Un Concept Autobiografico? Forse Sì, Ma Pur Sempre Ottimo Country-Rock Texano! Josh Abbott Band – Front Row Seat

josh abbott band front row seat

Josh Abbott Band – Front Row Seat – Pretty Damn Tough/Thirty Tigers CD

Josh Abbott è la quintessenza del country-rocker texano. Proveniente da Lubbock, Josh e la sua solida band (Preston Wait, chitarre e violino, Austin Davis, banjo, Caleb Keeter, chitarra solista, Eddie Villanueva, batteria e James Hertless, basso) sono attivi dal 2008, periodo nel quale non hanno pubblicato molto, solo tre album, ma con un livello qualitativo medio-alto. In particolare l’ultimo Small Town Family Dream ha saputo coniugare buona musica ed ottime vendite, arrivando fino al numero 5 della Hot 100 country di Billboard, quasi un miracolo per un gruppo che non ha un contratto con una major.Questo a dimostrazione che la qualità ed il duro lavoro (sono abituati a suonare parecchie date durante l’anno) ogni tanto pagano: Josh e i suoi non hanno mai avuto la tentazione di arrotondare il suono per fare l’ultimo salto in alto nelle vendite, ma sono rimasti fedeli al loro country-rock duro e puro, chitarristico e vibrante, un suono perfetto per i brani scritti dal leader, canzoni che narrano della vita di tutti i giorni delle persone normali, con i suoi alti e bassi ed i suoi problemi.

Front Row Seat è il nuovo album della JAB, ed è certamente il disco più personale a livello di testi, in quanto è una sorta di concept che narra dei problemi coniugali di Josh, culminati con la separazione dalla moglie: ma non abbiate paura, non è il classico disco intimista, ed alla lunga noioso, del cantautore depresso per la fine di una storia sentimentale, in quanto il suono non è cambiato di una virgola, cioè pura e sana country music texana elettrica e roccata. L’album è abbastanza lungo (sedici brani, una cinquantina di minuti) ed è diviso in cinque atti, come se fosse un’opera teatrale, in cui Abbott è lo spettatore privilegiato (seduto metaforicamente sul Front Row Seat del titolo). I dubbi che Josh e i suoi potessero avere un calo sono subito fugati da While I’m Young, un country-rock potente e vigoroso, con chitarre e banjo sugli scudi ed un refrain molto godibile, al quale fa subito seguito I’ve Been Known, un saltellante brano elettroacustico con tripudio di steel, banjo e violini.

Live It While You Got It, ancora elettrica, è puro rockin’ country texano: se i testi possono essere tristi la musica non lo è di certo; Wasn’t That Drunk vede Josh duettare con Carly Pearce, ed il brano non ha cedimenti di ritmo, anche se i toni sono appena un filo più malinconici. La fluida e limpida Kiss You Good è un altro esempio dello stile del nostro, country elettrico suonato con grinta da rock’n’roll band, mentre If It Makes You Feel Good rallenta un po’ il ritmo, anche se il ritornello non perde un’oncia della sua potenza emotiva, il tutto corredato da un breve ma incisivo assolo di Keeter. Crazy Things è puro country, mentre Front Row Seat è una solida ballata dal retrogusto amaro, sempre sostenuta da una strumentazione potente; Kisses We Steal è una delle migliori del disco, una rock ballad aperta e sinuosa, con un bel riff di violino ed un motivo particolarmente riuscto.Born to Break Your Heart è lenta ma sempre intensa, mentre la cupa Ghosts ha uno sviluppo attendista ed arpeggi chitarristici di valore; This Isn’t Easy è un’oasi particolarmente gradita, anche se dopo un minuto si elettrifica e diventa una rock ballad a tutto tondo. La strana A Loss Of Memory è piena di effetti sonori poco immediati, ma subito corretti dalla bella Amnesia, una delle più scorrevoli del CD, per chiudere con la dolce Autumn e la malinconica Anonymity.

Josh Abbott in questo disco dimostra di essere un texano dalla pelle dura, che neppure le vicissitudini personali riescono a scalfire, e porta a termine un altro buon disco di sano rockin’ country d’autore.

Marco Verdi

Un Concept Autobiografico? Forse Sì, Ma Pur Sempre Ottimo Country-Rock Texano! Josh Abbott Band – Front Row Seatultima modifica: 2015-12-17T00:16:39+00:00da bruno_conti
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *

*