10/04/2012
Cosa Hanno Fatto Durante Le Vacanze Estive? Counting Crows - Underwater Sunshine
Counting Crows - Underwater Sunshine (Or What We Did On Our Summer Vacation) - Collective Sound/Cooking Vinyl/Edel
Come molti gruppi prima di loro, anche i Counting Crows hanno realizzato il miglior disco ad inizio carriera, con lo splendido August and Everything After, pubblicato sul finire del 1993 per la produzione di T-Bone Burnett. L'album, trainato dal singolo Mr.Jones, vendette moltissimo (per usare un eufemismo, oltre sette milioni di copie nel mondo) e fu giudicato tra i migliori di quell'anno dalla critica. Tra l'altro proprio Mr. Jones, contrariamente a quanto pensano molti, non ha riferimenti con il Signor Jones della Ballad Of A Thin Man di Dylan ma era un omaggio a Marty Jones, il bassista degli Hymalayans, una delle prime bands californiane in cui ha militato Adam Duritz, a sua volta collegata con i Tender Mercies uno dei gruppi "oscuri" (ma amici, e questo spiega tutto) di cui i Counting Crows hanno reinterpretato un brano (no, due) in questo disco di cover.
Perchè, ebbene sì, di disco di cover trattasi: fate la faccia sorpresa, anche se ormai si sa da mesi, e ne hanno parlato tutti in anteprima! Questa volta arrivo per ultimo con la recensione (ma l'anticipazione sull'uscita c'era già a febbraio nel Blog), comunque voglio dire anch'io il mio parere rispetto a quanto hanno scritto "illustri colleghi" in rete e sulle riviste specializzate. Intanto ho notato che nessuno ha fatto un collegamento tra il sottotitolo dell'album e uno dei brani compresi nel CD. E' una mia speculazione (non confermata) ma Meet On The Ledge dei Fairport Convention (qui presente peraltro in una splendida versione) non appariva nel secondo album del gruppo inglese che si chiamava, guarda caso, What We Did On Our Holidays? Due indizi dovrebbero fare una prova, potrebbe essere un omaggio alla band di Richard Thompson? Un'altra curiosità rispetto alla scelta dei brani da inserire in questo Underwater Sunshine è l'assenza di una canzone di Van Morrison. Ci siamo forse dimenticati che ad inizio 1993 nell'induzione di Van Morrison alla Rock And Roll Hall Of Fame i Counting Crows (allora degli illustri sconosciuti) furono chiamati all'ultimo momento per sostituire il grandissimo ma incazzoso irlandese ed eseguirono una stupenda versione di Caravan? E che spesso Duritz è stato avvicinato a Morrison per lo stile musicale e vocale? Direi che lo abbiamo dimenticato!
Quindi due Dylan e zero Morrison. No fermi tutti, come due Dylan. E sì perché i brani di Bob presenti sono due: solo che uno, Girl From The North Country, è presente soltanto nella versione di iTunes dell'album. So che in varie interviste avevano detto che per questo disco hanno realizzato la scorsa estate un totale di venti brani, quindici dei quali utilizzati per il CD e gli altri accantonati perché non riusciti nel modo voluto. E invece mentivano e i fruitori del download digitale, come accade spesso ultimamente, si cuccano anche, oltre al brano di Dylan, una versione di Borderline di Madonna, spesso eseguita dal vivo.
A proposito di live, la prima uscita ufficiale della band da "indipendenti" a livello discografico è proprio stata una versione eccellente in concerto del loro disco August And Everything After:Live At Town Hall, mentre l'ultimo per la Geffen era sempre stato un CD dal vivo, Saturday Nights & Sunday Mornings (e anche in questo caso c'era stato un titolo solo per iTunes, Live From So-ho). Sono ragazzi tecnologici.
