02/05/2013

Ogni Tanto Si Segnala! Grateful Dead - Dave's Picks Vol.6

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Grateful Dead - Dave's Picks vol. 6 - 3 CD - Dead Net Store

Ammetto di non essere molto costante nel segnalarvi le uscite di questa nuova serie di concerti dei Grateful Dead, anche perché sono costosi e di difficile reperibilità, però questo volume 6 contiene due concerti di materiale mai sentito (a livello ufficiale) da uno dei periodi migliori in assoluto della band, "disponibile" da ieri 1° maggio.

Questo il contenuto:

Tracklist
Fox Theater, St. Louis, MO 2/2/70

Disc 1
1 Casey Jones [4:31]
2 Mama Tried [3:03]
3 Hard To Handle [5:39]
4 Cold Rain and Snow [5:32]
5 Black Peter [9:49]
6 Cumberland Blues [5:14]
7 Dark Star> [22:00]
8 St. Stephen> [5:11]
9 Mason’s Children [5:29]
10 Good Lovin’ [5:09]
11 Uncle John's Band [6:37]

Disc 2
1 Turn On Your Lovelight> [14:06]
2 Not Fade Away [1:20]
3 Turn On Your Lovelight [3:38]
4 And We Bid You Goodnight [3:07]

Fillmore Auditorium, San Francisco, CA 12/20/69

1 Dark Star> [20:38]
2 St. Stephen> [10:40]
3 The Eleven> [11:32]
4 New Speedway Boogie [8:27]

Disc 3
1 Turn On Your Lovelight [35:15]
2 Mason’s Children [7:19]
3 China Cat Sunflower> [5:31]
4 I Know You Rider [6:07]
5 High Time [8:16]
6 Me And My Uncle [3:30]
7 Hard To Handle [5:11]
8 Cumberland Blues [5:33]

Buona ricerca!

16/11/2012

Giù Il Cappello Davanti Al Bisonte! Neil Young & Crazy Horse - Psychedelic Pill

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Neil Young & Crazy Horse – Psychedelic Pill – Reprise/Warner 2CD

Lo dico subito così mi tolgo il pensiero: questo è il miglior disco di Neil Young da 22 anni a questa parte, cioè da Ragged Glory, anch’esso guarda caso inciso in compagnia dei Crazy Horse.

Non che in questi anni il canadese non abbia fatto dei bei dischi, anzi, in alcuni casi si è espresso tra l’ottimo e l’eccellente (il recente Le Noise, ma anche Prairie Wind, Broken Arrow e Chrome Dreams II erano a mio parere grandi album), ma con Psychedelic Pill (primo disco di materiale originale insieme ai Crazy Horse dal 2003, Greendale, un disco per molti irrisolto ma che a me era piaciuto molto) siamo decisamente su un altro pianeta.

E’ chiaro ora che Americana, il disco uscito quest’estate sempre in compagnia di Frank “Poncho” Sampedro, Billy Talbot e Ralph Molina, nel quale Neil rivisitava a modo suo alcuni classici della musica popolare statunitense (e non solo, basti pensare a God Save The Queen), era una sorta di riscaldamento in previsione di questo album: ebbene, in Psychedelic Pill (non un gran titolo, e la copertina è anche peggio) Young ritrova quella ispirazione e quella continuità dei tempi belli, con una serie di canzoni di primissima scelta, eseguite con la solita maestria (e con il tipico suono quasi da garage band degli Horse) ma con un feeling in dosi da cavallo, anzi da bisonte, visto di chi stiamo parlando.

Ancora prima dell’uscita del disco, su internet impazzavano le notizie sulla durata dei brani, soprattutto Driftin’ Back, che apre il disco: più di ventisette minuti, di gran lunga la canzone più lunga mai messa su disco da Neil, ma anche altri due brani superano il quarto d’ora ed uno “solo” gli otto minuti.

Ebbene, di certo qualcuno parlerà di ripetitività ed autoindulgenza: non date retta, qui c’è solo grande musica, non un secondo di noia, in pratica più di ottanta minuti di goduria pura.

Prendete proprio la già leggendaria Driftin’ Back: dura quasi mezz’ora, ma credetemi non me ne sono accorto! Inizio acustico affascinante, poi la band entra quasi di soppiatto alla fine della prima strofa e da lì il quartetto non si ferma più: bella melodia, assoli continui di Young, ma il suono è fluido e rilassato, anche se il ritmo è cadenzato. Di sicuro una delle canzoni dell’anno.

Psychedelic Pill, la canzone, è quella che mi piace meno (ma è anche la più breve, circa tre minuti e mezzo): chitarre dure, voce quasi filtrata, un brano “normale”. Con Ramada Inn (quasi diciassette minuti) ricomincia lo sballo: fluida, lirica, armoniosa, ricorda capolavori del passato come Cortez the Killer, mentre la più breve Born In Ontario è saltellante e decisamente orecchiabile, con i tre cavalli pazzi che non perdono un colpo e Neil che arrota da par suo.

Il primo CD, circa cinquanta minuti, è finito, ed io mi sarei anche accontentato, ma ancora non sapevo che il secondo è ancora meglio.

Certo, non c’è un brano alla Driftin’ Back, ma la qualità media è addirittura superiore, a partire da Twisted Road, una rock song molto immediata con un testo nostalgico che parla di Bob Dylan, Roy Orbison e Grateful Dead, ed un canto appassionato da parte di Young.

She’s Always Dancing è uno dei brani meno nominati negli articoli che ho letto finora, ma forse è quello che preferisco: le chitarre qui si induriscono leggermente, ma è il modo con cui Young suona che è sublime, non sarà un mostro di tecnica, ma sopperisce con dosi di pathos immense, e poi ha uno stile che riconosci dopo due note (qui alcuni passaggi mi rimandano a Like A Hurricane).

For The Love Of Man è un lento, sempre elettrico ma con accompagnamento leggero, e toni quasi gospel, ma ha una delle melodie più suggestive e toccanti mai scritte dal nostro: qualche brividino lungo la spina dorsale è garantito.

Chiude la maestosa Walk Like A Giant (altri sedici minuti), una cavalcata possente ed un refrain splendido, un’altra delle candidate al premio di miglior brano del disco (alla fine c’è anche spazio per una ghost track, cioè una versione di Psychedelic Pill con un mix alternato, molto migliore anche nella parte vocale).

