« 2011-12 | Homepage
| 2012-02 »
22/01/2012
Novità Di Gennaio Parte II. Craig Finn, Ingrid Michaelson, Michael Chapman, Radiohead, First Aid Kit, Karen Dalton, Ian Hunter Band, Nada Surf
Stavo preparando la seconda lista delle uscite di gennaio 2012, op, sono andato un attimo a fare un altro post dedicato alla scomparsa di Johnny Otis, e tac, rieccomi qui. Il piatto sarebbe più ricco ma cominciano con questi. Confermo che escono anche sia il CD che il DVD dei Doors di L.A. Woman, mentre Chimes Of Freedom il tributo a Dylan per Amnesty International confermo che uscirà in Europa il 6 febbraio, mentre in America dovrebbe uscire il 24 gennaio ma non sono sicuro. Escono invece con certezza martedì prossimo:
il primo album da solista di Craig Finn Clear Heart Full Eyes per la Full Time Hobby/Self. Come sapete non è un ennesimo parente kiwi della famiglia dei Crowded House, ma si tratta del leader degli Hold Steady in momentanea licenza dal gruppo. Il disco (che speravo di recensire in questi giorni ma non ho avuto tempo) è decisamente bello, uno dei migliori di inizio anno, registrato in quel di Austin, quindi un filo più rootsy ma non troppo, conferma il talento dell'occhialuto musicista americano.
Le due sorelline svedesi delle First Aid Kit approdano al secondo album The Lion's Roar sempre per la Wichita Recordings distr. Universal. Ancora meglio di Big Black and Blue di cui vi avevo parlato positivamente da queste pagine virtuali un paio di anni fa, è stato registrato in quel di Omaha, Nebraska con la produzione di Mike Mogis (Bright Eyes e Monsters Of Folk) e nel disco appaiono Conor Oberst e i Felice Brothers. Il brano più bello, forse, è Emmylou, dedicata chissà a chi?
Tornano anche i Nada Surf con The Stars Are Indifferent To Astronomy (bel titolo), etichetta City Slang, c'è anche l'immancabile Limited Edition doppia con 5 bonus tracks acustiche. Non ho avuto tempo di sentire per cui non vi so dire, i cinque album precedenti erano tutti piuttosto buoni.
Ristampe che passione! Queste tre sono eccellenti, soprattutto quella di Rainmaker di Michael Chapman a cura della Light In The Attic. Si tratta del suo primo album pubblicato in origine nel 1969 e ora disponibile con 6 bonus tracks, 3 rarità e 3 inediti, si dovrebbe trattare, spero, della edizione definitiva visto che era uscito già in CD in altre edizioni. Chapman è uno dei più grandi cantautori inglesi di quegli anni l'anello mancante tra il folk di Jansch e dei Pentangle, John Martyn e il primo Al Stewart, Donovan e il rock, considerando che la produzione è di Gus Dudgeon quello di Space Oddity di David Bowie e i primi dischi, quelli più belli, di Elton John, di cui Michael Chapman avrebbe dovuto essere il chitarrista (perché suona sia l'elettrica che l'acustica alla grande) al posto di Davey Johnstone. Nel disco ci sono, al contrabbasso Danny Thompson e al basso elettrico Rick Kemp degli Steeleye Span. Da avere assolutamente, importante come Roy Harper.
Continua la serie delle riscoperte di materiale inedito di Karen Dalton, contemporanea di Dylan e Fred Neil al Greenwhich Village di New York, era chiamata la Billie Holiday del folk per la sua voce particolare e vissuta. Il disco si chiama 1966, registrato in quell'anno in una "cabina" a Summerville nel Colorado si tratta di un disco acustico dove appaiono anche 4 cover di brani di Tim Hardin che allora nessuno aveva ancora cantato, peccato che ci sono voluti 45 anni per ascoltarli. Etichetta Delmore Recordings. Appena lo ricevo ve ne parlerò più diffusamente e anche della sua storia tragica e drammatica, una delle più sfortunate della musica degli ultimi 50 anni. Chi la conosce sa già, per gli altri fra breve su questo Blog.
