Così Brave Ce Ne Sono Poche In Giro! Shannon McNally – Black Irish

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Shannon McNally  – Black Irish – Compass Records

Francamente non si capisce (o almeno chi scrive non lo capisce) perché Shannon McNally non sia una delle stelle più brillanti del circuito roots/Americana, quello stile dove confluiscono blues, rock, country, folk, swamp (soprattutto nei dischi della McNally che ha vissuto anche a New Orleans, e il cui ultimo album, prodotto da Dr. John, Small Town Talk, era un tributo alle canzoni di Bobby Charles http://discoclub.myblog.it/2013/04/20/un-tributo-di-gran-classe-shannon-mcnally-small-town-talk/ ).. Insomma catalogate sotto “buona musica” e non vi sbagliate. La nostra amica è del 1973, quindi non più giovanissima, diciamo nel pieno della maturità, anagrafica, compositiva, vocale, con otto album, compreso questo Black Irish, nel suo carnet. Non ha una discografia immane la brava Shannon, però pubblica dischi con costanza e regolarità, una media all’incirca di un album ogni due anni, dall’esordio con l’ottimo Jukebox Sparrows, uscito per la Capitol nel 2002,  dove suonava gente come Greg Leisz, Rami Jaffee, Matt Rollings, Jim Keltner, Bill Payne e via discorrendo, disco che la aveva inserita nel filone di gente come Shelby Lynne, Sheryl Crow, Lucinda Williams, Patty Griffin, e anche qualche tocco classico alla Bonnie Raitt. Poi negli anni a seguire ha alternato dischi propri ad altri di cover (Run For Cover e quello citato prima), alcuni molto belli, come Geronimo, Coldwater, l’ultima produzione di Jim Dickinson prima di lasciarci http://discoclub.myblog.it/2010/02/21/shannon-mcnally-coldwater/ , e anche Western Ballad, scritto e prodotto insieme a Mark Bingham.

Ma tutti album comunque decisamente sopra la media, compreso il tributo a Bobby Charles, dopo il quale si è presa una lunga pausa, per mille problemi, un divorzio, la malattia terminale della madre che poi è morta nel 2015, il fatto di dovere crescere una figlia, che comunque non hanno diminuito la sua passione per la musica: anzi, trovato un nuovo contratto con la Compass, Shannon McNally pubblica un album che è forse il suo migliore in assoluto.. Alla produzione c’è Rodney Crowell, uno abituato a lavorare con le voci femminili: dalla ex moglie Rosanne Cash a Emmylou Harris, per citarne due “minori”! Crowell si è portato due ottimi chitarristi come Audley Freed e Colin Linden, e in ordine sparso una sfilza di vocalist, presenti anche come autrici, da Beth Nielsen Chapman, Elizabeth Cook, Emmylou Harris, oltre a Cody Dickinson, Jim Hoke, Byron House, Michael Rhodes, ed altri musicisti pescati nel bacino della Nashville “buona”. Shannon questa volta scrive poco, ma la scelta dei brani è eccellente e l’esecuzione veramente brillante, vogliamo chiamarle, cover, versioni, riletture, o come dicono quelli che parlano bene “parafrasi”, il risultato è sempre notevole: dall’ottima apertura con la bluesy dal tiro rock, You Made Me Feel For You, scritta da Crowell, e dove si apprezza subito la voce leggermente roca e potente della McNally, vissuta e minacciosa, passando per la poca nota ma splendida I Ain’t Gonna Stand For It di Stevie Wonder (era su Hotter Than July), che diventa un country got soul eccitante, con strali di pedal steel e coriste in calore (penso Wendy Moten e Tanya Hancheroff); e ancora una splendida Banshee Moan, scritta con Crowell, una ballata con tocchi celtici, dove Shannon canta con un pathos disarmante, convogliando nella sua voce tutte le grandi cantanti citate fino ad ora.

Molto bella anche I Went To The Well, scritta con Cary Hudson dei Blue Mountain, dove sembra che ad accompagnarla ci siano Booker T & The Mg’s, per un brano gospel-soul di gran classe, sempre cantato con assoluta nonchalance; Roll Away The Stone, scritta con Garry Burnside della famosa famiglia, sembra Gimme Shelter degli Stones in trasferta sulle rive del Mississippi, con Jim Hoke impegnato in un assolo di sax che avrebbe incontrato l’approvazione di Bobby Keys. Altro grande brano, in origine e pure in questa versione, una Black Haired Boy scritta da Guy e Susanna Clark, cantata con tenerezza ed amore, con le armonie vocali splendide, affidate a Emmylou Harris ed Elizabeth Cook, che ti fanno rizzare i peli sulla nuca. Low Rider è un brano oscuro ma di grande valore di JJ Cale, blues-swamp-rock come non se ne fa più, cantato con voce calda e sensuale; Isn’t That Love è un pezzo nuovo, scritto da Crowell e Beth Nielsen Chapman, anche alla seconda voce,  una ballata country-soul dal refrain irresistibile, dove si apprezza vieppiù la voce magnifica della McNally. The Stuff You Gotta Watch è un pezzo di Muddy Waters, trasformato in un R&R/Doo-wop blues dal ritmo galoppante, assolo di armonica di Hoke incluso; Prayer In Open D di Emmylou Harris era su Cowgirl’s Prayer, un country-folk intimo cantato (quasi) meglio di Emmylou, comunque è una bella lotta. E la cover di It Makes No Difference della Band è pure meglio, forse il brano migliore del disco, cantata e suonata da Dio (quel giorno aveva tempo), quindi perfetta. E per chiudere in gloria una versione di Let’s Go Home di Pops Staples, uno dei brani più belli degli Staples Singers, country-soul di nuovo “divino”, anche visto l’argomento. Io ho scritto quello che pensavo, ora tocca a voi. Per me, fino ad ora, in ambito femminile, uno dischi migliori del 2017.

Bruno Conti

Ancora Un Concerto/Tributo Spettacolare. Mavis Staples – I’ll Take You There An All-Star Concert Celebration Live

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Mavis Staples – I’ll Take You There An All-Star Concert Celebration – 2 CD + DVD Blackbird Production/Caroline/Universal

L’arte del tributo è una branca della musica pop/rock che si è sviluppata soprattutto nell’ultimo trentennio: ad inizio anni ’80, forse fu Hal Willner, prima con Amarcord Nino Rota (nel 1981) e poi con quelli a Thelonius Monk e alla musica di Kurt Weill, in Lost In The Stars, uscito nel 1985, a sdoganare questo tipo di album multi artisti, dove venivano riprese canzoni celebri estratte dai repertori degli artisti più disparati, a loro volta eseguite, spesso, da musicisti che esulavano dal genere di chi veniva omaggiato. Nel corso degli anni poi si sono moltiplicate in modo esponenziale, raggiungendo numeri ragguardevoli, e per certi versi esagerati (ormai un tributo non si nega a nessuno): dividendosi anche in dischi registrati in studio ed eventi dal vivo speciali dedicati a questo o a quel artista. Però io ricordo già negli anni *70 dischi a tema, per esempio la colonna sonora di All This And World War II, un documentario del 1976, dove alle immagini della Seconda Guerra Mondiale, erano state aggiunte canzoni dei Beatles, incise appositamente per l’occasione (da Elton John Rod Stewart, Richard Cocciante (!), Leo Sayer, Tina Turner, Peter Gabriel, fino ai Bee Gees, che insieme a Peter Frampton saranno anche protagonisti nel 1978 del “tragico” Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band). Sul lato concerti/tributo forse il capostipite fu il Woody Guthrie Memorial Concert tenutosi alla Carnegie Hall il 20 gennaio del 1968, con Bob Dylan, membri della Band,  Pete Seeger, Judy Collins, Arlo Guthrie, Tom Paxton, Ramblin’ Jack Elliot, Odetta e Richie Havens, uscito  anni dopo prima in LP e poi in CD. E per certi versi anche il celeberrimo The Last Waltz potrebbe rientrare tra gli antenati. Poi c’è stata questa escalation, soprattutto dagli anni ’90, per i concerti dal vivo, con Joni Mitchell che è stata una delle prime ad apporre il suo sigillo di approvazione, previa la sua presenza alle serate: ovvero, vi do la mia benedizione, ma per scaramanzia alla mia celebrazione ci vengo anch’io!

 E in effetti, dopo questa lunga introduzione, veniamo al punto: proprio per avallare quanto detto un attimo fa, alla serata per festeggiare i suoi 75 anni è presente anche Mavis Staples, in alcune parti del concerto ripresa tra il pubblico, con bibita in bicchiere in mano (e magari cartone di popcorn) come se fosse una spettatrice compiaciuta, davanti alla televisione, di un bel concerto, dove qualcuno suona e canta la sua musica. Il concerto in tributo a Mavis si tiene nella sua città, Chicago, il 19 Novembre del 2014, qualche mese dopo il suo 75° compleanno, alla presenza di alcuni dei migliori artisti americani (e qualcuno nel frattempo ci ha anche lasciato) riuniti per renderle omaggio. Stranamente, a differenza di altri splendidi tributi dal vivo usciti lo scorso anno tra i tanti (penso a http://discoclub.myblog.it/2016/10/22/devo-averle-gia-sentite-qualche-parte-canzoni-dear-jerry-celebrating-the-music-of-jerry-garcia/ o http://discoclub.myblog.it/2016/08/26/altro-tributo-formidabile-the-musical-mojo-of-dr-john-celebrating-mac-and-his-music/ e ancora a quello http://discoclub.myblog.it/2016/10/21/grande-serata-chiudere-il-cerchio-nitty-gritty-dirt-band-friends-circlin-back/ , e prima ancora quello di Joan Baez) questa volta sono passati quasi tre anni tra la data originale dell’evento e la sua pubblicazione su CD e DVD. Tanto che nel frattempo la Staples ha fatto in tempo a pubblicare, nel 2016, un nuovo ottimo album http://discoclub.myblog.it/2016/02/24/le-ultime-voci-originali-della-soul-music-mavis-staples-livin-on-high-note/ 

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Tornando al concerto la house band sotto la guida del solito Don Was era veramente formidabile, con il trio delle McCrary Sisters, guidate dalla fantastica Regina, la classica ciliegina sulla torta; ecco gli altri musicisti: George Marinelli, Rick Holmstrom (guitar); Jason Mingledorff (saxophone); Bobby Campo (trumpet); Mark Mullins (trombone); Matthew Rollings, Michael Bearden (keyboards); Sonny Emory, Stephen Hodges (drums); Tony Carpenter (congas, percussion), tutti riuniti come una sorta di confraternita di piccoli “apprendisti stregoni” impegnati a creare un suono fatto di mille particolari e tanta passione, colta negli sguardi di intesa e compiacimento dei vari musicisti e degli ospiti che salgono sul palco di volta in volta, per creare quella piccola magia che caratterizza queste serate speciali: Forse ideali da vivere partecipando all’evento, ma anche il prodotto discografico, soprattutto il DVD, dove oltre a sentire, si vede cosa succede, è un ottimo surrogato. Qualcuno, un po’ a sproposito, ha parlato di New Orleans sound, ma questa invece è la vera musica soul, mista al gospel, al R&B, naturalmente al blues, musica “nera” del profondo Sud, ma anche dal Mississippi, da Chicago, da Nashville e da Memphis, e con alcune contaminazioni con la migliore musica roots bianca, sia per la scelta delle canzoni che degli interpreti, e senza dimenticare che il messaggio sociale che veniva veicolato dalle canzoni degli Staple Singers era comunque temperato da una voglia di divertire, di fare spettacolo, che si coglie anche in questa serata celebrativa.

