28/04/2013

Altra Piccola "Fregatura"! Beach Boys - Live The 50Th Anniversary Tour

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The Beach Boys - Live the 50th Anniversary Tour - Capitol(Universal) 2 CD - 21-05-2013

Già l'anno scorso i fans dei Beach Boys non erano stati felicissimi del DVD 50 Live In Concert che conteneva "ben" 21 brani tratti dal tour della reunion del 2012, considerando che quasi in ogni serata venivano eseguite almeno una cinquantina di canzoni. Adesso esce anche il doppio CD, dove le cose vanno un po' meglio e i brani inseriti sono 41. Ma non era proprio possibile pubblicare un concerto nella sua intererezza? Forse è per questo che nella foto di copertina sono ripresi di spalle, si vergognano? "God Only Knows". In ogni caso ecco la lista completa del contenuto:

Disc: 1
1. Do It Again
2. Little Honda
3. Catch a Wave
4. Hawaii
5. Don't Back Down
6. Surfin' Safari
7. Surfer Girl
8. The Little Girl I Once Knew
9. Wendy
10. Getcha Back
11. Then I Kissed Her
12. Marcella
13. Isn't It Time
14. Why Do Fools Fall In Love
15. When I Grow Up (To Be a Man)
16. Disney Girls
17. Be True To Your School
18. Little Deuce Coupe
19. 409
20. Shut Down
21. I Get Around

Disc: 2
1. Pet Sounds
2. Add Some Music To Your Day
3. Heroes and Villains
4. Sail On, Sailor
5. California Saga: California
6. In My Room
7. All This Is That
8. That's Why God Made The Radio
9. Forever
10. God Only Knows
11. Sloop John B
12. Wouldn't It Be Nice
13. Good Vibrations
14. California Girls
15. Help Me Rhonda
16. Rock and Roll Music
17. Surfin' U.S.A.
18. Kokomo
19. Barbara Ann
20. Fun, Fun, Fun

E non sarà neppure al prezzo di 2 x 1, per reclami rivolgersi a Brian Wilson, Mike Love, Al Jardine, Bruce Johnston & David Marks!

Bruno Conti

P.S. Oggi per problemi tecnici, Post breve e veloce, per fortuna tengo sempre qualche news di scorta!

29/03/2013

Piano Songs Confidenziali! Ed Harcourt - Back Into The Woods

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Ed Harcourt – Back Into The Woods – Kid Gloves Music – 2013

C’è stato un periodo tra il 2000 e il 2003, nel quale Ed Harcourt era anche più di una promessa per quanto riguardava il cantautorato pop: infatti l’EP Maplewood (2000) e i primi due album Here Be Monsters (2001) e From Every Spere (2003) sono state gemme preziosissime nell’ambito del folto panorama musicale inglese. Il terzo lavoro Strangers (2004) e i successivi The Beautiful Lie(2006) e Lustre (2010) sono stati episodi meno convincenti, rispetto alle attese degli addetti ai lavori. Agli esordi Ed giovane e talentuoso, si presentava con un “cocktail” di brani davvero gustoso, un misto di pop, ballate soul, songs confidenziali e richiami jazz, il tutto realizzato con gli strumenti suonati da lui stesso. Con questo Back Into The Woods il nostro cambia ancora le carte in tavola, e sotto la produzione di Pete Hutchings si è chiuso fra le mitiche pareti dello Studio Due di Abbey Road, e tutto in una notte (per ridurre al minimo i costi), in quasi totale solitudine, ha registrato questi nove pezzi inediti solo con la sua voce, piano e chitarra, niente basso e batteria e qualche arrangiamento d’archi e cori.

Il risultato è formalmente atipico, ma capace di sorprendere per eclettismo, con la rallentata tenue morbidezza dell’iniziale The Cups & The Wane, il delicato violino della moglie Gita in Hey Little Bruiser, i cori di Wandering Eye, la ballata notturna Murmur In My Heart, la melodia toccante di Back Into The Woods, proseguendo con la “beatlesiana” Brothers & Sisters, l’amabile ballata The Pretty Girls, la calda tranquillità di Last Will & Testament e chiudere poi con una The Man That Time Forgot malinconica e sentimentale che ricorda un po’ Tom Waits.

Con questo Back Into The Woods Ed Harcourt, dimostra di aver frequentato con molto profitto “l’università dei songwriters” di gente come Brian Wilson e Randy Newman, specialmente quando si tratta di metter giù melodie e armonie che, fin dal primo ascolto, catturano e affascinano, con canzoni che entrano in ritmo e sintonia con il nostro battito del cuore.

Tino Montanari

04/06/2012

Ritorno Al Futuro! Beach Boys - That's Why God Made The Radio

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Beach Boys - That's Why God Made The Radio - Capitol/EMI

Se questo sarà il loro canto del cigno hanno deciso di andarsene con grande dignità, insomma non siamo di fronte ad un "We're Only In It For The Money" di Zappiana memoria o almeno non solo, il testo del brano Spring Vacation ad un certo punto recita "We're back together, easy money", e non casualmente lo canta Mike Love, il cugino di ritorno all'ovile di famiglia dopo più di venti anni di carte bollate. Ed è stato calcolato che il tour mondiale della reunion per il 50° anniversario del gruppo, dovrebbe fruttare ai Beach Boys qualcosa come 45 milioni di dollari (che anche in euro fa una bella cifra). Però poi ascolti la musica e ti dici, accipicchia (o cazzarola) sono ancora bravi, quelle armonie sono fantastiche e sai una cosa, anche le canzoni non sono male, questo Brian Wilson (con Lennon/McCartney) è stato il vero "King Of Pop".

L'album è proprio una sorta di "Back To The Future", 12 brani per un totale di 39 minuti come si usava ai tempi d'oro del LP, anche se, paradossalmente, i Beach Boys non mai stati una band da album finché Brian Wilson non ha sviluppato una (in)sana competizione con i loro rivali d'oltreoceano, quei quattro tipi di Liverpool, che prima ha prodotto quel capolavoro assoluto che si chiama Pet Sounds e poi, invece di Smile, una lunga discesa all'inferno per Brian Wilson stesso. Ma anche negli anni agli inizi della sua lunga malattia mentale, i Beach Boys hanno prodotto alcuni dischi come Surf's Up e Holland che erano proprio degli album e non delle raccolte di singoli.

