 2. Color Me True 3. Won’t Be Long 4. We Love All (Freedom)
5. MEDLEY: Turn Me Loose / I Can’t Turn You Loose 6. Chicken 7. Love City

CD 2 (Recorded Live at the Fillmore East, NYC, October 4, 1968 -Late Show)
1. M’ Lady 2. Don’t Burn Baby 3. Color Me True 4. Won’t Be Long 5. St. James Infirmary|
6. MEDLEY: Turn Me Loose / I Can’t Turn You Loose 7. Are You Ready 8. Dance To The Music 9. Music Lover 10. MEDLEY: Life / Music Lover

CD 3 (Recorded Live at the Fillmore East, NYC, October 5, 1968-Early Show)
1. Life 2. Color Me True 3. Won’t Be Long 4. Are You Ready 5. Dance To The Music
6. Music Lover 7. M’ Lady

CD 4 (Recorded Live at the Fillmore East, NYC, October 5, 1968-Late Show)
1. M’ Lady 2. Life 3. Are You Ready 4. Won’t Be Long 5. Color Me True 6. Dance To The Music 7. Music Lover 8. Love City MEDLEY: 9. Turn Me Loose / I Can’t Turn You Loose
10. The Riffs

Il prezzo, almeno in Europa, dovrebbe essere più contenuto che in America dove si parla di circa 50 dollari.

jason isbell something more than free

Per il 17 luglio è annunciata l’uscita del nuovo album solista dell’ex Drive-By Truckers Jason Isbell, titolo Something More Than Free, etichetta Southeastern, che è anche il titolo del suo ottimo precedente album del 2013. Il disco, che vede anche la presenza della “incintissima moglie” Amanda Shires al violino e alle armonie vocali (recentemente hanno partecipato al David Letterman Show con una bella versione di Mutineer di Warren Zevon https://www.youtube.com/watch?v=1urvSKb_2Ws ) , già sentito, è molto bello, tra country, rock e roots music, alcune belle ballate che ricordano Jackson Browne (forse per la presenza del violino) e una produzione molto consistente di David Cobb, effettuata negli studi Sound Emporium di Nashville. Siamo molto in anticipo ma segnatevelo, perché merita!

warren haynes ashes and dust

Sempre tra le uscite future, fine luglio, il 24 è annunciato un nuovo album solista di Warren Haynes Ashes And Dust, con la partecipazione fissa dei Railroad Earth, quindi con sonorità diverse dai “soliti” dischi del biondo chitarrista americano, più country-bluegrass-roots oriented, anche folk se volete, ma il rock non mancherà. Etichetta Provogue/Mascot in Europa e Concord in America, uscirà anche una versione Deluxe, ma nel caso merita, in quanto sarà un doppio CD, con questo contenuto:

1. Is It Me or You
2. Coal Tattoo
3. Blue Maiden’s Tale
4. Company Man
5. New Year’s Eve
6. Stranded in Self-Pity
7. Glory Road
8. Gold Dust Woman featuring Grace Potter
9. Beat Down the Dust
10. Wanderlust
11. Spots of Time
12. Hallelujah Boulevard
13. Word on the Wind

Deluxe Edition Bonus CD2:
1. Company Man (Demo)
2. New Year’s Eve (Demo)
3. Glory Road (Demo)
4. Wanderlust (Demo)
5. Hallelujah Boulevard (Live From Angel Orensanz Foundation 12/28/2008)

Per il momento solo questa anticipazione di un brano che doveva essere usato dagli Allman Brothers, scritto da Haynes con Phil Lesh. Qui è completa https://soundcloud.com/mascotlabelgroup/11-spots-of-time

gregg allman live back to macon

Visto che siamo in tema di Allman Brothers, l’8 agosto uscirà quella meraviglia che vedete effigiata qui sopra: Gregg Allman Live Back To Macon Georgia January 14 2014, 2 CD + DVD etichetta Rounder/Universal, 8 musicisti sul palco della Grand Opera House con Gregg (dal sito di Allman questa la lista: Scott Sharrard on guitar, bassist Ron Johnson, Ben Stivers on keyboards, drummer Steve Potts, Allman Brothers veteran Marc Quinones on percussion, saxophonists Jay Collins and Art Edmaiston and Dennis Marion on trumpet, ), oltre al figlio Devon Allman, ospite alla chitarra..Ecco la lista dei brani, e un concerto che parte con Statesboro Blues per definizione è già bello, senza neppure averlo sentito:

Disc 1 (Audio):
1. Statesboro Blues
2. I’m No Angel
3. Queen of Hearts
4. I Can’t Be Satisfied
5. These Days
6. Ain’t Wastin’ Time No More
7. Brightest Smile In Town
8. Hot’Lanta
9. I’ve Found a Love

Disc 2 (Audio):
1. Don’t Keep Me Wonderin’
2. Before the Bullets Fly
3. Melissa
4. Midnight Rider
5. Love Like Kerosene
6. Whipping Post
7. One Way Out

Disc 3 (Video):
1. Statesboro Blues
2. I’m No Angel
3. Queen of Hearts
4. Interview: What Macon Was To Us
5. I Can’t Be Satisfied
6. These Days
7. Ain’t Wastin’ Time No More
8. Interview: Practicing in Macon
9. Brightest Smile In Town
10. Hot’Lanta
11. I’ve Found a Love
12. Don’t Keep Me Wonderin’
13. Before the Bullets Fly
14. Melissa
15. Interview: We Worked Hard
16. Midnight Rider
17. Love Like Kerosene
18. Interview: Songwriting for the Allman Brothers
19. Whipping Post
20. One Way Out
21. Stormy Monday
22. Floating Bridge
23. Feature: The Gregg Allman Band at the H&H

https://www.youtube.com/watch?v=AnwFBGbOXHs

Comunque a giudicare da questo estratto di One Way Out non c’era da dubitarne!

Direi che è tutto, potrei dirvi che il 23 giugno usciranno le ristampe potenziate doppie dei primi due album dei Ten Years After e altro, ma per oggi la finiamo qui.

Bruno Conti

 

Anticipazioni A Breve E Lunga Gittata Estate 2015, Parte I. Willie Nelson & Merle Haggard, Dawes, Sonny Landreth, Amos Lee, Barenaked Ladies, Of Monsters And Men, Bill Wyman, Neil Young

willie nelson merle haggard django and jimmie

Come al solito prima dell’inizio dell’estate (che ufficialmente parte dal 21 giugno, ma già da inizio mese, di solito, porta i suoi benefici effetti) facciamo un giretto su alcune delle prossime uscite che ci delizieranno in questa stagione. Dei due titoli dei Rolling Stones, di Richard Thompson, dei Dawes, che sono nella lista del titolo del Post, ma qui non appaiono, già detto, e ancora di Rickie Lee Jones, Pete Townshend il Quadrophenia orchestrale, Indigo Girls, slittate, almeno in Europa, a metà giugno, e qualcos’altro che al momento mi sfugge,  ci siamo già occupati, per cui, in queste due puntate andremo scegliendo tra alcune delle proposte discografiche più interessanti. Oltre al nuovo Dawes, prodotto da David Rawlings, ad inizio della settimana prossima è in uscita un nuovo, ennesimo, album di Willie Nelson, questa volta in coppia con Merle Haggard. Il CD, intitolato Django And Jimmie, esce per la Sony Legacy, è prodotto da Buddy Cannon, e come riporta il titolo è un omaggio a Django Reinhardt e Jimmie Rodgers, anche se perlopiù si tratta di brani nuovi, scritti per l’occasione, molti dalla coppia Willie & Merle, ma anche dallo stesso Buddy Cannon, dalla figlia Marla, da Jamey Johnson e da altri (c’è anche una cover di Don’t Think Twice, It’s Allright di tale Bob Dylan), un brano che si chiama Missing Ol’ Johnny Cash, dove oltre ai due appare come ospite anche Bobby Bare; 14 canzoni in totale, per due leggende della country music https://www.youtube.com/watch?v=PRv7BVEsk0w

sonny landreth bound by the blues

Nuovo disco anche per Sonny Landreth Bound By Blues, il primo per la nuova etichetta Mascot/Provogue che sta sempre più raccogliendo nei suoi ranghi molti deii migliori chitarristi elettrici di rock-blues attualmente in circolazione (dopo Joe Bonamassa, Robben Ford, Walter Trout, Kenny Wayne Shepherd, Johnny Lang, Robert Cray, i Gov’t Mule di Warren Haynes, Neal Schon, Eric Johnson, Matt Schofield, eccetera) arriva anche il maestro della slide guitar, Landreth: come si intuisce dal titolo è un ritorno alle sue radici blues e contiene covers di Walkin’ Blues https://www.youtube.com/watch?v=Iij0C8bRASA , Dust My Broom (suonata in stile Zydeco), Key To The Highway, ma anche canzoni originali come lo strumentale Firebird Blues, scritta come tributo a Johnny Winter o Bound By The Blues, che cita nel testo Jimi Hendrix, Muddy Waters e Buffy Sainte-Marie, nonchè questa Where They Will https://www.youtube.com/watch?v=hvTTB8npBDY e The High Side https://www.youtube.com/watch?v=jk6Cx1ikMgw Promette bene, almeno ai primi ascolti.