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Prima nel DVD sbirciamo i preparativi dall’Auditorium Theatre di Chicago, mentre scorrono i nomi del cast, in rigoroso ordine alfabetico (anche se per i misteri dell’informatica, sotto la P troviamo i Widespread, di nome e Panic, di cognome, presumo) poi la scaletta del concerto, almeno nella versione Deluxe, si apre con Joan Osborne alle prese con una intensa You Are Driving Me (To The Arms Of A Stranger), un gospel-soul fiatistico che era sull’omonimo album solista di debutto di Mavis Staples, targato 1969 e che uscì per la sussidiaria Volt della mitica Stax, e la cantante di One Of Us, dalla voce roce e vissuta, con una versione tra blues e soul se la cava alla grande. Rotto il ghiaccio arriva subito uno dei brani più divertenti, ritmati e coinvolgenti del concerto, con Keb’ Mo’ che guida le danze di una poderosa Heavy Makes You Happy, con la stessa Mavis in mezzo al pubblico che approva e si diverte, mentre il nostro Kevin intrattiene i presenti con la sua magnifica voce e alcuni deliziosi inserti di chitarra, mentre le McCrary Sisters continuano a scaldare le ugole (già in azione dal brano precedente), e si segnala l’ottimo batterista Sonny Emory, che era quello degli Earth, Wind And Fire della seconda parte di carriera. Ottimo anche Buddy Miller con il mosso country-gospel con “chitarrone” di Woke Up This Morning (With My Mind On Jesus), seguito da una eccellente Patty Griffin alle prese con Waiting For My Child To Come Home, uno scricciolo di donna ma in possesso di una splendida voce. impiegata con classe e feeling in questa ballata di grande spessore. Altra grande voce del country “bianco” è quella di Emmylou Harris, anche lei come la Griffin in modalità country got soul, ma anche gospel, in Far Celestial Shore, i capelli ormai più che “d’argento” sono bianchi ma la voce è sempre magnifica, Matt Rollings lavora di fino alle tastiere e Rick Holmstrom alla chitarra, mentre le McCrary “testimoniamo” sempre di gusto; Michael McDonald porta un poco del rock’n’soul dei Doobie Brothers in una “vivace” Freedom Highway, la voce un filo meno bassa e profonda e più di testa di un tempo, ma la grinta e la forza non mancano, il resto lo fanno la canzone e la band con una versione d’insieme di questo inno degli Staple Singers.

Tra un brano e l’altro ogni tanto appaiono nel video dei commenti dei vari partecipanti sull’importanza della musica di Mavis e della sua famiglia. A questo punto arriva uno dei primi highlight della serata, una versione splendida di People Get Ready, il brano originale degli Impressions di Curtis Mayfield, qui reso in una bellissima versione, a sorpresa, da parte di Glen Hansard, inizialmente cantato con voce piana e trattenuta dal cantante irlandese, poi incita Regina McCrary a cantare a voce spiegata in quella che era la parte di Mavis, lascia spazio a George Marinelli, il chitarrista della band di Bonnie Raitt, che rilascia un delizioso solo e poi canta la seconda parte con forza e impeto in un continuo e glorioso crescendo, ribadisco, splendida. Respect Yourself è stato forse il maggior successo degli Staple Singers, uno si aspetterebbe sfracelli da una versione cantata a due voci da Aaron Neville e dalla stessa Mavis, ma diciamo che siamo nella normalità, con lei che fa da spalla e si scatena solo nella seconda parte, buona, ma potevano fare di meglio. Ottimi invece i Widespread Panic, in una cover di un brano che appariva sull’album Father Father di “Pops Staples” e che la jam band aveva già inciso nel 1997, southern rock soul di grande spessore, con chitarre e voci che ruggiscono alla grande; non male anche Eric Church con una grintosa e bluesata Eyes On The Prize con ampio spazio per Holmstrom, come pure la bella Grace Potter, che dal vivo rende almeno il doppio rispetto ai suoi dischi, notevole la sua Grandma’s Hands, dall’atmosfera sospesa ed incisiva. Prima, bravo, ma nella norma, si era ascoltato, Ryan Bingham con If You’re Ready (Come Go With Me), mentre Taj Mahal è sempre una forza della natura nella poderosa cover di Wade In The Water, con il classico call and response insieme alla sorelle McCrary, ed è sempre un piacere vedere ancora una volta un ispirato Gregg Allman alle prese con una deliziosa Have A Little Faith,la voce ancora forte e decisa nel 2014 e Marinelli e Holmstrom che fanno la parte di Haynes e Trucks negli Allman Brothers.

Poi inizia la serie dei duetti e qui si gode: Turn Me Around vede a fianco di Mavis Staples, una Bonnie Raitt a tutta slide e ugola, mentre tra i background vocalists, ad avvicendare le sorelle McCrary, appaiono Donny Gerrard Kelly Hogan, e la band è quella abituale dei concerti della Staples, con Holmstrom che rimane alla chitarra, Jeff Turmes al basso, Stephen Hodges alla batteria, e comunque Bonnie e Mavis la cantano veramente alla grande; per non parlare di una corale Will The Circle Be Unbroken cantata a più voci, con Gregg Allman, Taj Mahal, Aaron Neville e Bonnie Raitt, che affiancano la Staples per una rilettura eccellente di questo super classico. Poi tocca ai “giovani”: Wim Butler Régine Chassagne degli Arcade Fire, per una sorprendente versione di Slippery People che ricorda moltissimo l’originale dei Talking Heads, con Mavis incredibilmente a proprio agio anche in questo brano dal sapore più “moderno”, ma a cantanti così puoi far cantare anche l’elenco telefonico e se la cavano comunque alla grande, non è questo il caso perché la versione ha un suo perché. Più intima e raccolta la versione della commovente You’re Not Alone, cantata con Jeff Tweedy dei Wilco, che l’ha scritta oltre ad averle prodotto l’album omonimo, e si porta il figlio alla batteria; mentre una sorta di inno alla gioia è la splendida I’ll Take You There, un’altra tappa di questo viaggio nel “viale dei ricordi”, un n°1 nelle classifiche USA, scritta da Al Bell, “l’inventore” della Stax, una perfetta celebrazione di gioia tra funky, soul e R&B, pubblicata nel 1972, e ancora piacevolissima ai giorni nostri, con Mavis Staples in gran forma che guida la band e il pubblico, con una grinta e una voce ancora spettacolari, mentre Holmstrom riproduce il solo che in teoria era di Pops Staples (ma in effetti nel disco lo suonò il compianto Eddie Hinton). Il gran finale è affidato a una delle più grandi canzoni di tutti i i tempi, The Weight della Band, splendida versione nuovamente corale, con Mavis che guida i suoi amici nei saliscendi sonori di questo brano, con Gregg Allman, Michael McDonald, Joan Osborne, Jeff Tweedy, Eric Church, Wim Butler, che si alternano a cantare i versi di questo capolavoro e tutto il cast che canta a squarciagola il coro, mentre la Staples nel finale, incoraggiata da tutti, fornisce un finale vocale travolgente. Nelle bonus del DVD una emozionante versione folk-gospel di A Hard Rain’s Gonna Fall cantata benissimo da Ryan Bingham, Grace Potter, Patty Griffin Emmylou Harris e un’altra meraviglia della soul music I Ain’t Rasin’ No Sand, cantata da par suo da Otis Clay, in una delle sue ultime apparizioni Live.

Direi che può bastare, splendido tutto, forse come dice qualcuno questi tributi lasciano il tempo che trovano, ma averne!

Bruno Conti

 

Meglio Tardi Che Mai, Quando Meritano! Dori Freeman – Dori Freeman

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Dori Freeman – Dori Freeman – Free Dirt Records

Ecco un altro nome da appuntarsi per chi ama le voci femminili di qualità. Dori Freeman ha esordito con questo CD omonimo ormai all’incirca un anno fa, nel marzo del 2016, ma, come diceva Catalano, meglio parlarne tardi che non parlarne del tutto. Per cui colmiamo questa lacuna spendendo alcune parole di elogio per inquadrare il lavoro di questa cantautrice, che viene dalle colline della Virginia, dove è nata circa 25 anni, e dove attualmente risiede, in quel di Galax. Proviene da una famiglia di musicisti, sia il babbo che il nonno suonavano a livello professionale nell’ambito della grande tradizione della musica degli Appalachi: quindi country e folk music nel DNA di questa cantante, che però nel suo debutto (anche se esisterebbe un autoprodotto Porchlight del 2011, dove partecipava anche il babbo Scott), oltre a mostrare le influenze appena citate inserisce anche diversi elementi di “Americana”, grazie all’intervento come produttore di Teddy Thompson (il figlio di Richard, ma che ve lo dico a fare) e di una pattuglia di ottimi musicisti, guidati da Jon Graboff, alle chitarre e pedal steel, che conosciamo per le sue collaborazioni con Laura Cantrell, Shooter Jennings, Neal Casal, Norah Jones e una miriade di altri, il tastierista Erik Deutsch, anche lui con Jennings, Carrie Rodriguez, Erin McKeown; Alex Heargreaves, già al violino con Sarah Jarosz, è presente in un paio di brani, mentre Jeff Hill, basso e Rob Walbourne, batteria, entrambi del giro della Thompson Family, completano la formazione.

La Freeman tra le sue influenze cita anche Rufus Wainwright , oltre a Doc Watson, Iris Dement, Louvin Brothers, Linda Ronstadt: insomma dai nomi sciorinati finora si intuisce che la musica che andiamo ad ascoltare in questo CD, finanziato con l’ormai immancabile crowdfunding della Kickstarter Campaign, potrebbe riservarci delle piacevoli sorprese. Se vi piacciono Emmylou Harris (di cui riprende qualche anche inflessione vocale), Nanci Griffith, e alcuni dei nomi che ricorrono poco sopra, potreste fare un pensierino su questo disco, magari non vi cambierà la vita, ma la renderà sicuramente più piacevole. Le canzoni gravitano intorno a relazioni amorose, la fine delle stesse, il desiderio di essere indipendenti, ma anche di incontrare anime gemelle, insomma i soliti elementi che animano la buona musica tradizionale, country o folk che sia. All’inizio più folk, come nella delicata elegia di You Say, solo la voce pura e deliziosa di Dori, un basso e una chitarra acustica, molto Griffith o Emmylou nei loro momenti più intimi, e anche nella successiva Where I Stand, dove intreccia delle splendide armonie vocali con il suo produttore Teddy Thompson, in un altro cristallino brano di impianto acustico. Ma anche quando il suono si fa più corposo e entrano gli altri strumenti, per esempio nel country old fashioned e “valzerato” della incantevole Go On Lovin’, dove pedal steel, violino e piano rievocano atmosfere di una purezza senza tempo, mentre lei canta con grande trasporto.

Oppure nella corposa Tell Me, dove il suono si fa più elettrico, ma quasi con riserbo e precauzione, senza esagerare, sempre con garbo e delicatezza, in equilibrio tra antico e moderno. E ancora nella mossa Fine, Fine, Fine, che grazie alle incisive armonie di Thompson, rievoca le collaborazioni di Carlene Carter (la “figlioccia” di Johnny Cash fra pochi giorni di nuovo in pista come partner di John Mellencamp), in terra d’Albione con l’ex marito Nick Lowe e Dave Edmunds, ricordato nello splendido break chitarristico di Jon Graboff. Molto bella anche l’elettroacustica e avvolgente Any Wonder, provvista di una squisita melodia, tra Norah Jones e Natalie Merchant, e qualche tocco delle grandi cantanti pop degli anni ’60. In Ain’t Nobody si tenta anche la strada impervia ed impegnativa del canto a cappella, risolta con ingegno grazie all’accompagnamento provvisto solo dallo schioccare delle dita che rievoca lo spirito di un brano come Sixteen Tons; ancora struggente country music di stampo sixties nella adorabile Lullaby, che ricorda la Norah Jones dei Little Willies, con la twangy guitar di Graboff e il piano di Deutsch in bella evidenza. A Song For Paul, nuovamente in coppia con Teddy Thompson, rivela quell’amore per le canzoni strappalacrime dei Louvin Brothers, mentre la conclusiva Still A Child è di nuovo un tuffo nella migliore country music, con fiddle, piano e pedal steel a carezzare la garbata e classica voce della Freeman che ci riporta alla purezza della tradizione, tramandata alle nuove generazioni.

Una volta si usava il carciofo contro il logorio della vita moderna, ma volendo si può usare anche la (buona) musica.

