19/02/2012

E I Chieftains Fanno "50" Con Un Gruppo Di Nuovi Amici - Voice Of Ages

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The Chieftains - Voice Of Ages - Hear Music/Concord CD o CD/DVD Usa 21/02/2012 Europa 23/04/2012

Perché quelle date diverse vi chiederete? Non so, chiedere alla Universal, mistero! Ma purtroppo è vero, in Europa uscirà 2 mesi dopo l'uscita americana. Come per Amnesty International, Bob Dylan e, più tardi nell'anno i Beatles, sono 50 anni di onorata carriera, 1962-2012 e quindi perché non festeggiarli con un nuovo gruppo di amici con un bell'album di duetti? Certo, eccolo qui: prodotto da Paddy Moloney e l'immancabile T-Bone Burnett arriva questo Voice Of Ages.

I Chieftains non sono nuovi a questo tipo di album; da quando nel 1988 hanno realizzato il bellissimo Irish Heartbeat con Van Morrison questa tradizione delle collaborazioni è stata coniugata in mille forme e con una infinità di artisti. Già, l'anno precedente, nel 1987 avevano realizzato un album con il flautista classico James Galway intitolato In Ireland e un altro, Celtic Wedding con un gruppo di musicisti bretoni, ma si trattava comunque di album strumentali con l'occasionale brano cantato, come era sempre stato nei primi 25 anni della loro carriera. Con irish heartbeat le cose cambiano, infatti nel 1991 arriverà The Bells Of Dublin con, tra gli altri, Costello, le sorelle McGarrigle, Nanci Griffith, Marianne Faithfull, Rickie Lee Jones e Jackson Browne. Nel 1992 Another Country, in trasferta in America con Willie Nelson, Emmylou Harris, la Nitty Gritty Dirt Band, Ricky Skaggs, Chet Atkins, Don Williams e altri, The Chieftains goes country. Sempre nel 1992 per il disco dal vivo An Irish Evening vengono invitati Roger Daltrey e di nuovo Nancy Griffith.

Nel 1995 con The Long Black Veil c'è l'apoteosi: Sting, Mick Jagger, Sinead O'Connor, Van Morrison, Mark Knopfler, Ry Cooder, Tom Jones e i Rolling Stones, cazzo! Se si può scrivere! Nel 1996 c'è Santiago il disco dell'incontro con la musica ispano-americana, tanto per non parlare solo dei dischi dei duetti e se volete risalire a risalire a ritroso nella loro discografia uno qualsiasi dei primi, numerati dall'1 al 7 e Bonaparte's Retreat sono uno più bello dell'altro ma più per amanti e praticanti della musica celtica, mentre quelli con gli ospiti, per quanto sempre rigorosi nelle loro "radici musicali" sono più godibili anche dai novizi o dai fans degli ospiti. Long Journey Home un altro disco strepitoso vince il Grammy per miglior disco folk nel 1999 e vede tra gli ospiti Mary Black, Vince Gill, Liam O'Maonlai degli Hothouse Flowers e il ritorno di Elvis Costello e Van Morrison. Nel 1998 era uscito anche Fire In The Kitchen dove i Chieftains nel loro ecumenismo incontravano tutti musicisti canadesi.

E che dire di Tears Of Stone del 1999 un incontro tutto dedicato alle voci femminili? Una meraviglia, con Joni Mitchell, Natalie Merchant, Bonnie Raitt, Mary Chapin Carpenter, Joan Osborne, Loreena McKennitt, Corrs e molte altre.

Gli anni 2000 iniziano con Water From The Well che avrà anche una bella versione dal vivo su DVD. E il 2002 e il 2003 vedono l'uscita dei due dischi della trasferta a Nashville: Down The Old Plank Road e Further Down The Old Plank Road, con John Hiatt, Buddy & Julie Miller, Alison Krauss, Lyle Lovett, Patty Griffin, Gillian Welch e David Rawlings nel primo e John Prine, Joe Ely, Allison Moorer, Emmylou Harris, Carlene Carter, Patty Loveless, Rosanne Cash la Nitty Gritty e altri già presenti nel 1° volume. Uno più bello dell'altro!

Nel 2002 purtroppo muore Derek Bell, il loro leggendario arpista e tastierista, e quindi la loro produzione, anche per l'età (non dimentichiamo che Paddy Moloney è del 1938), si fa più rarefatta, ma un disco come San Patricio con Ry Cooder, uscito nel 2010 è un piccolo capolavoro e ha vinto molte poll di fine anno come miglior disco e non solo nella categoria folk-world music.

