16/03/2013

Manolenta Va Ai Caraibi! Eric Clapton - Old Sock

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Eric Clapton – Old Sock – Bushbranch/Surfdog/Polydor CD

So che il titolo del post potrebbe anche sembrare quello di un’avventura di un personaggio dei fumetti, ma è in realtà il modo più sintetico per riassumere i contenuti di Old Sock (vecchio calzino, titolo indubbiamente autoironico), il nuovissimo album di studio di Eric “Manolenta” Clapton. A giusto tre anni da Clapton, che era il suo miglior disco di studio da secoli a questa parte (quelli di covers di blues esclusi), Old Sock migliora addirittura il livello, diventando forse il lavoro più bello addirittura da Money And Cigarettes (il disco con Ry Cooder, e stiamo parlando di trent’anni fa), ma operando delle scelte stilistiche diverse in materia di sound. Non è che Eric sia andato fisicamente ai Caraibi ad incidere, ma l’atmosfera all’interno del CD è quella, non tanto per i suoni (non somiglia, per dire, ad un disco di Jimmy Buffett), quanto per l’atmosfera solare e rilassata che si percepisce in tutti i brani.

Clapton ormai ha la sua età, è in pace con sé stesso e non deve dimostrare più nulla da tempo, e può fare ciò che gli pare, quando gli pare e con chi gli pare: a conferma di questo, l’album è il primo ad uscire per la sua etichetta personale, la Bushbranch. Eric riscopre il reggae (se ne era innamorato già negli anni settanta, ricordate I Shot The Sheriff e Knockin’On Heaven’s Door?), usandolo però non in dosi massicce, così da non scontentare chi non ama il genere alla follia (tipo il sottoscritto), fa qualche brano in perfetto stile anni 30-40, addirittura del country, un paio di pezzi tipici suoi, ma tutto in modo assolutamente rilassato. Attenzione, questo non va a discapito del feeling e dalla qualità: Old Sock è un gran bel disco, in cui Eric coniuga abilmente classe, mestiere e voglia di suonare e sperimentare anche sonorità insolite per lui, lasciando talvolta addirittura in secondo piano la sua chitarra (pochi sono infatti i suoi tipici assoli poderosi).

Clapton sceglie di fare perlopiù covers di varia estrazione, i brani originali (tra l’altro neppure scritti da lui, ma da Doyle Bramhall II con…Nikka Costa!!!) sono solo due su dodici, ma, come ho detto prima, Eric è arrivato ad un punto in cui sceglie le canzoni che vuole. Se aggiungiamo a tutto ciò una lista di musicisti impressionante (oltre a Bramhall abbiamo Steve Gadd, Greg Leisz, Jim Keltner, Matt Rollings, Willie Weeks, Henry Spinetti ed altri) ed alcuni special guests davvero special (li nominerò man mano) non ci vuole molto a fare un grande disco. Altro particolare degno di nota, il CD esce in una versione sola, ed oggi è una rarità (a dire il vero una versione deluxe ci sarebbe anche, ma è venduta solo sul suo sito, è limitata a mille copie, costa circa il triplo e l’unica bonus track, No Sympathy, non è sul CD ma su una chiavetta USB allegata. Complimenti…).

L’album si apre con Further On Down The Road, da non conforndersi con il quasi omonimo classico di Bobby “Blue” Bland: questo è un brano scritto da Taj Mahal, che appare al banjo ed armonica, proposto con un arrangiamento solare e delicatamente reggae, molto piacevole, subito una bella canzone. Angel (di e con J.J. Cale) è una ballata laidback tipica del suo autore, raffinata e godibilissima, cantata quasi sottovoce e strumentalmente ineccepibile; The Folks Who Live On The Hill (un brano anni trenta portato al successo da Peggy Lee) ha un arrangiamento di gran classe, tra jazz e musica hawaiana d’altri tempi. Gotta Get Over è un brano nuovo ed è anche il primo singolo, ed il suono qui è più vicino allo stile tipico di Eric, un rock classico ma molto ben fatto, vibrante, orecchiabile, diretto, con Chaka Khan alle armonie (ma non si nota…), ma soprattutto con il nostro che si lascia finalmente andare alla Stratocaster. Till Your Well Runs Dry (Peter Tosh) è molto bella nonostante sia un reggae (anche se solo nel ritornello); in All Of Me Clapton duetta addirittura con Sir Paul McCartney, regalandoci un irresistibile brano jazzato vivace e solare, anni quaranta, dove l’unico tributo alla modernità è il suono della chitarra di Eric (in origine era una canzone interpretata sia da Billie Holiday che da Sarah Vaughan). Born To Lose è stato un successo di Ted Daffan, un pioniere del country oggi dimenticato: l’arrangiamento di Eric è fedele allo stile dell’autore, e sembra che il nostro non abbia mai fatto altro che suonare musica country. Uno dei brani migliori, senza dubbio, una cover scintillante.

E il blues? Eccovi servita una sontuosa interpretazione di Still Got The Blues, un omaggio di Clapton a Gary Moore, con l’amico Steve Winwood a fare i numeri all’organo: versione manco a dirlo da applausi, lunga, profonda e sentita. Grandissima classe. Old Sock cresce brano dopo brano: è la volta della celeberrima Goodnight Irene (di Leadbelly, ma che ve lo dico a fa?), solare, fluida, caraibica, ispiratissima, in breve una delle più riuscite. La migliore del disco? Decisamente sì. Un capolavoro assoluto nella discografia di Clapton, sentire per credere. L’album si chiude con Your One And Only Man di Otis Redding, ancora reggae, Every Little Thing, il secondo brano originale del disco, molto bella anche questa, una ballata anni settanta cantata benissimo da Eric (ma il coro di bambini finale ce lo poteva risparmiare), e Our Love Is Here To Stay, dei fratelli Gershwin, jazzata e raffinata come da copione.

Che altro dire…uscite e compratelo!!!

Marco Verdi

21/12/2012

Un Disco Che E' La Fine Del Mondo (Quasi)! An Evening With Dr. Wu And Friends - Live In Texas

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An Evening With Dr.Wu And Friends feat. The Buddy Whittington Band – Live From Texas CD/DVD Self-released

Questo è uno dei migliori dischi di blues elettrico del 2012, punto stabilito! E’ stato registrato dal vivo a Fort Worth in Texas nell’estate del 2011. I Dr. Wu sono due veterani della scena musicale texana, Jim Ashworth & Bryan Freeze, che cantano (saltuariamente), suonano la chitarra ritmica, producono (Freeze) e compongono gran parte dei brani del repertorio di questo disco, cover di classici esclusi, con uno stile che si appropria liberamente di riff e temi classici del Blues. Il loro “partner nel crimine” è Buddy Whittington, corpulento chitarrista anche lui texano, uno degli ultimi “grandi” solisti che sono passati nella formazione dei Bluebreakers di Mayall, che usa la sua band per tutta la durata del concerto, con un notevole aiuto anche da parte dell’armonicista Gary Grammer, senza dimenticare Mouse Mayes, il secondo chitarrista, che viene dall’area Point Blank/Black Oak Arkansas, quindi heavy southern rock.

