Quasi quasi è meglio la moglie del marito! Ellie Holcomb – Red Sea Road

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Ellie Holcomb – Red Sea Road – Full Heart CD

Ellie Holcomb, nata Elizabeth Bannister, è la moglie di Drew Holcomb, cantautore rock già autore di diversi album a capo dei suoi Neighbors, l’ultimo dei quali, Medicine (2015), è senza dubbio il più bello. (*NDB Ora ne è uscito un altro nuovo http://discoclub.myblog.it/2017/03/30/saluti-da-nashville-il-meglio-nel-genere-americana-drew-holcomb-the-neighbors-souvenir/ ). Ma Ellie non vive nell’ombra del marito, né ha bisogno del suo aiuto per fare dischi, in quanto è un’ottima cantautrice in her own right come direbbero in America, e aveva già dimostrato di valere con i due EP pubblicati ad inizio carriera e soprattutto con il debut album As Sure As The Sun, uscito tre anni orsono. Quelle come la Holcomb negli States sono definite Contemporary Christian Artists, cioè per le quali la religione e le tematiche cristiane rivestono un’importanza fondamentale, sia a livello testuale che musicale: nel caso di Ellie l’argomento religioso viene trattato più che altro nelle liriche, in quanto le sue canzoni non recano alcuna traccia di musica gospel, ma sono bensì caratterizzate da un uso prominente di chitarre e pianoforte, che costruiscono intorno alla voce bella e sensuale della bionda cantante il perfetto alveo per valorizzarle al meglio. Se As Sure As The Sun aveva fatto rizzare le orecchie a più di un critico, questo nuovo Red Sea Road è ancora meglio, in quanto ci presenta tredici brani decisamente belli, profondi, ispirati, con una strumentazione classica ed un uso molto parco ed intelligente di suoni più moderni, il tutto prodotto con mano sicura da Brown Bannister, che oltre ad essere il padre della ragazza è anche un esperto ed acclamato producer (ha lavorato, tra gli altri, con Amy Grant e CeCe Winans).

Tra i musicisti meritano una segnalazione senz’altro Ben Shive e Nathan Dugger, rispettivamente alle tastiere e chitarre, che si sobbarcano buona parte del merito della riuscita del disco, grazie al loro accompagnamento fluido e classico, che rende le ballate di Ellie, già belle ed intense per conto loro, quasi perfette (il marito Drew invece compare poco, solo nei backing vocalist in un paio di pezzi ed alla chitarra acustica nel brano finale). Una vera sorpresa dunque, un CD senza un solo momento sottotono e con diverse canzoni splendide, raffinate, ma anche decisamente coinvolgenti ed emozionanti. Già il brano d’apertura, Find You Here, fa vedere di che pasta è fatta Ellie: una bella ballad, distesa e rilassata, caratterizzata da un ottimo motivo e da un sapiente impasto di chitarre e piano, un fulgido esempio di come si possano costruire belle canzoni con semplicità. He Will è ancora meglio dal punto di vista melodico, con un notevole refrain ed un’affascinante atmosfera eterea, oltre ad un uso per nulla invasivo dell’elettronica: splendido poi il crescendo finale; la title track è limpida, scorrevole, di nuovo con una melodia di prim’ordine ed una strumentazione perfettamente cucita intorno alla voce espressiva della Holcomb: un bell’inizio, anche sorprendente, e non è che il resto sia meno valido, a partire dalla piacevolissima You Are Loved, il classico brano che se ascoltato di prima mattina mette di buon umore per tutto il resto della giornata.

La pimpante Fighting Words ha una base folk ed una ritmica pressante (la si può paragonare allo stile dei Lumineers), ed il ritornello è perfetto per il singalong, I Will Never Be The Same è più riflessiva, ma a poco a poco il motivo corale avvolge l’ascoltatore in una gradevole spirale sonora, mentre Wonderfully Made è lenta, profonda, meditata: l’inizio è per voce e chitarra, poi entra un violoncello e senza accorgercene ci ritroviamo coinvolti in un altro crescendo sonoro niente male. La fresca We’ve Got This Hope è quasi bucolica, vicina alle cose più intime di Suzanne Vega, You Love Me Best è pianistica e struggente, con una delle melodie più intense e toccanti del CD, un brano davvero splendido, mentre la breve God Of All Comfort è la più folk del lotto, solo voce, chitarra ed una leggera tastiera, ma non per questo è meno ricca di pathos. Notevole anche Rescue, che oltre ad un altro refrain bellissimo è costruita intorno ad un affascinante tappeto di chitarre (ben sei, di cui cinque acustiche); l’album si chiude con la vibrante Living Water, con un altro delizioso motivo, e con la tenue e delicata Man Of Sorrows. Gran disco: se non siamo ai livelli del marito ci manca veramente poco.