Bruno Conti

Ormai E’ Tra Le Più Brave Songwriters In Circolazione! Tift Merritt – Stitch Of The World

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Tift Merritt – Stitch Of The World – Yep Roc CD

Graditissimo ritorno per Tift Merritt, cantautrice e rocker nativa del Texas, ma trapiantata in North Carolina, che mi aveva piacevolmente impressionato con i suoi due album d’esordio all’inizio della scorsa decade, Bramble Rose e soprattutto l’ottimo Tambourine, due riusciti lavori di rock cantautorale, con le giuste dosi di country, che vedevano all’opera due produttori di vaglia come Ethan Johns e George Drakoulias, e musicisti del calibro di Mike Campbell, Benmont Tench e Neal Casal. I due lavori seguenti, Another Country e See You On The Moon, pur validi, erano secondo me un gradino sotto, ma Traveling Alone del 2012 era certamente il suo disco migliore (insieme a Tambourine), un eccellente album di roots-rock d’autore con la produzione di Tucker Martine (l’uomo dietro gli ultimi album dei Decemberists).

Poi, ben cinque anni di silenzio, un periodo lunghissimo se hai una carriera in pieno sviluppo: ma Tift non si è persa d’animo, ed in questi cinque anni è ulteriormente maturata, prendendosi tutto il tempo necessario per portare a termine quello che a mio parere è il lavoro della sua completa maturità, oltre che probabilmente il suo più riuscito. Stitch Of The World è infatti un disco molto bello, a tratti addirittura splendido, che ci mostra un’artista che ha completato un percorso creativo ed ora si presenta in tutte le sue sfaccettature; la bionda (e carina) songwriter non rinuncia al rock, ma lo mette un attimo in secondo piano in favore di canzoni più profonde, sentite, a volte intime: una prova da vera songwriter, con una serie di fulgide ballate ed un suono perfetto, merito del produttore Sam Beam (che altri non è che Iron & Wine) e di un ristretto combo di musicisti con i contro baffi, tra i quali spiccano il chitarrista Marc Ribot (uno dei preferiti da gente del calibro di Tom Waits ed Elvis Costello, ma ha suonato anche con il nostro Vinicio Capossela) e ed il batterista Jay Bellerose (tra i più utilizzati da T-Bone Burnett), ma anche la bassista Jennifer Condos, un’altra con un bel curriculum (era anche sull’ultimo di Graham Nash, This Path Tonight) e lo steel guitarist Eric Heywood, mentre la Merritt si occupa di chitarra acustica e pianoforte.

L’album si apre con un’impronta decisamente rock: Dusty Old Man è un vibrante brano elettrico, che l’uso della slide di Ribot rende leggermente blues, e contraddistinto da un drumming potente in netto contrasto con la voce gentile di Tift. Grinta ed energia, anche se il pezzo non entra in circolo immediatamente, ed è abbastanza diverso dal resto del CD. Heartache Is An Uphill Climb, per contro, è splendida, una toccante ballata pianistica cantata alla grande ed arrangiata in maniera sopraffina, con gli strumenti che si uniscono ad uno ad uno in un crescendo strepitoso, uno dei brani più belli che ho ascoltato finora in questo ancora giovane 2017; My Boat, adattata da una poesia di Raymond Carver, è un’altra canzone di grande intensità, una ballad profonda, lunga e distesa, tra folk e rock, mentre Love Soldiers On è una moderna country song, sul genere della Emmylou Harris degli ultimi vent’anni (quella più sofisticata), anche questa decisamente godibile e suonata come Dio comanda.

Molto bella anche la title track, anzi direi deliziosa, una folk song gentile ma con un motivo ricco di pathos e reminiscenze irlandesi, altra grande canzone, con quel tocco di elettricità che funge da ciliegina; Icarus è lenta, profonda, suggestiva, con un leggero accompagnamento di piano, chitarra elettrica e steel, un’altra perla da aggiungere ad una collana sempre più preziosa (bellissimo anche qui il crescendo nel bridge). Proclamation Bones è più rock, con la ritmica pressante ed ancora la slide a lavorare di fino sullo sfondo, mentre Something Came Over Me è uno struggente slow dal sapore bucolico, puro e cristallino, così come la squisita Eastern Light, altro brano di grande impatto ed intensità, tra folk e country; chiusura con Wait For Me, altra ballata elettroacustica di notevole livello (ma esiste anche la solita edizione con tre brani in più, Day He Died e due riprese acustiche di Something Came Over Me e Stitch Of The World con Sam Beam). Diamo quindi volentieri la bentornata a Tift Merritt, che ci ha regalato uno dei dischi migliori di questo inizio 2017.

Marco Verdi

Il Resto Del Meglio Secondo Disco Club. Annata Musicale 2016, Parte II

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Eccoci alla seconda parte della lista dei migliori dischi del 2016, secondo il vostro Blogger preferito, spero!

michael kiwanuka love & hate

Michael Kiwanuka – Love And Hate

felice brothers life in the dark

Felice Brothers – Life In The Dark

aaron neville apache

Aaron Neville – Apache

joe bonamassa blues of desperationjoe bonmassa live at the greek theatre 2 cd

Joe Bonamassa – Blues Of Desperation

Joe Bonamassa – Live At The Greek Theatre

ryley-walker-golden-sings-that-have-been-sung

Ryley Walker – Golden Sings That Have Been Sung

kiefer sutherland down in a hole

Kiefer Sutherland – Down In The Hole

Fabrizio Poggi Texas-Blues-Voices

Fabrizio Poggi And The Amazing Texas Blues Voices

steepwater band shake your faith

Steepwater Band – Shake Your Faith

james maddock jimmy immy live in italia

James Maddock/David Immergluck – Jimmy/Immy w/Alex Valle Live In Italia

kenny neal bloodline

Kenny Neal – Bloodline

jack ingram midnight motel

Jack Ingram – Midnight Motel

seth walker gotta get back

Seth Walker – Gotta Get Back

dwight yoakam swimmin' pools

Dwight Yoakam – Swimmin’ Pools, Movie Stars…

parton harris ronstadt the complete trio collection

Dolly Parton/Emmylou Harris/Linda Ronstadt – The Complete Trio Sessions

reckless kelly sunset motel

Reckless Kelly – Sunset Motel

nick cave skeleton tree

Nick Cave & The Bad Seeds – Skeleton Tree

led zeppelin complete bbc sessions front

Led Zeppelin – The Complete BBC Sessions

frankie miller's double take front

Frankie Miller’s Double Take

luke winslow-king i'm glad trouble don't last always

Luke Winslow-King – I’m Glad Trouble Don’t Last Always

bob weir blue mountain

Bob Weir – Blue Mountain

phish big boat

Phish – Big Boat

leonard cohen you want it darker

Leonard Cohen – I Want It Darker

nitty gritty dirt band circlin' back

Nitty Gritty Dirt Band – Circlin’ Back Celebrating 50 Years

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Richard Lindgren – Malmostoso

dear jerry celebrating the music of jerry garcia 2 cd

Dear Jerry – Celebrating The Music Of Jerry Garcia

madeleine peyroux secular hymns

Madeleine Peyroux – Secular Hymns

david bromberg band the blues, the whole blus and nothing but the blues

David Bromberg Band – The Blues, The Whole Blues And Nothing But The Blues

melissa etheridge MEmphis rock and soul

Melissa Etheridge – Memphis Rock And Soul

joanne shaw taylor wild

Joanne Shaw Taylor – Wild

otis clay live in switzerland

Otis Clay – Live In Switzerland, 2006

john prine for better, or worse

John Prine – For Better, Or Worse

the shelters

The Shelters – The Shelters

tim buckley lady, give me your key

Tim Buckley – lady, give me your key

life and songs of emmylou harris

The Life & Songs Of Emmylou Harris CD+DVD

planxty between the jigs and the reels

 Planxty – Betwen The Jigs And The Reels A Retrospective CD+DVD

stevie nicks bella donna

Stevie Nicks – Bella Donna

jimmy ragazzon songbag

Jimmy Ragazzon – SongBag

blue rodeo 1000 arms

Blue Rodeo – 1000 Arms

townes van zandt's last set

Lowlands And Friends Play Townes Van Zandt’s Last Set

Rolling Stones - Blue & Lonesome cd

Rolling Stones – Lonesome and Blues

Direi che è tutto. Ho lasciato fuori qualcosa da queste due liste (e da quella “ufficiale” dell’11 dicembre)? Può essere, ma credo di avere di avere quasi esagerato. In attesa delle prime uscite targate 2017 e comunque con aggiornamenti giornalieri del Blog su uscite passate e future.

Bruno Conti

 

 

Un’Altra Grande Serata Per Una Grande Cantante! VV.AA. – The Life And Songs Of Emmylou Harris

life and songs of emmylou harris

 VV.AA. – The Life And Songs Of Emmylou Harris – Rounder CD – CD/DVD

Se Loretta Lynn è giustamente considerata la regina del country classico (ed il fatto che sia ancora tra noi ed attiva è una piacevolissima combinazione), è altrettanto vero che Emmylou Harris può aspirare allo stesso titolo per quanto riguarda il country contemporaneo. Nel corso di una carriera ormai più che quarantennale, la cantante dai capelli d’argento (adesso, una volta erano nerissimi) non ha mai sbagliato un solo disco, sostenuta sempre da una voce formidabile, una classe immensa, un gusto raro per la scelta delle canzoni da interpretare (solo ultimamente si è messa a scrivere di suo pugno con una certa continuità) e dei musicisti e produttori con i quali lavorare. Con l’età ha poi ampliato lo spettro interpretativo, e, più o meno a partire dal magnifico Wrecking Ball (1995), è diventata una musicista a 360 gradi, non necessariamente solo country, anche se il country è comunque sempre la base di partenza. Era dunque d’uopo omaggiare la Harris in maniera consona, e questo The Life And Songs Of Emmylou Harris è la testimonianza di una splendida serata a lei dedicata, un concerto ricco di ospiti tenutosi il 10 Gennaio del 2015, più o meno a quarant’anni dal suo esordio su major Pieces Of The Sky, evento tenuto alla Dar Constitution Hall di Washington.

Un CD, 19 canzoni (qualcunaa in più nel DVD, ma la versione audio è più che sufficiente *NDB Non sono d’accordo, visto che il DVD ha ben otto brani in più, vedi sotto e tutti piuttosto interessanti, tra cui una versione bellissima di Pancho & Lefty, con Steve Earle, Lee Ann Womack e Herb Pedersen) che testimonia uno show decisamente bello ed emozionante, nel quale un parterre di ospiti eccezionale ha omaggiato Emmylou attraverso canzoni sue o comunque da lei cantate nel corso degli anni, con la partecipazione qua e là della stessa Harris (a mio parere forse un tantino troppo centellinata) ed una house band davvero da sogno: Buddy Miller ed Audrey Freed alle chitarre, Don Was (più attivo che mai ultimamente) al basso e direzione musicale, Sam Bush al mandolino e banjo, Sara Watkins al violino e voce, l’ottimo Matt Rollings al pianoforte, Fred Eltringham alla batteria e, dulcis in fundo, il formidabile steel guitarist Greg Leisz, uno dei grandi protagonisti della serata.Il concerto ha inizio con Buddy Miller che interpreta al meglio One Of These Days: voce perfettamente country, bel suono pieno e fluido per una bella canzone che apre la serata nel modo migliore; poi è subito tempo di superclassici con la signature song della Carter Family, Will The Circle Be Unbroken, riletta molto bene da Mavis Staples, voce tonante e grande forza interpretativa, in una versione più blues che gospel. Chris Hillman e Herb Pedersen si cimentano con Wheels (Flying Burrito Brothers), due grandi voci ed una grande canzone, il risultato non può che essere eccellente (anche perché la house band suona da Dio, con una nota di merito per la steel di Leisz).

Orphan Girl è una splendida ballata di Gillian Welch, e vede la brava Holly Williams (nipote di Hank) interpretarla insieme a Chris Coleman con la giusta dose di feeling, mentre Steve Earle rilegge da par suo Sin City, altro grande successo dei Burritos (non dimentichiamo che la figura di Gram Parsons è stata fondamentale per Emmylou ad inizio carriera), puro country e grande suono, con Steve che ritorna allo stile dei suoi esordi. Hickory Wind è forse la più bella canzone che Parsons portò in dote ai Byrds per il capolavoro Sweetheart Of The Rodeo, e vorrei che quella sera non l’avessero affidata a Lucinda Williams, anzi avrei proprio voluto che la bionda cantautrice se ne fosse rimasta a casa sua (*NDB De gustibus), anche se obiettivamente qui fa meno danni del solito; meno male che c’è Rodney Crowell a rimettere le cose a posto, anche se stranamente non sceglie un brano suo ma uno di George Jones, You’re Still On My Mind, ma la classe non è acqua e la canzone, uno scintillante honky-tonk, è tra i più riusciti della serata. Born To Run non è il classico di Springsteen, bensì un brano scritto per Emmylou da Paul Kennerley, e la brava Lee Ann Womack la fa sua con piglio da vera country-rocker, mentre la toccante ballad degli O’Kanes When We’re Gone, Long Gone vede finalmente salire sul palco la festeggiata (insieme a John Starling dei Seldom Scene), e la temperatura sale di conseguenza, e di parecchio. Emmylou rimane e viene raggiunta da Daniel Lanois, che interpreta con lei Blackhawk, una sua composizione tratta da Wrecking Ball (da lui prodotto), un brano intensissimo e con la chiara impronta del musicista canadese (e che voce la Harris, ma questo non lo scopriamo certo oggi).