La funzione dei due “leader” è per certi versi simile a quella che esercitavano Belushi e Akroyd nei Blues Brothers, quindi i catalizzatori, anche se meno protagonisti dei due “fratelli”. Ma qui lo stile è decisamente ancora più spostato verso un blues elettrico, potente e pirotecnico, molto coinvolgente, non per nulla questo Live From Texas è candidato ai Grammy del prossimo anno come “Miglior Disco Di Blues” e come “Miglior Video A Lunga Durata”. Perché, ebbene sì, nella confezione, oltre al CD, c’è anche un bel DVD con tutta la performance completa. Si chiamano combo. Che altro c’è da dire: beh, per la serie nulla sfugge al vostro attento cronista, potrei aggiungere che, come ricordano nel libretto del CD, il gruppo prende il nome da un famoso brano degli Steely Dan, di cui citano anche alcuni versi, quindi dei fans, direte voi? Se non fosse che, in un caso di umorismo involontario, poi ricordano che il gruppo consisteva, come loro, di due musicisti e compositori, Donald Fagen e Michael Becker!! Prego! E chi è costui? E’ come se qualcuno professasse la sua fede nei Pink Floyd, il famoso gruppo di David Gilmour e Muddy Waters, mah!?!

Lo scopo era quello di dire che, dopo due dischi in studio, anche i Dr. Wu finalmente svelavano il loro potenziale live in un poderoso concerto. E in questo caso il risultato c’è: blues, boogie, southern rock, tantissima energia, sin dalla partenza con una sparatissima I’m A Man, il classico di Bo Diddley, nella versione alla Yardbirds, incontra gli ZZ Top, con Jim Asworth che peraltro se la cava alla grande nell’unico brano che canta nel concerto, con Whittington e Mayes che iniziano a fare i numeri con la chitarre e Grammer che li spalleggia all’armonica: se il buongiorno si vede dal mattino. Ma anche il resto del concerto è poderoso, con Whittington che prende in mano il pallino e guida la band in Why Is It So Hard To Say Goodbye, un classico blues che molto deve alle lezioni del mentore Mayall, con la giusta alternanza tra chitarre tirate e armonica insinuante, e la voce sicura di Buddy che si conferma cantante di vaglia. Anche Jacksboro Highway, un brano di Gary Nicholson, viene dal repertorio della band di Mayall e si avvale di un ottimo lavoro di slide, mentre I Wanna Love You è il classico Texas shuffle cantato con piglio da Bryan Freeze. Le cose tornano serie (nel senso di torride) con il micidiale ritmo di Boogie In The Rain, un John Lee Hooker+Canned Heat meets ZZ Top, ancora propelso da una eccellente slide per l’elemento southern, mentre l’armonica copre il lato Canned Heat.

When I Get To Heaven parte con un bottleneck acustico stile Delta Blues ma poi si trasforma in una traccia alla Nine Below Zero, tutta grinta e ritmo. That Ain’t Right è un blues à la BB King che Whittington aveva già suonato dal vivo con Gary Moore (e lo trovate su YouTube).

Come Back Baby e High Maintenance Baby sono altri esempi dell’ottimo blues-rock che pervade questo live. Non male anche il funky-blues di Can’t Keep A Good Man Down e il duellare tra slide e armonica di I Don’t Care Blues, poi replicato nel mid-tempo di Bryant Irvin Road. I Don’t Need No Woman Like You ci riporta al southern boogie dei migliori ZZ Top poi perfezionato in Slow Rollin’ Train dove Whittington si misura ancora con le evoluzioni chitarristiche del Billy Gibbons più intrippato, per portarci al gran finale, cantato da Mouse Mayes,  del Bo Diddley Tribute, dove il Rock’n’Roll più selvaggio prende il sopravvento per la festa conclusiva. Ma…nei Bonus del DVD c’è una Bar-B-Q, ulteriore omaggio agli ZZ Top, che sarebbe stato un peccato non sentire. Se vi piace il rock-blues tirato e trascinante qui troverete di che soddisfare i vostri appetiti, come sono solito dire, niente di nuovo, ma fatto un gran bene!    

Bruno Conti

P.s. Scusate il titolo ma non ho resistito, anche la copertina era adatta (a proposito sono passate le 11.11, non si sa mai)!

12/09/2012

Due Grandi Chitarristi Al Prezzo Di Uno! Gary Moore - Blues For Jimi

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Gary Moore – Blues For Jimi – CD DVD o Blu-Ray – Eagle Rock 25-09-2012

E’ passato circa un anno e mezzo dalla scomparsa di Gary Moore, avvenuta nel febbraio 2011, e proseguono le pubblicazioni di materiale inedito dal vivo da parte della Eagle Rock (in attesa di un eventuale album di studio postumo che pare fosse quasi pronto al momento della morte). Dopo il Live At Montreux 2010 esce ora questo Blues For Jimi che è la registrazione di un concerto tenuto al London Hippodrome (che è un famoso locale e non l’ippodromo di Londra, come mi è capitato di leggere) il 25 ottobre del 2007 in occasione delle manifestazioni per la ripubblicazione di Live At Monterey di Jimi Hendrix nel quarantennale della nascita degli Experience. In quella serata Gary Moore e il suo gruppo, con Darrin Mooney (ex Primal Scream) alla batteria e Dave Bronze al basso (già con Robin Trower, Procol Harum, Dr.Feelgood e il Clapton anni ’90 di From The Cradle) eseguono solo materiale hendrixiano e per tre brani, nella fase finale del concerto, si riunisce per l’ultima volta, la seconda versione degli Experience, quella con Billy Cox al basso e Mitch Mitchell alla batteria, che morirà poi nel 2008 proprio alla fine dell’Experience Hendrix Tour di quell’anno.

Gary Moore non è abitualmente considerato un epigono di Hendrix quanto piuttosto di Albert King per il Blues (ma ha suonato anche con l’altro King, B.B.) e soprattutto di Peter Green, il suo grande mentore, oltre naturalmente al suo lungo sodalizio con il grande amico Phil Lynott, leader dei Thin Lizzy dei quali ha fatto periodicamente parte. Ma nella sua carriera, iniziata nell’Irlanda di fine anni ’60, con il blues-rock psichedelico degli Skid Row e poi proseguita con il proto hard-rock di Grinding Stone, primo album solista del 1973, dove alla seconda chitarra c’era anche Philip Donnelly, grande chitarrista che ha suonato con Donovan, Townes Van Zandt e soprattutto nei bellissimi dischi di Lee Clayton, dove, se siete amanti della chitarra potreste avere delle belle sorprese, fine della digressione, dicevo che dopo Grinding Stone ha suonato del jazz-rock con i Colosseum II e poi si è dato ad un rock “duretto” che gli ha dato la fama ma non lo soddisfaceva completamente, tanto da tornare al Blues negli anni ’90 soprattutto nella formula del power-rock trio. Questa serata è l’occasione per tornare a Hendrix, musicista visto nella Belfast della sua adolescenza e che evidentemente deve avere lasciato delle tracce indelebili nella formazione musicale del giovane Gary, che una quarantina di anni dopo ha l’occasione per rendere omaggio al grande chitarrista di Seattle.

