01/02/2012

Uno Dei Migliori Bluesmen In Circolazione! Joe Louis Walker - Hellfire

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Joe Louis Walker - Hellfire - Alligator Records/Ird

Joe Louis Walker colpisce ancora! Questo Hellfire (il debutto per la Alligator) è forse il suo miglior disco in assoluto, anche se dovendone citare uno scarso non saprei dove andare a parare, in una lunga carriera che lo ha portato ad incidere con quasi tutte le più importanti etichette indipendenti del mondo e anche con qualche major. Ma quest'ultimo ha quel quid in più che contraddistingue gli album particolarmente riusciti: sarà la produzione di Tom Hambridge, anche ottimo batterista, che è stato definito il "Willie Dixon" bianco per i suoi lavori, a partire da Just Won't Burn di Susan Tedeschi del 1998 per arrivare ai recenti Skin Deep e Living Proof di Buddy Guy (senza dimenticare 2120 South Michigan Ave. di George Thorogood). Il punto che lo accomuna al grande della Chess è il fatto che Hambridge partecipa, oltre che come produttore, anche come autore alla stesura degli album ai quali collabora.

E' ovvio che se il materiale su cui si lavora è già ottimo alla fonte, il risultato è garantito. Mi viene da dire che Buddy Guy sia proprio il musicista che più si può accostare a Joe Louis Walker (e un pizzico di BB King per la grinta vocale): grande rispetto per le radici blues classiche ma una apertura anche verso il rock e le sonorità più tirate (non era un mistero che Guy e Jimi Hendrix, a fine anni '60 si sono influenzati a vicenda), un amore per altre forme di musica nera come soul e gospel e una personalità trascinante. Tutti tratti che lo accomunano a Walker, che in più è in possesso di una delle migliori voci in circolazione, in grado di essere grintosa e potente ma anche melliflua e tenera allo stesso tempo. E poi una tecnica chitarristica e un tiro mostruosi, sembra proprio che il "fuoco dell'Inferno" gli bruci sotto il sedere.

Già dall'inziale traccia che dà il titolo al CD, una rauca e poderosa Hellfire con la ritmica che pompa e l'organo di Reese Wynans che disegna ghirigori, si capisce che siamo sulla giusta lunghezza d'onda, quando poi Joe Louis Walker innesta il wah-wah per un assolo devastante è subito goduria! Per scombinare le carte Walker ci regala immediatemente uno slow blues, I Won't Do That, da manuale del genere, Wynans passa al piano e il nostro amico ci spiega come si costruiscono i grandi assoli, un misto di tecnica e feeling, il tutto cantato con una voce da brividi e la produzione di Hambridge che illumina tutti i particolari. Ride All Night per contro è un brano rock che avrebbe fatto la gioia degli Stones del periodo migliore, una sorta di Gimme Shelter con la seconda voce di Wendy Moten che urla e strepita e la slide di Walker che taglia l'aria, ottima! Per I'm On To You Joe sfodera anche l'armonica d'ordinanza, che peraltro suona molto bene, per un brano più tradizionale ma non per questo meno soddisfacente, anche il "trucchetto " di autocitarsi nel testo della canzone è uno dei "classici" del Blues (non importa se la firma del brano è di Hambridge & Fleming).

Con What's It Worth si toccano livelli incredibili: un brano che inizia lento, con organo e chitarra minacciosi e poi si trasforma in una lunga improvvisazione psichedelica in un crescendo inarrestabile che non avrebbe sfigurato nella facciata più tirata e sperimentale di "Electric Ladyland"del grande Jimi, il finale del brano in particolare è quasi "magico", e non sto esagerando. A questo punto cosa ti pensano il Walker (e anche l'Hambridge), e se chiamassimo i Jordanaires per un bel tuffo nel gospel? Detto fatto e ti ritrovi ad ascoltare un brano come Soldier For Jesus con la voce del nostro che guida il gruppo vocale in una esuberante rilettura del genere con slide e organo che aggiungono pepe alla esecuzione. I Know Why con l'aggiunta dei fiati e la voce melliflua e carezzevole di Joe è un lentone da pista da ballo soul, fiati che rimangono anche per la successiva Too Drunk To Drive Drunk un rock and roll frenetico con il marchio di approvazione del Thorogood più ruspante con tanto di solista "riffologica e battezzante" come usava il George dei tempi d'oro (ricordo un Odissea 2001 a Milano di qualche annetto fa, mi fischiano ancora le orecchie)!  

