18/03/2011

Dagli States Un Grande Chitarrista! Todd Wolfe Band - Live

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The Todd Wolfe Band - Live - Todd Wolfe.com Distr. American Home Entertainment

Se non ho fatto male i conti questo dovrebbe essere il settimo album di Todd Wolfe con la sua band e il terzo registrato dal vivo. Considerando che la sua carriera discografica ha avuto un notevole impulso dal 1999 quando ha pubblicato il suo primo disco autogestito( guarda caso, dal vivo) dopo una lunghissima gavetta che negli anni ’80 e ’90 l’ha portato a suonare in moltissimi luoghi e con molti musicisti diversi, il più famoso dei quali è sicuramente Sheryl Crow con la quale ha condiviso cinque anni di vita sui palchi di tutto il mondo e la registrazione del primo album Tuesday Night Music Club dove oltre a suonare la chitarra ha anche firmato un brano in società con la Crow stessa che lo ricorda come il miglior chitarrista che ha suonato con lei ( e qui concordo se sorvoliamo su Clapton e Keith Richards, ma sono malizioso perché sicuramente intendeva la sua Touring band).

Tornando a Todd Wolfe ho già incrociato il mio “lavoro” di recensore con i suoi dischi in passato (non su questo Blog) e devo dire che mi erano particolarmente piaciuti ( eccellenti live esclusi), Borrowed Time e Why Thank You Very Much. Anche in questo disco è presente il suo bassista degli ultimi anni, Suavek Zianesienko che cito solo perché ha un cognome anche più impronunciabile del Kripztak impersonato da Manera a Zelig. Però è bravo e tiene un groove instancabile come nei grandi gruppi del rock-blues presenti e passati. La copertina del CD orgogliosamente riporta il giudizio della rivista Blues Revue “ Il loro suono ricorda gruppi come i Gov’t Mule e i Cream” e qui potrei sottoscrivere, impacchettare le mie carabattole e andarmene a casa ma cercherò di elaborare ulteriormente ma brevemente.

Il CD contiene 11 brani e dura quasi 80 minuti (ma ne esiste anche una versione in DVD che non ho visto che di brani ne ha 19) e curiosamente per un disco di rock-blues e di Todd Wolfe in particolare non c’è neanche una cover. Ma i più attenti, aguzzando le antenne, potranno captare accenni di brani dal repertorio dei Led Zeppelin, un riff di Sunshine of Your Love dei Cream qui, un pezzo di Hendrix là, il riff di Layla in un altro momento, quasi a testare la vostra preparazione con le loro citazioni (anch’io un paio non li ho riconosciuti, ammetto!).

Il disco mi piace parecchio ma non mi entusiasma (ma forse andrebbe sentito più volte) anche se tre o quattro brani contengono delle cavalcate chitarristiche micidiali, in particolare il lungo assolo nella parte finale di Cold Black Night è da antologia del rock-blues con la chitarra che raggiunge livelli di fluidità ed intensità incredibili, "niente male"  anche Beg Forgiveness con la sua intro tra Hendrix e il funky più travolgente e poi una notevole performance di Wolfe.

Anche il festival del wah-wah che risponde al nome di Black Hearted Woman è notevole. Mi sa che sono più di 3 o 4 i brani, anche il blues con uso di slide della minacciosa Silver Blue con i suoi accenti tra Mississippi Delta e New Orleans è da ricordare, come l’hard slow blues di Love Gone Bad con uno spettatore, presumo ad alto tasso alcolico, che continua a richiedere Rock and roll ad alta voce tra un brano e l’altro e mi ha ricordato un vecchio concerto milanese di Richie Havens dove c’era uno spettatore particolarmente petulante (e penso anche leggermente fatto e ubriaco) che per tutto il concerto ha richiesto a gran voce Freedom salvo addormentarsi sul più bello e risvegliarsi precipitosamente solo a brano quasi finito. Non c’entra nulla ma anche questo è rock and roll.

La conclusione è affidata ai 14 minuti di pura goduria sonica di Shame dove tutti i nodi vengono al pettine e Todd Wolfe ci regala una performance veramente di altissimo livello con la chitarra che rivisita da par suo tutti gli stereotipi (migliori) di questo tipo di musica, con un assolo veramente sontuoso di wah-wah nella parte centrale! E anche questo, soprattutto questo, è rock and roll. And I like it!

