22/09/2012

Pop In Excelsis Deo! Avett Brothers - The Carpenter

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Avett Brothers - The Carpenter - American Recordings/Universal

La breve premessa è che in questo giorni ho ascoltato molto questo The Carpenter degli Avett Brothers, godendo come un riccio. Il CD è in heavy rotation sul mio lettore in alternativa con Babel dei Mumford and Sons, al quale per il momento, lo preferisco per una breve incollatura (ma i giudizi nel tempo potrebbero cambiare). E quindi ve lo consiglio, e qui potrebbe finire il giudizio critico, per chi ha poco tempo per leggere.

Se avete pazienza vorrei esporvi una mia breve teoria. Gli Avett Brothers, secondo me, sono l'ultimo gruppo in una lunga teoria che prende l'abbrivio a fine anni '60, primi '70 con Nitty Gritty Dirt Band e Poco (ma anche i Dillards), per passare attraverso i canadesi Blue Rodeo negli anni'80 e i Jayhawks negli anni '90 (tutti ancora in attività), che partendo da una base country, chi più chi meno, ha saputo fonderla con una attitudine pop, nel senso più nobile del termine, belle canzoni, armonie vocali, arrangiamenti sempre diversi, praticamente i Beatles, per creare questo ibrido che nel corso delle decadi si è chiamato di volta in volta, country-rock, Americana, alternative country, insurgent country, roots music, nelle sue varie declinazioni, ma che in fondo è l'arte, partendo da un banjo, una chitarra acustica o un mandolino, di creare una bella canzone pop.

Gli Avett Brothers sono uno dei gruppi più versati in questa diificile alchimia. Dagli esordi acustici dei primi anni 2000, quando erano solo i due fratelli Scott e Seth Avett, con il contrabbassista Bob Crawford, e il primo CD del 2002, profeticamente, si chiamava Country Was, da allora hanno fatto parecchia strada, dalla piccola Ramseur sono approdati alla American Recordings di Rick Rubin, che li ha portati dalla Sony all'attuale distributore Universal. Hanno raggiunto il 16° posto delle classifiche di Billboard con il precedente album I And Love And You, il primo prodotto dal "barbudo" e ora con questo The Carpenter, settimo disco in studio, oltre a una sequela di live ed EP, in un mondo alternativo in cui le classifiche sono "serie" e di solito non esistono, ma nel momento in cui scrivo è realtà, debuttano al 4° posto della classifica americana, nella stessa settimana in cui Dave Matthews è 1°, i Little Big Town (un discreto gruppo country) sono secondi, Bob Dylan è 3° con Tempest, e il trio alternativo degli xx e quello non molto alternativo degli ZZ Top, li seguono al 5° e 6° posto. Cose da non credersi! 

Ma torniamo ai nostri amici. I fratelli Avett hanno un raro dono, quello di saper scrivere belle canzoni, aiutati dal fido Crawford, dal violoncellista Joe Kwon, dal batterista Jacob Edwards e da un gruppo di amici tra cui spiccano Lenny Castro che suona le percussioni in tutto l'album, Benmont Tench che suona le tastiere in ben otto brani, Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers alla batteria in tre brani, gli ottimi Doug Wamble e Blake Mills alle chitarre elettriche nella bellissima Live And Die (ma sono tutte belle) e molti altri artisti che sotto la produzione di Rubin ci regalano un Pop raffinato, solare e malinconico, con degli arrangiamenti spesso superbi e delle armonie vocali magiche che ricordano di volta in volta i già citati Beatles, Jayhawks, Poco e persino, a chi scrive, parere molto personale ma provate a sentire in alcuni momenti i Bee Gees dell'era pre-disco, quando facevano della musica semplice ma sublime, che passava dal singolo perfetto ad un album ricercato come Odessa.

La musica pop quando non è fatta da ragazzine ansanti e sospirose o da boy band francamente improponibili è un genere assolutamente da non disprezzare perché ti regala melodie che ti rimangono nel cervello e momenti di puro genio, se a suonarla ci sono musicisti di talento. E tra un disco e l'altro, di Canterbury, di psichedelia, di acid-rock, di alternative, di jazz-rock, di rock-blues o di quant'altro ascoltiate abitualmente è un "piacere proibito" a cui è possibile indulgere senza che il solito critico rompicoglioni vi dica "si però, è musica orecchiabile"! Ovviamente ci sono stati i geni e ci sono gli artigiani di lusso nel genere, gli Avett Brothers fanno parte, con merito, della seconda categoria.