Marco Verdi

Saluti Da Nashville: Il Meglio Nel Genere “Americana”. Drew Holcomb & The Neighbors – Souvenir

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Drew Holcomb & The Neighbors – Souvenir – Magnolia Music

A due anni di distanza dall’ottimo Medicine, e a pochi mesi dal bellissimo Live At The Ryman dello scorso anno (purtroppo edito solo in vinile), torniamo piacevolmente ad occuparci di Drew Holcomb e dei suoi Neighbors, giunti con questo nuovo lavoro Souvenir a quello che dovrebbe essere il loro decimo album, in un arco di tempo che inizia con l’esordio acerbo di Washed In Blue (05), sino ad arrivare ai giorni nostri, e a consacrarsi, per chi scrive senza ombra di dubbio, la migliore band attuale nel genere “americana”. Come nel disco precedente la produzione è affidata a Joe Pisapia (kd Lang, William Tyler) e Ian Fitchuk, con una formazione allargata a sei elementi: che vede oltre al barbuto Drew Holcomb alla voce, chitarra e armonica, la moglie Ellie al pianoforte e voce (è uscito proprio in questi giorni il suo ultimo disco solista Red Sea Road di cui leggerete tra breve), Rich Brinsfield al basso, Nathan Dugger alle chitarre, Grant Pittman alle tastiere e Jonathan Womble alla batteria; il tutto è stato registrato nella sua città d’adozione (Nashville appunto), per una quarantina di minuti di classico rock americano, con influenze roots, alt-country e folk.

La pista iniziale The Morning Song,  per chi ha buone orecchie, ha tutta la magia di un Ryan Adams al suo meglio, a cui fanno seguito una solare California che alza il ritmo con chitarre elettriche e un tocco di armonica, per poi passare ad una epica ballata folk come Fight For Love (con il particolare che è stata registrata il giorno dopo le elezioni americane), e a una intima Rowdy Heart, Broken Wing, dove spicca un “fingerpicking” acustico che accompagna la voce tremante di Drew. Si cambia con una godibile New Year, di nuovo elettrica e dal ritmo sincopato https://www.youtube.com/watch?v=X8PLk67Rg9k , mentre pochi accordi di pianoforte aprono la melodia di una contemplativa Sometimes. C’è spazio anche per le atmosfere leggermente “caraibiche” di una allegra e originale Mama’s Sunshine,  per la piacevolissima Daddy’s Rain, e, cantata in coppia con la moglie Ellie (che si accompagna al pianoforte), una bellissima Black And Blue, una ballata dolce dalla vena “roots”. Ci si avvia (purtroppo) alla fine con un’armonica che introduce il folk-rock di Postcard Memories, un lento senza tempo come Yellow Rose Of Santa Fe (con largo uso della pedal-steel), e andare infine a chiudere con il fiore all’occhiello dell’album, una sublime Wild World guidata dalla chitarra e dal cantato di Drew, con in sottofondo le dolci note del pianoforte della signora Holcomb.

Un mese dopo aver finito di registrare Souvenir, mentre stava mixando l’album Drew Holcomb si è ritrovato nel letto di un ospedale dove gli fu diagnosticato un raro caso di “meningite virale”, trovando nella sua camera e nel suo letto un provvisorio rifugio dalla malattia, e delegando ai suoi bandmates il completamento dello stesso. Nel frattempo, dopo avere positivamente risolto il tutto, Drew Holcomb e i suoi Neighbors stanno per intraprendere un nuovo tour degli States, che potrebbe portarli ai vertici non solo del genere “americana”, ma anche delle classifiche generali, con una serie di canzoni destinate a durare nel tempo e suonate alla grandissima, per una band che come detto spazia con disinvoltura dal rock al folk, dal country classico al alt-country, ma non disdegna sfumature con toni diversi e innovativi, perfetta colonna sonora dei nostri viaggi individuali. Per Drew Holcomb mi auguro che il viaggio sia ancora in corso, è forse è anche arrivato il momento del giusto riconoscimento commerciale. Altamente consigliato!

Tino Montanari