09/05/2013

"Americana" = Rock Di Qualità? Falling Martins - Highway 61 Northbound Blues

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Falling Martins – Highway 61 Northbound Blues – Self Released 2013 – 2 CD

Qualcuno si domanderà: ma chi sono questi Falling Martins? Un quintetto che nasce, vive e comincia a suonare nei bar di St.Louis, all’inizio del nuovo millennio, influenzati dai vari Allman Brothers, Wilco, Uncle Tupelo. Quella dei Falling Martins è la storia moderna di una band nata sulle strade del Missouri e (come detto) nei locali di St.Louis, ma arrivata alla mia conoscenza per le nuove possibilità di ricerca nella rete. Il loro debutto discografico si manifesta con l’omonimo Falling Martins (2004), seguito da Newest Ghost in Town (2005), Nostalgia Train (2006), Falling Martins I (2007) (una antologia che raccoglie il meglio dei tre dischi), il doppio dal vivo Live At The Old Rock House (2008), che rende alla perfezione la bravura e la preparazione del gruppo, e l’ultimo lavoro in studio Shining Bright (2010). L’attuale “line-up” del combo è composta dai due leader storici Pierce Crask, chitarrista, cantante solista e compositore di gran parte delle canzoni, e da Paul Tervydis, voce, tastiere e sublime pianista, Il resto della band è formato da Rich Wooten al basso (e secondo compositore), Ron Vogt alla batteria e Mike Martin, aggiunto alle chitarre.

Highway 61 Northbound Blues, questo il titolo del nuovo lavoro, prosegue il discorso: venti brani distribuiti su due CD (in altri tempi sarebbe bastato un CD singolo), di puro e classico rock a stelle e strisce, con qualche elemento folk e blues tra le righe. E’ quasi superfluo fare una disamina brano per brano, quindi vi segnalo che il disc One apre con Illegal In China e una Cadillac Jack’s nella quale la band lascia viaggiare libere le chitarre ed il piano di Tervydis che ricama in sottofondo, si prosegue con una brano elettro-acustico psichedelico Surfers Unite To The Sound Of Sonic Youth, passando per una cover pescata dall’ultimo lavoro di Freedy Johnston It’s Gonna Come Back To You, revisionata in una perfetta country-song, mentre Long Hot Summer e Right Trough Me sono pop-rock di gran classe. Il secondo CD continua a correre a mille con lo scatenato swamp-rock di Highway 61 Northbound Blues (dove Tervydis si esalta, ricordando il miglior Bruce Hornsby), The Fight che inizia discreta, per poi assumere i toni di una solida ballata rock, chitarristica e potente. Con Are You Ready For The Country di Neil Young, arriva la seconda cover del lavoro, cui fa seguito la splendida Fading Fast, una ballata elettrica dall’incedere epico, che inizia con armonica e chitarra acustica, ma poi si sente la band entrare all’unisono, con Crask che intona una melodia di quelle che si ricordano. Meravigliosa. Arriva il momento di due brani acustici in forma blues come All The Things e Wait And See , dove la bravura dei due leader si evidenzia in un suono preciso e mai invadente, mentre la chiusura in versione bar-band è tutta nella trascinante Crush My Soul.

I Falling Martins sono una band pressoché sconosciuta, difficile comprenderne il motivo in quanto il gruppo ha una fluidità d’esecuzione impressionante, il piano di Tervydis evidenzia la melodia e Crask ha una bella voce (con influenze che vanno da Dylan a Townes Van Zandt per arrivare a Warren Haynes), con canzoni che scorrono veloci e lasciano il segno. E’ sorprendente che un gruppo di questa qualità sia senza contratto, ma di questi tempi (purtroppo) nulla riesce più a sorprendermi nella musica, anche se i Falling Martins sono ormai una solida realtà (per chi scrive) e dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, che il rock non è morto, solo malato!