Il disco contiene 12 bellissimi brani (14 nella versione per la catena Target, e ho visto sul loro sito che ce n'è una versione SuperDeluxe, che oltre a memorabilia varia contiene anche un CD con 6 versioni demo inedite, peccato costi sugli 80 dollari ed esca a ottobre): si parte con la bellissima The Once And Future Carpenter che contiene il verso "If I Live The Life I'm Given i Won't Be Scared To Die", forse dedicato ai temi della mortalità ed in particolare alla piccola figlia di due anni del bassista Bob Crawford che combatte con un tumore al cervello. La canzone parte con un giro di chitarra acustica, poi entra la sezione ritmica, l'organo di Benmont Tench, il cello di Kwon che aggiunge quella patina di malinconia alle continue aperture melodiche del ritornello, con quegli stupendi crescendi vocali che sono il loro marchio di fabbrica, con le voci che armonizzano deliziosamente. Se possibile, la già citata Live And Die è ancora più bella, aperta da un banjo solitario a cui si aggiungono poco alla volta tutti gli altri strumenti, è il singolo apripista, un esempio di come fare musica pop toccata dal genio, con un refrain irresistibile e quei delicati impasti vocali mentre il banjo guida il tema del brano in alternanza con la slide dell'ospite Doug Wamble. Winter In My Heart con Benmont Tench che si sposta al piano, è una melancolica ode alla stagione invernale, con una costruzione sonora che mi ricorda i Bee Gees citati prima, quelli di brani come New York Mining Disaster 1941, Holiday o l'intro di I've A Get A Message to you o To Love Somebody (se le hanno cantate gente come Nina Simone, Leonard Cohen, Janis Joplin e i Blue Rodeo, tanto per citarne alcuni, non doveva essere solo musica pop usa e getta): qui si sente anche la mano di Rubin, con un arrangiamento complesso che mette in evidenza il cello e il saw (in questo caso come strumento e non come sega).

Pretty Girl From Michigan è l'ultima di una serie di canzoni dedicate "alle belle ragazzuole" (che impazziscono per loro), ce n'è una in ogni album, cambia il luogo di provenienza della Pretty Girl. In questo caso c'è ampio spazio per la chitarra elettrica di Seth Avett che punteggia tutto il tema del brano. I Never Knew You con le voci dei fratelli che si rispondono dai canali dello stereo, è molta Beatlesiana ma anche ricorda il country-rock di Jayhawks e Blue Rodeo (che peraltro una o due canzoni dei Beatles devono averle sentite). Il clima è gioioso come ci si aspetta dalla musica pop più classica. February Seven è una classica ballata in quello che molti hanno definito l'Avett Sound, con il cello che si amalgama con le chitarre acustiche prima della consueta esplosione corale delle voci. Through My Prayers è un'altra deliziosa costruzione sonora, con acustiche e cello che ci conducono, insieme alle voci dei fratelli (di nuovo alla Bee Gees, insisto), in una dimensione quasi cameristica, con harmonium, oboe, piano e clarinetto a colorare tenuamente il brano.

Down With The Shine è un'altra bellissima ballata guidata dal banjo di Scott Avett, con le trombe che aggiungono un flavor quasi da border song messicana e le due voci che si alternano alla guida del brano, come nella migliore tradizione del country-rock più epico. Anche Father's First Spring è un'altra elucubrazione sui temi della paternità, costruita sulla solita base acustica, arricchita da organo e cello e che poi si apre in quelle ricche soluzioni melodiche dove le voci si appoggiano sul tessuto sonoro, delicata e struggente al tempo stesso. Geraldine sono 1 minuto e 38 secondi degli Avett Brothers che si danno al rock, per un brano tra Young e Beatles (le solite armonie) che farà faville nella probabile versione ampliata live.

Ancora chitarre elettriche fumanti e rock per una Paul Newman Vs The Demons, dedicata alla intensa vita del grande attore americano. Questi sono gli Avett degli ultimi anni, con Chad Smith alla batteria, quelli che hanno imparato a convivere anche con la loro anima più "rumorosa" ma non dimenticano mai l'importanza delle loro intricate evoluzioni vocali. La conclusione è affidata ad un'altra strepitosa ballatona di quelle DOC, Life, dove il reparto vocale viene potenziato dalle Magnificent Webb Sisters come le chiamava mastro Leonard Cohen sul palcoscenico dei suoi concerti. Si conclude così in gloria questo disco che conferma il valore del gruppo. D'altronde se sono stati scelti con i "confratelli" d'oltre oceano Mumford And Sons per accompagnare Dylan nella serata dei Grammy un motivo ci sarà pure stato!

