Un Addio Come E’ Giusto Che Fosse, A Tutto Rock And Roll! Chuck Berry – Chuck

chuck berry chuck

Chuck Berry – Chuck – Dualtone/Decca CD

Oggi non sono qui per dirvi, ammesso che ce ne sia il bisogno, chi era Chuck Berry (per questo vi rimando al mio “necrologio”, postato tre mesi fa alla notizia della sua scomparsa alla bella età di 90 anni http://discoclub.myblog.it/2017/03/19/la-morte-questa-volta-purtroppo-fa-90-se-ne-e-andato-anche-chuck-berry-la-vera-leggenda-del-rock-and-roll/ ): ribadisco solo che siamo di fronte ad un personaggio che, se solo fosse nato con la pelle bianca, e magari fosse stato un po’ meno ribelle e più “paraculo”, oggi sarebbe considerato il re del rock’n’roll al pari e forse più di Elvis Presley. In realtà in questo post si parlerà solo di musica, e per l’esattezza dell’ultimo (in tutti i sensi, forse) album del grande rocker di St. Louis, un disco che era pronto dallo scorso Settembre e che ora è diventato postumo, un lavoro di grande importanza anche perché è il primo in studio da Rock It! del 1979. Ma Chuck non è il disco di una vecchia gloria che rinverdisce qualche suo evergreen magari duettando con ospiti che c’entrano come cavoli a merenda (qualcuno ha detto Tony Bennett?), ma, pur con qualche comprensibile momento di media caratura, un riuscito disco di puro e semplice rock’n’roll vecchio stile, il tutto scritto, suonato e cantato esattamente come negli anni cinquanta. Qualche ospite, come vedremo, c’è, ma intanto sono musicisti veri e non superstars, e poi sono funzionali al progetto: l’album, che comprende dieci canzoni nuove di zecca (di tempo per scriverle ne ha avuto), è prodotto dallo stesso Berry, e vede in session una band ridotta ma compatta composta da Jimmy Marsala al basso, Keith Robinson alla batteria e Robert Lohr al piano, ma è anche un affare di famiglia, in quanto ci sono due dei cinque figli di Chuck, Charles Berry Jr. ed Ingrid Berry (rispettivamente alla chitarra ed armonica) ed il nipote Charles Berry III, sempre alla chitarra; dulcis in fundo, tre apprezzabili interventi delle “nuove leve” Tom Morello, Nathaniel Rateliff e Gary Clark Jr.

E poi naturalmente c’è lui, Chuck, in forma smagliante se teniamo conto che stiamo parlando di un novantenne, con una voce ancora giovanile e l’energia di un ragazzino: il disco forse non è un capolavoro, in quanto presenta più di un riempitivo (e forse avrebbe avuto bisogno di un vero produttore), ma sinceramente, considerando la statura dal personaggio, dovremmo solo essergli grati per averci concesso un’ultima testimonianza prima di lasciarci per sempre. Inizio a tutta birra con Wonderful Woman, cinque minuti di scintillante rockin’ boogie, con un chitarrone ritmico alla Duane Eddy e ficcanti riff da parte di Chuck, che rilascia anche alcuni brevi ma efficaci assoli (e me lo immagino impegnato nel suo celebre duckwalk), ai quali risponde da par suo Gary Clark Jr. Big Boys è invece il pezzo che vede Morello alla solista e Rateliff alle armonie vocali, ma la canzone inizia con il tipico attacco dei rock’n’roll del nostro (per intenderci alla Roll Over Beethoven, Sweet Little Sixteen, ecc. ecc.), e pure il resto si conferma irresistibile come ai vecchi tempi (e Morello non eccede come spesso gli capita): non è autoriciclaggio, e anche se fosse stiamo comunque parlando di colui che questo genere lo ha inventato; Berry amava molto anche il blues, e ne dà un esempio con You Go To My Head, dal tempo strascicato e mood quasi lascivo, che ci fa capire l’enorme influenza che ha avuto sui Rolling Stones. 3/4 Time (Enchiladas) è ripresa dal vivo, ed è un valzerone un po’ sghembo in cui il nostro dà l’impressione di improvvisare il testo, poco più di un gustoso divertissement.

Darlin’ è invece un lento molto anni cinquanta, leggermente country e con un gran lavoro di piano (e le backing vocals dei New Respects, un quartetto di colore per tre quarti al femminile proveniente da Nashville), mentre Lady B. Goode è uno dei pezzi centrali dell’album, il seguito della celeberrima Johnny B. Goode (ce n’era già stato un altro, Bye Bye Johnny), virato però al femminile, ed anche musicalmente siamo da quelle parti, grandissimo rock’n’roll. La pianistica She Still Loves You, dal ritmo vagamente jazz, è un brano un po’ interlocutorio, direi nella media (anche se piano e chitarra lavorano di fino), Jamaica Moon è solare e quasi caraibica come da titolo, ma pure questa non è indimenticabile; Dutchman è un rock blues in cui Chuck non canta ma parla, comunque abbastanza piacevole, mentre Eyes Of Man chiude il CD con un altro blues elettrico di buona fattura.

Forse Chuck non verrà ricordato nei tempi dei tempi come uno dei capolavori di Chuck Berry, ma è un disco più che onesto e con tre-quattro zampate da vecchio marpione, un modo decisamente dignitoso di congedarsi da questa valle di lacrime.

Marco Verdi

Non Ci Posso Credere, Lo Hanno Fatto Pure Con Lui, Anche Peggio Di Elvis! Il 3 Novembre Esce “A Love So Beautiful: Roy Orbison With The Royal Philarmonic Orchestra”.

roy orbison a love so beautiful

Ho notato questa notizia tra le news e sono inorridito a tal punto da non poter esimermi dallo scrivere due righe, anche se come vedremo l’uscita è tra molti mesi: non contenti dello scempio fatto con Elvis Presley, del quale due anni orsono sono state prese alcune tracce vocali ed appiccicate su accompagnamenti orchestrali incisi per l’occasione con esiti, come direbbe un noto allenatore, “agghiaggiandi” (If I Can Dream, del quale mi ero sincerato di parlare malissimo proprio qui sul blog http://discoclub.myblog.it/2015/11/05/questanno-natale-bella-seduta-spiritica-elvis-presley-with-the-royal-philarmonic-orchestra-if-i-can-dream/ , bissato l’anno scorso da The Wonder Of You, per il quale invece non avevo voluto infierire preferendo ignorarlo), la Sony ha annunciato che il 3 Novembre uscirà A Love So Beautiful: Roy Orbison With The Royal Philarmonic Orchestra, altra incredibile tamarrata nella quale la voce inimitabile del grande cantante scomparso da diversi anni verrà letteralmente sepolta da arrangiamenti ridondanti e pacchiani. Come aggravante, la base strumentale dei brani sarà risuonata ex novo (orrore!) dai tre figli di Roy, meglio noti come i Roy’s Boys, che da qualche anno sono diventati i curatori degli archivi del padre: un’operazione demenziale che però temo, come è già successo con Elvis, sarà incensata da una certa stampa allineata e “marchettara” e venderà copiosamente, in quanto il pubblico è ormai sempre più attratto dal kitsch fine a sé stesso. Per puro dovere di cronaca, ecco i titoli dei brani inclusi nel CD:

  1. In Dreams
  2. Crying
  3. I’m Hurtin’
  4. Oh, Pretty Woman
  5. It’s Over
  6. Dream Baby
  7. Blue Angel
  8. Love Hurts
  9. Mean Woman Blues
  10. Uptown
  11. Running Scared
  12. Only The Lonely
  13. I Drove All Night
  14. You Got It
  15. A Love So Beautiful
  16. Pretty Paper

Fa specie trovare all’interno anche pezzi originariamente prodotti dal mio “amico” Jeff Lynne, che quindi ha dato il suo benestare ad un’operazione che definire una porcata non è assolutamente fuori luogo, ancor più sorprendente dato che riguarda un artista che in vita non si sarebbe certo prestato a cose del genere (mentre su Elvis qualche piccolo dubbio ce l’avrei…). Dispiace dirlo, ma con Barbara Orbison ancora tra noi questo non sarebbe successo.

Marco Verdi

La Morte Questa Volta Purtroppo Fa 90: Se Ne E’ Andato Anche Chuck Berry, La “Vera” Leggenda del Rock And Roll!

chuck berry young chuck berry old

Qualche mese fa avevo pubblicato un Post dove si festeggiavano i 90 anni di Chuck Berry (lo potete leggere qui http://discoclub.myblog.it/2016/10/18/oggi-il-rock-and-roll-fa-90-soprattutto-chuck-berry-che-li-compie/ ), e quindi per parole, immagini, e tanti video, avevo già espresso la mia sconfinata ammirazione per quello che è stato probabilmente il più grande interprete del R&R di tutti i tempi, lo ribadisco oggi, insieme al mio rammarico per la sua purtroppo non inattesa (vista l’età) scomparsa. Lo vedete subito sotto insieme a due dei suoi “discepoli” preferiti! Quindi oggi il ricordo e il tributo sono a cura dell’amico Marco Verdi. Vi lascio alla lettura.

Bruno Conti

chuck berry john lennonchuck berry keith richards

Ormai è da un paio d’anni che i musicisti cadono come birilli al bowling, anche se in quest’ultimo caso, data l’età, novanta anni, ce lo potevamo anche aspettare; è però la caratura del personaggio che rende la perdita gravissima: è morto ieri, per cause ancora da stabilire, Charles Edward Anderson Berry, noto al mondo come Chuck Berry, vera e propria leggenda del rock’n’roll e tra gli inventori del genere. Anzi, per fare un paragone, Berry aveva per il rock’n’roll la stessa importanza di Hank Williams per la musica country e di Bob Dylan per la figura del cantautore moderno, in quanto fu il primo vero autore di canzoni rock (cosa che per esempio Elvis Presley non fu mai), con un songbook strepitoso e che lo fece diventare una figura di riferimento per tutti i musicisti rock (e non solo) di lì a venire, oltre ad essere anche un funambolico chitarrista, che inventò anche il tanto imitato duck walk (o davvero qualcuno pensava che fosse un’idea di Angus Young?). Nativo del Missouri, Chuck ebbe una giovinezza problematica, che lo portò diverse volte in riformatorio ed in prigione (anche per rapina a mano armata): appassionato di musica fin da giovanissimo, suonò in diverse band giovanili, fino a quando fu notato dal grandissimo pianista Johnnie Johnson che lo invitò a suonare nel suo gruppo. Talento naturale per il songwriting, Chuch fu in seguito raccomandato da Muddy Waters a Leonard Chess, fondatore della mitica Chess Records, per la quale Berry iniziò ad incidere nel 1955 (Maybellene fu il suo primo singolo).

A poco a poco Chuck si fece notare nell’ambiente, e molte sue canzoni divennero dei successi che lo affermarono come il più completo rock’n’roller in circolazione (e non è che in quegli anni la concorrenza non ci fosse: oltre ad Elvis, basti ricordare Carl Perkins, Roy Orbison, Buddy Holly, Gene Vincent, Eddie Cochran, Fats Domino, Bo Diddley e Jerry Lee Lewis, che ormai è rimasto l’unico ancora tra noi): diversi suoi brani entrati di diritto nel songbook americano provengono dal triennio 1955-1958 (Johnny B. Goode, Roll Over Beethoven, Too Much Monkey Busuness, Brown Eyed Handsome Man, Rock And Roll Music, Sweet Little Sixteen solo per citare le più note). Se Chuck non diventò la superstar numero uno del genere fu prima di tutto a causa del colore della sua pelle, dato che negli anni cinquanta i neri in America erano ancora considerati cittadini di serie B, ma anche per la sua attitudine non proprio da angioletto, che gli fece avere altri guai giudiziari (culminati con l’aver avuto rapporti con una minorenne, tra l’altro fatta entrare illegalmente in America proprio da lui, un “amico” di Trump) e che compromise di fatto la sua carriera negli anni a venire. Chuck continuò ad incidere negli anni sessanta e settanta (decade nella quale tornò alla Chess), pubblicando diverse canzoni diventate poi famose come Let It Rock, Nadine, You Never Can Tell, Promised Land, My Ding-A-Ling, ma senza più assaporare il successo, smettendo di fatto di incidere nel 1979 con l’album Rock It (ma è di qualche mese fa la notizia che quest’anno avremo il primo lavoro in studio di Berry in 40 anni, intitolato semplicemente Chuck, album che ora assume ancora più importanza proprio a causa della sua scomparsa).

Come accennavo prima, Berry è stata una figura fondamentale per generazioni di musicisti venuti dopo di lui, in tutti i generi dal folk, al rock, al country fino al metal (e la pioggia di tweet pubblicati da varie celebrità nelle ultime 24 ore lo dimostra): per i Beatles (che incisero Roll Over Beethoven e Rock And Roll Music) era un idolo assoluto (specie per Lennon, che si esibì anche con lui nel famoso concerto di Toronto del 1969), per i Rolling Stones forse anche qualcosa in più di un idolo, direi una sorta di “padre musicale”, i Beach Boys rubarono il riff di Sweet Little Sixteen per la loro Surfin’ U.S.A., perfino un gruppo lontano dalle tematiche del nostro come la Electric Light Orchestra rivoltò come un calzino la sua Roll Over Beethoven e la fece diventare una hit planetaria (e l’unico singolo del gruppo a non portare la firma di Jeff Lynne). La figura di Berry era nell’immaginario collettivo a tal punto che anche nei film veniva citato spesso: i due casi più famosi che mi vengono in mente sono Michael J. Fox che suona una scatenata Johnny B. Goode di fronte ad un pubblico esterrefatto in Ritorno Al Futuro (e con Marvin Berry, cugino realmente esistito del nostro, che dal backstage fa sentire al telefono a Chuck la canzone fornendogli così l’ispirazione), ed il famoso ballo di John Travolta ed Uma Thurman sulle note di You Never Can Tell in Pulp Fiction.