All The Roadrunning è una splendida canzone dal sapore irlandese scritta da Mark Knoplfler per l’omonimo album in duo che l’ex Dire Straits aveva registrato con Emmylou: Mary Chapin Carpenter e Vince Gill sono bravissimi, ma io avrei preferito nettamente avere i due interpreti originali (e secondo me Knopfler andava assolutamente coinvolto). Il vulcanico Conor Oberst, con le backing vocals di Shawn Colvin e Patty Griffin, propone la bella The Pearl, tratta da Red Dirt Girl, una bella canzone, densa e vibrante, che dimostra che anche la Harris songwriter sa il fatto suo, mentre Martina McBride ci delizia con una fresca rilettura di When I Stop Dreaming dei Louvin Brothers, e la Griffin fa lo stesso con Prayer In Open D, altro pezzo scritto da Emmylou, ripresa in una versione acustica e purissima. Torna Vince Gill per due brani, il classico honky-tonk di Buck Owens Together Again, ancora con un grande Leisz, e, insieme a Sheryl Crow, una trascinante e roccata Two More Bottles Of Wine di Delbert McClinton, davvero splendida. Kris Kristofferson è un’altra leggenda vivente, e come apre bocca fa venire giù il teatro, e poi Loving Her Was Easier è una delle sue ballate più belle; la serata sta per chiudersi, il tempo del pezzo più noto di Crowell, Till I Gain Control Again, interpretato alla grandissima dalla splendida Alison Krauss, in una versione per piano, voce e poco altro, veramente toccante, e per il gran finale con Emmylou Harris e tutti gli ospiti insieme per la più famosa tra le canzoni da lei composte, quella Boulder To Birmingham che da sempre occupa un posto speciale nei suoi concerti.

Una bellissima serata ed un CD imperdibile, anche se personalmente avrei preferito una presenza maggiore da parte della padrona di casa, un po’ come ha fatto Joan Baez nel suo recente concerto per i 75 anni.

Marco Verdi

*NDB

[CD]
1. One Of These Days (Buddy Miller)
2. Will The Circle Be Unbroken (Mavis Staples)
3. Wheels (Chris Hillman & Herb Pedersen)
4. Orphan Girl (Holly Williams & Chris Coleman)
5. Sin City (Steve Earle)
6. Hickory Wind (Lucinda Williams)
7. You’re Still On My Mind (Rodney Crowell)
8. Born To Run (Lee Ann Womack)
9. When We’re Gone, Long Gone (John Starling & Emmylou Harris)
10. Blackhawk (Daniel Lanois & Emmylou Harris)
11. All The Roadrunning (Mary Chapin Carpenter & Vince Gill)
12. The Pearl (Conor Oberst, Shawn Colvin & Patty Griffin)
13. When I Stop Dreaming (Martina McBride)
14. Prayer In Open D (Patty Griffin)
15. Together Again (Vince Gill)
16. Two More Bottles of Wine (Sheryl Crow & Vince Gill)
17. Loving Her Was Easier (Kris Kristofferson)
18. Till I Gain Control Again (Alison Krauss)
19. Boulder To Birmingham (Emmylou Harris)

[DVD/Blu-ray]
1. One Of These Days (Buddy Miller)
2. Will The Circle Be Unbroken (Mavis Staples)
3. The Darkest Hour Is Just Before Dawn (Sara Watkins)
4. Red Dirt Girl (Shawn Colvin)
5. Michelangelo (The Milk Carton Kids)
6. Wheels (Chris Hillman & Herb Pedersen)
7. Orphan Girl (Holly Williams & Chris Coleman)
8. Sin City (Steve Earle)
9. Bluebird Wine (Trampled By Turtles)
10. Hickory Wind (Lucinda Williams)
11. You’re Still On My Mind (Rodney Crowell)
12. Born To Run (Lee Ann Womack)
13. When We’re Gone, Long Gone (John Starling & Emmylou Harris)
14. Blackhawk (Daniel Lanois & Emmylou Harris)
15. Wrecking Ball (Iron & Wine & Daniel Lanois)
16. Leaving Louisiana In The Broad Daylight (Shovels & Rope)
17. All The Roadrunning (Mary Chapin Carpenter & Vince Gill)
18. The Pearl (Conor Oberst, Shawn Colvin & Patty Griffin)
19. When I Stop Dreaming (Martina McBride)
20. Prayer In Open D (Patty Griffin)
21. Pancho And Lefty (Steve Earle, Lee Ann Womack & Herb Pendersen)
22. Together Again (Vince Gill)
23. Two More Bottles of Wine (Sheryl Crow & Vince Gill)
24. Loving Her Was Easier (Kris Kristofferson)
25. Till I Gain Control Again (Alison Krauss)
26. Cash On The Barrelhead (Alison Krauss)
27. Boulder To Birmingham (Emmylou Harris)

Dalle Strade Di Nashville Agli Studi Capitol Il Passo E’ Breve! Doug Seegers – Walking On The Edge Of The World

doug seegers walking on the edge

Doug Seegers – Walking On The Edge Of The World – Capitol CD

Quella di Doug Seegers, musicista e countryman di Long Island, NY, è una bella storia. Ha infatti esordito circa due anni fa con l’ottimo Going Down To The River, ad un’età non proprio da esordiente (se mi passate il bisticcio), 62 anni, in quanto nel periodo precedente suonava per le strade di Nashville e conduceva una vita da homeless. La fortuna finalmente bussa alla sua porta, proprio nel 2014, nella persona di Jill Johnson, una country singer svedese molto popolare in patria, che nota Doug restandone impressionata, lo porta in studio con lei ed incide con lui la title track di quello che sarebbe diventato il suo primo disco, un singolo che andò al numero uno in Svezia e contribuì a farlo notare anche a Nashville (la sua storia ha delle similitudini con quella di Ted Hawkins, grande cantante oggi purtroppo scomparso, che fece il busker per gran parte della sua vita). Oggi, dopo un disco in duo con la Johnson, Seegers torna tra noi con il suo secondo lavoro vero e proprio, Walking On The Edge Of The World, che esce addirittura per la mitica Capitol: il disco conferma quanto di buono Doug aveva fatto vedere con il suo debutto, provando che in America ci possono essere talenti nascosti ad ogni angolo, e che molto spesso il successo è una mera questione di fortuna.

Seegers ha una bella voce, scrive ottime canzoni, e possiede un’attitudine da consumato countryman, e questo secondo disco potrebbe addirittura risultare migliore del già brillante esordio: la Capitol gli ha messo a disposizione una eccellente band di sessionmen esperti, tra i quali spiccano il ben noto Al Perkins alla steel, l’ottimo pianista ed organista Phil Madeira e Will Kimbrough alle chitarre ed alla produzione (come già per il disco di due anni orsono), più due o tre ospiti di grande livello (che vedremo a breve) a dare più prestigio ad un lavoro già bello di suo. La title track fa partire il disco nel modo migliore con una gran bella canzone, un country-rock denso ed elettrico, con riff ed assoli quasi da rock band ed un refrain deliziosamente orecchiabile. From Here To The Blues ha un’andatura da country song d’altri tempi, limpida e tersa, con gran spiegamento di steel, violino e pianoforte, e la bella voce di Elizabeth Cook ai controcanti; Zombie è qualcosa di diverso, un gustosissimo shuffle notturno, tra jazz e blues, con i fiati e l’ottimo piano di Madeira a guidare le danze: stimolante ed accattivante. Will You Take The Hand Of Jesus è uno scintillante bluegrass, dal gran ritmo ed assoli a raffica, come nella tradizione della vera mountain music: Doug fa bene tutto ciò che fa, ed in più ha anche una bella penna, peccato solo che sia stato scoperto così tardi.

She’s My Baby è una ballatona raffinata ma eccessivamente edulcorata (gli archi li avrei evitati), preferisco il Seegers dei primi quattro brani, che per fortuna ritroviamo subito con la seguente How Long Must I Roll, un rockin’ country ritmato, coinvolgente e di stampo quasi texano. Before The Crash è introdotta da uno splendido arpeggio elettrico, ed anche il resto è super, una rock song a tutto tondo e dal sapore classico, chitarristica e vibrante, con un organo da southern band ed una melodia diretta ed affascinante: uno dei pezzi più belli del CD, se non il più bello. Give It Away è ancora uno slow, ma con risultati migliori di prima, sarà per il motivo toccante, il sapore nostalgico o l’arrangiamento più leggero, mentre Far Side Banks Of  Jordan (un classico country, scritto da Terry Smith ed incisao anche da Johnny Cash e June Carter) vede il nostro duettare addirittura con Emmylou Harris ed il pezzo, già bello di suo, sale ancora di livello ogni volta che la cantante dai capelli d’argento apre bocca. If I Were You è un altro duetto, stavolta con Buddy Miller (che stranamente non suona anche la chitarra), un honky-tonk che più classico non si può, dal ritmo sostenuto e suonato alla grande, un altro degli highlights del CD; chiudono il lavoro la swingata e bluesata Mr. Weavil, quasi un pezzo da big band (anch’essa tra le più godibili) e la pura Don’t Laugh At Me, eseguita da Doug in perfetta solitudine, voce e chitarra, come usava fare per le strade di Nashville.

Si è fatto conoscere molto tardi Doug Seegers, ma finché pubblicherà dischi come Walking On The Edge Of The World sapremo farcene una ragione, e speriamo non lo mollino di nuovo in mezzo a una strada.

Marco Verdi

E Pure Queste Sono Le Ristampe Che Ci Piacciono! Dolly Parton/Emmylou Harris/Linda Ronstadt – The Complete Trio Collection

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Dolly Parton/Emmylou Harris/Linda Ronstadt – The Complete Trio Collection – Rhino/Warner 3CD

Nel 1987 uscì un po’ in sordina (ma non dimentichiamo che gli anni ottanta furono il nadir di un certo tipo di country tradizionale) un disco accreditato a due regine del country americano (Dolly Parton ed Emmylou Harris) ed una del country-rock (Linda Ronstadt): intitolato semplicemente Trio, quell’album fu un successo strepitoso ed inatteso, e si piazzò al numero uno della classifica di Billboard, vincendo anche un Grammy e vendendo ben quattro milioni di copie. Ed il successo fu pienamente meritato, in quanto Trio era un grande disco di country purissimo, con le tre cantanti in forma eccellente, una scelta di canzoni notevole ed una lista di musicisti in session impressionante (c’è da leccarsi i baffi solo a leggere i nomi: Ry Cooder, David Lindley, Herb Pedersen, Albert Lee, Russ Kunkel, Leland Sklar, Bill Payne, Mark O’Connor). Per il seguito, Trio II, si dovettero attendere ben dodici anni: l’album inizialmente era previsto per il 1994, ma problemi della Harris e della Parton con le loro case discografiche fecero slittare il tutto (e la Ronstadt pubblicò cinque di quelle canzoni, remixate e senza le voci delle due amiche, nel suo album del 1995, Feels Like Home); Trio II, alla fine uscì nel ’99, prodotto come il primo volume da George Massenburg, non fu un successo come il suo predecessore, né era a quel livello artistico, ma comunque un ottimo album di country d’autore, anche se meno spontaneo del primo e con qualche leggera concessione al mainstream: anche qui la lista dei musicisti era degna di nota, con gente come Alison Krauss, David Grisman, Dean Parks, Ben Keith, Jim Keltner ed ancora Lindley. (Piccolo inciso: sempre nel 1999, solo qualche mese dopo, usci uno splendido album in duo di Emmylou e Linda, intitolato Western Wall: The Tucson Sessions, superiore anche al secondo Trio).