barenaked ladies silverball

Sempre il 2 giugno, per la Vanguard, gruppo Universal, esce Silverball, il nuovo album dei Barenaked Ladies, band canadese in circolazione dai primi anni ’90, questo è il loro 14° disco di studio e anche se dalla popolarità che hanno dalle nostre parti, leggi Italia, non si direbbe, hanno venduto qualcosa come (esatto!) 14 milioni di copie di dischi. Sentito velocemente in streaming l’album non mi sembra male, questa è la title-track https://www.youtube.com/watch?v=hvTTB8npBDY e questa una piacevole Matter Of Time https://www.youtube.com/watch?v=vTGeB1LbtuI. Niente da strapparsi le vesti, ma del buon pop-rock alternative.

amos lee live at red rocks

Saltando di palo in frasca, il 16 giugno un nuovo album per Amos Lee, cantautore americano che al sottoscritto piace moltissimo. Si tratta di un album dal vivo, registrato nell’agosto del 2014 nella famosa location di Red Rocks, che a giudicare dai dischi e DVD in uscita ultimamente è gettonatissima, probabilmente devono fare la fila per registrare lì. Titolo Live At Red Rocks With The The Colorado Symphony, quindi con orchestra sinfonica di supporto, etichetta ATO, questi i titoli:

1. Windows Are Rolled Down
2. Jesus
3. Keep It Loose, Keep it Tight
4. El Camino
5. Violin https://www.youtube.com/watch?v=uFSDBuqMKB4
6. Colors
7. Tricksters, Hucksters, and Scamps
8. Flower
9. Won’t Let Me Go
10. Sweet Pea
11. Street Corner Preacher
12. Game of Thrones Theme
13. Black River
14. Arms of a Woman

Per il momento è solo in CD, però a giudicare da questo estratto video il tutto dovrebbe essere stato filmato.

of monsters and men beneth the skin

Il 9 giugno tornano anche gli islandesi Of Monsters And Men, che dopo la parziale delusione dell’ultimo Mumford And Sons (non ne ho parlato nel Blog, ma non escludo un ripensamento per esprimere il mio parere) rimangono tra gli alfieri di quel tipo di sound, anche se già la band di Nanna Bryndís Hilmarsdóttir aveva un suono più complesso ed elettrico in My Head Is An Animal. Etichetta, come per il precedente, Republic del gruppo Universal, non può mancare l’edizione Deluxe (ovvero come spillare soldi agli acquirenti con un disco sempre singolo, che costa un tot di più, per due brani extra e due remix) anche per Beneath The Skin; il produttore è Rich Costey, noto per il suo lavoro con i Muse, quindi ci dobbiamo aspettare un suono, per usare un eufemismo, molto più “lavorato”? A occhio (e anche a orecchio) parrebbe di sì, anche se non mi sembra poi male e tanto diverso dal disco precedente https://www.youtube.com/watch?v=tlCkafSYNJI e https://www.youtube.com/watch?v=_-PgPZ3F9P4

Le chitarre acustiche non sono sparite del tutto, almeno per loro, vedremo, anzi sentiremo!

bill wyman solo boxbill wyman back to basics

Doppia uscita per Bill Wyman. Il 16 giugno verra pubblicato dalla Edsel un cofanetto quintuplo, White Lightnin’ The Solo Box, che raccoglie i suoi dischi solisti (quindi niente album con i Rhythm Kings). Ecco il contenuto, ricco di bonus tracks, ben 24, di cui quattro inedite, un album Stuff, uscito solo in Giappone nel 1992 e un DVD con moltissime chicche e rarità. Il tutto ad un prezzo interessante, facendo la tara per la super Sterlina:

DISC ONE

MONKEY GRIP

  • 1. I Wanna Get Me A Gun
  • 2. Crazy Woman
  • 3. Pussy
  • 4. Mighty Fine Time
  • 5. Monkey Grip Glue
  • 6. What A Blow
  • 7. White Lightnin’
  • 8. I’ll Pull You Thro’
  • 9. It’s A Wonder

BONUS TRACKS

  • 10. Wine And Wimmen [early version]
  • 11. It’s Just A Matter Of Time
  • 12. If You Got The Feelin’
  • 13. Five Card Stud
  • 14. Monkey Grip Glue [single edit]
  • 15. What A Blow [single edit]
  • 16. White Lightnin’ [single mix]
  • 17. Pussy [single mix]

DISC TWO

STONE ALONE

  • 1. A Quarter To Three
  • 2. Gimme Just
  • One Chance
  • 3. Soul Satisfying
  • 4. Apache Woman
  • 5. Every Sixty Seconds
  • 6. Get It On
  • 7. Feet
  • 8. Peanut Butter Time
  • 9. Wine And Wimmen
  • 10. If You Wanna Be Happy
  • 11. What’s The Point
  • 12. No More Foolin’

BONUS TRACKS

  • 13. High Flying Bird
  • 14. Back To School Again
  • 15. Can’t Put Your Picture Down
  • 16. Love Is Such A Wonderful Thing
  • 17. A Quarter To Three [single mix]
  • 18. Apache Woman [single mix]

DISC THREE

BILL WYMAN

  • 1. Ride On Baby
  • 2. A New Fashion
  • 3. Nuclear Reactions
  • 4. Visions
  • 5. Jump Up
  • 6. Come Back Suzanne
  • 7. Rio De Janeiro
  • 8. Girls
  • 9. Seventeen
  • 10. (Si, Si) Je Suis Un Rock Star

BONUS TRACKS

  • 11. Rio De Janeiro [single edit]
  • 12. Come Back Suzanne [single edit]
  • 13. Visions [single edit]
  • 14. (Si, Si) Je Suis Un Rock Star [single edit]
  • 15. Come Back Suzanne [demo]
  • 16. (Si Si) Je Suis Un Rock Star [demo]

DISC FOUR

STUFF

  • 1. If I Was A Doo Doo Doo
  • 2. Like A Knife
  • 3. Stuff
  • (Can’t Get Enough)
  • 4. Leave Your Hat On
  • 5. This Strange Effect
  • 6. Mama Rap
  • 7. She Danced
  • 8. Fear Of Flying
  • 9. Affected By The Towns
  • 10. Blue Murder (lies)

BONUS TRACKS

  • 11. Like a Knife [12” single mix]
  • 12. Stuff (Can’t Get Enough) [12” single mix]
  • 13. She Danced [12” mix]
  • 14. Stuff (Can’t Get Enough) [alternate 12” mix]

DVD

FEATURE INTERVIEW

Bill Wyman talks to David Hepworth about the making of the albums

PROMO VIDEOS

  • 1. I Wanna Get Me A Gun
  • 2. Monkey Grip Glue
  • 3. What A Blow
  • 4. (Si, Si) Je Suis Un Rock Star
  • 5. A New Fashion
  • 6. Come Back Suzanne
  • 7. Stuff (Can’t Get Enough)

BBC TV CLIPS

  • 1. Old Grey Whistle Test (featuring White Lightnin’ promo video)
  • 2. Parkinson
  • 3. Kenny Everett Television Show
  • 4. Bonus clips from Newsnight

Il 23 giugno, la settimana dopo quindi, la Proper pubblicherà questo Back To Basics, un album solista che dicono si ispiri alle sue influenze musicali (Tom Waits, Leonard Cohen, JJ Cale, non sapevo, avrei detto più blues, R&B e R&R). Co-prodotto da Andy Wright (che ha lavorato con Jeff Beck, Eurythmics, Simply Red, quindi un bel mah) e con la partecipazione di Terry Taylor, Guy Fletcher (Mark Knopfler), Graham Broad e Robbie McIntosh. Cosa dobbiamo aspettarci? Boh, a parte i Rhythm Kings non ho mai seguito la carriera dell’ex bassista degli Stones e cito i due album in questo spazio, proprio per i seguaci della band. Erano 33 anni che non faceva dischi da solista (titolo giapponese escluso) e non so dirvi se ne sentivamo la mancanza. Questo è un piccolo assaggio…

neil young monsanto years

A proposito di assaggi, circa un mese fa vi avevo anticipato l’uscita di un nuovo album di Neil Young The Monsanto Years. Ora è stata confermata la data di pubblicazione, il 30 giugno, l’etichetta, la Reprise e il fatto che sarà accompagnato dalla band Promise Of The Real, ovvero i figli di Willie Nelson (per chiudere il cerchio con la prima uscita segnalata nel Post): i formati saranno CD+DVD (temo solo audio), vinile Deluxe e download dalla piattaforma Pono Music del vecchio Neil. Questa la tracklist annunciata (sono gli stessi pezzi nel CD e nel DVD, ma in una diversa sequenza, mistero):

01. A New Day For Love
02. Wolf Moon
03. People Want To Hear About Love
04. Big Box
05. A Rock Star Bucks A Coffee Shop
06. Workin’ Man
07. Rules Of Change
08. Monsanto Years
09. If I Don’t Know

The Monsanto Years DVD Tracklist:
01. Big Box
02. A Rock Star Bucks A Coffee Shop
03. Rules Of Change
04. Workin’ Man
05. Monsanto Years
06. A New Day For Love
07. Wolf Moon
08. People Want To Hear About Love
09. If I Don’t Know

C’è già il video nuovo, sempre più incazzoso nel testo, e non sembra per niente male, quindi attendiamo fiduciosi.