Per chi ancora non conoscesse l’immenso body of work di Chuck, oltre almeno al primo album After School Session, consiglio le tre imperdibili raccolte dedicate al periodo Chess, uscite nel 2008 (gli anni cinquanta), 2009 (i sessanta) e 2010 (i settanta), a meno che non vogliate spendere una fortuna ed accaparrarvi il megabox uscito nel 2014 per la Bear Family Rock And Roll Music: The Complete Studio Recordings. Vorrei ricordare Chuck con un brano tratto dal bellissimo film-concerto del 1987 Hail! Hail! Rock’n’Roll, nel quale Chuck si autocelebrava sul palco del Fox Theatre della natia St. Louis accompagnato da gente del calibro di Keith Richards, Eric Clapton, Robert Cray, Etta James, nonché il suo scopritore Johnnie Johnson. Lo vedete appena sopra.

Rest In Peace, Mr. Johnny B. Goode.

Marco Verdi

“Ristampe” Imminenti E Future, Parte I: Graham Parker, Emerson, Lake & Palmer, Elvis Presley, Gov’t Mule

graham parker up escalator graham parker the mona lisa's sister graham parker live alone in americagraham parker human soulgraham parker struck by lightninggraham parker burning questionsgraham parker live alone discovering japan

Solito “giro” periodico di orizzonte su alcune delle ristampe più interessanti in uscita prossimamente. Nella prima parte odierna vediamo quelle imminenti che verranno pubblicate tra il 29 luglio e il 5 agosto.

Partiamo con le ristampe di sette album di Graham Parker, quelli successivi al suo periodo con i Rumour. Grazie al nuovo contratto con la Universal torneranno in circolazione al 29 luglio alcuni album notevoli, di cui un paio, secondo molti, e anche il sottoscritto, veramente belli. Tra l’altro, in seguito, a fine settembre, uscirà anche un box da 6 CD + 1 DVD di cui non è stato ancora annunciato il contenuto esatto. Si chiamerà These Dreams Will Never Sleep: The Best Of 1976-2015  e dovrebbe contenere 3 dischi antologici, con alcuni demos e versioni alternative, un dischetto di materiale BBC dal vivo 1977-79, un doppio CD con un concerto inedito insieme ai Rumour riuniti, registrato al Forum di Londra nel 2015. Mentre il DVD riporta un concerto diverso sempre del 2015 a Southampton, con aggiunto materiale d’epoca tratto da Top Of The Pops e dall’Old Grey Whistle Test. Quindi anche avendo le varie antologie uscite in in passato per la Demon e la Rhino, e i due bellissimi Bootleg Box da 6 CD ciascuno, pubblicati dallo stesso Parker, c’e moltissimo materiale interessante, sia per i fans accaniti, come per chi vuole avvicinarsi ad uno dei migliori rockers prodotti dalla scena inglese negli anni ’70, e tutt’ora in gran forma http://discoclub.myblog.it/2015/05/19/il-disco-del-giorno-forse-del-mese-graham-parker-the-rumour-mystery-glue/. Non appena avrò la lista aggiornata dei contenuti del cofanetto seguirà un aggiornamento. Nel frattempo vediamo una disamina delle sette ristampe in uscita in ordine cronologico.

The Up Escalator, l’album del 1980, ha una bonus track, Women In Charge, ed è un disco splendido. Nel disco, oltre ad alcuni dei Rumour ancora presenti, Martin Belmont, Brinsley Schwarz, Andrew Bodnar Steve Goulding, ci sono Nicky Hopkins al piano, Danny Federici all’organo, Peter Wood al synth e Bruce Springsteen alle armonie vocali in Endless Night.

The Mona Lisa’s Sister è il disco del 1988, a cui vengono aggiunte ben 4 bonus tracks. Altro disco molto valido, secondo alcuni addirittura il suo più bello in assoluto: io non mi spingerei ad un giudizio così azzardato, perché i dischi del periodo Mercury sono inarrivabili,.ma senz’altro segnalò ai tempi un ritorno alla miglior forma del nostro e risentito ancora oggi fa la sua bella figura. Canzoni come i singoli dell’epoca Get Started Start A Fire Don’t Let It Break Down sono di eccellente qualità e anche la cover di Cupid di Sam Cooke non scherza. Forse il sound è un filo troppo anni ’80.

Anche Human Soul del 1989 è un ottimo album, con 5 tracce aggiunte, di cui tre sono BBC Sessions (non quelle del box di prossima uscita), leggermente inferiore ai precedenti ma è sempre classico Graham Parker.

Il video precedente evidenzia la svolta “solitaria” della carriera di Parker che per problemi economici raramente potrà esibirsi dal vivo con un gruppo in quel periodo, e proprio nel 1989 esce il suo primo album dal vivo da solo, Live Alone In America, registrato a Philadelphia’ al Theatre Of Living Arts, nel 1988. Niente bonus nella ristampa.

Nel 1991 esce Struck By Lightning, anche questo ha 5 bonus, che probabilmente erano quelle che si trovavano nell’EP allegato all’edizione in vinile uscita all’epoca. Ancora un ottimo disco e l’ultimo di Parker ad entrare nelle classifiche di vendita americane, sia pure al 131° posto. Ten Girls Ago, che vedete qui sotto nella esibizione al David Letterman Show è una splendida canzone.

Molto bello pure Burning Questions, il disco del del 1992, arricchito da quattro tracce bonus, tra cui 2 BBC Sessions e una versione di Substitute degli Who.

E per finire l’ultima ristampa: un altro disco dal vivo in solitaria, questa volta registrato in Giappone Live Alone, Discovering Japan: siamo al Club Quattro di Tokyo nel 1993. Anche in questo caso niente bonus. Inutile dire che anche se forse non sono indispensabili sono comunque tutti fortemente consigliati.

E L & P 2 cd E l & P Tarkus E L & P Pictures 2 cd E l & P The Anthology

Al contrario di Graham Parker gli album di Emerson, Lake & Palmer sono stati ristampati ripetute volte nel corso degli anni, anche in versioni Deluxe potenziate. Alla luce della recente scomparsa all’11 marzo scorso, in seguito a suicidio di Keith Emerson, la Sony/BMG, sempre il 29 luglio, ripubblica i primi tre album in versione doppia, arricchiti di bonus, le stesse versioni del 2012 per il primo album e Tarkus, ma con un nuovo remastering 2016, e una bonus extra, almeno per Pictures At An Exhibition. In più viene pubblicata anche una antologia tripla. Qui di seguito trovate i contenuti del disco in questione, così potete decidere se (ri)comprarli per l’ennesima volta.

Emerson, Lake & Palmer – Pictures At An Exhibition

.[CD1]
1. Promenade (Pt. 1; Live At Newcastle City Hall, 26.3.71; 2016 – Remaster)
2. The Gnome (Live At Newcastle City Hall, 26.3.71; 2016 – Remaster)
3. Promenade (Pt. 2; Live At Newcastle City Hall, 26.3.71; 2016 – Remaster)
4. The Sage (Pt. 3; Live At Newcastle City Hall, 26.3.71; 2016 – Remaster)
5. The Old Castle (Live At Newcastle City Hall, 26.3.71; 2016 – Remaster)
6. Blues Variation (Live At Newcastle City Hall, 26.3.71; 2016 – Remaster)
7. Promenade (Pt. 3; Live At Newcastle City Hall, 26.3.71; 2016 – Remaster)
8. The Hut of Baba Yaga (Pt. 1; Live At Newcastle City Hall, 26.3.71; 2016 – Remaster)
9. The Curse of Baba Yaga (Live At Newcastle City Hall, 26.3.71; 2016 – Remaster)
10. The Hut of Baba Yaga (Pt. 2; Live At Newcastle City Hall, 26.3.71; 2016 – Remaster)
11. The Great Gates of Kiev (Live At Newcastle City Hall, 26.3.71; 2016 – Remaster)
12. Nutrocker (Live At Newcastle City Hall, 26.3.71; 2016 – Remaster)
Bonus Track:
13. Pictures At An Exhibition (Live At The Mar Y Sol Festival, Puerto Rico, 4.12.72)

[CD2]
1. Promenade (Pt. 1; Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)
2. The Gnome (Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)
3. Promenade (Pt. 2; Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)
4. The Sage (Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)
5. The Old Castle (Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)
6. Blues Variation (Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)
7. Promenade (Pt. 3; Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)
8. The Hut of Baba Yaga (Pt. 1; Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)
9. The Curse of Baba Yaga (Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)
10. The Hut of Baba Yaga (Pt. 2; Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)
11. The Great Gates of Kiev (Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)
12. The Barbarian (Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)
13. Knife-Edge (Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)
14. Rondo (Pt. 3; Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)
15. Nut Rocker (Live At The Lyceum Theatre, London, UK, 09/12/70)

E questa è l’antologia tripla:

Tracklist
[CD1]
1. The Barbarian
2. Take a Pebble
3. Knife-Edge
4. Lucky Man
5. Tank
6. Tarkus
7. Bitches Crystal
8. The Only Way (Hymn)
9. Infinite Space (Conclusion)
10. A Time And A Place

[CD2]
1. The Sage (Live At Newcastle City Hall, 1971)
2. The Great Gates Of Kiev (Live At Newcastle City Hall, 1971)
3. Nutrocker (Live At Newcastle City Hall, 1971)
4. The Endless Enigma, Pt. One (Remastered)
5. From the Beginning (Remastered)
6. The Sheriff (Remastered)
7. Hoedown (Remastered)
8. Abaddon’s Bolero (Remastered)
9. Jerusalem (Remastered Version)
10. Toccata (Remastered Version)
11. Still… You Turn Me On (Remastered Version)
12. Karn Evil 9 1st Impression, Pt. I (Remastered Version)
13. Karn Evil 9 1st Impression, Pt. 2 (Remastered Version)
14. Toccata (Live In Anaheim, 1974)

[CD3]
1. Piano Concerto No. 1 (1st Movement)
2. Fanfare for the Common Man
3. Brain Salad Surgery
4. I Believe in Father Christmas – Greg Lake
5. Honky Tonk Train Blues – Keith Emerson
6. Peter Gunn (Live 1977/1978)
7. C’est La Vie (Live At Olympic Stadium, Montreal, 1977)
8. Love Beach
9. Canario
10. Pirates (Live in Nassau, 1978)
11. Affairs Of The Heart
12. Romeo And Juliet
13. Hand Of Truth
14. Paper Blood
15. Tiger in a Spotlight (Live – Now Tour ’97/’98)

elvis presley way down in the jungle room

Tutti gli anni, nei primi giorni di agosto (il mese della sua morte), viene annunciata regolarmente una nuova ristampa di Elvis Presley. Questa volta, il 5 agosto, tocca a Way Down In The Jungle Room, un doppio CD dedicato a quelle che furono le ultime registrazioni di Elvis, effettuate nella Jungle Room, la sala di registrazione ubicata a Graceland, dove Presley si trovava con i suoi musicisti per incidere nuove canzoni, ma anche per provare o per il gusto di suonare musica. Nel corso del 1976 vennero registrate molte canzoni che poi sarebbero uscite nei dischi  From Elvis Presley Boulevard, Memphis, Tennessee pubblicato nella primavera del 1976 e Moody Blue, nel luglio del 1977, gli ultimi due dischi ufficiali di studio, anche se al secondo in qualche brano vennero aggiunti degli applausi per farlo sembrare un disco dal vivo. Gli appassionati hanno già avuto modo di trovare gran parte di questo materiale sia nelle ristampe della FTD (Follow That Dream), l’etichetta specializzata in rarità di Elvis, sia nei vari cofanetti pubblicati dalla RCA, tipo Walk A Mile In My Shoes eToday, Tomorrow And Forever. Comunque il secondo CD riporta molte versioni demo e alternative dei brani apparsi negli album originali, senza le sovarincisioni fastidiose che spesso venivano aggiunte ai dischi di Elvis Presley degli ultimi anni.