Tino Montanari

29/01/2013

Il Concerto Dell'Anno? Love For Levon 3-10-2012 Izod Center East Rutherford, NJ Esce In CD DVD e Blu-Ray il 19 Marzo

 

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Love For Levon A Benefit To Save The Barn Time Life 19-3-2013

Probabilmente per la dimensione dell'evento, la validità dei suoi scopi, il nome dei partecipanti, quello che si è definito comunemente 12-12-12 Sandy Relief Concert è stato il "concerto dell'anno", ma ufficialmente ormai non lo vedremo pubblicato, se non in quel formato ridotto in 2 CD (salvo futuri ripensamenti) ma la serata del 3 ottobre all'Izod Center di East Rutherford nel New Jersey in onore di Levon Helm e della sua musica, ha tutta l'aria di essere stato il "più bel concerto dell'anno", a livello musicale. Come sapete il grande batterista e cantante della Band e in mille altre avventure musicali ci ha lasciati il 19 aprile dello scorso ma come dice il motto nel suo sito "Keep It Goin", sua figlia, i suoi amici musicisti e un po' tutti vorrebbero preservare The Barn Studios e il Midnight Ramble, quindi l'uscita di Love For Levon il 19 marzo p.v., servirà a raccogliere ulteriori fondi per queste benemerite attività.

La Time Life pubblicherà il tutto in 2DVD+2CD, 2Blu-Ray + 2CD, 2 DVD o 2 Blu-Ray, per una durata totale di 180 minuti (ma si dice che oltre al concerto, diviso in due parti, e della durata di oltre due ore dovrebbero esserci altre 2 ore di materiale bonus).

Nel corso della serata sono stati eseguiti 27 brani e dal trailer si desume che dovrebbero esserci tutti, e questa è la lista dei brani e dei musicisti ospiti:

Set One: The Shape I’m In (Warren Haynes), Long Black Veil (Haynes and Gregg Allman), Trouble In Mind (Jorma Kaukonen and Barry Mitterhoff), This Wheel’s On Fire (Levon Helm Band w/ Shawn Pelton), Little Birds (Levon Helm Band), Listening To Levon (Marc Cohn), Move Along Train (Mavis Staples), Life Is A Carnival (Allen Toussaint and Jaimoe), When I Paint My Masterpiece (John Prine & Garth Hudson), Anna Lee (Bruce Hornsby), Ain’t Got No Home (Jakob Dylan and Rami Jaffee of Wallflowers, spero anche in rappresentanza del babbo)), Whispering Pines (Lucinda Williams), Rag Mama Rag (Mike Gordon and John Hiatt)

Set Two: Don’t Do It (David Bromberg and Joan Osborne), I Shall Be Released (Grace Potter, Don Was and Matt Burr), Tears Of Rage (Ray LaMontagne and John Mayer), Rockin’ Chair (Dierks Bentley), Genetic Method (Garth Hudson) > Chest Fever (Dierks Bentley), A Train Robbery (Eric Church), Get Up Jake (Eric Church), Tennessee Jed (John Mayer), Up On Cripple Creek (Joe Walsh and Robert Randolph), Ophelia (My Morning Jacket), It Makes No Difference (My Morning Jacket), The Night They Drove Old Dixie Down (My Morning Jacket and Roger Waters), Wide River To Cross (Amy Helm and Roger Waters), The Weight (Everyone). Al di là del fatto che tutti hanno suonato e cantato bene di un paio di nomi mi sfugge la funzionalità all'evento, comunque tutti i brani venivano dal repertorio di Levon Helm solista o con la Band, ad eccezione della bellissima canzone dedicatagli da Marc Cohn (mancava Elton John a cantare Levon)!

La Levon Helm Band per l'occasione era formata da:  Larry Campbell (guitar), Jim Weider (guitar), Don Was (bass), Teresa Williams (vocals), Amy Helm (vocals), Brian Mitchell (keyboards), Rami Jaffee (keyboards), Kenny Aronoff (drums), Justin Guip (drums), Sean Pelton (drums, percussion), Byron Isaacs (bass), Erik Lawrence (saxophone), Howard Johnson (tuba), Steven Bernstein (trombone/trumpet), Jay Collins (trumpet) and Clark Gayton (trombone); siccome di batteristi giustamente ce n'erano "solo" 3, in alcuni brani si è aggiunto anche Steve Jordan e c'era anche qualcun altro non citato.

I video sono presi da YouTube ma il concerto è stato ripreso in HD e quindi la qualità sarà ben altra!