Era da tempo che si parlava di una ristampa con inediti dei due album, ed oggi finalmente la Rhino ci consegna questo stupendo triplo, che comprende i due Trio album nei primi due dischetti, ed un terzo con venti brani, dei quali solo due erano già noti, tre remix di pezzi dei due dischi, ma ben quindici outtakes mai sentite prima d’ora, una serie di canzoni fatte e finite che sembrano un album nuovo a tutti gli effetti. Intanto fa un immenso piacere risentire i primi due lavori: del primo, per lo più acustico, suonato alla grande e cantato splendidamente, vorrei ricordare la stupenda apertura di The Pain Of Loving You, un brano della Parton ma cantato da Emmylou, country cristallino e purissimo, l’honky-tonk lento di Making Plans, la strepitosa e toccante ripresa di To Know Him Is To Love Him di Phil Spector, con uno splendido assolo “hawaiano” di Lindley e con Cooder che ricama da par suo, o ancora il capolavoro di Dolly Wildflowers, tra le più belle del disco, o con Linda che si destreggia alla grande con Hobo’s Meditation di Jimmie Rodgers (e che classe), senza dimenticare le scintillanti riletture di Telling Me Lies di Linda Thompson (meravigliosa) o dei traditionals Rosewood Casket e la celeberrima Farther Along. Trio II è, come già detto, un gradino più sotto, ma avercene di dischi così: la purissima Lover’s Return della Carter Family apre l’album, seguita dalla struggente High Sierra, dove le armonizzazioni delle tre cantanti raggiungono vette paradisiache, la soave Do I Ever Cross Your Mind (di Dolly ma cantata dalla Harris), e dal superclassico di Neil Young After The Gold Rush, dove invece domina la Parton.

Per finire con la grandissima Feels Like Home, forse la più bella canzone scritta da Randy Newman negli ultimi trent’anni, alla quale viene riservato un trattamento sontuoso. Il terzo dischetto, intitolato Unreleased & Alternate Takes, Etc., oltre a presentare tre remix inediti (I’ve Had Enough, Lover’s Return e Farther Along) e due pezzi già presenti in due album del 1979 e del 1981 della Harris (la splendida Even Cowgirl Get The Blues di Rodney Crowell e Mr. Sandman, entrambe incluse in quanto Dolly e Linda erano presenti in qualità di ospiti), contiene come ho già detto ben quindici tra versioni alternate ed inediti assoluti: non è il caso di citarle tutte, lascio a voi il piacere di scoprirle (tanto non ce n’è mezza da buttare), ma mi limito a citare quelle a mio parere indispensabili, a cominciare da una versione a tre voci e maggiormente strumentata di Wildflowers, forse ancora più bella di quella del primo Trio, seguita a ruota dalla deliziosa Waltz Across Texas Tonight (scritta da Emmylou con Crowell), in una strepitosa versione del 1994 mai sentita, la delicata Softly And Tenderly, per sole voci, chitarra, mandolino e cello, la squisita Pleasant As May della Parton, che non avrebbe sfigurato sul primo album delle tre, una versione alternata di My Dear Companion forse superiore anche a quella pubblicata nel 1987, il trascinante country-gospel di Pops Staples You Don’t Knock (mi chiedo come abbia fatto a rimanere inedita fino ad oggi), il country purissimo di Are You Tired Of Me e l’intensissima In A Deep Sleep della cantautrice irlandese Triona Ni Dhomhnaill della Bothy Band, con una prestazione vocale superlativa della Ronstadt.

Per completezza devo segnalare che è uscita anche una versione singola, ma secondo me con poca ragione di esistere in quanto racchiude il meglio dei primi due album ed aggiunge la miseria di quattro inediti dal terzo dischetto. Difficilmente potremo avere in futuro un Trio III, date le gravi condizioni di salute di Linda, affetta dal morbo di Parkinson: ragione in più per accaparrarsi The Complete Trio Collection senza indugi. Ancora oggi dischi country di questo livello se ne sentono pochi.

Marco Verdi

“Ristampe” Imminenti E Future, Parte II: Loren Auerbach, Turtles, Joe Cocker, Screaming Blue Messiahs, Ian Hunter, Parton/Harris/Ronstadt The Complete Trio, David Bowie, Fleetwood Mac

loren auerbach & bert jansch colours are fading fast

Seconda parte sulle uscite più interessanti nell’ambito ristampe. Questa volta copriamo il periodo che va dal 12 agosto fino ad arrivare al 9 settembre, con una puntata fino al 23 settembre per due uscite importanti. Parliamo di cofanetti.

Loren Auerbach ai più non dirà molto, e forse anche la copertina qui sopra non aiuta a fare chiarezza. Ma se aggiungiamo che il cognome da sposata di questa signora era Jansch, che è colui che si vede al suo fianco nella foto di copertina del CD, forse il mistero si dirada leggermente. Comunque, l’album in questione si chiama Colours Are Fading Fast, è attribuito a Loren Auerbach With Bert Jansch, si tratta di un cofanetto triplo, pubblicato dalla Earth Records, ed era già disponibile al Record Store Day, come triplo vinile limitato. La Earth Records è una piccola etichetta inglese che quest’anno ha già pubblicato le ristampe di due album di Jansch, Avocet, uno splendido disco del 1979, e From The Outside, un raro disco del 1985, pubblicato solo in Belgio, inizialmente in LP in una tiratura di 500 copie, e poi stampato su CD dalla Hypertension nel 1993, ma non più disponibile da tempo.

Ora la stessa etichetta Earth fa uscire questo triplo CD che raccoglie i due album realizzati dalla Auerbach, quando non era ancora la moglie di Jansch (si sarebbero sposati solo nel 1999): Playing The Game After The Long Night, entrambi pubblicati in vinile dalla etichetta di Loren, la Christabel Records, tra il 1984 e il 1985, quando la giovane musicista aveva poco più di 20 anni (era nata nell’ottobre del 1963). Divagazione personale: avevo entrambi i vinili all’epoca, due piccoli gioiellini di folk d’autore, con leggere derive psichedeliche, usciti anche entrambi raccolti in un unico CD, pubblicato sempre dalla Christabel nel 1996 e poi dalla Castle nel 2001, ma francamente non li ho mai visti in giro. E’ stata paragonata come stile musicale a Virginia Astley, Bridget St, John Vashti Bunyan, ma il tocco musicale di Jansch, che è presente in entrambi gli album, si sente comunque. Nel primo disco Playing The Game, attribuito a Loren Auerbach with Richard Newman, suonano anche appunto Newman, altro ottimo chitarrista, Geoff Bradford, pure lui alla chitarra e vari altri musicisti impegnati a basso, armonica, percussioni e flauto. I brani sono scritti da Newman, Jansch o sono canzoni tradizionali.

Nel secondo disco After The Long Night, attribuito in copertina a Loren Auerbach Bert Jansch, suona ancora Richard Newman, oltre a basso e violino utilizzati in un paio di canzoni-

Nel cofanetto in uscita per Earth Records c’è anche un terzo CD di materiale inedito, registrato ai tempi e mai pubblicato. Come sapete Jansch è morto il 5 ottobre del 2011, dopo una lunga battaglia con un tumore. Anche Loren, che aveva 20 anni meno di lui, è morta, sempre per un cancro, solo due mesi dopo la scomparsa del suo compagno dell’ultima parte di vita di entrambi.

Proprio in questi giorni è stato anche annunciato che ad ottobre la Topic pubblicherà un doppio CD dal vivo Finale: An Evening With Pentangle, con la registrazione di un concerto registrato nel corso della reunion della band per il 40° Anniversario. Ma per il momento godiamoci questa piacevole sorpresa, dell’altro album ne riparleremo quando sarà il momento. Ho inserito nel Post vari video relativi a Loren Auerbach così potete farvi una idea di cosa stiamo parlando, alcune perle riemerse dalle nebbie del tempo, quelle piccole gioie che allietano la vita degli appassionati della buona musica.

turtles complete original album collection

Invece i Turtles, tra il 1965 e il 1970, sono stati una delle band americane più popolari e di successo, autori di 6 album, ma soprattutto di alcuni singoli ai primi posti delle classifiche: It Ain’t Me Babe di Bob Dylan (furono tra i primi, con i Byrds, a reinterpretare ottimamente Dylan in versione pop-rock), Happy Together (che in Italia diventò Per Vivere Insieme dei Quelli), She’d Rather Be With Me, You Know What I Mean, Elenore (la celeberrima Scende La Pioggia di Gianni Morandi), You Showed Me (un bellissimo pezzo scritto da McGuinn Clark) che fu l’ultimo a entrare nelle Top 10 americane. Il gruppo in teoria era un sestetto, ma tutto verteva soprattutto sulle strepitose armonie vocali dei due cantanti Howard Kaylan Mark Volman, che negli anni successivi avrebbero lavorato anche con Frank Zappa nei Mothers Of Invention. L’unico altro componente conosciuto della band fu per un breve periodo Johnny Barbata, il futuro batterista di CSN&Y. 

turtles all the singles

Considerati soprattutto un gruppo da singoli i Turtles in effetti erano una delle migliori band pop americane dell’epoca, rivalutati in seguito, come i Monkees e ora questo cofanetto sestuplo The Complete Original Album Collection raccoglie tutti gli album, con le versioni mono e stereo e molte chicche e rarità. Il tutto a cura della Manifesto Records in collaborazione con la FloEdCo, l’etichetta personale del gruppo, in uscita il prossimo 19 agosto. E’ la prima raccolta completa loro dedicata, visto che in passato hanno circolato soprattutto raccolte di successi ed in passato i singoli album sono apparsi e scomparsi velocemente in CD. Se vi sembra troppo investire in questo cofanetto (ma meriterebbe) uscirà anche una doppia antologia intitolata All The Singles, di cui potete leggere il contenuto qui sotto.

[CD1]

1. It Ain’t Me Babe
2. Almost There
3. Let Me Be
4. Your Maw Said You Cried
5. You Baby
6. Wanderin’ Kind
7. Grim Reaper of Love
8. Comeback
9. So Goes Love
10. On a Summer’s Day
11. We’ll Meet Again
12. Outside Chance
13. Makin’ My Mind Up
14. Can I Get to Know You Better
15. Like the Seasons
16. Happy Together
17. She’d Rather Be with Me
18. The Walking Song
19. Guide for the Married Man
20. Think I’ll Run Away
21. You Know What I Mean
22. Rugs of Woods and Flowers
23. She’s My Girl
24. Chicken Little Was Right

[CD2]
1. Sound Asleep
2. Umbassa the Dragon
3. The Story of Rock and Roll
4. Can’t You Hear the Cows
5. Elenore
6. Surfer Dan
7. Christmas Is My Time of Year
8. You Showed Me
9. Buzz Saw
10. House on the Hill
11. Come Over
12. How You Loved Me
13. You Don’t Have to Walk in the Rain
14. Love in the City
15. Bachelor Mother
16. Lady-O
17. Somewhere Friday Night
18. Teardrops
19. Gas Money
20. Who Would Ever Think That I Would Marry Margaret?
21. We Ain’t Gonna Party No More
22. Is It Any Wonder?
23. Eve of Destruction
24. Me About You

Se invece il vostro budget vi permette di acquistare il cofanetto da 6 CD. questa è la tracklist completa dei sei album, It Ain’t Me Babe (che conteneva altri due brani di Dylan, oltre ad una delle prime versioni di Eve Of Destruction) You Baby, Happy Together, The Turtles Present the Battle of the Bands, Turtle Soup and Wooden Head, i primi 3, come detto, sia in versione mono che stereo:

[CD1]
1. Wanderin’ Kind (Mono)
2. It Was a Very Good Year (Mono)
3. Your Maw Said You Cried (Mono)
4. Eve of Destruction (Mono)
5. Glitter and Gold (Mono)
6. Let Me Be (Mono)
7. Let the Cold Winds Blow (Mono)
8. It Ain’t Me Babe (Mono)
9. A Walk in the Sun (Mono)
10. Last Laugh (Mono)
11. Love Minus Zero (Mono)
12. Like a Rolling Stone (Mono)
13. Wanderin’ Kind (Stereo)
14. It Was a Very Good Year (Stereo)
15. Your Maw Said You Cried (Stereo)
16. Eve of Destruction (Stereo)
17. Glitter and Gold (Stereo)
18. Let Me Be (Stereo)
19. Let the Cold Winds Blow (Stereo)
20. It Ain’t Me Babe (Stereo)
21. A Walk in the Sun (Stereo)
22. Last Laugh (Stereo)
23. Love Minus Zero (Stereo)
24. Like a Rolling Stone (Stereo)