Domani il seguito delle uscite future, un paio di luglio e agosto, molto interessanti.

Bruno Conti

Novità Di Maggio Parte II. Textones, America, Dream Syndicate, Andrew Gold, Kenny Knight, Jackie DeShannon

textones midnight mission textones cedar creek

Proseguiamo con l’elenco delle uscite più interessanti del mese di maggio, dedicandoci alle ristampe più sfiziose uscite in queste ultime settimane.

Partiamo con i primi due album dei Textones di Carla Olson. Il primo, Midnight Mission, era stato pubblicato per la Gold Mountain nel 1984, prodotto da Barry Goldberg, che suonava anche le tastiere, erano presenti come ospiti Gene Clark, Ry Cooder e Don Henley, e il disco includeva una versione di Clean Cut Kid (con Cooder alla slide) https://www.youtube.com/watch?v=LvNpmJS63nQ, un brano che sarebbe uscito solo nel 1985 sul disco di Bob Dylan Empire Burlesque, ma che nel frattempo il buon Bob regalò a Carla Olson come ricompensa per avere partecipato al suo primo videoclip in assoluto Sweetheart Like You https://www.youtube.com/watch?v=PpRKstHl7Y0 . Nella nuova versione pubblicata dalla Omnivore Recordings in questi giorni ci sono cinque bonus tracks (il CD era già uscito nel 1996 per la Varese e nel 2002 per la Acadia, con una bonus): tre pezzi dalla colonna sonora di Sylvester e due dal vivo registrati al Palace di Hollywood, per la trasmissione Rock Of The 80’s. Il vecchio LP uscì a nome Carla Olson & The Textones: l’altro musicista “famoso” della band era Phil Seymour che aveva suonato nella band di Dwight Twilley, mentre il chitarrista era George Callins, anche autore di un paio di brani del disco. Nella ristampa di Cedar Creek, uscito in origine per la Enigma nel 1987 https://www.youtube.com/watch?v=bYPimVorPTM , le bonus tracks sono ben 8, registrate dal vivo al Catalyst di Santa Cruz nel novembre di quell’anno. Tra gli ospiti della parte in studio Ian McLagan dei Faces alle tastiere e Howie Epstein degli Heartbreakers di Tom Petty, al basso, oltre a The Waters, alle armonie vocali; un brano porta la firma di Kathy Valentine, che prima di entrare nelle Go-go’s era stata nella formazione originale dei Textones. In seguito Carla Olson, oggi anche brava produttrice, avrebbe pubblicato dei dischi in coppia con Gene Clark e Mick Taylor, ma questi due dischi rimangono tra i migliori prodotti di rock californiano classico targato anni ’80.

dream syndicate days of wine

Sempre la Omnivore Recordings ha ripubblicato in questi giorni una nuova versione in CD di The Days Of Wine And Roses dei Dream Syndicate https://www.youtube.com/watch?v=f-_G7A0RbjU . Ma giustamente mi direte voi, non era già uscito in compact nel 2001 per la Rhino Records? Certo! E anche con molte bonus, tutto l’EP Down There e altre tracce aggiunte, tra cui alcune tratte dalle rehearsal versions. Ma, per rompere le balle, la nuova versione toglie quelle bonus e ne aggiunge altre sei inedite, come riportato qui sotto (ma allora ditelo!):

1. TELL ME WHEN IT’S OVER
2. DEFINITELY CLEAN
3. THAT’S WHAT YOU ALWAYS SAY
4. THEN SHE REMEMBERS
5. HALLOWEEN
6. WHEN YOU SMILE
7. UNTIL LATELY
8. TOO LITTLE, TOO LATE
9. THE DAYS OF WINE AND ROSES
  Previously Unissued
  Bonus Rehearsal Recordings:
10. IS IT ROLLING, BOB?
11. A REASON
12. STILL HOLDING ON TO YOU
13. ARMED WITH AN EMPTY GUN
14. LIKE MARY
15. OUTSIDE THE DREAM SYNDICATE

Un grazie sentito di cuore e anche un bel VADVDC (Vai a dar via dai ciapp, si direbbe a Milano)!

andrew gold the late showandrew gold box

Per concludere la serie delle uscite della Omnivore, questa più che una ristampa è la pubblicazione di un album dal vivo completamente inedito di Andrew Gold, The Late Show – Live 1978. Il chitarrista e cantante californiano è stato un personaggio importante negli anni ’70 (ma poi ha continuato a fare dischi fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2011): prima nei Bryndle, con Karla Bonoff, Jonathan Edwards e Wendy Waldman, poi è stato a lungo il braccio destro di Linda Ronstadt nei suoi migliori dischi di quella decade e ne ha pubblicati anche alcuni a nome proprio, pubblicati sempre dalla Asylum (e poi in CD dalla defunta Collectors’ Choice, con la Edsel inglese che nel 2013 li ha raccolti in quel bel box che vedete sopra). Il concerto inedito che è uscito in questi giorni riporta la registrazione di una serata al Roxy di Los Angeles e contiene la tra le cover presenti una bella versione di Doctor Robert dei Beatles, (sempre tra i preferiti di Gold, che aveva registrato anche una versione di Norwegian Wood apparsa in una recente compilation intitolata Keep Calm And Salute The Beatles, uscita per la Cleopatra Records, che fa sempre parte di quei CD di cui vorrei fare la recensione, appena trovo il tempo, nel frattempo ve lo segnalo perché merita, raccoglie versioni perlopiù acustiche delle canzoni del quartetto di Liverpool, eseguite da Jack Bruce, Judy Collins, Todd Rundgren, Ann Wilson delle Heart, John Wetton, David Clayton-Thomas e moltissimi altri). Torndando a questo Late Show c’è anche una bella cover di Roll Over Beethoven ed ecco la lista completa delle canzoni:

1. I’M A GAMBLER
2. HOPE YOU FEEL GOOD
3. GAMBLER
4. ENDLESS FLIGHT
5. THANK YOU FOR BEING A FRIEND
6. OH URANIA (TAKE ME AWAY)
7. HOW CAN THIS BE LOVE
8. THAT’S WHY I LOVE YOU
9. ONE OF THEM IS ME
10. A NOTE FROM YOU
11. LONELY BOY
12. DOCTOR ROBERT
13. GO BACK HOME AGAIN
14. ROLL OVER BEETHOVEN

Questa era la sua canzone più famosa…

america lost and found

Anche se, nonostante il nome, gli America nascono come gruppo inglese, il loro stile era inconfondibilmente americano, un country-rock di stampo westcoastiano che li ha portati ad essere uno dei gruppi di maggior successo sui due lati dell’Oceano nella decade dei Seventies e a tutt’oggi rimangono molto popolari, chi non li conosce alzi la mano (tanto non vi vedo)? Ogni tanto esce qualcosa di nuovo del gruppo, questo Lost And Found raccoglie materiale raro ed inedito registrato negli ultimi 15 anni e pubblicato per la loro etichetta, la America Records. Ecco il contenuto:

1. Driving
2. All in All
3. One Horse Town
4. The Quiet Inside
5. Many Colors
6. Dream Come True
7. Don’t Let Her Close Your Eyes
8. Out on the Street
9. Green
10. Early Days

Che dire? Piacevole!

kenny knight crossroads

Ogni tanto appare dal nulla qualche illustre sconosciuto che negli anni ’70 aveva pubblicato dei dischi che erano scomparsi nella notte dei tempi senza lasciare traccia: di solito genere country, country-rock, country got soul, scegliete voi, provenienza Stati Uniti, impatto sulla storia della musica rock zero, ma qualità e consistenza dei loro dischi tale da meritare un approfondimento https://www.youtube.com/watch?v=T4soDoBCJOI . Anche questo Kenny Knight rientra in questi parametri: la Paradise Of Bachelors pubblica il suo unico album Crossroads, uscito in origine nel 1980, quindi saremmo fuori tempo massimo, ma il sound è quello e il disco è valido; paragonato, per la serie è sempre meglio esagerare, a American Beauty dei Grateful Dead e White LIght di Gene Clark, l’album venne pubblicato in origine in poche centinaia di copie e poi sparì dalla circolazione https://www.youtube.com/watch?v=R42FSiFgcsQ . Direi che vale assolutamente la pena di investigare ulteriormente, siamo di fronte a un piccolo gioiellino https://www.youtube.com/watch?v=lXqIC8syYy4

jackie de shannon all the love

Dopo un album pubblicato in poche centinaia di copie parliamo di un disco che addirittura non vide mai la luce, almeno in questa forma. All The Love: The Lost Atlantic Recordings raccoglie le registrazioni effettuate da Jackie DeShannon per un LP che doveva uscire nel 1973 per l’etichetta americana, con la produzione di Tom Dowd. La differenza con l’artista precedente è che questa signora non è una emerita sconosciuta, ma è stata una delle cantanti più apprezzate e brave degli anni ’60 e dei primi anni ’70, l’autrice di When You Wak In The Room https://www.youtube.com/watch?v=mVCBSIn_1j0 e la cantante di tantissimi altri successi per esempio, Needles And Pins (entrambe cantate, curiosamente, anche dai Searchers, che ne fecero delle versioni tra Beatles e Byrds), ma anche apprezzatissima vocalist, per esempio da Van Morrison, che la volle nel suo disco Hard Nose The Highway e che, per rendere il favore, appare come voce aggiunta in quattro brani inediti aggiunti come bonus a questo CD, pubblicato dalla Real Gone Music. Il disco avrebbe dovuto essere il secondo pubblicato dalla Atlantic, dopo l’omonimo Jackie, uscito nel 1972 con la produzione di Jerry Wexler e che fu ristampato dalla Rhino in compact con sette canzoni provenienti da quelle sessioni. Ora l’album esce completo di altri sette brani inediti + i quattro con Van Morrison ed è un album decisamente piacevole ed interessante, il classico sound della Atlantic di quegli anni. Ecco la tracklist completa:

1. When I’m Gone

2. Drift Away

3. All The Love That’s In You

4. Speak Out To Me

5. Hydra

6. Your Old Lady’s Leaving

7. Grand Canyon Blues
https://www.youtube.com/watch?v=nhfwIHN0h94

8. Sweet Soul Singer (Unreleased)

9. Good Old Song (Unreleased)

10. Easy Evil (Unreleased)

11. If You Like My Music (Unreleased)

12. Free The People (Unreleased)

13. Spare Me A Little of Your Love (Unreleased)

14. Don’t Think Twice, It’s Alright (Unreleased)

https://www.youtube.com/watch?v=St_bAAqx-WE

 Bonus tracks with Van Morrison

https://www.youtube.com/watch?v=RILrnY42ePo

15. Sweet Sixteen

16. Flamingos Fly

17. Santa Fe

https://www.youtube.com/watch?v=AUrwERWv9Ko

18. The Wonder Of You

Merita veramente, provare per credere.

Alla prossima.

Bruno Conti

Novità Di Maggio Parte I. Yes, E L & P, Karen Dalton Tribute, Milk Carton Kids, Giant Sand, Dar Williams, Eilen Jewell, Thea Gilmore, Romi Mayes

yes progeny shows E L & P Once Upon a Time Live in south america

Siamo a fine mese, solita panoramica sulle uscite più interessanti di Maggio, titoli che non hanno già avuto o avranno (alcuni anche di quelli che leggerete fra poco) uno spazio specifico sul Blog. Alcuni titoli sono in lavorazione e li leggerete nei prossimi giorni.

Partiamo con due cofanetti. La Atlantic del gruppo Warner ha pubblicato un paio di giorni fa questo cofanetto da 14 CD dedicato agli Yes, si intitola Progeny : Seven Shows From Seventy-Two e come dice il titolo raccoglie 7 concerti completi registrati nel 1972, queste le date:

  • October 31, 1972 Toronto, Canada
  • November 1, 1972 Ottawa, Canada
  • November 11, 1972 Durham, NC
  • November 12, 1972 Greensboro, NC
  • November 14, 1972 Athens, GA
  • November 15, 1972 Knoxville, TN
  • November 20, 1972 Uniondale, NY

E questa la formazione del tour: Jon Anderson (vocals), Steve Howe (guitar), Chris Squire (bass),Rick Wakeman (keyboards), Alan White (drums). Se non siete fans sfegatati o maniaci degli Yes (e anche se lo siete) il “problema” risiede nel fatto che i brani sono gli stessi per tutti i sette concerti, ovvero:

Opening (Excerpt From Firebird Suite)
Siberian Khatru

I’ve Seen All Good People
a. Your Move
b. All Good People

Heart Of The Sunrise

Clap/Mood For A Day

And You And I
i. Cord Of Life
ii. Eclipse
iii. The Preacher The Teacher
iv. Apocalypse

Close To The Edge
i. The Solid Time Of Change
ii. Total Mass Retain
iii. I Get Up I Get Down
iv. Seasons Of Man

Excerpts From “The Six Wives Of Henry VIII”

Roundabout

Yours Is No Disgrace
Per risolvere il problema è uscito anche un doppio CD che si chiama Progeny – Highlights From Seventy-Two  che contiene la stessa sequenza di brani, ma con le versioni “migliori” estratte dalle singole date, che sarebbe questa:

Opening (Excerpt From Firebird Suite)
Siberian Khatru
Nassau Coliseum, Uniondale, New York, November 20, 1972

I’ve Seen All Good People
a. Your Move
b. All Good People
20 Nov 1972: Nassau Veterans Memorial Coliseum, Uniondale, New York, USA

Heart Of The Sunrise
15 Nov 1972: Knoxville Civic Coliseum, Knoxville, Tennessee, USA

Clap/Mood For A Day
12 Nov 1972: Greensboro Coliseum, Greensboro, North Carolina, USA

And You And I
i. Cord Of Life
ii. Eclipse
iii. The Preacher The Teacher
iv. Apocalypse
11 Nov 1972: Duke University, Durham, North Carolina, USA

Close To The Edge
i. The Solid Time Of Change
ii. Total Mass Retain
iii. I Get Up I Get Down
iv. Seasons Of Man
11 Nov 1972: Duke University, Durham, North Carolina, USA

Excerpts From “The Six Wives Of Henry VIII”
12 Nov 1972: Greensboro Coliseum, Greensboro, North Carolina, USA

Roundabout
31 Oct 1972: Maple Leaf Gardens, Toronto, Ontario, Canada

Yours Is No Disgrace
12 Nov 1972: Greensboro Coliseum, Greensboro, North Carolina, USA
Il Box si presenta così…