Premetto che sto recensendo Blues For Jimi qualche settimana prima dell’uscita e quindi non ho avuto l’occasione di vedere la versione video ma il CD audio basta e avanza e molti lettori so che sono ancora fedeli a questo formato e non amano DVD e Blu-Ray per ascoltare la musica. La qualità del suono è eccellente e la scelta del repertorio ha privilegiato i brani più celebri del repertorio di Jimi, come è giusto che sia per una serata celebrativa, i brani più “oscuri” si possono riservare per altri occasioni: e quindi, con il pedale del wah-wah quasi sempre innestato, si parte con una tripletta da sogno, Purple Haze, Manic Depression e Foxy Lady. Per una volta non è necessario illustrare la eccelsa qualità di queste canzoni, Gary Moore è in ottima serata a livello vocale e non sarò certo io a dovervi magnificare le sua qualità di chitarrista, assolutamente in grado di rendere onore a colui che tuttora viene considerato, a ragione, il più grande chitarrista della storia della musica rock, un uomo venuto da un altro universo. La serata scorre con The Wind Cries Mary, I Don’t Live Today, una non meglio identificata My Angel, Angel, una tiratissima Fire introdotta brevemente da Moore con i suoi modi spicci da irlandese e poi il trio di brani registrati con Cox e Mitchell, una lunga versione di Red House, dove il blues hendrixiano raggiunge il suo apice, Stone Free e Hey Joe, da dove tutto cominciò. Per il gran finale il gruppo ritorna per l’immancabile Voodoo Chile (Slight return). Tutto molto bello, solo un piccolo appunto, niente Little Wing?

Bruno Conti

P.s. Il video di YouTube viene dal Giappone perché laggiù Blues For Jimi esce una settimana prima per la Watd Records e anche in versioni CD+DVD e CD+ Blu-Ray, son forti 'sti giapponesi!

10/09/2012

Un Capolavoro! E Il 16 Settembre Sono 87, Auguri! Ladies And Gentlemen...Mr. B.B. King

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B.B. King – Ladies And Gentlemen…Mr. B.B. King 10 CD o 4 CD Universal 25-09-2012 *****

Ormai come sapete le ripubblicazioni e i Box Set si sprecano, ogni occasione è buona, anche l’anniversario scelto per questo cofanetto volendo è abbastanza risibile: il 50° anniversario dalla firma del contratto con l’ABC-Paramount, perché poi il primo album per l’etichetta, Mr. Blues uscirà nel 1963. Ma in questo caso il fatto è del tutto marginale, quello che conta è il contenuto strepitoso. 10 CD curati dal principe di queste edizioni, Bill Levenson, il più grande curatore, ingegnere e produttore per questo tipo di operazioni, per intenderci colui che ha realizzato i box di Derek And The Dominos Layla, degli Allman Brothers Dreams e di Peel Slowly And See dei Velvet Underground, per citarne alcuni, oltre alla serie Chronicle della Universal e decine di altri titoli, “pensionato” frettolosamente dalle case discografiche e ora tornato in pista alla grande per questo cofanetto.

Si tratta di 194 brani inseriti in ordine cronologico, dal 1949 al 2008, un vero paradiso per gli amanti del Blues e non solo, uno dei casi in cui vale assolutamente la pena di assegnare le 5 stellette per il capolavoro o al limite mezza stelletta in meno perché in tutto questo ben di Dio non c’è neppure un inedito (uno per la verità!), ma dovendo già scegliere tra una produzione immane i curatori hanno cercato quantomeno di inserire almeno un brano per ogni album pubblicato dal 1963 ai giorni nostri con qualche rarità, pescata soprattutto tra i duetti e nei dischi di altri artisti. Il tutto corredato da un bel libro di 72 pagine, ricco di foto e con le note firmate dal giornalista americano Ashley Kahn, specializzato in jazz e blues e da Dick Shurman, che per noi appassionati è semplicemente Magic Dick della J. Geils Band, una autorità nel campo.

Per la prima volta questo cofanetto è multi-label, ovvero c’è anche il materiale inciso per la Bullet, Modern/RPM e Kent/Crown tra il 1949 e il 1962, sparso nei primi due dischi, con 50 brani che illustrano la nascita del mito B.B. King quando Lucille non era ancora il nome della sua chitarra ma lui era già uno dei più grandi artefici dello strumento e tuttora risiede al n° 3 della classifica All Time della rivista Rolling Stone, dietro Hendrix e Duane Allman ma davanti al suo discepolo Clapton, e in risalita dal 6° posto della precedente edizione. Si parte con i primi brani editi nel 1949 su due singoli per l’etichetta Bullet e attraverso gli anni si toccano anche le collaborazioni con le orchestre di Count Basie e Duke Ellington, un brano a testa, le prime versioni di Sweet Little Angel e Rock Me Baby, veri capisaldi del suo repertorio, poi replicati varie volte negli anni a venire soprattutto in grandissime versioni dal vivo, ma in questo primo periodo ci sono tantissimi classici delle dodici battute del Blues, conosciuti anche nel repertorio di altri musicisti.

Dal terzo compact parte la disamina del repertorio più conosciuto, quello che attraverso la ABC, Impulse, Mca e Geffen, quindi tutti di quella che oggi si chiama Universal, ci porta ai giorni nostri. Gli anni ’60 sono quelli più importanti: il primo Mr. Blues (non conosciutissimo) è rappresentato da 6 brani, del grandissimo Live At The Regal del 1965 appaiono 5 brani e dell’altrettanto indispensabile Live And Well del 1969 ce ne sono quattro, oltre a moltissimi brani usciti in quegli anno solo in 45 giri e quindi rintracciabili solo in antologie varie. Di quel periodo è anche l’unico brano del cofanetto che riporta la fatidica scritta “previously unreleased” per una versione inedita di I Wonder Why del 1964 sul terzo CD. Sempre del 1969, a cavallo dei CD 4 e 5 ci sono 4 brani a testa tratti da Live And Well e Completely Well, fantastici.

Gli anni ’70 iniziano sul 5° compact con 5 brani estratti da uno dei suoi dischi più belli registrati in studio Indianola Mississippi Seeds per proseguire con 3 brani da Live At Cook County Jail e quattro da Live In Japan, entrambi del 1971, ma il secondo edito solo nel 1999. 3 tracce tratte dall’altrettanto indispensabile In London dal 1971 e una a testa dai due album registrati in collaborazione con il grande cantante Bobby "Blue" Bland li trovate sempre nel sesto CD. Tre brani da Midnight Believer il disco del 1978 registrato in collaborazione con i Crusaders aprono il settimo dischetto e da lì in avanti si trovano molti dei suoi duetti e collaborazioni, spesso rari: When Loves Come To Town con gli U2 del 1988, Right Place, Wrong Time con Bonnie Raitt dalla colonna sonora di Air America, Since I Met You Baby in coppia con Gary Moore, dal vivo al Town And Country nel ’93, uscito solo su un CD singolo. E nel disco 9 ce ne sono moltissimi: con Robert Cray, Etta James, Diane Schuur e con Marty Stuart e i Rolling Stones da Deuces Wild uno dei dischi migliori dell’ultimo periodo. L’ultimo disco ci porta nel nuovo secolo con due brani tratti dal disco registrato con Eric Clapton e poi ancora accoppiate fantastiche con Ray Charles e da 80, con Van Morrison e Elton John. Gli ultimi quattro brani sono tratti dall’eccellente One Kind Favor del 2008, quello prodotto da T-Bone Burnett, che potrebbe essere il suo ultimo e gli ha fruttato l’ennesimo Grammy.

