09/08/2012
Una Bella Serata Tra Amici, Vecchi E Nuovi, In Quel Di Austin, TX. Johnny Cash - We Walk The Line
Johnny Cash - We Walk The Line A Celebration Of The Music Of Johnny Cash - Sony Legacy CD/DVD o Blu-Ray
Se ne parlava da mesi, ve lo avevo anticipato in modo definitivo il 27 luglio, ora è disponibile, per cui parliamone!
20 Aprile 2012, Moody Theatre, Austin, Texas, un gruppo di musicisti di diversa provenienza (tra poco li vediamo) si unisce per festeggiare l'80° Anniversario della nascita di Johnny Cash, che paraltro non è, né il 20 aprile, giorno del concerto e neppure il 7 agosto, giorno di uscita ufficale dei dischetti, bensì il 26 febbraio, ma non stiamo troppo a sottilizzare.
Sono sul palco Don Was, al basso e direttore musicale, Buddy Miller e Greg Leisz a tutti i tipi di chitarre, dall'Inghilterra via Austin Ian McLagan alle tastiere e Kenny "picchiaduro ma non solo" Aronoff alla batteria. Non male! Subito li raggiunge sul palco per dare il via alle operazioni l'attore Matthew McConaughey. All'inizio l'avevo scambiato per John Carter Cash, ma troppo bello ed atletico non poieva essere lui, comunque poco male, McConaughey si rivelerà un "host" simpatico e competente, facendosi anche una cantatina che si trova tra gli extra del DVD. Quindi dà il via al concerto e sul palco sale la prima cantante:
1) Brandi Carlile -Folsom Prison Blues
Nel corso della serata si esibiranno anche alcuni musicisti che sinceramente non so quale grado di empatia abbiano con la musica di Johnny Cash, ma sicuramente la cantante di Ravensdale, Washington, anche se tutti la accostano alla scena di Seattle (dove ha iniziato la carriera), è una che è sempre vissuta a pane e Johnny Cash, tanto che già a 8 anni cantava con la mamma Tennessee Flat Top Box e Folsom Prison Blues è sempre stato uno dei cavalli di battaglia del suo repertorio live. Con quel gruppo alle spalle è difficile fare male e Brandi (vestita come the Woman In Black) ci mette grinta e passione confermandosi una delle voci più interessanti dell'attuale panorama musicale americana. Grande versione con Buddy Miller e Greg Leisz che cominciano a macinare note con le loro chitarre, ben supportati dall'organo inossidabile di Ian McLagan.
2) Andy Grammer - I Get Rhythm
Questo belloccio californiano è uno dei primi misteri della serata, ma evidentmente, come nel caso del tributo a Dylan di inizio anno, l'industria discografica si para il culo inserendo anche qualche giovanotto di belle speranze. Certo, con tutti i miliardi di musicisti al mondo che potevano eseguire questo brano, Andy Grammer non sarebbe stata la mia prima scelta e forse neppure la millesima, ma, ripeto, con quei musicisti alle spalle è difficile fare male, e il nostro amico se la cava discretamente.
3) Amy Lee - I'm So Lonesome I Could Cry
Altra scelta misteriosa. La ex e ora nuovamente cantante degli Evanescence, così, a occhio, non si sembra una grande appassionata di Cash. E infatti quella che viene presentata come la sua canzone preferita di Cash, in effetti è un brano di Hank Williams, che però faceva parte del suo repertorio. Una struggente ballata country con weeping steel guitar viene cantata peraltro in modo più che rispettoso e degno da Amy Lee.
4) Buddy Miller - Hey Porter
Qui le cose cominciano a farsi serie. Eseguita come Ry Cooder avrebbe fatto se l'avessero invitato per suonare Get Rhythm. Byddy Miller si conferma uno dei pilastri della musica "roots" americana!
5) Shelby Lynne - Why Me Lord
Non le avranno dato il Grammy per nulla. Shelby Lynne alle prese con uno dei brani gospel-country più belli mai scritti da Kris Kristofferson, ancora una volta incanta con la sua voce calda, potente ed espressiva.
6) Pat Monahan - Help Me Make It Through The Night
Ancora un brano di Kristofferson per la voce solista dei Train, che non vedrei male in futuro alle prese con questo tipo di repertorio perché la canta veramente bene, grande voce e grande interpretazione.
7) Shelby Lynne & Pat Monahan - It Ain't Me Babe
Gli ultimi due cantanti ascoltati, uniscono le forze per un duetto in uno dei brani di Bob Dylan che Johnny Cash amava di più, quasi sempre eseguita in coppia con la moglie June Carter. Bellissima versione, con un arrangiamento maestoso ed avvolgente, poi in crescendo, probabilmente frutto della mente di Don Was (vedremo cosa riuscirà a fare con il nuovo Van Morrison, che sarà prodotto da lui), in ogni caso gran bella canzone.