Che altro dire? Per me, un mezzo capolavoro: a quasi settant’anni Neil Young è ancora un numero uno.

Marco Verdi

30/08/2012

Ieri E Oggi: Festival Express & Big Easy Express. 1970-2011 41 Anni Dopo Torna Il Treno Della Musica!

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Festival Express - Optimum Releasing - DVD - 2004/5

Big Easy Express - Alliance - Blu-Ray/DVD Combo - 2012

Lo scorso mese di Luglio è stato pubblicato, solo per il mercato americano, Big Easy Express, un documentario musicale (rockumentario direbbero quelli che parlano "bene") che racconta la storia del viaggio da Los Angeles a New Orleans (Big Easy, capito?), di un terzetto di band, una di Los Angeles, Edward Sharpe & Magnetic Zeros, una di Nashville, Old Crow Medicine Show e da Londra, gli headliners Mumford And Son, il tutto su un treno, nell'aprile del 2011, attraverso una serie di concerti in giro per l'America.

Intermezzo tecnico. Si tratta di un combo, ovvero una confezione DVD + Blu-Ray, zona americana ma che può essere letto dalle macchine europee, zona 2 e, soprattutto, cosa molto gradita, ha i sottotitoli anche in italiano. Dura 67 minuti + 24 minuti di ulteriori performances negli extra.

Vi ricorda qualcosa? E certo, ricorda il capostipite e peraltro unico altro esempio del genere, ovvero Festival Express, film girato nel lontano 1970 ma pubblicato su pellicola solo nel 2003 per una lunga serie di vicissitudini perlopiù finanziarie. E in DVD tra il 2004 e il 2005. Ha circolato, devo dire poco, ma qualche anno fa me ne ero accaparrato una copia, goduto molto nel vederlo, poi lo avevo dimenticato in un angolino. Oggi, sulla scia di questa nuova uscita sono andato a rivederlo un paio di sere fa e ancora una volta sono rimasto folgorato. La buona notizia è che se cercate in rete, si trova abbastanza facilmente per una cifra intorno ai 10 euro.

La storia: a circa un anno da Woodstock, nell'estate del 1970 viene organizzata una serie di concerti da tenersi sul suolo canadese ma, e qui sta la genialità della trovata, i musicisti per spostarsi da una località all'altra useranno un treno, viaggiando tutti insieme, giorno e notte per cinque giorni. Se il Times ha definito questo film, con uno slogan azzeccatissimo, "Woodstock su ruote", un motivo ci sarà. Perché sullo stesso treno viaggiavano Janis Joplin, i Grateful Dead, la Band, i New Riders, Ian & Sylvia, Delaney & Bonnie, Buddy Guy e molti altri, quindi non scartine o figure di secondo piano ma alcuni dei migliori musicisti dell'epoca. E l'atmosfera sul treno, come riesce a mostrare Bob Smeaton, il regista che nel 1994 assembla tutto il materiale girato all'epoca aggiungendo nuove interviste fatte per l'occasione, è fantastica: i musicisti sono rilassati, quasi increduli, con una abbondante scorta di "sostanze" dubbie e di alcol, rimpinguato con una sosta imprevista lungo il percorso quando il treno si ferma a Chapleau, nell'Ontario e i musicisti acquistano, dopo una colletta, tutto il contenuto di un piccolo negozio di liquori. I risultati della razzia sono ben documentati in una scena, dove un gruppo di musicisti dicamo non sobri, Rick Danko che guida le danze, Janis Joplin e John Dawson dei New Riders, che lo fiancheggiano tra una risatina e l'altra e Jerry Garcia e Bob Weir che li accompagnano alla chitarre, tutti insieme eseguono una sgangherata e affascinante Ain't No More Cane. Ma sul treno si svolgono interminabili jam sessions tra tutti i musicisti in un groviglio di corpi, strumenti, amplificatori e tanta gioia che è il sentimento che più traspare dai volti dei partecipanti, bianchi e neri e quasi tutti ancora molto giovani.

Naturalmente il film documenta anche altri aspetti, per esempio le violente contestazioni dei giovani canadesi che sfoceranno in scontri con la polizia e l'annullamento di due date del Tour ma soprattutto la musica: per il sottoscritto, Janis Joplin, che sarebbe morta da lì a un paio di mesi, è la grande protagonista con la sua Full Tilt Boogie Band, con due sfolgoranti esibizioni che dimostrano perché ancora oggi è giustamente considerata la più grande cantante rock di tutti i tempi (nel jazz e nel soul ha qualche rivale). Tell Mama, ma soprattutto una versione incredibile di Cry Baby sono lì a dimostrarlo. E poi ci sono i Grateful Dead, pomeridiani e serali, nelle due versioni, acustica (erano gli anni di Workingman's Dead) ed elettrica, con Don't Ease Me, Friend Of The Devil e New Speedway Boogie, più Casey Jones durante i titoli di testa del film. E poi ancora la Band nel massimo del proprio fulgore, con Robbie Robertson, Levon Helm, Rick Danko, Richard Manuel, Garth Hudson, con solo i due estremi della lista ancora in vita, che suonano e cantano tre grandi brani, una inconsueta Slippin' And Slidin' e i due cavalli di battaglia, The Weight e I Shall Be Released. E poi, sempre tra i momenti indimenticabili dei concerti, un Buddy Guy che dimostra ad un pubblico incredulo perché Jimi Hendrix lo considerava una delle sue primarie fonti di ispirazione, con una versione selvaggia di Money ed un incaricato al filo della chitarra che svolgendolo da un rocchetto gli permette di scendere a suonare tra il pubblico. Per non parlare della Jam session di Ian & Sylvia con Delaney Bramlett e Jerry Garcia in una scatenata e poco comune nel loro repertorio CC Rider. E ancora i Flying Burrito Brothers con una Lazy Day che dimostra la bravura di uno degli hendrix della pedal steel, Sneaky Pete Kleinow. L'altro, Buddy Cage, lo si può ascoltare in CC Rider.