Altro grande brano, Black Girls, ancora con la seconda voce della Moten alla ribalta ed un drive del brano che ricorda il Ry Cooder di Bop Till You Drop (anche la slide aiuta) o i Little Feat intrippati di brutto. Don't Cry, nuovamente con i Jordanaires pronti alla bisogna è un altro gospel soul errebì da godersi fino alla fine, lui canta veramente bene, il gruppo gira alla grande, con la chitarrina choppata di Walker a presiedere le operazioni. L'unica cover viene tenuta per ultima: una rilettura notevole di I'm Movin' On di Hank Snow ma che tutti ricordano nella versione di Johnny Cash e anche la figlia Rosanne l'aveva inserita in apertura del suo bellissimo The List. La versione di Joe Louis Walker è da grande del Blues, pimpante e pulsante come poche, a conferma di un momento di grazia goduto in questo Hellfire, dischi di "genere" Blues così belli se ne faranno pochi nel corso dell'anno, garantisco!

Bruno Conti

21/09/2011

Questi Ci Danno Dentro Alla Grande! Moreland & Arbuckle - Just A Dream

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 Moreland And Arbuckle – Just A Dream – Telarc   

Capitolo terzo per il trio del Kansas, Moreland And Arbuckle che pubblicano questo Just A Flood il loro secondo album per la Telarc dopo l’esordio su NorthernBlues con 1861, e si confermano una delle migliori formazioni in circolazione con il loro Blues fortemente venato di rock. Come saprete non c’è un bassista nella formazione anche se il chitarrista Aaron Moreland (con chitarra modellata alla Bo Diddley), almeno su disco, si cimenta anche al basso. Dustin Arbuckle oltre ad essere la voce solista è anche un’armonicista di quelli “cattivi” con un suono sporco e distorto che spesso applica anche nelle parti cantate. Brad Horner picchia con gusto e varietà sui tamburi e, se devo essere sincero, il suono del gruppo, in molti brani mi ha ricordato quello del post British Blues, gruppi come Ten Years After, Savoy Brown, i Chicken Shack di Stan Webb, ma anche il John Mayall più tirato e persino i Cream. Sarà una mia impressione ma il suono roots che viene evocato o “affinità elettive” con ZZTop, Thorogood e gli alunni della Fat Possum, che indubbiamente ci sono, sono meno evidenti di quelle citate. Se proprio vogliamo avvicinarli a qualcuno di “moderno” pensate a dei Black Keys più “disciplinati” per quanto picchino sempre duro.

Dal travolgente inizio di The Brown Bomber con il pianino in overdrive di Scott Mackey che si aggiunge alla slide devastante di Moreland e alla voce e all’armonica distorte di Arbuckle è evidente che gli affari sono seri.

Just A Dream è forse il brano che più si avvicina a quel suono roots, tipo i Black Crowes o i Los Lobos in deriva blues ma con la giusta dose di radici e una chitarra dal suono pungente. Purgatory addirittura ha qualche aggancio con il sound dei primi Sabbath con un’armonica e un organo aggiunti mentre Travel Every Mile con un basso molto profondo in evidenza potrebbe essere un brano dei Cream a guida Jack Bruce, poderosa come sempre la slide di Moreland. Il suono che esce dalle casse nella cover di Heartattack and Vine di Tom Waits ricorda quello dei Bluesbreakers di Mayall anche nell’uso dell’organo e l’effetto è quello di una Help Me leggermente accelerata. Rispetto ai due dischi precedenti gli assoli di Moreland sono più frequenti e più articolati. L’hard slow blues di Troll quasi vira verso sonorità psichedeliche con l’organo di Tyson Hummel ad aumentare ancora una volta lo spettro sonoro. La brevissima Gypsy Violin privilegia scelte sonore inconsuete con uno strano call and response delle due voci.

Shadow Never Changes è “semplicemente” (sembra facile) una bella canzone dall’andatura ondivaga che nel dualismo chitarra/armonica ricorda i primi Blues Traveler, quelli più ispirati. Good Love a tempo di boogie potrebbe essere degli ZZTop, di Thorogood ma anche dei vecchi Canned Heat. Who Will Be Next è un brano scritto da Mel London, lo stesso di Manish Boy, Poison Ivy e altri successi di Waters e Howlin’ Wolf e ha un suono Chicago Blues “moderno”. Molto bella l’accoppiata finale con una tirata So Low dal suono agile e saltellante e una cover selvaggia di White Lightnin’ con l’autore Steve Cropper presente alla chitarra solista.

Bravi e “originali”. Si fa per dire! Nel piattume che ci propongono molte band troppo convenzionali che suonano blues al giorno d’oggi questi Moreland And Arbuckle si elevano sopra la media.

Bruno Conti      

12/07/2011

Novità Di Luglio Parte II. R.e.m., Suzanne Vega, George Thorogood, Graham Parker, Kasey Chambers, Jimmie Vaughan Eccetera

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La calura non accenna a diminuire e neppure il numero delle uscite discografiche.