Per questa, forse (toccatevi pure, avete il permesso), ultima avventura, eccoli di nuovi uniti insieme: c'è Mike Love, il cantante e "cugino", Brian Wilson, il creatore di mini-sinfonie e "genio", c'è Al Jardine, il chitarrista ritmico e occasionale cantante e, curiosamente, il suo temporaneo rimpiazzo dell'epoca, David Marks. E per finire, Bruce Johnston, entrato nel gruppo nel 1965, cantando California Girls, per sostituire Glenn Campbell, autore poi di una brillantissima carriera solista. Non ci sono gli altri due "Ragazzi di Spiaggia", quello vero, il surfista, batterista e bello ufficiale, lo sfortunato Dennis Wilson e Carl Wilson, la chitarra solista, quello che ha cantato (con gli altri, come sempre) Good Vibrations e God Only Knows, e questo basterebbe ampiamente. Completano la formazione i musicisti della band di Brian Wilson che in questi anni 2000 della sua "resurrezione artistica" gli hanno consentito di completare Smile e di realizzare una serie di buoni album come solista.

Ma insieme sono un'altra cosa: i brani sono tutti più che soddisfacenti, a partire dal singolo, That's Why God Made The Radio, che è perfetta per tutte le radio e per tutte le estati prossime, da qui all'eternità, ma sono i brani all'inizio e alla fine che fanno la differenza. La breve Think About The Days, una mini sinfonia vocale senza parole ma che voci, ragazzi! E la trilogia finale, una piccola suite che parte con From There To back Again, scritta da Brian e cantata divinamente da Al Jardine che ci riporta agli splendori dell'epoca dell'oro, poi a seguire Pacific Coast Highway una breve ballata cantata da Brian con le armonie degli altri ragazzi e un arrangiamento a cura di Paul Mertens che è geniale nella sua perfezione. Conclude la trilogia e l'album, la bellissima Summer's Gone una canzone di una bellezza struggente, malinconica e matura che sfuma sui rumori della risacca e di una spiaggia alla fine di una giornata o di una vita. In mezzo ci sono tante altre belle canzoni, tra cui una Daybreak Over The Ocean che è l'occasione per gustare la voce di Mike Love, che non ha perso il vecchio splendore, specie quando è circondato da quelle armonie vocali che hanno fatto la storia della musica pop.

Qualcuno dirà, niente di nuovo, ma averne di gruppi che fanno della musica "vecchia" così bene, per una volta ancora; gli altri brani sono forse meno validi (ma forse), comunque lascio a voi la scoperta, ci potrebbero essere ulteriori piacevoli sorprese e zero ciofeche ( a differenza di altri album senza Brian), sarà solo musica pop ma che classe.

Bruno Conti

25/04/2012

Segnali Di Vita Dal Pianeta Beach Boys! That's Why God Made The Radio.

Ieri è partito il tour dei Beach Boys, quello per festeggiare la reunion per i 50 anni di attività, la prima data era Tucson, Arizona e il 26 luglio saranno anche Roma alle Capanelle e il giorno successivo all'Arena di Milano. Con Mike Love e Brian Wilson e il resto della "famiglia" (chi c'è ancora, mancano all'appello Carl & Dennis Wilson), riuniti per la prima volta. Probabilmente il 5 giugno uscirà il nuovo album che non ha ancora un titolo definitivo ma è quasi pronto e mixato: si sarebbe dovuto chiamare That's Why God Made The Radio, che titolo! Ma hanno detto che era troppo lungo e difficile da ricordare, peccato! Rimane il titolo del primo brano che anticipa l'uscita dell'album e se il buongiorno si vede dal mattino, da quello che si può ascoltare nel video qui sopra...

Prima ancora, solo in America, e solo nei negozi della catena WalMart, il 1° Maggio uscirà una "The Beach Boys 50th Anniversary Commemorative 'Zine Pack", una confezione con un libretto di 72 pagine con foto rare e nuove interviste realizzate per l'occasione, cartoline da collezione più un CD con 11 brani tra cui una versione di Do It Again incisa appositamente. Se avete amici o parenti negli States...

Bruno Conti

27/12/2011

I Migliori Dischi Del 2011 - Quater: Outsiders E "Gravi" Dimenticanze!

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Pensa che ti ripensa mi sono accorto che l'avevo fatta grossa, avevo dimenticato alcuni dei dischi migliori di questo 2011 che si avvia alla conclusione, oltre a quegli "outsiders" personali che ogni anno vi propongo. Poi è bello, quater sembra dialetto milanese. Con questa lista arriviamo a quella cinquantina di titoli che tutte le "testate musicali" serie propongono ai propri lettori per meditare su quanto accadde nel 2011, musicalmente parlando, del resto ce ne siamo accorti purtroppo. Ecco i dischi e alcuni filmati esplicativi (mancano ancora i cofanetti, è una promessa non una minaccia):

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 Ry Cooder - Pull Up Some Dust And Sit Down - Nonesuch  Questa, in effetti, è una grossa dimenticanza, per molti sarà tra i Top 10 dell'anno. Grande disco, anche risentito oggi.

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The Black Keys - El Camino - Nonesuch Questo semplicemente è uscito all'ultimo momento, mi era sfuggito. Sarà un caso che sono della stessa etichetta? Little Black Submarines con il suo effetto quiet/loud alla Stairway To Heaven è un bellissimo brano.

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Gillian Welch - The Harrow And The Harvest - Acony Records Anche questo disco probabilmente doveva entrare nei Top Ten. Ma come ho detto in un altro Post sono solo 10, quindi dovrei inventarmi l'escamotage di una ventina di Ex Aequo per risolvere il problema. Ci penserò per l'anno prossimo. Diciamo il miglior disco acustico!

 

 

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The Blues Project - Projections - Sundazed  E questo? Migliore ristampa "singola" dell'anno. D'altronde gli ho dato pure 4 stellette sul Buscadero, Disco Consigliato, quasi una pagina di recensione e poi lo dimentico. Suono un po' "datato", ma che disco, ragazzi!

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Murray McLauchlan - Human Writes - True North  Uno dei migliori cantautori canadesi di sempre torna ai livelli degli anni '70. Questi...

