15/10/2012
Novità Di Ottobre Parte II. Beth Hart, Kaki King, Bellowhead, Hank Williams, Jake Bugg, Don Felder, Gov't Mule, Widespread Panic, Bat For Lashes, Jamey Johnson, Deep Purple, Ben Harper
Periodicamente controllo il materiale relativo alle ultime uscite discografiche, di cui ho accantonato dati ed informazioni, e magari una piccola recensione. Ad un ultimo controllo mi sono accorto che, a parte quelli già trattati con Post appositi in anticipo, o che lo saranno nei prossimi giorni (alcuni in ritardo, ma si fa quel che si può, magari privilegiando i titoli di cui non hanno già parlato le riviste musicali specializzate o altri siti), c'erano un bel 27 titoli che mi aspettavano. Per cui, diviso in 2 parti, ecco il resoconto degli album più interessanti in uscita questa settimana e qualche arretrato delle uscite del 9 ottobre.
Partiamo con alcuni box o dischi doppi:
Il primo è un cofanetto di 6 CD dei Gov't Mule The Georgia Bootleg Box, pubblicato dalla Evil Teen il 16 ottobre negli States e a fine mese dalla Provogue/Edel in Europa ad un prezzo più basso, si tratta di 3 concerti completi registrati nel 1996 quando il gruppo aveva registrato solo un album e nella formazione originale c'era ancora Allen Woody al basso. Queste sono le date e il contenuto (notare che in alcuni brani ci sono ospiti Tinsley Ellis e Derek Trucks che si aggiungono al trio originale con Warren Haynes e Matt Abts):
4/11/96
Georgia Theatre
Athens, GA
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"Solo" un doppio invece Wood dei Widespread Panic, già pubblicato in una versione ridotta in vinile l'aprile scorso per il Record Store Day. Si tratta di brani registrati nel corso del breve tour acustico di inizio anno. Anche in questo caso, titoli dei brani, date e ospiti (ospite, uno, Col. Bruce Hampton, in un brano). E' interessante, perché ci sono molte cover inconsuete:
CD I
The Ballad John and Yoko
(1/25/12 Washington, DC)
Mercy
(1/25/12 Washington, DC)
Imitation Leather Shoes
(1/25/12 Washington, DC)
Clinic Cynic
(1/24/22 Washington, DC)
Tall Boy
(2/11/20 Denver, CO)
Many Rivers to Cross
(2/12/20 Denver, CO)
Good Morning Little School Girl
(2/10/12 Denver, CO)
Pickin’ Up The Pieces
(2/10/12 Denver, CO)
Ain’t Life Grand
(2/12/12 Denver, CO)
CD II
St. Louis
(2/18/12 Aspen, CO)
Time Waits
(2/19/12 Aspen, CO)
Sell Sell
(2/19/12 Aspen, CO)
Tail Dragger
(2/19/12 Aspen, CO)
Tickle The Truth
(1/25/12 Washington, DC)
*Fixin’ to Die
(1/27/12 Atlanta, GA)
Climb to Safety
(1/25/12 Washington, DC)
Counting Train Cars
(1/29/12 Atlanta, GA)
C Brown
(1/29/12 Atlanta, GA)
Blight
(1/29/12 Atlanta, GA)
End of the Show
(1/29/12 Atlanta, GA)
* With Col. Bruce Hampton on vocals
Il quesito relativo al box da 5 dischetti per il 40° Anniversario dall'uscita di Machine Head dei Deep Purple, è, ne vale la pena? Uhm! Giudicate voi:
* CD1: "Machine Head" original album 2012 remaster
* CD2: 1997 remix by Deep Purple bassist Roger Glover
* CD3: Original album Quad SQ stereo (2012 remaster)
* CD4: "In Concert '72" - 2012 Mix (recorded live at Paris Theatre, London on March 9, 1972)
* DVD: 2012 high-resolution remaster and surround mix
Che tradotto vorrebbe dire: 3 differenti rimasterizzazioni o remix dell'album originale più quella in 5.1 del DVD audio e il 4 cd con il concerto dal vivo a Londra del 1972, che però è il famoso In Concert. Per 50 euro, più o meno, mi sembra indirizzato soprattutto a fans sfegatati dei Deep Purple o dell'alta fedeltà!
Tre voci femminili (e non solo), in uscita in questi giorni:
Dopo la collaborazione dello scorso anno con Joe Bonamassa, Beth Hart pubblica un nuovo album sempre per la Provogue, Bang Bang Boom Boom. Da quello che ho potuto ascoltare il disco mi sembra molto bello, come al solito tra blues e soul, il rock è sempre presente ma senza gli eccessi del passato. Uno dei suoi migliori dischi in assoluto, insieme al Live e a quello con Bonamassa, le canzoni sono tutte firmate da Beth Hart, da sola o con altri. Suona con lei in pratica tutta la band di Bonamassa, che nel frattempo era impegnato con il disco nuovo dei Black Country Communion (in uscita il 30 ottobre, ma di cui leggerete la recensione nei prossimi giorni): quindi ci sono Anton Fig alla batteria, Michael Rhodes al basso, Arlan Schierbaum alle tastiere e tale Randy Flowers, che non conosco, alla chitarra. Joe Bonamassa appare in una bella blues ballad, There In Your Heart con un assolo dei suoi. Se volete ascoltare una delle più belle voci del rock attuale non dovere andare troppo lontano.
Kaki King pubblica per Velour Records il suo sesto album da solista intitolato Glow. La King è un virtuoso della chitarra, sia elettrica che acustica (molte delle evoluzioni chitarristiche nello score della colonna sonora di Into The Wild, sono sue e di Michael Brook, mentre le canzoni come è noto sono di Eddie Vedder). Negli ultimi album ha inserito anche brani cantati e un maggiore uso di una elettronica molto discreta e di altri strumenti, tra cui una sezione archi.