Il Live At Rockpalast della Ian Hunter Band feat. Mick Ronson esce sia in CD che DVD per la MIG, Made In Germany, e si tratta della registrazione del concerto tenuto il 19 aprile del 1980 per la WDR la famosa emittente tedesca. Fa il paio con il mitico Welcome To the Club registrato dal vivo dalla stessa coppia e uscito sempre nel 1980. Se non lo avete cominciate da quest'ultimo che è uno dei dischi rock in concerto più belli di sempre.
Altre due uscite "veloci" per completare questo giro. Ingrid Michaelson è una delle cantautrici americane più interessanti delle ultime generazioni, il nuovo album Human Again esce a livello indipendente per la Cabin 24/Self released ed è direttamente in Deluxe Edition con 3 bonus tracks. Si tratta del suo 5° album e se non la conoscete ve la consiglio vivamente. Come la possiamo definire? Indie-rock può andare. So che non si dovrebbe fare pubblicità ma siccome probabilmente l'avete già sentita magari senza rendervene conto era quella di Be Ok dello spot delle Poste Italiane, Everybody dei Baci Perugina e You And I della Nivea. Un "mito" per i creativi della pubblicità, immagino saranno già in fibrillazione per il nuovo disco e nonostante tutto riesce a fare della buona musica.
Vorrei evitare di commentare. Nuovo DVD e Blu-Ray per i Radiohead The King Of Limb Live From The Basement etichetta Ticker Tape Limited, con libro allegato, quindi costa abbastanza caro e dura solo 54 minuti, boh e mah e non è neanche male, la mia breve recensione!
Alla prossima.
Bruno Conti
20:27 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica. bruno conti. discoclub, craig finn, ingrid michaelson, michael chapman, first aid kit, karen dalton, nada surf, ian hunter, radiohead | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Facebook
Ironia Della Sorte! E' Scomparso Anche Johnny Otis - The Godfather Of Rhythm & Blues
Johnny Otis - 28-12-1921/17-01-2012
Batterista, Dj, Direttore d'orchestra, cantante, ma soprattutto scopritore di talenti e uno dei più grandi musicisti della storia del R&B che ha contribuito a lanciare, è morto 4 giorni fa a Los Angeles, California, dove era nato 90 anni fa (spero di vecchiaia). Non per nulla era noto come "Il Padrino del Rhythm And Blues", da non confondere con il Godfather Of Soul, James Brown!
Ironia della sorte, perchè era stato proprio lui lo scopritore di Etta James, per la quale produsse Roll With Me, Henry conosciuta anche come The Wallflower,il suo primo successo a inizio anni '50. Nella Johnny Otis Orchestra poi conosciuta come Johnny Otis Show hanno militato anche Little Esther(Phillips) e Big Jay McNeely. Il suo più grande successo fu Willie And The Hand Jive del 1958 poi ripresa anche da Eric Clapton in 461 Ocean Boulevard.
E' stato anche il padre di Shuggie Otis, grande chitarrista e cantante e talento inespresso, nonchè degno figlio di tanto padre!
Ringrazio il lettore del Blog Stefano Palladini che lo ha segnalato nei Commenti. Qualcosa ogni tanto sfugge, non riesco a tenere tutto sotto controllo.
Bruno Conti
18:53 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in In Breve, musica, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica. bruno conti. discoclub, johnny otis, r&b, etta james, eric clapton, little esther, shuggie otis | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Facebook
21/01/2012
Etta James 25-01-1938/20-01-2012. Se Ne E' Andata La Seconda Più Grande Cantante Della Musica Soul Di Tutti I Tempi!
Ovviamente la numero 1 è "The Queen Of Soul" Aretha Franklin. Ma mentre Aretha da più di trent'anni non fa un disco degno della sua fama, Etta James, ancora due mesi fa ha pubblicato un disco bellissimo The Dreamer. Anche se era già minata dalla malattia, prima l'Alzheimer e poi una leucemia terminale, ha voluto lasciare un ultimo testamento sonoro a suggello di una carriera straordinaria iniziata negli anni '50 come cantante dell'orchestra di Johnny Otis e le registrazioni con la Modern Records che sono state ristampate in CD a cura dell'inglese Ace Records in un doppio The Complete Modern and Kent Recordings nel 2005.