E alla fine arriviamo a questo Voice Of Ages che segna l'incontro dei Chieftains con un gruppo di "nuovi amici", ovvero i rappresentanti di quel filone musicale neo folk-country-roots che si sta riaffermando proprio in questi ultimi anni.

Ad aprire le danze è la connazionale irlandese Imelda May, reginetta del neo rockabilly e della musica degli anni'50, una voce molto bella che ripropone Carolina Rua, cavallo di battaglia del repertorio di Mary Black e devo dire che pur facendo un ottimo lavoro non può competere con la voce pura e cristallina della Black. Molto brave anche le Pistol Annies, il trio americano country-roots reduce da un disco di esordio come Hell On Heels, tra le cose migliori sentite in quell'ambito musicale nel corso del 2011, propone una versione molto sentita (e ben cantata) di Come All Ye Fair And Tender Ladies, dove le voci di Miranda Lambert, Ashley Moore e Angaleena Presley si amalgano alla perfezione con il suono dei Chieftains. Ottima anche Pretty Little Girl dei Carolina Chocolate Drops e qui lo stile da string band si adatta alla perfezione al folk e il risultato finale ha anche screziature di old time music e cajun, ballabile e trascinante, ma suonando allo stesso tempo perfettamente Chieftains.

Bon Iver chiude un 2011 molto attivo con questa Down In The Willow Garden e anche Paddy Moloney ammette di essersi dovuto adattare al perfezionismo del musicista americano che ha preferito lavorare in proprio per mandare poi il suo lavoro ai musicisti irlandesi che scalpitavano in sala per completare il brano e l'album entro i tempi stabiliti. Altro gruppo (ma sono solo in due) assolutamente da scoprire se già non li conoscete sono i Civil Wars il cui debutto del 2011 Barton Hollow è tra gli esordi dell'anno più interessanti dell'anno appena finito. Tra country, folk e roots hanno scritto un brano appositamente per l'occasione, una Lily Love che ha tutte le caratteristiche di "un'aria irlandese" con le voci di Joy Williams e John Paul White che si intrecciano deliziosamente con flauti e flautini.

In Lark In The Clear Air il bluegrass dei Punch Brothers incontra l'antenato celtico e il risultato è tra i momenti più "tradizionali" e autentici dell'intero album. con i componenti del gruppo americano che potrebbero diventare Chieftains onorari tanto sono a loro agio in questa musica sia vocalmente che strumentalmente. Altra "aria celtica" struggente è quella cantata con passione e trasporto dalla bravissima Lisa Hannigan, la celeberrima My Lagan Love riceve un trattamento sontuoso in questa versione dove brillano le uillean pipes di Moloney. Finalmente, dopo 50 anni di carriera, la musica di Dylan e quella dei Chieftains si incontrano in una versione di When The Ship Comes In: a fare da tramite tra i due mondi i Decemberists che ancora una volta si confermano uno dei gruppi migliori attualmente in circolazione e con Colin Meloy che si trasforma nel Roger McGuinn della situazione per un brano che suona come un incrocio tra Band, Byrds e, naturalmente, Chieftains. 

Di pari livello è la partecipazione dei Low Anthem con una School Days Over introdotta da un coro di bambini e che poi si trasforma in una ulteriore "air" malinconica e di grande bellezza con la voce di Ben Knox Miller sostenuta da Joice Adams che trasforma l'indie folk del gruppo di Providence in perfetto folk irlandese. I Punch Brothers sono gli unici presenti con due brani: anche The Frost Is All Over con violini e flauti a duettare deliziosamente li conferma a perfetto agio con questa musica, con immagine non poetica ma efficace potrei dire che si trovano "come dei maiali a razzolare nel fango". Le nuove regine dell'armonizzazione, ovvero le Secret Sisters (non a caso prodotte nel loro esordio da T-Bone Burnett) sono pressoché perfette nella dolce Peggy Gordon. Mentre mi ha sorpreso assai piacevolmente l'italo-scozzese Paolo Nutini  (peraltro i suoi dischi sono piacevoli e si ascoltano con gusto): Hard Times (Come Again No More) è uno dei brani migliori dell'intero progetto, cantato con voce maschia e sicura da Nutini è una bella ballata di stampo anglo-irlandese che non fa rimpiangere un Christy Moore della situazione.