[CD2]
1. Flyin’ High (Mono)
2. I Know That You’ll Be There (Mono)
3. House of Pain (Mono)
4. Just a Room (Mono)
5. I Need Someone (Mono)
6. Let Me Be (Mono)
7. Down in Suburbia (Mono)
8. Give Love a Trial (Mono)
9. You Baby (Mono)
10. Pall Bearing, Ball Bearing World (Mono)
11. All My Problems (Mono)
12. Almost There (Mono)
13. Flyin’ High (Stereo)
14. I Know That You’ll Be There (Stereo)
15. House of Pain (Stereo)
16. Just a Room (Stereo)
17. I Need Someone (Stereo)
18. Let Me Be (Stereo)
19. Down in Suburbia (Stereo)
20. Give Love a Trial (Stereo)
21. You Baby (Stereo)
22. Pall Bearing, Ball Bearing World (Stereo)
23. All My Problems (Stereo)

[CD3]
1. Makin’ My Mind Up (Mono)
2. Guide for the Married Man (Mono)
3. Think I’ll Run Away (Mono)
4. The Walking Song (Mono)
5. Me About You (Mono)
6. Happy Together (Mono)
7. She’d Rather Be with Me (Mono)
8. Too Young to Be One (Mono)
9. Person Without a Care (Mono)
10. Like the Seasons (Mono)
11. Rugs of Woods and Flowers (Mono)
12. Makin’ My Mind Up (Stereo)
13. Guide for the Married Man (Stereo)
14. Think I’ll Run Away (Stereo)
15. The Walking Song (Stereo)
16. Me About You (Stereo)
17. Happy Together (Stereo)
18. She’d Rather Be with Me (Stereo)
19. Too Young to Be One (Stereo)
20. Person Without a Care (Stereo)
21. Like the Seasons (Stereo)
22. Rugs of Woods and Flowers (Stereo)

[CD4]
1. The Opening: The Battle of the Bands
2. The Last Thing I Remember
3. Elenore
4. Too Much Heartsick Feeling
5. Oh Daddy!
6. Buzzsaw
7. Surfer Dan
8. I’m Chief Kamanawanalea (We’re the Royal MacAdamia Nuts)
9. You Showed Me
10. Food
11. Chicken Little Was Right
12. The Closing: Earth Anthem (All)
13. She’s My Girl
14. Chicken Little Was Right (Single Version)
15. Sound Asleep
16. Umbassa and the Dragon
17. The Story of Rock and Roll
18. Can’t You Hear the Cows
19. The Last Thing I Remember (The First Thing I Knew) (Alternative Version)
20. The Owl
21. To See the Sun
22. Earth Anthem (Alternative Version)
23. Battle of the Bands Radio Spot

[CD5]
1. Come Over
2. House on the Hill
3. She Always Leaves Me Laughing
4. How You Love Me
5. Torn Between Temptations
6. Love in the City
7. Bachelor Mother
8. John & Julie
9. Hot Little Hands
10. Somewhere Friday Night
11. Dance This Dance with Me
12. You Don’t Have to Walk in the Rain
13. Goodbye Surprise
14. Like It or Not
15. There You Sit Lonely
16. Can I Go on
17. You Want to Be a Woman
18. If We Only Had the Time
19. Dance This Dance (Demo)
20. Come Over (Demo)
21. How You Love Me (Demo)
22. Strange Girl (Demo)
23. Marmendy Mill (Demo)
24. Turtle Soup Radio Spot

[CD6]
1. I Can’t Stop
2. She’ll Come Back
3. Get Away
4. Wrong from the Start
5. I Get Out of Breath
6. We’ll Meet Again
7. On a Summer’s Day
8. Come Back
9. Say Girl
10. Tie Me Down
11. Wanderin’ Kind
12. You Baby (1967 Stereo Mix)
13. So Goes Love
14. Makin’ My Mind Up (1966 Stereo Version)
15. Is It Any Wonder?
16. Let Me Be (1967 Stereo Mix)
17. Grim Reaper of Love
18. It Ain’t Me Babe (1967 Stereo Mix)
19. Can I Get to Know You Better
20. Outside Chance
21. You Know What I Mean
22. Cat in the Window
23. We’ll Meet Again (Alternate Take)
24. The Turtles! Golden Hits Radio Spot

Scoprirete tante piccole gemme di deliziosa musica pop.

joe cocker the album recordings 1984-2007

Il 26 agosto la Parlophone/Warner pubblicherà un box di 14 CD intitolato The Album Recordings 1984/2007 che copre quasi tutto l’ultimo periodo di carriera di Joe Cocker. Il tutto sarà a prezzo super economico (dovrebbe costare intorno ai 40 euro indicativamente, forse anche meno) e raccoglierà i tredici album pubblicati in quel periodo più un disco di brani registrati per colonne sonore, o usciti nelle versioni differenti degli album dei singoli paesi, tributi, duetti, singoli e altre rarità.

Ecco la lista completa:

[CD1]
1. Civilized Man
2. There Goes My Baby
3. Come On In
4. Tempted
5. Long Drag Off A Cigarette
6. I Love The Night
7. Crazy In Love
8. A Girl Like You
9. Hold On (I Feel Our Love Is Changing)
10. Even A Fool Would Let Go

[CD2]
1. Shelter Me
2. A To Z
3. Don’t You Love Me Anymore
4. Living Without Your Love
5. Don’t Drink The Water
6. You Can Leave Your Hat On
7. Heart Of The Matter
8. Inner City Blues
9. Love Is On A Fade
10. Heaven

[CD3]
1. Unchain My Heart
2. Two Wrongs
3. I Stand In Wonder
4. River’s Rising
5. Isolation
6. All Our Tomorrows
7. A Woman Loves A Man
8. Trust In Me
9. The One
10. Satisfied

[CD4]
1. When The Night Comes
2. I Will Live For You
3. Got To Use My Imagination
4. Letting Go
5. Just To Keep From Drowning
6. Unforgiven
7. Another Mind Gone
8. Fever
9. You Know It’s Gonna Hurt
10. Bad Bad Sign
11. I’m Your Man
12. One Night Of Sin

[CD5]
1. Feelin’ Alright (Live)
2. Shelter Me (Live)
3. Hitchcock Railway (Live)
4. Up Where We Belong (with Maxine Green) [Live]
5. Guilty (Live)
6. You Can Leave Your Hat On (Live)
7. When The Night Comes (Live-Memorial Auditorium)
8. Unchain My Heart (Live)
9. With A Little Help From My Friends (Live)
10. You Are So Beautiful (Live)
11. The Letter (Live)
12. She Came In Through The Bathroom Window (Live)
13. High Time We Went (Live)
14. What Are You Doing With A Fool Like Me (Live)
15. Living In The Promiseland (Live)

[CD6]
1. Love Is Alive
2. Little Bit Of Love
3. Please No More
4. There’s A Storm Coming
5. You’ve Got To Hide your Love Away
6. I Can Hear The River
7. Don’t Let The Sun Go Down On Me
8. Night Calls
9. Five Women
10. Can’t Find My Way Home (Edit)
11. Not Too Young To Die Of A Broken Heart
12. Out Of The Rain

[CD7]
1. Let The Healing Begin
2. Have A Little Faith In Me
3. The Simple Things
4. Summer In the City
5. The Great Divide
6. Highway Highway
7. Too Cool
8. Soul Time
9. Out Of The Blue
10. Angeline
11. Hell And Highwater
12. Standing Knee Deep In A River
13. Take Me Home

[CD8]
1. Into The Mystic
2. Bye Bye Blackbird
3. Delta Lady
4. Heart Full Of Rain
5. Don’t Let Me Be Misunderstood
6. Many Rivers To Cross
7. High Lonesome Blue
8. Sail Away
9. You And I
10. Darlin’ Be Home Soon
11. Dignity
12. You Can Leave Your Hat On (Edit)
13. You Are So Beautiful
14. Can’t Find My Way Home

[CD9]
1. Tonight
2. Could You Be Loved (Full Version)
3. That’s All I Need To Know
4. N’Oubliez Jamais (Edit)
5. What Do I Tell My Heart?
6. Wayward Soul
7. Loving You Tonight
8. Across From Midnight
9. What Do You Say?
10. The Last One To Know
11. That’s The Way Her Love Is
12. Need Your Love So Bad

[CD10]
1. First We Take Manhattan
2. Different Roads
3. My Father’s Son
4. While You See A Chance
5. She Believes In Me
6. No Ordinary World
7. Where Would I Be Now
8. Ain’t Gonna Cry Again
9. Soul Rising
10. Naked Without You
11. Love To Lean On
12. On My Way Home

[CD11]
1. You Can’t Have My Heart
2. Love Not War
3. You Took It So Hard
4. Never Tear Us Apart
5. This Is Your Life
6. Respect Yourself
7. I’m Listening Now
8. Leave A Light On
9. It’s Only Love
10. Every Time It Rains
11. Midnight Without You

[CD12]
1. What’s Going On
2. Chain Of Fools
3. One
4. I (Who Have Nothing)
5. Maybe I’m Amazed
6. I Keep Forgetting
7. I Put A Spell On You
8. Every Kind Of People
9. Love Don’t Live Here Anymore
10. Don’t Let Me Be Lonely
11. Jealous Guy
12. Everybody Hurts

[CD13]
1. You Haven’t Done Nothin’
2. One Word (Peace)
3. Love Is For Me
4. Don’t Give Up On Me
5. Long As I Can See The Light
6. Beware Of Darkness
7. Just Pass It On
8. Rivers Invitation
9. Ring Them Bells
10. Hymn 4 My Soul

[CD14]
1. Edge Of A Dream (Theme From “Teachers”)
2. Tell Me There’s A Way
3. Now That You’re Gone
4. Sorry Seems To Be The Hardest Word
5. Feels Like Forever
6. When A Woman Cries
7. Now That The Magic Has Gone
8. I Still Can’t Believe It’s True
9. My Strongest Weakness
10. Anybody Seen My Girl
11. Something
12. Human Touch
13. (My Heart Is A) Ghost Town
14. What Becomes Of The Broken-Hearted
15. Together (Where Do We Go From Here)
16. Lie To Me
17. Love Made A Promise
18. Ain’t No Sunshine
19. Come Together

Si va da Civilized Man del 1984 a Hymn For My Soul del 2007: mancano gli ultimi due album di studio,  Hard Knocks del 2010 e Fire It Up del 2012, oltre a Fire It Up Live, l’ultimo in assoluto del 2013, tutti e tre pubblicati dalla Sony. E ovviamente tutta la discografia precedente uscita per la A&M e per la Island, entrambe del gruppo Universal.

screamimg blue messiahs vision in blues

Gli Screaming Blue Messiahs di Bill Carter, sono uno dei tanti piccoli segreti che costellavano la galassia del rock indipendente inglese (anche se alcuni album erano usciti per delle majors): tra il 1983 e il 1990. La band era nata a Londra nel 1983, un trio tra rock inconsueto, blues, punk, R&B, rockabilly, tutto mescolato ad arte e con una notevole grinta, sia in studio che dal vivo. Oltre a Bill Carter, voce e chitarra solista (una specie di via di mezzo tra Wilko Johnson Pete Townshend), c’erano Chris Thompson al basso Kenny Harris alla batteria.

Comunque un’altra nota di merito degli Screaming Blue Messiahs era il loro produttore Vic Maile, quello dei Dr. Feelgood, Nick Lowe, Brinsley Schwarz, Man, che ha prodotto con ottimi risultati Gun Shy Bikini Red.

E anche dal vivo non scherzavano. Comunque nel cofanetto da 5 CD si trova tutto. compreso un singolo un vinile in omaggio.