[CD1]
1. Way Down
2. She Thinks I Still Care
3. Bitter They Are, Harder They Fall
4. Pledging My Love
5. For The Heart
6. Love Coming Down
7. He’ll Have To Go
8. Blue Eyes Crying In The Rain
9. Hurt
10. Never Again
11. Danny Boy
12. Solitaire
13. Moody Blue
14. It’s Easy For You
15. I’ll Never Fall In Love Again
16. The Last Farewell

[CD2]
1. Bitter They Are, Harder They Fall (Take 1)
2. She Thinks I Still Care (Take 10)
3. The Last Farewell (Take 2)
4. Solitaire (Take 7)
5. I’ll Never Fall In Love Again (Take 5)
6. Moody Blue (Take 1)
7. For The Heart (Take 1)
8. Hurt (Take 3)
9. Danny Boy (Take 9)
10. Never Again (Take 9)
11. Love Coming Down (Take 3)
12. Blue Eyes Crying In The Rain (Take 4)
13. She Thinks I Still Care (Take 2)
14. It’s Easy For You (Take 1)
15. Way Down (Take 2)
16. Pledging My Love (Take 3)
17. For The Heart (Take 4)

gov't mule tel-star sessions

E per concludere la prima parte, un ultimo disco, sempre in uscita il 5 agosto, su etichetta Mascot/Provogue in Europa, e Evil Teen negli USA, che non è propriamente una ristampa, ma lo inseriamo ugualmente nella rubrica, in quanto questo The Tel-Star Sessions dei Gov’t Mule, riporta materiale registrato dalla band appunto ai Tel-Star Studios di Bradenton in Florida nel Giugno del 1994, prima della uscita del primo album omonimo ufficiale del gruppo, pubblicato nell’ottobre del 1995. Si tratta ovviamente della prima formazione, quella dove a fianco di Warren Haynes Matt Abts c’è ancora Allen Woody al basso, e nel disco, oltre a versioni demo ed alternative dei brani di quel primo disco, rimasterizzate e rimixate per l’occasione, ci sono anche alcune cover notevoli dei Free (Mr. Big, anche nel CD originale)  e degli ZZ Top. 

https://www.youtube.com/watch?v=NMkmhXH42AY

E che versioni, ragazzi!

Se la memoria non mi inganna, il primo disco dei “Muli” lo avevo recensito per il Buscadero ai tempi, quando ancora non li cagava nessuno (o era Dose? O tutti e due, non ho conservato il materiale, dovrei cercare le riviste dell’epoca).. Comunque questo è il contenuto del “nuovo” album, assolutamente da avere.

1. Blind Man In The Dark
2. Rocking Horse
3. Monkey Hill
4. Mr. Big
5. The Same Thing
6. Mother Earth
7. Just Got Paid
8. Left Coast Groovies
9. World Of Difference
10. World Of Difference (Alternate Version)

Alla prossima.

Bruno Conti

Dite La Verità, Eravate Un Po’ Preoccupati ! Jerry Garcia & Merl Saunders – Garcia Live Vol. 6: Lion’s Share

jerry garcia garcialive volume six

Jerry Garcia & Merl Saunders – Garcia Live Vol. 6: Lion’s Share, July 5th 1973 – ATO Records 3CD

Dite la verità, eravate preoccupati che da un po’ di tempo non ci si occupava dei Grateful Dead? Eccovi serviti: è infatti uscito da qualche settimana il sesto volume della serie Garcia Live, dedicato ai migliori concerti dell’ex leader del leggendario gruppo di San Francisco, Jerry Garcia, una collana di pubblicazioni che ha sostituito la precedente, denominata Pure Jerry (ma anche i Dead stanno per pubblicare l’ennesimo Dave’s Picks). Questa volta ci si è rivolti ad un concerto del 1973, annata molto attiva per il nostro, insieme al tastierista Merl Saunders, una serata tenutasi al Lion’s Share  (un piccolo club di San Anselmo, nella Bay Area) poco tempo prima dei mitici concerti che avrebbero poi dato vita al famoso Live At Keystone. La formazione è la stessa, con Jerry e Merl accompagnati dal fido John Kahn al basso e Bill Vitt alla batteria, ai quali nella seconda parte dell’esibizione si aggiungerà (ma, come vedremo, potevano anche farne a meno) un trombettista indicato sul libretto come “Mystery Guest”, ma che dovrebbe essere Martin Fierro, dato che poi si occuperà del medesimo strumento nei Legion Of Mary, futura backing band del Garcia solista. Il triplo CD, che presenta un suono decisamente spettacolare (come se fosse stato inciso la settimana scorsa) vede i due leader (ma Jerry lo è di più) spaziare come di consueto dal rock al blues all’errebi, fino al jazz ed alla jam pura, con brani al solito lunghi e dilatati, perlopiù cover di pezzi famosi ma anche oscuri, dato che Garcia senza i Dead amava sperimentare ed occuparsi ben raramente di canzoni scritte da lui.

La performance è scintillante, addirittura fantasmagorica nelle parti strumentali, con Jerry in forma assolutamente strepitosa e Saunders non da meno quando piazza le mani sui tasti dell’organo, lunghi brani suonati in maniera calda e liquida, che hanno l’unico tallone d’Achille nelle parti vocali; Garcia infatti, si sa, non è mai stato un grandissimo cantante, ma a seconda delle serate riusciva anche a cavarsela egregiamente: qui invece fa parecchia fatica, le stonature sono sempre in agguato, e Jerry questo lo capisce e cerca di non forzare più di tanto, con il risultato che le parti cantate abbassano di parecchio la tensione che si viene a creare quando il gruppo si limita a suonare. Altro tasto dolente, la presenza nella seconda metà del concerto di Fierro (o chi per esso), che con la sua tromba invadente e spesso fuori posto,  a mio parere, c’entra poco con il suono generale del quartetto, finisce per rischiare di rovinare delle parti strumentali che, con un cantante più in forma, avrebbero reso questo sesto volume uno dei più belli della serie. Ma anche così direi che l’acquisto può essere pienamente giustificato, in quanto di cantato complessivo non c’è poi molto, e lo stato di forma “chitarristico” di Garcia da solo può valere la spesa.

Il primo CD si apre con la nota After Midnight di J.J. Cale, più lenta di come la faceva Clapton e più nello stile del suo autore, e già si capisce che la serata è di quelle giuste, con Jerry che rilascia subito un assolo dei suoi, ben assecondato dall’organo “caldo” di Saunders, relegando quasi le strofe cantate ad un intermezzo obbligato. Someday Baby è un blues di Sam Hopkins (che Bob Dylan ha pubblicato su Modern Times cambiando solo qualche parola e firmandolo come suo), anch’esso rallentato, quasi spogliato delle sue caratteristiche originarie, ma con un’altra performance super del barbuto chitarrista, che riesce a far sua la canzone al 100%; She’s Got Charisma è un pezzo originale di Saunders, l’inizio è quasi bluesato, ma ben presto si trasforma in una sontuosa jam strumentale dove Jerry e Merl si affrontano ad armi pari, con momenti di psichedelia pura, diciotto minuti di godimento, che confluiscono in una That’s Alright Mama che di minuti ne dura tredici, in cui il noto successo scritto da Arthur Crudup (ma reso immortale da Elvis Presley) è solo un pretesto per le formidabili evoluzioni di Jerry. Il secondo dischetto si apre ancora con un brano di Merl, The System, un pezzo che non è certo un capolavoro (e Saunders come cantante non se la cava molto meglio di Jerry), ma l’abilità dei nostri nel trasformare in oro anche canzoni minori è impressionante, altri diciotto minuti di sballo strumentale. Il primo set di chiude con una concisa rilettura (“solo” sei minuti) di The Night They Drove Old Dixie Down di The Band, una delle grandi canzoni della nostra musica che nelle mani di Garcia e soci non può che scintillare luminosa, anche se Levon Helm la cantava cento volte meglio.

Dopo un break i nostri tornano sul palco insieme a Fierro (che si tratterrà fino alla fine), un’aggiunta che nelle intenzioni avrebbe dovuto dare più colore al suono, anche se a mio parere non ce n’era bisogno: I Second That Emotion (Smokey Robinson) è in versione decisamente calda e piena di ritmo, un suono corposo e denso e solita grande chitarra, mentre il classico di Rodgers & Hart My Funny Valentine è una scusa per altri venti minuti di suoni in totale libertà, al limite del free jazz, ma poi Jerry prende il sopravvento e stende tutti come al solito, anche se l’invadenza della tromba dopo un po’ diventa palese, mentre le cose vanno meglio con la più sintetica (ma sono pur sempre nove minuti) Finders Keepers, un classico nei concerti di Jerry e Merl (è dei Chairman Of The Board), con Jerry che sfodera un’altra prestazione da manuale in un brano che, se “de-trombizzato”, sarebbe stata ancora migliore. Il terzo CD inizia con l’ottima Money Honey di Jesse Stone, purtroppo inficiata dalla prova vocale insufficiente di Jerry, anche se la parte strumentale è come al solito sublime; Like A Road è una ballata delle meno note tra quelle scritte da Dan Penn (nello specifico insieme a Don Nix), un brano molto soulful e vibrante, anche per merito dell’organo, suonato con grande classe e pathos e cantato anche abbastanza bene (e la tromba qui tace). Poi, altri 27 minuti di jam che partono con un’improvvisazione chiamata Merl’s Tune, in cui si alternano momenti fantastici ad altri più cerebrali, e dove purtroppo Fierro fa il bello ed il cattivo tempo, per finire con la sempre splendida How Sweet It Is (To Be Loved By You) di Marvin Gaye, che Jerry ha spesso usato per chiudere i suoi concerti.

Un live dunque strumentalmente ineccepibile, con diversi momenti di pura poesia sonora, ma anche qualche difettuccio qua e là, che per fortuna però non compromette il giudizio finale che rimane assolutamente positivo.

Marco Verdi

Sempre La Solita Zuppa? Sì, Ma E’ Un Ottimo E Saporito Gumbo! Tony Joe White – Rain Crow

tony joe white rain crow

Tony Joe White – Rain Crow – Yep Roc CD

Credo che Tony Joe White, musicista di lungo corso originario della Louisiana, nella sua carriera abbia guadagnato di più con le versioni dei suoi brani fatte da altri che con i suoi dischi. In particolare citerei Polk Salad Annie, uno dei maggiori successi dell’ultimo periodo di Elvis Presley (ed anche nella versione di White unico suo brano da top ten), ma anche Rainy Night In Georgia, hit del soulman Brook Benton  (incisa, tra gli altri, anche da Ray Charles, Otis Rush, Boz Scaggs e Johnny Rivers) e, nel 1989, Steamy Windows nella versione di Tina Turner. Comunque White da solista non ha mai conosciuto il successo vero, nonostante una discografia che parte dal 1969 e che ha conosciuto qualche battuta d’arresto solo negli anni ottanta, pur avendo inventato un sottogenere, lo swamp rock, ed avendo influenzato diversi colleghi, tra cui sicuramente Mark Knopfler e J.J. Cale (che a sua volta ha ispirato l’ex leader dei Dire Straits). Però White ha sempre fatto la sua musica, fregandosene delle mode, e pertanto è sempre stato fuori dal giro che conta, pur essendo portato in palmo di mano da musicisti e critici: il classico artista di culto, ed anche un musicista “rassicurante” per i suoi fans, in quanto da lui si sa sempre cosa aspettarsi (mentre i detrattori potrebbero asserire che fa dischi tutti uguali).

La sua musica infatti è una miscela molto annerita di rock e blues, influenzata dai bayou della Louisiana e con un suono della chitarra molto particolare, un laidback decisamente paludoso, ed un cantato che va di conseguenza: Tony Joe non è mai stato un grande vocalist, ma il suo timbro cupo è perfetto per il suo tipo di sound. Un sound che è poi lo stesso reso popolare dai Creedence Clearwater Revival, anche se John Fogerty non è un vero born on the bayou, essendo originario della California. Neppure in anni recenti White ha mai mollato il colpo, ma anzi ha realizzato alcuni dei suoi dischi più belli, come The Heroines del 2004, pieno di duetti al femminile con Emmylou Harris, Shelby Lynne, Lucinda Williams e Jessi Colter, ed Uncovered del 2006, con grandi ospiti come Knopfler, Cale, Eric Clapton e Waylon Jennings. A tre anni di distanza dal discreto Hoodoo, ora White pubblica Rain Crow, un CD con nove canzoni nuove di zecca (due delle quali scritte con la moglie Leann White ed una con l’attore/musicista Billy Bob Thornton) che posso tranquillamente collocare tra i suoi più riusciti, almeno in anni recenti. Certo, non c’è nulla di nuovo, Tony fa esattamente il tipo di musica che ci si può aspettare da lui, ma è in ottima forma, le canzoni sono valide, i musicisti pure (a parte Tony sono solo in tre: Steve Forrest al basso e Bryan Owings alla batteria forniscono una sezione ritmica coi fiocchi, e Tyson Rogers colora il tutto con il suo organo hammond) e la produzione, a cura di Jody White (figlio di Tony) è molto diretta e con gli strumenti ben separati tra loro.

E poi, naturalmente, c’è White con la sua tipica chitarra swamp. Hoochie Woman apre il CD con un ritmo sostenuto, un basso molto pronunciato, e subito Tony con i suoi tipici fraseggi e la sua voce profonda, e l’organo sullo sfondo a riempire gli spazi. The Bad Wind è più scura, l’atmosfera è quasi minacciosa, la chitarra si staglia sopra una ritmica volutamente soffusa, ed il brano assume toni cupi e foschi, un classico blues delle paludi. Con la title track rimaniamo in territori swamp (ma con Tony sono quasi cinquant’anni che siamo in quei territori), brano cadenzato ed annerito, con il nostro che canta, parla, soffia nell’armonica e rilascia brevi assoli “fogertyiani” (oppure è John che li fa “tonyjoewhitiani”?). The Opening Of The Box è uno swamp-blues pressante, Tony usa anche il pedale wah-wah, ma la sua vocalità “pigra” ci riporta sulla terra: come canzone forse non è niente di che, ma il modo sporco con cui è suonata le fa guadagnare punti. Right Back In The Fire ha un ritmo intrigante ed una linea melodica insolita per il nostro, che canta anche in maniera rigorosa, con deliziosi spunti chitarristici ed un ottimo organo alle spalle: se la sente Knopfler gli piace di sicuro https://www.youtube.com/watch?v=ptR-UDs5O6Y . Se a The Middle Of Nowhere sostituiamo la voce di Fogerty a quella di White avremo un brano Creedence al 100% https://www.youtube.com/watch?v=zoOh_VTMD6U , anche se qui l’indice di “fangosità” è decisamente più alto; Conjure Child è quasi attendista, ma il suono cupo si insinua piano piano, grazie anche alla voce quasi narrante di Tony, ed alla fine il brano coinvolge appieno. Il CD si chiude con la fluida e scorrevole Where Do They Go (non ho detto solare, queste sono tutte canzoni da luna piena, ecco, Full Moon Songs potrebbe essere un bel titolo per un suo futuro album, devo fare in modo di segnalarglielo) e con Tell Me A Swamp Story, un titolo che dice tutto https://www.youtube.com/watch?v=QbXJTpNMj8U . Un altro bel disco per Tony Joe White: se vi piace il genere, non resterete delusi.