Gli ultimi tre brani sono degli strumentali classici dei Chieftains, soprattutto il primo, la lunghissima (più di 11 minuti) The Chieftains Reunion rinnova i fasti dei loro anni migliori e, non accreditata (o meglio non lo so io perchè non ho il libretto del CD), appare anche una arpa celtica, se non mi sono sognato, oltre alle voci del gruppo (Kevin Conneff) e qualche ospite che armonizza nella parte centrale del brano caratterizzato da continui cambi di tempo e di atmosfere con violini, flauti, uillean pipes, arpa appunto e bodhran a duellare nella migliore tradizione del gruppo irlandese. E qui il piedino parte...Per concludere due curiosità: The Chieftains in Orbit è un brano registrato con la astronauta americana Cadie Coleman e il titolo dice tutto. L'ultimo brano rinnova l'incontro di cornamuse con il musicista spagnolo Carlos Nunez per una coinvolgente Lundu che conclude in gloria le danze.

Mi sa che anche questo entrerà nella lista dei migliori dell'anno. L'edizione Deluxe ha il video del brano con i Low Anthem e un making of.

Bruno Conti

P.s Il video di Lisa Hannigan che canta The Times They Are A-Changin' accompagnata da Herbie Hancock e dai Chieftains è un omaggio ai 50 anni di carriera di Dylan e Chieftains, anche se non c'entra con il resto.

26/01/2012

Una "Viaggiatrice" Particolare. Kathleen Edwards - Voyageur

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Kathleen Edwards - Voyageur - Rounder/Universal

La canadese Kathleen Edwards, giunta al suo quarto album con questo Voyageur, come forse saprete  per averlo letto, era partita per un "viaggio" alla ricerca di un produttore e di un nuovo suono e l'ha trovato nella persona di Justin Vernon (in arte Bon Iver), ma ha anche trovato l'amore. Questo nuovo album allo stesso tempo si unisce alla nutrita schiera dei "divorce album" in quanto tra metafore varie racconta la storia del collasso del suo matrimonio con il suo precedente produttore e compagno di vita Colin Cripps. Questa è in soldoni la storia della genesi e della realizzazione di questo album che martedì prossimo vedrà la pubblicazione anche sulle lande italiche dopo essere uscito, prima in America e poi in Europa nelle scorse settimane.

Lei, al sottoscritto piace, ma questo album ha scatenato una serie di commenti (forse anche superiori al valore del disco): chi l'ha stroncato senza pietà in Italia, chi l'ha osannato anche troppo in Inghilterra via Stati Uniti (il recensore di Uncut). Secondo me siamo in una onesta via di mezzo. Il disco si ascolta piacevolmente ha più di un punto di contatto con il sound dell'ultimo omonimo album di Bon Iver ma pure qualche reminiscenza (peraltro poche) con il suo passato roots. Alcuni brani sono anche orecchiabili, vogliamo dire, più nobilmente, radiofonici, e non è un'offesa o una degradazione, se ogni tanto alla radio con il piattume che circola, ogni tanto, si possono sentire anche canzoni di chi qualcosa da dire ce l'ha, non può far male alle orecchie e al cuore di chi li ascolta.

Il disco, registrato tra Fall Creek nel Wisconsin e Toronto, Canada si avvale di una piccola pattuglia di collaboratori e ospiti ma il "grosso" del lavoro strumentale lo fanno Justin Vernon che si destreggia tra chitarre acustiche ed elettriche, tastiere, banjo, basso e "l'odiato" synth pietra dello scandalo (che ad essere onesti un po' rompe la balle ma non troppo) mentre Kathleen Edwards suona molte chitarre acustiche, piano e organo, un evocativo violino nella malinconica ballata A Soft Place To Land, entrambi si alternano al vibrafono in un paio di brani, non proprio uno strumento da musica orecchiabile se proprio vogliamo.

Il collega canadese Jim Bryson (molto bravo, ha fatto cinque album a nome suo), una costante nei dischi della Edwards firma il brano Sidecar e appare costantemente come musicista nel disco. Anche Hawksley Workman altro quotato cantautore canadese pur di partecipare siede alla batteria in un paio di brani (ma è uno dei tanti strumenti che suona). E nel brano finale, la lenta avvolgente e ipnotica For The Record le armonie vocali sono a cura di Norah Jones. Mi piace ricordare anche il folk-pop brioso dell'iniziale Empty Threat e la atmosfere più raccolte di House Full Of Empty dall'impronta più acustica che ricorda i lavori passati di Kathleen Edwards. Mint ha un suono più rockeggiante vagamente (ma molto vagamente) alla Sheryl Crow mentre Pink Champagne potrebbe ricordare le sonorità meno austere della connazionale Sarah McLachlan con un bell'insieme corale. E ricordiamo pure pure Change The Sheets che mi ha fatto rimembrare i Cranberries del primo periodo (qui da David Letterman).