8) Jamey Johnson & Kris Kristofferson - Sunday Morning Coming Down
Ancora un duetto e ancora una canzone di Kris Kristofferson, in coppia con una delle forze emergenti della nuova musica country di qualità, per cantare una delle canzoni che hanno fatto la leggenda di Johnny Cash. Ci voleva coraggio per cantare alla televisione americana nel 1970 "Wishing, Lord, That I Was Stoned", ma che bella canzone ragazzi! Anche in questa versione lenta ed intensa non perde un briciolo del suo fascino, la voce di Kristofferson sempre più "spezzata", ma mai vinta, sorretta dal baritono poderoso di Johnson, bella accoppiata.
9) Carolina Chocolate Drops - Jackson
Questi sono i giovani che ci piacciono, alle prese, nel loro inconfondibile stile, con un altro dei classici della coppia John & June. Che dire? Bravi, sempre più bravi!
10) Rhett Miller - Wreck Of The Old 97
E il leader degli Old 97's cosa potevano invitarlo a cantare? Giovanile d'aspetto, ma i 40 li ha passati, Rhett Miller (non è parente di Buddy), da solo o con il suo gruppo è uno dei migliori musicisti della nuova scena alternative country americana e lo conferma anche in questa serata con una versione sparatissima di questo brano da cui ha preso il nome il suo gruppo.
11) Ronnie Dunn - Ring Of Fire
Questo brano l'avrei fatto cantare da qualcun altro, ma devo ammettere che l'ex metà di Brooks & Dunn realizza una versione di buon spessore, con le immancabili trombe mariachi affidate a una coppia di "ragazze messicane". L'omaggio della Nashville più tradizionale alla musica di uno dei "fuorilegge" di quella scena.
12) Shooter Jennings & Amy Nelson - Cocaine Blues
I due figli d'arte ci regalano una bella versione, gagliarda e grintosa, di uno dei brani che erano sul leggendario At Folsom Prison. Shooter Jennings è sempre bravo, la figlia di Willie Nelson non la conoscevo, ma buon sangue non mente. E poi, ripeto, con quella house band chiunque farebbe un figurone.
13) Lucinda Williams - Hurt
Il brano di Trent Reznor dei Nine Inch Nail è stato uno degli ultimi capolavori del Johnny Cash interprete, nella sua serie degli American Recordings, la voce dolente e sofferta di Lucinda Williams, manco a dirlo, è perfetta per questo brano. Uno degli highlights del concerto.
14) Iron & Wine - Long Black Veil
Altra ottima scelta nell'ambito dell'alternative country (e non solo) è quella di Sam Bean, ovvero Iron & Wine. In una parola, stupenda!
15) Kris Kristofferson - Big River
Torna il grande Kris per rendere il favore. Johnny Cash oltre a cantare alla grande le canzoni degli altri ne scriveva molte belle anche lui. Questo ne è un limpido esempio, proprio una di quelle del classico boom chicka boom, e con la band in grande spolvero, bella anche la interpretazione di Kristofferson!
16) Sheryl Crow - Cry Cry Cry
Lei è come il prezzemolino, c'è sempre, però è brava e questo brano le calza proprio a pennello, gli anni passano ma quando vuole (e può) la classe non manca, ottimo ed abbondante.
17) Willie Nelson & Sheryl Crow - If I Were A Carpenter
Sheryl Crow rimane e arriva uno dei più grandi amici di Cash, per una versione di un altro dei suoi grandi classici in duetto con la moglie June. Scritta da Tim Hardin, era stata pubblicata come singolo dalla Columbia nel 1969 (nel libretto del doppio, che è formato CD, quindi piccolo e non ingombrante, trovate anche tutte le altre informazioni sulle versioni originali, data ed eventuale album dove appariva). Mickey Raphael si aggiunge all'armonica e la coppia, con la super band alle loro spalle, realizza una versione da sogno di questa stupenda canzone. Non sempre e comunque amo quello che Willie Nelson produce ma quando la ispirazione lo coglie è sempre un grande.
18) Willie Nelson, Kris Kristofferson, Shooter Jennings, Jamey Johnson - Highwayman
Degli originali ne sono rimasti solo due, ma Shooter sostituisce il babbo Waylon Jennings con grande piglio e il vocione di Jamey Johnson sostituisce Johnny Cash con bravura per un brano che ci avvicina alla conclusione del concerto con un altro degli highlights della serata.
19) Full Ensemble - I Walk The Line
Tutto il cucuzzaro sul palco per il gran finale con una versione country-folk di un superclassico che vede tutti i musicisti alternarsi sul palco.
E qui finisce il concerto nella versione CD per restare negli 80 minuti canonici di durata (anche qualcosa meno). Ma negli extra del DVD oltre alla esibizione di Matthew McConaughey che recita e canta The man comes around, c'è anche una eccellente I Still Miss Someone di un ancora ispirato Willie Nelson, registrata durante le prove. Una serie di brevi interviste con tutti i partecipanti inframmezzate da qualche breve filmato preso dai suoi special televisivi, che proseguono nel segmento definito Walking The Line: The Making Of A Celebration. Un piccolo appunto: ma niente Rosanne e John Carter Cash? E pure Carlene Carter?
Per parafrasare il famoso "poeta televisivo" Paolo Bonolis, visto che a parte il promo iniziale YouTube non ci viene in soccorso, Ove possibile, s'ha da avere!
