Più Sparviero Che Passerotto! Sister Sparrow And The Dirty Birds – The Weather Below

sister sparrow the weather below

Sister Sparrow & The Dirty Birds – The Weather Below – Party Fowl/Thirty Tigers

Nuovo disco per i Sister Sparrow & The Dirty Birds della famiglia Kincheloe, che con questo CD arrivano a quota tre (più un EP): rispetto al precedente Pound Of Dirt  http://discoclub.myblog.it/2012/04/13/un-altra-sorella-del-soul-e-non-solo-sister-sparrow-the-dirt/ hanno perso per strada un cugino. Bram, che sedeva dietro la batteria, e anche un componente della sezione fiati, quindi ora sono “solo” in otto. Ci sono state altre variazioni nella formazione della band, ma il nucleo originale rimane, con Fratello Jackson Kincheloe all’armonica e Sorella Arleigh, voce carismatica, protagonista assoluta e autrice di tutti i brani, nonché il chitarrista Sasha Brown e due dei fiatisti, Phil Rodriguez alla tromba e Ryan Snow al trombone; i nuovi arrivi sono il sassofonista Brian D. Graham, il bassista Josh Myers e il batterista Dan Boyden. Verrebbe da dire, come usa, che questo disco, The Weather Below, è quello della definitiva consacrazione, ma per chi scrive, erano ottimi già i precedenti: la formula è la solita, del sano soul e R&B, misto a blues, funky e qualche contaminazione rock anni ‘60, rispetto a gente come gli Alabama Shakes, i Banditos, il gruppo di Dana Fuchs o quello di Beth Hart, o anche Nicole Danielle, ex Trampled Under Foot,  che si affacciano più o meno sullo stesso filone, c’è la sezione fiati in più (ma nei dischi della Hart in coppia con Bonamassa ci sono pure). Se poi vogliamo approfondire il paragone vocale, sempre secondo il sottoscritto, la Hart (e anche Dana Fuchs) hanno una voce più potente e versatile rispetto alla brava Arleigh, ma anche la nostra amica più che un “passerotto” spaventato sembra a tratti uno sparviero abbastanza incazzato (rispetto ai due significati del termine Sparrow) https://www.youtube.com/watch?v=doOr9vt4GGc  e anche gli altri “rapaci” della band ci danno dentro di gusto nei dieci brani di questo CD.

L’album ci catapulta nella versione moderna dell’era dei Muscle Shoals e degli Hi Studios, della Motown e del blues-rock acido e meticciato con il soul di Janis Joplin, con un ottimo produttore e ingegnere del suono come Ryan Hadlock (Lumineers, Johnny Flynn, e anche titolare dei famosi Bear Creek Studios di Seattle) che in un paio di brani smussa leggermente i toni della band per cercare un maggiore appeal commerciale, ma siamo entro i limiti di guardia. Per il resto si parte sparatissimi con Borderline, firmata collettivamente dalla band, dove la voce rauca e vissuta di Arleigh Kincheloe è subito in evidenza, tra bordate di trombe, tromboni e sax, svisate ferocissime di chitarra, l’armonica di Jackson che alza la quota blues, in un sound che ingloba anche elementi dei primi Blues Traveler, della J.Geils Band e delle colleghe citate prima https://www.youtube.com/watch?v=4799mC8LIJ8 . Sugar è classico R&B seventies oriented, come quello che poteva uscire dai Royal Studio di Memphis, adattato ai giorni nostri: gente come Alicia Keys o Mary J Blige, che hanno delle bellissime voci, potrebbero applicarsi con profitto a brani come questo, basso super funky, fiati come piovesse, una chitarrina maliziosa, un ritornello orecchiabile, si chiama anche pop volendo, ma di quello buono! Prison Cells ha sempre questa patina non fastidiosa di modernità, una sorta di pop soul alla Motown che a tratti rallenta verso un deep soul più rigoroso, mentre Mama Knows è un buon esempio di soul music classica, quella per cantanti dalla pelle bianca ma con l’animo nero, anche Susan Tedeschi e Bonnie Raitt fanno parte di questa schiatta.

Fiati, armonica, chitarra e sezione ritmica perfettamente integrati con la voce perfetta della Kincheloe, che assume timbriche quasi caraibiche per una ritmata Disappear, salvo tornare al blues sanguigno e crudo di Don’t Be Jealous, dove l’armonica di Jackson Kincheloe e la chitarra di Brown, contendono ad una infervoratissima Arleigh il centro della scena https://www.youtube.com/watch?v=YIVvHMHQYV8 . Più leggera e pop di nuovo in Every Road, piacevole ma meno ricca di sostanza, forse alla ricerca di un effetto Winehouse. We Need A Love sarebbe stato un bel singolo nell’epoca d’oro della Motown, con le sue improvvise aperture melodiche su un ritmo per il resto incalzante e in Cold Blooded finalmente, su un giro di basso minaccioso, la Kincheloe può duellare con la chitarra di Sasha Brown, per il resto meno impegnata rispetto al disco precedente, un brano dal taglio decisamente più rock e tirato, che si avvicina al sound dei concerti della band. Finale blues, sulle note dell’armonica di Fratello Jackson si innesta di nuovo la chitarra di Brown, in modalità slide e la brava Arleigh può dare di nuovo sfogo alle sue indubbie qualità vocali nella conclusiva Catch Me If You Can, con grande accelerazione full band nella coda del brano.

Bruno Conti

Più Sparviero Che Passerotto! Sister Sparrow And The Dirty Birds – The Weather Belowultima modifica: 2015-07-13T15:21:09+00:00da bruno_conti
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