Insomma se vi piacciono le voci femminili di talento, questo Voyageur non è un capolavoro ma nemmeno una "schifezza". Quando si è incerti sui risultati finale si usa estrarre dal cilindro il termine "lavoro di transizione". Si può fare!

Bruno Conti

24/12/2011

I Migliori Dischi Del 2011! La Stampa Americana: Rolling Stone - Spin E Alcuni Siti Di Nicchia

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Se le classifiche dei Best Of inglesi non mi hanno entusiasmato con quelli americani si cade dalla padella nella brace (per i miei gusti e quelli del Blog, ovviamente) ma vi documento anche su questi con un "contentino" finale.

Partiamo da Rolling Stone che una volta era una rivista musicale, ma parliamo della "preistoria" del rock. Anche qui non c'è da stare allegri ma pensavo peggio, ho trovato parecchi punti di contatto:

Disco Dell'Anno

Adele - 21

2) Jay-Z & Kanye West - Watch The Trone

3) Paul Simon - So Beautiful Or So What

4) Fleet Foxes - Helplessness Blues

5) Radiohead - The King Of Limbs

6) Lady Gaga - Born This Way

7) The Decemberists - The King Is Dead

8) Wilco - The Whole Love

9) Wild Flag - Wild Flag

10) Robbie Robertson - How To Become Clairvoyant

Molto mainstream, ripeto, ma qualche disco lo condividiamo.

Con Spin si passa al Festival dell'alternative e dell'inconsueto ma la rivista è sempre stata, giustamente, così, ognuno è libero di avere le proprie "preferenze musicali", anche se ammetto che alcuni mi sono assolutamente sconosciuti, a partire dal numero 1 (che comunque ho sentito per curiosità), in stile countdown dal 10° al 1°:

10. Lykke Li, Wounded Rhymes

9. Wild Flag, Wild Flag

8. G-Side, The One...Cohesive

7. The Rapture, In the Grace of Your Love

6. Danny Brown, XXX

5. Girls, Father, Son, Holy Ghost

4. Kurt Vile, Smoke Ring for My Halo

3. EMA, Past Life Martyred Saints

2. PJ Harvey, Let England Shake

1. Fucked Up, David Comes to Life Matador Records

Non sarà Quadrophenia, ma un concept album o una opera punk-rock al 1° posto è sicuramente inconsueto e l'immancabile PJ Harvey al 2°.

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Qualche sito americano di tendenza:

Pitchfork

1) Bon Iver - Bon Iver Bon Iver- Jagjaguwar

2) Destroyer - Kaputt - Merge

3) M83 - Hurry Up, We're Dreaming - Mute

4) PJ Harvey - Let England Shake - Island/Vagrant

5) Girls - Father, Son, Holy Ghost - True Panther

Paste

1) Bon Iver - Bon Iver Bon Iver

2) Fleet Foxes - Helplessness Blues

3) My Morning Jacket - Circuital

4) tUnE-yArDs - WHOKILL

5) Middle Brother - Middle Brother

E il "contentino" finale con i "fratelli in carboneria" di No Depression con il meglio di lettori e collaboratori e insindacabilmente 15 posizioni, per riprendermi un poco:

THE NO DEPRESSION COMMUNITY'S 50 FAVORITE ALBUMS OF 2011

  1. Gillian Welch - The Harrow & the Harvest
  2. The Decemberists - The King Is dead
  3. Wilco - The Whole Love
  4. Lucinda Williams - Blessed
  5. Steve Cropper - Dedicated
  6. Tom Waits - Bad as Me
  7. Dave Alvin - Eleven Eleven
  8. Zoe Muth & The Lost High Rollers - Starlight Hotel
  9. Jason Isbell - Here We Rest
  10. Ryan Adams - Ashes & Fire
  11. Hayes Carll - KMAG YOYO
  12. Eilen Jewell - Queen of the Minor Key
  13. Drive By Truckers - Go-Go Boots
  14. The Deep Dark Woods - The Place I Left Behind
  15. Jayhawks - Mockingbird


 Aaah, una boccata di aria fresca, Zoe Muth & The Lost High Rollers è questa...

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Questi sono i Deep Dark Woods...

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Gli altri se leggete regolarmente questo Blog li conoscete tutti!

A questo punto mancano solo i miei "aggiornamenti" su Outsiders e Cofanetti.

Buon Natale!