Bruno Conti
13:05 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Disco UFO, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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27/07/2012
80° Anniversario Della Nascita Di Johnny Cash. We Walk The Line: A Celebration Of The Music Of Johnny Cash DVD/CD - Blu-ray
We Walk The Line - A Celebration Of The Music Of Johnny Cash - Sony Legacy - CD/DVD o Blu-ray 07-08-2012
Quest'anno oltre al centenario di Woody Guthrie si festeggia anche l'80° Anniversario della nascita di Johnny Cash, avvenuta il 26 febbraio del 1932. Per questo motivo il 20 aprile al Moody Theater di Austin, Texas si è riunito un nutrito gruppetto di musicisti per festeggiare l'evento con un concerto sotto la direzione musicale di Don Was. Queste sono tutte le informazioni che vi servono e anche di più:
DVD/Blu-ray
Folsom Prison Blues - performed by Brandi Carlile
Get Rhythm - performed by Andy Grammer
I'm So Lonesome I Could Cry - performed by Amy Lee
Hey Porter - performed by Buddy Miller
Why Me Lord - performed by Shelby Lynne
Help Me Make It Through the Night - performed by Pat Monahan
It Ain't Me Babe - performed by Shelby Lynne and Pat Monahan
Sunday Morning Coming Down - performed by Jamey Johnson and Kris Kristofferson
Jackson - performed by Carolina Chocolate Drops
Wreck Of The Old 97 - performed by Rhett Miller
Ring Of Fire - performed by Ronnie Dunn
Cocaine Blues - performed by Shooter Jennings
Hurt - performed by Lucinda Williams
The Long Black Veil - performed by Iron & Wine
Big River - performed by Kris Kristofferson
Cry, Cry, Cry - performed by Sheryl Crow
If I Were A Carpenter - performed by Willie Nelson and Sheryl Crow
Highwayman - performed by Willie Nelson, Kris Kristofferson, Shooter Jennings and Jamey Johnson
I Walk The Line - performed by Full Ensemble
Bonus Features
I Still Miss Someone - rehearsal performance by Willie Nelson
The Man Comes Around - performed by Matthew McConaughey
Johnny Cash, His Life and Music – Artist interviews, Johnny Cash archival footage, more
Walking The Line: The Making of a Celebration - behind-the-scenes of the historic Johnny Cash 80th Birthday Concert Celebration
Il CD ha gli stessi brani ma in una diversa sequenza, l'uscita come riportato sopra è prevista per il 7 agosto, dovrebbe costare intorno ai 20 euro, euro più euro meno. Stranamente è prevista l'uscita in contemporanea anche per il mercato italiano, in questo caldo agosto, che discograficamente parlando è sempre un mese importante per le uscite sia in Inghilterra che, soprattutto, negli Stati Uniti.
Se ve lo volete sentire e ascoltare tutto ve lo comprate, dal video di presentazione sembra fantastico, buon divertimento!
Bruno Conti
11:07 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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30/06/2012
Il Talento " Dietro Un Velo"? Jess Klein - Behind A Veil
Jess Klein – Behind A Veil – Motherlode Records (solo sul suo sito) http://jessklein.com/ – 2012
Se siete stanchi di ragazzine delicate che cantano con voce delicata, ma preferite le ragazze grintose che hanno qualcosa da dire, mi permetto di consigliarvi (per chi non la conosce) Jess Klein, una bella e brava cantautrice di area “bostoniana” (un bacino molto prolifico per la canzone d’autore americana). La ragazza, nata a Rochester (New York), è molto versatile: ha dipinto, ha preso lezioni di danza classica, ha suonato il clarinetto, ha scritto racconti e ha sempre canticchiato. Nel 1995 Jess decise di trascorrere un annetto in Giamaica, e il padre (deceduto quest’anno dopo una lunga battaglia con la SLA) le regalò per l’occasione la sua vecchia chitarra acustica, che ha portato Jess Klein a scoprire un interesse più importante degli altri e a dedicarsi interamente al “songwriting”. Per farla breve da Kingston a Boston il passo non è breve, ma nemmeno impossibile, e la Klein diventa in poco tempo una delle beniamine musicali della città, tanto è vero che per Draw Them Near (2000) l’album del vero debutto si muove la “crema” della città stessa (Ken Coomer batterista dei Wilco, Paul Kolderie dei Morphine, George Howard e David Henry per la produzione. Negli anni a seguire la Klein, con alti e bassi, incide lavori come Strawberry Lover (2005), City Garden (2006), un rarissimo Live House Of Satisfaction (2007), e l’ottimo Bound To Love (2009).
Trasferitasi da Boston a Austin, Jess per Behind A Veil (con produttore esecutivo un certo Phil Collins, sarà lui, non credo!) si avvale dei migliori “talenti” del posto, tra i quali Bill Masters alle chitarre e banjo, Mark Addison al basso e piano, Jeremy Bow batteria e percussioni, Rick Moore al sax, e le coriste Wendy Colonna e Noelle Hampton, per canzoni che nei testi risentono inevitabilmente degli ultimi eventi sfavorevoli della sua vita (oltre alla morte del padre, anche la separazione dal suo compagno).