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Christy Moore - Folk Tale - Sony Music  Questo signore non ne sbaglia uno! Se non ci fosse stato il disco di June Tabor con la Oyster Band, miglior disco di folk britannico, irlandese per la precisione, dell'anno.

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Brian Wilson - In The Key Of The Disney - Walt Disney/EMI  Lo so che il mondo non è fatto di "se", ma se non lo avessero fatto uscire a una settimana dalla ristampa di The Smile Sessions avrebbe avuto ben altro risalto. Moolto bello!

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Rita Chiarelli - Music From The Big House - Mad Iris Music  Miglior disco registrato in una prigione. Voi mi direte "ma non ne hanno fatti altri"! Non importa, anche se li avessero fatti sarebbe stato lo stesso il migliore nella categoria.

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Chuck Ragan - Covering Ground  L'hanno segnalato in molti tra le "sorprese dell'anno, mi accodo. Un vero "outsider". In questo brano c'è anche Brian Fallon dei Gaslight Anthem, a proposito di solito non consiglio le uscite solo "digitali" ma iTunes Session dei Gaslight Anthem è veramente formidabile.

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 Lisa Hannigan - Passenger - Hoop Records  Altro disco preso sottogamba, una delle sorprese femminili dell'anno quasi alla pari con quello di Laura Marling. Come diceva Qualcuno, "se sbaglio mi corrigerete"!


 

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Waterboys - An Appointment With Mr. Yeats - Proper Records  Uno dei "ritorni" dell'anno. Non avrei detto!

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Johnny Winter - Roots - Megaforce  Il "vecchio" Leone del blues ruggisce ancora, da solo e in compagnia.

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Wilco - The Whole Love - dpBm/Anti  Altra "clamorosa" dimenticanza. Scusa Jeff.

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Lydia Loveless - Indestructible Machine - Bloodshot  La "promessa" femminile dell'anno. Se volete approfondire, nel Blog li trovate tutti, basta che usiate la funzione Cerca che funziona benissimo e vi si apre un mondo intero.

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Martin Simpson - Purpose + Grace - Topic  Secondo disco folk dell'anno, lì a uno zinzinello da Christy Moore, rappresentante per il Regno Unito.

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Horrible Crowes - Elsie - Side One Dummy Records  Altra gradita sorpresa. Un anno laborioso per Brian Fallon. Disco che cresce alla distanza

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Jeff Bridges - Jeff Bridges - Blue Note  Disco che ha diviso la critica. Osannato o trascurato. Propenderei per la prima ipotesi.

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Steve Cropper - Dedicated - Fontana  E il "Colonnello" come ho fatto a dimenticarlo? Boh!

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Romy Mayes - Lucky Tonight - Me And My Records  Miglior disco dal vivo dell'anno con sole canzoni nuove. Non ne hanno fatti altri? Vale lo stesso discorso di Rita Chiarelli.

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Josh T. Pearson - Last Of The Country Gentlemen - Mute  Last but not least, il prototipo del perfetto Outsider. E anche un gran bel disco.

Mi sono dilungato? Mi sono dilungato! E chi se ne frega, come disse Napoleone a Waterloo (licenza storica). Avrei potuto parlarvi dei nuovi dischi di Kathleen Edwards e Ringo Starr che sto ascoltando in questo periodo, ma se li recensisco con troppo anticipo poi mi sparano. E allora mi chiedo perché diavolo me li mandano?

Mancano i cofanetti. Promesso!

Bruno Conti

21/10/2011

Novità Di Ottobre Parte III (Con Recupero). Coldplay, Brian Wilson, T-Bone Burnett, Tom Waits, Cowboys Junkies, Black Country Communion, Noel Gallagher, Chris Isaak, Jane's Addiction, Eccetera

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Trascuro un attimo la rubrica sulle uscite e se ne accumula subito un bel quantitativo. Per cui anche questa settimana razione doppia: uscite del 25 ottobre e recupero delle principali del 18 ottobre.

Partiamo con i Coldplay che con Mylo Xyloto tornano alle loro sonorità abituali dopo che con il precedente Viva La Vita Or Death prodotto da Brian Eno si erano lanciati in territori più "avventurosi". Eno è sempre co-produttore del disco e ha partecipato alla composizione di un paio di brani ma la presenza di Rihanna in Princess Of China è abbastanza significativa. Evidentemente la Parlophone/EMI ha chiesto un incremento delle vendite, anche se le critiche preventive all'album sono state quasi tutte abbastanza positive a parte i nemici del NME che gli hanno dato 5 (ma non stellette, come a scuola). Come curiosità, l'ultimo brano Up With The Birds campiona un brano di Leonard Cohen che quindi è stato indicato come co-autore. Seconda curiosità, il disco in Giappone è già uscito il 19 ottobre e ha tre bonus-tracks registrate dal vivo a Glastobury 2011.

Dopo il progetto dedicato a Gershwin, Brian Wilson ha scelto un'altra icona della musica americana, magari meno nobile, e il nuovo album si chiama In The Key Of Disney ed esce, ovviamente, per la Disney/EMI il 25 otttobre una settimana prima delle varie edizioni (megabox incluso) che verranno dedicate a Smile dei Beach Boys di cui vi parlerò la settimana prossima. Quindi ancora pochi giorni e ve ne potrete andare per casa canticchiando Heigh Ho (Biancaneve), When You Wish Upon A Star (Pinocchio), Can You Feel The Love Tonight? (Re Leone) e tante altre classiche canzoni tratte dai cartoni animati più famosi nelle versioni "originali" di Brian Wilson. Le versioni spesso sono "geniali"!

L'uscita del nuovo Tom Waits Bas As Me ve l'avevo anticipata già da un paio di mesi ma da martedì 25 sarà una realtà, ovviamente in più versioni. C'è la versione "normale" singola con 13 brani, quella doppia con 16 brani + libretto speciale e infine la versione in vinile con 13 brani con codice accluso per il download dei brani (non so se la edizione deluxe da 16). Il tutto è scritto da Tom Waits e Kathleen Brennan come di consueto ed esce per la Anti Records. Ci sono una valanga di ospiti: da David Hidalgo dei Los Lobos a Charlie Musselwhite, da Keith Richards a Augie Meyers, Les Claypool dei Primus, oltre agli immancabili Marc Ribot e Larry Taylor.

