Un Vero Cowboy Canadese! Ian Tyson – Carnero Vaquero

ian tyson carnero vaquero

Ian Tyson – Carnero Vaquero – Stony Plain

Ian Tyson, ormai da oltre trenta anni ha deciso di dedicarsi al repertorio delle cosiddette “Cowboy Songs”, tanto da diventarne uno degli interpreti ed autori più amati e rispettati, addirittura due sue canzoni, Navajo Rug e Summer Wages, entrambe tratte dall’album Cowboyography, sono state inserite nella lista delle 100 canzoni Western più importanti di tutti i tempi. Non male per un cantautore che è nato e vissuto in Canada, e che nella sua vita precedente di folk singer ha scritto una delle canzoni più belle degli anni ’60, quella Four Strong Winds, del duo Ian & Sylvia https://www.youtube.com/watch?v=wjfTDPhMdTk , che è considerata una sorta di inno non ufficiale della canzone canadese, eseguita da decine di interpreti, dal Neil Young di Comes A Time, con Nicolette Larson, passando per Dylan, Judy Collins, Joan Baez, Johnny Cash, Waylon Jennings, John Denver, non ultimi i Blue Rodeo, che ne hanno fatto una bellissima versione su The Gift, il disco tributo a Tyson, uscito nel 2007, e che se non avete, vi consiglio di recuperare. Ma quella era un’altra storia https://www.youtube.com/watch?v=W4gQr38Azfo .

the gift tribute to ian tyson

Come si diceva, Ian Tyson si è inserito in questo filone western e nel sottogenere Cowboy Songs, ben frequentato anche da altri autori, Tom Russell, che firma pure un brano di questo Carnero Vaquero, che viene dalla California, ma è un texano d’adozione, o un texano vero come Michael Martin Murphey, per non parlare di Chris Ledoux, un altro che ha costruito una carriera intorno a questo stile e che di mestiere faceva anche il cowboy ai rodeo, o frequentatori più occasionali come il grande Johnny Cash, lo stesso John Denver, o ancora specialisti come Don Edwards e Marty Robbins,  e ci fermiamo qui, se no diventa la lista della spesa. Tyson, ormai veleggia per gli 82 anni e nonostante, abbia avuto problemi alle corde vocali, non ha diradato le sue uscite discografiche, anzi, negli ultimi dieci anni ha pubblicato sei album, compreso questo. La voce risente dell’età e degli acciacchi del tempo, ma è ancora piuttosto buona e la penna regala buone canzoni agli appassionati del genere.

E poi, anche se Ian Tyson è presentato come “The Legendary Singing Cowboy”, le sue canzoni, almeno musicalmente, non sono rigidamente inserite in un sound western puro, raccontano storie, miti e leggende del West, ma il suono è più vario di quello che si potrebbe pensare: accompagnato da Thom Moon, Gord Maxwell e Lee Warden alla chitarra, il repertorio del nuovo album si apre con una ballata atmosferica come Doney Gal, un vecchio traditional, dove delle tastiere suggestive introducono il tema del brano, prima dell’ingresso dei musicisti appena citati https://www.youtube.com/watch?v=kZdqVBgaMvM , per un tipico suono western che viene ribadito in una Colorado Horses, scritta da Will Dudley, che sembra provenire dal repertorio di Joe Ely, Tom Russell, ma anche del miglior Johnny Cash, una western song incalzante e dal ritmo quasi a tempo di valzer, inconfondibile. Will James è un brano più discorsivo, sempre una storia tipica che viaggia sulle ali di una ritmica discreta ma ben presente, belle armonie vocali e fraseggi di chitarra, sia elettrica che acustica, semplici ma ben eseguiti, qualche tocco ben piazzato di pianoforte, affidato alle sapienti mani di Catherine Marx, che è la tastierista dell’album, oltre ad occuparsi della fisarmonica, altro ingrediente immancabile nel genere, in un brano mosso come Jughound Ronnie, una delle due canzoni scritte da Ian Tyson in coppia con Kris Demeanor, giovane artista canadese.

Darcy Farrow, uno dei brani non firmati dal nostro, viene dal passato, una canzone scritta da un giovane Steve Gillette, che fu uno dei primi successi di Ian & Sylvia (ma forse la ricordate anche nelle versioni di John Denver e Nanci Griffith), con la voce di Tyson che mostra lo scorrere del tempo, malinconica e leggermente spezzata, con le tastiere che comunque aggiungono un pizzico di modernità a questa evocativa folk song. Molto bella anche The Flood, l’altra canzone scritta con Demeanor, una ballata avvolgente che stilisticamente forse c’entra poco con le western songs, ma si ascolta con piacere, grazie alla classe innata di Tyson. Shawnie, il brano più lungo del disco, dopo un inizio in sordina si trasforma in un pezzo elettrico, quasi alla Mark Knopfler, ritmo incalzante, una bella chitarra elettrica a caratterizzarne il sound https://www.youtube.com/watch?v=UuJ9ef-mXzw , e pure la lenta e sognante Chantell, forse sembra più un brano del Willie Nelson melodico che una cowboy song; molto piacevole ed epica anche Wolves No Longer Sing, la canzone scritta con Tom Russell (come in passato fu per Navajo Rug), con florilegi del piano della Marx ad impreziosirla. Chiude Cottonwood Canyon dove il violino di Scott Duncan, altro giovane musicista canadese, è il valore aggiunto di una canzone, che suona proprio come una perfetta country song vecchia maniera https://www.youtube.com/watch?v=8PXe7XkBy6g . L’età avanza ma la classe non demorde.

Bruno Conti     

Un Vero Cowboy Canadese! Ian Tyson – Carnero Vaqueroultima modifica: 2015-07-10T10:31:42+00:00da bruno_conti
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