Terzo album in uscita anche per i Bat For Lashes, ovvero il gruppo inglese di Natasha Khan, che suona anche quasi tutti gli strumenti. Il titolo è Haunted Man, etichetta Parlophone, in uscita in Europa a macchia di leopardo in questi giorni e la settimana prossima negli Stati Uniti. Tra gli ospiti Beck e David Sitek dei TV on The Radio.
Un terzetto ben assortito di novità.
I Bellowhead sono uno dei miei gruppi preferiti tra quelli del nuovo filone del folk inglese. Con una formazione di undici elementi, tra cui una sezione di fiati di quattro, ma tra tutti suonano più di 35 strumenti, sotto la guida di Joe Boden, propongono un folk trascinante che potrebbe essere considerato una variazione sul tema di quello dei vecchi Pogues (occhio che il 20 novembre tornano anche loro con un bel disco multiplo, CD+DVD, registrato all'Olympia nel mese di settembre). Dopo Hedonism e Hedonism Live dello scorso anno, questo nuovo si chiama Broadside ed è in uscita il 16 ottobre per la Navigator Records. Se amate il genere fatevi un appunto perché sono veramente bravi.
Un altro nuovo nome che sta già facendo gridare al miracolo la stampa britannica: "il nuovo Donovan" "Bob Dylan incrociato con i Beatles", gli Oasis se non avessero fatto musica rock, eccetera eccetera. Lui, da quello che ho sentito è bravino, più che altro esteriormente (e anche un po' musicalmente) sembra Paul Weller da giovane. O un Billy Bragg per i giorni nostri, un cantautore classico, ma con una maggiore attenzione per la grande tradizione del pop e del rock britannico (qualche eco dei nomi citati in effetti c'è). Sentirò meglio ma...Il disco di esordio omonimo, Jake Bugg, esce il 16 ottobre per la Mercury/Universal. Non è male, non vorrei dare l'impressione di essere scettico, ma con la montagna di c....te che vengono presentate come oro dall'Inghilterra.
Dopo dieci album di studio, quattro Live, varie collaborazioni anche per Ben Harper è venuto il momento di un disco retrospettivo. Non un greatest hits convenzionale ma una raccolta di materiale scelto tra le sue ballate. C'è una versione in studio di Not Fire Not Ice e una nuova canzone Crazy Amazing. Etichetta Virgin/EMI, in uscita il 16 ottobre. Sarà l'ultimo per la vecchia casa, che come forse saprete sta per essere assorbita dalla Universal. A fine gennaio, per la Stax/Concord è già annunciato il nuovo disco di studio, Get Up, una collaborazione con Charlie Musselwhite. E lì lo vedo bene, meglio che con Jovanotti! Il video non c'entra niente, ma la canzone mi piaceva un casino.
Un terzetto dall'America:
Il disco nuovo di Jamey Johnson, molto bello, è in effetti una collaborazione con molti altri musicisti (meno un brano) e al tempo stesso un tributo ad uno dei grandi autori della musica country americana. Living For A Song: A Tribute To Hank Cochran, etichetta Mercury/Universal, in uscita il 16 ottobre, se la batte con quello di Dwight Yoakam come miglior disco country del periodo. Ammetto che avevo il promo da tempo ma non ho trovato il tempo per fare la recensione ma sicuramente ci tornerò, insieme ad altri dischi importanti che non hanno avuto lo spazio che meritano nel Blog. Nel frattempo tracklisting e musicisti coinvolti nel processo:
- “Make the World Go Away” – Jamey Johnson and Alison Krauss
- “I Fall to Pieces” – Jamey Johnson and Merle Haggard
- “A Way to Survive” – Jamey Johnson, Vince Gill and Leon Russell
- “Don’t Touch Me” – Jamey Johnson and Emmylou Harris
- “You Wouldn’t Know Love” – Jamey Johnson and Ray Price
- “I Don’t Do Windows” – Jamey Johnson and Asleep at the Wheel
- “She’ll Be Back” – Jamey Johnson and Elvis Costello
- “Would These Arms Be in Your Way” – Jamey Johnson
- “The Eagle” – Jamey Johnson and George Strait
- “A-11” – Jamey Johnson and Ronnie Dunn
- “I’d Fight the World” – Jamey Johnson and Bobby Bare
- “Don’t You Ever Get Tired of Hurting Me” – Jamey Johnson and Willie Nelson
- “This Ain’t My First Rodeo” – Jamey Johnson and Lee Ann Womack
- “Love Makes a Fool of Us All” – Jamey Johnson and Kris Kristofferson
- “Everything But You” – Jamey Johnson, Vince Gill, Willie Nelson and Leon Russell
- “Livin’ for a Song” – Jamey Johnson, Hank Cochran, Merle Haggard, Kris Kristofferson and Willie Nelson
20:00 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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25/09/2012
Il Solito "Rito" Delle Uscite Future. Neil Young, Graham Parker, Doors, Paul McCartney, Rolling Stones
Come al solito, periodicamente, un breve giro su alcune delle prossime, ma future, uscite più interessanti. In attesa di ulteriori notizie sulle tracklist e sui formati definitivi di Grrr dei Rolling Stones e di Celebration Day dei Led Zeppelin ed in attesa, a metà ottobre, di un bel box sestuplo dal vivo dei Gov't Mule, Georgia Bootleg Box, cominciamo col dire che il "famoso" Psychedelic Pill di Neil Young & Crazy Horse ha acquisito una nuova e definitiva data per il 30 ottobre, su Reprise/Warner. Questa la lista dei brani:
CD 1
1. Driftin Back
2. Psychedelic Pill
3. Ramada Inn
4. Born In Ontario
CD 2
1. Twisted Road
2. She's Always Dancing
3. For The Love Of Man
4. Walk Like A Giant
Bonus Track:
5. Psychedelic Pill (Alternate Mix)
Solo nove, dirà qualcuno! Ma se la riprongo anche con i tempi dei brani?
