Il Primo Disco Era Bello, Questo Forse E’ Anche Meglio! Sam Outlaw – Tenderheart

sam outlaw tenderheart

Sam Outlaw – Tenderheart –  Six Shooter Records/Thirty Tigers CD

Angeleno, l’album di debutto di Sam Outlaw (nato Sam Morgan, ma Outlaw non è un soprannome, è il cognome della madre) era stata una delle migliori sorprese in ambito country del 2015, un disco di musica ispirata al suono della California degli anni settanta, con due-tre grandi canzoni (tra cui la title track) e diverse di alto livello, un tocco messicano e, come ciliegina, la produzione di sua maestà Ry Cooder (Sam è molto amico del figlio di Ry, Joachim, che pure suonava nel disco). A distanza di due anni Sam decide di dare un seguito a quel disco, e Tenderheart  è un lavoro che, pur continuando il discorso intrapreso con Angeleno, se ne discosta in parte. Outlaw mantiene tutti e due i piedi ben saldi nella California del Sud, anche se il CD è inciso nella San Fernando Valley (appena fuori Los Angeles), il Messico c’è ancora anche se in misura minore, i musicisti sono in gran parte gli stessi del primo disco (tra cui Taylor Goldsmith dei Dawes ed il gruppo Mariachi Teocuitatlan, mentre mancano Cooder padre e figlio, e la produzione è nelle mani di Sam stesso), ma in Tenderheart c’è una maggior predisposizione alla ballata, ai brani interiori, quasi intimisti, pur sempre con una strumentazione decisa e vigorosa, con chitarre e piano in evidenza e sonorità aperte e limpide. Un disco quindi in parte diverso dal suo predecessore, ma direi ugualmente interessante, anche perché Sam è uno che sa scrivere ed arrangiare nel modo giusto le sue canzoni, ed è assolutamente creativo, pur nel rispetto delle sonorità classiche della musica californiana.

L’album parte con la bellissima Everyone’s Looking For Home, una ballata lenta, profonda, toccante, che si apre a poco a poco rivelando una melodia di scintillante bellezza (splendido poi l’intermezzo con i fiati mariachi ed una chitarra twang). Bottomless Mimosas è più strumentata, ma è ancora caratterizzata da un’atmosfera eterea e di indubbio fascino: già da questi due brani si percepiscono le differenze con Angeleno, qui forse le canzoni sono meno dirette ma più personali; Bougainvillea, I Think è ancora lenta, elettroacustica, quasi folk, sulla falsariga di un certo cantautorato classico che aveva in James Taylor il suo interprete di punta, un pezzo decisamente riuscito, raffinato, suonato alla grande. Tenderheart è ancora una ballata, ma più vigorosa nel suono, non proprio rock ma poco ci manca, di nuovo contraddistinta da un motivo decisamente piacevole: Sam è quasi un altro artista rispetto al primo disco, forse qualcuno potrà anche rimanere spiazzato, ma a me questo suo nuovo look sonoro comunque piace assai. Come a smentirmi, Trouble è una pimpante country-rock song, la più elettrica e ritmata del CD, dal tiro potente e dotata di un bel riff e di un refrain che si canticchia al primo ascolto, la prova che comunque il nostro è ancora legato a certe sonorità.

She’s Playing Hard To Get (Rid Of) è di nuovo uno slow, ed è il pezzo più country finora, con una bella voce femminile sullo sfondo ed una languida steel, un brano dalla strumentazione classica, anch’esso di ottimo livello. La tonica Two Broken Hearts sta giusto a metà tra country e rock (e Sam ha davvero una bella voce), Diamond Ring è una deliziosa country ballad dal sapore antico, stile Flying Burrito Brothers, mentre Say It To Me è un altro country-rock splendido, uno dei migliori del CD, con una strumentazione forte, un suono vigoroso ed un motivo di prim’ordine. Bellissima anche All My Life, un country vivace, solare, quasi irresistibile, e che dire di Dry In The Sun, un’altra melodia semplice ma di grande presa, mentre Now She Tells Me profuma di Baja California, con quel leggero sapore di confine. Il CD termina con Look At You Now, ancora tenue e bucolica, perfetta per chiudere un lavoro decisamente riuscito sotto il profilo della scrittura, ricco dal punto di vista melodico e, perché no, in grado di regalare emozioni.

Marco Verdi