Marco Verdi

Country-Gospel D’Altri Tempi! Wade Bowen – Then Sings My Soul

wade bowen then sings my soul

Wade Bowen – Then Sings My Soul: Songs From My Mother – Bowen Sounds CD

Wade Bowen da Waco, Texas, è uno dei più fulgidi esempi di country rocker appartenenti al cosiddetto movimento Red Dirt. Attivo dal 2002, ha prodotto circa una mezza dozzina di album, tutti di fattura più che buona: l’ultimo lavoro, pubblicato lo scorso anno, è stato l’ottimo Hold My Beer, Vol. 1, un perfetto sampler di puro Texas country inciso in coppia con Randy Rogers. Ma questo Then Sings My Soul: Songs For My Mother già dal titolo lascia presagire un qualcosa di diverso: infatti l’album è una collezione di brani della tradizione gospel (ma c’è anche qualcosa di più moderno), un sentito omaggio che Wade sente di dovere a sua madre, che ringrazia nelle note interne con una commossa dedica. Ed il disco, quaranta minuti circa di durata, è una delle cose più belle della discografia del nostro, il quale non affronta i brani presenti con piglio da texano, magari ri-arrangiandoli in chiave country-rock, ma rispetta il loro suono tradizionale e ci consegna un lavoro puro ed incontaminato, dove una bella serie di grandi canzoni brillano di nuova luce grazie all’interpretazione intensa del leader, il quale si circonda di pochi strumenti per dare maggior spazio alle melodie, e come ciliegina sulla torta usufruisce del supporto delle McCrary Sisters ai cori. Un lavoro fatto con passione, che originariamente era stato previsto solo per la vendita online ma, date le richieste, si è deciso di rendere disponibile su larga scala.

https://www.youtube.com/watch?v=qx8M5RoJvUQ

L’album si apre con uno dei classici assoluti del genere, cioè Amazing Grace, che viene proposta in maniera canonica, con un inizio lento per solo piano (ed organo sullo sfondo), Wade che intona con grande partecipazione la ben nota melodia, e la strumentazione che si arricchisce man mano che il brano prosegue (con un bell’assolo di slide, molto alla Cooder). I’ll Fly Away, un inno gospel tra i più conosciuti, è più spedita, ritmo sostenuto, un banjo in sottofondo, motivo cristallino ed orecchiabile ed arrangiamento da country song d’altri tempi; Softly And Tenderly, un pezzo composto addirittura nel 1880, è riproposta come una languida honky-tonk ballad, con l’organo a fornire l’elemento soul: già dalla resa di queste tre canzoni traspare l’amore con cui Bowen ha affrontato questo progetto. Splendida anche Just Over In The Gloryland, altro brano antico (lo hanno fatto anche Bill Monroe e gli Stanley Brothers), con un bel botta e risposta tra voce e coro, melodia tipicamente gospel ed accompagnamento decisamente sudista, un pezzo da godere nota per nota; In The Garden (Tennessee Ernie Ford, Elvis Presley, Willie Nelson e Johnny Cash fra gli altri) è ancora uno slow per voce e poco altro, ma tanta anima, mentre la celeberrima How Great Thou Art (ancora Elvis e Willie, passando per gli Statler Brothers e Dolly Parton) è arrangiata come una moderna country ballad, ma la purezza e la bellezza del brano restano intatti.

https://www.youtube.com/watch?v=ya–crRPkZc

Ed ecco un terzetto di standard famosissimi, che vantano decine di versioni: Farther Along, con un semplice arrangiamento bucolico che esalta la stupenda melodia, molto vicina a quella dei Byrds, un grande brano rifatto splendidamente, Peace In The Valley, lenta, languida, con chitarra acustica e piano a guidare il noto motivo reso celebre ancora da Elvis ma inciso anche da Cash e da Loretta Lynn, e Precious Memories (oltre ai soliti noti, anche J.J. Cale, Emmylou Harris e Bob Dylan), rifatta in maniera vivace e solare, anche se la strumentazione di base rimane acustica. Old Rugged Cross è ancora puro country-folk, ed è impreziosita da un bel controcanto femminile, e prelude ad una sorprendente rilettura di Saved, proprio la title-track del tanto criticato album del 1980 di Bob Dylan, con il nostro che non ne modifica per nulla il potente arrangiamento gospel-rock, riproponendola quasi in maniera calligrafica: non male ma a questo punto meglio l’originale, anche perché in quel periodo Dylan cantava alla grande.

Chiude il CD Take My Hand Precious Lord, ancora un pezzo dal grande pathos e proposto in maniera spoglia ma efficace: un piccolo grande disco, siamo sicuri che la mamma di Wade Bowen da lassù apprezzerà con convinzione.

Marco Verdi

Supplemento Della Domenica: Era Solo Una Questione Di Tempo! Elvis Presley – The Album Collection

elvis presley complete rca albums 60 cd

Elvis Presley – The Album Collection – RCA 60CD Box Set

Negli ultimi anni è diventata un’abitudine per la Sony pubblicare l’opera omnia dei più grandi artisti della nostra musica, basti pensare ai mastodontici box dedicati a Miles Davis (periodo Columbia), Johnny Cash (idem) e Bob Dylan, ma potrei fare molti altri esempi: sembrava strano che nel marasma di ristampe e riedizioni dedicate ad Elvis Presley non avessero pensato ad un trattamento analogo…ed in effetti ci hanno pensato! E’ uscito infatti da poco questo sontuoso box di sessanta CD, The Album Collection, che contiene tutti i dischi in studio e dal vivo incisi in vita dal King per la RCA (tranne fortunatamente i due dischi di spoken word), comprese le antologie pubblicate all’epoca che riunivano i singoli del periodo, e tre CD di rarità esclusivi per questo box (uno per decade): a parte gli esordi con la Sun Records, c’è quindi tutta la vita artistica di Elvis, uno dei rari casi di fedeltà ad una sola etichetta, la RCA appunto, che nel corso della sua carriera lo ha ricoperto di dollari, influenzando però anche pesantemente il suo indirizzo musicale e allontanandolo via via sempre di più dal rock’n’roll degli inizi, con veri e propri passaggi a vuoto specie negli anni sessanta, come vedremo.

Elvis è sempre stato considerato più un artista da singoli che da LP, e la cosa è vera solo in parte: se è indiscutibile che, soprattutto negli anni cinquanta, il nostro ha pubblicato una serie impressionante di 45 giri diventati leggenda, è anche vero che nello stesso periodo anche i suoi full-lenght contenevano in maggior parte grandi canzoni.

elvis presley elviselvis presley 2nd album

E’ questo il caso di Elvis Presley, suo esordio per la RCA ed ancora oggi considerato una pietra miliare del rock’n’roll (e dall’iconica ed imitatissima copertina, basti pensare a London Calling dei Clash ed a Raindogs di Tom Waits), ma anche del suo seguito Elvis ed anche i due successivi, usciti nel periodo in cui il nostro prestava servizio militare e composti da materiale inciso in quelle prolifiche sessions del 1956.

elvis is back

Gli anni sessanta iniziarono benissimo con lo splendido Elvis Is Back!, che anche dal titolo fa capire che si trattava del primo materiale inciso ex novo dopo la naia, un album che contiene classici come Fever, Reconsider Baby e Such A Night, ma poi, dopo i meno riusciti Something For Everybody e Pot Luck la RCA (con la complicità del famigerato manager di Elvis, il “Colonnello” Tom Parker) cercò di fare del King una star del cinema, con una serie di filmucoli di basso livello che servivano come pretesto per le performances canterine del nostro, e le cui colonne sonore, a tratti imbarazzanti, occuparono quasi tutta la discografia di Presley in questa decade: chiaramente qua ci sono tutte, e se qualcuna si salva (Blue Hawaii, Girls! Girls! Girls!) le canzoni degne di essere tramandate ai posteri non sono molte (ma Can’t Help Falling In Love, tratta proprio da Blue Hawaii, è una delle più grandi ballate di sempre in assoluto) https://www.youtube.com/watch?v=5V430M59Yn8

elvis comeback special

E veniamo alla fase finale della carriera di Elvis, cioè la parte che inizia con l’album Elvis, colonna sonora del famoso comeback special del 1968 in cui il nostro (tirato a lucido ed in forma smagliante) si esibì dal vivo in TV per uno show divenuto leggendario.

Da qui e per tutti gli anni settanta (fino alla prematura morte avvenuta nel 1977), il nostro pubblicherà diversi altri dischi dal vivo, tutti di grande valore (nella fase finale, a parte i costumi e certe pacchianerie molto Las Vegas, era diventato un performer straordinario e dalla potenza vocale impressionante, in grado di interpretare qualsiasi brano e fornirne la versione definitiva), tra cui vorrei citare il famosissimo Aloha From Hawaii Via Satellite (1973), un grandissimo successo di vendite, e l’altrettanto riuscito concerto al Madison Square Garden pubblicato l’anno prima.

elvis country

Anche in studio però Elvis, a parte qualche arrangiamento in tantino sopra le righe, seppe dare il meglio di sé stesso nella sua ultima decade, con un vero e proprio capolavoro come Elvis Country (I’m 10.000 Years Old) (1971, il miglior disco del Re?), a cui fece seguire a ruota il meno riuscito (ma sempre più che buono) Love Letters, inciso nelle stesse sessions; anche Promised Land e soprattutto Today (entrambi del 1975) sono degli ottimi esempi di pop-rock di gran classe, come pure Moody Blue, uscito circa un mese prima della sua scomparsa (so che gli anni settanta di Elvis sono sempre stati oggetto di critiche, ma a mio parere certe critiche sono influenzate in parte dagli eventi di contorno ed extra-musicali).

Inoltre, nella discografia di The Pelvis una parte fondamentale sono sempre stati i gospel albums (era molto religioso), pubblicati lungo tutta la carriera con intervalli più o meno regolari: se i primi due (His Hand In Mine, 1960, e How Great Thou Art, 1967) sono assolutamente imperdibili, anche He Touched Me del 1972 non era niente male; e poi, dulcis in fundo, i due dischi di Natale (Elvis’ Christmas Album, 1957, e Elvis Sings The Wondeful World Of Christmas, 1971), ancora oggi tra i più richiesti durante le festività.

Disc: 58
1. My Happiness
2. That’s When Your Heartaches Begin
3. I’ll Never Stand In Your Way
4. It Wouldn’t Be the Same Without You
5. Blue Moon of Kentucky
6. Tomorrow Night
7. Fool, Fool, Fool
8. I’m Left, You’re Right, She’s Gone
9. Tweedlee Dee
10. Maybellene
11. When It Rains, It Really Pours
12. One Night (Of Sin)
13. Loving You
14. Treat Me Nice
15. King Creole
16. Ain’t That Loving You Baby
17. I Asked the Lord
18. Earth Angel
19. I’m Beginning to Forget You
20. Mona Lisa

Disc: 59
1. Stuck On You
2. Fame and Fortune
3. Witchcraft / Love Me Tender
4. Lonely Man
5. Today, Tomorrow and Forever
6. I’m A Roustabout – Elvis Presley & The Jordanaires
7. If I Loved You
8. Tennessee Waltz
9. What Now My Love
10. Show Me Thy Ways, O Lord
11. Oh How I Love Jesus
12. Hide Thou Me
13. Write to Me from Naples
14. My Heart Cries for You
15. Dark Moon
16. Beyond the Reef
17. Suppose
18. It Hurts Me
19. Let Yourself Go
20. This Time / I Can’t Stop Loving You (Informal Recording)
21. Are You Lonesome Tonight?

Disc: 60
1. A Hundred Years from Now
2. Faded Love
3. Ghost Riders In the Sky
4. Alla en el Rancho Grande
5. Froggy Went a Courtin’
6. Little Sister / Get Back
7. Something
8. Lady Madonna
9. I Shall Be Released
10. My Way
11. I’ll Be Home On Christmas Day
12. Tiger Man
13. She Thinks I Still Care
14. I’m So Lonesome I Could Cry
15. The Twelfth of Never
16. You’re the Reason I’m Living
17. Softly As I Leave You
18. America the Beautiful

I tre CD finali del box (di cui cui sopra leggete la lista completa dei brani, se volete fare il classico “celo – manca”) contengono rarità varie (nel primo alcune appartengono al periodo Sun), prese dai vari cofanetti e riedizioni uscite dopo la morte di Presley: non ci sono inediti assoluti, ma è un’ottima opportunità di ascoltare brani altrimenti sparsi in decine di altri album; tutti i 57 CD originali sono presentati in versione mini-LP (senza bonus tracks) e con uno splendido libretto a copertina dura che completa il tutto.