Track list:
Disc One:
1) Driftin' Back (27:36)
2) Psychedelic Pill (3:26)
3) Ramada Inn (16:49)
4) Born in Ontario (3:49)
Disc Two:
1) Twisted Road (3:28)
2) She's Always Dancing (8:33)
3) For the Love of Man (4:13)
4) Walk Like a Giant (16:27)
Bonus Track:
5) Psychedelic Pill (Alternate Mix)
Tutto assume un senso, due pezzi da oltre 16 minuti e uno da 27 minuti per il secondo disco nuovo di Neil Young quest'anno, che nel corso del tour americano della scorsa estate ha un po' snobbato Americana suonando molti brani del nuovo album non ancora uscito.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare vedendo la foto di copertina non è il nuovo disco dei Rockets riuniti, come si potrebbe arguire dalle pelate, ma quello di una reunion ben più attesa, Graham Parker and The Rumour, Three Chords Good, dopo 31 anni di nuovo insieme, e come canta Graham in uno dei brani, Coathangers. con il suo noto humor nero britannico: "Let's go back to a time in a prehistory,". Etichetta Primary Wave, data di uscita, 20 novembre. Niente lista dei titoli, per il momento.
Si poteva pensare che passasse un anno senza un "nuovo disco" dei Doors? Certo che no e allora in anticipo sul prossimo Natale esce, il 23 ottobre, in vari formati, questo Live At The Bowl '68, Eagle Rock Enternaiment. Però si tratta della edizione definitiva! CD, DVD e Blu-ray a scelta, con gli ultimi due formati che rispetto alla versione audio basica, aggiungono " Over an hour of new bonus material including Echoes From The Bowl, The Doors route to the Hollywood Bowl, You Had To Be There, memories of The Doors performance at the Bowl, Reworking The Doors, an in-depth look at how the film was restored, and three bonus performances: Wild Child from The Smothers Brothers Show in 1968, Light My Fire from The Jonathan Winters Show in Dec 1967 and a version of Van Morrison's Gloria with specially created visuals." Mentre il contenuto audio è il seguente:
1) Show Start / Intro 2) When The Music s Over 3) Alabama Song / Whiskey Bar 4) Back Door Man 5) Five To One 6) Back Door Man (reprise) 7) The WASP (Texas Radio And The Big Beat) (previously unreleased) 8) Hello, I Love You (previously unreleased) 9) Moonlight Drive 10) Horse Lattitudes 11) A Little Game 12) The Hill Dwellers 13) Spanish Caravan 14) Hey, What Would You Guys Like To Hear? 15) Wake Up! 16) Light My Fire 17) Light My Fire (segue) 18) The Unknown Soldier 19) The End (segue) 20) The End
Sempre parlando di video (o Blu-ray) esce anche Live Kisses di Paul McCartney. Sempre Eagle Rock. 120 minuti, è la registrazione dello spettacolo registrato ai Capitol Studios di Hollywood in occasione della presentazione dell'ultimo album di McCartney, Kisses On The Bottom. La band è quella con Diana Krall al pianoforte e oltre ai tredici brani ci sono i soliti extra: 1) I m Gonna Sit Right Down And Write Myself A Letter 2) Home (When Shadows Fall) 3) It s Only A Paper Moon 4) The Glory Of Love 5) More I Cannot Wish You 6) We Three (My Echo, My Shadow And Me) 7) Ac-Cent-Tchu-Ate The Positive 8) My Valentine 9) Always 10) My Very Good Friend The Milkman 11) Bye Bye Blackbird 12) Get Yourself Another Fool 13) My One And Only Love.
Questa invece mi sembra una sorpresa degna di nota e assai più interessante del Greatest Hits con due miseri brani nuovi. Per l'occasione è stato restaurato il famoso filmato del 1965 Charlie Is My Darling dei Rolling Stones, che segue il gruppo nei due giorni passati in Irlanda, tra Belfast e Dublino, il 3 e 4 settembre di quell'anno. Mostrato ad alcuni cinema e teatri e al Festival di Mannheim nel 1966, il documentario di 50 minuti era poi scomparso nel buco nero dei problemi legali con Allen Klein e la sua ABKCO. Ora che "purtroppo" Klein ci ha lasciati, il 6 novembre uscirà in una versione restaurata ed ampliata a 65 minuti per la ABKCO Films. Oltre al DVD e al Blu-Ray ne dovrebbe uscire anche una Super Deluxe Box Set Edition quintupla. Appena ne so di più vi aggiorno. Mentre, al momento. sembrano essersi perse le tracce dell'altro documentario sugli Stones, Crossfire Hurricane.
Per oggi vi lascio, nei prossimi giorni altre anticipazioni sulle uscite.
Bruno Conti
18:57 Scritto da bruno_conti (Webmaster) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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06/12/2011
Un "Grosso" Chitarrista! Nick Moss - Here I Am
Nick Moss – Here I Am – Blue Bella Records
Mi perdonerete per il titolo (e spero che anche il "titolare" se dovesse leggere lo farà, perché capita che i musicisti leggano queso Blog), ma se vedete la foto si può capire, e comunque veniamo alle cose serie.
Nick Moss, da Chicago Illinois, è su piazza discograficamente parlando da una dozzina di anni, questo Here I Am, è il nono album, tutti rigorosamente pubblicati dalla sua etichetta Blue Bella Records e vista la provenienza uno potrebbe anche aspettarsi che faccia del Blues. E in effetti non si può negare, ma come rileva con intelligenza Jimmy Thackery nelle note introduttive al CD, negli ultimi tempi ed in questo album in particolare il suo stile sta evolvendo verso forme che conglobano rock (molto), funky, un pizzico di southern rock qui, un tocco di Hendrix là, insomma le cose si fanno interessanti. Se il nostro amico è cresciuto a pane e chitarra (e viste le dimensioni fisiche secondo me qualcuna se l’è anche magnata strada facendo) ed ascoltando il disco si sente, perché Nick Moss ha uno stile fluido, variegato e ricco di tecnica e, detto papale papale, ci dà dentro alla grande, con il tempo è diventato anche un buon autore che si scrive tutti i brani e un ottimo cantante dalla voce grintosa.
