Valeva La Pena Di Attendere. Selwyn Birchwood – Pick Your Poison

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Selwyn Birchwood  – Pick Your Poison – Alligator Records/Ird

Sono già passati tre anni dal precedente? Così pare, comunque torna il prodigioso chitarrista di Orlando, Florida, Selwyn Birchwood, uno dei migliori delle nuove generazioni del blues: il nuovo album si chiama Pick Your Poison e non ha nulla da invidiare al suo predecessore, sempre su Alligator, Don’t Call No Ambulance http://discoclub.myblog.it/2014/06/14/piccoli-alligatori-pettinature-afro-selwyn-birchwood-dont-call-ambulance/ . Una scarica di pura energia, tra cavalcate boogie, deep funky soul e R&B, atmosferiche canzoni dove strapazza da par suo la lap steel in modalità bottleneck o la sua classica Gibson, coadiuvato da un gruppo, dove brillano sia il sassofonista, flautista Regi Oliver, come il bassista Huff Wright, e pure il nuovo batterista Courtney “Big Love” Girlie, anche lui pescato in Florida, non scherza. Tredici nuovi pezzi, tutti firmati dal super riccioluto musicista americano, che si conferma una vera forza della natura, con la sua solista sempre pronta ad intessere assolo dopo assolo, con una continuità ed una varietà di temi sonori impressionante ed ammirabile, veramente uno dei nuovi maestri della 6 corde più interessante attualmente in circolazione.

Se aggiungiamo che Birchwood è anche un eccellente cantante è difficile rimanere indifferenti di fronte alle sue evoluzioni: siano quelle vorticose dell’iniziale blues-rock Trial By Fire, dove in un inconsueto interscambio tra flauto e slide siamo attirati nel mondo sonoro di questo talentuoso musicista, o nel boogie a tutto velocità di una divertente e divertita Even The Saved Need Saving, con sax e chitarra con slide più wah wah che si inseguono con brio, per poi scatenarsi in un finale dove irrompe anche un magnifico inserto a tempo di gospel, con tutto il gruppo che canta con libidine, pardon, visto l’argomento, direi più con fervore https://www.youtube.com/watch?v=G2dCpHX7-og . Guilty Pleasures ha qualche retrogusto à la Tom Waits, se il cantautore di Pomona si immergesse più a fondo nel blues, la voce è molto simile (al Waits giovane), ma slide e sound complessivo sono di pura marca Alligator, con la slide furiosa che rievoca un Hound  Dog Taylor (sempre peraltro nato sull’etichetta di Chicago), “aggiornato” ad un modello 2.0; tra gli stili in mostra nel menu non manca il funky irriverente della title track Pick Your Poison, sempre interessante negli scambi strumentali tra sax e chitarra, che poi parte per la tangente in un assolo quasi zappiano https://www.youtube.com/watch?v=DbJ-kQGeJh4 . E ovviamente il nostro Selwyn maneggia con grande perizia anche lo slow blues, in un torrido ed intensissimo attacco alle coronarie dell’ascoltatore con una vibrante Heavy Heart, dove gli strali della sua Gibson sono lancinanti come richiede il miglior blues elettrico.

Haunted vira verso il rock, sempre con questo strano connubio tra sax e chitarra che cerca di scombinare le gerarchie tipiche delle 12 battute, riuscendoci. Are Ya Ready? ha ancora quello “strano”approccio zappiano al blues, con tempi sghembi, ma quell’amore sconfinato per le misure metriche tipiche di questa musica, solo viste senza troppa deferenza verso il passato, in modo fresco e variegato https://www.youtube.com/watch?v=M2g7d-CGpeU ; anche quando ci si immerge nelle paludi del Mississippi per una elettroacustica Reapimg Time il sound rimane comunque variegato, con l’acustica slide maneggiata con classe. R We Crazy è un altro funky dai tempi sghembi e obliqui, quasi jazzati, con un riff irresistibile, Police State è un Chicago Blues acustico a tutta slide, come Alligator insegna. Un altro ironico pezzo è My Whiskey Loves My Ex, dove comunque a livello musicale la band gira di brutto, con Selwyn Birchwood sempre magistrale ed irruente con la sua Gibson in un brano che ha un finale quasi alla Thorogood. Lost In You è una rara ballata notturna con assolo di sax di Oliver e il nostro che sfoggia un timbro vocale quasi da crooner per l’occasione, per poi rituffarsi in un errebì/funky alla James Brown per la conclusiva Corporate Drone, dove Selwyn dà un ultimo scossone alla sua solista per la gioia dei suoi ammiratori, a conferma del suo talento.

Bruno Conti

Valeva La Pena Di Attendere. Selwyn Birchwood – Pick Your Poisonultima modifica: 2017-06-25T09:44:07+00:00da bruno_conti
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