Un box quindi che ci permette di risentire (quasi) tutto ciò che una delle più grandi voci di tutti i tempi ha pubblicato, con qualche indubbia caduta di stile ma nella maggior parte dei casi siamo di fronte a grandissima musica, e non dimentichiamo che Elvis ha sempre curato molto gli arrangiamenti e si è sempre circondato di musicisti formidabili (tra i quali come non citare Scotty Moore, D.J. Fontana, Floyd Cramer, The Jordanaires, James Burton, Chet Atkins, Charlie McCoy, Pete Drake, David Briggs, Reggie Young, Eddie Hinton, Norbert Putnam, Ronnie Tutt, Chip Young, Jerry Scheff e molti altri che meriterebbero di essere nominati ma non voglio fare un post a parte).

Certo, non costa due euro (e neppure quattro), ma averlo in casa è quasi un atto di rispetto nei confronti di una delle figure più importanti del secolo scorso, e non solo in campo musicale.

Marco Verdi

P.S: ecco comunque la lista completa degli album contenuti nel cofanetto:

1. Elvis Presley (1956)
2. Elvis (1956)
3. Loving You (1957)
4. Elvis Christmas Album (1957)
5. Elvis’ Golden Records (1958)
6. King Creole (1958)
7. For LP Fans Only (1959)
8. A Date With Elvis (1959)
9. Elvis’ Gold Records Volume 2- 50,000,000 Elvis Fans Can’t Be Wrong (1959)
10. Elvis Is Back! (1960)
11. G.I. Blues (1960)
12. His Hand In Mine (1960)
13. Something For Everybody (1961)
14. Blue Hawaii (1961)
15. Pot Luck (1962)
16. Girls! Girls! Girls! (1962)
17. It Happened At The World’s Fair (1963)
18. Elvis’ Golden Records Volume 3 (1963)
19. Fun In Acapulco (1963)
20. Kissin’ Cousins (1964)
21. Roustabout (1964)
22. Girl Happy (1965)
23. Elvis For Everyone (1965)
24. Harum Scarum (1965)
25. Frankie And Johnny (1966)
26. Paradise, Hawaiian Style (1966)
27. Spinout (1966)
28. How Great Thou Art (1967)
29. Double Trouble (1967)
30. Clambake (1967)
31. Elvis’ Gold Records Volume 4 (1968)
32. Speedway (1968)
33. Elvis Sings Flaming Star (1968)
34. Elvis (NBC-TV Special) (1968)
35. From Elvis In Memphis (1969)
36. From Memphis To Vegas/From Vegas To Memphis (2 discs, 1969)
37. Let’s Be Friends (1970)
38. On Stage (1970)
39. Almost In Love (1970)
40. That’s The Way It Is (1970)
41. Elvis Country (I’m 10,000 Years Old) (1971)
42. Love Letters From Elvis (1971)
43. C’mon Everybody (1971)
44. I Got Lucky (1971)
45. Elvis Sings The Wonderful World Of Christmas (1971)
46. Elvis Now (1972)
47. He Touched Me (1972)
48. Elvis: As Recorded At Madison Square Garden (1972)
49. Aloha From Hawaii Via Satellite (2 discs, 1973)
50. Elvis (Fool) (1973)
51. Raised On Rock (1973)
52. Good Times (1974)
53. Elvis: As Recorded Live On Stage In Memphis (1974)
54. Promised Land (1975)
55. Elvis Today (1975)
56. From Elvis Presley Boulevard, Memphis, Tennessee (1976)
57. Moody Blue (1977)
58. ’50s Rarities (new collection)
59. ’60s Rarities (new collection)
60. ’70s Rarities (new collection)

Alcuni Cofanetti, Passati, Presenti E Futuri. Psych Box, George Fest, Todd Rundgren, April Wine, Alex Harvey & Elvis Presley

psych box cleopatra 5 cd

Ultimamente stiamo cercando di recensire la maggior parte delle uscite più importanti ed interessanti (o almeno quelle che riteniamo tali) ma la rubrica delle segnalazioni sulle uscite discografiche future è sempre pronta in agguato, basta che trovi il tempo di occuparmene: oggi vi segnalo alcuni box, uno già uscito, un paio imminenti e tre in uscita verso la metà di marzo.

PsychBox-exploded

Partiamo con quel Psych Box della Cleopatra Records che vedete effigiato ad inizio Post e qui sopra: si tratta di un cofanetto da 5 CD + un 45 giri, uscito negli Stati Uniti il 12 febbraio e di prossima pubblicazione sul mercato europeo. Come molti prodotti della Cleopatra è “strano” (come sapete non sempre approvo le uscite dell’etichetta  californiana, soprattutto nell’ambito dei tributi, ma nel reparto ristampe spesso ci sanno fare), in quanto si tratta di una raccolta dedicata alla musica psichedelica, settore dove esistono già centinaia di compilations uscite nel corso degli anni, ma questa ha la particolarità di contenere materiale, oltre che del passato, anche più recente, o addirittura del presente, sia di provenienza americana, come inglese, ed anche europea. Ovviamente, trattandosi di una proposta della Cleopatra alcune scelte sono da prendere con le pinze, comunque nell’insieme il contenuto è più che interessante, come potete verificare dalla lista che leggete qui sotto:

[CD1]
1. The Brian Jonestown Massacre – Going To Hell
2. The Black Angels – Soul Kitchen
3. The Legendary Pink Dots – Damien
4. A Place To Bury Strangers – Sunbeam
5. The Warlocks – You Destroy
6. Hawkwind – Opa-Loka
7. Absolutely Free – Vision’s
8. The Movements – Great Deceiver
9. Chrome – Meet You In The Subway
10. Nikola Tesla & Thee Coils – Sweet Rays
11. Rotten Mangos – Tent Rentals
12. The Thunderbeats – Something Inside Me
13. The Third Sound – For A While
14. Sula Bassana – Lost In Space
15. Brainticket – Black Sand

[CD2]
1. Wild Style Lion – Love Was In Me feat. Kim Gordon
2. The May Company – Wrap Around Porch
3. The See See – Big Bad Storm
4. The Syn – 14 Hour Technicolour Dream
5. Sons of Hippies – Mirrorball
6. The Deviants – Jamie’s Song
7. Cambrian Explosion – The Sun
8. Surprise Party – Cut Me
9. Siena Root – In My Kitchen
10. The Spyrals – Sunflower Microphone
11. Studio 69 – Il Est Juste La
12. The Litter – Action Woman
13. Las Brujas – Sweaty Windows
14. Jovontaes – Forever
15. Spindrift – Red Reflection
16. Dum Dum Girls – Letter To Hermione

[CD3]
1. Nico – All Tomorrow’s Parties
2. Bonfire Beach – Black Tinted Moonlight
3. The Fresh & Onlys – In The Light
4. The Altered Hours – Smoke Your Eyes
5. Femme Accident – Everything Goes Wrong
6. The Ones – Lady Greengrass
7. Tales Of Murder And Dust – Laid Bare
8. Dead Meadow – The Crystal Ship
9. The Sonic Dawn – Japanese Hills
10. MC5 – Gold
11. Tashaki Miyaki – Take It Or Leave It
12. Holy Wave – Do You Feel It
13. The Tulips – Winter Winds
14. Fade In Mona Lisa – Green Carnations
15. Electric Moon – Spaceman

[CD4]
1. Magic Wands – Jupiter
2. Nektar – It’s All In The Mind
3. The Chocolate Watchband – No Way Out
4. Brujas Del Sol – Occultation
5. Calliope – Iron Hand
6. Energy 2000 – Zodiacal Light
7. The Floormen – The Place Where The Flat Things Are
8. The Striped Bananas – Dark Peace
9. Indian Jewelry – Kashmir
10. Wight Lhite – Close To Odd
11. Surly Gates – Under Your Tongue
12. Aqua Nebula Oscillator – Innocent Tu Seras Incandescent
13. Pink Velvet – Allez prenons un autre verre
14. The Crazy World Of Arthur Brown – Devil’s Grip
15. Black Delta Movement – MacBeth
16. Aura Blaze – A Glass Of Tears Half Empty

[CD5]
1. Iron Butterfly – Possession (Original 7″ Version)
2. The Fuzztones – Hallucination Generation
3. Allah-Las – Stoned
4. Love, Hippies & Gangsters – This Is What We Want
5. onYou – National Strings Attached
6. Secret Colours – Get To The Sun
7. The Vacant Lots – Julia
8. Black Moon Circle – The Machine On The Hill
9. Ttotals – Life Thus Far Out
10. Nik Turner – Time Crypt
11. Shuggie Otis – Ice Cream Party (Instrumental)
12. Kim Fowley – The Trip
13. Landskap – South Of No North
14. The Lucid Experiment – She’s My Melody
15. The Raveonettes – The End

[7-Inch]
1. Flashing Lights – Jimmy Page with Screaming Lord Sutch
2. Timothy Leary – What Are Psychedelic Drugs?

Moltissimi dei nomi sono veramente “oscuri”, alcuni discutibili, ma gli appassionati del genere avranno di che gioire, come pure i collezionisti per quel singolo dai contenuti assai rari.

george fest box

Il 28 settembre del 2014 un gruppo di musicisti (e non solo) si è riunito al Fonda Theater di Los Angeles per commemorare la figura e la musica di George Harrison. Prodotto dal figlio Dhani Harrison e da David Zonshine il concerto sarà disponibile da domani 26 febbraio (un giorno prima del suo 73° compleanno che sarebbe stato oggi, ma si sa che le uscite discografiche sono tassative); verrà pubblicato in varie configurazioni  2xCD/DVD, 2xCD/Blu-Ray, 3xLP (180 gram), oltre all’immancabile download, e anche se al concerto hanno partecipato molti nomi interessanti, comunque non si avvicina neanche lontanamente al bellissimo Concert For George, un tributo uscito nel lontano 2003, uno dei più belli di tutti i tempi, ancora oggi fantastico da risentire (se vi manca cercatelo)!

Non ho ancora visto, né sentito questo nuovo progetto (a parte alcuni video disponibili in rete), che viene pubblicato dalla Hot Records, Vagrant negli States e Bmg/Sony in Europa, ma dubito, leggendo il nome dei partecipanti, che possa superare quello che vedete qui sopra, però ci sono molti motivi di interesse visto che le canzoni sono così belle, in ogni caso ecco la lista completa:

Tracklist
[CD1]
1. Introduction
2. Old Brown Shoe (Conan O’Brien)
3. I Me Mine (Britt Daniel from Spoon)
4. Ballad of Sir Frankie Crisp (Let It Roll) (Jonathan Bates feat. Dhani Harrison)
5. Something (Norah Jones)
6. Got My Mind Set On You (Brandon Flowers from The Killers)
7. If Not For You (Heartless Bastards)
8. Be Here Now (Ian Astbury from The Cult)
9. Wah-Wah (Nick Valensi from The Strokes)
10. If I Needed Someone (Jamestown Revival)
11. Art of Dying (Black Rebel Motorcycle Club)
12. Savoy Truffle (Dhani Harrison)
13. For You Blue (Chase Cohl)
14. Beware of Darkness (Ann Wilson)

[CD2]
1. Let It Down (Dhani Harrison)
2. Give Me Love (Give Me Peace On Earth) (Ben Harper)
3. Here Comes The Sun (Perry Farrell from Jane’s Addiction)
4. What Is Life (“Weird Al” Yankovic)
5. Behind That Locked Door (Norah Jones)
6. My Sweet Lord (Brian Wilson)
7. Isn’t It A Pity (The Black Ryder)
8. Any Road (Butch Walker)
9. I’d Have You Anytime (Karen Elson)
10. Taxman (Cold War Kids)
11. It’s All Too Much (The Flaming Lips)
12. Handle With Care (Brandon Flowers, Britt Daniel, Dhani Harrison, Jonathan Bates, Wayne Coyne, and Weird Al Yankovic)
13. All Things Must Pass (Ann Wilson, Dhani Harrison, Karen Elson and Norah Jones)

[DVD or Blu-ray]
1. Introduction
2. Old Brown Shoe (Conan O’Brien)
3. I Me Mine (Britt Daniel from Spoon)
4. Ballad of Sir Frankie Crisp (Let It Roll) (Jonathan Bates feat. Dhani Harrison)
5. Something (Norah Jones)
6. Got My Mind Set On You (Brandon Flowers from The Killers)
7. If Not For You (Heartless Bastards)
8. Be Here Now (Ian Astbury from The Cult)
9. Wah-Wah (Nick Valensi from The Strokes)
10. If I Needed Someone (Jamestown Revival)
11. Art of Dying (Black Rebel Motorcycle Club)
12. Savoy Truffle (Dhani Harrison)
13. For You Blue (Chase Cohl)
14. Beware of Darkness (Ann Wilson)
15. Let It Down (Dhani Harrison)
16. Give Me Love (Give Me Peace On Earth) (Ben Harper)
17. Here Comes The Sun (Perry Farrell from Jane’s Addiction)
18. What Is Life (“Weird Al” Yankovic)
19. Behind That Locked Door (Norah Jones)
20. My Sweet Lord (Brian Wilson)
21. Isn’t It A Pity (The Black Ryder)
22. Any Road (Butch Walker)
23. I’d Have You Anytime (Karen Elson)
24. Taxman (Cold War Kids)
25. It’s All Too Much (The Flaming Lips)
26. Handle With Care (Brandon Flowers, Britt Daniel, Dhani Harrison, Jonathan Bates, Wayne Coyne, and “Weird Al” Yankovic)
27. All Things Must Pass (Ann Wilson, Dhani Harrison, Karen Elson and Norah Jones)

todd rundgren complete bearsville

Todd Rundgren è stato, ed è, uno degli “unsung heroes” del rock americano, un piccolo genio della musica a stelle e strisce autore di alcuni album, da solo o con gli Utopia, ancora oggi memorabili, produttore, cantante, chitarrista, il suo periodo migliore è quello degli album pubblicati con la Bearsville Records, che ora vengono raccolti in questo box di 13 album a special price in uscita domani 26 febbraio per la Warner/Rhino.