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Veniamo agli Emerson, Lake & Palmer: oltre alla ristampa “potenziata” di Trilogy, uscita ad inizio aprile per la Sony, che però nella tripla confezione, 2 CD + DVDA, presentava di inedito solo un alternate mix di From The Beginning e nuove versioni stereo e 5.1 Dolby surround nel DVD audio,  esce anche questo Once Upon A Time Live In South America, etichetta Code 7 Rockbeat, 4 CD con tre concerti registrati nei reunion tours sudamericani degli anni ’90 Estadio Chile, Santiago, April 1, 1993; Obras Stadium, Buenos Aires, Argentina, April 5, 1993;  Metropolitan Theater, Rio de Janeiro, Brazil on August 16, 1997, queste le tracce contenute nei quattro dischetti: Disc 1 1.Introduction Fanfare 2.Tarkus 3.Knife Edge 4.Paper Blood 5.Black Moon 6.Close To Home 7.Creole Dance 8.Still You Turn Me On 9.C’est La Vie 10.Lucky Man 11.Honky Tonk Woman 12.Touch And Go 13.Pirates Disc 2 1.Hoedown 2.Pictures At An Exhibition 3.Fanfare For The Common Man 4.Introductory Fanfare 5.Tarkus 6.Knife Edge 7.Paper Blood 8.Black Moon 9.Emerson Piano Solo Disc 3 1.Creole Dance 2.From The Beginning 3.Cest La Vie 4.Lucky Man 5.Honky Tonk Train Blues 6.Touch And Go 7.Pirates 8.Hoedown 9.Instrumental Jam 10.Pictures At An Exhibition Disc 4 1.Fanfare For The Common Man 2.Karn Evil 4.Touch and Go 5.From the Beginning 6.Knife Edge 7.Lucky Man 8.Tarkus 9.Pictures at an Exhibition 10.21st Century Schizoid Man 11.America
remembering mountains unheard songs karen dalton
In questi giorni la benemerita Tompkins Square pubblica questo Remembering Mountains: Unheard Songs From Karen Dalton, un progetto curato dal chitarrista americano Peter Walker, che è il curatore dell’eredità musicale della sfortunata e dalla vita tormentata cantautrice Karen Dalton, uno dei “tesori perduti” della musica anni ’60 e ’70, che ha affidato ad una pattuglia di voci femminili alcune canzoni inedite trovate negli archivi.
Ovviamente se ne parlerà sul Blog, per il momento questo è l’interessante contenuto:
1. Remembering Mountains – Sharon Van Etten
2. All That Shines Is Not Truth – Patty Griffin
3. This Is Our Love – Diane Cluck
4. My Love, My Love – Julia Holter
5. Met An Old Friend – Lucinda Williams
6. So Long Ago And Far Away – Marissa Nadler
7. Blue Notion – Laurel Halo
8. For The Love I’m In – Larkin Grimm
9. Don’t Make It Easy – Isobel Campbell
10. At Last The Night Has Ended – Tara Jane O’Neil
11. Met An Old Friend – Josephine Foster
milek carton kids monterey
Un paio di settimane fa è uscito anche il secondo (se non contiamo un paio di progetti indipendenti) album dei Milk Carton Kids , Monterey, il duo folk acustico che sostiene di non ispirarsi ai primi Simon & Garfunkel, e ci crediamo, ma comunque li ricorda moltissimo. Anche per l’occasione, solo voci e chitarre acustiche, Kenneth Pattengale e Joey Ryan, sono molto amati da Joe Henry, che per il momento firma solo le note di copertina dei loro dischi, in attesa magari di una futura produzione, l’etichetta è sempre la Epitaph/Anti e il disco è molto buono, come il precedente, ne parleremo più diffusamente, sempre tempo permettendo, appena possibile https://www.youtube.com/watch?v=ih-ym3EWH2w .
giant sand heartbreak pass
Howe Gelb ha ripristinato la sigla Giant Sand per questo nuovo Heartbreak Pass che festeggia il 30° anniversario della nascita del gruppo Alt-County-Rock americano, uno dei pionieri del genere (ma tuttora in attività come Giant Giant Sand, vedi l’ottimo Tucson del 2012), la cui sezione ritmica storica vedeva John Convertino e Joey Burns, che poi avrebbero fondato i Calexico. Per questo nuovo album, uscito il 5 maggio su New West, Gelb oltre ad essere una sorta di one man band ha invitato moltissimi ospiti: Vinicio Capossela, voce recitante in un brano, Steve Shelley, ex Sonic Youth, alla batteria, John Parish, Maggie Bjorklund alla pedal steel, Grant-Lee Phillips, Jason Lytle dei Grandaddy, Winston Watson, il primo batterista, poi anche con Dylan, ma pure Chris Cacavas & Ed Abbiati, recentemente. Il CD più che vecchie canzoni rivisita i vari stili che hanno segnato la storia del gruppo e mi pare molto buono. https://www.youtube.com/watch?v=z3j522N_NNY e https://www.youtube.com/watch?v=UWnBrw_h2Ig
Per concludere vi segnalo in breve, perché verranno recensiti per esteso tutti e quattro, i nuovi album di alcune eccellenti cantautrici, tra le preferite del Blog.
dar williams emeraldeilen jewell sundown over
Il nuovo album di Dar Williams http://discoclub.myblog.it/2012/05/03/difficilmente-ne-sbaglia-uno-dar-williams-in-the-time-of-god/ si chiama Emerald, esce per una piccola etichetta etichetta inglese, la Bread And Butter Music, come al solito molto buono https://www.youtube.com/watch?v=pBJV9bP4h3Y. Quello nuovo di Eilen Jewell, sentita l’ultima volta con i Sacred Shakers http://discoclub.myblog.it/2014/02/11/che-genere-fanno-the-sacred-shakers-live/ si intitola Sundown Over Ghost Town e viene pubblicato dalla Signature Sounds, nell’attesa della recensione completa vogliate gradire https://www.youtube.com/watch?v=k1mlxZvui0w
romi mayes devil on both shoulders thea gilmore ghost and graffiti
Nuovi album anche per Romy Mayes http://discoclub.myblog.it/2011/06/30/ci-vuole-coraggio-romy-mayes-lucky-tonight/, titolo Devil On Both Shoulders, è il suo sesto album, esce a livello indipendente, la cantante canadese ha come sempre un bel sound elettrico  https://www.youtube.com/watch?v=bIDdLy9bO4w
Il CD nuovo di Thea Gilmore, l’unica inglese del quartetto, bellissima voce,  http://discoclub.myblog.it/2013/06/08/la-piu-americana-folk-singer-inglese-thea-gilmore-regardless/ e http://discoclub.myblog.it/2011/11/20/forse-non-come-l-originale-ma-sempre-un-ottima-cantautrice-m/ pubblica il suo nuovo album Ghosts And Graffiti, etichetta Full Fill, che è una sorta di retrospettiva sulla sua carriera, ma nei 20 brani che lo compongono (25 nel doppio LP) ci sono quattro nuove canzoni, sei versioni re-incise di vecchi brani e duetti con Joan Baez, Billy Bragg, i Waterboys, Glistening Bay, un duetto cantato con Mike Scott e altre chicche. Anche questo prossimamente sul Blog, nell’attesa https://www.youtube.com/watch?v=WDZe7AX1uP0
Per oggi è tutto, domani o dopo il seguito, con le ristampe più valide del mese e una anticipazione delle uscite di lunedì, un paio veramente interessanti.

Bruno Conti

Il “Chitarrista”, Con La C Maiuscola! Jeff Beck – Live+

jeff beck - live+

Jeff Beck – Live+ – Atco/Rhino/Warner

Jeff Beck è giustamente considerato uno dei più grandi chitarristi della storia del rock, uno della triade degli “inglesi”, con Eric Clapton e Jimmy Page, entrambi passati, come lui, nella formazione degli Yardbirds, uno dei gruppi seminali, prima nel blues, poi nel pop psichedelico ed infine del rock tout court. Uno dei primi sperimentatori del sound della chitarra elettrica, tra i primi (forse il primo) ad usare il distorsore, in anticipo su Hendrix, con la maniglia del whammy bar, un maestro del vibrato, e anche sul controllo della distorsione della sua solista, tutte tecniche che poi Hendrix averebbe portato alle estreme conseguenze. Inventore anche del power rock trio (ma c’erano già stati i Cream e gli Experience), allargato con il piano di Nicky Hopkins, che poi sarebbe sfociato nell’hard-rock e nel proto heavy metal dei “rivali” Led Zeppelin, battuti a livello di prima uscita discografica ma non certo di vendite. Dopo l’esperienza con il Jeff Beck Group e Beck, Bogert & Appice abbandona il rock-blues ed approda ad una differente versione del jazz-rock che nasceva in quei primi anni ’70 (Mahavishnu Orchestra, Return To Forever, Isotope e Nucleus, in Inghilterra, aggiungerei Alan Holdsworth e Ollie Halsall tra gli innovatori della chitarra elettrica): dischi come Blow By Blow, Wired e There And Back sono dei gioiellini del rock strumentale. Poi nel corso degli anni la produzione di Beck si è persa un po’ per strada a livello qualitativo, per “risorgere” negli anni 2000 con una serie di dischi, soprattutto dal vivo, (questo è il quarto, più un DVD, dal 2008). Le qualità tecniche del chitarrista dei sobborghi di Londra non si discutono e ne ho già parlato altre volte, per esempio recensendo l’ultimo disco di studio di Jeff Emotion & Commotion http://discoclub.myblog.it/2010/03/25/un-fenomeno-di-65-anni-coi-capelli-neri-corvini-jeff-beck-em/vincitore di due premi Grammy nel 2011, a cui se ne aggiunse un terzo per la collaborazione con Herbie Hancock nell’Imagine Project. E il suo DVD Live At Ronnie Scott’s ha ricevuto il disco di platino, una rarità per un video musicale. Lo scorso anno è uscito un DVD Live In Tokyo, che era la testimonianza della parte giapponese del tour 2014 https://www.youtube.com/watch?v=O-E1FBkzMms .

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Ora esce questo Live+, che riporta estratti dai concerti eseguiti nel segmento nord-americano dello stesso tour. E per la prima volta, accanto al Jeff Beck virtuoso irraggiungibile del rock-jazz strumentale, possiamo (ri)ascoltare il chitarrista verace per antonomasia, quello che ha reso unica una stragione della musica rock a cavallo degli anni ’60 e ’70, nel senso che ritorna a darci dentro con il R&R (peraltro onorato nel tributo a Les Paul dell’eccellente Rock’n’Roll Party, insieme alla band di Imelda May), ma questa volta tutti i suoi stili convivono in un unico album, anche grazie alla presenza di un grande vocalist americano come Jimmy Hall, già leader dei Wet Willie, una delle formazioni storiche del southern rock targato Capricorn, pure ottimo armonicista. Nella setlist del disco si trovano quelle che secondo chi scrive (e già questo depone a favore dell’album) sono tre delle più belle canzoni della storia, A Change Is Gonna Come di Sam Cooke, A Day In The Life dei Beatles e Little Wing di Jimi Hendrix, tre brani da Top Ten all-time. E anche il contorno non scherza, un trittico di brani rock-blues che Beck non faceva tutti insieme da secoli, Morning Dew (che era su Truth), Rollin’ & Tumblin’ (sul per il resto orrido You Had It There del 2001) e una ferocissima Going Down (che era su Jeff Beck Group del 1972, quello con l’arancia, prodotto da Steve Cropper) scritta da Don Nix per i Moloch, famosa per la versione di Freddie King, ma legata indissolubilmente a Jeff Beck che l’ha resa sua, nonostante i tentativi di mille altri, anche gli Stones in anni recenti.