Bruno Conti

31/07/2010

Novità Agosto Parte I + Qualche Precisazione. Gov't Mule, Black Crowes Eccetera

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Gov't Mule - Mulennium - Evil Teen Records - 3 CD

1:

1. Bad Little Doggie
2. Lay Your Burden Down
3. Blind Man In The Dark
4. Life Before Insanity
5. Larger Than Life
6. Towering Fool
7. Countdown Jam
8. 21st Century Schizoid Man
9. We're Not Gonna Take It
10. Dazed And Confused

Disc 2:

1. When The Blues Comes Knockin'
2. My Dog And Me
3. Lump On Your Stump
4. I Can't Quit You Baby
5. It Hurts Me Too
6. Blues Is Alright
7. Is It My Body?
8. Power Of Soul

Little Milton on Tracks #1-6
Audley Freed on Tracks #7-8

Disc 3:

1. Helter Skelter
2. Sometimes Salvation
3. 30 Days In The Hole
4. End Of The Line
5. Out Of The Rain
6. I Shall Be Released
7. Simple Man

Audley Freed on Tracks #1-5, 7
Robert Kearns on Tracks #3 & 6
Johnny Mosier on Tracks #5 & 6
Make Van Allen on Tracks #5-7

Questa è una bella sorpresa dell'ulima ora! Esce il giorno 3 agosto tramite il loro sito e chi lo ha prenotato sullo stesso (ma qualche copia dovrebbe circolare anche nelle desolate lande italiche), poi sarà distribuito regolarmente dalla Provogue/Edel dal 30 agosto. Come vedete dalla lista dei brani si tratta di un concerto di quelli da leccarsi baffi: registrato il 31/12/1999 al Roxy di Atlanta, Ga, quando nella formazione era presente ancora il bassista originale Allen Woody. Non mi è chiaro se chi lo acquista tramite download sul loro sito verrà omaggiato di un ulteriore CD (visto che dice che chi ha prenotato avrà diritto al dowload di Mullenium + bonus disc). Manca poco, vedremo.

Un paio di precisazioni.

Chi, come me, ha prenotato alla Rhino Handmade il box quadruplo di Delaney & Bonnie On Tour sappia che la data è stata posticipata dal 27 luglio al 10 agosto.

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Questo è il nuovo album di Loudon Wainwright III (il babbo) 10 Songs For The New Depression di cui vi avevo parlato mesi orsono quando era "uscita" la versione digitale, padri-loudon-wainwright-iii-songs-for-the-new-depression...., ora è disponibile la versione europea in CD pubblicata dalla Proper Records.

Il giorno 3 agosto saranno nei negozi anche, il nuovo Los Lobos, The Suburbs degli Arcade Fire e Tom Jones Praise and Blame, tutti e tre ottimi, recensioni nei prossimi giorni, sempre presenti indefessi al posto di combattimento.

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Sempre il giorno 3, ma da verificare, dovrebbe uscire anche il doppio acustico Croweology dei Black Crowes, dove rivisitano in chiave acustica molti classici del loro repertorio, secondo alcuni dopo questo disco il gruppo potrebbe sciogliersi di nuovo. Ma visto che l'hanno già fatto in passato, per le leggi della fisica, ciò che si scioglie può rinascere a nuova vita, mai disperare.

Esce per il 20° anniversario dell'uscita di Shake Your Moneymaker e questa è la lista dei brani:

CD 1
Jealous Again
Share The Ride
Remedy
Non-Fiction
Hotel Illness
Soul Singing
Ballad In Urgency
Wiser Time
Cold Boy Smile
Under A Mountain

CD 2
She Talks To Angels
My Morning Song
Downtown Money Waster
Good Friday
Thorn In My Pride
Welcome To The Good Times
Girl From A Pawnshop
Sister Luck
She
Bad Luck Blue Eyes Goodbye

Direi che per oggi può bastare, nei prossimi giorni oltre alle recensioni promesse la lista delle altre novità di agosto e qualche anticipazione di settembre.

Bruno Conti

28/07/2010

Live At New Orleans Jazz & Heritage Festival. The Radiators - Pre-war Blues

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The Radiators - Pre-war Blues - Live At The 2010 New Orleans Jazz & Heritage Festival (Jazz Fest Live)

Allora, tanto per cominciare la copertina non c'entra niente con quella del CD dei Radiators e in generale con quelle dell'edizione 2010 ma era per dare un'idea degli album che vengono prodotti ogni anno relativamente a questo incredibile Festival che si tiene ogni anno in quel di New Orleans lungo l'arco di due week-end tra la fine di aprile e i primi di maggio. Su 11 diversi palcoscenici anche quest'anno hanno suonato qualche centinaio di gruppi e solisti delle più disparate provenienze: qui potete andare a curiosare se vi interessa http://www.nojazzfest.com/, in ogni caso gli headliners erano i Pearl Jam, ma c'erano, tra gli altri, anche Aretha Franklin e Van Morrison per certificare l'ecletticità del cast.