Bruno Conti

26/06/2012

Buon Sangue Non Mente, Un Affare Di Famiglia! Spain - The Soul Of Spain

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Spain – The Soul Of Spain – Glitterhouse 2012

Avviso ai naviganti: il figlio di Charlie Haden è tornato. Gli Spain sono la creatura di Josh Haden figlio d’arte, suo padre è infatti il notissimo bassista jazz, leader della mitica Liberation Music Orchestra, collaboratore stretto di Ornette Coleman e “sideman” in centinaia di dischi. La band si è formata nel ’93 ed ha esordito nel ’95 con l’acclamato The Blue Moods of Spain, ricevendo il plauso della stampa mondiale, e Josh, al tempo in compagnia della sorella Petra si è creato subito un folto seguito. Passati quattro anni da quel disco, ma il progetto Spain nel contempo ha suonato dal vivo ed è apparso in vari album e colonne sonore (come non ricordare l’eccellente brano incluso nella “soundtrack di End Of Violence di Wim Wenders), sono usciti con She Haunts My Dreams e I Believe, per poi terminare la loro storia con il capitolo finale Spirituals The Best Of Spain (2003), con l’aggiunta di due canzoni incise all’inizio di carriera, e di tre registrate dal vivo. La prima “line-up” degli Spain (quella di The Blue Moods of) comprendeva Josh, Petra e Tanya Haden, Merlo Podlewski, Ken Boudakian e Evan Hartzell, mentre per questo ritorno Josh ha voluto rimettere in piedi il gruppo con nuovi membri, Randy Kirk tastiere e chitarre, Matt Mayhall percussioni e batteria, Daniel Brummel chitarre acustiche e elettriche, ma sempre con l’apporto delle tre “grazie” Petra, Rachel e Tanya Haden.

La voce di Josh apre il disco con la dolce Only One in perfetto stile Cowboy Junkies (periodo The Caution Horses), batteria semplice in evidenza, voce profonda e pochi accordi di chitarra. Without A Sound ha un inizio simile ma questa volta è il piano a condurre la melodia a ritmo di valzer, mentre Because Your Love è  ritmica e rimanda ai pezzi dei Velvet Underground. Si prosegue con due ballate, che sono il marchio di fabbrica degli Spain, I’m Still Free e I Love You, con sonorità notturne, e un uso continuo di tastiere e chitarre arpeggiate. Il ritornello di All I Can  Give è ammaliante, mentre nella splendida Walked On The Water brano jazzato e notturno, solcato dal violino di Petra e dal violoncello di Tanya, troviamo il quarto componente della famiglia, la gemella Rachel ai cori. La pianistica Sevenfold potrebbe stare benissimo in un disco di Bruce Hornsby, seguita dal brano più veemente del lavoro Miracle Man, che sfiora la psichedelia. L’intro di Falling ricorda Colour My World (un sottovalutato brano dei Chicago), e la degna chiusura è affidata alla ballata elettrica Hang Your Head Down Low, lunga e sinuosa, che viene introdotta dalla voce profonda di Josh e si sviluppa attraverso rarefatti accordi di chitarra ed un uso semplicemente perfetto delle tastiere.

 Gli Spain danno vita ad una musica dai contorni poetici, con un suono estremamente curato e pulito nel quale brillano i limpidi arpeggi delle chitarre, le misurate variazioni delle tastiere, e la calda e coinvolgente, intima e profonda voce del “leader”. Josh scrive composizioni con testi che hanno spesso temi ricorrenti, come l’amore e le esperienze personali, dal carattere semplice e introspettivo, dalle atmosfere affascinanti e suggestive, che continuano a crescere ascolto dopo ascolto. Se non avete mai incrociato sulla vostra strada le canzoni degli Spain, è sicuramente questa l’occasione per farlo, lasciandovi trasportare nel loro mondo dei sogni, con la musica di Josh Haden, il frutto di uno scrittore sensibile e un musicista di talento.

 Tino Montanari

14/06/2011

Un Bel Doppio Live - Bruce Hornsby and The Noisemakers - Bride Of The Noisemakers

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Bruce Hornsby And The Noisemakers - Bride Of the Noisemakers - 2CD - 429 Records

Per iniziare lasciatemi dire che una copertina così brutta l'ho vista raramente, forse è l'unica cosa negativa di questo doppio CD dal vivo. Bruce Hornsby nel suo sito dice che J.T. Thomas, il suo tastierista e J.V Collier, il bassista "non li avete mai visti così", ma ne potevamo fare anche a meno.

