04/09/2011
Novità Di Settembre Parte I. Southside Johnny, Chris Rea, Martin Simpson, Richmond Fontaine, Kd Lang, Lindsey Buckingham, Slaid Cleaves, Horrible Crowes, Eccetera
Ripartiamo con le uscite della prima settimana di settembre, giorno 6 per la precisione. Ricordato che martedì escono Jeff Bridges e Ry Cooder per il mercato europeo (e italiano) nonché il nuovo Eric Sardinas già recensito in illo tempore e il secondo tributo a Buddy Holly di cui vi ho riferito ieri. Vi ricordo altresì che considerando che spesso non ho poi il tempo (nonostante tutta la buona volontà) di ritornarci con recensioni più apporfondite spesso approfitto di questo spazio delle anticipazioni per delle mini-recensioni.
Per esempio quel Southside Johnny & The Asbury Jukes arriva assolutamente a sorpresa. Si tratta di un CD doppio dal vivo che esce per la Secret Records (!?!) a prezzo speciale, registrato in quel di Newcastle, Opera House il 26 novembre 2002 e riporta anche una presentazione brano per brano dei contenuti ad opera dello stesso Southside Johnny. Occhio perché era già uscito nel 2009 con il titolo From Southside to Tyneside e in DVD come Live At The Opera House. Se non lo avete vale la pena.
Questi i brani:
- Take It Inside
- Baby Don't Lie
- All Night Long
- Long Distance
- Gin Soaked Boy
- Without Love
- No Easy Way Down
- Coming Back
- All I Needed Was You
- Living With The Blues
- Help Me
- Cadillac Jack's Number One Son
- This Time Baby's Gone For Good
- Some Thing's Just Don't Change
- I Won't Sing
- Pipeline
- Sleepwalk
- I Don't Want To Go Home
- I Don't Want To Go Home - Reprise
- Passion Street
- This Time Is For Real
- Hearts Of Stone
Martin Simpson è uno dei cantautori (e chitarristi) più talentuosi della scena folk britannica, e non solo. Questo nuovo Purpose + Grace prosegue nella sua rinascita artistica ed è forse il suo album più bello e compiuto di sempre. C'è solo un brano originale firmato da Simpson più uno strumentale, ma covers di Brothers Under The Bridge di Springsteen con Richard Thompson all'elettrica, Little Liza Jane con BJ Cole alla pedal steel, Brother Can You Spare A Dime cantata da Dick Gaughan, Strange Affair di Richard Thompson con la voce di June Tabor, compensano abbondantemente. Senza dimenticare la title-track, un brano scritto da Yip Harburg, lo stesso di Somewhere Over The Rainbow. Etichetta Topic Records.
Nuovo album per i Richmond Fontaine, The High Country. Il gruppo di Willy Vlautin, uno dei migliori della scena indipendente americana questa volta si è spinto fino a realizzare quello che loro hanno definito una song-novel. Un vero e proprio romanzo breve che racconta, attraverso 17 brani, la travagliata storia d'amore tra un meccanico e una cassiera, ambientata in una piccola cittadina dell'Oregon. Se mantiene fede alle premesse potrebbe essere un ennesimo grande disco di questo misconosciuto gruppo. Bravissimi e da conoscere, se non avete già provveduto. Esce per la El Cortez Records.
Anche questa volta non manca "a volte ritornano": Chris Rea su Rhino Records pubblica questo nuovo Santo Spirito Blues che continua nel suo riscoperto spirito Blues. C'è la versione singola con 13 brani nuovi e quella quintupla con altri due CD e due DVD. Questi ultimi sono un documentario sul duro mondo delle corride e uno sulla città di Firenze entrambi con la colonna sonora di Rea. Costa poco più di un doppio, quindi vedete voi.
Lindsey Buckingham in questo Seeds We Sow che esce per la Eagle Records, suona tutti gli strumenti, canta, mixa e produce. Il suo sesto album da solista ritorna alle sonorità del periodo Tusk (più o meno).