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Questa settimana è uscito il debutto di quello che comunemente viene definito il fratello "bravo" degli Oasis, ovvero Noel Gallagher's High Flying Birds, etichetta Sour Mash Records, c'è in CD, LP e digital download. In Irlanda è già al primo posto e in Giappone al 5°

Chris Isaak a distanza di 15 anni da Baja Sessions pubblica nuovamente un album tutto di cover, il titolo è Beyond The Sun e si dice che sia uno dei suoi migliori di sempre. L'etichetta è la Vanguard Records: versione singola con 15 brani, versione Deluxe doppia con 26 brani e, per la serie "i Misteri della Discografia", in Australia è uscita una Collector's Edition con ulteriori 3 brani per un totale di 28 e ci sta tutto in unico CD. Strano! Questa è lista dei brani, molto interessante:

Beyond The Sun (Standard)                       Beyond The Sun (Deluxe Edition)
1. Ring of Fire                                             1. My Baby Left Me
2. Trying To Get To You                              2. Oh, Pretty Woman
3. I Forgot To Remember To Forget            3. Doin’ The Best I Can
4. Great Balls of Fire                                   4. Your True Love
5. Can’t Help Falling In Love                       5. Crazy Arms
6. Dixie Fried                                              6. Lovely Loretta
7. How’s The World Treating You               7. Everybody’s In The Mood
8. It’s Now or Never                                         8. I’m Gonna Sit Right Down and Cry
9. Miss Pearl                                               9. Love Me
10. Live It Up                                            10. Doncha’ You Think It’s Time
11. I Walk The Line                                   11. That Lucky Old Sun
12. So Long I’m Gone
13. She’s Not You
14. My Happiness                  

Tutto materiale originariamente registrato ai famosi Sun Studios.

Anche i Jane's Addiction hanno un nuovo disco in uscita questa settimana: si chiama The Great Escape Artist, è solo il quarto di una carriera che li ha già visti riunirsi due volte. Esce per la Capitol e naturalmente non manca la sua bella edizione doppia con undici brani extra registrati dal vivo a Vive Latino. Ci sono Farrell, Navarro, Perkins, Sitek ed è rientrato anche il bassista Chris Chaney. Strays, il disco della reunion del 2003 non era il massimo (per usare un eufemismo) di questo nuovo se ne parla decisamente in modo positivo, vedremo!

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In questi giorni è stato pubblicato il terzo capitolo delle Nomad Series dei Cowboys Junkies, si chiama Sing In My Meadows, etichetta Latent in Nord America e Proper in Europa. Doveva uscire all'inizio dell'estate ma è slittato al 18 ottobre. Si tratta del disco "psichedelico" annunciato da Michael Timmons e fa seguito al bellissimo Demons che era uscito all'inizio dell'anno (e quindi uno ottimo per il 2011 ce l'hanno già). Appena l'avrò sentito bene sarà mia premura riferirne, come dicono quelli che parlano bene. A un primo ascolto le chitarre sono molto presenti. Come pure in un altro disco che sto sentendo in questi giorni, Lulu di Lou Reed con i Metallica, dove la parola d'ordine è "viuulenza", almeno nel primo CD. Il secondo è più composito. Recensioni nei prossimi giorni, appena trovo il tempo, insieme ad altre uscite interessanti.

Anche quello di T-Bone Burnett è un dischetto assai interessante, anche se meglio sarebbe stato se fosse uscito in DVD ma non si può avere tutto. Il titolo, The Speaking Clock Revue, spiega tutto: si tratta della registrazione di alcuni brani dello spettacolo che Burnett ha tenuto lo scorso anno in ottobre al Beacon Theatre di New York con molti degli artisti da lui prodotti negli ultimi anni. La sua Band con Ribot, Bellerose, Ciancia, Jim Keltner e molti altri più...

1. Jimmie Standing In The Rain – Elvis Costello
2. Midnight Rider – Gregg Allman
3. Hold On, Hold On – Neko Case
4. Rye Whiskey – Punch Brothers
5. Wonderful (The Way I Feel) – Jim James
6. The Truth Is In The Dirt – Karen Elson
7. The One I Love Is Gone – The Secret Sisters
8. Troubled Land – John Mellencamp
9. Lift Him Up That’s All – Ralph Stanley
10. Fallin’ & Flyin’ – Jeff Bridges
11. Monkey Suit – Elton John & Leon Russell                 

Etichetta Shout Factory negli Stati Uniti, non c'è ancora un distributore europeo.

Shelby Lynne è una delle cantautrici americane che prediligo shelby%20lynne. Ormai si distribuisce in proprio con la sua etichetta, la Everso Records e per tagliare ulteriormente i costi in questo nuovo Revelation Road suona anche tutti gli strumenti, oltre a cantare veramente bene. E' un dono di famiglia, perchè anche la sorella, la signora Earle, Allison Moorer è una eccellente vocalist. Anche su questo CD ci torno al più presto con recensione completa. Io, prometto prometto, ma poi magari "dimentico", al limite ricordatemelo.

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Per concludere questo giro (domani o dopo, seconda parte) una "vecchia gloria" e 2 DVD.

La vecchia gloria è Chris De Burgh (non Cyndi Lauper, non sono così irriverente), il cantante anglo/irlandese che oltre ad avere tra i suoi meriti, la figlia Rosanna, Miss Mondo nel 2003 per l'Irlanda, è anche un piacevole cantautore melodico con una lunga carriera alle spalle che ogni tanto si cimenta con dischi di cover, questo Footsteps 2 è ovviamente il secondo della serie, che passa con noncuranza tra versioni di brani dei Beatles, Lady Madonna e Let It Be, Time In A Bottle di Jim Croce, In The Ghetto di Elvis Presley, Long Time Running dei Doobie Brothers, The Living Years di Mike and The Mechanics, S.O.S. degli Abba. Un tipo eclettico come vedete, le versioni sono un po' alla camomilla ma molto piacevoli anche se i tempi di Far Beyond These Castle Walls e Spanish Train sono passati da più di 35 anni. Etichetta DMG.