Iniziamo con il secondo volume degli archivi "pirata" di Graham Parker. The Bootleg Box vol. 2. sempre pubblicato dalla Voiceprint/Retroworld/distr.IRD, sempre cofanetto da 6 CD, sempre prezzo molto speciale intorno ai 30 euro. Contiene 6 concerti:  

 “Graham Parker & The Rumors  – Live at the Rainbow 1977”, “Live alone- The Bastard Of Belgium ”, “Graham Parker And The Latest Clowns – “Live clowns” “Graham Parker & The Rumour S&+ Hot!”, Graham Parker & the Figgs “more live cuts from somewhere”, Graham Parker And The Latest Clowns – “More Live clowns”.

Quindi anche materiale più recente con i Figgs e in solitaria.

Il buon George Thorogood torna con 2120 South Michigan Avenue sempre su Emi Records. Per i più attenti in effetti si tratta sia dell'indirizzo dei mitici studi di Chicago della Chess Records che il titolo di un brano strumentale degli Stones. Come al solito per Thorogood un misto di brani originali e classici del Blues che questa volta prevalgono. Ospiti Buddy Guy e Charlie Musselwhite in due brani.

Terzo capitolo della serie di album che Suzanne Vega dedica alla riedizione dei suoi vecchi brani in versioni più scarne ed acustiche. Close-up vol.3, States Of Being, esce come al solito per la Cooking Vinyl/Edel e contiene anche un brano scritto per l'occasione in coppia con Duncan Sheik.

Data di uscita per tutti i 3, oggi 12 luglio.

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Kasey Chambers è una cantautrice australiana molto brava (vagamente una sorta di country-rock-pop down under) e in effetti questo Little Bird in Australia era già uscito lo scorso anche in versione Deluxe doppia (ma il secondo CD per la maggior parte è parlato). Etichetta Welk, tra gli ospiti Missy Higgins, Patty Griffin, il marito Shane Nicholson, il babbo Bill e il fratello Nash Chambers. Produce lei ma non vi aspettate un prodotto familiare ma, come già detto, dell'ottima country-roots music con ampie aperture pop. In Australia vende a carrettate.

Giusto un anno fa anche dalle pagine (virtuali) di questo Blog vi parlavo del nuovo album, molto bello, di Jimmie Vaughan Plays Blues, Ballads & Favorites. Aggiungete un More al titolo per il secondo capitolo, ma Lou Ann Barton e l'etichetta Proper rimangono, ovviamente cambiano i brani e il colore della copertina. Uscirebbe il 26 luglio ma visto che è già approdato nelle nostre lande ve lo segnalo.

E sempre più o meno un annetto fa usciva la ristampa per il 25esimo di Fables of The Reconstruction. Quest'anno tocca a Lifes Rich Pageant dei R.E.M., versione doppia, etichetta IRS/Emi con la solita valanga di inediti, demos e rarità, anzi per la verità questa volta il secondo CD sono tutti demo:

2011 25th Anniversary Edition reissue bonus tracks (The Athens Demos)
  1. "Fall On Me" (Demo)
  2. "Hyena" (Demo)
  3. "March Song (King of Birds)" (Demo)
  4. "These Days" (Demo)
  5. "Bad Day" (Demo)
  6. "Salsa (Underneath the Bunker)" (Demo)
  7. "Swan Swan H" (Demo)
  8. "Flowers of Guatemala" (Demo)
  9. "Begin the Begin" (Demo)
  10. "Cuyahoga" (Demo)
  11. "I Believe" (Demo)
  12. "Out of Tune" (Demo)
  13. "Rotary Ten" (Demo)
  14. "Two Steps Onward" (Demo)
  15. "Just a Touch" (Demo)
  16. "Mystery to Me" (Demo)
  17. "Wait" (Demo)
  18. "All the Right Friends" (Demo)
  19. "Get On Their Way (What If We Give It Away?)" (Demo) 

Come al solito, se volete spendere una decina di euro in più (e non abitate là o avete amici americani), la versione USA ha un boxettino più carino e alcune cartoline nelle confezione.

Anche per questo trittico la data è il 12 luglio.

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Ingrandendo la copertina questo sarebbe il volume 6 delle Cowboy Songs e capitolo 3 del Buckaroo Bluegrass per Michael Martin Murphey. L'album si chiama Tall Grass & Cool Water, esce per Rural Rhythm e anche se dopo ha fatto una valanga di album per me Murphey rimane sempre quello di Geronimo's Cadillac e Cosmic Cowboy Souvenir due dei più bei dischi di country-rock cantautorale di tutti i tempi. Non che quelli che continua a fare non siano sempre belli ma uno ha le sue preferenze.