Morning Dew, Going Down e Superstition (perchè c’è anche questa, in una gagliarda versione, in Live+) non si ascoltavano tutte insieme dai tempi del Live In Japan di Beck, Bogert & Appice, uno dei doppi dal vivo più scoppiettanti della storia del rock, con Beck che fa i numeri alla chitarra. Ma anche in questo nuovo CD il corvino Beck (sono passati 5 anni da Emotion and Commotion ma i capelli sono miracolosamente sempre più neri) è in grande forma, egregiamente aiutato dall’attuale formazione che si avvale della bravissima bassista Rhonda Smith, autrice di un incredibile assolo nell’omaggio alla Mahavishnu Orchestra di John McLaughlin in You Know You Know, dove Beck esplora i limiti della chitarra elettrica, in un solo che ha una difficoltà tecnica mostruosa e una varietà di toni e coloriture sonore uniche; ottimo anche il batterista Jonathan Joseph che è esplosivo fin dall’iniziale Loaded, uno dei due brani “nuovi”, con Why Give It Away,  comunque tratti entrambi dall’EP Yosogay pubblicato solo per il mercato giapponese (infatti in altre recensioni ho visto che Beck annuncia l’ultimo brano citato come new, si pensava fossero inediti, ma chi scrive così, erra ). Entrambi i brani, oltre all’esplosiva Hammerhead, uno degli strumentali migliori contenuti in Emotion & Commotion https://www.youtube.com/watch?v=rk592FqzjQ0 , e alla sequenza Big Block e Where Where You, tratte da Jeff Beck’s Guitar Shop illustrano il lato più jazz-rock della serata, con una sequenza di soli mozzafiato, ai limiti del paranormale.

Per il sottoscritto, però, i momenti migliori sono quelli dove Jeff affronta il suo passato di rocker, la versione fantastica di Morning Dew, cantata da Jimmy Hall,  che ha classica voce dello shouter rock, quella del vecchio Rod Stewart dei tempi che furono o di altri grandi cantanti rock che non erano più nell’orbita di Jeff da anni, a parte qualche voce femminile come l’ottima Joss Stone o Imelda May, occasionalmente pure Beth Hart in una fantasmagorica versione di I’d Rather Go Blind al Kennedy Center nel 2012 https://www.youtube.com/watch?v=fALdOkf_eCM. o anche in  Goin’ Down https://www.youtube.com/watch?v=DVc4RSjnb00  Emozionante comunque la versione di A Change Is Gonna Come, un classico della musica soul, cantato con grande passione e stamina da Hall, che inchioda una performance da incorniciare https://www.youtube.com/watch?v=VKBRcP4Nmb0 , presentando il suo socio chitarrista come Geoffrey (il vero nome di Beck, evidentemente i due devono essere proprio amici) e pure in Little Wing, una versione lenta che rispetta i tempi di quella originale di Hendrix e non segue quelli più veloci della riscrittura di Clapton, in entrambi i brani Jeff Beck è grandioso ed unico alla solista, con quel sound che incanta anche nella versione strumentale magnifica di A Day In The Life, un omaggio alle melodie dei Beatles più ispirati https://www.youtube.com/watch?v=XzI5s6cdvqk  o nella breve ma stupenda cover del traditional Danny Boy, meno di due minuti dove anche i silenzi tra una nota e l’altra contribuiscono alla magia del brano. Nel ricordare che c’è anche un ottimo secondo chitarrista nella persona di Nicholas Meier, purtroppo non possiamo tacere anche i due brani di studio che costituiscono il + del titolo, due brani dal sound metallico e robotico, anche moderno, con accenni hip-hop e la presenza come voci femminili di tali Ruth Lorenzo, in Tribal e Veronica Bellino, anche alla batteria, che non ricorderò nelle mie preghiere della sera e che se sono anticipazioni del nuovo album in uscita a fine anno non depongono a favore di come sarà, ma per il momento non possono guastare il giudizio di un ottimo album dal vivo, tra i migliori dell’anno!

Bruno Conti

Una Band Sempre Più “Innovativa” ! My Morning Jacket – The Waterfall

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My Morning Jacket – The Waterfall – Ato Records/Capitol – Deluxe Edition

Devo ammettere che ad un primo e rapido ascolto (forse superficiale), questo nuovo lavoro dei My Morning Jacket non mi aveva particolarmente entusiasmato, ma risentendolo con più attenzione devo convenire che (come nel caso di tutti i lavori di questo gruppo), The Waterfall è un album complesso, un po’ fuori dalle righe, ma sicuramente innovativo e interessante. I My Morning Jacket arrivano da Louisville nel Kentucky ed hanno iniziato ad esistere verso la fine degli anni ’90, per merito di Jim James, leader, principale compositore, voce solista e autentico padre padrone della band, esordendo con The Tennessee Fire (99), un lavoro incentrato su una strumentazione elettroacustica, mentre il successivo At Down (01) presentava un suono più “indie-rock” con una più marcata impronta elettrica, andando a chiudere il “trittico” con il disco della svolta It Still Moves (03), dove l’impianto melodico è grandioso, la scrittura dei testi è in netta crescita, ed è resa ancora più suggestiva dalla voce di Jim.

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La svolta determinante della carriera del gruppo arriva con l’eccellente Z (05) con un “sound” che miscela jam e sonorità acide, che stanno tra Velvet Underground e Neil Young, tra Pink Floyd e Flaming Lips, disco che fa da preludio all’entusiasmante doppio CD dal vivo Okonokos (da sempre pietra angolare della discografia di ogni rock’n’roll band) per poi tornare in studio per Evil Urges (08) che riesce a combinare sonorità moderne e classico “american rock”, affidandosi poi alla collaborazione con il “guru” della nuova scena “indie-rock” Tucker Martine, con i suoni futuristici e psichedelici di Circuital (11), dimostrandosi ancora una volta una formazione per nulla prevedibile e parecchio innovativa.

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Dopo l’uscita negli anni di validi componenti, tra i quali  Johnny Quaid alle chitarre, Danny Cash alle tastiere, e i batteristi J.Glenn e Chris Guetig, l’attuale “line-up” della formazione vede sempre il leader Jim James alla chitarra e voce, Tom Blankenship al basso, Patrick Hallahan alla batteria, Bo Koster alle tastiere, Carl Broemel  (autore di un paio di ottimi dischi solisti) alle chitarre, andando registrare questo The Waterfall in California (e precisamente a Stinson Beach), in uno studio con bella vista panoramica sull’Oceano Pacifico e affidando ancora la produzione (temeraria) a Tucker Martine.

Si parte con l’iniziale Believe (Nobody Knows), una canzoncina pop leggera dal ritornello “scolastico” (che però dal vivo fa la sua bella figura e nel testo nasconde significati più profondi) a cui fanno seguito il “funky-pop” di Compound Fracture che richiama i primi Toto, la melodia di Like A River con echi del folk inglese degli anni ’70 https://www.youtube.com/watch?v=PAXj9zYjROc , le trame psichedeliche della lunga In Its Infancy (The Waterfall) https://www.youtube.com/watch?v=oT7xCWDQkXU , mentre Get The Point è un brano pop alla cantato alla McCartney https://www.youtube.com/watch?v=XIs-UA1M7q8 .

Le “cascate” di suoni ripartono con i riff indiavolati di una Spring (Among The Living), che a parte l’intrigante finale elettronico sembra un pezzo di Neil Young, per poi ritornare ancora alle sonorità anni ’70 con la melodia sognante di Thin Line, al classic-rock solido del pezzo più radiofonico del lavoro Big Decisions https://www.youtube.com/watch?v=gE3DgcECSn8 , alla ballata elettroacustica in stile Eagles di Hotel California di una Tropics (Erase Traces) https://www.youtube.com/watch?v=z2hUf9tf-0s , e chiudere con un’altra ballata piena di atmosfera Only Memories Remain, che fa il verso al compianto Roy Orbison. Le bonus tracks della Deluxe Edition comprendono un bel brano solo voce e chitarra Hillside Song, il pop leggero e molto orecchiabile di I Can’t Wait, e due versioni alternative di Compound Fracture e Only Memories Remain (decisamente inutili, buone solo per fare “grano”).

Guidati dal talentuoso Jim James (un frontman introverso e geniale), i My Morning Jacket ancora una volta si confermano un gruppo “diverso”, in quanto nelle canzoni di The Waterfall ci si trova di tutto, una miscellanea che parte dal rock anni ’70 alla psichedelia, e finisce con il genere americana e l’alt-country, una specie di “terra di mezzo” in cui sono maestri, con la loro musica che sarà anche derivativa, ma come in questo caso “la cascata” di suoni è fresca, piacevole e rinfrescante!

Tino Montanari

Archivi Inesauribili E Preziosi! Rory Gallagher – Irishman In New York

rory gallagher irishman in new york

Rory Gallagher – Irishman In New York 2 CD S’more Entertainment/Rockbeat Records

Il 14 giugno del 1995 moriva a Londra Rory Gallagher, aveva solo 47 anni, ma la lunga dipendenza dal cocktail tra gli alcolici e le pastiglie sedative che prendeva per superare la paura del volo sviluppata negli ultimi anni, ebbe la meglio sul suo fegato e nonostante un tentativo di trapianto fatto all’ultimo istante, il grande musicista irlandese dovette soccombere alla sua malattia. Fino al gennaio di quell’anno Gallagher aveva continuato a suonare, ma nell’ultimo concerto tenuto in Olanda era visibilmente malato e fu costretto ad interrompere la sua ennesima tournée. Perché in effetti i concerti dal vivo sono sempre stati il fiore all’occhiello di una carriera comunque leggendaria, costellata anche da grandi album di studio ma soprattutto da tantissimi dischi live, alcuni tra i più belli della storia della musica rock (e blues). Non considerato uno dei primissimi chitarristi nelle classifiche di categoria (Rolling Stones nel suo elenco lo pone al 57° posto), Rory godeva comunque della stima incondizionata dei suoi colleghi: Brian May, Bonamassa, Gary Moore, Johnny Marr, per ricordarne alcuni di quelli recenti, lo citavano tra i loro preferiti, mentre leggenda (o verità), non sapremo mai, vuole che Jimi Hendrix incalzato da un giornalista che gli chiedeva come ci si sentisse ad essere il più grande chitarrista del mondo, rispose: “Non lo so, chiedetelo a Rory Gallagher”! E qualcuno a Cork, in Irlanda ha dedicato un enorme murale a questa dichiarazione.