Eravate preoccupati! E invece ecco qua un bel disco nuovo di Joe Bonamassa, o meglio un DVD. Era già un bel mesetto che non usciva niente, dall'uscita in coppia con Beth Hart. Questa volta è un doppio DVD o singolo BluRay Live Over Europe con i Black Country Communion. Mascot Records/Provogue/Edel, ripreso con 14 telecamere ad alta definizione in alcune date in Germania nel recente tour estivo europeo. Esce il 25 ottobre, però la devono finire di rompere le balle con queste versioni Deluxe: per un libretto di 28 pagine e un secondo DVD con ben 20 minuti di "dietro le quinte" te lo fanno pagare come un doppio. Se mi arriva il promo lo recensisco, se no vedremo.

Altro DVD molto interessante è questo To Memphis, With Love, dove Cyndi Lauper reitera il suo rinnovato amore per il Blues dopo l'ottimo album Memphis Blues dello scorso anno, questo-le-mancava-cyndi-lauper-memphis-blues.html. Non mancano, oltre a molti classici, i suoi cavalli di battaglia, She Bop e Girls Just Wanna Have Fun. Ospiti Allen Toussaint, Tracy Nelson e Johnny Lang. Etichetta Megaforce, esce il 25 ottobre.

Una curiosità finale. In questi giorni la Meyer Records (quella del Live di Eric Andersen) pubblica un Unplugged In Berlin 2002 di Willy DeVille. Loro dicono che si tratta di nuove matrici, quelle originali, non di scarsa qualità come nel CD Acoustic Trio In Berlin o nel DVD The Berlin Concerts. I brani comunque sono gli stessi e il doppio Acoustic Trio In Berlin non mi sembra inciso così male. Comunque se volete investire i vostri denari è uscito in questi giorni e rimane uno dei migliori concerti della carriera del grande Willy DeVille.

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Alla prossima.

Bruno Conti

03/09/2011

75 Anni Di Buddy Holly. Un Altro Tributo! Listen To Me

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Listen To Me: Buddy Holly - Verve Forecast/Universal 06-09-2011

Nel mese di giugno vi avevo parlato di un tributo a Buddy Holly in occasione del 75° Anniversario dalla nascita del cantante texano 75-anni-di-buddy-holly-rave-on-a-tribute.html, edito dalla Mpl/Concord (l'etichetta di Paul McCartney) e distribuito dalla Universal. Ora, a nemmeno tre mesi, siamo a parlare di questo Listen To Me che esce il 6 settembre per la Verve Forecast (sempre del gruppo Universal)ma non in Italia, per il momento. Per essere onesti l'anniversario cade il 7 settembre, quindi era in anticipo l'altra raccolta.

Comunque è curioso che la stessa casa discografica pubblichi in un breve lasso di tempo due tributi dedicati alla stesso argomento. Ma visto che il primo Rave On era decisamente bello e questo Listen To Me mi sembra additittura migliore, chi siamo noi per lamentarci?

Il CD è prodotto da Peter Asher e il parterre degli artisti è di tutto rispetto, come pure i musicisti utilizzati (nel filmato ho intravisto Waddy Wachtel, Lee Sklar e Ringo Starr, che canta anche)...

Questa è la lista completa dei brani e degli artisti:

Stevie Nicks – Not Fade Away (3:59)
Pat Monahan of Train – Maybe Baby (2:26)
Brian Wilson – Listen To Me (2:41)
Imelda May – I’m Lookin’ For Someone To Love (2:08)
Jackson Browne – True Love Ways (3:03)
Cobra Starship – Peggy Sue (2:51)
The Fray – Take Your Time (3:27)
Ringo Starr – Think It Over (1:48)
Chris Isaak – Crying Waiting Hoping (2:26)
Linda Ronstadt - That’ll Be The Day (2:33)
Jeff Lynne – Words Of Love (2:06)
Lyle Lovett – Well All Right (2:22)
Natalie Merchant – Learning The Game (3:28)
Patrick Stump – Everyday (2:38)
Zooey Deschanel – It’s So Easy (2:55)
Eric Idle – Raining In My Heart (3:01)            

Niente male direi: Stevie Nicks, Brian Wilson, Jackson Browne, Lyle Lovett, Linda Ronstadt, Natalie Merchant!, Jeff Lynne, ma chi cacchio è Patrick Stump? Ok, lo so è quello dei Fall Out Boy ma cosa c'entra con gli altri? (Forse perché il suo album di debutto da solista Soul Punk uscirà per la Island il 18 ottobre? Si chiama marketting, giovani!). Cobra Starship invece conoscevo, sono bravi. Per chi non lo sapesse Eric Idle era quello dei Rutles (parodie dei Beatles divertentissime, grande amico di George Harrison, nonché del giro Monty Python).

Se volete ulteriori informazioni c'è anche un sito apposito creato per l'occasione http://www.listentomebuddyholly.com/.

Bruno Conti

24/10/2010

Duelin' Pianos! Elton John & Leon Russell - The Union

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Elton John & Leon Russell - The Union - Mercury-Decca/Universal CD+DVD

Non sarà un capolavoro assoluto ma non è neppure un disco inutile. Una giusta via di mezzo, un "Signor Disco" che riporta all'attenzione del mondo quel signore dall'aspetto imponente giustamente definito un incrocio tra "Dio e un profeta con un capello da cowboy" e quel "buffo" inglese dalla capigliatura di un improbabile colore. E se poi, come ha giustamente sottolineato Elton John, il disco servirà per assicurare a Leon Russell una vecchiaia sicura, una sorta di meritata pensione, il suo compito sarà stato svolto in modo egregio. Tutto iniziò un paio di anni fa in un episodio della trasmissione Spectacle.

Anche se a giudicare da quello che si ascolta in questo disco i due, Elton John 63 anni e Leon Russell 68 anni, sono quanto di più lontano ci si possa aspettare da due "pensionati". Perché il disco è bello, molto bello: sono quattordici brani (16 nella versione Deluxe) che ci riportano ai gloriosi anni '70 quando Elton era un giovane pianista e compositore che cercava fortuna in America e Leon era il suo modello, un grande pianista già con una lunga carriera alle spalle come componente della Wrecking Crew, il gruppo di musicisti che accompagnava abitualmente Phil Spector nei suoi dischi, ma suonava anche con i Beach Boys, i Byrds, Herb Alpert, aveva scritto Delta Lady per Joe Cocker, con il quale di lì a poco avrebbe condiviso e guidato il tour di Mad Dogs And Englishman. E tutto questo mentre gli anni '70 erano ancora ai loro albori. In quel tour venne presentata anche Superstar che Leon Russell aveva scritto con Bonnie Bramlett e la cantava Rita Coolidge che era stata la corista di Delaney & Bonnie con cui Russell aveva lavorato (poi il brano sarebbe diventato un grande successo per i Carpenters). Perché tutto ha una sua sottile logica, come ho già detto in altre occasioni non sono solo nomi buttati là, sono vite musicali intere che si dipanano davanti ai nostri occhi, rappresentate da quei nomi.