E non è finita perché negli extra del DVD, che dura 85 minuti, ci sono altri 10 brani e quasi una ulteriore ora di musica con i Seatrain di Richard Greene (gli ex Blues Project), due cantautori acustici come Tom Rush, alle prese con una versione di Child's Song bellissima, dell'allora emergente e sconosciuto canadese Murray McLauchlan, e Eric Andersen, la psichedelia rock dei Mashmakhan, altro gruppo locale dei tempi da riscoprire e altri brani di Ian & Sylvia (quelli di Four Strong Winds, qui alle prese con una dylaniana Tears Of Rage) accompagnati dai Great Speckled Bird con Amos Garrett alla chitarra, Buddy Guy Blues Band, con secondo chitarrista e sassofonista al seguito, e due brani a testa ancora per Grateful Dead e Janis Joplin. E sapendo che esiste moltissimo altro materiale uno sarebbe curioso di sapere cosa successe sul quel treno e su quei palchi, ma quello che ci regala questo Festival Express è sufficiente per renderlo uno dei film musicali indispensabili da avere. Se non sparisce qui sotto c'è una sorpresa...

Mi rendo conto che l'ho tirata un po' per le lunghe per cui su Big Easy Express ci ritorno in un'altra occasione, appena possibile (e se trovo il tempo, se no accontentatevi), per il momento mi limito a consigliarvi anche quello, ne vale assolutamente la pena.

Bruno Conti

03/08/2012

Sembrava Strano Che Tutto Tacesse Sul Fronte Grateful Dead! Box Rhino 18 CD "Spring 1990" E "Dave's Picks Vol.3"

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Grateful Dead - Spring 1990 - 18 CD - Rhino Limited Edition 9.000 copie - 31-08-2012 - "solo" 200 $!

Grateful Dead - Dave's Picks - 3 CD - "ben" 12.000 copie - disponibile fisicamente dal 1 agosto

Giusto ieri vi dicevo che non sapevo ancora l'argomento del Post di oggi, poi ho trovato nella casella della posta (elettronica") la mail della Rhino e ho letto dell'altro triplo, per cui due parole sull'argomento non gliele vogliamo dedicare? Per fortuna che non sono un "Deadhead" e neppure un fan sfegatato, mi piacciono e parecchio, ma tutti questi soldi non li spenderei e non li ho spesi mai (pur avendo parecchi cofanetti, ma non tutto quello che esce!), anche se mi rendo conto che al cuore e alla passione non si comanda. Ma purtroppo al conto in banca sì! E visto che ogni volta sono delle stilettate tremende, esprimo tutta la mia solidarietà per i temerari e i loro portafogli, sempre "provati" nei periodi estivi e quindi di ferie, dai Dead tentatori.

A volere essere proprio precisi il Box da 18 CD Spring 1990 non costa neppure 200 dollari, ma solo 199.98 e qui http://www.dead.net/spring1990?eml=rn/080112/spring1990ba... , oltre a poterlo prenotare, trovate tutte le informazioni sul contenuto.

L'altro cofanetto, il triplo, fa parte della nuova serie Dave's Picks, è il Vol.3, si tratta del concerto all'Auditorium Theatre di Chicago, Illinois del 22 ottobre 1971 ed è tratto dal 1° tour con Keith Godchaux nella formazione. Anche in questo caso, per essere precisi, i primi 2 CD sono il concerto completo, mentre il terzo è un estratto dalla serata precedente, come potete verificare:

CD 1
1.Bertha
2.Me and My Uncle
3.Tennessee Jed
4.Jack Straw
5.Loser
6.Playing In The Band
7.Sugaree
8.Beat It On Down The Line
9.Black Peter
10.Mexicali Blues
11.Cold Rain and Snow
12.Me and Bobby McGee

CD 2
1.Comes A Time
2.One More Saturday Night
3.Ramble On Rose
4.Cumberland Blues
5.That's It For The Other One>
i.Cryptical Envelopment
ii.Drums
iii.The Other One
iv.Cryptical Envelopment
6.Deal
7.Sugar Magnolia
8.Casey Jones>
9.Johnny B. Goode

CD 3 - from 10/21/71
1.Truckin'
2.Big Railroad Blues
3.Frozen Logger
4.Dark Star>
5.Sitting On Top Of The World>
6.Dark Star>
7.Me and Bobby McGee
8.Brown-Eyed Women
9.St. Stephen>
10.Johnny B. Goode

Dal sito dei Dead lo danno esaurito, ma alcuni negozi di vendita in rete ( e no) lo riportano ancora. Se interessa, buona caccia!

Nei commenti, accanto, se volete dare un'occhiata, ho risposto a Luca, e già che ci siete, leggete di altri argomenti.

Bruno Conti

08/07/2012

L'Ultimo Grande Festival Degli Anni '70 - Bickershaw Festival 1972 - 40Th Anniversary Box Set

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Bickershaw Festival - Ozit Morph Records - 6CD + 2 DVD + Libro 208 pagine + 10 cartoline + poster

40 anni fa, tra il 5 e il 7 maggio del 1972 si teneva quello che viene considerato l'ultimo grande Festival all'aperto degli anni '70, in quel di Bickershaw, un piccolo villaggio vicino a Wigan nel Lancashire (ricordarsi la location!).

Gli ingredienti, come in molti degli eventi che si tennero (e si tengono tuttora in Inghilterra, vedasi i recenti concerti all'isola di Wight) furono, oltre alla buona musica, tempo di merda, fango e condizioni ai limiti della sopportazione umana con qualche sprazzo di sole. Ma a noi, per fortuna, interessa la musica e quindi esaminiamo questo cofanetto pubblicato dalla Ozit: intanto il prezzo che si aggira intorno ai 150 euro non è incoraggiante. Poi non dimentichiamo che la stessa etichetta negli anni passati ha già pubblicato un paio di DVD dedicati all'evento, con selezioni di materiale tratto dalle esibizioni dei grandi gruppi che si sono succeduti sul palco.

I favorevoli e gli ottimisti giustamente dicono: ma nella parte audio, i primi 4 dei 6 CD c'è l'esibizione completa dei Grateful Dead nella giornata del 7 maggio. Vero! Ma come noteranno i più attenti il 1972 è l'anno del tour europeo dei Dead e quindi il materiale è già compreso nel boxone Europe '72 - The Complete Recordings come Live At Wigan (!), sempre 4 CD; non solo, questo materiale era già uscito anche come Steppin' Out With The Grateful Dead: England '72. Perché va bene comprare sempre la stessa roba ma almeno saperlo. Rimangono 2 DVD con 5 ore e mezzo di materiale non sempre di qualità eccelsa, per usare un eufemismo, da quello che ricordo di avere visto nei dischetti usciti in precedenza (e le copertine dei dvd contenuti nel box sono simili in modo sospetto a quelle delle uscite precedenti). Riprese che oscillano tra "l'interessante", il buono (quando sono dal palco) e lo "storico", per usare un aggettivo che incoraggia.