Questo Here I Am è un bel disco di rock (blues) di quelli gagliardi con tre brani all’inizio e tre alla fine del CD da tre stellette e mezzo anche quattro e una parte centrale più radiofonica, commerciale, vagamente funky, ma come possono esserlo i dischi di Jonny Lang o del John Mayer Trio, quindi comunque a notevole gradazione chitarristica.
La partenza è sparata con Why You So Mean! un boogie-rock-blues che ricorda il Rory Gallagher di Tattoo o Blueprint, due chitarre soliste che si rispondono dai canali dello stereo (entrambe suonate da Nick), una in stile slide fantastica, il pianino frenetico di Travis Reed e una sezione ritmica di grande spessore. Sul tutto la voce di Moss che se proprio vogliamo fare un paragone mi ricorda quella del Jeff Healey degli inizi. Se il buongiorno si vede dal mattino qui iniziamo alla grande, l’effetto Healey prosegue anche nella successiva Blood Runs percorsa dalle continue “frustate” della solista e arricchita, oltre che dall’eccellente lavoro a piano e organo del citato Reed, anche da un tocco “black” nei ricorrenti coretti soul. La title-track ha un abbrivio poderoso e riffato alla Led Zeppelin con la sezione ritmica di Nick Skilnic e Patrick Seals che fa del suo meglio per rievocare i fasti della coppia Bonham/Jones, Travis Reed questa volta all’organo aggiunge un tocco southern che ricorda quello di Gregg negli Allman dei tempi d’oro, la fusione dei due stili produce ottimi risultati e l’assolo di Moss è da grandi del rock, praticamente un esempio di come fare dell’ottima musica rock per il nuovo millennio, ricca di citazioni ma suonata con passione, e poi ognuno ci "legge" che vuole:
Candy Nation svolta con decisione verso ritmi più funky, un piano elettrico si affianca all’organo e solamente l’assolo di chitarra ha la potenza dei brani precedenti, ma basta e avanza. I’ll Turn Around è il cosiddetto singolo dell’album, una ballata più morbida poi ripetuta anche in versione radio edit alla fine del CD, tra chitarre acustiche e tastiere in questo caso si curano di più anche le melodie e non solo i grooves e anche se si perde in immediatezza il brano guadagna nella varietà dei suoni e comunque nella parte centrale ottimi assoli di slide e organo danno valore aggiunto alla canzone. Notare la finezza nei testi del libretto, ogni volta che c’è un assolo viene riportato fedelmente anche segnalando il punto in cui avviene, come ai vecchi tempi! Long Haul Jockey come il precedente mi ha ricordato quel suono turgido alla Black Crowes con rimandi zeppeliniani ma anche i Gov’t Mule meno selvaggi e la chitarra viaggia sempre alla grande. Here Comes Moses è un altro brano rock classico dalle atmosfere sospese con il solito lavoro di fino della chitarra che si inventa sempre nuove tonalità.
Caught By Suprise è un funky-rock alla Jonny Lang con un suono secco della batteria che si rifà alla musica nera come anche il lavoro di chitarre e tastiere “molto lavorate”. Katie Anne (Slight Return) già dal titolo è un omaggio a Jimi Hendrix e qui c’è un grande lavoro di wah-wah e organo nella parte centrale e finale in pura modalità jam. Sunday Get Together è un bel brano strumentale finto live, ossia il pubblico si sente ma non c’è, uno slow blues che ricorda in modo impressionante il Peter Green dei Fleetwood Mac In Chicago.
In definitiva, uno bravo, molto bravo, tra i migliori chitarristi attualmente in circolazione. Ascoltare per credere!
Bruno Conti
10:45 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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16/04/2011
Beatles + Jam Band = BeatleJam - Live At The Keswick Theatre Versione Estesa
BeatleJam - Live at Keswick Theatre - Floating World
Già ve ne avevo parlato, in breve, il 29 marzo, questa è la versione estesa della recensione!
Avete presente quella serie di CD con le testone dell’Isola di Pasqua raffigurate in copertina in diverse fogge e colori che sono usciti negli scorsi anni? Erano a nome Blue Floyd e riportavano una serie di brani dei Pink Floyd eseguiti in stile jam band da un gruppo che era a sua volta una sorta di quintessenza delle Jam bands con componenti di diversi gruppi che sotto l’egida di Allen Woody (il compianto bassista dei Gov’t Mule) periodicamente si ritrovavano per eseguire appunto brani della band inglese. Ogni tanto nella track list dei concerti ci scappava l’occasionale brano dei Beatles.
Quei concerti avvenivano più o meno a cavallo della fine millennio scorso (Allen Woody è morto nell’agosto del 2000) e i relativi compact venivano venduti inizialmente solo per corrispondenza. Alcuni dei musicisti coinvolti in quel progetto avrebbero poi continuato come Beatle Jam e questo Live at Keswick Theatre dovrebbe essere il primo di una serie di tre album dedicati alla musica dei Beatles. Registrato nel gennaio del 2002 (il 18) contiene 10 brani per quasi 80 minuti di musica.