Quando i due incrociano le loro strade per la prima volta è sul palco del Troubadour dove prenderà il via la clamorosa carriera di Elton John in America: in quei concerti che diventeranno il Live 17-11-70 (e nei quali presentava il materiale di Elton John e Tumbleweed Connection) Leon Russell era l'artista che apriva i concerti ma nello stesso tempo era già un "musicista per i musicisti", amato da Bob Dylan, George Harrison e Frank Sinatra che l'avrebbero voluto con loro (per esempio nel famoso concerto del Bangla Desh).

Quella geniale fusione tra rock, canzone popolare americana, country, soul, musica di New Orleans che scorreva nei solchi dei dischi di Leon Russell si sarebbe riversata in quelli di Elton John che attraverso la mediazione dei testi di Bernie Taupin avrebbe fatto quell'ulteriore scatto qualitativo che lo ha reso in quegli anni uno dei pochi musicisti che faceva musica di grande qualità vendendo tonnellate di dischi. Ma anche Leon Russell non scherzava. Nel 1972 il suo album Carney sarebbe arrivato al secondo posto delle classifiche USA (era quello con Tight Rope e This Masquerade), ma poi contrariamente a quanto hanno riportato molti non è iniziato l'oblio, i suoi dischi hanno continuato a vendere (meno) e ad entrare nelle classifiche di vendita, per esempio il doppio dal vivo con Willie Nelson, One For The Road è ancora entrato nei Top 30 delle charts nel 1979.

Secondo le cronache questo è il 30° disco per Elton John, ebbene se non ho fatto male i calcoli (raccolte escluse) questo è il disco n°35 per Russell, quindi vedete che non era scomparso. Certo, la vita non era più facile, se una volta suonava al Fillmore o al Troubadour, ora per mantenere la famiglia si doveva accontentare dello Snorty Horse Saloon di Springfield o del Gater's Sports Bar and Grill di Gun Barrel City (giuro che esistono!) mentre ora per lanciare il nuovo album si annuncia un concerto all'Hollywood Pavillion. E tutto questo come ha riconosciuto Russell è tutto merito di Elton John. E di T-Bone Burnett che ha prodotto questo disco in modo perfetto, adeguando i suoi stilemi produttivi alla musica dei due. Quindi sempre quel suono molto "vivo", organico, da registrazione Live, ma meno scarno e asciutto del solito, più espansivo, con il giusto spazio per i pianoforti "duellanti" dei due protagonisti ma con un suono molto arioso ed avvolgente, quattro chitarristi tra cui Marc Ribot e la pedal steel di Robert Randolph, una sezione fiati di quattro elementi, mandolino, altre tastiere e alcuni ospiti di pregio, oltre ad una serie di voci femminili (non accreditate e di cui non so dirvi il nome perché non ho ancora il CD in mano) che creano quel sound da gospel secolare, bianco che tanto caratterizzava i vecchi dischi di Leon Russell. Di cui ho molto parlato ma di Elton John tutto si sa perciò era inutile sottolinearne ancora una volta la bravura che, non è riuscito a rovinare, con una serie di album imbarazzanti sparsi tra gli anni '80 e '90 prima della rinascita artistica dell'ultima decade.

Qualcuno ha detto che l'album in certi momenti ha un suono "commerciale" e non ci vedo niente di male fino a che si rimane in questi limiti. Nessuno fa dischi per non vendere (almeno credo, ma ci devo pensare). Se il disco deve vendere per permettere quella vecchiaia serena a Russell cui si accennava prima, che senso avrebbe avuto fare un disco solo elitario destinato ad avere critiche fantastiche (e comunque le ha avute) senza vendere una copia, con le pacche sulle spalle non si mangia, detto in modo brutale, quindi non temete, non è una sòla pazzesca, T-Bone Burnett ha mantenuto inalterate le capacità melodiche di Elton John e le ha fuse con lo stile più ritmico di Leon Russell che peraltro è in grado di scrivere ballate fantastiche come ha dimostrato in passato con la meravigliosa A Song For You.

Mandalay Again che è una delle due bonus nella versione Deluxe ne è un esempio: un brano cantato a due voci e suonato a quattro mani, è una canzone commerciale, facile ma di grande fascino (c'è un bel mandolino) , mentre la bellissima Gone To Shiloh rappresenta il lato più ricercato, una canzone che non ha nulla da invidiare alla A Song For You citata prima, una ballata pianistica sulla Guerra Civile Americana dove le voci di Russell, prima e quella di Elton John poi si amalgalmano a meraviglia con quella di Neil Young che canta alcuni versi del brano. Occhio a questa versione dal vivo registrata il 16 ottobre con la partecipazione di un altro "biancone", il grande Gregg Allman. Lo spettacolo, di T-Bone Burnett, si chiama, The Speaking Clock Revue e su Youtube ne trovate parecchi altri brani!

Ma anche Hearts Have Turned To Stone con la sua andatura gospel-rock sottolineata dalle voci femminili e dai fiati è un ritorno alla miglior forma degli anni '70, per non parlare dello stupendo brano country con tanto di pedal steel intitolato Jimmie Rodgers' Dream (non dimenticate che Leon Russell, nel suo alter-ego Hank Wilson ha dedicato 4 dischi alla musica country oltre alle sue collaborazioni con Willie Nelson e Elton John ha dedicato alla musica americana quella meraviglia che si chiama Tumbleweed Connection).

Ma tutto inizia bene sin dal primo brano If It Wasn't For Bad, introdotta da un piano solitario e dalle voci delle coriste, poi entra la voce di Russell sostenuta da quella di Elton e ti rendi subito conto che sarà un bel viaggio per l'ascoltatore.