Bruno Conti

23/12/2011

I Migliori Dischi del 2011! La Stampa Inglese: Q - NME

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Concludiamo il giro delle riviste musicali inglesi con Q e NME, New Musical Express per i non parenti, i nomi sono sempre più o meno quelli, comunque vediamoli, questa volta a ritroso dal 10° al 1°:

Q's Best Albums of The Year

10 ElbowBuild A Rocket Boys

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09 WU LYFGo Tell Fire To The Mountain Non sarebbero neanche male ma la voce non mi piace, il classico rock attuale britannico.

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08 St. VincentStrange Mercy Annie Clark (che poi sarebbe St. Vincent) mi piace, non so se l'avrei inserita tra i migliori dell'anno, ma tutti gli artisti collegati in qualche modo con Sufjan Stevens hanno qualcosa da dire. Era uno dei dischi che avrei voluto recensire e che per ragioni di tempo sono "sfuggiti"

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07 Arctic MonkeysSuck It And See

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06 Jay-Z & Kanye WestWatch The Throne

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05 ColdplayMylo Xyloto

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04 Bon IverBon Iver, Bon Iver

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03 Adele21 Con tutte le tonnellate di dischi che ha venduto Q è l'unica rivista che l'ha inserita nei migliori del 2011. La voce è bella, potrà non piacere il genere, ma è brava.

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02 PJ HarveyLet England Shake Per evitare la maggioranza "bulgara" della stampa inglese questa volta è "solo" secondo mentre Laura Marling è al 12° posto. Per l'occasione è andata dallo stesso acconciatore di Bjork. Comunque il disco è bello, mi piace, lo dico per evitare equivoci!

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01 Florence + The MachineCeremonials

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Torniamo alla classifica "normale" per i 10 del New Musical Express, tanto più o meno quelli sono:

1) PJ Harvey - Let England Shake

2) Metronomy - The English Riviera

3) The Horrors - Skying

4) Wild Beasts - Smother

5) Kurt Vile - Smoke Ring For My Halo Una variazione sul tema, questa volta anziché i War On Drugs del suo ex pard Adam Granduciel troviamo l'ottimo Kurt Vile. Altro disco che meriterebbe di essere conosciuto.

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6) Arctic Monkeys - Suck It And See

7) St. Vincent - Strange Mercy

8) Katy B - On A Mission  No Comment!

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9) Tune-Yards - Who Kill

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10) Wu Lyf - Go Tell Fire To The Mountain

E con questo abbiamo finito le riviste inglesi (almeno le più importanti) nel prossimo Post quelle americane e alcuni siti famosi che fanno tendenza tipo Paste. Senza dimenticare ancora qualche aggiunta del sottoscritto (si dimentica sempre qualcosa e il bello di avere un Blog è che ci si può correggere)!

Alla prossima.

Bruno Conti

17/06/2011

Novità Di Giugno Parte II. Black Country Communion, Dave Alvin, Pat Metheny, Bon Iver, Richard Thompson, Neil Young

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Torniamo alle liste delle uscite settimanali. Ho saltato un appuntamento, recupero oggi. Quindi alcuni titoli già usciti il 14 giugno, altri sono in uscita il 21 giugno. Cominciamo con Neil Young A Treasure di cui vi avevo già parlato lo so, ma volevo aggiornarvi sul contenuto dell'edizione speciale CD+ Blu-Ray (sapete che il vecchio Neil è "strano"). Praticamente visto che non si trovavano informazioni chiare sul contenuto del Blu-Ray prima dell'uscita, uno doveva prenderlo sulla fiducia e poi solo sullo stickerino del dischetto finalmente trovare le bramate indicazioni: quindi contiene, alla lettera, "bootleg bonus footage of 4 songs", commento video dei brani e una intervista del 1984 per un totale di 53 minuti. Alla faccia della super qualità sonora, quattro tracce pirata del periodo.

Il nuovo Pat Metheny si chiama What's It All About è uscito il 14 giugno negli States e uscirà il 21 per la Nonesuch Warner in Europa. Si tratta di un album acustico, dove per la prima volta in 40 anni di carriera rivisita alcuni brani celebri della musica internazionale, da And I Love Her dei Beatles a The Sound of Silence passando per Alfie, Garota De Ipanema e altri 6 brani. Molto bello peraltro!