CD1: Good & Gone plus early demos Elephant Studios Wapping London April 1984]
1. Happy Home (Good & Gone)
2. Tracking The Dog (Good & Gone)
3. You’re Gonna Change (Good & Gone)
4. Good And Gone (Good & Gone)
5. Let’s Go Down To The Woods
6. Someone To Talk To (Good & Gone)
7. Growing For Gold
8. I Want Up (Good & Gone)
9. Holiday Head
10. Wild Blue Yonder
11. Good And Gone Bonus 24th July 1984
12. Someone To Talk To Bonus 24th July 1984
13. Tracking The Dog Bonus 24th July 1984
14. Let’s Go Down To The Woods Bonus 24th July 1984

[CD2: Gun Shy]
1. Wild Blue Yonder
2. Holiday Head
3. Smash The Market Place
4. You’re Gonna Change
5. Just For Fun
6. Let’s Go Down To The Woods
7. Talking Doll
8. Twin Cadillac Valentine
9. President Kennedy’s Mile
10. Someone To Talk To
11. Clear View
12. Killer Born Man
13. I’m Mad Again (J L Hooker)
14. The Power Glide
15. Good And Gone Live ULU
16. Growing For Gold Live ULU
17. You’re Gonna Change Live ULU
18. Someone To Talk To Live ULU
19. Happy Home Live ULU

[CD3: Bikini Red]
1. Sweet Water Pools
2. Bikini Red
3. Too Much Love
4. I Can Speak American
5. Big Brother Muscle
6. I Wanna Be A Flintstone
7. Jesus Chrysler Drives A Dodge
8. Lie Detector
9. 55-The Law
10. All Shook Down
11. Waltz
12. Jerry’s Electric Church

[CD4: Totally Religious]
1. Four Engines Burning (Over The USA)
2. Mega City 1
3. Wall Of Shame
4. Nitro
5. Big Big Sky
6. Watusi Wedding
7. Here Comes Lucky
8. Gunfight
9. Martian
10. All Gassed Up

[CD5: Live Zurich 7.12.1989]
1. Wall Of Shame
2. Jesus Chrysler Drives A Dodge
3. Sweet Water Pools
4. Mega City 1
5. Four Engines Burning
6. Gunfight
7. All Gassed Up
8. Twin Cadillac Valentine
9. Happy Home
10. You’re Gonna Change
11. Accident Prone
12. Martian
13. Here Comes Lucky
14. Big Big Sky
15. Good And Gone

[7″ Vinyl Single]
1. Vision In Blues
2. Let’s Go Down To The Woods

Anche questo esce il 26 agosto, per la Easy Action/Warner.

ian hunter stranded in reality

Questo box ve lo segnalo comunque, anche se uscirà per la vendita solo sul sito della Proper http://www.propermusic.com/product-details/Ian-Hunter-Stranded-In-Reality-Ltd-Edition-Box-Set-235832, a sole 250 sterline (però vi danno un pence di resto). Si tratta dell’opera omnia di Ian Hunter, Stranded In Reality, un cofanetto da 30 dischetti, 28 CD e 2 DVD, con i 19 album della discografia e 9 CD di materiale raro ed inedito: Tilting the Mirror (Rarities 2CD), If You Wait Long Enough for Anything, You Can Get it on Sale (Live 1979-81 2CD), Bag of Tricks (Live Volumes 1, 2 and 3), Acoustic Shadows and Experiments. Comunque al link sopra trovate tutte le informazioni.

ian hunter fingers crossed

Aggiungo che il 16 settembre, sempre per la Proper, uscirà anche il nuovo album Fingers Crossed. Credo che per entrambi ci sia già un candidato per le recensioni sul Blog, dopo l’uscita.

parton harris ronstadt the complete trio collection

Il cofanetto qui sopra viene annunciato e poi rinviato da almeno un anno e mezzo. Finalmente il 9 settembre uscirà per Warner/Rhino l’edizione definitiva in 3 CD di The Complete Trio. Ovvero i due album pubblicati nel 1987 e 1999, Trio I Trio II, dal magico terzetto Dolly Parton, Emmylou Harris Linda Ronstadt, in ordine alfabetico per nome. Nel terzo CD 20 pezzi, con versione alternative e inediti, sempre incisi nelle sessioni per i due album tra il 1986 e il 1994.

Ecco la lista completa dei contenuti:

[CD1]
1. The Pain Of Loving You
2. Making Plans
3. To Know Him Is To Love Him
4. Hobo’s Meditation
5. Wildflowers
6. Telling Me Lies
7. My Dear Companion
8. Those Memories Of You
9. I’ve Had Enough
10. Rosewood Casket
11. Farther Along

[CD2]
1. Lover’s Return
2. High Sierra
3. Do I Ever Cross Your Mind
4. After The Gold Rush
5. The Blue Train
6. I Feel The Blues Movin’ In
7. You’ll Never Be The Sun
8. He Rode All The Way To Texas
9. Feels Like Home
10. When We’re Gone, Long Gone

[CD3]
1. Wildflowers (Alternate Take 1986)
2. Waltz Across Texas Tonight (Unreleased 1994)
3. Lover’s Return (Linda solo Unreleased 1994)
4. Softly And Tenderly (Unreleased 1994)
5. Pleasant As May (Unreleased 1986)
6. My Dear Companion (Alternate Take 1986)
7. My Blue Tears (Unreleased 1998)
8. Making Plans (Alternate Take 1986)
9. I’ve Had Enough (Alternate Mix 1986)
10. Grey Funnel Line (Unreleased 1986)
11. You Don’t Knock (Unreleased 1986)
12. Where Will The Words Come From (Unreleased 1985)
13. Do I Ever Cross Your Mind (Dolly Lead Alternate Take 1994)
14. Are You Tired Of Me (Unreleased 1986)
15. Even Cowgirls Get The Blues
16. Mr. Sandman
17. Handful Of Dust (Unreleased 1993)
18. Calling My Children Home (Unreleased Acapella Version 1986)
19. White Snow (Unreleased 1986)
20. Farther Along (Alternate Mix 1986)

Sempre lo stesso giorno verrà pubblicato anche un estratto dal cofanetto, un CD singolo intitolato My Dear Companion: Selections From The Trio Collection. Comunque i due dischi già usciti erano splendidi e visto che il terzo CD non si può avere a parte, sarà il caso di farci un pensierino. Non dovrebbe costare moltissimo, ho visto 25 dollari negli States.

david bowie who i can be now

Prosegue anche la serie delle ristampe del catalogo di David Bowie in cofanetto. Dopo Five Years che in 12 CD copriva il periodo 1969-1973, questo Who I Can Be Now, sempre in 12 CD ( o 13 LP) copre i tre anni successivi 1974-1976 e viene pubblicato sempre dalla Parlophone/Warner che ha acquisito il vecchio catalogo. Uscita prevista il 23 settembre. Nel cofanetto abbiamo The Gouster, presentato come un disco inedito (ma poi sotto potete leggere meglio che così non è), Live Nassau Coliseum, un doppio CD che era uscito insieme alla Deluxe Edition di Station To Station, Re Call 2, singoli e lati B usciti ai tempi.

https://www.youtube.com/watch?v=kj414ZrPY2U

david bowie who i can be now box

Ecco la lista completa:

DIAMOND DOGS
Released on RCA APLI 0576 (U.K.) / CPLI 0576 (U.S.) on 31st May, 1974.
Side 1.
1. Future Legend
2. Diamond Dogs
3. Sweet Thing
4. Candidate
5. Sweet Thing (Reprise)
6. Rebel Rebel
Side 2.
1. Rock ‘n’ Roll With Me
2. We Are The Dead
3. 1984
4. Big Brother
5. Chant Of The Ever Circling Skeletal Family

DAVID LIVE (ORIGINAL MIX)
Released on RCA APL2 0771 (U.K.) / CPL2-0771 (U.S.) on 29th October, 1974.
David Live was culled from performances on the 8th, 9th, 10th, 11th and 12th of July, 1974 at the Tower Theater, Philadelphia.
Side 1
1. 1984
2. Rebel Rebel
3. Moonage Daydream
4. Sweet Thing/Candidate/Sweet Thing (reprise)
Side 2
1. Changes
2. Suffragette City
3. Aladdin Sane
4. All The Young Dudes
5. Cracked Actor
Side 3
1. Rock ‘n’ Roll With Me
2. Watch That Man
3. Knock On Wood
4. Diamond Dogs
Side 4
1. Big Brother
2. The Width Of A Circle
3. The Jean Genie
4. Rock ‘n’ Roll Suicide

DAVID LIVE (2005 MIX)
David Live was culled from performances on the 8th, 9th, 10th, 11th and 12th of July, 1974 at the Tower Theater, Philadelphia.
Released on EMI 874 3042 on CD and also in 5.1 on the DVD-Audio EMI 874 3049 on 14th November, 2005.
Side 1
1. 1984
2. Rebel Rebel
3. Moonage Daydream
4. Sweet Thing/Candidate/Sweet Thing (reprise)
Side 2
1. Changes
2. Suffragette City
3. Aladdin Sane
4. All The Young Dudes
Side 3
1. Cracked Actor
2. Rock ‘n’ Roll With Me
3. Watch That Man
4. Knock On Wood
Side 4
1. Here Today, Gone Tomorrow
2. Space Oddity
3. Diamond Dogs
Side 5
1. Panic In Detroit
2. Big Brother
3. Time
Side 6
1. The Width Of A Circle
2. The Jean Genie
3. Rock ‘n’ Roll Suicide

THE GOUSTER
Previously unreleased as a complete album.
Side 1
1. John, I’m Only Dancing (Again) – not on ‘Young Americans’, first released as a single in 1979 to promote the ‘CHANGESTWOBOWIE’ compilation.
2. Somebody Up There Likes Me – alternative early previously unreleased mix
3. It’s Gonna Be Me – not on ‘Young Americans’, first released as a bonus track on the EMI/Ryko edition of ‘Young Americans’ in 1990. An alternative mix with strings was released on the 2007 EMI edition of ‘Young Americans’.
Side 2
1. Who Can I Be Now? – not on ‘Young Americans’, first released as a bonus track on the EMI/Ryko edition of ‘Young Americans’ in 1990.
2. Can You Hear Me – alternative early previously unreleased version.
3. Young Americans – same version that ended up on ‘Young Americans’.
4. Right – alternative early previously unreleased version.

YOUNG AMERICANS
Released on RCA RS 1006 (U.K.) / AQL1-0998 (U.S.) on 7th March, 1975.
Side 1
1. Young Americans
2. Win
3. Fascination
4. Right
Side 2
1. Somebody Up There Likes Me
2. Across The Universe
3. Can You Hear Me
4. Fame

STATION TO STATION
Released on RCA APL1 1327 on 23rd January, 1976.
STATION TO STATION (2010 HARRY MASLIN MIX)
First released on EMI BOWSTSD 2010 in 5.1 and in stereo at 48kHz/24bit on the DVD format within the Station To Station deluxe set on 20th September, 2010.
Side 1
1. Station To Station
2. Golden Years
3. Word On A Wing
Side 2
1. TVC 15
2. Stay
3. Wild Is The Wind

LIVE NASSAU COLISEUM ’76
Recorded live at the Nassau Coliseum Uniondale, NY, U.S.A., 23rd March, 1976. Released on EMI BOWSTSD 2010 within the Station To Station deluxe set on 20th September, 2010.
Side 1
1. Station To Station
2. Suffragette City
3. Fame
4. Word On A Wing
Side 2
1. Stay
2. Waiting For The Man
3. Queen Bitch
Side 3
1. Life On Mars?
2. Five Years
3. Panic In Detroit
4. Changes
5. TVC 15
Side 4
1. Diamond Dogs
2. Rebel Rebel
3. The Jean Genie

RE:CALL 2
Non Album Singles, Single Versions and B-Sides.
Side 1:
1. Rebel Rebel (original single mix)
2. Diamond Dogs (Australian single edit)
3. Rebel Rebel (U.S. single version)
4. Rock ‘n’ Roll With Me (live – promotional single edit)
5. Panic In Detroit (live)
6. Young Americans (original single edit)
Side 2:
1. Fame (original single edit)
2. Golden Years (original single version)
3. Station To Station (original single edit)
4. TVC 15 (original single edit)
5. Stay (original single edit)
6. Word On A Wing (original single edit)
7. John, I’m Only Dancing (Again) (1975) (single version))

fleetwood mac mirage deluxe

 

Sempre il 23 settembre, ancora per la Warner, è in uscita anche la versione Deluxe di Mirage dei Fleetwood Mac. Pubblicato in origine nel 1982, diciamo che non è un disco splendido, molto lontano dai livelli qualitativi dei precedenti Tusk, Rumours e dell’omonimo Fleetwood Mac, comunque non è neppure disprezzabile. La nuova versione presenta l’album originale rimasterizzato nel primo CD, 20 versioni alternative, demo e altro nel secondo, un concerto dal vivo al Forum di Los Angeles, estratto dalle due serate del 21-22 ottobre del 1982. E un DVD audio per i maniaci dell’alta qualità sonora. Oltre al vinile sempre in edizione remaster 2016. Oppure c’è la versione doppia, solo con i primi due CD.