I nostri amici ogni anno registrano decine di concerti che poi vengono venduti sul loro sito, ma, da qualche tempo, un po' di titoli vengono importati anche in Italia dall'Ird. Tra gli ultimi arrivi, oltre ad un ottimo doppio Allman Brothers Band registrato nella serata del 25 aprile vi voglio segnalare anche quello dei Radiators, sempre stesso giorno ma altro palco per spendere due parole per questa gloriosa formazione.

La "ragione sociale" completa sarebbe The Radiators From New Orleans, ma visto che quest'anno hanno messo in piedi uno show che attinge al repertorio del Blues di prima della guerra si presentavano con quel nome particolare ma sempre loro erano.

Ed Volker, il tastierista e cantante nonché leader del gruppo, i due chitarristi Dave Malone e Camille Baudoin, più Frank Bua alla batteria e Reggie Scanlan al basso. Sono in attività dal 1978 ma non hanno una discografia immane, una dozzina di album in studio e molti CD dal vivo, perlopiù di produzione propria e di non facile reperibiltà. Direi che se riuscite a mettere le mani sui dischi in concerto in generale non vi sbagliate mai, quest'ultimo compreso. Si tratta di una delle formazioni più formidabili in circolazione, una sorta di "nuovi" Little Feat, se quelli "vecchi" non fossero ancora vivi e vegeti, ma il termine di paragone principale è sicuramente quello.

Ritmi molto funky, grandi dosi di blues e rock, fantastici assoli di chitarra incrociati, un tastierista incredibile che si destreggia tra piano, piano elettrico, marimba e organo, in possesso di una voce che sta a metà tra il Lowell George dei giorni migliori e i grandi cantanti della tradizione di New Orleans, da Dr. John ai  Neville Brothers e mille altri e che come pianista oltre al già citato "Dottore" due o tre ideuzze se le gioca con Allen Toussaint, Fats Domino, Professor Longhair o i mitici Bill Payne dei Feat e Garth Hudson della Band per l'incredibile varietà delle sonorità delle sue tastiere.

In Italia non sono conosciutissimi ed è un peccato: per chi li conosce e li ama questo è un ennesimo album dal vivo di qualità eccellente con un repertorio che spazia da Sittin' On Top Of The World a Goodnight Irene di Leadbelly, passando per una Jack Of Diamonds introdotta da un assolo incredibile di marimba e che finisce con una coda chitarristica (ma un po' tutto il brano) che avrebbe reso orgogliosi i migliori Grateful Dead. Notevole anche la lunga Go Down Hanna e le riletture elettriche di Delia's Gone e Corrinna.

Anche chi non li conosce ma ama la buona musica rock, quella ricca di improvvisazione ma sempre in un ambito che pesca anche a grandi mani dalla tradizione della Crescent City come nella saltellante Last Fair Deal Gone Down, che potrebbe essere un brano del repertorio di Fats Domino o Dr. John, anche costoro potrebbero, dovrebbero, trovare pane per i loro denti, un'oretta abbondante di sano rock-blues-errebi-swamp-un filo di jazz e molto funky il tutto abilmente miscelato, a New Orleans lo chiamano Gumbo, noi la chiamiamo buona musica.

Bruno Conti

24/04/2010

Great Rock(blues) From Italy. W.I.N.D - Walkin' In A New Direction

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W.I.N.D. - Walkin' In A New Direction - Artesuono Records/Ird

Per essere precisi, come orgogliosamente annunciato nel loro MySpace, Jam Bluesy Power Trio from East Coast, aggiungo io (Ok a voler essere pignoli Cavalicco in provincia di Udine non è proprio sul mare, ma è lì a due passi).

La recensione "ufficiale" la trovate sul Buscadero di Maggio (quando esce l'album), per ingannare l'attesa due parole in libertà su questi ottimi musicisti che non hanno nulla da invidiare alla crema del rock mondiale nel loro genere.