Come ho già detto varie volte nel passato, Joe Bonamassa uno ne pensa e cento ne fa. Non sono passati nemmeno tre mesi dall'uscita di Dust Bowl che già esce Black Country Communion 2, nuova prova del gruppo che condivide con Glenn Hughes, Jason Bonham e Dave Sherinian. Etichetta Mascot, uscita il 14 giugno. Ne esiste una prima tiratura limitata con stesso contenuto, 11 brani di sano hard-rock-blues di qualità, ma libretto deluxe e copertina gatefold apribile. D'altronde il tour europeo è con questo gruppo e il 28 giugno sarà a Vigevano in una serata anche con la band di John Mayall. Se siete  più ricchi l'8 luglio sarà alla Royal Albert Hall di Londra in una serata anche con Rick Wakeman e i Deep Purple.

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Nuovo album per Dave Alvin, Eleven Eleven, esce il 21 giugno per la Yep Rock. Dopo l'ottimo album con le Guilty Women del 2009, Alvin raduna un piccolo manipolo di prodi tra cui il fratello Phil Alvin con cui duetta per la prima volta su disco. Tra i brani di cui si parla molto bene: Run Conejo Run con un ritmo alla Bo Diddley, la ballata romantica No Worries Mija e Harlan County Line un brano che appare nella serie televisiva Justified dove Alvin appare in un cameo come sè stesso cantando il brano. Inutile dire che la settimana prossima si provvede alla recensione.

Il primo album di Bon Iver For Emma Forever Ago era stata una piccola sensazione nel mondo discografico con ottime recensioni e questa "leggenda" romantica (peraltro vera) di essere stato registrato in una piccola casetta nel nulla dopo una delusione amorosa. Il nuovo Bon Iver Bon Iver esce  il 21 giugno sempre per la 4AD ed elabora quei temi musicali allargando, un poco ma non troppo, le sonorità sobrie del primo album.

Sapete che Richard Thompson è uno dei miei musicisti preferiti in assoluto e quindi l'uscita di questo cofanetto quadruplo è particolarmente attesa, almeno a casa mia. Si tratta di un box 3 CD e 1 DVD con le le registrazioni d'archivio di oltre trent'anni di carriera. Live At the BBC esce il 21 giugno per la Island/Universal e contiene 80 brani tra audio e video anche tratti dal periodo con Linda Thompson.

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Una lista accurata mi sembra il minimo, visto che chi qui c'è da godere ripetutamente, per gli amanti ovviamente:

Disc 1: Richard and Linda Thompson

  1. The Little Beggar Girl (John Peel Session – 1/1/1973)
  2. Dragging the River (John Peel Session – 1/1/1973)
  3. The Great Valerio (John Peel Session – 1/1/1973)
  4. The Neasden Hornpipe/The Avebury Particle Accelerator/The Flowing Tide (John Peel Session – 1/1/1973)
  5. I Want to See the Bright Lights Tonight (BBC Session – 1/24/1974)
  6. Hokey Pokey (John Peel Session – 2/11/1975)
  7. Georgie on a Spree (John Peel Session – 2/11/1975)
  8. I’ll Regret It All in the Morning (John Peel Session – 2/11/1975)
  9. A Heart Needs a Home (John Peel Session – 2/11/1975)
  10. Wishing (John Peel Session – 2/11/1975)
  11. I’m Turning Off a Memory (John Peel Session – 2/11/1975)
  12. A Man in Need (Live @ The Paris Theatre, London – 5/22/1982)
  13. Withered and Died (Live @ The Paris Theatre, London – 5/22/1982)
  14. New Fangled Flogging Reel/Kerry Reel (Live @ The Paris Theatre, London – 5/22/1982)
  15. Shoot Out the Lights (Live @ The Paris Theatre, London – 5/22/1982)
  16. It’s Just the Motion (Live @ The Paris Theatre, London – 5/22/1982)
  17. Back Street Slide (Live @ The Paris Theatre, London – 5/22/1982)
  18. Night Comes In (Live @ The Paris Theatre, London – 5/22/1982)
  19. Dimming of the Day (Folk on Two – 1982)
  20. Modern Woman (Folk on Two – 1982)