Tornando ai pareri della critica, tutti sono stati concordi nell'affermare che questo è un signor disco, probabilmente il migliore dai tempi dell'esordio, e in questo caso anch'io mi associo: dall'apertura con la grandiosa rock ballad Untitled (Love Song) dei Romany Rye, altra band amica dalla California, resa in una versione scintillante (e Duritz assicura che sono bravissimi anche in proprio), passando per la stupenda Start Again di Norman Blake dei Teenage Fan Club, uno dei gruppi inglesi che meglio ha saputo fondere il suono tipicamente britannico e pop con il power rock americano in una serie di album molto belli che vi consiglio di (ri)scoprire. Hospital di Coby Brown (da non confondere con il cestista, anche perchè quello si chiama Kobe Bryant) è un altro brano notevole di un artista "minore" ma molto valido e qui potete ascoltare e scaricare l'originale, se volete, http://www.cobybrown.com/.
Mercy dei già citati Tender Mercies è uno dei brani più belli (ma ce ne sono di brutti?), una hard ballad chitarristica (Immergluck, Bryson e Vickrey). Mentre nella versione di Meet on The Ledge il piano di Charlie Gillingham si divide con le chitarre gli onori dell'arrangiamento: il brano di Richard Thompson è già bellissimo di suo ma questo arrangiamento dei Counting Crows è da manuale del rock. Notevole anche la cover di Like Teenage Gravity un brano del poco conosciuto (ma non dagli appassionati del buon rock) Kasey Anderson, bella ballata dalle atmosfere sospese e raffinate che poi si apre in un finale in crescendo, coinvolgente. Amie è un brano firmato da Craig Fuller dei Pure Prairie League, uno dei gruppi di country-rock migliori, a cavallo tra anni '70 e '80, con alcuni album notevoli da ascoltare. Bella versione con mandolino e fisarmonica in evidenza. Coming Around è un altro brano di una band inglese spesso sottovalutata dalla critica a causa del loro successo, i Travis di Fran Healy, molto british con un ritornello accattivante.
Un'altra band inglese, ma di ben altro spessore, sono stati i Faces di Rod Stewart, Ron Wood e Ronnie Lane, questi ultimi autori di Ooh La La che era il disco con Petrolini in copertina, solita fusione di rock e atmosfere acustiche come era ai tempi del miglior Rod Stewart, che nei primi anni della sua carriera non sbagliava un disco, da solo o con il gruppo. Poi ci sono i colleghi californiani, i Dawes, che sotto la produzione di Jonathan Wilson hanno sfornato due perle di musica westcoastiana, questa versione di All My Failures dei Counting Crows è meglio dell'originale, intensa, con l'organo in evidenza e con Duritz che ci regala una delle sue migliori intrepretazioni vocali dell'album. Il rappresentante per antonomasia della musica californiana è Gram Parsons e una delle sue canzoni più rappresentative è sicuramente Return Of The Grievous Angel, la sua cosmic american music in questo caso riceve un trattamento sontuoso che ricorda anche gli Stones più country, molto bella.
Ottimo anche l'altro brano dei Tender Mercies, Four White Stallions con una pedal steel in primo piano e la voce di Duritz che in certi momenti mi ha ricordato il Michael Stipe migliore (anche in Mercy), come pure di buona qualità la versione di Jumping Jesus degli sconosciuti (ma sempre amici personali) Sordid Humor, un bel pezzo rock, vibrante, che pur non conoscendo l'originale piace al primo ascolto. Dylan, Byrds e ancora Parsons per un brano come You Ain't Going Nowhere che si riconosce dalla prima nota e si gusta con piacere assoluto in questa versione con il mandolino di Immergluck, il piano di Gillingham e l'elettrica di Vickrey, di volta in volta, in evidenza. Per finire con The Ballad Of El Goodo dei Big Star, i Teenage Fun Club americani (più o meno), una delle rare collaborazioni di Alex Chilton e Chris Bell, uno dei più sublimi esempi nell'arte della canzone pop perfetta.
Come pure questo disco è un grande esempio nell'arte della "Interpretazione", con la I maiuscola.
Già indicato tra i migliori dell'anno, almeno da me, sarà retrò come direbbe Simon Reynolds nel suo libro, ma allora i Beatles o Elvis Presley prima di loro, o gli Stones, cosa erano, almeno agli inizi? Degli interpreti di R&R, R&B e Blues, riveduto con classe immensa, per la serie nulla si crea, per il sottoscritto conta solo il talento! E qui ce n'è!