La stessa Ace su etichetta Kent, recentemente stava provvedendo a ristampare anche il suo catalogo completo pubblicato su Chess Records e la stessa Universal, la casa discografica attuale, ha pubblicato, come Hip-o-Select, quindi curatissimo, un meraviglioso cofanetto quadruplo Heart And Soul/A Retrospective che contiene tutto quello che dovreste avere di Etta James e anche di più.
Dopo una lunga pausa discografica, dal 1989 ha girato moltissime etichette pubblicando sempre degli album più che dignitosi spesso eccellenti per approdare alla Verve, etichetta storica, per l'ultimo saluto.
Non ha gradito molto il fatto che a cantare la sua At Last alla Casa Bianca per l'insediamento di Obama fosse stata chiamata Beyoncé (che già l'aveva interpretata nel film Cadillac Records sulla storia della Chess Records) e non gliela ha mandata a dire! Poi si è minimizzato dicendo che era dovuto alla demenza senile ma secondo me era sgorgato direttamente dal cuore (e al cuore e al talento non si comanda)!
Rimane una delle più grandi cantanti di tutti i tempi, in qualsiasi genere e nonostante una vita travagliata dove droghe e alcol hanno avuto una parte non secondaria il suo lascito sonoro è incredibile, perfino una rivista patinata come è diventata Rolling Stone ancora recentemente l'aveva inserita al 22° posto nei "100 Greatest Singers Of All Time", in una classifica dove al primo e secondo posto c'erano i "suoi rivali" Aretha Franklin e Ray Charles. Alcune sue canzoni rimarranno indimenticabili e le potete ascoltare in questo Post perché qui si parla (e si ascolta musica)!
RIP Jamesetta Hawkins, Miss Peaches. Avrebbe compiuto 74 anni fra quattro giorni.
Bruno Conti
20:14 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in musica, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
| Tag: musica. bruno conti. discoclub, etta james, soul, aretha franklin, chess records, beyoncè | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Facebook
I Migliori Dischi Del 2011! Last But Not Least: Edward Abbiati Dei Lowlands
Nella Foto non si sta rivolgendo al "cielo" per l'ispirazione ma sta pensando: "Guarda questo rompiballe di Bruno, con tutto quello che ho da fare mi ha chiesto anche la lista dei migliori dischi del 2011 e dove lo trovo il tempo!". (o forse sta contando?). Ma con due mosse di Ju Jitsu e karate virtuale e "qualche" sollecitazione via mail ecco anche la sua lista. Come sapete questi "esercizi mentali" lasciano un po' il tempo che trovano ma sono divertenti per chi scrive, perché si ricorda quello che di piacevole a livello musicale è successo nell'anno passato, e per chi legge possono essere fonte di nuove scoperte da condividere, piacevoli si spera (nel caso contrario, sapete che Ed lo trovate a Pavia, casa dei Lowlands, e gli date una fracca di botte se il disco consigliato non ha trovato il vostro gusto). Scherzo, prima che qualcuno mi prenda in parola perché può riguardare anche chi scrive.
Gli perdono la battuta iniziale e l'inserimento del disco di Springsteen che è uscito nel novembre del 2010 e quindi tecnicamente non rientrerebbe nel periodo esaminato ma visto che potrebbe finire tranquillamente in qualsiasi "Best of" da qui all'eternità e ai musicisti in quanto artisti si perdona qualche dimenticanza. Ecco il tutto in "his own words" (io ho inserito solo qualche video e copertina):
I musicisti sanno solo contare fino a 4....poi si perdono
ecco la mia top 10 (!?!) per il 2011
Two Cow Garage – Un disco rock fantastico con echi di tutte le band che adoro: Lucero, Marah, You Am I, Punk Rock con influenze nobili, testi scintillanti e ritmi infuocati – Dec 2010
Standout Track: Jackson Don’t you Worry & My Great Gatsby
Dark River – Un idea pazza (prendere pezzi dell’epoca della guerra civile americana 1860s e farli suonare dalla scena di Austin). Una produzione perfetta con suoni e arrangiamenti sublimi. Un mix di artisti ma il concept si ascolta come se fosse una sola band.
