14/05/2013
Figli(a) D'Arte. Cassie Taylor - Out Of My Mind
Cassie Taylor – Out Of My Mind – Yellow Dog Records
Questa volta parliamo di “Figli D’Arte”, una categoria non numerosa ma di difficile collocazione. Che genere fanno? Chi sono? Sono bravi? Alla prima domanda non saprei rispondere, alla seconda sarebbe troppo lunga la risposta, alla terza potrei citarne alcuni: Jeff Buckley, Rosanne Cash e altri fratelli e sorelle, Rufus Wainwright e sorelle varie, Hank Williams Jr e figli e nipoti, Norah Jones e Jakob Dylan sicuramente lo sono, qualcuno mette nella lista anche Dhani Harrison, ma francamente…Cassie Taylor, 26 anni, figlia di Otis, cantante, autrice, produttrice, arrangiatrice, finanziatrice del suo disco (ha fatto vendere la macchina al marito per pubblicare questo album) e infine anche bassista, in questo Out Of My Mind. E pensate che al termine del primo brano Ol’ Mama Dean (Part 1) volevo togliere il dischetto dal lettore e scaraventarlo nel cestino, non perché fosse particolarmente brutto ma abbastanza inutile (al di là dell’ottimo lavoro del chitarrista Steve Mignano), quelle canzoni che non iniziano mai e quando iniziano sembrano opera del Lenny Kravitz meno ispirato.
Forse ho esagerato, ma era per capirci meglio, poi ho preso il Manuale del Perfetto Recensore, quello dove dice che un disco bisogna sentirlo più volte e non fermarsi mai alla prima impressione. Fatto. Il pezzo continua a non piacermi un granché, ma non mi sembra più così orribile: sarà per questo che il secondo, dove la situazione migliora un tantino, sia Mama Dean (Part 2)? Può essere: intanto comincia a definirsi il genere del CD, sapete, quello del file under. Direi tra blues e soul, più il primo, nel brano in questione, non ci sono i lati folk e etnici del babbo, ma il rock è presente e si fa apprezzare, senza grandi voli pindarici ma lentamente, anche grazie alla slide di Mignano e all’organo della stessa Taylor, con la successiva Spare Some Love, dalle atmosfere sospese e più chiaramente blues dove anche la voce di Cassie si fa più intensa e partecipe, mentre in Out Of My Mind si vira decisamente verso un soul molto piacevole e coinvolgente, quasi da “girl group”, la Taylor si sdoppia in una sorta di Diana Ross & the Supremes fai da te, prendendo sia il ruolo di voce solista che di controcanto, chitarra, organo e basso lavorato con l’archetto sono ben arrangiati (sempre lei lo fa). Lay My Head On Your Pillow, è una ballata lenta, sempre piacevole, anche in versione quasi acoustic soul, evidentemente il lavoro con il padre, nei dischi del quale appare molto spesso, ha dato i suoi frutti. New Orleans, con un tromba aggiunta al classico trio, chitarra, basso e batteria, ha un’aria più sexy e sbarazzina ancorché il sound della Crescent City non venga centrato perfettamente: perché, se mi posso permettere, sempre in accordo a quel Manuale seguito alla lettera, non è che la nostra amica abbia una voce così formidabile o particolare, come l’augusto genitore, adeguata ma non molto di più.
E il materiale, come detto tutta a sua firma, non sempre brilla, No Ring Blues, lo è nel nome, blues, ma non di fatto, altra canzone di quelle che non decollano mai, con il basso della ragazza sempre molto in evidenza ma a scapito della sostanza, il solito Mignano si difende e eleva il livello. No No è un rock più tirato ma ha sempre quel sound un po’ turgido che non entusiasma. Decisamente meglio Forgiveness, con il fascino degli arrangiamenti più ricchi del padre, elementi folk e uso di tromba e basso tuba lo rendono più efficace . Solita apertura con il basso (quasi tutti i brani iniziano così, va bene che è il suo strumento, però) anche per Gone And Dead, ma ritorna questa “indecisione” nella costruzione del brano, siamo sempre allo stesso punto, è un impressione personale, ovviamente, anche se tuba e organo cercano di dare passione, non sempre ci riescono. That’s My Man è dedicata a quel sant’uomo che ha venduto la macchina per permetterle di realizzare questo CD e spero che lo stesso venda abbastanza per ripagarlo, ed è nuovamente un rock più deciso anche se non brillantissimo (la qualità che latita in questo prodotto). Alla fine quello che è forse il brano migliore, Again, una bella ballata pianistica di impianto quasi gospel-soul, cantata con passione e con l’aggiunta di un contrabbasso suonato con l’archetto che aggiunge classe alla canzone. Se devo essere sincero, non dovendo recensirlo, non so se lo avrei comprato, ma brani come l’ultimo e qualcun altro in percorso d’opera si meritano una striminzita sufficienza, se i soldi bastano cercare con urgenza un produttore!