La formazione vede accanto al bassista Berry Oakley Jr., figlio di e già presente nell’organico della band di Robbie Krieger e nei Bloodline, il chitarrista Slick Aguilar dai Jefferson Starship, il batterista Mat Abts dai Gov’t Mule e il tastierista e cantante Johnny Neel con Gov’t Mule, Allman Brothers e successivamente anche con gli italiani W.i.n.d oltre che con la sua band. L’altro tastierista è Vince Welnick, già con i Tubes e negli ultimi anni della formazione dei Grateful Dead, destinato a fare una brutta fine, morto suicida nel 2006, in un modo brutale che preferisco non approfondire. La qualità sonora è piuttosto buona, si tratta di un sounboard, anche se dovete alzare il volume del vostro impianto a manetta perché il disco ha un volume bassissimo.
Il repertorio dei Beatles come era nel caso di quello dei Pink Floyd viene rivisto in una chiave decisamente blues, soul e perfino con un tocco jazzy come nella versione di Get Back dove il vocione di Johnny Neel si avventura in un rapido scat alla fine di lunghi assoli di organo e piano, un accenno di armonica a bocca e si conclude con la chitarra di Slick Aguilar. Il copione è più o meno sempre quello: dall’iniziale Taxman che all’inconfondibile riff del brano, aggiunge le tastiere del duo Neel/Welnick, le lunghe rullate dei tom-toms di Matt Abts che sono un po’ il marchio di fabbrica del concerto, ripetute in vari momenti e che vivacizzano il lavoro un po’ statico del basso di Oakley, la chitarra di Aguilar dal sound tipicamente rock con ampio uso del wah-wah e vai con lunghe improvvisazioni strumentali.
Anche Come Together, molto fonky e soul con tanto di synth e vocoder ricorda vagamente le sonorità dei Beatles quando Billy Preston era della partita. Ci sono anche brani dove la melodia reclama la giusta attenzione come nella cover del sempreverde di George Harrison Something, abbastanza fedele all’originale ma anche rivisitazioni sorprendenti come quella di Eleanor Rigby dove al quartetto d’archi originale si sostituisce una lunga intro spaziale della chitarra di Aguilar che indirizza decisamente il brano nell’ambito jam band quasi psichedelica rendendola più simile a Tomorrow Never Knows che alla canzone originale, il vocione di Neel, il lavoro delle tastiere e dei tom-toms fa il resto del lavoro.
Diciamo che i brani dei Beatles spesso sono solo dei pretesti per lunghe jam come d’altronde è lecito attendersi visto il carattere del gruppo, comunque è difficile non riconoscere fin dal prime note brani immortali che ormai sono entrati nell’immaginario collettivo anche se di tanto in tanto le scelte sono sorprendenti: Cry baby cry è un brano del repertorio di Lennon che vista la sua aria sognante uno non immaginerebbe in questa veste aggressiva e improvvisata come pure You Can’t Do That che viene viceversa dal primissimo repertorio di John e qui subisce un trattamento molto soul, grazie alla voce di Neel. Per bilanciare, Lady Madonna con il suo pianino scatenato e una lunghissima e scatenata versione di Why Don’t We Do It In The Road riportano l’asse del concerto verso il lato McCartney. Conclusione affidata alla psichedelia di Lucy In the sky with diamonds che riporta lo schema al classico 4-4-2, quattro ciascuno per Lennon/McCartney e due di Harrison.
Piacevole anche se non memorabile, come potrete immaginare gli originali erano meglio ma qui il prodotto è indirizzato più verso chi ama il sound delle Jam Bands!
Bruno Conti
19:08 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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28/03/2011
"Due Piccioni Con Una Fava!" BeatleJam - Live At The Keswick Theatre
BeatleJam - Live At The Keswick Theatre - Evangeline/Freeworld/Ird
Per gli amanti delle jam band e dei Beatles, in un colpo solo, un CD che contiene il meglio dei due mondi (si spera). Nati come spin-off dei Blue Floyd, quella sorta di supergruppo americano dedito alla rivisitazione dei classici dei Pink Floyd in versione jam band, i Beatlejam sono: Matt Abs (Govt Mule), Berry Oakley (Allman Brothers), Vince Welnick (Grateful Dead), Slick Aguilar (Jefferson Starship) e Johnny Need (Govt Mule, Allman Brothers, Lonny Mack).
Berry Oakley Jr (Berry Duane Oakley, due nomi un destino) è ovviamente il figlio del leggendario bassista degli Allman Brothers mentre gli altri sono nella parte di sé stessi, Vince Velnick oltre che con i Grateful ha suonato anche nei Tubes e Johnny Neel suona spesso anche con gli italiani W.i.n.d.
I più attenti già avranno notato che nei precedenti capitoli dei Blue Floyd (quelli con in copertina le statuone dell'Isola di Pasqua) apparivano anche dei brani dal repertorio dei Beatles ma in questo CD tutto il repertorio è dei Fab Four (anche se mi sa che vengono dalle stesse fonti!). Registrato al Keswick Theatre di Glenside (Philadelphia) questo è il primo di una serie di tre album che usciranno nei prossimi mesi, il repertorio di questo album è il seguente:
1. Taxman
2. Come Together
3. Something
4. Get Back
5. Elenore Rigby
6. Cry Baby Cry
7. You Can't Do That
8. Lady Madonna
9. Why Don't We Do It In The Road
10. Lucy In The Sky
Occhio perché esiste anche band inglese tutt'ora in attività con lo stesso nome mentre mi pare che questi BeatleJam operavano tempo fa.
Uomo avvisato...