La BGO pubblica questo doppio CD con i primi tre album di Jessi Colter, I'm Jessi Colter, Jessi e Diamond in The Rough, tutti e tre gli album pubblicati negli anni '70 e molto belli per la moglie di Waylon Jennings. Outlaw Country di gran classe. Attenzione perchè l'australiana Raven ha messo in circolazione un doppio Cd piuttosto caro dove ci sono solo il primo e il terzo disco.
La Left Media inglese continua nella sua serie di pubblicazione di dischi dal vivo (semi) ufficiali, dopo Springsteen e Jackson Browne adesso è la volta di K.D. Lang con questo Summertime In The Windy City The Lost Transmission che è appunto un broadcast radiofonico dai Soundstage Studios di Chicago nel 1993. 15 brani più 5 bonus registrate tra il 1987 e il 1992 nei vari Tonight Show, SNL, Letterman e Arsenio Hall Show. Per i fans (e le fans soprattutto direi, in questo caso)!
All'inizio dell'anno è scomparso silenziosamente Gerry Rafferty (anch'io mi sono dimenticato di segnalarlo), ora la EMI gli dedica giustamente una doppia Collector's Edition di City to City il suo album più celebre quello con Baker Street. Una curiosità: nel secondo CD, quello con i demo originali inediti c'è una versione di "quel brano" che sostituisce il famoso assolo di sax di Raphael Ravenscroft con un assolo di wah-wah.
Gli Horrible Crowes sono il side project di Brian Fallon dei Gaslight Anthem in coppia con Ian Perkins. Meno roots ed atmosferico, li hanno paragonati a Tom Waits e Afghan Whigs. A me questo Elsie sembra decisamente bello ed in alcuni brani affiora una spirito Springsteeniano come in Behold The Hurricane e Go tell everybody. Etichetta SideOne Dummy Records.
Stephin Merritt sarebbe Mr. Magnetic Fields e questo Obscurities, come da titolo, è una raccolta di rarità sia come solista che con il gruppo (che poi è sempre lui). Domino Records.
Questo doppio dei 16 Horsepower su Glitterhouse più o meno è la stessa cosa, rarità e b-sides nel secondo CD e nel primo i brani preferiti dai fans scelti in rete. Da lì il titolo, Yours Truly.
Per gli appassionati di folk inglese questa è un'altra bella sorpresa. Si chiama Cecil Sharp Project 2011 e prende lo spunto dal grande musicologo inglese. Una confezione CD e DVD che riporta i risultati dell'incontro di otto musicisti britannici, prima in un cottage inglese e poi in una serie di concerti tra cui uno alla Cecil Sharp House a Londra (mai stati? E' da vedere se capitate a Londra).Si tratta di Steve Knightley, Jackie Oates, Andy Cutting, Caroline Herring, Jim Moray, Patsy Reid, Leonard Podolak and Kathryn Roberts. Alcuni li conosco e sono molto bravi altri mi sono ignoti ma il progetto sembra intrigante. Temo una non facile reperibilità, etichetta Shrewsbury Folk Fest.
Altro doppio, questa volta solo CD, sempre dal vivo, per Slaid Cleaves uno dei migliori cantautori folk-country dei giorni nostri, una sorta di Townes Van Zandt senza le stesse tendenze autodistruttive. Si chiama Sorrow And Smoke: Live at The Horsehoe Lounge ed esce per la Music Road Records.
Secondo John Mayall è stato il miglior chitarrista che ha militato nei suoi Bluesbreakers (ma si sa che Mayall è un po' anzianotto, meglio di Clapton, Peter Green e Mick Taylor? Shurely sham misstake come direbbe un inglese ubriaco). Comunque Buddy Whittington è un signor chitarrista e questo Six String Svengali, il suo secondo disco da solista pubblicato dalla Manhaton Records è un ottimo esempio di Texas Blues-rock. Tra l'altro Whittington dopo aver suonato con Clapton al concerto per i 70 anni di Mayall aveva dichiarato che Eric era il suo "eroe" da sempre.