Bruno Conti
00:17 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Disco UFO, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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26/12/2011
Le Prime Ristampe Del 2012: Doors E Alex Chilton
Il 2011 non è ancora finito e qualche "ricordo" dell'anno in corso ricorrerà ancora nei prossimi giorni ma cominciamo con le prime Anticipazioni sulle uscite del 2012, future ma allo stesso tempo imminenti.
Per iniziare vi parlerei di quel CD di Alex Chilton Free Again: The 1970 Sessions che uscirà il 10 gennaio per la Omnivore Recordings negli Stati Uniti e poi il 31 gennaio in Inghilterra per la Big Beat Records del gruppo Ace. Si tratta di una versione ampliata di questo disco che vedete qui sotto uscito nel 1996 per la Rev-ola...
E il materiale, parzialmente, coincide con quello che era compreso in un album pubblicato negli anni '80 dalla Fan Club della New Rose come The Lost Decade. Considerando che si finisce sempre per ricomprare gli stessi dischi anche il 2012 inizia con i soliti auspici e il vostro fedele Blogger cerca di tenervi sempre puntualmente informati. Di cosa si tratta? E' il materiale registrato da Alex Chilton nell'interregno tra la fine dei Box Tops e l'avventura con i Big Star nel 1970 appunto, ma che vide la luce discograficamente molti anni dopo. Si tratta comunque di musica che fa da ponte tra il pop soul del primo gruppo di Chilton e il pop meets rock quasi perfetto della band di Chilton e Chris Bell, registrato naturalmente nei leggendari studi Ardent di Memphis. E ci sono degli "inediti" ovviamente!
| 1. Free Again (ORIGINAL MONO MIX) |
| 2. Come On Honey |
| 3. Something Deep Inside |
| 4. I Can Dig It |
| 5. The EMI Song (Smile For Me) |
| 6. All I Really Want Is Money |
| 7. The Happy Song |
| 8. Jumpin' Jack Flash |
| 9. Every Day As We Grow Closer/Funky National |
| 10. I Wish I Could Meet Elvis |
| 11. Just To see You |
| 12. All We Ever Got From Them Was Pain (*previously unissued) |
| 13. Sugar, Sugar/I Got The Feelin' |
| 14. Free Again (STEREO REMIX WITH ALTERNATE VOCAL)(*previously unissued) |
| 15. Every Day As We Grow Closer (ORIGINAL MONO MIX)(*previously unissued) |
| 16. Come On Honey (ORIGINAL MONO MIX) |
| 17. The EMI Song (Smile For Me) (ORIGINAL MONO MIX)(*previously unissued) |
| 18. All I Really Want Is Money (DEMO)(*previously unissued) |
| 19. If You Would Marry Me Babe (DEMO)(*previously unissued) |
| 20. It Isn't Always That Easy (DEMO)(*previously unissued) |
Pochi ma ci sono. E non aveva ancora compiuto 20 anni, a proposito di Boy Bands! Se, a detta di molti, le circa 30.00 copie vendute da Velvet Underground and Nico all'epoca sono equivalse quasi a un pari numero di futuri gruppi, anche i Big Star (e Chilton in particolare) sono stati assai influenti su quello che sarebbe avvenuto negli anni a venire nella musica rock "alternativa". E questo, come si usa dire, è il prequel della storia, che come in tutte le saghe che si rispettino esce dopo.