Disc 2

  1. She Twists the Knife Again (Recorded for Andy Kershaw – 7/1/1985)
  2. You Don’t Say (Recorded for Andy Kershaw – 7/1/1985)
  3. When The Spell is Broken (Recorded for Andy Kershaw – 7/1/1985)
  4. The Angels Took My Racehorse Away (Live @ Hammersmith Palais, London – 11/20/1986)
  5. Valerie (Live @ Hammersmith Palais, London – 11/20/1986)
  6. Jennie (Live At The Hammersmith Palais, 20/11/1986)
  7. You Don’t Say (Live @ Hammersmith Palais, London – 11/20/1986)
  8. Fire in the Engine Room (Live @ Hammersmith Palais, London – 11/20/1986)
  9. Wall of Death (Live @ Hammersmith Palais, London – 11/20/1986)
  10. Nearly in Love (Live @ Hammersmith Palais, London – 11/20/1986)
  11. Valerie (Recorded for Andy Kershaw – 7/1/1987)
  12. When the Spell is Broken (Recorded for Andy Kershaw – 7/1/1985)
  13. Two Left Feet (Recorded for Andy Kershaw – 7/1/1985)
  14. Turning of the Tide (Recorded for Andy Kershaw – 7/1/1985)
  15. Simple Again (Recorded for Andy Kershaw – 7/1/1985)
  16. Ghosts in the Wind (Recorded for Andy Kershaw – 7/1/1985)
  17. Shoot Out the Lights (Recorded for Andy Kershaw – 7/1/1985)
  18. She Twists the Knife Again (Recorded for Andy Kershaw – 7/1/1985)
  19. Withered and Died (Recorded for Andy Kershaw – 7/1/1985)
  20. The End of the Rainbow (Recorded for Andy Kershaw – 7/1/1985)

Disc 3

  1. Gethsemane (Recorded for Andy Kershaw – 9/28/2001)
  2. The Outside of the Inside (Recorded for Andy Kershaw – 9/28/2001)
  3. Wall of Death (Recorded for Andy Kershaw – 9/28/2001)
  4. Word Unspoken Sight Unseen (Recorded for Andy Kershaw – 4/25/2003)
  5. Kidzz (Recorded for Andy Kershaw – 4/25/2003)
  6. Did She Jump or Was She Pushed (Recorded for Andy Kershaw – 4/25/2003)
  7. The End of the Rainbow (Recorded for Andy Kershaw – 4/25/2003)
  8. One Door Opens (Recorded for Evening Sequence – 5/18/2004)
  9. The Outside of the Inside (Recorded for Evening Sequence – 5/18/2004)
  10. Let It Blow (Recorded for Tom Robinson On 6 Music  7/27/2005)
  11. Old Thames Side (Recorded for Tom Robinson On 6 Music  7/27/2005)
  12. Dad’s Gonna Kill Me (Recorded for Tom Robinson On 6 Music  7/27/2007)
  13. Down Where the Drunkards Roll (Recorded for Tom Robinson On 6 Music  7/27/2007)
  14. I Want to See the Bright Lights Tonight (Recorded for Tom Robinson On 6 Music  7/27/2007)
  15. Needle and Thread (Recorded for Tom Robinson On 6 Music  7/27/2007)
  16. So Ben Mi Ca Bon Tempo (Recorded for Bob Harris  12/27/2008)
  17. A Hunting the Wren (Recorded for Bob Harris  12/27/2008)
  18. See My Friends (Recorded for Bob Harris  12/27/2008)
  19. Time’s Gonna Break You (Recorded for Hub Sessions   1/9/2009)
  20. William Brown (Recorded for Hub Sessions   1/9/2009)
  21. Meet on the Ledge (Recorded for Hub Sessions   1/9/2009)

Disc 4: DVD

  1. Jet Plane in a Rocking Chair (The Old Grey Whistle Test  3/7/1975)
  2. A Heart Needs a Home (The Old Grey Whistle Test  3/7/1975)
  3. Night Comes In (A Little Night Music  8/19/1981)
  4. I’m a Dreamer (A Little Night Music  8/19/1981)
  5. I Want to See the Bright Lights Tonight (A Little Night Music  8/19/1981)
  6. Shoot Out the Lights (A Little Night Music  8/19/1981)
  7. You’re Going to Need Somebody (A Little Night Music  8/19/1981)
  8. Dargai (A Little Night Music  8/19/1981)
  9. Dimming of the Day (A Little Night Music  8/19/1981)
  10. Pavanne (Jake Thackery and Songs – 1/6/1981)
  11. Just the Motion (Jake Thackery and Songs – 1/6/1981)
  12. Fire in the Engine Room (Recorded Live for Late Night In Concert – 8/13/1985)
  13. She Twists the Knife Again (Recorded Live for Late Night In Concert – 8/13/1985)
  14. Wall of Death (Recorded Live for Late Night In Concert – 8/13/1985)
  15. When the Spell is Broken (Recorded Live for Late Night In Concert – 8/13/1985)
  16. Did She Jump or Was She Pushed (Recorded Live for Late Night In Concert – 8/13/1985)
  17. Wrong Heartbeat (Recorded Live for Late Night In Concert – 8/13/1985)
  18. Tear Stained Letter (Recorded Live for Late Night In Concert – 8/13/1985)
  19. She Twists the Knife Again (The Old Grey Whistle Test – 5/7/1985)
Disc 1, Tracks 9-11 previously released on CD reissue of Richard and Linda Thompson’s Hokey Pokey (Island IMCD 305 (U.K.), 2004)
All other tracks previously unreleased
Per oggi direi che può bastare, nei prossimi giorni il seguito dell'uscite.
Bruno Conti