La melodia di Eight Hundred Dollar Shoes scorre dalle mani di Elton John ( e di Russell) e dal suo piano con la fluidità delle armonie dei brani di Madman Across The Water, veramente una delizia sonora. Hey Ahab con quei due rolling pianos che si rispondono dai canali dello stereo conferma la ritrovata vena di Elton John che sembra avere anche a livello vocale la convinzione di un tempo e non si preoccupa più di dover creare l'hit single, la Crocodile Rock del momento, ma solo della buona musica e ci riesce alla grande. La bluesata I Should Have Sent Her Roses scritta dall'inedita coppia Russell-Taupin è un altro ottimo esempio della ritrovata vena compositiva dei due vecchi amici mentre Elton John indica in There's No Tomorrow il suo brano preferito del disco e chi siamo noi per opporci. In effetti è un altro di quei brani che ti fanno capire quanto bravo sia stato il Signor Reginald Dwight nel passato e quanto possa esserlo ancora. Credo che quella sorta di slide che si sente verso metà brano sia creata dall'infernale pedal steel di Robert Randolph mentre le voci maschili e femminili "testimoniano" da par loro.

Brani brutti non mi pare di ricordarne, per cui direi che l'imperativo è acquistare, acquistare, acquistare e fare felice (e più ricco) Leon Russell e per proprietà transitiva anche il buon Elton John. Veramente un Signor Disco.

Ultima curiosità, il regista del DVD allegato al CD è il famoso regista (e appassionato di musica) Cameron Crowe.

Bruno Conti

29/08/2010

La Montagna Ha Partorito Un Topolino? Brian Wilson Reimagines Gershwin

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Brian Wilson - Reimagines Gershwin - Disney Records/EMI

Sulla carta, per molti se non per tutti, questo disco poteva essere un Trionfo oppure un Disastro e invece non è nessuno dei due. Brian Wilson si è limitato a fare quello che dice il titolo dell'abum "Brian Wilson Reimmagina Gershwin" ed essendo quel grande musicista che è l'immaginazione certo non gli manca.

Naturalmente il risultato finale è un disco di Brian Wilson: il contemporaneo e l'autore di questa operazione è lui quindi mi sembra piuttosto logico che l'album sembri, sia un disco di Wilson. Le melodie originali sono di George Gershwin (con l'aiuto del fratello Ira per i testi, e qui i "fratelli" sono importanti) ma gli arrangiamenti e l'intrepretazione sono totalmente del nostro amico. D'altronde nei Beach Boys lui era il Genio, l'autore dei brani, l'Immaginatore ma non era certo la voce solista, a questo pensavano soprattutto Mike Love e il fratello Carl Wilson, con le dovute eccezioni come la stupenda Caroline No oppure parte di Good Vibrations oltre alle famose ed inimitabili armonie vocali corali.

Quindi chi si aspettava ( e c'è gente che si lamenta) un disco di "standard" cantato alla Frank Sinatra o alla Fitzgerald/Armstrong ha sbagliato obiettivo, ma, sorpresa, almeno per il sottoscritto, il risultato finale è sorprendentemente piacevole.

Non è un capolavoro, alcuni brani non sono fantastici, altri non sono totalmente nelle sue corde ma Wilson fa un lavoro globalmente più che positivo. Anche la tanta strombazzata collaborazione postuma tra Gershwin e Wilson in effetti vede la firma anche di Scott Bennett, uno dei membri più importanti dell'ultimo gruppo di Brian, quello che ha rivisto e completato Smile e che lo accompagna nei concerti dal vivo.

Partiamo proprio da uno di questi due brani nuovi, The Like In I Love You: la canzone è un prodotto tipico di Wilson, solare ed orecchiabile (fin troppo) con un sound che richiama in certi momenti quello del suo dirimpettaio di oltreoceano e coetaneo Paul MCCartney, ricorda vagamente Ebony and Ivory (d'altronde son bassisti entrambi, e il basso è molto marcato nel brano e Brian Wilson non molto tempo fa è entrato anche nella "tana del nemico" registrando una puntata della trasmissione della BBC Live At Abbey Road, qualcosa magari gli sarà rimasto attaccato). Per onestà, gli arrangiamenti vocali e il feel globale del brano sono inequivocabilmente di Wilson.

Summertime è un dei brani che non decollano: Wilson non ha una voce memorabile e quindi non può vincere sul piano dell'interpretazione, ma in questo caso non lo rivisita alla Janis Joplin o alla Eva Cassidy, per non scomodare i grandi del jazz, ma si limita a fare il suo compitino che nella reinterpretazione di Gershwin è sempre meglio che so di Madonna, Sting o Michael Bublé. E' quell'uso particolare delle voci, marchio di fabbrica della famiglia Wilson, cugini compresi.

In I Loves You Porgy, la sua voce di eterno ragazzino (anche se gli anni sono quasi 70) dona un'aria sbarazzina e senza tempo a questo brano che già ce l'ha di suo e piace di più.

Una cosa che non tutti hanno notato è che il disco esce su etichetta Walt Disney Records: Brian Wilson regala un sottile omaggio a Topolino e soci nella versione strumentale di I Got Plenty O' Nuttin' che unisce un cincinino della marcetta di Topolino con le atmosfere dei Beach Boys e una simpatica armonica che guida le operazioni.

It Ain't Necessarily So, bluesata ed intensa, meglio della versione disco dei Bronski Beat, ma non è nelle sue corde (vocali) mentre 'S Wonderful in versione samba è leggera e piacevole come una giornata di sole su una spiaggia della California o di Ipanema, deliziosamente inconsistente.

They Can't Take That Away From Me è puro suono Beach Boys, con quei coretti irresistibili e una spuzzatina di classici Disney. Love Is Here To Stay è una ballata senza tempo, potrebbe essere stata scritta anche negli anni '50 o '60 quando Gershwin non c'era più da una vita (è morto nel 1939), ma non risente della patina del tempo, romantica e da sala da ballo, è forse quella dove la mano di Wilson si nota meno.

I've Got A Crush On You in chiave doo-wop è una trovata geniale dalla mente inesauribile del vecchio "Ragazzo" mentre dopo l'intro inconfondibile I Got Rhythm si trasferisce sulle spiagge della California per un trattamento Surf ringiovanente (o invecchiante, a seconda dei punti di vista). In questi due brani ed in generale in tutto l'album la voce di Brian Wilson ha ritrovato una sorprendente sicurezza e freschezza, canta meglio che ai tempi d'oro.

