Come Diceva Il Titolo Del Suo Ultimo Cofanetto, Se Ne E’ Andato Anche “L’Uomo Che Cambiò La Chitarra Per Sempre”! Il 15 Aprile E’ Morto Allan Holdsworth, Aveva 70 Anni.

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Sabato 15 Aprile a Vista, California, dove viveva dagli anni ’80, è scomparso Allan Holdsworth, uno dei più grandi chitarristi elettrici della storia, aveva 70 anni, essendo nato a Bradford In Inghilterra, il 6 Agosto del 1946: la causa della morte non è stata rivelata. Molto amato dai suoi colleghi era considerato il “chitarrista dei chitarristi”, in possesso di una tecnica mostruosa e sempre pervaso dalla voglia di sperimentare nuovi attrezzi e tecnologie: tra i primi ad usare il Synthaxe, una chitarra sintetizzatore dalle sonorità strabilianti, Holdsworth era considerato un musicista jazz-rock, se volete jazz fusion, ma aveva iniziato la sua carriera prima negli ‘igginbottoms’s Wrench, poi con i Sunship, avendo il primo segnale di fama con i Nucleus, e sfiorando la notorietà con i Tempest, una band rock progressiva fondata con Jon Hiseman Mark Clarke dei Colosseum: gruppo in cui per un brevissimo periodo suonò insieme a Ollie Halsall, altro luminare della chitarra, nei Patto. 

Allan Holdsworth poi ha suonato nei Soft Machine, nel New Tony Wiiliams Lifetime, dove forse ha rilasciato le sue prove migliori in Believe Million Dollar Legs. E ancora nei Pierre Moerlen’s Gong, con Jean-Luc Ponty, negli U.K., con Bill Bruford Jack Bruce, registrando anche dodici album solisti nella sua carriera. E anche se non lo ha riconosciuto, per beghe legali (in pratica non furono pagati), il suo primo album Velvet Darkness, insieme al secondo i.o.u. e al terzo Metal Fatigue, vengono considerati i suoi dischi migliori, oltre ad Atavachron, il primo dove iniziò a sperimentare il synthaxe. Allan Holdsworth oltre che essere un virtuoso della chitarra suonava anche il violino.

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Aveva suonato dal vivo, ancora ai primi di aprile, come testimonia la foto sopra, per promuovere l’uscita recente del box da 12 CD The Man Who Changed Guitar Forever (dove era escluso Velvet Dakness), edito dalla Manifesto Records e che riproponeva l’intera sua produzione solista, nuovamente rimasterizzata e con alcune tracce extra. Questo è il contenuto completo del box:

[CD1]
1. The Things You See
2. Where Is One
3. Checking Out
4. Letters of Marque
5. Out from Under
6. Temporary Fault
7. Shallow Sea
8. White Line

[CD2]
1. Three Sheets to the Wind
2. Road Games
3. Water on the Brain-Pt II
4. Tokyo Dream
5. Was There?
6. Material Real

[CD3]
1. Metal Fatigue
2. Home
3. Devil Take the Hindmost
4. Panic Station
5. The Un-Merry Go Round (In Loving Memory of My Father)
6. In the Mystery

[CD4]
1. Non-Brewed Condiment
2. Funnels
3. The Dominant Plague
4. Atavachron
5. Looking Glass
6. Mr. Berwell
7. All Our Yesterdays

[CD5]
1. Sand
2. Distance Vs. Desire
3. Pud Wud
4. Clown
5. The 4.15 Bradford Executive
6. Mac Man

[CD6]
1. City Nights
2. Secrets
3. 54 Duncan Terrace (Dedicated to Pat Smythe)
4. Joshua
5. Spokes
6. Maid Marion
7. Peril Premonition
8. Endomorph (Dedicated to My Parents)

[CD7]
1. 5 to 10
2. Sphere of Innocence
3. Wardenclyffe Tower
4. Dodgy Boat
5. Zarabeth
6. Against the Clock
7. Questions
8. Oneiric Moor
9. Tokyo Dream
10. The Un-Merry Go Round (Part 4)
11. The Un-Merry Go Round (Part 5)

[CD8]
1. Prelude
2. Ruhkukah
3. Low Levels, High Stakes
4. Hard Hat Area
5. Tullio
6. House of Mirrors
7. Postlude

[CD9]
1. Countdown
2. Nuages
3. How Deep Is the Ocean
4. Isotope
5. None Too Soon (Part 1)/Interlude/None Too Soon (Part II)
6. Norwegian Wood
7. Very Early
8. San Marcos
9. Inner Urge

[CD10]
1. Son Onofre
2. 274
3. The Sixteen Men of Tain
4. Above and Below
5. The Drums Were Yellow
6. Texas
7. Downside Up
8. Eidolon
9. Above and Below (Reprise)
10. Material Unreal

[CD11]
1. The Duplicate Man (Intro)
2. The Duplicate Man
3. Eeny Meeny
4. Please Hold On
5. Snow Moon
6. Curves
7. So Long
8. Bo Peep
9. Don’t You Know

[CD12]
1. Zone I
2. Proto-Cosmos
3. White Line
4. Atavachron
5. Zone II
6. Pud Wud
7. House of Mirrors
8. Non-Brewed Condiment
9. Zone III
10. Funnels

In questo sito http://www.truthinshredding.com/2017/04/allan-holdsworth-dead-at-70-one-worlds.html sono raccolti i commossi omaggi di molti dei grandi colleghi chitarristi e musicisti in genere, che hanno incrociato la sua strada o ne sono stati influenzati nel corso degli anni. Che possa riposare in pace anche lui!

Bruno Conti

Come Diceva Il Titolo Del Suo Ultimo Cofanetto, Se Ne E’ Andato Anche “L’Uomo Che Cambiò La Chitarra Per Sempre”! Il 15 Aprile E’ Morto Allan Holdsworth, Aveva 70 Anni.ultima modifica: 2017-04-18T16:16:48+00:00da bruno_conti
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