L’inizio con la “title-track” Behind A Veil è uno dei più promettenti, ritmo, chitarre taglienti, voce sofferta, una canzone così perfetta che se fossi un dj radiofonico non me la lascerei scappare. Con Wilson Street Serenade si viaggia dalle parti del “soul”, una ballata incantevole con il controcanto di Wendy e Noelle. Lovers And Friends inizia con una acustica vecchio stile, supportata da un banjo, una batteria avvolgente, con un crescendo e un cantato convinto. Ancora meglio la successiva Beautiful Child, una ballata da brividi con la voce di Jess che segue la melodia dell’arpeggio della chitarra. Splendida. La seguente Tell Me This Is Love è un brano dal “riff” rockeggiante con batteria e tastiere in evidenza, mentre Riverview dimostra che l’interprete conta, quando la voce valorizza un brano dall’arrangiamento scarno (batteria e banjo). Un intro particolare apre Simple Love una ballata superba, con un ritornello che ti entra in testa, cantato con grande passione e convinzione, un brano che rimarrà a lungo nelle orecchie e nel cuore. Mona è più elettrica, ricorda gli esordi della Klein, mentre A Room Of Your Own e Unwritten Song sono canzoni più “normali”, forse troppo artificiose.
Un disco ben fatto ed equilibrato che conferma il talento di Jess Klein, dotata di una voce morbida e avvolgente, un autrice che, come ha sottolineato l’autorevole rivista musicale “No Depression” cavalca un suono rock-mainstream, non ha forse una personalità straripante, ma trovando parecchie affinità con le colleghe Catie Curtis, Kathleen Edwards, Brandi Carlile, Shannon McNally, Gina Villalobos, e soprattutto Lucinda Williams, contribuisce alla rinascita del rock d’autore al femminile. Consigliata a tutti gli amanti delle cantanti che sanno dare emozioni.
Tino Montanari
19:14 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Non tutti sanno che..., Ospiti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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20/06/2012
1001, Forse. Solo Una Bella Canzone! Brandi Carlile & Mike McCready
Mi sono imbattuto casualmente in questo video, caricato evidentemente da un fan di Mike McCready dei Pearl Jam che non sa che Brandi Carli(s)le si scrive senza S e quindi il filmato è stato visto solo da 19 persone. Ed è un peccato perché si tratta di una ottima cover acustica di Wild Horses degli Stones, una delle migliori che mi è capitato di sentire della brava cantante americana e anche in questo caso non essendo riportato nella descrizione del video il titolo del brano uno ci potrebbe arrivare solo per caso.
Visto che nel conteggio dei Post questo potrebbe non essere il 1001 se non contiamo anche l'editoriale di apertura del 31 ottobre 2009 che era curato dagli editori del Blog di allora, ho pensato di aggiungere questo "In Breve" per arrivare a mille ed è anche l'occasione per ascoltare (e vedere) una bella canzone!
Bruno Conti
11:58 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, In Breve, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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03/06/2012
Soddisfacente! Brandi Carlile - Bear Creek
Brandi Carlile - Bear Creek - Columbia Records
Ci sono degli artisti che si ascoltano, ed eventualmente si acquistano, a prescindere! Perché sono bravi e quindi sai già che sui loro dischi troverai buona musica e Brandi Carlile fa parte di questa categoria. Bella voce, facilità di scrivere canzoni, un genere che abbraccia il meglio di quello che la musica di qualità ha prodotto nell'era dei cosiddetti singer-songwriters, poi, volendo, uno può discutere la sua discografia disco per disco e financo canzone per canzone, ma prima si vanno a vedere e sentire i contenuti poi eventualmente li si discute e alla fine non si rimane mai completamente delusi o perché no, a seconda dei casi, soddisfatti in quanto "un comunque sì" lo meritano solo quelli di talento e in questo caso ce n'è in abbondanza!
Dopo l'inizio in sordina (ma buono, per i tipi di All Music Guide addiritttura il suo migliore) dell'esordio omonimo Brandi Carlile del 2005, la nostra amica ha fatto il botto, a livello di critica e di successo, con il secondo album The Story, prodotto da T-Bone Burnett, che viene considerato all'unanimità il suo "capolavoro". Poi da quel punto i pareri si dividono: la sua casa discografica ci crede e le affianca un altro pezzo da 90 come Rick Rubin (per la verità meno efficace del suo predessore), per produrre il successivo Give Up The Ghost che spacca la critica musicale. Chi lo considera una (parziale) delusione, chi lo osanna forse perfino troppo, ma il disco, sicuramente più discontinuo del precedente, ha in ogni caso alcune belle canzoni e la conferma come una della cantautrici migliori delle ultime generazioni, forse quella in grado di incarnare meglio lo spirito dei grandi del passato, eclettica e non etichettabile in un genere specifico. Anche il successivo Live At Benaroya Hall With The Seattle Symphony è stato soggetto di pareri diversi (e comunque un disco con un'orchestra sinfonica che è arrivato fino al 14° posto delle classifiche americane non deve essere proprio malvagio): chi lo ha definito "pomposo" e magniloquente, troppo ridondante nei suoi arrangiamenti orchestrali ed altri, compreso il sottoscritto, a cui è piaciuto sia per i contenuti che come una sorta di riassunto riveduto e corretto della prima parte della sua carriera from-seattle-with-love-brandi-carlile-live-at-benaroya-ha..., che non comprende solo i tre album citati, ma nella prima parte degli anni 2000 ha prodotto una serie di EP, dal vivo e in studio, ricchi di cover e sorprese.