18/03/2010

Torna Il Mito Rivisitato Di Orfeo ed Euridice. Anais Mitchell - Hadestown

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Anais Mitchell - Hadestown - Righteous Babe Records

Sembra che in questa era di crollo delle vendite del mercato discografico ci sia uno "strano" ritorno alla creatività, soprattutto nelle cantautrici: forse, visto che l'industria discografica non ha più nulla da perdere oltre a quello che ha già perso, c'è una sorta di neo-minirinascimento (tutto minuscolo) delle idee, si rischia di nuovo, ed allora ecco questo disco ma anche il triplo di Joanna Newsom, il nuovo Natalie Merchant che sta per uscire, questo florilegio di dischi che ripropongono la voglia di ricerca di Joni Mitchell, Kate Bush, Sandy Denny, cito a caso (ma non troppo), anche se ora non ci sono più delle innovatrici o innovatori.

Comunque, andando con ordine, questo Hadestown è proprio bello, affascinante direi, una Opera Folk (per la prevalenza di una strumentazione acustica, ma il suono è pieno e corposo con mille rivoli jazz e pop) che ricrea il mito di Orfeo e Euridice ai giorni nostri, o meglio in una sorta di futuro parallelo che potrebbe essere il presente. La Ninfa Euridice non muore più per il morso di un serpente ma decide consciamente di abbandonare il mondo esterno, assalito da povertà e malattie, per rifugiarsi nella cittadella di Ade, guidata con pugno di ferro dall'omonimo Dio-Signore. Orfeo, è sempre un musicista sfigato che decide di seguirla per riportarla indietro contro tutto e tutti, solo con l'aiuto benevolo di Persefone. Il finale è quello classico, chi si gira è perduto o meglio perde!

L'esecuzione è perfetta: dalla scelta dei "caratteri", Anais Mitchell è la dolce e svampita, ma anche un po' furba, Euridice, Justin Vernon , in arte Bon Iver, dal mellifluo falsetto, è l'innamorato Orfeo, il grande cantautore Greg Brown (uno dei migliori attualmente in circolazione, assolutamente da investigare, nonché marito di Iris Dement) è il baritonale e mefistofelico Ade, Ben Knox Miller dei Low Anthem, in una breve Tom Waitsiana prestazione nella bellissima Way Down Hadestown, è il beffardo Ermes; le tre sorelle Haden Haden Triplets sono il Fato e last but not least la padrona di casa (nel senso dell'etichetta discografica) è Ani DiFranco nei panni della dolce, comprensiva e matronale Persefone, moglie del padrone delle ferriere.

Perfetta è anche la definizione musicale di questa "Opera Folk" (per l'impostazione acustica ma il suono è pieno e denso di particolari) che spazia dal folk al jazz alla canzone d'autore nello spazio di un brano o di un disco. Il maestro di cerimonie è il bassista della DiFranco Todd Sickafoose che si destreggia tra chitarre, pianoforti, vibrafoni, violini, fisarmoniche, pedal steel, clarinetti, trombe, contrabbassi (ovviamente) e batterie spazzolate e non, con tanta voglia di sperimentare nella semplicità.

I brani si possono ascoltare anche come singole canzoni al di fuori dal corpo dell'opera e questo è un pregio che non riscontra spesso: si va da brani corali come Why We Build The Wall e Epic, a duetti stuzzicanti come l'iniziale Wedding Song tra la Mitchell e Vernon o il valzerone intrigante tra Greg Brown e la stessa Mitchell in Hey, Little Songbird ma anche la commovente How Long tra una strepitosa DiFranco e un asciutto Brown. Molto belli anche alcuni momenti "singoli" come la struggente Wait For Me di Orfeo/Bon Iver che sovrappone la voce in più strati in quel suo stile anticonformista e particolare o la jazzata Our Lady Of The Underground che introduce il personaggio di Ani Di Franco; deliziose anche le Haden Triplets (sono le figlie del grande Charlie Haden) nella trascinante When The Chips Are Down. Quando sono belli anche i brani strumentali come Papers e il tradizionale afgano Lover's Desire, bisogna arrendersi all'evidenza, è proprio un gran bel disco!

Bruno Conti