Gli album sono questi:

Runt
Runt. The Ballad Of Todd Rundgren
Something/Anything? (2CD)
A Wizard, A True Star
Todd
Initiation
Faithful
Back To The Bars (2CD)
Hermit Of Mink Hollow
Healing
The Ever Popular Tortured Artist Effect

E questa la tracklist completa dei contenuti:

[CD1]
1. Broke Down And Busted
2. Believe In Me
3. We Gotta Get You A Woman
4. Who’s That Man?
5. Once Burned
6. Devil’s Bite
7. I’m In The Clique
8. There Are No Words
9. Baby Let’s Swing/The Last Thing You Said/Don’t Tie My Hands
10. Birthday Carol

[CD2]
1. Long Flowing Robe
2. The Ballad [Denny & Jean]
3. Bleeding
4. Wailing Wall
5. The Range War
6. Chain Letter
7. A Long Time, A Long Way To Go
8. Boat On The Charles
9. Be Nice To Me
10. Hope I’m Around
11. Parole
12. Remember Me

[CD3]
1. I Saw The Light
2. It Wouldn’t Have Made Any Difference
3. Wolfman Jack
4. Cold Morning Light
5. It Takes Two To Tango (This Is For The Girls)
6. Sweeter Memories
7. Intro
8. Breathless (Instrumental)
9. The Night The Carousel Burned Down
10. Saving Grace
11. Marlene
12. Song Of The Viking
13. I Went To The Mirror

[CD4]
1. Black Maria
2. One More Day (No Word)
3. Couldn’t I Just Tell You
4. Torch Song
5. Little Red Lights
6. Overture – My Roots: Money (That’s What I Want) // Messin’ With The Kid
7. Dust In The Wind
8. Piss Aaron
9. Hello It’s Me
10. Some Folks Is Even Whiter Than Me
11. You Left Me Sore
12. Slut

[CD5]
1. International Feel
2. Never Never Land
3. Tic Tic Tic, It Wears Off
4. You Need Your Head
5. Rock & Roll Pussy
6. Dogfight Giggle
7. You Don’t Have to Camp Around
8. Flamingo
9. Zen Archer
10. Just Another Onionhead/Da Da Dali
11. When the Shit Hits The Fan/Sunset Blvd.
12. Le Feel Internacionale
13. Sometimes I Don’t Know What to Feel
14. Does Anybody Love You?
15. Medley: I’m So Proud/Ooh Baby Baby/La la Means I Love You/Cool Jerk
16. Hungry For Love
17. I Don’t Want To Tie You Down
18. Is It My Name?
19. Just One Victory

[CD6]
1. How About A Little Fanfare?
2. I Think You Know
3. The Spark Of Life
4. An Elpee’s Worth Of Toons
5. A Dream Goes On Forever
6. Lord Chancellor’s Nightmare Song
7. Drunken Blue Rooster
8. The Last Ride
9. Everybody’s Going To Heaven/King Kong Reggae
10. No. 1 Lowest Common Denominator
11. Useless Begging
12. Sidewalk Cafe
13. Izzat Love?
14. Heavy Metal Kids
15. In And Out The Chakras We Go [Formerly Shaft Goes To Outer Space]
16. Don’t You Ever Learn?
17. Sons Of 1984

[CD7]
1. Real Man
2. Born to Synthesize
3. The Death Of Rock ‘N’ Roll
4. Eastern Intrigue
5. Initiation
6. Fair Warning
7. A Treatise On Cosmic Fire (– Intro-Prana)
8. A Treatise On Cosmic Fire (– II The Fire of Mind or Solar Fire)
9. A Treatise On Cosmic Fire (– III The Fire of Spirit or Electric Fire)
10. A Treatise On Cosmic Fire (– I The Eternal Fire or Fire By Friction – Outro-Prana)

[CD8]
1. Happenings Ten Years Time Ago
2. Good Vibrations
3. Rain
4. Most Likely You Go Your Way [And I’ll Go Mine]
5. If 6 Was 9
6. Strawberry Fields Forever
7. Black And White
8. Love Of The Common Man
9. When I Pray
10. Cliché
11. The Verb “To Love”
12. Boogies [Hamburger Hell]

https://www.youtube.com/watch?v=1BwagJJR0Vk

[CD9]
1. Real Man [Live Version – 1978]
2. Love Of The Common Man [Live Version – 1978]
3. The Verb “To Love” [Live Version – 1978]
4. Love In Action [Live Version – 1978]
5. A Dream Goes On Forever [Live Version – 1978]
6. Sometimes I Don’t Know What to Feel [Live Version – 1978]
7. The Range War [Live Version – 1978]
8. Black And White [Live Version – 1978]
9. The Last Ride [Live Version – 1978]
10. Cliché [Live Version – 1978]
11. Don’t You Ever Learn? [Live Version – 1978]

[CD10]
1. Never Never Land [Live Version – 1978]
2. Black Maria [Live Version – 1978]
3. Zen Archer [Live Version – 1978]
4. Medley: I’m So Proud/Ooh Baby Baby/La La Means I Love You/I Saw The Light [Live Version – 1978]
5. It Wouldn’t Have Made Any Difference [Live Version – 1978]
6. Eastern Intrigue [Live Version – 1978]
7. Initiation [Live Version – 1978]
8. Couldn’t I Just Tell You [Live Version – 1978]
9. Hello It’s Me [Live Version – 1978]

[CD11]
1. All The Children Sing
2. Can We Still Be Friends?
3. Hurting For You
4. Too Far Gone
5. Onomatopoeia
6. Determination
7. Bread
8. Bag Lady
9. You Cried Wolf
10. Lucky Guy
11. Out Of Control
12. Fade Away

[CD12]
1. Healer
2. Pulse
3. Flesh
4. Golden Goose
5. Compassion
6. Shine
7. Healing Pt.1
8. Healing Pt.2
9. Healing Pt.3
10. Time Heals
11. Tiny Demons

[CD13]
1. Hideaway
2. Influenza
3. Don’t Hurt Yourself
4. There Goes Your Baybay
5. Tin Soldier
6. Emperor Of The Highway
7. Bang The Drum All Day
8. Drive
9. Chant

Mancano gli album con gli Utopia, alcuni dei quali sono veramente notevoli, ma comunque il nostro amico è uno che viene spesso antologizzato, quindi mai disperare; proprio in questi giorni escono anche altri due cofanetti tripli, uno per la inglese Edsel For Lack Of Honest Work: A Live History, 1971-2006, con materiale in gran parte inedito, l’altro per la Purple Pyramid/Cleopatra Box O’Todd, con tre show radiofonici registrati nel 1971/1972/1973.

april wine box set 6 cd

Gli April Wine sono stati (e sono tuttora, visto che sono ancora in attività) una delle più popolari e migliori band di hard rock canadese. Niente forse per cui stracciarsi le vesti, ma gli appassionati del genere qui troveranno alcuni degli album più popolari della band: parliamo del periodo Capitol, quello che va dal 1978 al 1984, con in più un raro concerto per la BBC del 1980, forse non il loro migliore in assoluto a livello qualitativo (che secondo me è quello dei primi album tra il ’71 e il ’75) ma in ogni caso assolutamente rispettabile. Ecco contenuti e titoli di album e brani:

[CD1: First Glance]
1. Get Ready For Love
2. Hot On The Wheels Of Love
3. Rock N’ Roll Is A Vicious Game
4. Right Down To It
5. Roller
6. Comin’ Right Down On Top Of Me
7. I’m Alive
8. Let Yourself Go
9. Silver Dollar

[CD2: Harder … Faster]
1. I Like To Rock
2. Say Hello
3. Tonite
4. Ladies Man
5. Before The Dawn
6. Babes In Arms
7. Better Do It Well
8. 21st Century Schizoid Man

[CD3: The Nature Of The Beast]
1. All Over Town
2. Tellin’ Me Lies
3. Sign Of The Gypsy Queen
4. Just Between You And Me
5. Wanna Rock
6. Caught In The Crossfire
7. Future Tense
8. Big City Girls
9. Crash And Burn
10. Bad Boys
11. One More Time
Bonus Tracks:
12. Roller (Live At Hammersmith Odeon, London, UK / 1981)
13. I Like To Rock (Live At Hammersmith Odeon, London, UK / 1981)

[CD4: Power Play]
1. Anything You Want, You Got It
2. Enough Is Enough
3. If You See Kay
4. What If We Fall In Love
5. Waiting On A Miracle
6. Doin’ It Right
7. Ain’t Got Your Love
8. Blood Money
9. Tell Me Why
10. Runners In The Night

[CD5: Animal Grace]
1. This Could Be The Right One
2. Sons Of The Pioneers
3. Without Your Love
4. Rock Tonite
5. Hard Rock Kid
6. Money Talks
7. Gimme That Thing Called Love
8. Too Hot To Handle
9. Last Time I’ll Ever Sing The Blues

[CD6: BBC In Concert]
1. Oowatanite (BBC In Concert, Live In Reading, UK / 1980)
2. Get Ready For Love (BBC In Concert, Live In Reading, UK / 1980)
3. I Like To Rock (BBC In Concert, Live In Reading, UK / 1980)
4. Before The Dawn (BBC In Concert, Live In Reading, UK / 1980)
5. Ladies Man (BBC In Concert, Live In Reading, UK / 1980)
6. 21st Century Schizoid Man (BBC In Concert, Live In Reading, UK / 1980)
7. Roller (BBC In Concert, Live In Reading, UK / 1980)
8. Don’t Push Me Around (BBC In Concert, Live In Reading, UK / 1980)
9. Better Do It Well (BBC In Concert, Live In Reading, UK / 1980)

Il tutto uscirà l’11 marzo p.v. per la Caroline/Universal, in un box da 6 CD sempre a prezzo speciale.

alex harvey the last of the teenage idols

La settimana successiva, il 18 marzo, sempre per la Universal, ma purtroppo non a prezzo speciale, anzi costerà un botto, esce questo box di 14 CD The Last Of The Teenage Idols, dedicato ad uno dei grandi del rock, del glam e della musica inglese in generale, Alex Harvey. Copre tutta la sua carriera, è ricco di inediti e rarità ed è incentrato soprattutto intorno al periodo della Sensational Alex Harvey, grandissima band negli anni ’70, ma c’è tutto, con 21 inediti assoluti e 59 brani che appaiono in CD per la prima volta, si arriva fino al 1983:

Disc One:

Alex Harvey And His Soul Band ( 1963 to 1964 )

1: What’s Wrong With Me Baby ? ( 3:02 ) – Alex Harvey and His Soul Band ( 3/10/1963 )
2: The Liverpool Scene ( 2:51 ) – Alex Harvey and His Soul Band ( 2/9/1963 )
3: Going Back To Birmingham ( 3:05 ) – Alex Harvey and His Soul Band aka The Sabres*
4: Jailhouse Rock ( 2:44 ) – Alex Harvey and His Soul Band aka James Dale and The Top 10 Allstars*

Alex Harvey And His Soul Band ?– Alex Harvey And His Soul Band ( Polydor 831 887-1 )

5: Framed ( 3:20 ) *
6: I Ain’t Worrying Baby ( 2:58 ) *
7: Backwater Blue ( 3:07 ) *
8: Let The Good Times Roll ( 3:05 ) *
9: Going Home ( 2:09 ) *
10: I’ve Got My Mojo Working ( 3:50 ) *
11: Teensville USA ( 3:31 ) *
12: New Orleans ( 3:17 ) *
13: Bo Diddley Is A Gun Slinger ( 2:26 ) *
14: When I Grow To Old To Rock ( 2:26 ) *
15: Evil Hearted Man ( 3:00 ) *
16: I Just Wanna Make Love To You ( 2:38 ) *
17: The Blind Man ( 2:37 ) *
18: Reeling And Rocking ( 3:28 )*
19: Lord Randall ( 4:05 ) Alex Harvey and Leslie Harvey ( 9/5/1964 ) †
20: Born With The Blues ( 2:47 ) Alex Harvey and Leslie Harvey ( 9/5/1964 ) †
21: House of The Rising Sun ( 2:50 ) Alex Harvey and Leslie Harvey ( 9/5/1964 ) †

Disc Two:

Alex Harvey And His Soul Band – 2nd Album ( 1964 )