Anche per questo nuovo album Brandi Carlile si è ispirata, almeno per la scelta dell titolo, a uno dei suo idoli assoluti, Elton John, che quando registrò ai Chateau d'Hèrouville Studios chiamò quel disco Honky Chateau (é quello con Rocket man); Brandi si è detta, visto che è una delle poche scelte che la casa discografica mi lascia fare, scegliere il titolo, perché non chiamarlo Bear Creek, dal nome dello studio di registrazione vicino a Seattle dove è stato realizzato l'album, suona anche bene! Quindi, in compagnia della nuova produttrice (e ingegnere del suono) Trina Shoemaker (vincitrice anche di Grammy con Sheryl Crow) e di 13 nuove canzoni, molte rodate da una lunga frequentazione dei palchi americani (nel resto del mondo purtroppo la si vede poco), dalla permanenza in quegli studi questo è il risultato che ne è scaturito.
E' un capolavoro? Probabilmente no, a parte per i fans e le fans più accanite! Forse neppure un grandissimo disco (lo diranno il tempo e ascolti più approfonditi) ma, di primo acchito, sicuramente, nel piattume generale (illuminato più spesso di quello che si pensa da improvvisi lampi di classe, intesa come buona musica, parlo in generale) fa la sua più che onesta figura. Brandi Carlile è accompagnata come sempre dai fidati gemelli Phil & Tim Hanseroth che scrivono con e senza di lei la quasi totalità dei brani, la batterista Allison Miller (con l'aggiunta di Matt Chamberlain in alcuni brani) e il cellista Josh Neumann a cui si aggiungono per l'occasione Dave Palmer alle tastiere e Jeb Bows della band di Gregory Alan Isakov al violino e mandolino.
I tredici brani spaziano dal country-folk speziato ed intenso dell'iniziale Hard Way Home che doveva essere il primo singolo, seguita da Raise hell, un brano che la Carlile esegue da molto tempo in concerto e quindi mi era già capitato di ascoltarlo in varie esibizioni su YouTube ma la versione in studio ha quel qualcosa in più fornito dal contrasto tra il mandolino, la struttura elettrica del brano, il battito di mani e quella coloritura quasi country-gospel fornita dalla bella voce di Brandi, definita dalla rivista Paste "The Best Voice in Indie Rock", ma io direi del rock in generale perché restringere le categorie. Save Part Of Yourself ha ancora questo spirito gospel fornito dai cori e dal ritmo marciante delle percussioni con il mandolino sempre in evidenza e qualche spruzzata di archi qui e là.
That Wasn't Me è il primo singolo tratto dall'album: si tratta dell'unica ballata pianistica scritta dalla sola Carlile e prende lo spunto da quelle classiche di Elton John del periodo di Tumbleweed Connection ed è inteso come un complimento perché il brano ha la maestosa serenità malinconica del grande cantautore inglese all'apice della sua carriera. Anche Keep Your Heart Young già un must delle esibizioni live qui acquista quell'aria country e paesana mutuata forse dalle frequentazioni con Kris Kristofferson che appare nel video di That Wasn't Me. 100 è un pezzo classico del suo repertorio, un brano rock dal ritmo incalzante (con echi alla U2) percorso anche dal suono del cello (e qualche violino) e dalle tastiere che coloriscono un suono più moderno e meno roots rispetto al resto dell'album. A Promise To keep con un bel fingerpicking acustico che mi ha ricordato il Paul McCartney acustico è una ballata malinconica dove piano e violoncello sono ancora in primo piano e si dividono gli spazi con la sua bella voce. I'll still be there è un altro brano tipico del suo repertorio, con aperture melodiche caratterizzate dal falsetto in alcuni momenti e con un bel assolo di fratello Tim.
What Did I Ever Come Here For è l'altra ballata pianistica del disco (ho mentito prima) ma scritta in questo caso non da Brandi ma dall'altro gemello Phil: si sente una ulteriore voce femminile di supporto che non so se è quella doppiata della stessa Carlile (il multitracking grande invenzione) o di qualche ospite (le sue amiche Indigo Girls?) mentre il cello si ritaglia uno spazio solista nella intensa parte centrale prima del gran finale. Piano e cello rimangono anche per la dolce e orecchiabile Heart's content forse un brano minore ma sempre piacevole, adatta ad eventuali usi per futuri spot o in serie televisive che spesso nel passato hanno utilizzato la musica della cantante americana. Rise Again è uno dei brani dalla struttura più rock, ancorché con la presenza del mandolino, già ascoltato spesso nelle esibizioni live, ricorda qualcosa degli U2 meno pomposi per il riff ricorrente e pressante della chitarra elettrica. In The Morrow ci riporta alle sonorità più rootsy dei primi brani di questo CD anche se con quel timbro antemico e corale che hanno molti brani di Brandi con il mandolino nuovamente in evidenza nella coda strumentale. Il finale è affidato a Just Kids una sorta di ghost-track esplicita, nel senso che non è una traccia nascosta ma appare dopo qualche decina di secondi di silenzio e poi si esplicita in una lunga introduzione strumentale "spettrale" tra tastiere e archi che introducono la voce "trattata" e ricca di eco e riverbero per questo omaggio alla nostalgia dei "vecchi tempi" (a 31 anni!) giovanili con un omaggio al melodramma sonoro di cantanti come Roy Orbison o Patsy Cline, qui modernizzati ma che sono nel DNA di Brandi Carlile.