C'è di meglio? Sicuramente, ma anche, molto, moltissimo di peggio, osannato senza motivo. Questi almeno sono falegnami e quindi bravi artigiani.

Bruno Conti

21/05/2012

Altre "Partenze", Purtroppo! Ci Hanno "Lasciato" Anche Robin Gibb E Donna Summer.

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Confesso di non essere mai stato un grande fan della Disco, ma le recenti scomparse, a breve distanza l'una dall'altro di Donna Summer (31-12-1948/17-05-2012), quindi a 63 anni, e di Robin Gibb (22-12-1949/20-05-2012), un anno di meno, hanno colpito l'immaginario collettivo. Forse l'unico tratto comune che li univa, al di là di essere stati entrambi delle icone della Disco Music, è il fatto di avere duettato con Barbara Streisand. Ma al di fuori di questa curiosità, mentre Donna Summer è stata una buona cantante che ha scritto delle pagine piacevoli nella storia della musica leggera, Robin Gibb, con il gemello Maurice (scomparso nel 2003) e il fratello Barry, era uno dei componenti dei Bee Gees (Brothers Gibb) uno dei gruppi più importanti nella storia della grande musica pop, tra il 1967 e il 1972 autori di alcuni dei più bei singoli (e anche qualche album, Odessa su tutti) di questo spesso bistrattato genere musicale, con delle armonie vocali fantastiche e poi, attraverso il falsetto di Barry, "riciclati" come stelle della musica da ballo dalla colonna sonora di Saturday Night Fever, ma già prima lanciati nel genere da quel Main Course del 1975, prodotto da Arif Mardin, come era stato Giorgio Moroder, mentore e produttore per Donna Summer.


Una grande canzone di Jimmy Webb per Donna Summer, "discoizzata".

E i Bee Gees, giovani e belli, dal vivo in Australia nel 1971, con una delle loro canzoni più belle cantate da Robin con Barry.

Sperando che questi necrologi non si debbano susseguire a questo ritmo serrato, Riposate In Pace entrambi!

Bruno Conti

12/11/2010

Novità Di Novembre Parte III. Doors, Who, Hendrix, Springsteen, Annie Lennox, Bee Gees, Jeff Beck Eccetera

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Tempo fa parlando delle uscite del 16 novembre, parafrasando il testo della famosa American Pie di Don McLean, avevo parlato di "The Day The Music Lived", così sarà ricordato dai posteri per la copiosa messe di uscite discografiche! In effetti il 16 novembre usciranno: il cofanetto di Bruce Springsteen con edizioni collegate al seguito (Vinili, Blu-Ray+CD, doppi ecc.ecc.), la Deluxe di Damn The Torpedoes di Tom Petty, Solomon Burke Hold On Tight, il live di Bryan Adams Bare Bones, il cofanetto di Jimi Hendrix West Coast Seattle Boy (4CD+DVD, ma questo sembra che in Italia slitti di qualche giorno, ormai è una tradizione della Sony/Bmg, ma escono le versioni "inutili", quella singola e CD+DVD, più le altre tre "ristampe" di cui vi parlo tra poco). Oltre a questi usciranno anche...

Un ennesimo doppio CD dal Vivo dei Doors Live In Vancouver 1970 per la Rhino/Warner con la partecipazione del grande Albert King in quattro brani (a proposito per la serie "meglio tardi che mai) il 23 esce anche il più volte annunciato Albert King/Stevie Ray Vaughan, In Session in DVD o CD+DVD.

Altro cofanetto annunciato dal novembre 2009 e finalmente in uscita è quello quadruplo dedicato ai Bee Gees Mythology sempre Rhino/Warner. Ma ne sono già usciti duemila tra cofanetti e best obietterà qualcuno? E' vero ma quello diviso per fratelli mancava! Nel senso che un CD è dedicato a Barry Gibb, uno a Robin, uno a Maurice e l'ultimo a Andy Gibb. Poi dite che i discografici non sono astuti!