Standout track: Johnny Has Gone for a Soldier
Social Distortion: Sempre più “appetibili” alle masse. Punk e roots rock si fondono in un disco bellissimo, fieramente invecchiati e maturati.
Standout Track: Still Alive
Steve Earle – il suo migliore disco dai tempi purtroppo lontani di Transcendental Blues e The Mountain. Trovavo la produzione recente di Steve prigioniera del personaggio Steve ed annoiata…mi sbaglierò ma questo è un disco profondamente sincero di Steve Oggi. Io l’ho sempre adorato per questa sua onestà nel descriversi.
Standout track: This City
WILCO – il loro migliore disco dai tempi di A ghost is born. Siamo lontani dai capolavori loro, ma ho sentito alcune cose nuove e diverse. Tweedy sempre più leader convinto.
Standout Track: One Sunday Morning. 12 mins di perfetta imperfezione. Potrebbe andare Avanti per giorni…
Tom Waits – Tom ha fatto un bellissimo disco. Dai suoni alle canzoni. Nulla di nuovo sotto il cielo Waitsiano? Vero…ma questo resta l’ennesimo bel disco di un grandissimo artista.
Standout Track: They pay Me
Josh T Pearson: Presi il disco dei Lift To Experience il secolo scorso…una rivista inglese gli aveva dato 6 stelle su 5 definendolo il disco del millennio. Ovviamente non era il caso…ma gli scenari apocalittici di quel disco erano fantastici. Josh torna dal lato opposto…canzoni scarne, voce e chitarra, che si snodano come solchi nella montagna…scavati negli anni. Più che ascoltare un disco pare di assistere a una vita.
Ryan Adams: per me il maggior talento della mia generazione. Rimasi folgorato dai Whiskeytown quando li vidi al Borderline a Londra e seguì Ryan ovunque andasse….qualche disco di troppo sicuramente, qualche curva superflua per disegnare una traiettoria personale…questo disco però sembra che ryan abbia fatto pace col suo talento. E lo lascia sgorgare libero. Non è un capolavoro. Ma è un ottimo disco di un songwriter incredibile.
Standout Track: Dirty Rain
Dave Alvin – eleven eleven
Non mi divertivo tanto con un disco di Dave Alvin dai tempi della sacra trinità (King Of California / Blackjack Dave / Public Domani). Voce, canzoni e band….esattamente dove li amo.
Standout Track: No Worries Mija
Rod Picott – Forse manca rispetto ad altri dischi il pezzo“facile” ma i testi, la pasta sonora e la produzione sono di primissimo piano. A volte penso che l’unico difetto di Rod sia quello di essere “apparso” qualche anno dopo il boom dell’alt country
Standout Track: Little Scar
Eric Taylor – Live at the Red Shackj
Per me il live più bello dell’anno e sicuramente uno dei dischi dell’anno. Eric è un peso massimo. Qui, circondato da amici che lo ammirano sfodera un disco di una profondità e sincerità disarmante. Come tutti i pugili ti guarda negli occhi col mento coperto…prima che te ne accorgi ti ha già messo al tappeto. Python si rivela il miglior chitarrista italiano per gusto e sound.
Standout Track: Dean Moriarty
Green Like July: LA band alessandrina / pavese del momento. Video sul new yorker / Album registrato in Nebraska / recensito ovunque hanno compiuto il non facile compito (dio sa se lo so) di abbracciare il mondo folk / country / indie rock. Disco che scorre via come se esistesse da sempre. Giù il cappello.
Standout Track: A Better Man
North Mississippi All Stars: un disco che è una veglia funebre….prodotto PER Luther Dickinson c’è scritto sul retro. Un atto di amore per certe canzoni, certi suoni e certa musica. E per un padre che non c’è più. Se non avessimo tutti voluto bene a luther sembrerebbe di essere di troppo…ma qui c’è posto anche per noi.