In mezzo a tanti gioielli c’è anche un po’ di fuffa, per esempio il suono della batteria di Into The Night, peraltro tratto da una colonna sonora famosissima, non si può sentire, orrido, anche se lui canta benissimo e Lucille disegna le solite linee soliste inconfondibili, quando suona e canta Mr. Riley B. King, classe 1925 (87 anni il 16 settembre, tanti auguri), lo riconosci subito. E con questo cofanetto pantagruelico potete passare una intera giornata ad ascoltare alcune delle musiche migliori che sono state registrate in questi 63 anni. Si dice spesso, ma in questo caso è d’obbligo: Imperdibile!

Bruno Conti

P.S. Per chi vuole risparmiare o non è così appassionato di Blues ne verrà pubblicata anche una versione ridotta in 4 CD. 

E questa è la lista completa dei contenuti:

 

B.B. King, Ladies and Gentlemen…Mr B.B. King (Hip-O/UMe, 2012)

Disc 1: Three O’Clock Blues (1949-1956)

  1. Miss Martha King
  2. When Your Baby Packs Up and Goes
  3. Got the Blues
  4. Take a Swing with Me
  5. B.B. Boogie
  6. Don’t You Want a Man Like Me
  7. Fine Looking Woman
  8. She’s Dynamite
  9. Three O’Clock Blues
  10. That Ain’t the Way to Do It
  11. You Know I Love You
  12. Woke Up This Morning
  13. Please Love Me
  14. Blind Love
  15. The Woman I Love
  16. Whole Lotta’ Love
  17. Everyday I Have the Blues
  18. Love You Baby (a/k/a Take a Swing with Me)
  19. When My Heart Beats Like a Hammer
  20. You Upset Me Baby
  21. Sneakin’ Around
  22. Shut Your Mouth
  23. Boogie Rock
  24. Ten Long Years
  25. Crying Won’t Help You
  26. Bad Luck
  27. Troubles, Troubles, Troubles

Disc 2: Rock Me Baby (1956-1962)

  1. Sweet Little Angel
  2. Early in the Morning
  3. (I’m Gonna) Quit My Baby
  4. On My Word of Honor
  5. Days of Old
  6. Recession Blues
  7. Please Accept My Love
  8. Everyday I Have the Blues  (with The Count Basie Orchestra)
  9. Precious Lord
  10. Sweet Sixteen, Parts 1 & 2
  11. Don’t Get Around Much Anymore (with The Duke Ellington Orchestra)
  12. I’ll Survive
  13. (I’ve) Got a Right to Love My Baby
  14. It’s My Own Fault
  15. You Done Lost Your Good Thing Now
  16. Walking Dr. Bill
  17. Catfish Blues (Fishin’ After Me)
  18. Partin’ Time
  19. You’re Breaking My Heart
  20. Rock Me Baby
  21. Blue Shadows
  22. The Jungle
  23. That Evil Child

Disc 3: How Blue Can You Get? (1963-1966)

  1. You Ask Me
  2. I’m Gonna Sit In ‘Til You Give In
  3. Blues At Midnight
  4. My Baby’s Coming Home
  5. Chains of Love
  6. Sneakin’ Around
  7. Slowly Losing My Mind
  8. How Blue Can You Get?
  9. Whole Lotta Lovin’
  10. I Wonder Why (previously unreleased)
  11. Please Accept My Love
  12. Help the Poor
  13. Never Trust a Woman
  14. Worryin’ Blues
  15. Stop Leadin’ Me On
  16. Everyday I Have the Blues (Live at The Regal Theatre)
  17. Sweet Little Angel (Live at The Regal Theatre)
  18. It’s My Own Fault (Live at the Regal Theatre)
  19. How Blue Can You Get? (Live at the Regal Theatre)
  20. Please Love Me (Live at The Regal Theatre)
  21. Tired of Your Jive
  22. All Over Again
  23. I’d Rather Drink Muddy Water
  24. Cherry Red
  25. You’re Still a Square
  26. Don’t Answer the Door, Parts 1 & 2
  27. Waitin’ on You
  28. Night Life

Disc 4: Why I Sing The Blues (1966-1969)

  1. Gambler’s Blues (Live at The International Club)
  2. Buzz Me (Live at The International Club)
  3. Sweet Sixteen, Parts 1 & 2 (Live at The International Club)
  4. Think It Over
  5. Done Got Wise
  6. Paying the Cost to Be the Boss
  7. I’m Gonna Do What They Do to Me
  8. Dance with Me
  9. Lucille
  10. Watch Yourself
  11. You Put It on Me
  12. Messy But Good
  13. Get Myself Somebody
  14. My Mood (Live at The Village Gate)
  15. I Want You So Bad
  16. Get Off My Back Woman
  17. Why I Sing the Blues

Disc 5: The Thrill is Gone (1969-1971)

  1. The Thrill is Gone
  2. Confessin’ the Blues
  3. So Excited
  4. No Good
  5. Go Underground
  6. Nobody Loves Me But My Mother
  7. Chains and Things
  8. Ask Me No Questions
  9. Hummingbird
  10. Everyday I Have the Blues (Live at Cook County Jail)
  11. How Blue Can You Get? (Live at Cook County Jail)
  12. Worry, Worry (Live at Cook County Jail)
  13. Sweet Sixteen (Live at Sankei Hall)
  14. Eyesight to the Blind (Live at Sankei Hall)
  15. Niji Baby (Live at Sankei Hall)
  16. The Thrill is Gone (Live at Sankei Hall)

Disc 6: Lucille Talks Back (1971-1976)

  1. I Got Some Help I Don’t Need
  2. Blue Shadows
  3. Ghetto Woman
  4. Ain’t Nobody Home
  5. Guess Who
  6. Five Long Years
  7. I Like to Live the Love
  8. To Know You is to Love You
  9. Philadelphia
  10. Three O’Clock Blues (Live with Bobby “Blue” Bland)
  11. Lucille Talks Back
  12. Reconsider Baby
  13. Don’t Make Me Pay for His Mistakes
  14. Let the Good Times Roll (Live with Bobby “Blue” Bland)
  15. Don’t You Lie to Me
  16. Mother Fuyer
  17. The Same Love That Made Me Laugh

Disc 7: When It All Comes Down (I’ll Still Be Around) (1977-1982)

  1. When It All Comes Down (I’ll Still Be Around)
  2. Hold On (I Feel Our Love is Changing)
  3. Never Make Your Move Too Soon
  4. Better Not Look Down
  5. Happy Birthday Blues
  6. I’ve Always Been Lonely
  7. Caldonia (Live at The University of Mississippi)
  8. I Got Some Help I Don’t Need (Live at The University of Mississippi)
  9. Life Ain’t Nothing But a Party
  10. The Victim
  11. There Must Be a Better World Somewhere
  12. Nightlife/Please Send Me Someone to Love
  13. Inflation Blues
  14. Sell My Monkey
  15. Darlin’ You Know I Love You
  16. Make Love to Me

Disc 8: When Love Comes to Town (1984-1992)