Certo, su quel palco si alternarono Captain Beefheart, New Riders Of the Purple Sage, Dr. John, Country Joe McDonald, Pacific Gas and Electric, Cheech and Chong (due comici stand-up americani, molto popolari in quegli anni, di cui non si sentiva la mancanza), Flamin' Groovies, Kinks, Donovan, Incredible String Band, Family, Linda Lewis, Hawkwind, Wishbone Ash, Captain Beyond, Brinsley Schwarz, Stackridge, Maynard Ferguson, Mike Westbrook e Haydock Brass Band. A parte gli ultimi, che non conosco, una line-up di tutto rispetto, per un Festival dove la "leggenda" narra che tra il pubblico ci fossero anche i giovani Joe Strummer e Elvis Costello. Pubblico stimato in 40.000 presenze che furono portate a 60.000 per l'esibizione finale dei Grateful Dead quando ventimila "locali" furono fatti entrare gratis per aumentare le presenze.

Quindi sicuramente un evento storico come documentato anche dal libro di 208 pagine, ma la qualità delle registrazioni che oscilla tra il soundboard e quelle fatte con mezzi di fortuna dell'epoca mi fanno pensare che sia un prodotto più che per collezionisti, per completisti.

Ci sono un paio di documenti audio inseriti nel Post, se volete verificare!

Bruno Conti

11/05/2012

"Famiglie Reali" - Royal Southern Brotherhood"

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Royal Southern Brotherhood -  Ruf Records

Questo disco segna l’incontro tra i rappresentanti di due delle “Famiglie Reali” della musica del Sud degli Stati Uniti: gli Allman, di Jacksonville, Florida, ma Devon, il figlio di Gregg, è nato a Corpus Christi, Texas e i Neville, da New Orleans, Lousiana, nella persona di Cyril, il quarto dei fratelli. Oddio, se proprio vogliamo andare a vedere non sono i migliori del lotto nelle rispettive famiglie, ma comunque due musicisti dalla carriera più che rispettabile e se uniti ad un altro “veterano” della scena rock americana, il chitarrista e cantante Mike Zito, la terza punta della corona, il risultato finale ha un suo certo appeal. Non guasta la presenza di due solidi musicisti come Yonrico Scott (dalla Derek Trucks Band) e Charlie Wooton (dei Wood Brothers) che costituiscono una sezione ritmica ricca di inventiva. La Ruf Records li ha messi insieme al produttore Jim Gaines, di cui non sempre amo tutte le produzioni ma che ha una indubbia sensibilità per il rock ed il blues e un certo suo sound professionale, commerciale ma non oltre i limiti di guardia e comunque orientato verso gli album soprattutto di chitarristi (Santana e Stevie Ray Vaughan tra i suoi “clienti). E in questo album di debutto degli RSB le chitarre hanno un ruolo preponderante anche se i tre leader si alternano come voci soliste con risultati apprezzabili. Certo, non abbiamo Gregg Allman o Art e Aaron, ma la fusione tra il rock sudista nel DNA di Devon e il classico sound “nero” marchio di fabbrica della famiglia Neville, decisamente funziona.

Se uno dovesse giudicare solo sull’apertura strepitosa dell’iniziale New Horizons, firmata dalla coppia Neville/Zito e dove l’incontro tra il soul carnale dei migliori Nevilles e il rock classico è pressoché perfetto, tra chitarre assatanate e intrecci vocali di gran classe, si potrebbe pensare ad un album di prima fascia, per mutuare un termine calcistico. Il resto non è poi sempre su questi livelli ma la “Fratellanza Reale Sudista” ha comunque molte frecce al proprio arco: l’inizio di Fired Up potrebbe far pensare al Willy DeVille del periodo di New Orleans e poi evolve in un classico groove funky-rock tipico dei Neville Brothers del periodo di Yellow Moon, con chitarre fluide e santaneggianti e un tripudio di percussioni a cura dello stesso Cyril che ha scritto il brano con il bassista Wooton. Left My Heart In Memphis è il primo contributo di Devon Allman, una bella ballata blues ma ricca anche di accenti soul con le chitarre a sottolineare il cantato ricco di pathos del “giovane” della famiglia (quest’anno compie 40 anni anche lui ma sapete che nel Blues a quell’età vengono considerati degli sbarbati). Moonlight Over The Mississippi ancora dell’accoppiata Zito/Neville è nuovamente un bel misto di funky, blues e rock con chitarre sinuose anche con wah-wah, su un tappeto ricco di percussioni.

Poi questa formula viene applicata su un brano che, ohibò, mi pare di sovvenire: firmata da Hart/Hunter, Fire On The Mountain è l’unica cover di questo album, tra ritmi vagamente reggae, una slide insinuante e il solito wah-wah innestato, il classico dei Grateful Dead subisce nuovamente un trattamento alla Neville Brothers, molto percussivo ma ricco nel reparto chitarristico. Ways About You ancora uno slow R&B della premiata ditta Zito/Neville comincia a mostrare qualche crepa di ripetitività, il sound è piacevole ma a lungo andare non siamo di fronte a brani di spessore eccelso e non sempre le chitarre possono ovviare ai difetti (piccoli ma comunque presenti). In Gotta Keep Rockin’ emerge alla superficie quel gusto di Gaines per le produzioni rock anni ’80 da FM, c’è anche del southern ma è quello del periodo più commerciale, niente di male, sempre buona musica, basta saperlo. Nowhere To Hide è ancora una composizione di Devon, elettroacustica e piacevole, ma nulla di memorabile.

Hurts My Heart del solo Mike Zito, è il brano più southern di questo album, tra ritmi rock, chitarre spiegate e belle armonie, come molto buono è il groove bluesy della successiva Sweet Jelly Donut con una bella slide ad insaporire un sound che per una volta fonde alla perfezione Allman e Neville. All Around The World, senza infamia e senza lode, è un altro brano rock dalla penna di Zito (che stranamente è l’autore principale del gruppo), mentre la conclusiva Brotherhood è una bella cavalcata strumentale che sicuramente diventerà occasione per lunghe jam strumentali in concerto ma già in questa versione concisa di quattro minuti continua a far intravedere le potenzialità di questa nuova Band.

