Lui Non Mi Fa Impazzire, Ma Stavolta Non E’ Malaccio! Eric Church – Mr. Misunderstood On The Rocks

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Eric ChurchMr. Misunderstood On The Rocks: Live And (Mostly) Unplugged – EMI Nashville EP/CD

Non sono un grande fan di Eric Church, country rocker del North Carolina in attività da poco più di dieci anni, ed oggi uno dei musicisti più popolari in USA, perlomeno in ambito country. Eric non era neppure partito male, esordendo con un discreto album di robusto country chitarristico (Sinners Like Me, 2006) e bissando tre anni dopo con l’altrettanto valido Carolina: peccato che, con l’aumentare delle vendite, Church sia scivolato disco dopo disco verso una musica sempre più commerciale, un country finto southern di grana grossa, ma in fin dei conti perfettamente allineato con quello che chiedono a Nashville. Il suo live album del 2013, Caught In The Act, era piuttosto buono, elettrico e roccato al punto giusto, ma sia The Outsiders che Mr. Misunderstood, i suoi due ultimi lavori in studio, non avevano certo le carte in regola per piacere a chi ama il vero country. Mr. Misunderstood tra l’altro ha venduto meno della metà del suo predecessore, segno che anche in America forse un certo tipo di musica fatta per le classifiche comincia a stufare: è forse per questo che Eric ha appena pubblicato un altro disco dal vivo, un EP con solo sette canzoni, che però si candida da subito come una delle sue cose migliori.

Mr. Misunderstood On The Rocks è intanto registrato nella suggestiva cornice del Red Rocks Amphitheatre in Colorado, un luogo capace di tirare fuori il meglio da chiunque, e poi Church sceglie di presentarsi in una veste spoglia, acustica al 90%, come recita il sottotitolo del CD. Non è da solo sul palco, anzi in un paio di brani c’è la sua band al completo, ma se si eccettua una occasionale chitarra elettrica, il suono è più intimo, più vero, meno legato alle sonorità dei dischi di studio; ed Eric si dimostra un buon performer, in grado anche di emozionare: peccato che il dischetto duri solo poco più di mezz’ora. Apre un medley decisamente interessante che, partendo dalla sua Mistress Named Music, tocca vari classici come Like A Rock di Bob Seger, Danny’s Song di Loggins & Messina, Willin’ dei Little Feat, Piano Man di Billy Joel (accolta da un’ovazione) e Troubadour di George Strait, il tutto eseguito solo con l’ausilio della chitarra acustica, ma senza rinunciare al feeling.

Con Chattanooga Lucy arriva la band, per una robusta canzone dal ritmo sostenuto e potente anche in questa versione stripped-down, con umori southern neanche troppo nascosti; Mixed Drinks About Feelings (bel titolo, molto Jimmy Buffett) vede il nostro in trio con il piano di Jeff Cease ed il controcanto femminile di Joanna Cotten, per una toccante ballata dalla melodia ulteriormente valorizzata dalla veste acustica (e che voce lei), mentre Knives Of New Orleans, ancora con Eric da solo sul palco, è comunque un pezzo con una certa vitalità. Kill A Word è ancora elettroacustica e con il gruppo al completo, maschia, vibrante e soprattutto privata delle diavolerie in studio per renderla commerciale; l’intensa Record Year, ancora in trio (ma con due chitarre ed il piano) e molto amata dal pubblico, conduce al brano conclusivo, una versione voce e chitarra (elettrica) del superclassico di Leonard Cohen Hallelujah, rilettura che tiene presente quella di Jeff Buckley ma rimane comunque personale e soprattutto sentita. Non sto dicendo che questo dischetto sia imperdibile, tutt’altro, ma se anche voi non siete estimatori di Eric Church sappiate che qui troverete solo la parte buona di lui.

Marco Verdi

Lui Non Mi Fa Impazzire, Ma Stavolta Non E’ Malaccio! Eric Church – Mr. Misunderstood On The Rocksultima modifica: 2017-07-21T18:28:04+00:00da bruno_conti
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