Bruno Conti
19:33 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, In Breve | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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18/03/2011
Dagli States Un Grande Chitarrista! Todd Wolfe Band - Live
The Todd Wolfe Band - Live - Todd Wolfe.com Distr. American Home Entertainment
Se non ho fatto male i conti questo dovrebbe essere il settimo album di Todd Wolfe con la sua band e il terzo registrato dal vivo. Considerando che la sua carriera discografica ha avuto un notevole impulso dal 1999 quando ha pubblicato il suo primo disco autogestito( guarda caso, dal vivo) dopo una lunghissima gavetta che negli anni ’80 e ’90 l’ha portato a suonare in moltissimi luoghi e con molti musicisti diversi, il più famoso dei quali è sicuramente Sheryl Crow con la quale ha condiviso cinque anni di vita sui palchi di tutto il mondo e la registrazione del primo album Tuesday Night Music Club dove oltre a suonare la chitarra ha anche firmato un brano in società con la Crow stessa che lo ricorda come il miglior chitarrista che ha suonato con lei ( e qui concordo se sorvoliamo su Clapton e Keith Richards, ma sono malizioso perché sicuramente intendeva la sua Touring band).
Tornando a Todd Wolfe ho già incrociato il mio “lavoro” di recensore con i suoi dischi in passato (non su questo Blog) e devo dire che mi erano particolarmente piaciuti ( eccellenti live esclusi), Borrowed Time e Why Thank You Very Much. Anche in questo disco è presente il suo bassista degli ultimi anni, Suavek Zianesienko che cito solo perché ha un cognome anche più impronunciabile del Kripztak impersonato da Manera a Zelig. Però è bravo e tiene un groove instancabile come nei grandi gruppi del rock-blues presenti e passati. La copertina del CD orgogliosamente riporta il giudizio della rivista Blues Revue “ Il loro suono ricorda gruppi come i Gov’t Mule e i Cream” e qui potrei sottoscrivere, impacchettare le mie carabattole e andarmene a casa ma cercherò di elaborare ulteriormente ma brevemente.
Il CD contiene 11 brani e dura quasi 80 minuti (ma ne esiste anche una versione in DVD che non ho visto che di brani ne ha 19) e curiosamente per un disco di rock-blues e di Todd Wolfe in particolare non c’è neanche una cover. Ma i più attenti, aguzzando le antenne, potranno captare accenni di brani dal repertorio dei Led Zeppelin, un riff di Sunshine of Your Love dei Cream qui, un pezzo di Hendrix là, il riff di Layla in un altro momento, quasi a testare la vostra preparazione con le loro citazioni (anch’io un paio non li ho riconosciuti, ammetto!).
Il disco mi piace parecchio ma non mi entusiasma (ma forse andrebbe sentito più volte) anche se tre o quattro brani contengono delle cavalcate chitarristiche micidiali, in particolare il lungo assolo nella parte finale di Cold Black Night è da antologia del rock-blues con la chitarra che raggiunge livelli di fluidità ed intensità incredibili, "niente male" anche Beg Forgiveness con la sua intro tra Hendrix e il funky più travolgente e poi una notevole performance di Wolfe.
Anche il festival del wah-wah che risponde al nome di Black Hearted Woman è notevole. Mi sa che sono più di 3 o 4 i brani, anche il blues con uso di slide della minacciosa Silver Blue con i suoi accenti tra Mississippi Delta e New Orleans è da ricordare, come l’hard slow blues di Love Gone Bad con uno spettatore, presumo ad alto tasso alcolico, che continua a richiedere Rock and roll ad alta voce tra un brano e l’altro e mi ha ricordato un vecchio concerto milanese di Richie Havens dove c’era uno spettatore particolarmente petulante (e penso anche leggermente fatto e ubriaco) che per tutto il concerto ha richiesto a gran voce Freedom salvo addormentarsi sul più bello e risvegliarsi precipitosamente solo a brano quasi finito. Non c’entra nulla ma anche questo è rock and roll.
La conclusione è affidata ai 14 minuti di pura goduria sonica di Shame dove tutti i nodi vengono al pettine e Todd Wolfe ci regala una performance veramente di altissimo livello con la chitarra che rivisita da par suo tutti gli stereotipi (migliori) di questo tipo di musica, con un assolo veramente sontuoso di wah-wah nella parte centrale! E anche questo, soprattutto questo, è rock and roll. And I like it!
Bruno Conti
17:53 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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31/07/2010
Novità Agosto Parte I + Qualche Precisazione. Gov't Mule, Black Crowes Eccetera
Gov't Mule - Mulennium - Evil Teen Records - 3 CD
1:
1. Bad Little Doggie
2. Lay Your Burden Down
3. Blind Man In The Dark
4. Life Before Insanity
5. Larger Than Life
6. Towering Fool
7. Countdown Jam
8. 21st Century Schizoid Man
9. We're Not Gonna Take It
10. Dazed And Confused
Disc 2:
1. When The Blues Comes Knockin'
2. My Dog And Me
3. Lump On Your Stump
4. I Can't Quit You Baby
5. It Hurts Me Too
6. Blues Is Alright
7. Is It My Body?
8. Power Of Soul
Little Milton on Tracks #1-6
Audley Freed on Tracks #7-8
Disc 3:
1. Helter Skelter
2. Sometimes Salvation
3. 30 Days In The Hole
4. End Of The Line
5. Out Of The Rain
6. I Shall Be Released
7. Simple Man
Audley Freed on Tracks #1-5, 7
Robert Kearns on Tracks #3 & 6
Johnny Mosier on Tracks #5 & 6
Make Van Allen on Tracks #5-7
Questa è una bella sorpresa dell'ulima ora! Esce il giorno 3 agosto tramite il loro sito e chi lo ha prenotato sullo stesso (ma qualche copia dovrebbe circolare anche nelle desolate lande italiche), poi sarà distribuito regolarmente dalla Provogue/Edel dal 30 agosto. Come vedete dalla lista dei brani si tratta di un concerto di quelli da leccarsi baffi: registrato il 31/12/1999 al Roxy di Atlanta, Ga, quando nella formazione era presente ancora il bassista originale Allen Woody. Non mi è chiaro se chi lo acquista tramite download sul loro sito verrà omaggiato di un ulteriore CD (visto che dice che chi ha prenotato avrà diritto al dowload di Mullenium + bonus disc). Manca poco, vedremo.