That's All Folks. A proposito di Blues, visto che entriamo in periodo Busca e quindi nei prossimi giorni sarò alla prese con alcune interessanti uscite nel genere, non le ho inserite nelle Anticipazioni.
Come il nuovo, fantastico, Tom Russell, Mesabi cui dedicherò uno spazio apposito. Comunque esce anche lui martedì 6 settembre per la Shout Factory in Usa e il 12 per la Proper in UK. Recensione in mezzo a quelle date. In ogno caso la cover di A Hard Rain's A Gonna di Dylan con Lucinda Williams e Calexico è uno dei brani dell'anno!
Bruno Conti
14:13 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica. bruno conti. discoclub, southside johnny, chris rea, martin simpson, richmond fontaine, lindsey buckingham, horrible crowes, gerry rafferty, tom russell | OKNOtizie |
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17/03/2011
"Carneadi" Che Passione! Bill Johnson - Still Blue
Bill Johnson - Still Blue - Bill Johnson Blues.Com autoprodotto
Questo Bill Johnson (da non confondere con l'omonimo pastore americano, guardate in Youtube) è uno degli ennesimi “carneadi” che popolano il sottobosco del blues e del rock Americano (Canadese per la precisione, in questo caso). Una lunga gavetta alle spalle “I am forty six years old, I believe all you need is love,and I’m still blue”, così si presenta nelle note di questo CD che non è il suo primo ma quello che lo consacra in patria e lo farà conoscere (forse) in giro per il mondo.
Il suo è uno stile che prende da un blues molto laid-back ma caratterizzato da una chitarra dal suono limpido e nitido che ci regala assoli brevi e incisivi, tipo il JJ Cale più movimentato o il Clapton di metà anni ’70 con ampie spruzzate di bayou blues e più di una analogia stilistica, anche vocale, con il Chris Rea più vicino al blues quello che dimentica i torpori della sua musica più commerciale per risalire alle origini della musica del diavolo. E se volete, vi aggiungo che mi ha ricordato anche lo Steve Miller di certi dischi come Born 2b blue, per quella patina morbida che smussa gli angoli più taglienti del Blues.
Brani come Experience con un ottimo lavoro di slide o la ritmica Worked to death con le sue linee soliste pulite appoggiate da un organo mai troppo invadente sono assai piacevoli all’ascolto. Ma anche l’attacco quasi bayou alla Creedence dell’iniziale Fishing with your boots on denota una padronanza della materia molto pertinente. Habitual survivor con i suoi ritmi e le sue sonorità quasi alla Dire Straits primo periodo (e quindi di rimbalzo da un altro ammiratore dell’opera di JJ Cale come Clapton e Rea) conferma questo stile molto godevole che scivola senza grandi scossoni ma con gran classe.
C’è spazio anche per un bel slow blues come l’ottima Half the man e per lo shuffle di Old Les Pau Guitar ma senza sbattersi troppo, mi raccomando! Qualche cover di classe per chiudere il cerchio: la classica 300 Pounds of Heavenly Joy di Willie Dixon e l’ancor più celebrata King Bee alzano la temperatura Blues del disco di Bill Johnson mentre T-Bone Blues di T-Bone Walker ne evidenzia la perizia tecnica e lo stile molto misurato, dai toni jazzati in questo caso. C’è anche un finale tra barrelhouse e jazz con la deliziosamente demodè Remote Control Man che chiude l’album su una nota di assoluta leggerezza.
Insomma, non accenderà il fuoco sotto i vostri sederi, per usare una analogia un po’ colorita, ma tre quarti d’ora di buona musica sono garantiti.
Bruno Conti
18:43 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica. bruno conti. discoclub, bill johnson, jj cale, clapton, steve miller, willie dixon, t-bone walker, chris rea | OKNOtizie |
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