Un “Eroe Non Celebrato”! Albert Lee – Highwayman

Albert Lee Highwayman

Albert Lee – Highwayman – Palm Bridge 

Albert Lee è uno di quei rari personaggi che si è soliti definire “unsung heroes” (l’italiano “eroi non celebrati” è forse troppo epico): spesso confuso con il quasi omonimo Alvin Lee “Ah, ma è quello dei Ten Years After”! Però a ben guardare il nostro è già in azione dai primi anni ’60, all’inizio nella band R&B dei Thunderbirds che accompagnava il giovane Chris Farlowe (e dove verrà sostituito da Richie Blackmore, che ne ha più volte magnificato le doti, e se guardate bene, nella versione in studio di Gemini Suite di Jon Lord, c’era proprio Lee alla chitarra). Nello stesso periodo forma gli Heads, Hands & Feet, una grandissima band country-rock che era la risposta europea ai Flying Burrito Brothers e alla Nitty Gritty (purtroppo, o per fortuna, gli anni passano, fate voi, li ho anche visti dal vivo ai tempi, fantastici), poi si trasferisce negli USA, dove suona prima con i Crickets e in seguito nella Hot Band di Emmylou Harris, sostituendo James Burton (uno dei suoi eroi musicali, con cui recentemente ha registrato un disco live di cui vi ho parlato su queste pagine virtuali http://discoclub.myblog.it/2015/06/02/piccolo-ripasso-nella-storia-della-chitarra-elettrica-james-burton-albert-lee-amos-garrett-david-wilcox-guitar-heroes-making-history/); dal 1978 e per cinque anni entra nella band di Eric Clapton, con cui registra anche Just One Night, il doppio dal vivo in Giappone e Money & Cigarettes, dove c’è pure Ry Cooder. Nello stesso anno, 1983, diventa il chitarrista ufficiale nella reunion degli Everly Brothers (andatevi a sentire il bellissimo doppio dal vivo registrato quell’anno), con  i quali rimarrà per oltre 20 anni, alternando quel lavoro con la sua carriera come solista (il primo album Hiding, è solo del 1979) e come leader degli Hogan’s Heroes, un gruppo dalla formazione fluttuante, tutt’ora in attività.

Quindi stiamo parlando di uno dei chitarristi più stimati dai colleghi, conosciuto a livello di culto dagli amanti della buona musica, un vero virtuoso dello stile fingerpicking e flatpicking elettrico, famoso soprattutto per una canzone, la fantastica Country Boy https://www.youtube.com/watch?v=GGEtrEYklzo , anche se la lista delle sue partecipazioni è quasi infinita, soprattutto in ambito country-rock, rockabilly e dintorni, pur se il nostro è in grado di eccellere, nel suo modo discreto e mai invadente, in qualsiasi tipo di musica, il perfetto gregario di lusso. Ma a 70 anni passati Albert Lee decide inaspettatamente di registrare un album tutto acustico in solitaria (salvo pochi brani), questo Highwayman, dove il chitarrista inglese rivisita alcuni dei brani più celebri in cui ha suonato, insieme ad alcune delle sue canzoni preferite. Il risultato, manco a dirlo, è buono, anche se forse non memorabile: Lee è un buon cantante, in possesso di una voce gentile e suadente, ben intonata, ma come ce ne sono tante, si districa bene anche al piano e, ovviamente, è anche un buon chitarrista acustico. Quindi un disco di ballate, canzoni folk e country, brani celebri e meno noti: Bye Bye Love, è quel capolavoro assoluto degli Everly Brothers che ha spinto Simon & Garfunkel a darsi alla musica, qui in una bella versione, con la partecipazione di Mike Berry alla seconda voce e chitarra, il brano lo richiede, e devo dire che Albert si dimostra in ottima forma vocale. Dimming Of The Day per molti è il capolavoro assoluto di Richard Thompson, una canzone di stampo folk, meravigliosa, cantata quasi alla Christy Moore (o alla Luka Bloom se preferite, sempre in quella famiglia siamo), con le ottime armonie vocali di Freddy Schloemer che la rendono ancora più affascinante.

Hey Doll Baby è un altro brano minore degli Everly Brothers, mentre The Highwayman è la celeberrima canzone di Jimmy Webb, resa famosa da quei quattro signori (Cash, Jennings, KristoffersonNelson https://www.youtube.com/watch?v=hi94mMed6EQ ) l’unico brano dove appaiono anche tastiere, batteria e archi per una versione sorprendentemente complessa ed affascinante con Albert Lee che si rivela anche fluente pianista. Skip Rope Song è un altro gioiellino pianistico dal repertorio di Jesse Winchester, con una atmosfera che ricorda il primo Elton John, anche per gli arrangiamenti orchestrali del produttore e factotum Steve Mann. Like Strangers e Sleepless Nights vengono dalla famiglia Felice Boudleaux Bryant, grandi autori, altri esempi di country-folk vocale d’autore. Till I Gain Control Again è quella bellissima canzone scritta da Rodney Crowell per Emmylou Harris, e Albert suonava nella versione originale, qui trasformata in una ballata pianistica, mentre Keep a Knockin’ è il capolavoro R&R di Little Richard, una rara occasione per ascoltare il virtuosismo all’acustica di Albert che eccelle anche in Eighteen Yellow Roses di Bobby Darin, e poi rende omaggio a Buddy Holly in una deliziosa Well Alright. Per concludere un album piacevolissimo, e in fondo, per certi versi, sorprendente, una ultima ballata pianistica scritta da Glenn Campbell, A Better Place.

Bruno Conti

Un “Eroe Non Celebrato”! Albert Lee – Highwaymanultima modifica: 2015-11-14T00:31:15+00:00da bruno_conti
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