Husky Burnette – Ain’t Nothin’ But A Revival. Catalogare Sotto Southern-Blues-Rock, “Bizzarro” Ma Efficace!

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Husky Burnette – Ain’t Nothin’ But A Revival – Rusty Knuckles Music

Husky Burnette appartiene a quella variegata schiatta di artisti, bizzarri e sopra le righe, che popolano il mondo della musica indipendente americana. Spesso autodefinitisi “leggendari”, o per meriti propri, o perché a loro volta hanno frequentato musicisti cosiddetti leggendari: tipo, nel caso di Burnette, che è stato il loro chitarrista, ci viene detto di Roger Alan Wade e Hank Williams III, mica cotica! Al di là del fatto che ero convinto che i musicisti leggendari fossero ben altri, e forse il nostro amico, di leggende ne ha in effetti un paio nel proprio albero genealogico, due tra gli inventori del R&R e del rockabilly, Johnny & Dorsey Burnette (della stessa dinastia anche Rocky, Billy e Tim). Comunque, per inquadrarlo, questo signore è nato in quel di Chattanooga, Tennessee, un imprecisato numero di anni fa, ha al suo attivo già tre album solisti https://www.youtube.com/watch?v=wF9DMjvI_f0 , compreso questo Ain’t Nothin’ But A Revival, e anche se forse probabilmente non sarà mai una leggenda, fa comunque della buona musica, un blend di blues, rock, southern, armato della sua chitarra https://www.youtube.com/watch?v=_UaZWtcciWw e di un bella voce, potente e vissuta, il nostro amico ci regala undici brani di sapida musica di marca sudista.

Best I Can, posta in apertura, non ha nulla da invidiare ai migliori brani degli ZZ Top degli anni ’70, chitarre a manetta, anche con pedale wah-wah innestato, ritmi boogie e voce polverosa. Trucco che viene ripetuto anche in Kick Rocks https://www.youtube.com/watch?v=itRv-BMEBNg , di nuovo vocione in evidenza, una armonica soffiata con potenza, aggiunta per alzare la quota blues e chitarra che spara riff a raffica; 36 Degrees illustra il lato più gentile dell’animo di Burnette, una bella ballata che profuma di sapori del Sud, illuminata da un pregevole assolo di slide nella parte centrale https://www.youtube.com/watch?v=Rcyc0vMacXU . Pay By The Hour, il brano più lungo dell’album, è un altro pezzo di chiara impostazione blues, ancora con l’armonica in evidenza (suonata nell’album da JD Wilkes dei Legendary Shack Shakers), mentre altrove Andy Gibson,  anche lui dalla band di Hank III unisce la sua chitarra a quella di Husky e i ritmi sono più canonici e tradizionali, a momenti anche presi a prestito dai classici (mi è sembrato di cogliere il riff di Spoonful).

Chicken Grease è un breve momento di follia sonora, in comune con certe cose di Scott H. Biram, altro personaggio bizzarro con cui ha diviso i palcoscenici, mentre Southbend/High Head ritorna al granitico southern boogie à la ZZ Top con chitarre fumanti in bottleneck style. Dog Me Down, costruita intorno ad un giro di basso, è un altro tuffo nel blues sporco e cattivo persino con richiami a Tom Waits, con armonica ed una seconda voce femminile aggiunta alle procedure (Bethany Kidd, non conosco, ma comunque brava). O’Neal Dover, batteria e Yattie Westfield, basso, tengono il ritmo con caparbia grinta in tutto l’album, meno che in Busted Flat, un blues acustico per sola chitarra, voce ed armonica. Ma Husky Burnette eccelle soprattutto quando può alzare il volume e tuffarsi in un blues-rock sanguigno e tosto come in See, I Moan The Blues, dove può smanettare la sua chitarra con libidine e pure in When My Train Comes, sempre a tutto riff. Di nuovo slidin’ blues per la conclusione di questo Ain’t Nothin’ But A Revival, affidata a Dirty Gettin’ Down, un proclama fin dal titolo https://www.youtube.com/watch?v=38NkLVZRrBY . Personaggio minore ma non privo di attrattive per gli amanti del genere: file under southern-blues-rock.

Bruno Conti

Husky Burnette – Ain’t Nothin’ But A Revival. Catalogare Sotto Southern-Blues-Rock, “Bizzarro” Ma Efficace!ultima modifica: 2016-07-24T11:32:31+00:00da bruno_conti
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