Standout Track: Let it Roll
Infine
Ristampa dell’anno:
DARKNESS ON THE EDGE OF TOWN
Il disco della mia vita. IL disco. I 10 comandamenti del rock…..bellissimo cofanetto, cd, outtakes, dvd….con una considerazione. Nulla del fantastico materiale aggiunge una virgola alla bellezza di quel disco. Perfetto.
Lucinda Williams / War On Drugs / Walkabouts devo ancora sentirli….i dischi costano… ;-)
ED Abbiati
Post scriptum
Uno o due non li conoscevo neppure io (non si finisce mai di impare, e ascoltare). Sul fronte Lowlands, il nuovo disco è Top Secret ma per ingannare l'attesa:
http://www.noisetrade.com/LOWLANDSband Lowlands live from Newport (Bryn Mawr FM Broadcast) FREE DOWNLOAD
ecco un piccolo live in attesa del nuovo disco.
Già ero caduto in errore io, trattasi di Newport, Wales non States (anche se gli Stati Uniti...ma non si può dire). Pero vi posso dire che si tratta di un eccellente mini-set elettroacustico con un suono "naturale" di ambiente dello studio delizioso e le voci e gli strumenti molto ben delineati. E le canzoni, manco a dirlo, sono belle. Sul sito della Noisetrade c'è scritto che se fate una offerta libera serve per le spese di preparazione del nuovo album se no, comunque, è gratis, non vi espellono dal sito!
Bruno Conti
P.S. del post scriptum: E se volete vi potete fare anche una bella compilation da ascoltare in macchina o sull'I-Pod.
11:40 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica. bruno conti. discoclub, ed abbiati, lowlands, green like july, social distortion, two cow garage, dark river, rod picott | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Facebook
20/01/2012
Very Heavy, Very Hard! Guitar Pete - Raw Deal
Guitar Pete – Raw Deal – Grooveyard records
Vero nome Peter Vincent Brasino, quindi uno dei "nostri" (e se è per questo il batterista è Anthony Bernardo e l’executive producer Joe Romagnola)! Luogo di provenienza New York City. Genere musicale: uhm vediamo, power trio rock blues, più rock che blues, tipo Blindside Blues band dei giorni nostri (coi quali condividono l’etichetta) o per risalire al passato, Frank Marino, Pat Travers,gli ZZTop di mezzo, Robin Trower, Point Blank e Blackfoot. Quindi tra southern rock molto ma molto duro, hard rock classico, molti hendrixiani come vedete, non escluso l’originale che era stato abbondantemente omaggiato nel precedente Live At the Blues Warehouse.
Cosa vi dovete aspettare? Chitarre a manetta con wah-wah in overdrive, ritmica tra Black Sabbath e improvvise accelerazioni, vocione alla Billy Gibbons dei vecchi tempi, una cover di Gimme Back My Bullets dei Lynyrd Skynyrd dove fanno una fugace apparizione anche delle chitarre acustiche e una armonica e i tempi si placano momentaneamente. Per il resto, chitarra, assoli, chitarra, assoli, ho dimenticato qualcosa? Chitarra!
Per essere sinceri, alla fine del CD, da segnalare, c’è una bella versione di nove minuti del classico slow di Nick Gravenites Love Me Or I’ll Kill You, il classico blues lento potente e tirato. Guitar Pete è molto bravo, una tecnica notevole, ma se considerate di grana grossa Bonamassa (che è di un’altra categoria) qui sfociamo nel Very Heavy Very Hard se vogliamo parafrasare il titolo del famoso disco degli Uriah Heep! Tra le diversioni, lo strumentale vagamente funky Mudslinger e l’altro mid-tempo Dead and gone, nonché il riff zeppeliniano di Too far Gone. All’inizio c’è la sequenza tiratissima di Raw Deal, Battle Cry e All Fired Up con gli ingredienti citati prima.
Per chi ama le “sensazioni forti”.
Bruno Conti
11:25 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica. bruno conti. discoclub, guitar pete, rock-blues. zztop, hendrix, lynyrd skynyrd, nick gravenites, southern rock | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Facebook


