Più o meno nello stesso periodo, ma a Los Angeles in California, sotto la guida di Bruce Botnick, i Doors realizzavano quello che sarebbe stato il loro ultimo album con Jim Morrison, L.A. Woman secondo molti il loro migliore, insieme agli iniziali The Doors e Strange Days. Come in tutti gli anniversari che si rispettino (a livello discografico), per il 40° Anniversario + 1, non capisco perché ma ormai usa così (l'album uscì nell'aprile del 1971), il 24 gennaio 2012 usciranno non uno ma due prodotti per ricordare l'avvenimento. Il primo è un doppio CD L.A. Woman (40th Anniversary Edition) pubblicato dalla Elektra/Rhino Records in versione Deluxe con questo contenuto:
| Disc: 1 |
|---|
| 1. The Changeling |
| 2. Love Her Madly |
| 3. Been Down So Long |
| 4. Cars Hiss By My Window |
| 5. L.A. Woman |
| 6. L America |
| 7. Hyacinth House |
| 8. Crawling King Snake |
| 9. The WASP |
| 10. Riders On The Storm |
Mentre le Bonus dovrebbero essere queste:
40th Anniversary Mixes bonus tracks
- "Orange County Suite" (Jim Morrison) – 5:45
- "(You Need Meat) Don't Go No Further" (Willie Dixon) – 3:41
[edit] 40th Anniversary Edition bonus tracks (Being Released January 24, 2012)
- "The Changeling - Alternate Version"
- "Lover Her Madly - Alternate Version"
- "Cars Hiss by My Window - Alternate Version"
- "L.A. Woman - Alternate Version"
- "L'America - Alternate Version"
- "Hyacinth House - Alternate Version"
- "Crawling King Snake - Alternate Version"
- "The WASP (Texas Radio and The Big Beat) - Alternate Version"
- "Been Down So Long - Alternate Version"
- "Riders on the Storm - Alternate Version"
- "She Smells So Nice"
- "Rock Me"
Mentre la versione Superdeluxe in 5 CD che peraltro era stata annunciata non uscirà più. Ci acconteremo, con grande gioia dei nostri portafogli provati dagli ultimi mesi del 2011 (anche se pare che una versione limitata e numerata tripla possa uscire in un secondo momento)!
La Eagle Rock Entertainment per non farci mancare nulla, sempre il 24 gennaio, pubblicherà un DVD intitolato Mr. Mojo Risin': The Story Of L.A. Woman, in quella serie di dischetti che raccontano le genesi di un celebre album della storia del rock per immagini. Dura 94 minuti e rispetto alla versione che è andata in onda sulle televisioni americane sono state aggiunte ulteriori interviste. Ci sarà qualcosa che non si è visto o ascoltato nelle miriadi di pubblicazioni uscite in questi 40 anni? Non lo so, vedremo.
Bruno Conti
20:38 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Carbonari, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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26/04/2010
L'altra Metà Dei Big Star. Chris Bell - I Am The Cosmos
Chris Bell - I Am The Cosmos (Deluxe Edition) -2CD Rhino Handmade
Questa è l'edizione definitiva dell'unico disco di Chris Bell, o meglio sarebbe dire dell'unico non disco, visto che l'artista in vita vide solo la pubblicazione di un misero 45 giri I Am The Cosmos con You And Your Sister sul lato B, uscito nel 1978 pochi mesi prima della morte avvenuta il 27 dicembre 1978 in un incidente automobilistico (quindi niente droghe, overdosi o alcolismo terminale anche se avevano avuto una parte importante nella sua vita), avrebbe compiuto 28 anni il 12 gennaio successivo.
Ma torniamo all'inizio della storia. Come tanti suoi coetanei, all'inizio degli anni '60 si innamora di quella che verrà chiamata "British Invasion", quindi Beatles in primis ma anche Yardbirds e Who, almeno per quello che lo riguarda. Bell è un ragazzino precoce, vive a Memphis, Tennessee, una delle culle della musica americana e già nel 1964 e 1965 comincia a formare i suoi primi gruppi con altri talenti locali tra cui Terry Manning, che diventerà musicista e produttore tra i più importanti. In quegli anni avvengono i primi incontri ravvicinati con Alex Chilton in un gruppo di Bell chiamato Jynx (in omaggio ai Kinks). Chilton è la causa indiretta dello scioglimento del gruppo quando nel 1966 se ne va con il bassista Bill Cunningham per formare i Box Tops, band che avrà un successo fulminante e stratosferico.
Nel frattempo Bell rimane a Memphis e continua nei suoi tentativi musicali, formando varie formazioni tra cui gli Icewater e i Rock City in cui militano tra gli altri i futuri Big Star, Jody Stephens e Andy Hummel, e siamo arrivati alla fine anni '60. A questo punto, le opinioni divergono, Chris Bell chiede a Chilton di unirsi al gruppo o viceversa, questo non è dato sapere anche se sarebbe un particolare importante. In ogni caso decidono per il nome Big Star, si chiudono nei famosi Studi Ardent di Memphis e sotto la guida del proprietario degli studi stessi, John Fry e con Terry Manning come ingegnere del suono, messi sotto contratto dalla Stax (o meglio Ardent Records distribuzione Stax), confezionano il loro primo album, quel #1 Record che li ha consegnati agli annali della storia della musica (pop). L'accordo tra Bell e Chilton prevedeva che i brani, in puro stile Lennon/McCartney, dovevano portare la firma di entrambi gli autori, quindi Bell/Chilton a prescindere dall'apporto di ciascuno a ogni singolo brano. Evidentemente la cosa non funzionò, perchè di lì a poco, siamo nel 1972, complici gli errori della Stax, a seguito del flop clamoroso del disco Chris Bell decide di prendere la sua strada, ma comunque la storia dei Big Star per quanto parallela è un'altra storia.