Come direbbe Nero Wolfe (il ritorno televisivo mi ha stimolato vecchie ri-letture di Rex Stout): "Soddisfacente, Brandi!".
Bruno Conti
18:52 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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01/06/2012
Indirizzi Utili Da Condividere! Noisetrade.Com
Non credo di averne mai parlato (se non forse una volta di sfuggita) ma uno degli "indirizzi" interessanti da condividere è questo http://noisetrade.com/ Il sottotitolo recita "Thousands Of Albums, Completely Free. Completely Legal!". Di cosa si tratta esattamente? E' un sito dove moltissimi artisti da tutto il mondo lasciano a disposizione dei fans, loro o della buona musica in generale (ma anche cattiva volendo), una serie di dischi per il download, spesso in esclusiva, assolutamente gratis! L'ho scoperto quando Ed Abbiati dei Lowlands, ad inizio anno, mi aveva dato il link per scaricare il loro Live In Newport FM di cui vi avevo parlato nel Blog. Da allora ricevo regolarmente nella Posta elettronica delle mail che mi segnalano nuovi artisti che hanno inserito del materiale del sito.
Come funziona? Cliccate sul sito, cercate l'artista o gli artisti che vi interessano (e ce ne sono veramente migliaia), vi viene chiesto di inserire il vostro indirizzo mail e il CAP e, ma è assolutamente facoltativo, se volete lasciare una offerta per l'artista, senza nessun obbligo. A questo punto vi si apre un mondo davanti: nel senso che ricevete un ulteriore link nella posta con la possibilità di scaricare ciò che avete scelto. Spesso si tratta di album, EP o compilations con inediti tesi a fare da promo ad artisti noti, ignoti e sconosciuti. Quelle tre copertine che ho inserito sono tre esempi del campionario che è possibile trovare: quello di Brandi Carlile Bear Creek EP contiene tre brani dal vivo in studio non contenuti nell'album ed in esclusiva su Noisetrade. (Ed è il motivo di questo Post. Dovevo preparare la recensione del nuovo album di Brandi in uscita martedì prossimo 5 giugno ma il promo ha fatto cilecca, per cui non avendo il tempo di ascoltarlo entro la giornata, ho optato per questo Post "informativo", ma risolto il problema, entro domani o dopo la recensione arriva).
Il Live At Eddie's Attic dei Civil Wars, ad esempio, era in free download sul loro sito dal 2009 (ma bisognava saperlo) e quello dei Nada Surf è una compilation di brani creata appositamente per Noisetrade, con materiale vecchio e nuovo, raro o comune, che è un po' la caratteristica di tutta la musica che trovate su questo sito. Il grande vantaggio è che trovate tutto in unico luogo e ci sono centinaia di nomi assolutamente sconosciuti da "provare", che è praticamente il paradiso dell'appassionato.
Oggi mi sentivo in versione Buon Samaritano per cui "Felici Ascolti"!
Bruno Conti
18:51 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Carbonari, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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02/05/2012
Un Trio Per Giugno! Nuovi Album Per Brandi Carlile, Shawn Colvin E Mary Chapin Carpenter
Brandi Carlile - Bear Creek - Columbia - 05-06-2012
Shawn Colvin - All Fall Down - Nonesuch - 05-06-2012
Mary Chapin Carpenter - Ashes And Roses - Zoe/Rounder 12-06-2012
Visto che in questi giorni ho ricevuto le prime notizie (e altro) sulle uscite discografiche di tre delle migliori cantautrici in circolazione le condivido in anteprima con Voi.
Il 5 giugno uscirà il nuovo e quarto album di studio di Brandi Carlile Bear Creek che prende il titolo dagli studi dove è stato registrato (così ha potuto emulare il suo "idolo" Elton John che aveva fatto Honky Chateau). Sono tredici nuovi brani di cui alcuni già eseguiti dal vivo tra i quali Raise Hell, Keep Your Heart Young e il singolo That Wasn't Me. Brandi è accompagnata dal suo gruppo abituale con i gemelli Tim & Phil Hanseroth, chitarra e basso, la batterista Allison Miller e al cello Josh Neumann. Più Dave Palmer alle tastiere e Jeb Bows al violino e mandolino. Ospite in alcuni brani Matt Chamberlain alla batteria.