Invece la musica è ottima e abbondante: oltre due ore e mezza di pura Noisemakers Music. Quella curiosa e riuscita miscela di rock, country, classica, folk, bluegrass, jazz, soul, blues (ho dimenticato qualcosa?) e tanta improvvisazione in stile jam band. D'altronde se questo signore ha condiviso l'ultima parte della carriera di Jerry Garcia nei Grateful Dead un motivo ci sarà stato. Pianista sopraffino, ottimo cantante, autore prolifico e di qualità (anche se il suo unico hit l'ha "pescato" con la sua prima canzone The Way It Is, ma nessuno è perfetto), questo doppio dal vivo esce a 11 anni dal precedente Here Come The Noisemakers che aveva inaugurato la terza fase della sua carriera, dopo gli anni con i Range, la carriera in solitaria, quel disco dal vivo presentava questo formidabile gruppo di musicisti che Hornsby aveva scovato in giro per gli States.

Nello scorso decennio il buon Bruce ha dato libero spazio alla sua creatività, in un trio jazz, in coppia con Ricky Skaggs, escursioni "classiche", ha pubblicato un bel box retrospettivo ma il cuore delle operazioni sono stati i tre dischi in studio con il gruppo, l'ultimo dei quali Levitate uscito nel 2009, che vedeva tra gli ospiti Clapton, il paroliere dei Dead Robert Hunter, i due figli e il nipote, ma non era un disco riuscitissimo, troppo poco lo spazio riservato agli assoli del piano di Hornsby che sono sempre stati un tratto caratteristico della sua musica.

Questo doppio CD (tra l'altro registrato nel 2007, 2008 e 2009, quindi prima o in contemporanea con l'album di studio) ripaga abbondantemente fedelissimi ed avventizi che si avvicinano: si tratta di una sequenza di 25 brani, lunghi, corti, lunghissimi, in forma di medley o solo brevi accenni dove l'arte dell'improvvisazione regna sovrana ma tra un assolo e l'altro, e ce ne sono una infinità, le canzoni non mancano, e la melodia spesso regna sovrana, con quella firma inconfondibile che miscela il suono vagamente country e weastcostiano degli hits (che non ci sono), con il Billy Joel più ispirato e la "ricerca" sonora più sfrenata (anche Weber, Elliot Carter, Ives e Samuel Barber ricevono il trattamento Hornsby). Non mancano gli amori giovanili come nel bel medley tra la "sua" Fortunate Son e Comfortably Numb del duo Gilmour-Waters che perversamente si conclude con l'assolo di chitarra del brano originale e non quello dei Pink Floyd. 

Ogni tanto si va un po' troppo sul cervellotico e sull'improvvisazione fine a sé stessa, non tutti i brani sono memorabili ma quando il gruppo "acchiappa" un groove, i solisti, l'ottimo Doug Derryberry alle chitarre e mandolino, Bobby Read ai fiati, il tastierista JT Thomas e lo stesso Hornsby, sono in grado di improvvisare assoli e tessiture sonore di grande varietà, la sezione ritmica con il bassista JV Collier che si prende i suoi "solo" e il batterista Sonny Emory ancòra il suono con grande precisione. In definitiva un gran bel disco nella tradizione dei grandi doppi dal vivo. La conclusiva Standing On The Moon/Halcyon Days suggella il tutto con una versione sontuosa che presenta l'ultima apparizione alla chitarra del nipote R.S. Hornsby che sarebbe poi scomparso in un incidente automobilistico nel gennaio del 2009.

Non sto a ricordarvi i titoli di tutti i brani ma se amate la musica di Hornsby vi assicuro che qui ce n'è tanta e di buona qualità e se non lo conoscete potrebbe essere l'occasione buona. Oltre a tutto, anche se import e quindi non facilmente reperibile il disco è a prezzo speciale e costa come un singolo.

Bruno Conti

05/06/2011

Novità Di Giugno Parte I. Joe Ely, Tedeschi-Trucks Band, Arctic Monkeys, White Denim, Bruce Hornsby, Strawbs, Dawes Eccetera

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Il mese di giugno parte con una raffica di uscite interessanti tra cui si nascondono un paio di "dischi dell'anno". Per cominciare il ritorno di Joe Ely con Satisfied At Last che il texano pubblica per la sua etichetta Rack 'em Records. Pare che si tratti di uno dei suoi migliori album in assoluto dopo un periodo di leggero appannamento e i nomi sembrano confermarlo, sono con lui: David Grissom, Teje, Lloyd Maynes, Butch Hancock, Joel Guzman e il disco contiene una rilettura sontuosa di Live Forever di Billy Joe Shaver. Tutti nomi che suonano come "manna" a queste orecchie.