Dopo un breve riavvicinamento per apparire in un paio di brani del successivo Radio City, la carriera di Bell dovrebbe avviarsi verso quella del solista in proprio. Ma qui cominciano i problemi: una depressione cronica che lo accompagnerà fino alla fine della vita, un paio di tentativi di suicidio, l'uso di vari tipi di droga, lo smacco di essere dovuto tornare a lavorare nell'azienda di famiglia, in una piccola catena di ristoranti. In mezzo a tutto questo Chris continua a registrare musica, a Memphis, ma anche ai famosi Chateau D'Herouville Studios in Francia, quelli dove Elton John ha registrato Goodbye yellow brick road, dove fu portato dal fratello David. Alla fine del 1978 in macchina stava tornando a casa quando perso il controllo dell'automobile andò a finire contro un palo, morendo sul colpo. L'unico risultato della sua opera, a questo punto, era quel misero 45 giri citato prima. Ma la storia non finisce qui: nel frattempo una miriade di gruppi "alternativi" scopre i Big Star e quindi anche i suoi componenti e la gloriosa Rykodisc decide di pubblicare un disco postumo I Am The Cosmos, con quindici brani, dodici tracce più tre bonus con versioni alternative.
Ma la versione definitiva è questa della Rhino Handmade: uscita sul finire del 2009, a tiratura limitata, un po caruccia nel prezzo per usare un eufemismo e già quasi introvabile e comunque una specie di Santo Graal per gli appassionati di musica.
Parere personale: pur essendo felice possessore dell'edizione Ryko avevo sempre avuto delle perplessità sul fatto che questo I Am The Cosmos fosse il capolavoro assoluto che veniva dipinto da tutti. Intendiamoci i due lati del 45 originario, I Am The Cosmos e You And Your Sister sono due brani straordinari, ma ogni tanto la qualità del suono sa molto di demo e non sempre le canzoni sono all'altezza. Il suono deve molto al John Lennon solista degli anni '70, ma anche, in certi momenti, al glam rock migliore tipo Mott The Hoople e la ballate a McCartney e Harrison oltre che, in toto, al suono dei Beatles del White Album. Brani come Speed of Sound ricordano molto il sound dei Big Star (alimentando la diatriba su chi avesse scritto e cosa!), I Get Kinda Lost è un antesignano del garage rock. I don't know avrebbe potuto essere un altro episodio della saga Big Star mentre Though I Know She Lies è una piccola gemma acustica degna dei migliori cantautori di quel periodo. Ma è il secondo disco di questa edizione Deluxe la vera sorpresa: quasi tutti i brani presenti, al sottoscritto, paiono più belli delle versioni già conosciute. Migliore il suono, più presente, più brillante, spesso i brani acquistano un nuovo fascino e poi ci sono molte gemme sconosciute.
A partire dai due brani degli Icewater, citati all'inizio, soprattutto la grintosa Looking Forward, con la voce filtrata di Bell che profuma di psichedelia ma anche il bozzetto acustico di Sunshine, tanto McCartney. Non male anche My life is right dei Rock City dove il classico falsetto di Bell anticipa i temi dei Big Star. Tra le versioni alternative, fantastica I Don't Know più tirata e con un bell'arrangiamento vocale, la dolcissima You and Your Sister con un mellotron che sostituisce gli archi originali per non parlare della long version rallentata di I Am The Cosmos che già appariva tra le bonus della prima versione, ma qui gode di una ulteriore miglioria in fase di missaggio (come peraltro tutto il disco). Bellissima anche Get Away con la sezione ritmica di Ken Woodley al basso e Richard Rosebrough alla batteria che da maggiore profondità al suono, ciliegina sulla torta la chitarra di Alex Chilton, grande versione. Ottima anche Stay With Me con Keith Sykes (allora agli esordi, e tra i migliori discepoli di Bell e Chilton) alla seconda voce. In totale il secondo CD contiene 15 brani e a parte lo strumentale conclusivo Clacton Rag , tutti fondamentali nel rendere questa la "versione definitiva". Costa ma varrebbe il sacrificio.