Anche Someone To Watch Over Me riceve questo trattamento "leggero" che si inserisce nel progetto globale del disco. Nothing But Love è l'altro inedito dell'album, un altro brano tipico della penna di Wilson avrebbe trovato spazio, come brano minore ma non troppo, in qualsiasi disco della discografia dei Beach Boys.

Rimane Rhapsody in Blue, posta in apertura e chiusura del disco: si narrava di una versione accapella di questa composizione e l'idea aveva fatto aumentare la salivazione a molti, in effetti si tratta di due brevi frammenti intorno al minuto ciascuno dove la voce di tanti Brian Wilson intona il famoso tema ma purtroppo finisce subito,

In conclusione, giudizio critico: voto 7 (e non di stima), il Ragazzo (di spiaggia) ha studiato e si è applicato, potrebbe fare meglio ma ha counuque reso la stagione estiva più piacevole per quella quarantina di minuti. Il disco sarà nei negozi italiani il 7 settembre (in America è uscito il 17 agosto), quindi affrettatevi se volete godere degli ultimi raggi di piacere. Della serie Geni A Confronto, match pari.

Bruno Conti

05/08/2010

Novità Agosto Parte II. Richard Thompson, Ray LaMontagne, Ringo Starr, JJ Grey & Mofro, Brian Wilson, Marty Stuart

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Come promesso e minacciato ancora alcune nuove ed interessanti novità in uscita ad agosto.

Prima le dolenti note: mi sono informato e purtroppo il Box di 19 CD dedicato a Sandy Denny, per problemi di diritti, sarà disponibile solo per il mercato inglese. Quindi rimane confermata la data del 4 ottobre (che per inciso è anche il 40° anniversario della morte di Janis Joplin), ma la reperibilità sarà piuttosto difficoltosa e il prezzo schizza a vette incredibili (oltre alle 150 sterline già citate, l'unico sito che porta il prezzo in euro parla di oltre 260 euro).

Il 31 agosto esce il nuovo CD di quello che è stato grande partner della Denny nei Fairport Convention e che da molti anni è uno dei più straordinari cantautori e chitarristi della scena mondiale: il nuovo album di Richard Thompson si chiama Dream Attic ed è stato registrato dal vivo alla Great American Music Hall di San Francisco, ma, attenzione, i 13 brani che lo compongono sono tutti nuovi e creati lì al momento. O meglio, esistevano sotto forma di demo e i più rapidi e fortunati avranno occasione di verificarlo perché nella prima tiratura del CD su etichetta Proper per il mercato inglese (e distribuito in Italia dalla Ird), sarà allegato un 2° cd con tutte le versioni demo dei tredici brani. In inghilterra esce anche il giorno prima, il 30 agosto, quindi ocio.

Ray LaMontagne è uno dei più bravi e talentuosi cantautori delle ultime generazioni e non sbaglia un colpo: il suo nuovo album registrato con i Pariah Dogs si chiama God Willin' and the Creek Don't Rise. Qui la data è un po' controversa, il 17 agosto in America e il 6 Settembre in Europa (in Italia non si sa, magari non viene pubblicato neppure, ma import si troverà sicuramente), su etichetta Columbia o Rca a seconda del continente. I Pariah Dogs sono una sorta di mini supergruppo con Jay Bellerose alla batteria, Jennifer Condos al basso, Patrick Warren alle tastiere e Greg Leisz e Eric Heywood alle chitarre. Da quel poco che si può sentire in rete al momento suona molto promettente.

Il disco nuovo di JJ Grey & Mofro Georgia Warhorse in teoria uscirebbe il 24 agosto su etichetta Alligator ma in pratica in Italia è già in circolazione da una decina di giorni, io stesso ne sono felice possessore (quindi recensione nei prossimi giorni). Si conferma il solito eccellente misto di rock, blues, southern rock e funky dal nord della Florida con la partecipazione come autore di Chuck Prophet e come musicisti di Toots Hibbert (proprio quello di Toots and the Maytals, i più soul dei gruppi reggae) e, alla slide, del conterraneo Derek Trucks.

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Il 7 luglio ha compiuto 70 anni e a gennaio aveva già pubblicato Y Not forse il suo miglior album di sempre. Stiamo parlando di Ringo Starr che, per la serie meglio battere il ferro finché è caldo, pubblica (anzi negli States è già uscito) un nuovo CD o DVD dal vivo con la All Starr Band Live At The Greek Theatre 2008. Quest'anno, il 9 ottobre, avrebbe compiuto 70 anni anche John Lennon e il 2010 è anche il trentesimo dalla sua prematura scomparsa. Già si comincia a parlare di un box con la sua opera omnia da solista (in effetti è già programmato per un uscita all'inizio di ottobre, appena ho i dettagli vi faccio sapere).

Sempre parlando di giovincelli, ma lui ne ha compiuti appena 68, nel mese di giugno, anche Brian Wilson che sta vivendo una seconda giovinezza artistica il 31 agosto pubblica un nuovo disco Reimagines Gershwin (anche questo in America esce il 17 agosto ma in Italia è tutto chiuso per ferie mentre negli States è uno dei periodi più proficui discograficamente parlando, come è sempre stato e pure nel resto del mondo). E' uno strano album dove interpreta brani del repertorio di Gershwin rivisti nella sua ottica ma ha anche completato alcuni frammenti di canzoni rimaste incompiute e quindi vedremo la strana accoppiata Gershwin/Wilson nelle firme degli autori.

Marty Stuart è uno dei più interessanti interpreti e autori di country, quello delle radici e della grande tradizone, il suo nuovo lavoro si chiama Ghost Train (The Studio B Sessions) e si preannuncia molto interessante con la partecipazione di Connie Smith una delle grandi icone delle voci femminili della musica country americana che incidentalmente, ma non troppo, è anche la moglie di Stuart che ha 17 anni meno del marito e credo sia il quarto o il quinto che sposa, ma ragazzi questa è l'America.

Qualche titolo interessante in uscita in agosto c'è ancora, ne parliamo la prossima volta e alcuni ve li recensisco direttamente.

Bruno Conti