Bruno Conti

27/04/2012

Uno Svedese Di New Orleans In "California"! Anders Osborne - Black Eye Galaxy

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Anders Osborne - Black Eye Galaxy - Alligator Records/Ird

Quando Anders Osborne ha lasciato la Svezia nel 1982, all'età di 16 anni, probabilmente non immaginava che dopo tre anni di "vagabondaggio" attraverso tutto il mondo si sarebbe stabilito a New Orleans, che sarebbe diventata la sua nuova casa. Ma dopo 27 anni la Louisiana è ormai la sua nuova patria e il musicista svedese ne è diventato uno degli esponenti artistici più rappresentativi. Con alle spalle una carriera che copre sei diverse case discografiche e undici album, inclusi due dal vivo, Osborne è un musicista eclettico e raffinato, che usando la musica della Crescent City come base, ha costruito uno stile molto diversificato che partendo da uno sound morbido e cantautorale si appropria di volta in volta, ma anche di brano in brano, di elementi blues, soul, rock, anche sperimentali, come in questo nuovo Black Eye Galaxy che forse è il suo migliore album in assoluto per la dovizia di elementi musicali messi in campo.

Registrato al Dockside Studio di Maurice, Lousiana, per l'etichetta Alligator (che ultimamente, detto per inciso, non sbaglia un colpo) si avvale della collaborazione alla produzione di Stanton Moore, batterista che insieme a Osborne ha curato il lato musicale mentre Warren Riker si è occupato più della parte tecnica. Sia come sia, il team di produttori ha conferito all'album una patina molto anni '70, californiana, da dischi di rock classico, quelli dove non si aveva paura di misurarsi con diversi stili e generi. Anders, oltre che cantante dallo stile morbido direi molto à la Jackson Browne (almeno per quello che riguarda il tipo di voce), è musicista completo, chitarrista soprattutto, e di gran vaglia, ma si destreggia anche all'armonica, al piano e alle percussioni.

Il risultato oscilla tra l'hard blues veemente e trascinante dell'iniziale Send Me A Friend, dal groove Zeppeliniano con una slide impazzita che taglia il brano in due (lo stesso Osborne o l'altro chitarrista Billy Iuso), mentre la voce filtrata è quasi irriconoscibile. Mind Of A Junkie, che ricorda un passato non troppo lontano nel quale il nostro amico aveva sviluppato una tossico-dipendenza perniciosa, viceversa è uno slow spaziale dalle movenze sensuali che ricorda il meglio della West Coast incrociata con spunti jazzistici e psichedelici e un cantato indolente che richiama alla mente (almeno di chi scrive) il Joe Walsh di inizio carriera, anche nelle lunghe e liquide improvvisazioni chitarristiche che lo pervadono, in ogni caso un gran brano. Lean On Me/believe in you potrebbe essere un brano del repertorio del già ricordato Jackson Browne, una raffinata ballata midtempo che ricorda lo stile del grande cantautore tedesco (?!?) Non è forse nato a Heidelberg in Germania?) fino al perfetto intermezzo della slide che è puro Lindley. When I Will See You Again, nuovamente, si rifà al sound californiano, inserendo nel tessuto della canzone anche spunti Younghiani, soprattutto l'attacco e le lunghi parti di chitarra, mentre Black Tar, firmata insieme a Paul Barrere dei Little Feat, è un altro brano feroce e di stampo puramente rock, ancora con la voce pesantemente filtrata e le chitarre distorte e "cattive" che impazzano sul ritmo cadenzato della batteria. Si alza la puntina e finisce il primo lato: giuro, è la pura verita!

Scende la puntina e parte la seconda facciata: la title-track, Black Eye Galaxy,è un lunghissimo brano di undici minuti, che parte con movenze bluesate cantate sempre con quella voce browniana e poi si trasforma in una lunga jam acida e psichedelica degna dei Grateful Dead più sperimentali con le chitarre che estraggono dalle loro corde stille di gran classe e pura ispirazione che ci riportano alla Bay Area dei primi anni '70. Tracking My Roots con un gradevole spunto di armonica in apertura è semplicemente una bella canzone, vagamente country e tipicamente weastcoastiana nel suo incedere, sempre con Neil nel cuore.

Louisiana Gold è più acustica e raccolta con piccole percussioni e chitarre acustiche che sostengono il cantato molto melodico di Anders Osborne in questo omaggio al suo stato di adozione, devo dire molto riuscito nella sua semplice raffinatezza, notare le armonie vocali, please! Dancing In The Wind, ancora con quella armonica non blues in apertura di brano, è un'altra piacevole ballata scritta con Paul Barrere, dolce e malinconica, quasi bucolica e sempre indebitata verso lo stile di Browne, forse anche per via della voce che per motivi fisiologici tanto lo ricorda, belle le armonie vocali a cura di moglie e figlia. Dopo un suono di campane che mentre sentivo il CD la prima volta, camminando per strada, mi ha stupito e sorpreso per la sua improvvisa e inaspetta apparizione ci avviamo in conclusione con una Higher Ground firmata insieme a Henry Butler, una sorta di gospel bianco cantato con grande partecipazione da Osborne accompagnato semplicemente da una sezione di archi e da un bell'ensemble corale che aggiunge pathos ad un brano inconsueto per le sue sonorità.

In definitiva un album che forse, anzi sicuramente, non salverà le sorti del rock ma altrettanto sicuramente rende il mondo migliore per una cinquantina di minuti abbondanti di buona musica. Una conferma!

Bruno Conti

P.s. Ufficialmente esce il 1° Maggio, ma circola già nei negozi delle nostre lande italiche.

02/04/2012

Quatto Ragazzi E "Una Ragazza", 44 Anni Fa! Big Brother & The Holding Co. Feat. Janis Joplin - Live At The Carousel Ballroom 1968

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Big Brother And The Holding Co. Featuring Janis Joplin - Live At The Carousel Ballroom 1968 - Columbia/Legacy

Ieri vi ho parlato di un gruppo di "fedeli" discepoli, quest'oggi parliamo dell'originale. Janis Joplin, la più grande cantante bianca nella storia della musica rock (senza dubbi, forse Grace Slick e Patti Smith l'hanno avvicinata come carisma) agli inizi della sua carriera, quando con quattro ragazzi di San Francisco, lei texana di Port Arthur, diede vita ad una breve avventura che ha segnato la storia di questa musica.