La riprova! Il Cofanetto degli Who Live At Leeds che dovrebbe essere alla sua ottava versione diversa (tra vinile e CD), questa volta abbiamo un cofanetto di quattro CD con vinile e 45 giri allegati. C'è il concerto completo di Leeds (con Tommy ) più la data di Hull del giorno successivo che ci dicono sia ancora più bella di quella del giorno prima, ci credo, probabilmente anzi sicuramente sarà vero ma potrebbero dirci il contrario?

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Queste sono le nuove versioni di Blues, BBC Sessions e Live At Woodstock pubblicate dalla Sony/Bmg che sostituiscono quelle pubblicate dalla Universal non molto tempo or sono. Sono diverse? Mah. Woodstock no perché avendo già pubblicato il concerto completo cosa dovevano aggiungere "Jimi Hendrix al bagno prima di salire sul palco"?. Le altre due hanno ciascuna un DVD aggiunto con mini-documentario.

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Un terzetto di gentili donzelle. Quello di Loreena McKennitt The Wind That Shakes The Barley è proprio tutto nuovo, niente raccolte, live o album natalizi, un ritorno alle sue radici celtiche. Esce il 16 novembre ma attenzione, non in Italia!, giustamente la Verve/Universal che ha tra le mani un disco nuovo aspetta a gennaio per pubblicarlo da noi. Dovrete cercarlo con chi tratta materiale import o ordinarlo in rete oppure aspettare.

Annie Lennox pubblica un album natalizio, A Christmas Cornucopia, 11 brani di carattere "festivo" per una giusta causa, la ricerca contro l'AIDS e per un sostegno ai bambini e alle donne africane.

Regina Spektor, russa ma naturalizzata americana è una delle voci femminili più interessanti in circolazione, questo Live in London è un CD+DVD Sire/Warner con il meglio della sua produzione. Costa come un singolo e contiene 22 brani nel CD e 26 nel DVD.

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Sempre tra le voci femminili esce anche l'annunciato da tempo disco di duetti di Norah Jones ...Featuring che raccoglie tutte le collaborazioni che la cantante americana ha "seminato" su dischi di altri. Dai Foo Fighters (che è il singolo che si sente alla radio, Virginia Moon, molto carina) ai "suoi" Little Willies, Willie Nelson, Ray Charles, Belle And Sebastian uscita proprio in questi giorni sul nuovo album, Gillian Welch & David Rawlings, Ryan Adams, Dolly Parton, Herbie Hancock, M Ward, c'è n'è per tutti i gusti per un totale di 18 brani.

Quel CD che vedete di Jeff Beck Live And Exclusive From The Grammy Museum come dice il titolo è un disco dal vivo registrato al Grammy Museum nell'aprile di quest'anno per promuovere il disco Emotion & Commotion. Purtroppo, a parte il download, è una esclusiva CD Amazon che ve lo masterizza a richiesta su un CD-R. Non ho nulla contro Amazon ma la reperibilità, come potete immaginare, non sarà delle più agevoli. Tra l'altro quel diavolo di un Beck ha già "mollato" la prodigiosa bassista Tal Wilkenfeld e ne ha una nuova, Rhonda Smith. Il CD comprende 8 brani per un totale di 32 minuti.

Per finire, anche se di solito non parlo delle novità italiane (con delle eccezioni ogni tanto) visto che ne parlano già tutti vi segnalo il "nuovo" Dalla De Gregori Work In progress. Esce come doppio CD, limited 2CD+DVD e ultralimited quadruplo vinile. Ovviamente è dal vivo!

Proseguo con l'ascolto del Box di Springsteen (lo so che esce martedì), fantastico è dire poco, al più presto riferisco e devo sempre parlarvi del disco di Rumer!

Quindi o "Paga Pantalone!" o preparare "richieste regali di Natale"! Alla prossima!

Bruno Conti

17/04/2010

Cofanetti che passione! (Quando Escono) - Notizie su John Mellencamp, Joni Mitchell, Bee Gees E Altro

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Più o meno con cadenza regolare vi tengo informati sugli sviluppi delle uscite (presunte) dei Box di John Mellencamp, Joni MitchellBee Gees. Orbene mentre per quello della nostra amica canadese Joni l'unica notizia è un silenzio assordante, ovvero zero notizie, per gli altri due qualcosa si muove, ma piano!