Un paio di precisazioni.
Chi, come me, ha prenotato alla Rhino Handmade il box quadruplo di Delaney & Bonnie On Tour sappia che la data è stata posticipata dal 27 luglio al 10 agosto.
Questo è il nuovo album di Loudon Wainwright III (il babbo) 10 Songs For The New Depression di cui vi avevo parlato mesi orsono quando era "uscita" la versione digitale, padri-loudon-wainwright-iii-songs-for-the-new-depression...., ora è disponibile la versione europea in CD pubblicata dalla Proper Records.
Il giorno 3 agosto saranno nei negozi anche, il nuovo Los Lobos, The Suburbs degli Arcade Fire e Tom Jones Praise and Blame, tutti e tre ottimi, recensioni nei prossimi giorni, sempre presenti indefessi al posto di combattimento.
Sempre il giorno 3, ma da verificare, dovrebbe uscire anche il doppio acustico Croweology dei Black Crowes, dove rivisitano in chiave acustica molti classici del loro repertorio, secondo alcuni dopo questo disco il gruppo potrebbe sciogliersi di nuovo. Ma visto che l'hanno già fatto in passato, per le leggi della fisica, ciò che si scioglie può rinascere a nuova vita, mai disperare.
Esce per il 20° anniversario dell'uscita di Shake Your Moneymaker e questa è la lista dei brani:
CD 1
Jealous Again
Share The Ride
Remedy
Non-Fiction
Hotel Illness
Soul Singing
Ballad In Urgency
Wiser Time
Cold Boy Smile
Under A Mountain
CD 2
She Talks To Angels
My Morning Song
Downtown Money Waster
Good Friday
Thorn In My Pride
Welcome To The Good Times
Girl From A Pawnshop
Sister Luck
She
Bad Luck Blue Eyes Goodbye
Direi che per oggi può bastare, nei prossimi giorni oltre alle recensioni promesse la lista delle altre novità di agosto e qualche anticipazione di settembre.
Bruno Conti
17:05 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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28/07/2010
Live At New Orleans Jazz & Heritage Festival. The Radiators - Pre-war Blues
The Radiators - Pre-war Blues - Live At The 2010 New Orleans Jazz & Heritage Festival (Jazz Fest Live)
Allora, tanto per cominciare la copertina non c'entra niente con quella del CD dei Radiators e in generale con quelle dell'edizione 2010 ma era per dare un'idea degli album che vengono prodotti ogni anno relativamente a questo incredibile Festival che si tiene ogni anno in quel di New Orleans lungo l'arco di due week-end tra la fine di aprile e i primi di maggio. Su 11 diversi palcoscenici anche quest'anno hanno suonato qualche centinaio di gruppi e solisti delle più disparate provenienze: qui potete andare a curiosare se vi interessa http://www.nojazzfest.com/, in ogni caso gli headliners erano i Pearl Jam, ma c'erano, tra gli altri, anche Aretha Franklin e Van Morrison per certificare l'ecletticità del cast.
I nostri amici ogni anno registrano decine di concerti che poi vengono venduti sul loro sito, ma, da qualche tempo, un po' di titoli vengono importati anche in Italia dall'Ird. Tra gli ultimi arrivi, oltre ad un ottimo doppio Allman Brothers Band registrato nella serata del 25 aprile vi voglio segnalare anche quello dei Radiators, sempre stesso giorno ma altro palco per spendere due parole per questa gloriosa formazione.
La "ragione sociale" completa sarebbe The Radiators From New Orleans, ma visto che quest'anno hanno messo in piedi uno show che attinge al repertorio del Blues di prima della guerra si presentavano con quel nome particolare ma sempre loro erano.
Ed Volker, il tastierista e cantante nonché leader del gruppo, i due chitarristi Dave Malone e Camille Baudoin, più Frank Bua alla batteria e Reggie Scanlan al basso. Sono in attività dal 1978 ma non hanno una discografia immane, una dozzina di album in studio e molti CD dal vivo, perlopiù di produzione propria e di non facile reperibiltà. Direi che se riuscite a mettere le mani sui dischi in concerto in generale non vi sbagliate mai, quest'ultimo compreso. Si tratta di una delle formazioni più formidabili in circolazione, una sorta di "nuovi" Little Feat, se quelli "vecchi" non fossero ancora vivi e vegeti, ma il termine di paragone principale è sicuramente quello.
Ritmi molto funky, grandi dosi di blues e rock, fantastici assoli di chitarra incrociati, un tastierista incredibile che si destreggia tra piano, piano elettrico, marimba e organo, in possesso di una voce che sta a metà tra il Lowell George dei giorni migliori e i grandi cantanti della tradizione di New Orleans, da Dr. John ai Neville Brothers e mille altri e che come pianista oltre al già citato "Dottore" due o tre ideuzze se le gioca con Allen Toussaint, Fats Domino, Professor Longhair o i mitici Bill Payne dei Feat e Garth Hudson della Band per l'incredibile varietà delle sonorità delle sue tastiere.
In Italia non sono conosciutissimi ed è un peccato: per chi li conosce e li ama questo è un ennesimo album dal vivo di qualità eccellente con un repertorio che spazia da Sittin' On Top Of The World a Goodnight Irene di Leadbelly, passando per una Jack Of Diamonds introdotta da un assolo incredibile di marimba e che finisce con una coda chitarristica (ma un po' tutto il brano) che avrebbe reso orgogliosi i migliori Grateful Dead. Notevole anche la lunga Go Down Hanna e le riletture elettriche di Delia's Gone e Corrinna.