Leggete sotto la lista dei pezzi:

[CD1]
1. Love In Store (2016 Remastered)
2. Can’t Go Back (2016 Remastered)
3. That’s Alright (2016 Remastered)
4. Book of Love (2016 Remastered)
5. Gypsy (2016 Remastered)
6. Only Over You (2016 Remastered)
7. Empire State (2016 Remastered)
8. Straight Back (2016 Remastered)
9. Hold Me (2016 Remastered)
10. Oh Diane (2016 Remastered)
11. Eyes of the World (2016 Remastered)
12. Wish You Were Here (2016 Remastered)

[CD2]
1. Love In Store (Early Version)
2. Suma’s Walk aka Can’t Go Back (Outtake)
3. That’s Alright (Alternate Take)
4. Book of Love (Early Version)
5. Gypsy (Early Version)
6. Only Over You (Alternate Version)
7. Empire State (Early Version)
8. If You Were My Love (Outtake)
9. Hold Me (Early Version)
10. Oh Diane (Early Version)
11. Smile At You (Outtake)
12. Goodbye Angel (Original Outtake)
13. Eyes of the World (Alternate Early Version)
14. Straight Back (Original Vinyl Version)
15. Wish You Were Here (Alternate Version)
16. Cool Water (2016 Remastered)
17. Gypsy (Video Version) [2016 Remastered]
18. Put a Candle In the Window (Run-Through)
19. Teen Beat (Outtake) [2016 Remastered]
20. Blue Monday (Jam)

[CD3]
1. The Chain (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
2. Gypsy (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
3. Love In Store (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982
4. Not That Funny (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
5. You Make Loving Fun (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
6. I’m So Afraid (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
7. Blue Letter (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
8. Rhiannon (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
9. Tusk (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
10. Eyes of the World (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
11. Go Your Own Way (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
12. Sisters of the Moon (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
13. Songbird (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)

[DVD]
5.1 Surround:
1. Love In Store (2016 Remastered)
2. Can’t Go Back (2016 Remastered)
3. That’s Alright (2016 Remastered)
4. Book of Love (2016 Remastered)
5. Gypsy (2016 Remastered)
6. Only Over You (2016 Remastered)
7. Empire State (2016 Remastered)
8. Straight Back (2016 Remastered)
9. Hold Me (2016 Remastered)
10. Oh Diane (2016 Remastered)
11. Eyes of the World (2016 Remastered)
12. Wish You Were Here (2016 Remastered)
24/96 Stereo:
13. Love In Store (2016 Remastered)
14. Can’t Go Back (2016 Remastered)
15. That’s Alright (2016 Remastered)
16. Book of Love (2016 Remastered)
17. Gypsy (2016 Remastered)
18. Only Over You (2016 Remastered)
19. Empire State (2016 Remastered)
20. Straight Back (2016 Remastered)

[LP]
1. Love In Store (2016 Remastered)
2. Can’t Go Back (2016 Remastered)
3. That’s Alright (2016 Remastered)
4. Book of Love (2016 Remastered)
5. Gypsy (2016 Remastered)
6. Only Over You (2016 Remastered)
7. Empire State (2016 Remastered)
8. Straight Back (2016 Remastered)
9. Hold Me (2016 Remastered)
10. Oh Diane (2016 Remastered)
11. Eyes of the World (2016 Remastered)
12. Wish You Were Here (2016 Remastered)

That’s All Folks.

Bruno Conti

75 Anni Così? Da Farci La Firma Subito! Joan Baez – 75th Birthday Celebration

joan baez 75th celebration

Joan Baez – 75th Birthday Celebration – Razor & Tie CD – DVD –  2CD/DVD

Quest’anno non solo Bob Dylan ha festeggiato il raggiungimento del settantacinquesimo anno di età, ma ancora prima di lui (il 9 Gennaio) è stata la volta di Joan Baez, che ancora oggi qualcuno associa al grande cantautore di Duluth nonostante i due non abbiano rapporti di alcun genere da almeno trent’anni, a causa del legame fortissimo, sia artistico che sentimentale, che unì Dylan e la Baez all’inizio degli anni sessanta, quando venivano identificati entrambi come i leader del movimento folk di protesta. Come sappiamo Bob deviò presto verso altre strade, mentre Joan ha sempre continuato con le sue battaglie fino ad oggi, con una coerenza rara nel mondo della musica, ma che le fa senz’altro onore, anche se qualcuno potrebbe etichettarla come personaggio anacronistico. A differenza di Dylan, da sempre refrattario alle auto-celebrazioni, Joan ha deciso di festeggiare il compleanno con qualche giorno di ritardo (il 27 Gennaio), con un concerto al Beacon Theatre di New York e con una serie incredibile di grandi ospiti presenti (tranne Bob, naturalmente, ma anche Joan aveva mancato la famosa BobFest al Madison Square Garden nel 1992), tutti in fila rispettosamente ad omaggiare una vera e propria leggenda vivente della nostra musica. E Joan, come si evince dal DVD allegato al doppio CD pubblicato da pochi giorni, per l’occasione (intitolato semplicemente 75th Birthday Celebration) è apparsa in forma eccezionale, sia fisica che vocale, intrattenendo magnificamente per tutti i cento minuti circa dello spettacolo, cantando da sola o con l’aiuto degli amici che vedremo tra breve una bella serie di classici del passato, suoi e di altri, oltre a diverse chicche https://www.youtube.com/watch?v=CvxdtlG3Q9g .

Vocalmente forse Joan non ha più la potenza dei primi anni (quando si diceva potesse rompere un bicchiere di cristallo solo con l’uso della voce), ma la purezza è rimasta intatta, ed in questa serata dimostra anche di essere una padrona di casa splendida, muovendosi sul palco con una classe immensa ed introducendo i vari ospiti con presentazioni brevi ma efficaci (ed è anche un’ottima chitarrista, il che non guasta). Il concerto è al 100% acustico, con pochi brani suonati full band, ma il feeling è talmente alto e le canzoni sono talmente belle che non solo la noia è totalmente assente, ma non si contano i momenti emozionanti o addirittura commoventi. Inizio splendido con l’intensa God Is God, un brano di Steve Earle che Joan esegue in perfetta solitudine, voce limpidissima e grande feeling, due strofe e ho già i brividi; There But For Fortune è uno dei classici assoluti di Phil Ochs, una delle più belle canzoni dello sfortunato folksinger, mentre Freight Train, il noto evergreen di Elizabeth Cotten, vede entrare il primo ospite, cioè il grande David Bromberg, che non canta ma si fa sentire eccome con il suo splendido pickin’. Per Blackbird, nota canzone dei Beatles, Joan è raggiunta sul palco, con acclusa prima grande ovazione, da David Crosby (e da Dirk Powell alla chitarra): i due armonizzano in maniera superlativa, anche perché David questo brano dal vivo con CSN lo fa da una vita; She Moved Through The Fair è una delle più famose ballate irlandesi, ed a Joan si unisce Damien Rice (che è irlandese pure lui), solo due voci ed un harmonium, ma che intensità! Joan omaggia anche Donovan con Catch The Wind (il brano più noto del periodo folk del cantautore, quando veniva chiamato il “Dylan inglese”), ed alla padrona di casa si aggiunge la bravissima Mary Chapin Carpenter per una buona versione, molto rigorosa.

Anche Hard Times, è stata fatta dalla metà di mille (è una canzone popolare composta da Stephen Foster, lo stesso di Oh, Susannah!), e qui Joan divide il microfono con Emmylou Harris, una delle poche che come voce non ha paura della Baez (e Powell si sposta al piano), altra rilettura da pelle d’oca; Joan ed Emmylou vengono poi raggiunte da Jackson Browne (che somiglia sempre di più a Carlo Massarini con la parrucca, ed i due tra l’altro sono amici), per una strepitosa versione a tre voci e tre chitarre di Deportee, una delle più belle canzoni di Woody Guthrie, ed uno dei momenti top della serata. Ed ecco Dylan (inteso come autore), ma Joan, dopo un’introduzione in cui sfotte bonariamente il vecchio Bob, sceglie un pezzo poco conosciuto, Seven Curses, suonato in totale solitudine, come anche la canzone successiva, una fluida interpretazione del traditional Swing Low, Sweet Chariot; la prima parte del concerto (e primo CD) si chiude con la grande Mavis Staples che si unisce a Joan per un medley di puro gospel eseguito a cappella dalle due artiste, Oh, Freedom/Ain’t Gonna Let Nobody Turn Me Around, dove spicca il contrasto tra la potenza di Mavis ed il timbro cristallino di Joan.

The Water Is Wide è un altro splendido traditional che la nostra avrà cantato mille volte, ma stasera con le Indigo Girls (cioè Amy Ray ed Emily Saliers) ed ancora la Chapin Carpenter è tutta un’altra storia; le Ragazze Indaco restano sul palco per un altro pezzo di Dylan, la grandissima Don’t Think Twice, It’s All Right, altra versione da manuale, voci perfette e pathos a mille, un altro magic moment del concerto. Ed ecco il primo brano full band, ed è una eccezionale rilettura del classico House Of The Rising Sun, resa imperdibile dalla presenza di due chitarristi come David Bromberg e Richard Thompson, dire strepitosa è riduttivo. Thompson rimane per una versione a due di quello che è il brano più recente tra quelli proposti: infatti She Never Could Resist A Winding Road era una delle canzoni di punta dello splendido Still, album dello scorso anno del chitarrista inglese http://discoclub.myblog.it/2015/06/30/altro-disco-richard-thompson-still/ , ma la sua presenza in scaletta ha senso in quanto Joan preannuncia che sarà uno dei pezzi presenti sul suo prossimo disco di studio, e se il livello si manterrà così ci sarà da divertirsi; ancora Jackson Browne per una toccante versione di una delle sue signature songs, Before The Deluge (che Joan aveva inciso negli anni settanta), con solo Jackson al piano, più un violino ed una percussione: magnifica. Diamonds And Rust è sicuramente la più bella e famosa tra le (poche) canzoni scritte dalla Baez, e qui è riproposta con un’intensità incredibile, e con l’aiuto di Judy Collins, che ha solo due anni in più di Joan ma sembra sua nonna, anche se è sempre in possesso di una grande voce.

Gracias A La Vida, il noto brano di Violeta Parra ed uno dei maggiori successi di Joan, vede la nostra in compagnia del musicista cileno Nano Stern, per una scintillante versione che parte lenta ma poi si trasforma in un brano dalla ritmica molto vivace e “latina” che piacerà sicuro anche ai fans dei Los Lobos. Ci avviciniamo alla fine, ma c’è il tempo per una stupenda The Boxer eseguita proprio in compagnia di Paul Simon (e di Richard Thompson), un brano tra i più belli di sempre rifatto in maniera sublime; The Night They Drove Old Dixie Down, oltre ad essere uno dei classici assoluti di The Band, è stato anche il più grande successo commerciale di Joan a 45 giri, ed è perfetta per chiudere la serata in questa versione full band, con la Baez visibilmente emozionata quando il pubblico le canta spontaneamente “Happy Birthday To You”; come bis Joan sceglie ancora Dylan, e non poteva esserci canzone più appropriata per l’occasione di Forever Young, eseguita per sola voce e chitarra.

Un concerto magnifico, un atto dovuto per una cantante splendida: ritenendo che Totally Stripped degli Stones ed i volumi 2, 3 e 4 di It’s Too Late To Stop Now di Van Morrison siano comunque da considerarsi ristampe, a mio parere questo 75th Birthday Celebration è, fino a questo momento, il live dell’anno.

Marco Verdi