1: Shout ( 4:44 )
2: Sticks and Stones ( 2:15 )
3: Take Out Some Insurance On Me Baby ( 4:15 )
4: Long Long Gone ( 2:18 )
5: Penicillin Blues ( 3:52 )
6: Shakin’ All Over ( 2:04 )
7: Outskirts Of Town ( 3:30 )
8: Tutti Frutti ( 2:18 )
9: My Kind Of Lovin’ ( 2:12 )
10: Parchman Farm ( 3:09 )
11: Ten A Penny ( 2:30 )
12: Canoe Song ( 2:49 ) ( 5/8/1964 )
13: You Ain’t No Good To Me ( 2:28 )
14: You’ve Put A Spell On Me ( 2:51 )
15: Hoochie Coochie Man ( 4:28 )
16: Elevator Rock ( 2:08 )
17: You Are My Sunshine ( 2:25 ) ( 14/8/1964 )
18: Ain’t That Just Too Bad ( 2:25 ) *
19: The Little Boy Who Santa Claus Forgot ( 2:57 ) – Alex Harvey and His Soul Band ( 11/11/1964)

Disc Three:

Alex Harvey – The Blues ( Polydor 237 641 ) ( 1964 to 1965 )

1: Trouble In Mind ( 3:15 ) *
2: Honey Bee ( 4:08 ) *
3: I Learned About Woman ( 3:15 ) *
4: Danger Zone ( 3:25 ) *
5: The Riddle Song ( 3:09 ) *
6: Waltzing Matilda ( 3:37 ) *
7: T.B. Blues ( 5:19 ) *
8: The Big Rock Candy Mountain ( 2:11 ) *
9: The Michigan Massacre ( 3:25 ) *
10: No Peace ( 5:12 ) *
11: Nobody Knows You When You’re Down And Out ( 3:02 ) *
12: St. James Infirmary ( 3:02 )
13: Strange Fruit ( 2:37 ) *
14: Kisses Sweeter Than Wine ( 3:25 ) *
15: Good God Almighty ( 3:03 ) *

Bonus tracks:

16: Agent OO Soul ( 2:41 ) – Fontana single TF 610 A-Side
17: Go Away Baby ( 2:25 ) – Fontana single TF 610 B-Side *

Disc Four:

Alex Harvey – Roman Wall Blues ( 1966 to 1969 )

1: Work Song ( 2:35 ) – Fontana single TF 764 A-Side
2: I Can Do Without You ( 2:43 ) -Fontana single TF 764 B-Side *
3: The Sunday Song ( 2:25 ) Decca single F12640 A-Side *
4: Horizons ( 2:39 ) – Decca single F12640 B-Side *
5: Maybe Someday ( 2:47 ) – Decca single F12660 A-Side *
6: Curtains For My Baby ( 3:13 )- Decca single F12660 B-Side *
strong>Roman Wall Blues ( Fontana ?– 886 783TY / STL 5534 ) ( 1969 )
7: Midnight Moses ( 3:30 )
8: Hello L.A. Bye Bye Birmingham ( 2:29 ) *
9: Broken Hearted Fairytale ( 3:41 ) *
10: Donna ( 2:21 ) *
11: Roman Wall Blues( 2:50 )
12: Jumpin’ Jack Flash ( 3:14 ) *
13: Hammer Song ( 3:12 ) *
14: Let My Bluebird Sing ( 3:40 ) *
15: Maxine ( 4:40 ) *
16: Down At Bart’s Place ( 4:21 ) *
17: Candy ( 2:57 ) *
18: Harp – Demo version ( 5:22 )

Disc Five:

Rock Workshop / Hair Rave Up / Rock Workshop / Solo ( 1969 to 1972 )

1: Hair ( 2:49 ) – Hair Rave Up – Pye / Sanctuary 1969
2: Royal International Love-In ( 2:19 ) – Hair Rave Up – Pye / Sanctuary 1969
3: Bond Street Baby ( 2:19 ) – Hair Rave Up – Pye / Sanctuary 1969
4: Birthday ( 2:30 ) – Hair Rave Up – Pye / Sanctuary 1969
5: Ice Cold ( 2:58 ) – Rock Workshop ( CBS S-64075 ) featuring Alex Harvey on vocals
6: You To Lose ( 6:42 ) – Rock Workshop ( CBS S-64075 ) featuring Alex Harvey on vocals
7: Hole In Her Stocking ( 4:12 ) Rock Workshop ( CBS S-64075 ) featuring Alex Harvey on vocals
8: Wade In The Water ( 3:45 ) – Rock Workshop ( CBS S-64075 ) featuring Alex Harvey on vocals
9: Born In The City ( 3:02 ) Rock Workshop ( CBS S-64075 ) featuring Alex Harvey on vocals

Alex Harvey – The Joker Is Wild ( Metronome MLP 15429 – Germany ) ( 1972)

10: The Joker Is Wild ( 2:07 ) *
11: Penicillin Blues ( 4:58 ) *
12: I Just Want To Make Love To You ( 3:23 ) *
13: I’m Just A Man ( 3:12 ) *
14: He Ain’t Heavy, He’s My Brother ( 5:05 ) *
15: Silhouette and Shadow ( 2:07 ) *
16: Hare Krishna / Willie The Pimp -Medley ( 12:23 ) *
17: Flying Saucer’s Daughter ( 4:50 ) *

Disc Six:

The Sensational Alex Harvey Band – Framed ( 1973 )

1: Framed ( 4:56 )
2: Hammer Song ( 4:05 )
3: Midnight Moses ( 4:25 )
4: Isobel Goudie ( 7:29 )
5: Buff’s Bar Blues ( 3:04 )
6: I Just Want To Make Love To You ( 6:39 )
7: Hole In Her Stocking ( 4:39 )
8: There’s No Lights On The Christmas Tree Mother, They’re Burning Big Louie Tonight ( 3:44 )
9: St. Anthony ( 4:46 )

Bonus tracks:

10: Harp ( 4:10 ) – B-Side
11: Midnight Moses ( 4:40 )– BBC Radio 1 – In Concert – Recorded 2/11/1972
12: St Anthony ( 6:24 )– BBC Radio 1 – In Concert – Recorded 2/11/1972
13: Framed ( 6:41 ) – BBC Radio 1 – In Concert – Recorded 2/11/1972
14: There’s No Lights On The Christmas Tree Mother, They’re Burning Big Louie Tonight ( 3:54 )
15: Hole In Her Stocking ( 5:44 ) – BBC Radio 1 – In Concert – Recorded 2/11/1972

Disc Seven:

The Sensational Alex Harvey Band – Next ( 1973 )

1:Swampsnake ( 4:52 )
2: Gang Bang ( 4:44 )
3: The Faith Healer ( 7:11 )
4: Giddy-Up-A-Ding-Dong ( 3:16 )
5: Next ( 4:03 )
6: Vambo Marble Eye ( 4:24 )
7: The Last Of The Teenage Idols ( 7:11 )

Bonus tracks:

8: The Faith Healer ( 6:23 ) – BBC Radio 1 – In Concert – Recorded 2/10/1973
9: Midnight Moses ( 4:33 ) – BBC Radio 1 – In Concert – Recorded 2/11/1972
10: Gang Bang ( 4:54 ) – BBC Radio 1 – In Concert – Recorded 2/11/1972
11: The Last of The Teenage Idols ( 8:19 ) – BBC Radio 1 – In Concert – Recorded 2/11/1972
12: Giddy Up A Ding Dong ( 3:25 ) – BBC Radio 1 – In Concert – Recorded 2/11/1972
13: Next ( 3:59 ) – The Old Grey Whistle Test – 20/12/1973
14: The Faith Healer ( 3:17 ) – The Old Grey Whistle Test – 20/12/1973

Disc Eight:

The Sensational Alex Harvey Band – The Impossible Dream ( 1974 )

1: The Hot City Symphony – Part One : Vambo ( 5:04 )
2: The Hot City Symphony – Part Two : The Man In The Jar ( 8:14 )
3: River of Love ( 3:12 )
4: Long Hair Music ( 4:37 )
5: Hey ( 0:39 )
6: Sgt. Fury ( 3:29 )
7: Weights Made of Lead ( 2:41 )
8: Money Honey / Impossible Dream ( 2:10 )
9: Tomahawk Kid ( 4:35)
10: Anthem ( 7:45 )

Bonus tracks:

11: Faith Healer ( 6:41 ) – Live at the Ragnarock Festival, Oslo
12: Giddy Up-A-Ding-Dong ( 4:31 ) – Live at the Ragnarock Festival , Oslo
13: Alex Harvey Talks About Everything – An In depth Session with Alex of SAHB ( 24:38 ) Previously Unreleased †

Disc Nine:

The Sensational Alex Harvey Band – Tomorrow Belongs To Me ( 1975 )

1: Action Strasse ( 3:16 )
2: Snake Bite ( 3:55 )
3: Soul In Chains ( 3:54 )
4: The Tale Of The Giant Stone Eater ( 7:20 )
5: Ribs and Balls ( 1:53 )
6: Give My Compliments To The Chef ( 5:32 )
7: Sharks Teeth ( 4:54 )
8: Shake That Thing ( 4:05 )
9: Tomorrow Belongs To Me ( 3:47 )
10: To Be Continued ( 0:56 )

Bonus tracks:

11: Give My Compliments To The Chef ( 6:06 ) – The Old Grey Whistle Test – 30/5/1975
12: Action Strasse ( 5:15 ) – Live at the Hammersmith Odeon ( 6:07 ) Previously Unreleased†
13: Soul In Chains ( 7:01 ) – Live at the Hammersmith Odeon ( 6:07 ) Previously Unreleased†
14: Tale of the Giant Stone Eater ( 9:01 )– Live at the Hammersmith Odeon ( 6:07 ) Previously Unreleased†

Disc Ten:

The Sensational Alex Harvey Band – Live( 1975 )

1: Fanfare ( 1:24)
2: Faith Healer ( 6:50 )
3: Tomahawk Kid ( 5:50 )
4: Vambo ( 9:29 )
5: Give My Compliments To The Chef ( 6:37 )
6: Delilah ( 5:17 )
7: Framed ( 11:08 )

Bonus tracks:

8: Sgt Fury – Live at the Hammersmith Odeon ( 4:08 ) Previously Unreleased†
9: Gang Bang – – Live at the Hammersmith Odeon ( 5:50 ) Previously Unreleased†
10: Midnight Moses Live at the Hammersmith Odeon ( 4:32 ) Previously Unreleased†
11: Tomorrow Belongs To Me – Live at the Hammersmith Odeon ( 6:16 ) Previously Unreleased †
12: Delilah ( 5:04 ) – The Old Grey Whistle Test – 30/5/1975

Disc Eleven:

The Sensational Alex Harvey Band – The Penthouse Tapes ( 1976 )

1: I Wanna Have You Back ( 2:39 )
2: Jungle Jenny ( 3:59 )
3: Runaway ( 2:44 )
4: Love Story ( 5:03 )
5: School’s Out ( 4:55 )
6: Goodnight Irene ( 4:32 )
7: Say You’re Mine ( Every Cowboy Song ) ( 3:21 )
8: Gamblin’ Bar Room Blues ( 4:06 )
9: Crazy Horses ( 2:50 )
10: Cheek To Cheek ( 3:32 )

Bonus tracks:

11: The Tomahawk Kid ( 5:50 ) – Recorded Live at The De Montford Hall, Leicester ( 22/5/1976 ) *
12: Isobel Goudie ( 9:35 ) – Recorded Live at The De Montford Hall, Leicester ( 22/5/1976 ) *
13: Dance To Your Daddy ( 10:40 ) – Recorded Live at The De Montford Hall, Leicester ( 22/5/76) *
14: Framed ( 7:33 ) – Recorded Live at The De Montford Hall, Leicester ( 22/5/1976 ) *
15: The Boston Tea Party ( 7:45 ) – Recorded Live at The De Montford Hall, Leicester ( 22/5/1976 ) *

Disc Twelve:

The Sensational Alex Harvey Band – SAHB Stories ( 1976 )

1: Dance To Your Daddy ( 5:45 )
2: Amos Moses ( 5:17 )
3: Jungle Rub Out ( 4:26 )
4: Sirocco ( 6:52 )
5: Boston Tea Party ( 4:36 )
6: Sultan’s Choice ( 4:06 )
7: $25 For A Massage ( 3:16 )
8: Dogs of War ( 6:13 )

Bonus tracks:

9: Satchel and the Scalp Hunter ( 3:18 ) Vertigo single : 6078 244 / TOP 19 B-Side *
10: Boston Tea Party ( 3:48 ) – TOTP 10/6/1976
11: Amos Moses” – Backing Track ( 5:33 ) *

Disc Thirteen:

The Sensational Alex Harvey Band – Rock Drill ( 1977 )

1: Rock Drill ( 6:22 )
2: The Dolphins ( 6:10 )
3: Rock ‘n’ Roll ( 3:40 )
4: King Kong ( 3:16 )
5: Booids ( 1:38 )
6: Who Murdered Sex ? ( 5:16 )
7: Nightmare City ( 3:48 )
8: Water Beastie ( 4:50 )
9: Mrs Blackhouse ( 3:37 )

Bonus tracks:

10: No Complaints Department ( 5:00 ) †
11: Engine Room Boogie ( 6:52 ) Vertigo single : TOP 32 B-Side *
12: King Kong ( 3:42 ) – with QUAD – The Alan Freeman Rock Show –BBC Radio One – 6/3/1978†
13: Midnight Moses ( 4:10 ) – with QUAD – The Alan Freeman Rock Show – 6/3/1978†
14: Rock ‘n’ Rool ( 5:59 ) – with QUAD – The Alan Freeman Rock Show –BBC Radio One 6/3/1978†

Disc Fourteen:

Alex Harvey – Presents The Loch Ness Monster ( K-Tel : NE984 )

1: Introduction – Richard O’Brien ( 0:39 )
2: Mrs. Grant of Invermorriston ( 2:26 )
3: Billy Kennedy ( 1:40 )
4: I Love Monsters Too ( 0:37 )

Alex Harvey – The New Band – The Mafia Stole My Guitar ( RCA Victor : Cat # PL 25257 1979 )

5: Back In The Depot ( 6:28)
6: The Mafia Stole My Guitar ( 5:09 )
7: Shakin’ All Over ( 4:46 )
8: The Whalers ( Thar She Blows ) ( 7:03 )
9: Just A Gigolo / I Ain’t Got Nobody ( 5:16 )
10: Wake Up Davis ( Sings The Oil Man Boogie ) ( 3:12 ) RCA single PB 5199 B-side *
11: ( Big Tree ) Small Axe ( 3:41 ) – RCA single PB 5252 A-side *

Alex Harvey – The Soldier On The Wall ( Demon – 1983 )

12: Mitzi ( 4:03 )
13: Snowshoes Thompson ( 3:12 )
14: Roman Wall Blues ( 5:19 )
15: The Poet and I ( 4:12 )
16: Carry The Water ( 4:16 )
17: Billy Bolero – Home Demo ( 5:44 ) †

* First Official Release on CD

† Previously Unreleased

elvis presley complete rca albums 60 cd

E per concludere, era quasi inevitabile che prima o poi la BMG/Sony pubblicasse un cofanetto dedicato all’opera omnia di Elvis Presley. Il momento è arrivato, il 18 marzo uscirà questo The RCA Albums Collection, un box di 60 CD con tutti gli album di Elvis, più 3 CD di materiale raro (ce n’era ancora?). Il tutto sarà a prezzo speciale, intorno ai 250 euro, forse anche meno. Qui sotto vi metto l’elenco completo di tutti gli album che saranno inseriti nel cofanetto, riservandomi di pubblicare la lista completa delle canzoni in una prossima occasione (considerando che il post di oggi è già lunghissimo e con l’aggiunta dei brani diventerebbe una sorta di succursale della Treccani):

1. Elvis Presley (1956)
2. Elvis (1956)
3. Loving You (1957)
4. Elvis Christmas Album (1957)
5. Elvis’ Golden Records (1958)
6. King Creole (1958)
7. For LP Fans Only (1959)
8. A Date With Elvis (1959)
9. Elvis’ Gold Records Volume 2- 50,000,000 Elvis Fans Can’t Be Wrong (1959)
10. Elvis Is Back! (1960)
11. G.I. Blues (1960)
12. His Hand In Mine (1960)
13. Something For Everybody (1961)
14. Blue Hawaii (1961)
15. Pot Luck (1962)
16. Girls! Girls! Girls! (1962)
17. It Happened At The World’s Fair (1963)
18. Elvis’ Golden Records Volume 3 (1963)
19. Fun In Acapulco (1963)
20. Kissin’ Cousins (1964)
21. Roustabout (1964)
22. Girl Happy (1965)
23. Elvis For Everyone (1965)
24. Harum Scarum (1965)
25. Frankie And Johnny (1966)
26. Paradise, Hawaiian Style (1966)
27. Spinout (1966)
28. How Great Thou Art (1967)
29. Double Trouble (1967)
30. Clambake (1967)
31. Elvis’ Gold Records Volume 4 (1968)
32. Speedway (1968)
33. Elvis Sings Flaming Star (1968)
34. Elvis (NBC-TV Special) (1968)
35. From Elvis In Memphis (1969)
36. From Memphis To Vegas/From Vegas To Memphis (2 discs, 1969)
37. Let’s Be Friends (1970)
38. On Stage (1970)
39. Almost In Love (1970)
40. That’s The Way It Is (1970)
41. Elvis Country (I’m 10,000 Years Old) (1971)
42. Love Letters From Elvis (1971)
43. C’mon Everybody (1971)
44. I Got Lucky (1971)
45. Elvis Sings The Wonderful World Of Christmas (1971)
46. Elvis Now (1972)
47. He Touched Me (1972)
48. Elvis: As Recorded At Madison Square Garden (1972)
49. Aloha From Hawaii Via Satellite (2 discs, 1973)
50. Elvis (Fool) (1973)
51. Raised On Rock (1973)
52. Good Times (1974)
53. Elvis: As Recorded Live On Stage In Memphis (1974)
54. Promised Land (1975)
55. Elvis Today (1975)
56. From Elvis Presley Boulevard, Memphis, Tennessee (1976)
57. Moody Blue (1977)
58. ’50s Rarities (new collection)
59. ’60s Rarities (new collection)
60. ’70s Rarities (new collection)

Dovrebbe mancare il materiale Sun, ma è uscito già in mille versioni, come peraltro tutto il resto di questo comunque splendido Box.

Alla prossima.

Bruno Conti

Vecchie Glorie Alla Riscossa! Dion – New York Is My Home/Jack Scott – Way To Survive

dion new york is my home

Dion – New York Is My Home – Instant CD

Jack Scott – Way To Survive – Bluelight CD

Questo post fa parte della serie “due al prezzo di uno”, in quanto questi due arzilli vecchietti appartenenti alla “golden age of rock’n’roll” (per dirla con Ian Hunter, che anche lui ha i suoi annetti) hanno pubblicato quasi in contemporanea i loro due nuovi lavori e, se il primo è sempre stato molto attivo durante tutta la sua carriera, il secondo ritorna a sorpresa dopo una lunghissima assenza dalle scene.

https://www.youtube.com/watch?v=xuqI7yid3ew

Dion Di Mucci, 77 anni a Luglio, non ha mai smesso di fare dischi, dagli esordi newyorkesi (è del Bronx) con i Belmonts, gruppo con il quale mosse i primi passi ed ebbe i primi successi di classifica, fondendo elementi di rock and roll, doo-wop e rhythm’n’blues, passando per i primi anni sessanta (il momento di maggior fama), con singoli di grande popolarità quali Runaround Sue, Ruby Baby e The Wanderer, per poi attraversare lunghe fasi con poche soddisfazioni commerciali, nelle quali si reinventò folksinger, si fece produrre da Phil Spector (Born To Be With You, 1975) e, in seguito ad un’importante crisi mistica, incise anche diversi album a sfondo religioso. Nel 1989 il clamoroso comeback con lo splendido Yo Frankie!, un disco che ci faceva ritrovare un rocker tirato a lucido e ancora capace di fare grandi cose (e con ospiti come Lou Reed e Paul Simon, altri newyorkesi doc e suoi grandi fans); da allora, Dion non ha mai smesso di pubblicare album, tutti di livello dal discreto al buono, con un progressivo avvicinamento negli ultimi anni a sonorità più blues (e ben tre CD dedicati alla musica del diavolo).

New York Is My Home è il suo album nuovo di zecca, un disco che, come suggerisce il titolo, è un sentito e sincero omaggio alla sua città, da lui sempre amata e mai abbandonata: otto nuove canzoni e due cover, il tutto cantato con la solita voce giovanile (davvero, non sembra un quasi ottantenne) e suonato in maniera diretta da una manciata di musicisti tra i quali spicca Jimmy Vivino, grande chitarrista (e pianista), già collaboratore di vere e proprie icone quali Al Kooper, Phoebe Snow, Levon Helm, Laura Nyro, Johnnie Johnson e Hubert Sumlin, e coadiuvato da Mike Merritt al basso, James Wormworth alla batteria e Fred Walcott alle percussioni. Un buon disco, che ci conferma il fatto che Dion ha ancora voglia di fare musica e non ci pensa minimamente a tirare i remi in barca, anche se qualche calo durante i 38 minuti di durata c’è (pur non scendendo mai sotto il livello di guardia) e, cosa strana dato che è nelle mani dell’esperto Vivino, la produzione è un po’ troppo statica e rigida, laddove alcuni brani avrebbero beneficiato di una maggiore profondità del suono.

Aces Up Your Sleeve apre il disco con un rock urbano diretto e potente, una chitarrina knopfleriana e la solita voce chiara e limpida del leader, un bell’inizio; Can’t Go Back To Memphis è un rock-blues solido e chitarristico, con un gran lavoro di Vivino alla slide e Dion (che non è mai stato un bluesman) che risulta convinto e convincente. Ed ecco la tanto strombazzata title track, brano in cui il nostro duetta con Paul Simon, e sinceramente date le attese pensavo a qualcosa di meglio: la canzone è sinuosa, fluida e ben suonata, ma è priva di una melodia che rimanga in testa e, nonostante la voce inconfondibile di Paul, fa fatica ad emergere. The Apollo King è puro rock’n’roll, e anche se non è un brano epocale ha ritmo e groove a sufficienza; Katie Mae è un blues di Lightnin’ Hopkins, uno shuffle di buona fattura, forse un tantino scolastico (anche se uno come Vivino è nel suo ambiente naturale), mentre I’m Your Gangster Of Love torna su territori rock, un brano gradevole e con un’ottima chitarra, anche se è in pezzi come questo che sarebbe servito un maggior lavoro di produzione.

La grintosa e rocciosa Ride With You, un altro rock’n’roll tutto ritmo e slide, precede I’m All Rocked Up, altro saltellante rock tinto di blues, non male; chiudono il CD la bella Visionary Heart, una ballata elettrica molto ben costruita ed evocativa, un pezzo che ci fa ritrovare per un attimo il Dion di Yo Frankie!, e I Ain’t For It (un classico di Hudson Whittaker alias Tampa Red), jumpin’ blues divertente e spigliato, tra i più riusciti del lavoro. Non il miglior disco di Dion quindi, ma un album più che discreto che ci fa comunque apprezzare nuovamente un artista che dovremmo ringraziare solo per il fatto che continui a fare dischi e non sia andato in pensione come altri suoi coetanei ancora in vita.

jack scott way to survive

In pensione era invece dato Jack Scott, rock’n’roller canadese che con Dion condivide le origini italiane (si chiama infatti Giovanni Domenico Scafone), il quale ebbe il suo momento d’oro tra il 1959 ed il 1964, periodo in cui pubblicò sei album ed una serie di singoli che ebbero un buon successo (My True Love, What In The World’s Come Over You, Burning Bridges, oltre alla bellissima The Way I Walk, della quale ricordo una cover strepitosa di Robert Gordon con Link Wray https://www.youtube.com/watch?v=WBa1JPXuWAE ) e che gli fecero guadagnare il soprannome di “miglior cantante rock’n’roll canadese di tutti i tempi” (anche perché Ronnie Hawkins era americano di origine). Oggi, a 80 anni suonati, ed a più di cinquanta dall’ultimo LP (solo pochi singoli negli anni 60/70), Scott torna a sorpresa con un nuovo lavoro, un disco intitolato Way To Survive, che ci riporta un artista dimenticato ma ancora in grado di dire la sua, con una voce calda ed estremamente giovane (altro punto in comune con Dion), ed una serie di canzoni (perlopiù covers) gradevoli e suonate con classe da un manipolo di musicisti sconosciuti ma validi (l’album è inciso in Finlandia, dove a quanto pare Jack è ancora popolare, con sessionmen locali di cui non dico i nomi anche perché sono più degli scioglilingua che altro). Un disco raffinato e volutamente old fashioned, nel quale spiccano maggiormente le ballate, vero punto di forza per Scott anche in gioventù, ma dove non mancano di certo i pezzi più mossi e rock, anche se in molti momenti si respira una piacevole atmosfera country.

Anzi, diciamo pure che Way To Survive è quasi un country album, a cominciare dalla fluida I Just Came Home To Count The Memories (scritta da Glenn Ray ed incisa, tra gli altri, da Bobby Wright e in anni recenti da John Anderson), per proseguire con la splendida Ribbon Of Darkness (Gordon Lightfoot), arrangiata alla maniera di Johnny Cash, il classico di Hank Williams Honky Tonk Blues, il rockabilly Hillbilly Blues (Little Jimmy Dickens) e l’oscura ma bella You Don’t Know What You’ve Got (unico successo di Ral Donner, un misconosciuto rocker dei primi anni sessanta). Sul versante rock abbiamo l’iniziale Tennessee Saturday Night, un vivace pezzo suonato alla Jerry Lee Lewis (che pure l’ha incisa in passato), il remake di Wiggle On Out, un boogie che Jack aveva già pubblicato in passato, ed una versione di Trouble molto vicina a quella più famosa ad opera di Elvis Presley, anche se più rallentata. Per chiudere con il brano più bello del CD, la sontuosa Woman (Sensuous Woman), di Don Gibson, una fantastica country ballad suonata e cantata alla grande, con un evocativo coro alle spalle di Jack ed una melodia toccante.

In definitiva, due dischi gradevoli, anche se siamo lontanissimi dal capolavoro: meglio Jack Scott di Dion (che però ha scritto quasi tutte le canzoni di suo pugno), e ci mancherebbe dato che ha avuto 50 anni di tempo!

Marco Verdi