  1. Into the Night
  2. Six Silver Strings
  3. When Love Comes to Town – U2 with B.B. King
  4. Standing on the Edge of Love
  5. Lay Another Log on the Fire
  6. Take Off Your Shoes
  7. Nobody Love Me But My Mother (Live at San Quentin Prison)
  8. Right Place, Wrong Time (with Bonnie Raitt)
  9. All Over Again (Live at The Apollo)
  10. I’m Moving On
  11. Back in L.A.
  12. Fool Me Once
  13. There is Always One More Time
  14. Monday Morning Blues (Blues for Mr. G)
  15. Since I Met You Baby (Live at the Town & Country) (with Gary Moore)

Disc 9: Blues Man (1993-1999)

  1. Playin’ with My Friends (with Robert Cray)
  2. There’s Something on Your Mind (with Etta James)
  3. I Gotta Move Out of This Neighborhood/Nobody Loves Me But My Mother
  4. You Don’t Know Me – Diane Schuur & B.B. King
  5. Stormy Monday Blues – The GRP All-Star Big Band with B.B. King
  6. Rock Me Baby (Live at The Rosengarten)
  7. Confessin’ the Blues (with Marty Stuart)
  8. Paying the Cost to Be the Boss (with The Rolling Stones)
  9. Blues Man
  10. Bad Case of Love
  11. Blues Boys Tune
  12. I’ll Survive
  13. Ain’t Nobody Here But Us Chickens
  14. I’m Gonna Move to the Outskirts of Town
  15. Ain’t That Just Like a Woman
  16. Caldonia

Disc 10: Key to the Highway (2000-2008)

  1. Ten Long Years – Eric Clapton & B.B. King
  2. Key to the Highway – Eric Clapton & B.B. King
  3. I Got to Leave This Woman
  4. Monday Woman
  5. Don’t Go No Farther
  6. You’re on Top
  7. Back Door Santa
  8. Exactly Like You
  9. Sinner’s Prayer – Ray Charles with B.B. King
  10. Early in the Morning (with Van Morrison)
  11. Rock This House (with Elton John)
  12. You Have a Way
  13. Everybody Loves You
  14. Key to the Highway (Live at B.B. King’s Blues Club)
  15. Midnight Blues
  16. Get These Blues Off Me
  17. See That My Grave is Kept Clean
  18. Waiting for Your Call
  19. Haunted House

Disc 1, Tracks 1-2 from Bullet single 309, 1949
Disc 1, Tracks 3-4 from Bullet single 315, 1949
Disc 1, Track 5 from RPM single 304, 1950
Disc 1, Track 6 from RPM single 318, 1951
Disc 1, Track 7 from RPM single 348, 1952
Disc 1, Track 8 from RPM single 323, 1951
Disc 1, Tracks 9-10 from RPM single 339, 1951
Disc 1, Track 11 from RPM single 363, 1952
Disc 1, Track 12 from RPM single 380, 1953
Disc 1, Track 13 from RPM single 386, 1953
Disc 1, Track 14 from RPM single 395, 1953
Disc 1, Tracks 15 and 18 from RPM single 408, 1954
Disc 1, Tracks 16 and 20 from RPM single 416, 1954
Disc 1, Tracks 17 and 21 from RPM single 421, 1954
Disc 1, Track 19 from RPM single 412, 1954
Disc 1, Track 22 from RPM single 430, 1955
Disc 1, Track 23 from RPM single 435, 1955
Disc 1, Track 24 from RPM single 437, 1955
Disc 1, Track 25 from RPM single 451, 1955
Disc 1, Track 26 and Disc 2, Track 1 from RPM single 468, 1956
Disc 1, Track 27 and Disc 2, Track 2 from RPM single 492, 1957
Disc 2, Track 3 from RPM single 494, 1957
Disc 2, Track 4 from RPM single 479, 1956
Disc 2, Track 5 from Kent single 307, 1958
Disc 2, Track 6 from Kent single 4572, 1972
Disc 2, Track 7 from Kent single 315, 1958
Disc 2, Track 8 from Kent single 327, 1959
Disc 2, Track 9 from B.B. King Sings Spirituals (Crown 5119, 1959)
Disc 2, Track 10 from Kent single 330, 1960
Disc 2, Track 11 from Compositions of Duke Ellington (Crown 5153, 1960)
Disc 2, Track 12 from King of the Blues (Crown 5167, 1960)
Disc 2, Tracks 13-14 from Kent single 333, 1960
Disc 2, Track 15-16 from Kent single 350, 1960
Disc 2, Track 17 from Kent single 351, 1960
Disc 2, Track 18 from Kent single 396, 1964
Disc 2, Track 19 from Kent single 362, 1961
Disc 2, Track 20 from Kent single 393, 1964
Disc 2, Track 21 from Kent single 426, 1965
Disc 2, Track 22 from Kent single 462, 1967
Disc 2, Track 23 from Kent single 4562, 1971
Disc 3, Tracks 1-6 from Mr. Blues (ABC 456, 1963)
Disc 3, Track 7 from ABC-Paramount single 10486, 1963
Disc 3, Tracks 8 and 11 from ABC-Paramount single 10527, 1964
Disc 3, Track 9 from ABC-Paramount single 10576, 1964
Disc 3, Track 12 from ABC-Paramount single 10552, 1964
Disc 3, Tracks 13-14 from ABC-Paramount single 10599, 1964
Disc 3, Track 15 from ABC-Paramount single 10616, 1965
Disc 3, Tracks 16-20 from Live at The Regal (ABC-Paramount 509, 1965)
Disc 3, Track 21 from ABC-Paramount single 10675, 1965
Disc 3, Track 22 from ABC-Paramount single 10724, 1965
Disc 3, Tracks 23-24 from Confessin’ the Blues (ABC 528, 1966)
Disc 3, Track 25 from ABC-Paramount single 10766, 1966
Disc 3, Track 26 from ABC single 10856, 1966
Disc 3, Tracks 27-28 from ABC-Paramount single 10889, 1966
Disc 4, Tracks 1-2 from Blues is King (BluesWay BLS 6001, 1967
Disc 4, Track 3 from BluesWay single 61012, 1967
Disc 4, Track 4 from BluesWay single 61004, 1967
Disc 4, Track 5 from His Best/The Electric B.B. King (BluesWay BLS 6022, 1968)
Disc 4, Tracks 6-9 from Blues on Top of Blues (BluesWay BLS 6011, 1968)
Disc 4, Tracks 10-11 from Lucille (BluesWay BLS 6016, 1968)
Disc 4, Tracks 12-13 from For the Love of Ivy soundtrack (ABC 7, 1968)
Disc 4, Track 14 from BlueWay single 61022, 1969
Disc 4, Tracks 15-18 from Live and Well (BluesWay BLS 6031, 1969)
Disc 5, Tracks 1-4 from Completely Well (BluesWay BLS 6037, 1969)
Disc 5, Tracks 5-9 from Indianola Mississippi Seeds (ABC 713, 1970)
Disc 5, Tracks 10-12 from Live at Cook County Jail (ABC 723, 1971)
Disc 5, Tracks 13-16 from Live in Japan (ABC Japan 841, 1971)
Disc 6, Track 1 from L.A. Midnight (ABC 734, 1971)
Disc 6, Tracks 2-4 from In London (ABC 730, 1971)
Disc 6, Tracks 5-6 from Guess Who (ABC 759, 1972)
Disc 6, Tracks 7-8 from To Know You is to Love You (ABC X794, 1973)
Disc 6, Track 9 from Friends (ABC S825, 1974)
Disc 6, Track 10 from Together for the First Time (ABC-Dunhill DSY-50190, 1974)
Disc 6, Tracks 11-13 from Lucille Talks Back (ABC D898, 1975)
Disc 6, Track 14 from Together Again…Live (ABC-Impulse ASD-9317, 1976)
Disc 6, Tracks 15-17 from King Size (ABC AB-977, 1977)
Disc 7, Tracks 1-3 from Midnight Believer (ABC AA-1061, 1978)
Disc 7, Tracks 4-6 from Take It Home (MCA 3151, 1979)
Disc 7, Tracks 7-8 from Now Appearing at Ole Miss (MCA 2-8016, 1980)
Disc 7, Tracks 9-11 from There Must Be a Better World Somewhere (MCA 5162, 1981)
Disc 7, Track 12 from Love Me Tender (MCA 5307, 1982)
Disc 7, Tracks 13-16 from Blues ‘N Jazz (MCA 27119, 1983)
Disc 8, Tracks 1-2 from Six Silver Strings (MCA 5616, 1985)
Disc 8, Track 3 from Rattle and Hum (Island 91003, 1988)
Disc 8, Tracks 4-6 from King of the Blues 1989 (MCA 42183, 1989)
Disc 8, Track 7 from Live at San Quentin (MCA 6455, 1990)
Disc 8, Track 8 from Air America soundtrack (MCA 6467, 1990)
Disc 8, Track 9 from Live at The Apollo (GRP GRD-9637, 1991)
Disc 8, Tracks 10-13 from There is Always One More Time (MCA 10295, 1991)
Disc 8, Track 14 from Garfield: Am I Cool or What? (GRP GRD-9641, 1991)
Disc 8, Track 15 from “Parisienne Walkways ’93″ CD single (Virgin VSCDT 1456, 1993)
Disc 9, Tracks 1-3 from Blues Summit (MCA 10710, 1993)
Disc 9, Track 4 from Heart to Heart (GRP GRD-9767, 1994)
Disc 9, Track 5 from All Blues (GRP GRD-9800, 1995)
Disc 9, Track 6 from How Blue Can You Get? Classic Live Performances 1964-1994 (MCA 2-11443, 1996)
Disc 9, Tracks 7-8 from Deuces Wild (MCA 11711, 1997)
Disc 9, Tracks 9-12 from Blues on the Bayou (MCA 11879, 1998)
Disc 9, Tracks 13-16 from Let the Good Times Roll: The Music of Louis Jordan (MCA 088 112 042-2, 1999)
Disc 10, Tracks 1-2 from Riding with the King (Reprise 47612, 2000)
Disc 10, Tracks 3-6 from Making Love is Good for You (MCA 088 112 241-2, 1999)
Disc 10, Track 7 from A Christmas Celebration of Hope (MCA 088 112 756-2, 2001)
Disc 10, Track 8 from Reflections (MCA B0000532-02, 2003)
Disc 10, Track 9 from Genius Loves Company (Concord 13431 2248-2, 2004)
Disc 10, Tracks 10-11 from 80 (Geffen B0005263-02, 2005)
Disc 10, Tracks 12-13 from A Touch in Common: One Touch EP (Geffen, 2005)
Disc 10, Track 14 from Live (Geffen B0009770-02, 2006)
Disc 10, Tracks 15-19 from One Kind Favor (Geffen B0011971-02, 2008)