Finalmente Susan Tedeschi e Derek Trucks sono una coppia anche discograficamente parlando, questo Revelator che esce sempre il 7 giugno per la Sony è il loro primo disco in coppia. Arrivano i nuovi Delaney and Bonnie! (anche se lui non canta neanche a sparargli, ma suona ah se suona).

Nuovo disco, Suck it and see!, il quarto per i popsters inglesi. Il primo registrato in America, con un sound estivo e piacevole. Etichetta Domino.

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Disco numero otto per i Tea Leaf Green (se non ho sbagliato i conti, e bisogna sommare anche parecchi CD dal vivo). Si chiama Radio Tragedy! esce per la loro etichetta, Greenhouse Records e se non avete ancora "assaggiato" il loro sound si tratta di una delle migliori jam bands in circolazione. Ma in studio sono capaci di costruire anche ottime canzoni.

I Dawes sono stati una delle più gradevoli sorprese tra i nuovi gruppi tanto che Robbie Robertson li ha utilizzati come propria "band" per l'ultimo tour. Non solo: il cantante Taylor Goldsmith era anche uno dei tre Middle Brothers. E tra gli ospiti del disco ci sono Benmont Tench e Jackson Browne. Torna il suono della West Coast aggiornato ai giorni nostri con questo Nothing Is Wrong che è il loro secondo album per la ATO records.

Michael Dean Damron è uno di quei "Beautiful Losers" che tanto mi piace. Influenzato da Steve Earle e con una voce molto simile a Ryan Bingham (e quindi anche a Earle) questo Plea From A Ghost dovrebbe essere il suo quarto album e fa il paio con l'ottimo Father's Day pubblicato un paio di anni fa. Etichetta Suburban Home, è già uscito negli States da un paio di mesi ma approda (si spera) solo ora in Europa.

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Gli Strawbs di Dave Cousins sono, da sempre, uno dei miei gruppi preferiti, quindi vi annuncio con piacere l'uscita di un "nuovo" album Hero And Heroine In Ascentia per la loro etichetta Witchwood Media. In effetti si tratta della ripresa di uno dei loro album classici, inciso in origine nel 1974 e reinciso per l'occasione nel Novembre del 2010. Soprattutto per fans, ma la voce di Cousins è sempre magica e se il suono vi ricorda qualcosa sappiate che Rick Wakeman ha suonato negli Strawbs prima che negli Yes!

Credo che questa sia una delle più brutte copertine che abbia mai visto, ma il contenuto di questo doppio CD dal vivo di Bruce Hornsby Bride Of The Noisemakers è invece ottimo, alla pari con il precedente live del 2000 con cui non duplica molti titoli. Quindi purtroppo niente The Way It Is e Mandolin Rain, però c'è un medley tra Fortunate Son (quella di Hornsby) e Comfortably Numb veramente bello e poi lui suona il piano come pochi (non per niente spesso suonava con i Grateful Dead).

Lui è proprio quello dei Brooks and Dunn, ma il suono di questo disco d'esordio come solista che esce per la Sony/Bmg Nashville è molto meno commerciale di quanto faceva come componente del duo. Sempre country ma di ottima qualità potrebbe essere una bella sorpresa (oppure no, per i fans)!

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Esce anche (è uscito) il nuovo album degli ottimi White Denim D, con la formula del gruppo ampliata a quartetto che dovrebbe confermare le ottime critiche avute con il precedente Fits (vai con la psichedelia). Etichetta Downtown/Coop/Universal in Italia.

Le ultime due uscite sono una conferma e una sorpresa. Partiamo con la sopresa: il box quadruplo di Mickey Newbury An American Trilogy, esaurita la prima tiratura limitata di 1000 copie con libro viene ristampato in una seconda versione sempre lussuosa, con digipack apribile in 5 parti e ad un prezzo più contenuto. Per Notes From San Francisco è solo un remainder per dirvi che dal 7 giugno sarà disponibile anche la versione europea di questo strepitoso disco inedito in studio del '78 di Rory Gallagher con Live annesso, imperdibile.

Per oggi è tutto, alla prossima.

Bruno Conti