Il Box dei Bee Gees Mithology, che nel mio post dell'8 febbraio scorso vi davo in uscita per il 9 marzo, come avrete astutamente notato non è uscito in quella data, le ultime notizie lo danno in uscita, se non ricordo male, per il 16 novembre, alla faccia del bicarbonato!

Viceversa il mitico box On The Rural Route 7609 ormai in gestazione da quasi un anno si farà. La data di giugno sembra confermata, anzi è confermata, si vocifera intorno al Father's Day, la Festa del Papà, che io nella mia immensa ignoranza pensavo fosse il 19 marzo, mentre ho scoperto che in oltre cinquanta paesi all over the world Stati Uniti compresi si festeggia la terza domenica di giugno, quindi speriamo, l'ha detto Mellencamp stesso. Cominciano a emergere anche ulteriori informazioni: il box conterrà 54 canzoni divise su quattro CD, non sarà in ordine cronologico ma diviso per argomenti. Le note di copertina sono firmate dal noto giornalista Anthony De Curtis, uno dei veterani della rivista Rolling Stone (e aggiungo io, uno dei pochi che valga la pena di leggere). Trapelano indiscrezioni anche su alcuni degli inediti contenuti, alternate takes, nuove canzoni e nuove versioni, demos: il professore di Princeton Cornel West "recita" alcuni versi del testo di Jim Crow inseriti nella versione originale tratta da Freedom Road e cantata in duetto con Joan Baez. Real Life tratta da Lonesome Jubilee è recitata da Joanne Woodward. The World Don't Bother Me None, un omaggio alla musica di Muddy Waters che appariva solo nel documentario del 2004 America's Heart In Soul viene riesumata per l'occasione. Mellencamp ci da anche l'occasione di ascoltare la sua versione di Colored Lights, che aveva scritto e prodotto per il bellissimo album dell'85 dei Blasters, Hard Line; To M.G (Wherever She May Be) un brano scritto per la sua prima ragazza, appariva in origine nell'album Nothin' Matters & What If It Did del 1980, qui appare in una versione in solitario - M.G. che vive ancora a Columbus, Indiana era nel Crump Theater della cittadina americana in occasione del "concerto di ritorno" di Mellencamp del 2008 -

Anche Sugar Marie tratta dall'album John Cougar del 1979 appare in versione demo solitaria. Cherry Bomb uno dei brani più noti e trascinanti del Coguaro appare in una versione registrata nella sua cucina accompagnandosi solo con un autoharp; anche Authority Song appare in veste demo e pare che la tecnologia in questa caso abbia fatto cilecca e il brano, già più veloce dell'originale, acquista ulteriore velocità regalandoci Mellencamp in una inusuale veste con accento giamaicano, secondo le parole di lui medesimo. Cos'altro? C'è un remix differente del duetto con Trisha Yearwood Deep Blue Heart che appariva su Cuttin Heads, una versione alternativa più introspettiva della bellissima Our Country e una specie di work in progress del brano Jack And Diane, dalla versione iniziale che si chiamava Jenny At 16 passando per il demo per arrivare alla versione definitiva che appariva su American Fool. Per finire il box una versione inedita di Rural Route registrata in coppia con il chitarrista Andy York nel garage dove provavano per farla sentire al resto della band.

Già che ci siamo, anche se non è un cofanetto, buone notizie (si fa per dire)  sul fronte del nuovo album, No Better Than This: la data di uscita che nella scorsa puntata della telenovela vi dicevo doveva essere fissata per novembre è stata anticipata ad agosto, visto che poi in autunno dovrebbe partire il tour americano, produce T-Bone Burnett (ma quando dorme). Quest'anno è anche il 25° anniversario dal primo Farm Aid, attendiamo qualche regalo sotto forma CD o DVD.

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Sempre sul fronte cofanetti, novità dalla Rhino (mi sono iscritto alla Newsletter così mi informano nella posta, è facile basta dare la propria mail senza altre formalità): il 3 maggio esce il Box Of Fudge dei Vanilla Fudge, 4CD, 41 brani, 15 inediti, nel quarto Cd il concerto inedito dell'ultimo dell'anno, per celebrare l'arrivo del 1969, al Fillmore West. Il tutto esce per la Rhino Handmade, quindi è a tiratura limitata e costa una cifra (per il momento, salvo edizioni europee).

Alla prossima.

Bruno Conti