 

04/09/2012

Un Disco "Minore E Perduto" Di Uno Dei Grandi Della Chitarra! Peter Green Splinter Group - Blues Don't Change

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Peter Green Splinter Group -  Blues Don’t Change – Eagle Rock/Edel

Se vi capita di scorrere le classifiche sui 100 più grandi chitarristi rock di tutti i tempi che, periodicamente, sia Rolling Stone che Guitar Player pubblicano, Peter Green è sempre presente, addirittura in quella pubblicata da Mojo nel 1996 era al terzo posto. Nell’ultima di Rolling Stone del 2011 era comunque ancora ad un rispettabile 58° posto. Ovviamente (e giustamente) al 1° posto c’è sempre Jimi Hendrix e così sarà, presumo e spero, per l’eternità, anche se leggendo i commenti di lettori e fans (pirla) qualcuno si lamenta sempre. Forse perché nelle classifiche non appaiono Madonna o il chitarrista, se esiste, degli One Direction? Tornando a bomba, chi vi scrive ha sempre considerato Green uno dei grandissimi dello strumento e per il periodo 1967-1970 sarei propenso ad essere d’accordo con la rivista Mojo.

Ma come me la pensavano anche Gary Moore, BB King, Jimmy Page e Eric Clapton (suo predecessore nei Bluesbreakers di Mayall) che ne hanno sempre lodato il tono vellutato e dolce con quel magico vibrato. Tra i suoi fan ci sono anche Joe Perry, Steve Hackett e Andy Powell dei Wishbone Ash. Per proprietà transitiva, attraverso le storie di Page, anche Rich Robinson dei Black Crowes lo considera tra i grandi chitarristi. E, casualmente, mentre facevo delle ricerche per la recensione di Alvin Lee, mi sono imbattuto in una intervista dove anche Lee esprimeva la sua incondizionata ammirazione dicendo che Green era uno dei pochi chitarristi che quando faceva un assolo addirittura abbassava il volume della chitarra. E che dire di Santana che ha costruito parte dell’inizio della sua carriera su Black Magic Woman? Se vi capita di mettere le mani sul triplo CD Live At Boston Tea Party dei Fleetwood Mac, registrato nel febbraio del 1970, non lasciatevelo sfuggire perché in quel breve periodo Peter Green a livello creativo, secondo me, era addirittura superiore a Hendrix, poi omaggiato nell’orgia wah-wah di The End Of The Game dello stesso anno. Purtroppo quella fase della sua carriera, per le noti vicissitudini legate alla sua salute mentale, ha avuto un brusco stop e non si è mai ripetuta.

Ci sono stati vari tentativi di “ritorni”, un primo tra il 1979 e il 1984, ed un secondo, più riuscito, tra il 1997 e il 2003, con lo Splinter Group. Qui, coadiuvato da Nigel Watson, anche lui alla chitarra e seconda voce e agli inizi con Cozy Powell alla batteria, Green ha vissuto una fase della sua carriera dedicata al Blues primo amore: la chitarra raramente rilasciava “soli” degni della sua reputazione, la voce ormai era quello di un “vecchio” bluesman, un po’ spenta ma vissuta come quella dei musicisti neri da lui tanto ammirati. Questo Blues Don’t Change fa parte di quel periodo, pubblicato in origine nel 2001, veniva venduto solo sul suo sito e ai concerti (ma ha circolato), ora la Eagle Rock lo rende disponibile regolarmente ad un prezzo speciale.

Non è un disco da emozioni forti ma si lascia ascoltare in modo piacevole, sono quasi tutti classici del blues: da una ripresa del suo cavallo di battaglia, I Believe My Time Ain’t Long, un brano di Elmore James che era stato il primo singolo dei Fletwood Mac nel 1967, passando per Take Out Some Insurance dove Green si cimenta anche all’armonica, e ancora Honey Bee con una bella slide acustica, una energica Litte Red Rooster cantata da Watson.