Il primo album, omonimo, è uscito nel 2000 (quindi quest'anno festeggiano dieci anni di attività anche se la formazione, un paio di anni fa, è cambiata per due terzi), poi gli altri dischi con una cadenza biennale salvo nel 2008 quando non avendo nulla di pronto, astutamente, hanno ripubblicato il primo CD con nuova grafica e contenuti aggiunti. Nel 2004 hanno suonato nel disco di Johnny Neel (mitico tastierista aggiunto di Allman Brothers Band e Gov't Mule) che, a sua volta, ha spesso collaborato con loro e si è espresso in modo lusinghiero sui suoi compagni di avventura definendoli così: "Gli W.I.N.D. sono un power trio con una potenza, capacità di scrittura e di improvvisazione che non sentivo dai tempi dei Gov'T Mule con Allen Woody", ciapa lì e metti in cascina!

Una curiosità sul live del 2006 (ma inciso nel 2005): girando per siti a un certo punto sono capitato su una recensione, peraltro ottima, dove il gruppo veniva definito una Polish (maiuscolo) band, quindi l'internazionalizzazione prosegue, stiamo annettendo nuovi territori.

Ma veniamo a questo CD, brevemente (non alla Biscardi, spero): le danze si aprono con la tiratissima e riffatissima Amnesia, con il basso di Fabio Drusin (bassista dalla tecnica e dalla potenza mostruose, attualmente, tra i migliori al mondo, per il sottoscritto) a disegnare ghirigori incredibili inseguito dalla batteria di Silver Bassi (e qui siamo nell'ambito degli ossimori, un batterista che si chiama Bassi) e dalla chitarra dell'enfant prodige Anthony Basso, che divide anche gli interventi vocali con Drusin; ottimi gli interventi del piano elettrico dell'ospite Glauco Venier e del basso con wah-wah di Drusin. Come se gli anni '70 non fossero mai finiti o un ritorno di fiamma? Che inizio e il seguito è anche meglio: la successiva Deja Vu With The Blues molto zeppeliniana e quindi vicina anche agli ultimi Gov'T Mule, con il basso di Drusin a duellare con il drumming Bonhamiano di Bassi e la chitarra di Basso a cesellare assoli degni del miglior Jimmy Page, finale a sorpresa con l'assolo di trombone dell'ospite Mauro Ottolini che vira la musica verso lidi jazzati e orientaleggianti. My solitude, con quella andatura indolente a cavallo tra l'epica Younghiana e certo southern glorioso dei tempi che furono una volta si sarebbe definita una power ballad, con la costruzione del brano tutta tesa all'esplosione liberatoria dell'assolo di chitarra fantastico e lirico di Basso, brano fantastico. Wastin' My Time come dico anche nell'altra recensione che leggerete (mi posso citare?), forse anche per la voce di Basso mi ha ricordato certe cose dei Rush più progressivi degli anni '70, quelli che tiravano e pompavano come dei dannati, sempre con questo basso (nel senso di strumento bisogna stare attenti!) che riempie i canali del vostro stereo con una veemenza inusitata e soliste che oscillano tra slide e wah-wah. Wah-wah che è il protagonista assolutto della Hendrixiana Unbelieve ma tutto il brano, cantato da Drusin, oscilla tra Experience e Cream, in perfetto stile jam bluesy power per citarli.

It's too late to lie è un'altro slow a cavallo tra power ballad e blues con l'ottimo organo di Venier a regalargli quel sentire "sudista" Allmaniano con la chitarra di Basso ancora sugli scudi. C'è spazio anche per il quasi folk psichedelico dell'acustica Demons dove il percussionista U.t. Gandhi, un nome un programma, aggiunge sonorità ancora orientaleggianti. Per la serie se una cover s'ha da fare facciamo che sia "oscura", Funky To The Bone, se volete sentire l'originale si trova sul quarto CD di What it is' il favoloso cofanetto della Rhino dedicato alla musica funky anni '70 meno nota (un Bruno informato), i (o gli?) W.I.N.D la trasformano in una funky jam con slide e organo per divertirsi e divertirci. Beautiful Awareness è un altro episodio psichedelico che ci avvia alla conclusione affidata alla lunga versione in studio di Lucky man uno dei cavalli di battaglia dei loro concerti dal vivo e occasione per una ulteriore epica jam. Ma non finisce qui, breve pausa e parte la "traccia nascosta", una versione gagliarda di Almost Cut My Hair, uno dei brani più belli regalati da David Crosby all'avventura CSNY.

Se Walkin' In New Direction è l'acronimo di W.I.N.D (che fatica tutti questi puntini), la nuova direzione piace e parecchio. Grande musica e grande gruppo, italians do it better! Ma cosa? Il Rock! Per ulteriori indagini windbandjampowertrio

Bruno Conti