Bruno Conti
19:11 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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21/03/2010
Si E' Spenta Una "Grande Stella" - R.I.P. Alex Chilton 28-12-1950/17-03-2010
Non volevo neanche parlarne, ma poi nella calma di questa domenica di marzo mi sono detto, perché no? Forse perché non volevo ancora una volta sentire il classico "Alex Chi?" quando mi capitava di parlare e magnificare l'opera di questo geniale musicista di Memphis? Quando citavo i suoi trascorsi nei Big Star un gruppo che merita un posto nel pantheon delle grandi bands lì vicino ai Beatles e agli Stones, appena più in basso, oppure quelli nei Box Tops appena prima, illuminato dal folgorante successo di The Letter x1dqma_the-box-tops-the-letter_music (aveva 17 anni, altro che X-Factor e bimbi prodigio in TV), un'altra classica risposta era: "ah sì il pezzo di Joe Cocker!".
Ma questo signore ha attraversato tutta la storia della musica rock, se leggete alla voce Alex Chilton di Wikipedia sotto generi musicali trovate: Rock'n'Roll, Power Pop, Proto-Punk, Hard Rock, Blue-Eyed-Soul, Indie Rock. A parte Hard Rock (?!?) non posso che sottoscrivere tutto.
Proprio recentemente la Rhino aveva dedicato ai Big Star un meraviglioso box in 4 CD con 98 brani, Keep An Eye On The Sky che conteneva tutto quello che avreste dovuto sapere ed ascoltare su questo gruppo, che sapeva fondere in modo geniale la melodia inventiva dei Beatles con le chitarre degli Who e le armonie vocali dei Byrds con uno spruzzo consistente del "soul" di Memphis. Questo avrebbe dovuto fare di #1 Record un disco in grado di stare nel Valhalla della musica rock a fianco di Revolver o Beggars Banquet o Pet Sounds.
Ah già, quella di Jeff Buckley watch?v=T-7YvAC3j9g. Bellissima anche questa, solo per dare a Cesare quel che è di Cesare!
Il partner in crime di Chilton in quel disco era Chris Bell, altro musicista di culto scomparso un trentennio orsono e al quale sempre la benemerita Rhino ha dedicato una versione Deluxe del suo unico album I Am The Cosmos (purtroppo nella serie Handmade, quindi difficile reperibiltà e prezzi proibitivi, ma se vi capita ne vale la pena, se no dovrebbe essere ancora in giro la versione singola della Rykodisc). Mi sembrava giusto parlare anche di lui.
Ma torniamo a Chilton che ha avuto una storia musicale ed una vita assai tormentate: per usare un eufemismo la fortuna non è stata al suo fianco! Un disco come il primo dei Big Star ha avuto un effetto dirompente su quello che poi sarebbe diventato il cosiddetto indie-rock americano: poche copie vendute, ma che, come nel caso del primo album dei Velvet Underground sono state comprate da una miriade di futuri musicisti. Gruppi come i R.E.M., i Replacements (che gli hanno dedicato un brano Alex Chilton), i DB's, i Television, indirettamente i Cramps di cui ha prodotto i primi dischi, solo per citarne alcuni, hanno subito la sua influenza. Non ultimi i Posies, i cui due leader Jon Auer e Ken Stringfellow sono diventati compagni d'avventura di Chilton nei riformati Big Star.
Proprio sabato 20 marzo avrebbe dovuto esibirsi coi Big Star al South By Southwest di Austin. Pare che il concerto si sia tenuto ugualmente come sorta di tributo alla memoria di Chilton, con vari ospiti che si sono avvicendati per sostituirlo: come si usa dire The Show Must Go On.
12:55 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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