Lo stesso giorno per la Nonesuch esce il nuovo Shawn Colvin All Fall Down, ottavo album in questo caso, con un parterre di ospiti impressionante: Alison Krauss, Emmylou Harris, Jakob Dylan, Mary Chapin Carpenter, Bill Frisell, Viktor Krauss, Brian Blade, Stuart Duncan, and Julie Miller, tra gli altri. C'è anche Buddy Miller che oltre a suonare e cantare, produce il disco. Sono undici brani con alcune collaborazioni interessanti: oltre alle canzoni scritte con Viktor Krauss, Jakob Dylan e Bill Frisell ce n'è una firmata con Patty Griffin e tre con John Leventhal. Sembra molto promettente! Di Shawn Colvin, sempre nella stessa data, esce anche un libro di memorie Diamond In The Rough!
Tra l'altro la Colvin proprio in questi giorni è in tour negli Stati Uniti in duo acustico con Mary Chapin Carpenter che il 12 giugno pubblicherà per la Zoe/Rounder/Universal il nuovo album Ashes and Roses. Non c'è la foto della copertina perchè nelle notizie che mi hanno dato c'è scritto "not final artwork" e quindi rispettiamo. Però vi posso dire che il CD è prodotto dalla stessa Carpenter con Matt Rollings che suona anche le tastiere, chitarre affidate come di consueto a Duke Levine, Russ Kunkel alla batteria, Glenn Worf al basso e Mac McAnally e Kim Keys alle armonie vocali. Sono tredici brani tra cui un bellissimo duetto con James Taylor Soul Companion. Come faccio a saperlo? L'ho sentito! Recensione in tempi ragionevoli, qualche giorno prima della data di uscita.
Attendiamo fiduciosi.
Bruno Conti
20:32 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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15/12/2011
I Migliori Dischi Del 2011! Un Anno Di Musica, Bis
La prima lista dei migliori del 2011, quella "ufficiale" dei canonici 10 che poi apparirà anche sul Buscadero l'ho pubblicata i-migliori-dischi-del-2011-un-anno-di-musica.html, ma come promesso o minacciato mi ero riservato di ampliarla con tutto il resto che mi è piaciuto musicalmente in questo anno che sta per finire. Dopo aver partorito quella lista in seguito a lunghe "agonie" subito me ne sono venuti in mente a decine altri che avrebbero meritato (aiutato dal mio "collega" che vedete ad inizio Post) e in qualità di "duce unico", amministratore e compilatore del Blog ve le sparo giù, magari a rate, tenendo a parte le categorie Box, Ristampe e Outsiders, e senza dimenticarmi della promessa di pubblicare il meglio delle varie riviste di settore. L'avvertenza è anche quella di non fare dei Post troppo lunghi (per quanto graditi da chi legge) e di non caricare troppi video e immagini che rendono la pagina "pesante" per chi non ha una buona connesione Internet, quindi cerco di dividere il "Best Of the Rest" magari in ordine cronologico come si è presentato durante l'anno, partiamo. Ah, dimenticavo, ringrazio e apprezzo complimenti ma anche eventuali critiche che appaiono nei Commenti, leggo tutto anche se non sempre rispondo e vi rinnovo l'offerta se volete pubblicare i vostri "migliori dell'anno" nell'ambito musicale.
Il primo disco molto bello dell'anno, e che avrei inserito tra i Top 10, è stato quello degli Over The Rhine The Long Surrender...
Gregg Allman - Low Country Blues
Sean Rowe - Magic
North Mississippi Allstars - Keys To Kingdom
Amos Lee - Mission Bell
Brandi Carlile - Live At Benaroya Hall
Paul Simon - So Beautiful Or So What (Collector's Edition), così ne approfitto per ricordarvi questa ulteriore versione doppia, dopo la normale e la Deluxe uscite ad Aprile, a metà Novembre è uscita un ulteriore versione con un DVD con 5 brani registrati dal vivo alla Webster Hall di New York con So Beautiful or So What," "Dazzing Blue," "The Afterlife," "Mother and Child Reunion," e "Slip Slidin' Away." E che caspita!, non si può comprare 18 volte lo stesso disco! O sì?
David Bromberg - Use Me
Dave Alvin - Eleven Eleven
Questo però nei migliori dieci lo dovevo mettere! Se volete potete considerare questo Post anche come un "consiglio per gli acquisti natalizi" o come quelle compilations che una volta si facevano in cassetta e poi in CD e ora sull'Ipod, il piacere di consigliare agli amici!
Fine della prima rata, a seguire...
Bruno Conti
14:16 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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12/12/2011
Questo E' Il Best Of 2011 Visto Dal Piemonte!
Questo è il meglio del 2011 secondo i gusti di Marco Verdi, altro collaboratore del Blog, con annessi e connessi, quisquiglie e pinzillacchere, ecco qua, come al solito ho inserito qualche video e copertina!
