16/04/2013
Una "Cascata" Di Note On The Road. Todd Thibaud - Waterfall
Todd Thibaud – Waterfall – Blue Rose Records 2013
Gradito ritorno per Todd Thibaud, songwriter originario del Vermont, ma residente a Boston (membro e fondatore dei Courage Brothers), dopo il Live At The Rockpalast (2011) recensito su queste pagine virtuali dal sottoscritto. Fin dall’interessante debutto solista di Favorite Waste Of Time del lontano ’96, il nome di questo giovane (allora) cantautore aveva attirato non poche attenzioni su di sé, per la capacità di proporre un rock cantautorale, con le suggestioni roots della sua generazione, e il seguente Little Mistery (99) aveva mantenuto ampiamente le promesse grazie alla produzione di Jim Scott (Whiskeytown e Neal Casal), raggiungendo una calibrata perfezione nei suoni e negli arrangiamenti. Comprendendo anche i live, con questo Waterfall sono ormai più di una decina i suoi album, e nessuno di questi, pur non raggiungendo mai lo status di capolavoro, è sceso sotto una soglia qualitativa più che soddisfacente.
Prodotto da Ed Valauskas, questo lavoro vede il buon Todd avvalersi come al solito della sua fidata backing band, composta da Thomas Juliano alle chitarre, banjo e dobro, Pete Caldes alla batteria, Joe Klompus al basso, Sean Staples al mandolino, Ben Zecker alle tastiere. L’iniziale What May Come è un rock pimpante con la ritmica sostenuta, come la seguente Not For Me, mentre la title track Waterfall è decisamente più solare, con una melodia limpida ed orecchiabile. When The Evening Falls Apart è una dolce ballata semi-acustica, seguita dal rock chitarristico di Hollow con il supporto di Bill Janovitz (Buffalo Tom) e dalla saltellante Lonesome June, che aggiunge grinta al disco. Stranger è una slow ballad bluesata, sporca ed impolverata, cui segue una All In A Dream con la chitarra slide di Thomas Juliano e la voce profonda di Todd in primo piano, mentre My Own e Wears Me Down sono i brani più “tosti” del lavoro, con le chitarre in spolvero. Change A Thing è una squisita ballata crepuscolare (un genere di cui è maestro John Hiatt), per chiudere con la splendida Evermore, una canzone d’amore dai toni folk-acustici, intonata dolcemente dal mandolino di Sean Staples e arricchita dall’incantevole seconda voce di Chris Toppin.
Questo Waterfall è un riuscito album di “americana” al cento per cento, con una miscela equilibrata di rock, folk e blues, da parte di un autore che sa scrivere buone canzoni, se la cava egregiamente sia nelle ballate (forse il suo punto di forza) come nei brani da vero rocker urbano con le chitarre in evidenza. Con questo disco il rocker di Boston ripercorre il percorso fatto a suo tempo, con le virtù fondamentali di gruppi come Wallflowers, Jayhawks, BoDeans e Gin Blossoms e con un bella spruzzata del Boss, ma il risultato finale, ovviamente, porta chiara l’impronta di Todd Thibaud, un musicista che meriterebbe, finalmente, più attenzione, anche dalle nostre parti.
Tino Montanari
09:47 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Non tutti sanno che..., Ospiti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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05/07/2011
Vecchi Rockers "Resistono"! Todd Thibaud - Live At The Rockpalast Crossroads Festival
Todd Thibaud – Live at the Rockpalast Crossroads Festival - Blue Rose – 2 CD + DVD
Questo cd è già sul mercato da alcuni mesi, ma data l’enorme quantità di uscite che si sono accumulate nelle ultime settimane, abbiamo atteso un po’ di tempo prima di recensirlo più ampiamente. Todd Thibaud viene dallo zona di Boston, aveva dato notizia di sé anni fa col gruppo dei Courage Brothers con due ottimi lavori, Something Strong del 1993 e Wood dell’anno successivo, poi ha iniziato una pregevole carriera solista, quando è passato sotto l’egida della Blue Rose Records dando alle stampe Favorite Waste of Time, disco prodotto da Kevin Salem dalla forte impronta chitarristica, paragonato subito adaltri artisti minori come Pete Droge o grandissimi come Tom Petty. In seguito ha inciso abbastanza regolarmente: Little Mistery (1999), Church Street Live e Hot FM Session due album live del (2001), Squash (2002), Northem Skies (2005), un Best e un altro Live nel (2006), e Broken (2009), dispensando un suono che spazia tra Rock e radici, con molte influenze Country, Folk e Blues, e suoni godibili dalla prima all’ultima nota.
