19/04/2011
Vecchie Glorie 6. Billy C. Farlow - You Better Run
Billy C. Farlow - You Better Run - SPV/Yellow
Il nome di Billy C. Farlow non è certo uno di quelli che hanno messo a ferro e fuoco la storia del rock ma un posticino nella storia della nostra musica se lo è meritato, come cantante e armonicista di Commander Cody and His Lost Planet Airmen, uno dei gruppi che sotto la guida del “comandante” alias George Frayne seppe meglio fondere il country, il boogie, e il rock and roll/rockabilly in una scoppiettante miscela che soprattutto dal vivo li rendeva una delle band più eccitanti del momento. E poi un gruppo che ha fatto, secondo me, la più bella versione di un brano come Willin’ (nel loro album omonimo del 1975, quello con la copertina “spaziale”) che veniva dal repertorio di Lowell George e che i Little Feat hanno comunque registrato in tre versioni da manuale, rimarrà per sempre imperituro nella memoria degli appassionati della buona musica.
Quando la prima edizione del gruppo si è sciolta verso la seconda metà degli anni ’70, Farlow che veniva anche da molti anni di militanza blues negli anni ’60 aveva mollato quasi del tutto la musica per dedicarsi completamente alla sua fattoria a Lincoln County, Tennessee.
Dopo un certo periodo però il richiamo della musica (e del chitarrista e amico Fred James) si era fatto irresistibile e il buon Billy ha mollato mucche e stivali per tornare a dedicarsi alla sua vera passione. Sono seguiti un nutrito numero di album, alcuni anche per la italiana Appaloosa dell’ottimo Franco Ratti, l’ultimo dei quali è questo You better run che esce per la tedesca SPV e propone la solita miscela di blues, soul, R&R e qualche spruzzata country come in tutte le avventure targate Farlow (e James).
Sono undici composizioni originali e una breve cover di una canzone di John Lee Hooker Don’t you wanna rock dove risalta la voce roca e vissuta di Farlow ben coadiuvata dalle chitarre pimpanti di Fred James che cura anche la produzione nei suoi studi di Nashville. Della partita sono anche l’immancabile Mary-Ann Brandon (moglie di James) alle armonie vocali, l’ottimo bassista Jeff “stick” Davis, esatto proprio quello degli Amazing Rhythm Aces e il batterista Mark Horn di cui ignoro il CV ma che picchia con entusiasmo e competenza sui suoi tamburi.
Tra echi di Chuck Berry, Hey, Nannie May, il citato John Lee Hooker, non solo nella cover della sua canzone ma in molti brani che ne rievocano lo stile come l’ottima Whiskey and Beer, Gin And Wine con la slide di James in evidenza. Non mancano gli slow blues con armonica d’ordinanza come Waitin’ For The Sun To Go Down e comunque in generale il tasso alcolemico è sempre elevato, Good Whiskey, Bad Women e Drunk On Love ne sono esempi lampanti, il riff di quest’ultimo brano mi ha ricordato moltissimo quello di Who Do You Love mentre la lunga Juke House Woman affonda le radici nel blues acustico primigenio.
Blues, boogie e rock and roll quindi, per chi ama sapori semplici e ruspanti, un onesto disco senza grandi pretese ma di buona fattura.
Bruno Conti
18:02 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica. bruno conti. discoclub, billy c. farlow, commander cody, little feat, fred james, appaloosa, amazing rhythm aces | OKNOtizie |
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