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In ogni caso quest’anno sono già venti anni dalla scomparsa e proseguono le pubblicazioni di materiale d’archivio tratte dalle inesauribili scorte curate dal fratello Donal (ma non solo), che culmineranno a fine agosto con la pubblicazione da parte della Universal di un cofanetto quadruplo I’ll Remember, dedicato alla sua prima band, i Taste, che conterrà gli album originali rimasterizzati nei primi due CD e due dischetti di materiale dal vivo, inedito, registrato a Stoccolma, Londra e al Festival di Woburn Abbey. Nel frattempo, lo scorso anno, è uscito il bellissimo box dedicato al celebre Irish Tour ’74 http://discoclub.myblog.it/2014/09/16/gradita-consistente-sorpresa-rory-gallagher-irish-tour-boxset/, considerato il suo miglior disco dal vivo in assoluto, anche se io preferisco il Live In Europe di due anni prima, ma è una questione di differenze infinitesimali. Comunque dopo la sua morte di album postumi, soprattutto dal vivo, ne sono usciti molti: tra i migliori in assoluto Notes From San Francisco, metà in studio e metà live, il doppio delle BBC Sessions, il Live At Montreux CD + 2 DVD e quello delle Beat Club Sessions che torna agli inizi della sua carriera http://discoclub.myblog.it/2014/09/16/gradita-consistente-sorpresa-rory-gallagher-irish-tour-boxset/. Chi scrive, per fortuna ( o purtroppo, perché il tempo passa) ha avuto la fortuna di vederlo dal vivo ai tempi d’oro, e quindi non posso che confermare le meraviglie che si dicono di questo stupendo e genuino personaggio, camicia a quadrettoni d’ordinanza (comprata all’ingrosso e in quantità a qualche liquidazione dove l’altro cliente era Neil Young), chitarra Fender Stratocaster scrostata, ma dal suono meraviglioso, e una grinta e una potenza quasi paranormali, purtroppo alla fine pagate.

Ora esce questo doppio Irishman In New York, pubblicato dalla Rockbeat americana, che è la testimonianza di un concerto registrato al My Father’s Place il 7 settembre del 1979, nel tour americano a cavallo tra l’uscita di Photo-Finish dell’anno prima (presente con quattro brani) e Top Priority, in uscita dieci giorni dopo, di cui Rory Gallagher presenta in anteprima Keychain. Tra l’altro, curiosamente, come ha ricordato il fratello Donal, l’irlandese considerava come suoi album migliori Defender e Fresh Evidence, forse non perché fossero i più belli (sicuramente non lo erano) ma in quanto ultimi usciti, e il più recente è sempre il migliore per un’artista. Tornando al concerto di New York, formazione in trio, con Gerry McAvoy al basso e Ted McKenna alla batteria ed un repertorio che alterna vecchi classici, materiale più recente e brani meno noti e quindi non è un doppione rispetto ai moltissimi Live in circolazione e poi non dimentichiamo che ogni concerto di Gallagher era un evento, per la passione e la furia chitarristica che il nostro donava sempre al suo pubblico. Tratto da un broadcast radiofonico dell’epoca il sound è ruspante, ma decisamente buono e presente.

Si parte subito fortissimo con Shin Kicker e anche se il CD presenta alcune analogie con il repertorio presente nel disco ufficiale dell’epoca Stage Struck (dove però non erano riportati i classici e la durata era molto più ridotta) è sempre un gran bel sentire. D’altronde se di Grateful Dead, Dylan e Johnny Winter con le loro bootleg series, in tempi recenti Gov’t Mule e Phish, esistono decine di registrazioni Live, non si vede perché non possa essere così anche per Rory Gallagher, che era un vero animale da palcoscenico, non tanto a livello scenografico, quanto a consistenza qualititativa dei suoi spettacoli, ma potremmo citare moltissimi altri artisti di cui esistono concerti, ufficiali e non, in quantità, che non valgono l’opera del nostro. Tornando al concerto, il brano di apertura, tratto da Photo-Finish,  ha una potenza inaudita, con Rory che estrae dalla sua Stratocaster un mare di note e riff, la voce forte e sicura, un misto di classe e rabbia che lo avvicina al Johnny Winter degli esordi, tra R&R e blues, con la solista che rilancia continuamente, in un florilegio di citazioni del grande songbook della chitarra elettrica. The Last Of The Indipendents viene dallo stesso disco e l’intensità non cala di una briciola, anzi, se possibile, la velocità accelera verso ritmi supersonici in questa orgogliosa dichiarazione di intenti verso il mondo della musica, con Rory che inizia a fare i numeri sul manico della sua chitarra, di cui era un vero virtuoso, anche se forse non sembrava vista la violenza sonora che scaturiva da quel piccolo e nervoso ometto (per l’occasione munito anche di giubbetto di jeans, oltre alla immancabile camicia a quadrettoni). Il terzo brano, Keychain, è l’unico estratto del nuovo album in uscita, Top Priority, ma il pubblico gradisce lo stesso, si tratta di un brano più lento ed intenso, un hard blues di quelli tipici di Gallagher, con tanto di assolo acido e contorto, quasi hendrixiano, puro power rock trio, seguito da una potentissima Moonchild, uno dei brani migliori di Calling Card, una vera scarica di adrenalina e anche la riffatissima The Mississippi Sheiks, sempre uno dei brani nuovi dell’epoca, non cede di intensità.

I Wonder Who è il classico slow blues che non può mancare in un concerto di Rory, un brano di Muddy Waters dove Gallagher dimostra la sua perizia di grande bluesman bianco, uno di quelli che conosceva l’argomento come pochi altri in circolazione e qui la chitarra scorre fluida e ricca di feeling e tecnica. con un fantastico lavoro di vibrati e toni. A seguire uno dei brani più noti, quella Tattoo’d Lady che era il titolo di uno dischi più belli della sua discografia, anche nella versione senza pianoforte, un torrente di note e ritmo. Poi c’è l’intermezzo acustico a base di slide guitar, Too Much Alcohol (perché sapeva!), un vecchio brano di J.B. Hutto che coinvolge alla grande il pubblico presente, peccato venga sfumato nel finale, ottima anche l’interpretazione quasi ragtime della divertente e complicata Pistol Slapper Blues. La seconda parte riprende con una tiratissima Shadow Play, sempre tratta da Photo-Finish, altra fucilata rock-blues di grande potenza, con Bought And Sold, tratta da Against The Grain, pezzo presente anche su Stage Struck, dove Gallagher dimostra che era un uomo fatto riff, una inesauribile fabbrica di scariche chitarristiche. Walk On Hot Coals, viene da Blueprint, uno dei dischi migliori di studio, datato 1973, e raramente, la troviamo nei Live di Rory (quella di Irish Tour in effetti è insuperabile), versione poderosa e coinvolgente con quel misto di uso della chitarra tra ritmica e solismo tipico del miglior power blues trio, poi ribadito in uno dei suoi cavalli di battaglia, quella Messin’ With The Kid, che anche se è un classico del blues e del rock, per me rimane sempre legata inscindibilmente alla figura di Gallagher, con la chitarra che infiamma il pubblico presente. I due bis sono Bullfrog Blues, un boogie incredibile e sfrenato, e qui sono indeciso tra la sua versione e quella dei Canned Heat, una bella lotta, ma forse vince quella di Rory e Sea Cruise, che nasce come R&R pianistico di Frankie Ford, e diventa un altro violentissimo attacco alle coronarie del pubblico presente, aggredito da un tornado chitarristico, anche slide, e vocale che conclude in gloria un fantastico concerto https://www.youtube.com/watch?v=B4KfRakagTg !

Bruno Conti

Auguri Bob, Dylan At 74!

Oggi Bob Dylan compie 74 anni, un breve omaggio nelle sue canzoni, Forever Young!

Nessuna pretesa di completezza, solo, come dice David Letterman nell’ultimo filmato The Greatest Songwriter Of Modern Times (e spero abbiate colto la finezza del titolo del brano che Dylan ha cantato per l’occasione!