Bruno Conti
I DIECI DISCHI DELL'ANNO:
THE DECEMBERISTS: The King Is Dead
THE LOW ANTHEM: Smart Flesh
FLEET FOXES: Helplessness Blues
WILLIE NELSON: Remember Me, Vol. 1
BRANDI CARLILE: Live At Benaroya Hall
WARREN HAYNES: Man In Motion
CHRIS ISAAK: Beyond The Sun
STONEWHEEL: Feel Like Yesterday
VV.AA: This One's For Him: A Tribute To Guy Clark
RYAN ADAMS: Ashes & Fire
QUELLI CHE...PER UN PELO (o come si diceva una volta, i "dischi caldi"):
LOU REED & METALLICA: Lulu
MARIANNE FAITHFULL: Horses And High Heels
JUNE TABOR & OYSTERBAND: Ragged Kingdom
NORTH MISSISSIPPI ALL STARS: Key To The Kingdom
GEORGE THOROGOOD: 2120 South Michigan Avenue
TOM RUSSELL: Mesabi
DAVID BROMBERG: Use Me
NEIL YOUNG: A Treasure
GREGG ALLMAN: Low Country Blues
RISTAMPE DELL'ANNO:
THE BEACH BOYS: Smile
THE WHO: Quadreophenia
THE ROLLING STONES: Some Girls Deluxe
DVD DELL'ANNO:
GEORGE HARRISON: Living In The Material World, by Martin Scorsese
CANZONI DELL'ANNO:
"Apothecary Love" dei Low Anthem
"The Love That Faded" di Bob Dylan
(NDB, in effetti erano 500 anni che Bob Dylan non cantava così bene!).
DELUSIONI DELL'ANNO:
I due tributi a BUDDY HOLLY
ROBBIE ROBERTSON: How To Become Clairvoyant
BUDDY MILLER: The Majestic Silver Strings
PREMIO "SOLA" 2011:
Le ristampe dei QUEEN
Marco Verdi
P.S. Devo dire che il Live At Benaroya Hall di Brandi Carlile non è piaciuto solo a me. A parte un altro collaboratore del Buscadero è piaciuto a molti. E nelle mie prossime liste aggiunte dei migliori lo troverete.
Bruno Conti
00:22 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Non tutti sanno che..., Ospiti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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24/11/2011
Nuove Facce E Nuovi "Talenti" Dagli States. Star Anna And The Laughing Dogs - Alone In This Together
Star Anna And The Laughing Dogs – Alone In This Together – 638 Records/Monkeywrench
Esiste un gran movimento nell’area femminile della musica americana. soprattutto nel circuito indipendente, che purtroppo assicura una visibilità minore e una esposizione limitata ai mezzi di comunicazione di massa, fortunatamente bilanciata dall’avvento di Internet e similari. Così capita spesso di dover ascoltare artisti e personaggi sconosciuti che per fortuna siamo poi in grado di segnalare, aprendo un piccolo spiraglio per una relativa notorietà. Questo è il caso di Star Anna and The Laughing Dogs, giovane cantautrice con il suo gruppo, nata e cresciuta nella piccola città di Ellensburg (WA), che fin dalla tenera età di undici anni inizia a prendere lezioni di batteria, a sedici impara a suonare la chitarra, poi a scrivere canzoni e suonare nei locali e caffetterie, a diciotto forma con amici, nel suo primo anno di matricola, una band “metal punk”, e dopo alcuni anni di apprendistato musicale, debutta nel 2008 con Crooked Path disco autoprodotto, come il successivo bellissimo The Only Thing That Matters del 2009.
Accompagnata dai fidati Laughing Dogs, Justin Davis alle chitarre, Travis Yost alla batteria, Keith Ash al basso e Ty Bailie all’organo, Star Anna che mi ricorda la Brandi Carlile degli esordi, ( il talento è più o meno lo stesso) è una musicista completa, suona la chitarra, canta con grinta, scrive canzoni di polso, ma sa anche scrivere melodie gentili, brani folk e canzoni roots., e ora con questo lavoro, cerca la definitiva consacrazione.
Basterebbe Shine la canzone iniziale, per capire di che stoffa è fatta, una ballata con un inizio dolce ma dal ritornello elettrico bello e fiero. Anche For When I Go è una rock ballad intensa, con la chitarra protagonista, cantata con forza. Alone In This Together è un altro brano lento, interiore, dal ritornello potente che uccide, cui fa seguito una Bird Without Wings deliziosa canzone di chiaro stampo folk, una di quelle melodie nitide e cristalline che si stampano in testa e non ne escono più. La ritmata Time dimostra l’affiatamento del gruppo con i pregevoli assoli di chitarra di Justin, per tornare alla lenta e sofferta Gold and Silver con una bella base melodica e con una parte cantata struggente.
Wolves in Disguise sempre in ambito folk-rock, dimostra l’altra faccia della sua musica, con un innato senso del rock. Just Leave Me There è un’altra piccola gemma, una ballata lenta giocata su poche ma ben costruite note, una strumentazione raccolta, cantata con sofferenza da Anna, per la canzone migliore del disco. Si ritorna alla normalità con Don’t Go Yet, elettrica ma di chiaro stampo “folkie”, seguita da High Water dove l’organo di Ty Bailie disegna note che rimandano ai “favolosi” anni settanta. Chiude il CD la “title track” in versione Radio Edit.
La ragazza che annovera tra i suoi fans gente del calibro di Mike McCready dei Pearl Jam e Duff McKagan dei Guns ‘N’ Roses, merita molta, molta più attenzione di tante esaltate e celebrate “stars”, una nuova cantautrice si affaccia sulla scena USA e credetemi, bisogna darle un ascolto.
Tino Montanari
12:27 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Ospiti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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