Bruno Conti
11:06 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica. bruno conti. discoclub, cassie taylor, blues, rock, soul, otis taylor, jeff buckley, rosanne cash, rufus wainwright, hank williams, steve mignano | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Facebook
25/03/2010
Un "Fenomeno" Di 65 Anni Coi Capelli Neri Corvini. Jeff Beck - Emotion & Commotion
Jeff Beck - Emotion & Commotion - CD-CD+DVD-LP Rhino Records 09-04-2010
A parte lo straordinario colore dei capelli (userà una buona tintura) e la pettinatura in comune con Ron Wood e Rod Stewart (mi sa che vanno dallo stesso parrucchiere dagli anni '60), concludevo la mia breve anticipazione nel post del 23 febbraio con le seguenti parole, mi cito: "Sarà difficile superare Pupoeilprincipe in Over The Rainbow (ma ce l'ha fatta!), incrociamo le dita...". Paventavo una Tavanata Galattica Part 2 visti gli ultimi dischi in studio, in particolare Jeff del 2003 e You Had It Coming del 2000 avevano testato la pazienza dei suoi fans.
Ma uno non può essere uno dei dieci più grandi chitarristi della storia del rock (anche meglio, volendo) e perseverare con le cioffeghe, per cui già il live al Ronnie Scott e relativo Dvd, nonché la partecipazione al Crossroads Guitar Festival di Clapton nel 2004 e 2007 ne avevano rialzato le quotazioni, complice una straordinaria versione strumentale di A Day In The Life dei Beatles e la scoperta della prodigiosa bassista, allora teenager, Tal Wilkenfeld.
A proposito di teenager e belle ragazze, per la serie anche l'occhio vuole la sua parte e Jeff Beck mi sembra abbia buon gusto a giudicare dalle immagini, queste sono le musiciste che partecipano al nuovo album: Joss Stone, per la quale Beck pare avere una predilezione visto che l'aveva già utilizzata nel live al Ronnie Scott, appare in due brani - una versione breve e strepitosa di I Put A Spell On You watch?v=XkdaPgHDoAk, dove senza raggiungere i vertici delle versioni di Screamin' Jay Hawkins e Nina Simone, la ragazza estrae dal cilindro, o meglio, dalla microgonna una performance vocale strepitosa attizzata dalla chitarra prodigiosa del suo boss, non solo, a dimostrazione di un talento indiscutibile, quando avrà deciso cosa vuol fare da grande, potrebbe diventare una diva del soul, la nuova Janis Joplin (qui in competizione con l'americana Dana Fuchs) o una rivale delle varie Beyoncé e Alicia Keys nei favori dei rapper del momento, dicevo che reitera i suoi talenti in una gagliarda There's No Other Me dove oppone la sua ugola alla chitarra strabordante di Beck - Tal Wilkenfeld la bassista, oltre che nel brano in questione, micidiale, ci mette del suo nel poderoso strumentale Hammerhead dove compete con la chitarra di Beck, prima in wah-wah protohendrixiano e poi in libertà di stupire con fenomenali improvvisazioni sostenute anche da un arrangiamento orchestrale, probabilmente farina del sacco degli ottimi produttori, Steve Lipson e Trevor Horn. Altra voce femminile affascinante è quella di Imelda May watch?v=r64kl3eCwMc, la morettona che ci regala una bella e raffinata versione di Lilac Wine che è uno standard del 1950 ma molti lo ricordano nella versione di Jeff Buckley, Jeff Beck impreziosice il tutto con uno squisito lavoro di cesello su volumi, vibrati e pedali della sua chitarra circondata dal suono di una orchestra discreta nonostante la maestosità. Orchestra che è presente anche nella conclusiva Elegy For Dunkirk dove appare la terza cantante, Olivia Safe, una cantante di derivazione lirica che pubblicherà il suo disco d'esordio più avanti nell'anno con la produzione del suo scopritore Trevor Horn, anche il marketing vuole la sua parte, ma il duetto tra i gorgheggi della Safe e la chitarra di Beck pur sfiorando il pacchiano ha i suoi momenti.
Pacchiano che sfiora anche le versioni strumentali di Over The Rainbow e Nessun Dorma, ma poi vi scoprite a chiedervi come diavolo faccia a riprodurre con la chitarra quell'acuto micidiale di "All'Alba Vincerò" e vedere che che non solo ce la fà ma vi viene pure quel piccolo groppo di emozione che la "canzone" (si fa per dire) sa suscitare. Dimenticato qualcosa? Direi! L'edizione Deluxe, quella con il Dvd, comprende tutta l'esibizione completa di Beck al Crossroads Guitar Festival del 2007, fantastica! Vedere please.
C'è altro? Ah, sì! Lo strumentale d'apertura, sempre dal repertorio di Jeff Buckley Corpus Christi Carol è in effetti una composizione del 1500 circa, mentre Never Alone è un altro bel brano strumentale che ricorda il Santana più ispirato anni '70 ma anche lo stesso Beck di quel periodo d'oro, idem per l'ottima e lunga Serene. Quindi non solo pericolo scongiurato, niente tavanata, ma anche un bel dischetto che potrebbe sorprendervi favorevolmente, dategli fiducia! Se vi state chiedendo chi cacchio sia la tipa a fianco del buon Beck nella prima foto, quello è uno degli errori, trattasi della famigerata Kelly Clarkson dalla trasmissione americana American Idol, nessuno è perfetto!
Bruno Conti
20:06 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica, discoclub, bruno conti, jeff beck, joss stone, imelda may, olivia safe, puccini, mahler, jeff buckley | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Facebook