Anche chi non li conosce ma ama la buona musica rock, quella ricca di improvvisazione ma sempre in un ambito che pesca anche a grandi mani dalla tradizione della Crescent City come nella saltellante Last Fair Deal Gone Down, che potrebbe essere un brano del repertorio di Fats Domino o Dr. John, anche costoro potrebbero, dovrebbero, trovare pane per i loro denti, un'oretta abbondante di sano rock-blues-errebi-swamp-un filo di jazz e molto funky il tutto abilmente miscelato, a New Orleans lo chiamano Gumbo, noi la chiamiamo buona musica.
Bruno Conti
19:57 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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24/04/2010
Great Rock(blues) From Italy. W.I.N.D - Walkin' In A New Direction
W.I.N.D. - Walkin' In A New Direction - Artesuono Records/Ird
Per essere precisi, come orgogliosamente annunciato nel loro MySpace, Jam Bluesy Power Trio from East Coast, aggiungo io (Ok a voler essere pignoli Cavalicco in provincia di Udine non è proprio sul mare, ma è lì a due passi).
La recensione "ufficiale" la trovate sul Buscadero di Maggio (quando esce l'album), per ingannare l'attesa due parole in libertà su questi ottimi musicisti che non hanno nulla da invidiare alla crema del rock mondiale nel loro genere.
Il primo album, omonimo, è uscito nel 2000 (quindi quest'anno festeggiano dieci anni di attività anche se la formazione, un paio di anni fa, è cambiata per due terzi), poi gli altri dischi con una cadenza biennale salvo nel 2008 quando non avendo nulla di pronto, astutamente, hanno ripubblicato il primo CD con nuova grafica e contenuti aggiunti. Nel 2004 hanno suonato nel disco di Johnny Neel (mitico tastierista aggiunto di Allman Brothers Band e Gov't Mule) che, a sua volta, ha spesso collaborato con loro e si è espresso in modo lusinghiero sui suoi compagni di avventura definendoli così: "Gli W.I.N.D. sono un power trio con una potenza, capacità di scrittura e di improvvisazione che non sentivo dai tempi dei Gov'T Mule con Allen Woody", ciapa lì e metti in cascina!
Una curiosità sul live del 2006 (ma inciso nel 2005): girando per siti a un certo punto sono capitato su una recensione, peraltro ottima, dove il gruppo veniva definito una Polish (maiuscolo) band, quindi l'internazionalizzazione prosegue, stiamo annettendo nuovi territori.
Ma veniamo a questo CD, brevemente (non alla Biscardi, spero): le danze si aprono con la tiratissima e riffatissima Amnesia, con il basso di Fabio Drusin (bassista dalla tecnica e dalla potenza mostruose, attualmente, tra i migliori al mondo, per il sottoscritto) a disegnare ghirigori incredibili inseguito dalla batteria di Silver Bassi (e qui siamo nell'ambito degli ossimori, un batterista che si chiama Bassi) e dalla chitarra dell'enfant prodige Anthony Basso, che divide anche gli interventi vocali con Drusin; ottimi gli interventi del piano elettrico dell'ospite Glauco Venier e del basso con wah-wah di Drusin. Come se gli anni '70 non fossero mai finiti o un ritorno di fiamma? Che inizio e il seguito è anche meglio: la successiva Deja Vu With The Blues molto zeppeliniana e quindi vicina anche agli ultimi Gov'T Mule, con il basso di Drusin a duellare con il drumming Bonhamiano di Bassi e la chitarra di Basso a cesellare assoli degni del miglior Jimmy Page, finale a sorpresa con l'assolo di trombone dell'ospite Mauro Ottolini che vira la musica verso lidi jazzati e orientaleggianti. My solitude, con quella andatura indolente a cavallo tra l'epica Younghiana e certo southern glorioso dei tempi che furono una volta si sarebbe definita una power ballad, con la costruzione del brano tutta tesa all'esplosione liberatoria dell'assolo di chitarra fantastico e lirico di Basso, brano fantastico. Wastin' My Time come dico anche nell'altra recensione che leggerete (mi posso citare?), forse anche per la voce di Basso mi ha ricordato certe cose dei Rush più progressivi degli anni '70, quelli che tiravano e pompavano come dei dannati, sempre con questo basso (nel senso di strumento bisogna stare attenti!) che riempie i canali del vostro stereo con una veemenza inusitata e soliste che oscillano tra slide e wah-wah. Wah-wah che è il protagonista assolutto della Hendrixiana Unbelieve ma tutto il brano, cantato da Drusin, oscilla tra Experience e Cream, in perfetto stile jam bluesy power per citarli.
It's too late to lie è un'altro slow a cavallo tra power ballad e blues con l'ottimo organo di Venier a regalargli quel sentire "sudista" Allmaniano con la chitarra di Basso ancora sugli scudi. C'è spazio anche per il quasi folk psichedelico dell'acustica Demons dove il percussionista U.t. Gandhi, un nome un programma, aggiunge sonorità ancora orientaleggianti. Per la serie se una cover s'ha da fare facciamo che sia "oscura", Funky To The Bone, se volete sentire l'originale si trova sul quarto CD di What it is' il favoloso cofanetto della Rhino dedicato alla musica funky anni '70 meno nota (un Bruno informato), i (o gli?) W.I.N.D la trasformano in una funky jam con slide e organo per divertirsi e divertirci. Beautiful Awareness è un altro episodio psichedelico che ci avvia alla conclusione affidata alla lunga versione in studio di Lucky man uno dei cavalli di battaglia dei loro concerti dal vivo e occasione per una ulteriore epica jam. Ma non finisce qui, breve pausa e parte la "traccia nascosta", una versione gagliarda di Almost Cut My Hair, uno dei brani più belli regalati da David Crosby all'avventura CSNY.
Se Walkin' In New Direction è l'acronimo di W.I.N.D (che fatica tutti questi puntini), la nuova direzione piace e parecchio. Grande musica e grande gruppo, italians do it better! Ma cosa? Il Rock! Per ulteriori indagini windbandjampowertrio
Bruno Conti
20:37 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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