La storia peraltro la sanno tutti: i Big Brother and The Holding Co. erano una delle più promettenti formazioni della Bay Area e con Grateful Dead, Jefferson Airplane e Quicksilver Messenger Service si dividevano a San Francisco la leadership di quella musica lisergica e particolare che mescolando blues, rock e improvvisazione venne definita acid rock o psichedelia. Pete Albin, Sam Andrew, James Gurley e Dave Getz avevano accolto nelle loro fila (con un po' di diffidenza) Janis Joplin come "una dei ragazzi". Quando si unì a loro, nell'estate del 1966, non era ancora quel fulmine di guerra che sarebbe diventata da lì a poco, quel rock chitarristico dal volume aspro e assordante nonché discordante non era una materia facile da domare e anche una dotata dal Signore di una voce unica ci mise quasi un anno a venirne a capo. Quando nel giugno del 1967, nel pieno della "Summer Of Love" furono tra i dominatori del Festival di Monterey, non avevano ancora pubblicato il loro omomino album di esordio che peraltro conteneva solo Down On Me dei loro futuri cavalli di battaglia. Niente Summertime, niente Ball And Chain e neppure Piece Of My Heart che sarebbero apparse, in versione dal vivo, su Cheap Thrills il disco che li avrebbe proiettati al 1° posto delle classifiche americane.

Ma a quel punto il gruppo aveva trovato la sua direzione adattando, ma non troppo, il suo free-form chitarristico ed acido alla presenza di una cantante in grado di trasformare tre brani della grande canzone americana così diversi fra loro e renderli propri: Summertime dei fratelli Gershwin uno standard dei songbooks americani, cantato dai più grandi cantanti del jazz e non solo, diventa un vero e proprio tour de force vocale, inframmezzato dalle evoluzioni delle chitarre soliste, acide e distorte, ma anche dolci e insinuanti di Gurley e Andrew. Perché in fondo, Big Brother & The Holding Co erano uno dei gruppi di punta della musica westcoastiana di quel periodo, non avevano un chitarrista come Garcia o Cipollina o una front-line con Slick, Kantner, Balin e Kaukonen, ma facevano un bel casino e Janis Joplin era unica ed insuperabile (imitata ma mai superata) con la sua voce sempre ai limiti delle proprie possibilità.

Anche Ball And Chain era un brano che era stato scritto ed interpretato da una grandissima cantante come Big Mama Thornton, una vera furia del Blues e del R&B, ma è entrato nella storia per le versioni dal vivo incendiarie ed incredibili di questa piccola cantante texana che l'ha reso immortale. Come la versione di un "piccolo classico" del soul Piece Of My Heart, scritta da Jerry Ragovoy e Bert Berns per Erma Franklin che era la sorella maggiore di Aretha (lei sì, che a ragione, può rivaleggiare e anche superare la Joplin, ma questa è un'altra storia) e cantata con grande perizia dalla cantante nera che veniva dal gospel. Ma la versione di Janis, urlata a pieni polmoni, con rabbia e veemenza, era un'altra cosa: tutti e tre i brani sono presenti e sono la colonna portante di questo eccellente Live At The Carousel Ballroom, registrato nel giugno del 1968, quindi 44 anni fa nel locale che poi sarebbe diventato il famoso Fillmore West. 

I nastri, recuperati dall'oblio dalla Columbia e affidati a Owsley Stanley il "soundman" originale del locale e poi dei Grateful Dead, noto anche come (A.k.a.) "Bear" (senza articolo, quello con era Bob Hite dei Canned Heat, a furia di citazioni finirò la carta del Blog, ah, mi dicono che non si usa più, per fortuna!): comunque questo concerto, recuperato nella sua intererezza, la data del 23 giugno, più Call On Me dalla serata del giorno prima e quindi presente due volte, è un preciso documento sonoro di quelli che erano i concerti dei Big Brother all'epoca. Le sublimi esperienze dei tre brani "principali" cantati da Janis Joplin, in versioni sempre diverse in ogni concerto (un po' come per Hendrix ogni versione merita di essere ascoltata), sono inframmezzate dal repertorio "normale" del gruppo dove la Joplin si alternava e si integrava con la voce di Sam Andrew che era l'altro cantante del gruppo; per esempio nell'ottima Combination Of The Two sorta di inno della bay Area dove la voce maliziosa e unica lascia poi posto a una lunga improvvisazione della fuzz guitar in piena deriva psichedelica punteggiata dai classici urletti di Janis. Ottima anche la lunga e bluesata I Need A Man To love, firmata dalla stessa Joplin e Sam Andrew, dove la voce roca e potente è libera ancora una volta di spaziare in piena libertà con un "piccolo aiuto" del gruppo che nella parte centrale si riappropria del brano che diventa un tipico pezzo alla Jefferson o Quicksilver con assoli di chitarra call and response del duo Andrew/Gurley con il valore aggiunto di una cantante sempre ai limiti delle sue possibilità e spesso anche oltre.

Flower In The Sun era un'altra bella canzone scritta dalla Joplin ma apparsa solo in veste postuma nel doppio In Concert e nella ristampa di Cheap Thrills, qui in versione molto bella e stranamente succinta. Light Is FasterThan Sound era un altro dei punti fermi del repertorio dell'epoca, apparso in origine nel primo album, la lunga versione dal vivo dove le voci dei componenti si intrecciavano con quella della Joplin erano un altro dei momenti più suggestivi dei concerti prime delle lunghe divagazioni lisergiche nelle parti strumentali dove le soliste e la ritmica erano libere di spaziare in puro stile acido e psichedelico come i migliori Quicksilver o Jefferson, ma l'ho già detto.

Di Summertime si è già detto, sublime, mentre Catch Me Daddy è un'altra delle outtakes non utilizzate per Cheap Thrills, un bel pezzo di rock'n'roll, forte e vibrante, ancora in bilico tra la voce di Janis e le chitarre degli altri Brothers. It's A Deal era un ulteriore brano del loro repertorio poi non utilizzato nei dischi, breve e tirata, anche se non memorabile. Il valzerone rock di Call On Me cantato a due voci era tra i brani migliori del disco d'esordio e questa versione dal vivo gli rende piena giustizia, mentre la Jam di I'm Mad (Mad Man Blues), dopo l'annuncio dell'intermission molto d'epoca dove lo speaker mette in guardia dagli Hell's Angels presenti in sala, è un medley bluesato di varia provenienza da I'm a Man a John Lee Hooker tutti in versione shakerata psych-blues con il gruppo senza Janis che improvvisa in libertà. Poi c'è la versione di Piece Of My Heart che pochi mesi dopo sarebbe diventato il loro primo successo, con l'urlo primigenio e liberatorio del brano che ormai è entrato nell'immaginario collettivo ( mi è venuto così). 