Bruno Conti

L’Ascesa Dopo La “Caduta” Per Una Grande Cantante! Dayna Kurtz – Rise And Fall

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Dayna Kurtz – Rise And Fall – Appaloosa Records / Ird – 2 CD – Deluxe Edition

Di questa signora, Dayna Kurtz (uno dei tanti e preziosi segreti “nascosti” della scena musicale americana), mi ero già occupato in occasione del precedente lavoro Secret Canon Vol.2 http://discoclub.myblog.it/2013/06/14/una-tom-waits-al-femminile-dayna-kurtz-secret-canon-vol-2/ , e come al solito il buon Bruno mi dà l’opportunità (conoscendo la mia simpatia per questa cantante) di parlarvi di questo ultimo lavoro Rise And Fall (il settimo della sua carriera), che viene ora edito solo per l’Italia e per merito della “brianzola” Appaloosa Records, in una versione Deluxe Digipack apribile, con libretto accluso con le traduzioni dei testi in italiano, e un bonus CD con cinque pezzi inediti. La Kurtz, nata in New Jersey e poi sviluppatasi artisticamente a New York, ora dopo la separazione dal marito vive a New Orleans (con il suo nuovo compagno), e con il ritrovato amore ha rinovato l’ispirazione e la voglia di scrivere canzoni in Rise And Fall (tutti brani molto personali), e con la co-produzione di Randy Crafton, ha riunito presso il Kaleidoscope Sound Studio di Union City nel New Jersey il cast di musicisti di valore con cui collabora da diversi anni: il chitarrista Robert Mache (Continental Drifters), il bassista David Richards (Linda Thompson, Richie Havens), il tastierista e fisarmonicista Peter Vitalone,  il batterista Dan Rieser (Norah Jones, Amos Lee), in alternativa allo stesso produttore Randy Crafton, nel settore percussioni, oltre ad un quartetto d’archi e come ospite in un brano la cantante franco-israeliana Keren Ann. Il disco è stato finanziato dai fans attraverso il sito pledgemusic.com. https://www.youtube.com/watch?v=vg7ZsM8H_Ss

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Una volta inserito il cd nel lettore partono subito le suadenti note di  It’s How You Hold Me, dipanate su un tessuto di piano, violino e chitarre, a cui fa seguito una meravigliosa ballata in stile Stax,(che purtroppo Aretha Franklin non osa più) You’re Not What I Need , l’incedere folk di RaiseThe Last Glass con la fisarmonica in evidenza, la ninna-nanna dolorosa di una passionale e sentita If I Go First, poi fanno capolino gli archi nella romantica Eat It Up https://www.youtube.com/watch?v=k3g4a4UvgX8 . Si riparte con la dolce e sussurrata Yes, You Win con la chitarra slide di Dayna (che per inciso suona molto tipi di chitarra nell’album), a cui fanno seguito un moderno madrigale come Far Away Again, l’oscura litania di A Few Confessions con gli archi e il controcanto di Keren Ann ad accompagnare la melodia, mentre The Hole, cantata dalla Kurtz solo con l’accompagnamento di un violino, è veramente “spettrale”; si va a chiudere con una cover d’autore firmata dal duo David Allan Coe e Bobby Charles You’ll Always Live Inside Of Me (con un coretto finale “gospel”), interpretata in modo spirituale e sublime da Dayna https://www.youtube.com/watch?v=CSP0YhfLgQs .

Il bonus CD contempla una inedita ballata, Touchstone firmata dalla Kurtz stessa, andando poi come sempre a ripescare negli “standard” d’autore come All Too Soon di Carl Sigman e Duke Ellington in chiave “jazz d’annata” e una My Babe di Willie Dixon con batteria spazzolata e vibrafono da suonare e cantare nei migliori locali blues, rendere omaggio a Jim Reeves con la delicata I Get The Blues When It Rains, dove Dayna si accompagna in solitaria al banjo (e una spruzzata d’archi) e rivisitare in modo meraviglioso una delle più belle e famose ballate di Otis Redding, That’s How Strong My Love Is, degna conclusione di una lavoro praticamente perfetto.

Proprio in questi giorni parte il Rise And Fall Tour 2015 italiano  di Dayna Kurtz, di seguito le date:

25/5 CANTU’ (CO – 1&35 CIRCA With Luca Ghelmetti & Tim Sparks

26/5  PIOMBINO (LI) – GATTAROSSA

28/5  PAVIA – PIAZZA CAVAGNERIA With Patrizia Laquidara

29/5  GORLA MINORE (VA) – COLLEGIO ROTONDI

30/5  CONCOREZZO (MB) – PARCO DI VILLA ZOIA

31/5  VICENZA – RETRO’ With Bob Malone

1/6   UDINE – SCIMMIA NUDA SOCIAL CLUB

Dayna Kurtz – voce e chitarra

Robert Mache – chitarra elettrica, mandolino e cori

Le date del 28 maggio e 30 maggio dovrebbero essere gratuite, le altre non so (ma non credo).

Dayna Kurtz negli ultimi anni ha condiviso il palco con artisti del calibro di Elvis Costello, Richard Thompson, Rufus Wainwright, Dr. John, Richie Havens, Mavis Staples, Blind Boys Alabama, Norah Jones, Bonnie Raitt e il compianto B.B.King, e per una delle più belle voci americane, cresciuta nei Club di Manhattan assimilando jazz, folk e blues, sembra sia giunto il momento di un ulteriore salto di qualità con questo Rise And Fall che può essere il coronamento  di una carriera sempre vissuta ai margini, ma nello stesso tempo riconosciuta dagli amanti della buona musica (anche dalle nostre parti), in quanto la Kurtz, pur attraverso le sue recenti avversità (morte del padre, come detto la separazione dal marito e una forte depressione), ha maturato una consolidata visione del suo lavoro, esorcizzando la realtà attraverso la passione e l’amore per la sua musica. Assolutamente da scoprire e ascoltare!

Tino Montanari

Interessante, Ma Fondamentalmente “Inutile”! The Band – Capitol Rarities 1968-1977

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The Band – Capitol Rarities 1968-1977 – Capitol Records – Solo Download

In questi giorni la Capitol Records americana, quindi gruppo Universal, ha reso disponibile questo “album”, solo in formato download: si parlava anche di un eventuale doppio CD con i 33 brani di questa compilation ma pare non verrà pubblicato. Vi chiederete perché “inutile”, i brani rari o inediti della Band non sono mai inutili, ma visti i contenuti purtroppo, questo parrebbe il caso. Praticamente si tratta di tutte le tracce rare inserite come bonus nelle ristampe degli album di catalogo del gruppo, quindi nessun inedito, e oltre a tutto i CD sono ala momento regolarmente in produzione. Posso ipotizzare che si tratti di una astuta mossa della etichetta, considerando che per la fine di luglio è prevista la pubblicazione di un cofanetto di 9 vinili (ma anche  alcuni titoli disponibili sciolti) intitolato The Capitol Albums 1968-1977, che però non conterrà le bonus dei CD.

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Comunque questo è il contenuto del dischetto digitale, che pare sia anche abbastanza costoso: i singoli brani 1.29 dollari (o euro) ciascuno e completo 16.49 dollari (oppure 14.99 euro).

01 – Tears Of Rage (Alternate Take)
02 – Yazoo Street Scandal (Remastered)
03 – If I Lose (Remastered)
04 – Long Distance Operator (Remastered)
05 – Lonesome Suzie (Alternate Take/Remastered)
06 – Orange Juice Blues (Blues For Breakfast) (Demo/Remastered)
07 – Key To The Highway (Remastered)
08 – Get Up Jake (Outtake/Stereo Remix/Remastered 2000)
09 – Rag Mama Rag (Alternate Take/Remastered)
10 – The Night They Drove Old Dixie Down (Alternate Mix/Remastered)
11 – Up On Cripple Creek (Alternate Take/Remastered)
12 – Whispering Pines (Alternate Take/Remastered)
13 – Jemima Surrender (Early Version/Remastered)
14 – King Harvest (Has Surely Come) (Alternate Take/Remastered)
15 – Daniel And The Sacred Harp (Alternate Take/Remastered)
16 – Time To Kill (Alternate Version/Remastered)
17 – The W.S. Walcott Medicine Show (Alternate Mix/Remastered)
18 – Stage Fright Radio Commercial
19 – Endless Highway (Demo/Remastered)
20 – When I Paint My Masterpiece (Alternate Version/Remastered)
21 – Bessie Smith (Remastered)
22 – Don’t Do It (Studio Version/Remastered)
23 – Cahoots Radio Commercial (Remastered)
24 – Didn’t It Rain (Remastered)
25 – Crying Heart Blues (Remastered)
26 – Shakin’ (Remastered)
27 – What Am I Living For (Remastered)
28 – Going Back To Memphis (Remastered)
29 – Endless Highway (Studio Version/Remastered)
30 – Twilight (Early Alternate Version/Remastered)
31 – Christmas Must Be Tonight (Alternate Version/Remastered)
32 – Twilight (Single Version/Remastered)
33 – Georgia On My Mind (Alternate Take/Remastered)

Per la serie, se facciamo le cose, almeno facciamole bene, mancano comunque due bonus da Music From Big Pink, e tutti i dieci brani aggiunti a Rock Of Ages, inseriti nel cofanetto Live At The Academy Of Music 1971. Come al solito, uomo avvisato…magari pubblicassero il CD o il DVD del concerto di Newport qui sotto, veramente bellissimo.

Il 26 maggio Levon Helm avrebbe compiuto 75 anni, mancano quattro giorni.

Bruno Conti