Ogni tanto la voce si spezza e si riprende, come all’inizio di Don’t Start Me Talking. In Nobody Knows You When You’re Down And Out, cantata da Watson ma che potrebbe essere una sorta di metafora sulla vita di Peter Green, c’è un ottimo lavoro delle tastiere di Roger Cotton e in Help Me Through The Day la solista di Green si libra liricamente in ricordo dei vecchi tempi. Notevole anche una acustica e intensa Crawling King Snake. Per chi ama il blues e soprattutto quello che molti (a partire dal suo bassista John McVie) considerano il più grande chitarrista blues bianco, ovvero Peter Green, un disco non memorabile ma onesto e un po’ malinconico ricordando quello che fu!

Bruno Conti       

26/07/2012

Consigli Per L'Estate (E Oltre): Uscite Prossime Venture Parte III. John Fogerty, Bob Mould, Beth Orton, Elbow, Gary Moore, Ian Hunter, Flatlanders, Chris Robinson, Dave Matthews Band

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Continuiamo con le nostre Anticipazioni.

John Fogerty - Wrote A Song For Everyone - Vanguard 09-10-2012

Anche Fogerty rilegge le sue canzoni sotto forma di duetto con molti celebri colleghi soprattutto (ma non solo) dell'area country. Si tratta del primo album con la Vanguard, un'etichetta indipendente e ha lo stesso titolo di un tributo del 1996 pubblicato dalla Pravda Records (giuro), dove gli unici nomi noti erano Steve Wynn, Coal Porters e Peter Zaremba dei Fleshtones.

  • Proud Mary - with Jennifer Hudson
  • Born on the Bayou - with Kid Rock
  • Fortunate Son - with the Foo Fighters
  • Long As I Can See the Light - with My Morning Jacket
  • Have You Ever Seen the Rain - with Alan Jackson
  • Who’ll Stop the Rain - with Bob Seger
  • Hot Rod Heart - with Brad Paisley
  • Wrote a Song for Everyone - with Miranda Lambert
  • Almost Saturday Night - with Keith Urban
  • Someday Never Comes - with Dawes

In Proud Mary, registrata in quel di New Orleans, ci sono Garth Hudson della Band (che non è parente di Jennifer, che è una nera che fa del buon soul spiritual moderno con una gran voce), Allen Toussaint,  Rebirth Blues Band e Rockin' Dopsie.

 

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Bob Mould - Silver Age - Merge Records - 04-09-2012

Il nuovo album di studio dell'ex Husker Du e Sugar, il primo di studio da Life And Times del 2009, registrato con la sezione ritmica che Mould usa abitualmente dal vivo, John Wurster alla batteria e Jason Narducy al basso. Sono uscite da poco anche le versioni Deluxe potenziate, doppie o triple di Copper Blue, Beaster e F.u.e.l. degli Sugar con relativo tour per festeggiare il ventennale del primo disco. Questi sono i titoli del nuovo album:

1. Star Machine
2. Silver Age
3. The Descent
4. Briefest Moment
5. Steam Of Hercules
6. Fugue State
7. Round The City Square
8. Angels Rearrange
9. Keep Believing
10. First Time Joy

 

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Beth Orton - Sugaring Season - Anti - 02-10-2012

Sono passati un bel 6 annetti anche per lei dall'uscita dell'ultimo anno e nei favori di critica e pubblico in Inghilterra è stata sostituita, con merito, da Laura Marling che frequenta percorsi musicali abbastanza vicini. Questo nuovo album è prodotto da Tucker Martine ormai notissimo per il suo lavoro con i Decemberists e con la moglie Laura Veirs. Nel disco suonano, tra gli altri, Brian Blade alla batteria e Marc Ribot alla chitarra, oltre all'aiuto nel reparto vocale di Sam Amidon. Si dice che l'album sia stato influenzato in pari misura dalla musica di Roberta Flack e da quella dei Pentangle, sembra una miscela interessante, questi per il momento sono i titoli:

Sugaring Season' Tracklist
1. Magpie
2. Dawn Chorus
3. Candles
4. Something more Beautiful
5. Call me the Breeze
6. Poison Tree
7. See through Blue
8. Last Leaves of Autumn
9. State of Grace
10. Mystery

 

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Elbow - Dead In The Foot - Polydor/Fiction - 28-08-2012

Si tratta di una raccolta di B-Sides e rarità:

1. Whisper Grass

2. Lucky With Disease

3. Lay Down Your Cross

4. The Long War Shuffle

5. Every Bit The Little Girl

6. Love Blown Down

7. None One

8. Lullaby

9. Mcgreggor

10. Buffalo Ghosts

11. Waving From Windows

12. Snowball

13. Gentle As

 

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Gary Moore - Blues For Jimi - CD DVD Blu-ray Eagle Rock 25-09-2012

Prosegue la pubblicazione del materiale inedito postumo dedicato a Gary Moore, questa volta si tratta del famoso concerto tenuto al London Hippodrome il 25 ottobre del 2007 in onore di Jimi Hendrix. In quella serata, oltre alla band composta da Dave Bronze al basso e Darrin Mooney alla batteria, nei brani 9,10 e 11 parteciparono anche Billy Cox e Mitch Mitchell. Questa la sequenza dei pezzi:

TRACK LISTING
1) Purple Haze
2) Manic Depression
3) Foxy Lady
4) The Wind Cries Mary
5) I Don't Live Today
6) My Angel
7) Angel
8) Fire
9) Red House
10) Stone Free
11) Hey Joe
12) Voodoo Child (Slight Return)

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Ian Hunter & The Rant Band - When I'm President - Proper Records - 04-09-2012

Dopo Man Overboard uno dei dischi più belli del 2009 e una serie impressionante di ristampe rimasterizzate con bonus, live e materiale inedito vario, nonché la reunion momentanea dei Mott The Hoople, torna Ian Hunter con un nuovo album di studio alla giovane età di 73 anni!

1. Comfortable (Flyin' Scotsman)
2. Fatally Flawed
3. When I'm President
4. What For
5. Black Tears
6. Saint
7. Just The Way You Look Tonight
8. Wild Bunch
9. Ta Shunka Witco (Crazy Horse)
10. I Don't Know What You Want
11. Life

 

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Flatlanders - Odessa Tapes CD+DVD - New West Records 28-08-2012

Nel gennaio del 1972 Butch Hancock, Jimmie Dale Gilmore e Joe Ely entravano negli studi di Tommy Allsup a Odessa Texas, per registrare 14 brani, sulla spinta di un DJ locale. Oggi a 40 anni dall'avvenimento quei nastri vedono la luce, e la qualità è assolutamente ottima, materiale acustico ma non registrazioni da cantina o peggio. La New West ha aggiunto un DVD di 45 minuti che racconta la storia del gruppo, i Flatlanders, con interviste, materiale d'archivio dell'epoca e qualche performance acustica. Questi i 14 brani per un totale di circa 37 minuti:

1. I Know You
2. Number Sixteen
3. Shadow Of The Moon
4. Dallas
5. Down In My Hometown
6. Stars In My Life
7. I Think Too Much Of You
8. Bhagavan Decreed
9. Tonight I Think I m Gonna Go Downtown
10. You ve Never Seen Me Cry
11. One Road More
12. Story Of You
13. Rose From The Mountain
14. The Heart You Left Behind