Bene siete quindi avvisati, il buon Todd sa come far viaggiare il proprio Rock tra ballate che profumano di California e accelerazioni nello stile del più puro guitar rock, creando quell’alternanza di stili e situazioni, ora introverse da “cantautore” ora estroverse da “rocker” tipiche nei dischi di gente del calibro di Steve Wynn ed Elliott Murphy. Con Thibaud vocals, guitar e armonica, suonano il chitarrista Thomas Juliano, il bassista Joe Klompus, il batterista Pete Caldes e il mandolinista Sean Staples che fanno sentire il loro peso e si amalgamano al sound brillantemente impastato di chitarre acustiche e elettriche, dando anima ad un suono di classica “Americana”.
Trasferiamoci sul palco del Rockpalast di Bonn nell’ambito del Crossroads Festival dove si è tenuto il concerto il 26 Marzo del 2009, iniziando con l’elettrica Drifting, seguita dal mid-tempo di Changing Now, proseguendo con una Is it Love? che sembra uscita da un lavoro di John Hiatt , e da una ballata sognante come Louisiana con il mandolino di Sean Staples a disegnare accordi incantevoli.
Dopo la immancabile presentazione della Band, si riparte con Broken tratta dall’ultimo album in studio, cui fa seguito un’altra ballata di spessore Anywhere con la voce da “balladeer” di Todd ad incantare il pubblico. Chiude la prima parte del concerto una sequenza pettyana composta da Sweet Destiny, On My Own Again e Little Mystery tratta dal primo lavoro da solista.
La seconda parte inizia nel miglior modo possibile con una maestosa I Go On con in evidenza il mandolino di Staples, a ricordarmi un cantautore di cui purtroppo non ho più notizie, tale Chris Burroughs. Si prosegue con Isn’t Love My Friend con un intro alla Steve Wynn, e percorso per tutta la durata del brano dal mandolino solista del solito Staples. Si cambia decisamente ritmo con una Blue Skies Back in versione country, per passare ad una serenata campestre come Man That I Am, seguita da una ballabile Stone I Can’t Roll dall’incedere rootsy. Si ritorna ad atmosfere delicate con una Simple Man (che non è quella dei Lynyrd Skynyrd) cui fanno seguito una ritmata You & Me, una trascinante Dragging Me down con armonica di supporto, e una Finding Out con una grande sezione ritmica. Dopo 90 minuti di ottima musica, si chiude alla grandissima con l’unica “cover” del cd una Dead Flowers dei Rolling Stones trascinante nell’incedere e suonata con cuore e passione.
La musica proposta da Thibaud è una miscela di tutte le componenti necessarie per creare una musica che va diritto al cuore di chi ascolta, raccontandoci piccole storie personali e di amore eterno. Indispensabile per i neofiti, augurandomi che venga finalmente riconosciuta la sua bravura come merita. Se posso permettermi un consiglio, investite senza esitazione i vostri svalutati Euro, in fondo questa confezione 2 CD + DVD dell’intero concerto, costa meno di un CD di Marco Carta. Meditate, gente, meditate.
Tino Montanari
07:01 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Non tutti sanno che..., Ospiti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica. bruno conti. discoclub, todd thibaud, tom petty, courage brothers, kevin salem, pete droge, john hiatt, steve wynn | OKNOtizie |
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