Coo Coo faceva parte dei brani d'insieme del gruppo, dove la componente maschile improvvisativa del gruppo bene si integrava con la parte vocale della Joplin senza prevaricazioni tra le due "facce" del gruppo, prima della catarsi incredibile che era la versione fantastica di Ball And Chain della Janis giovane quando la sua voce non ancora ulteriormente arrocchita da anni di whisky e droghe era in grado di librarsi verso vette mai più raggiunte da cantanti bianche in seguito e da poche nere. A questo punto si poteva anche finire ma manca l'inno rock di Down On Me uno dei brani più trascinanti del loro repertorio che suggella un grande concerto. Uno dei pochi giunto ai giorni nostri nella sua interezza e per questo ancora più prezioso. Janis Joplin avrebbe ancora registrato della musica meravigliosa nella sua breve esistenza ma per parafrasare al contrario una famosa frase: "Questo s'ha d'avere!".

Bruno Conti

25/02/2012

Dischi Prossimi Venturi E Altre News. Cosa Accadrà Nei Prossimi Mesi Part Three

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Ormai sono stato colpito dal "morbo" delle uscite future per cui procediamo: oggi parte 3, domani la 4.

B.B. King - Live The Royal Albert Hall - CD -CD+DVD - Blu-Ray

Questo dovrebbe uscire il 13 marzo in Europa per il gruppo Universal come CD+DVD o Blu-Ray, il 20 marzo in America per la Shout come CD o Blu-ray. Gli ospiti li vedete sulla copertina: Slash, Ron Wood, Susan Tedeschi, Derek Trucks e Mick Hucknall, la data è quella del 28 giugno 2011.

Non mi sembra particolarmente lungo, 10 brani e qualche extra nei vari formati video, quest'anno sono 87 anni e si cominciano a vedere!

B.B. King: Live At The Royal Albert Hall 2011 Setlist:
I Need You So
Key To The Highway
See That My Grave Is Kept Clean
All Over Again
Rock Me Baby
You Are My Sunshine
B.B. Jams With Guests
The Thrill Is Gone
Guess Who
When The Saints Go Marching In
 
Bonus Features/Backstage Pass:
* Backstage chat with B.B. King
* Interviews with Derek Trucks, Susan Tedeschi, Ronnie Wood And Mick Hucknall
* Slash talks music and B.B. King
 
Directed By: Jon Brewer
 
B.B. King Band
James “Boogaloo” Bolden – Musical Director / Trumpet
Stanley Abernathy – Trumpet
Melvin Jackson – Sax
Reggie Richards – Bass
Charlie Dennis – Guitar
Tony Coleman – Drums
Ernest Vantrease – Keyboards

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Questa è un'altra uscita "massiccia" per i fans dei Grateful Dead: si intitola All The Years Combine - The DVD Collection. Sono 14 DVD in un cofanetto edito dalla Shout Factory - 2280 minuti, dove vi ricomprate tutti i DVD usciti nel corso degli anni per avere alcuni brani inediti, oppure un colpo da maestro se non li avete già. Per chi ne ha alcuni, come il sottoscritto, un bel dilemma!

 

Discs 1-2: The Grateful Dead Movie (Theatrical film, originally released in 1977)

  • Original film with original multichannel sound mix, new stereo mix and new 5.1 surround sound mix
  • More than 95 minutes of bonus concert footage
  • Bonus songs transferred from original 16 mm film negative
  • Dolby Digital 2.0 and 5.1 audio mixes on all bonus songs mixed from original multitracks
  • The Making of The Grateful Dead Movie documentary
  • The Making of The Animated Sequence documentary
  • The Making of The DVD documentary
  • Mars Hotel TV commercial
  • Multi-camera/multitrack audio demonstration
  • Photo gallery featuring productions notes, photos, film stills and other historical items from the Movie’s production

Discs 3-4: The Closing of Winterland (Winterland Ballroom, San Francisco, – 12/31/1978)

  • Exclusive interviews
  • Bonus footage
  • Blues Brothers songs (“Soul Man,” “B Movie Box Car Blues” – John Belushi, Dan Aykroyd, Donald “Duck” Dunn and Paul Shaffer)
  • New Riders of the Purple Sage photo montage with audio (“Glendale Train”)
  • Winterland histroy with archival photos
  • Archival interviews from 1978, photos, newspaper items
  • Detailed history of Grateful Dead at Winterland photo gallery
  • Winterland documentary film

Disc 5: Dead Ahead (Radio City Music Hall, New York City – October 1980)

  • More than 50 minutes of previously unreleased concert footage
  • Transferred from original master 1″ video in full color
  • Original stereo mix and new 5.1 surround mix for original program and bonus songs

Disc 6: So Far (Originally released on VHS and laser disc in 1987 — first time on DVD)

Disc 7: Ticket to New Year’s (Oakland Coliseum, Oakland, CA – 12/31/1987)

  • Bonus features include fan Q&As, Jerry’s backstage kitchen and more

Disc 8: Truckin’ Up to Buffalo (Rich Stadium, Orchard Park, NY – 7/4/1989)

Disc 9: Downhill from Here (Alpine Valley Music Theatre, East Troy, WI – 7/17/1989)

Disc 10: View from The Vault (Three Rivers Stadium, Pittsburgh – 7/8/1990)

Disc 11: View from The Vault II* (RFK Stadium, Washington, D.C. – 6/14/1991)

  • Includes four bonus performances from the RFK Stadium, Washington, D.C. – 7/12/1990

Disc 12: View from The Vault III (Shoreline Amphitheatre, Mountain View, CA – 6/16/1990)

  • Includes four bonus performances from the Shoreline Amphitheatre, Mountain View, CA – 10/3/1987

Disc 13: View from The Vault IV (Oakland Stadium, Oakland, CA, 7/24/1987 and Anaheim Stadium, Anaheim, CA, 7/26/1987)

Disc 14: Bonus disc

  • Five previously unreleased live performances from the Grateful Dead archive
  • Backstage Pass, the 1992 documentary directed by Justin Kreutzmann
  • Brand-new interview with Grateful Dead archivist David Lemieux 