In tema di country-rock la BGO ristampa in uno dei loro classici twofer, due album in un cd, Head Over Heels e Rose Of Cimarron, l'ultimo con Timothy B. Schmit che poi sarebbe andato negli Eagles, Rusty Young e Paul Cotton, presenti anche nel disco precedente. Molto belli entrambi e hanno circolato molto poco in CD.

William Elliott Whitmore è una delle ultime "scoperte" della Anti in ambito country-folk alternativo. Questo Field Songs segue l'ottimo Animals In The Dark del 2009 che lo aveva fatto conoscere ed apprezzare. Ma tra ufficiali e autoprodotti di dischi ne ha già fatti una decina.

Anche per questa settimana è tutto per le uscite.

Bruno Conti

08/10/2010

Novità Di Ottobre Parte II E 1/2. Thorogood Live In Boston E Alcune Variazioni

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Oggi non ho avuto tempo di scrivere un nuovo posto per cui aggiorno quello di un paio di giorni fa. Intanto ho corretto il refuso nel titolo per cui i Belle and Sebastian erano diventati Belle and Sebastina.

Poi aggiungo alle uscite (dimenticato!) questo eccellente Live In Boston 1982 di George Thorogood con materiale dell'epoca Rounder e tratto dal tour dove facevano da spalla agli Stones. Da notare, una versione di 13 minuti di One Bourbon, One Scotch, One Beer di John Lee Hooker. Non ricordo se è lo stesso tour di quando vennero anche a Milano all'Odissea 2001, ma credo che fosse l'anno prima il 1981, concerto bellissimo anche quello, con volumi micidiali e Thorogood che battezzava i presenti vicini al palco con il manico della sua chitarra. Ricordo che alla fine del concerto eravamo tutti addossati al bar, che era dalla parte opposta del locale rispetto al palco, con un principio di tinnito. Non ho sentito niente per due giorni, ma vuoi mettere la soddisfazione!

Aggiornamenti! Neanche due giorni che ho scritto il post e parecchi titoli slittano la loro uscita dal 12 ottobre al 19: tra questi il DVD e il Blu-Ray di Ladies And Gentlemen...degli Stones, il nuovo Lukhater, il disco di Bachman & Turner e Beth Hart My california. Parliamo sempre di uscite per il mercato italiano.

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Già che ci sono vi anticipo due titoli che usciranno il 19 ottobre. Il primo è il secondo volume della serie di Suzanne Vega intitolata Close-Up dove riprende i suoi vecchi brani in nuove versioni acustiche, questo si chiama Vol.2 People & Places, ne seguiranno altri 2 entro la fine del 2011.

Sul fronte italiano che non frequento spesso vi segnalo il nuovo disco di Massimo Altomare Outing. Ricordo che i due dischi di Loy & Altomare Portobello e Chiaro erano tra i dischi italiani degli anni '70 più vicini alla produzione angloamericana e mi piacevano moltissimo.

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Infine agli Sprinsgteeniani ricordo che è uscito For You 2 A Tribute To Bruce Springsteen, curato da Ermanno Labianca esce a 15 anni di distanza dal volume 1 per la Route 61, distribuzione indipendente quindi di non facile reperibilità, questa è la tracklist:

CD 1
Riccardo Maffoni - “It's hard to be a saint in the city”
Brando - “Johnny bye bye”
Massimiliano Larocca - “Iceman”
Modena City Ramblers - “The ghost of Tom Joad”
Tenca/Severini/Basile - “Eyes on the prize”
Lorenzo Bertacchini & Elizabeth Lee - “Be true”
PJ Faraglia - “State trooper (instrumental)”
Andrea Parodi & JT Van Zandt - “Racing in the street”
Rusties - “Adam raised a Cain”
Luigi Mariano - “Matamoros banks”
Daniele Groff - “Radio nowhere”
Mardi Gras - “Land of hope and dreams”
CD 2
PJ Faraglia - “Cadillac ranch (instrumental)”
Lorenzo Bertocchini - “Sherry darling”
Srl Freeways - “The train song”
Dust n' Bones - “Guilty (the judge song)”
Daniele Tenca - “Factory”
Joe Slomp - “Jesus was an only son”
Lowlands - “Soul driver”
Wild Junkers - “Better days”
Sergio Marazzi & Oil - “Nothing man”
Cheap Wine - “Youngstown”
Antonio Zirilli - “Growin'up”
Miami & The Groovers - “Shut out the light”
Francesco Lucarelli - “Tomorrow never knows”

Alla prossima.

Bruno Conti