 

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Chris Robinson Brotherhood - The Magic Door - Silver Arrow Records - 11-09-2012

Lo so che ne ha appena pubblicato uno, ma nel gennaio di quest'anno quando ha registrato i 7 brani per Big Moon Ritual ne aveva registrati altri sette (e chissà quanti altri) sempre nel formato "lungo", intorno e oltre i sette minuti. I titoli, per quello che può valere, sono i seguenti:

1) Let's Go Let's Go Let's Go

2) Someday Past The Sunset

3) Appaloosa

4) Vibration & Light Suite

5) Little Lizzie Mae

6) Sorrows Of A Blue Eyed Liar

7) Wheel Don't Roll

 

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Dave Matthews Band - Away From The World - Rca Records - 11-09-2012

Due copertine ma ce ne sono quattro versioni, normale, Deluxe, Super Deluxe e Vinile: il nuovo disco della Dave Matthews Band si chiamerà Away From The World ed esce per la RCA non per la loro etichetta ATO records come uno potrebbe pensare. Questi i titoli:

Broken Things
Belly Belly
Mercy
Gaucho
Sweet
The Riff
Belly Full
If Only
Rooftop
Snow Outside
Drunken Soldier

La Deluxe version ha tre tracce extra dal vivo, la Super Deluxe contiene la versione espansa più un DVD  più un tour Photobook del 2012.

Mi sa che dovrò farne parecchi altri di post dedicati alle uscite future, visto che si aggiungono sempre nuovi titoli interessanti, magari inframmezzati da qualche uscita più attuale che si accumula. Ci vediamo domani, non so ancora con cosa, vediamo, sorpresa!

Bruno Conti

22/10/2011

Un Ultimo Saluto? Gary Moore - Live At Montreux 2010

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Gary Moore – Live At Montreux 2010 – Eagle/Edel CD o DVD

La storia di Gary Moore al Festival di Montreux è lunga e risale fino agli inizi degli anni ’90 come è stato documentato dall’eccellente cofanetto di 5 CD Essential Montreux o dai vari DVD che si sono succeduti negli anni con le registrazioni delle sue partecipazioni alle serate del Festival svizzero ma la gran parte erano dedicate al suo repertorio diciamo “più Blues,” anche se nel corso della sua carriera il rock, prima con Skid Row, Thin Lizzy e gli album degli anni ’80 ha sempre avuto una notevole importanza. Anche la breve militanza nei Colosseum II ha evidenziato le sue grandi attitudini di guitar hero L’irlandese era forse un rocker prestato al Blues (e quindi un blues-rocker) o quella prima chitarra data da Peter Green al connazionale ha avuto un effetto indelebile sulle sue scelte di gran parte degli ultimi anni della sua carriera quando aveva deciso di dedicarsi con più regolarità a questo stile musicale.

Sarà un caso ma gli album migliori dopo Still Got The Blues che ha segnato una svolta nella sua carriera sono stati, a mio parere, quelli più bluesati: da After Hours all’eccellente Blues For Greeny, omaggio al suo mentore per arrivare fino a Old New Ballads Blues del 2006 quando erano le 12 misure del blues a guidare le sue scelte certi suoi “eccessi metallurgici” venivano meglio tenuti a freno. Indubbiamente Gary Moore è stato un grande chitarrista, forse non uno dei numeri uno ma sicuramente uno di quelli in grado di far confluire le varie influenze della sua musica in uno stile fluido e vario che incorporava le derive celtiche della sua terra con il rock muscolare e di gran classe dei Thin Lizzy (uno dei gruppi più sottovalutati della storia dell’hard rock dove però il vero protagonista era il suo grande amico Phil Lynott, autore e cantante dalle sopraffine qualità). Perché dobbiamo ammettere che la parte vocale è sempre stata il lato più debole della sua musica, sulla chitarra nulla da dire, la voce diciamo che non era il suo forte.

Anche questo concerto registrato al Festival di Montreux del 2010, che rimarrà la sua ultima partecipazione vista l’inattesa morte avvenuta quest’anno il 6 febbraio in Spagna per un attacco cardiaco, conferma luci e ombre dei suoi ultimi anni. Intanto segnala un ritorno al rock anche in attesa di un nuovo album che doveva essere registrato e del quale tre brani inediti fanno parte di questo album: Days Of heroes, un brano lizzyano che reitera con grande vigore quel connubio tra rock e arie celtiche già ben evidenziato da Over The Hills and Far Away (non quella dei Led Zeppelin) che apre il concerto, una rock ballad melodica e in crescendo come Where Are You Now  e nuovamente lo stile “irlandese” di Oh Wild One. Tre brani interessanti anche se non memorabili che fanno la loro bella figura nell’ambito del concerto, arricchiti come di consueto da una bella serie di assoli di chitarra. Nel mezzo ci sono Military Man un brano anni ’80 a firma Phil Lynott con una bella costruzione sonora, la prima parte sparatissima e poi una seconda parte più ricercata e raffinata come era tipico del bassista dei Thin Lizzy.

Il lungo Medley tra So far away e Empty Rooms è uno dei momenti topici del concerto con il classico lavoro di toni e coloriture sonore utilizzato nelle  parti strumentali con quelle note lunghe e lancinanti tipiche del suo solismo. Blood Of Emeralds che appariva in After The War era il suo tributo al grande amico Phil, colorato di Irlanda nella musica e nei testi, una delle sue canzoni più belle del periodo rock. Anche Out In The Fields era una collaborazione con Lynott, l’ultimo brano registrato dal colored irlandese ed apparso in Run For Cover l’album più saccheggiato per questo concerto dal vivo. Naturalmente non manca il blues, in un angolino ma sempre presente, molto tirata la versione di Walking By Myself, il trio di musicisti che suona con Moore non è il massimo della finezza ma ci danno dentro di gusto, anche troppo in certi momenti. Per Johnny Boy sfodera anche la chitarra acustica per un brano un po’ ruffiano che non è mai stato tra i miei preferiti, prima del gran finale con il cavallo di battaglia Parisienne Walkways uno dei suoi più grandi successi sempre scritto con Lynott e che è l’occasione per ascoltare per l’ultima volta il suo grande virtuosismo alla chitarra. Forse non il miglior live della sua carriera ma un onesto commiato per il rocker irlandese. Riposa in pace, se le case discografiche vorranno!

Il DVD ha due brani in più, Thunder Rising e Still Got The Blues.

Bruno Conti  

08/02/2011

Un Altro Che Non C'è Più! Gary Moore 1952-2011

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Robert William Gary Moore Belfast 4 aprile 1952 - Estepona 6 febbraio 2011

Arrivo in ritardo ma mi sembrava giusto ricordarlo in un Blog che si occupa di musica. Come ormai saprete Gary Moore se ne è andato nella notte del 6 febbraio in un hotel di lusso di Estepona in Spagna dove era in vacanza, per quello che pare essere stato un infarto.

In un'altra occasione, passata la buriana, magari gli dedicherò un ricordo più approndito: non sarà stato uno dei grandi della musica ma sicuramente un chitarrista di grande valore, quelli che si definiscono un po' pomposamente Guitar heroes.

In ogni caso grazie per tutto quello che ci ha regalato e RIP.

Questo è stato il suo maestro e mentore, Peter Green.

Bruno Conti