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Sapete che Joe Bonamassa è un cliente abituale di questo Blog, ma non si riesce più a stargli dietro: la settimana prossima il Live Over Europe dei Black Country Communion che era stato pubblicato come DVD a ottobre esce anche come doppio CD mentre questa settimana è uscita una nuova edizone di Don't Explain il disco con Beth Hart in una versione extra con la title track in versione solo Beth Hart e quattro tracce acustiche sempre solo della vocalist americana (e quindi VADVIC, Vaadarviaiciapp). Quindi, dopo questo lungo periodo di inattività, sempre per la Provogue, il 27 marzo uscirà Live From New York Beacon Theatre in doppio DVD o Blu-ray:

 

Disc 1

1:  72nd St. Subway Blues
2:  Slow Train
3:  Cradle Rock
4:  When The Fire Hits The Sea
5:  Midnight Blues

6:  Dust Bowl
7:  The River
8:  I'll Take Care Of You  (w/ Beth Hart)
9:  Sinner's Prayer  (w/ Beth Hart)
10:  You Better Watch Yourself
11:  Steal Your Heart Away
12:  Bird On A Wire
13:  Down Around My Place  (w/ John Hiatt)
14:  I Know A Place  (w/ John Hiatt)
15:  Blue And Evil
16:  Walk In My Shadows  (w/ Paul Rodgers)
17:  Fire And Water  (w/ Paul Rodgers) 
18:  Mountain Time
19:  Young Man Blues

Disc 2: Bonus DVD

 

1.  If Heartaches Were Nickels

2.  Woke Up Dreaming

3.  A Friend Stops By

4.  A Busker's Tale

5.  Photo Gallery


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Sempre in tema di dischi (o altro) dal vivo, per la Stax il 3 aprile p.v. è in uscita questo triplo (2CD+1DVD) Live At the Moody Theatre della Warren Haynes Band, Austin Texas 3 novembre 2011.

Il video è dallo stesso tour ma non dallo stesso concerto...

 

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Il 13 marzo in Inghilterra e la settimana dopo anche da noi, ennesimo DVD dedicato ai Thin Lizzy (ma stanno per proseguire anche le ristampe in versione Deluxe doppia degli album originali): si chiama Live The National Stadium Dublin RTE (la televisione irlandese), esce per la Fontana/Universal, questo il contenuto:

ON STAGE AT THE NATIONAL STADIUM DUBLIN

1. FIGHTING MY WAY BACK
2. IT’S ONLY MONEY
3. WILD ONE
4. FOR THOSE WHO LOVE TO
5. SHOWDOWN
6. SUICIDE
7. ROSALIE
8. THE ROCKER
9. SHA LA LA

10. STILL IN LOVE WITH YOU

THE SUN GOES DOWN: DOCUMENTARIO

1.ARE YOU READY

2. COWBOY SONG
3. BABY PLEASE DON’T GO
4. THE SUN GOES DOWN

PHILIP LYNOTT – THE RENEGADE:

1. ODE TO A BLACKMAN
2. RENEGADE
3. WHISKY IN THE JAR
4. THE BOYS ARE BACK IN TOWN
5. WILD ONE
6. YELLOW PEARL
7. KINGS CALL
8. WAITING FOR AN ALIBI
9. KILLER ON THE LOOSE
10. ARE YOU READY
11. DEAR MISS LONELY HEART
12. THE ROCKER
• ARE YOU READY / WHISKY IN THE JAR

BONUS:
• OLD TOWN PROMO VIDEO

Sembra interessante. E per oggi chiudiamo il giro dedicato soprattutto ai DVD, domani spazio a CD e Boxset, sempre di uscita futura, ma certa (si spera)!

Bruno Conti

04/02/2012

Nuovo Anno Nuova Serie! Non C'é Fine Alle Ristampe - Grateful Dead Dave's Picks Vol.1

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Grateful Dead -Dave's Picks Vol.1 - The Mosque, Richmond, Va. 5/25/77 3 CD

La serie dei Dick's Picks era andata in pensione dopo il volume 36, quella di Road Trips dopo 3 serie da 4 volumi e una da 5 per un totale di 17 titoli, l'anno scorso è uscito il Mega Europe '72 da 72 CD, già cominciava a serpeggiare del nervosismo da astinenza tra i fans dei Grateful Dead ma, niente paura, dal 1 febbraio parte la nuova serie Dave's Picks, sarà una serie di box con tiratura limitata di 12.000 copie per ogni singola uscita acquistabili sul loro sito daves-picks-volume-1. Questo primo volume costa 27 dollari e 98 più spese di spedizione e contiene il concerto del 25 maggio 1977 al Mosque di Richmond, Virginia rimasterizzato in HDCD in 3 CD con il seguente contenuto:

Disc 1
1. Mississippi Half-Step Uptown Toodeloo
2. Jack Straw
3. They Love Each Other
4. Mexicali Blues
5. Peggy-O
6. Cassidy
7. Loser
8. Lazy Lightning>
9. Supplication
10. Brown-Eyed Women
11. Promised Land

Disc 2
1. Scarlet Begonias>
2. Fire On The Mountain
3. Estimated Prophet>
4. He's Gone>
5. Drums

Disc 3
1. The Other One>
2. Wharf Rat>
3. The Other One>
4. The Wheel>
5. Around And Around
6. Johnny B. Goode

Dicono che sia eccezionale, uno dei loro migliori concerti, ma qualcuno ha mai letto "no, non prendetelo, è scarso, quel giorno Jerry Garcia non aveva voglia oppure aveva l'influenza" per cui, fans e apprendisti fans all'erta, per gli altri dipende dalle vostre disponibilità finanziarie e dalla pazienza nel cercarlo se non vi fidate degli acquisti in rete.

Bruno Conti

P.S. Comunque, se vi interessa, l'ho già detto altre volte, ma mi ripeto per i ritardatari o per chi non frequenta abitualmente il Blog, c'è un sito che si chiama http://www.archive.org/ dove lo potete trovare, insieme ad altri 8521 concerti dei Grateful Dead e 97.680 di altri artisti. Il tutto, gratis e, per il momento, ufficialmente, in quanto i concerti sono caricati nel sito con l'autorizzazione degli artisti (che spesso lo fanno direttamente) o dei loro manager. Anche qui ci vuole pazienza per "sfogliare" le liste e quei 7/800 anni per ascoltare tutto.