Uscite “Ferragostane”: Fairport Convention, Tubes, David Rawlings, Interpol, Steve Howe, Paul Kelly, Steven Wilson, Neil Young, Jerry Douglas

tubes the a&m album fairport convention the cropredy box

Un breve giro sulle più interessanti uscite discografiche del periodo ferragostano (sempre scelte in base ai gusti del Blog). si tratta di titoli pubblicati l’11 agosto o previsti per il 18 agosto. Come vedete ci sono molti titoli anche abbastanza “importanti”, considerando che sia negli Stati Uniti che in Inghilterra agosto è un mese piuttosto ricco di nuove pubblicazioni e ristampe. Del disco delle sorelle Shelby Lynne Allison Moorer avete già letto nei giorni scorsi, come pure delle ristampe di Pete Townshend, altre recensioni sono previste nei prossimi giorni, per cui vediamo in breve (si fa per dire) il resto in questo resoconto.

La Universal ha pubblicato lo scorso venerdì quel bel cofanetto da 5 CD che vedete sopra e che raccoglie gli album dei Tubes usciti per la A&M negli anni ’70: il box, a prezzo speciale; esce per la Caroline e riporta quelli che vengono considerati i dischi migliori della band americana, fino a Remote Control del 1979, il disco prodotto da Todd Rundgren. Il gruppo di Fee Waybill aveva già all’epoca uno spettacolo dal vivo “esagerato”, come testimoniato dall’eccellente What Do You Want From Live, e come può confermare il sottoscritto che li ha visti al Palazzetto Dello Sport di Cucciago nel 1981, con continui cambi di abito del cantante, un gruppo di cantanti/ballerine scatenate, strumenti montati su piattaforme mobili che si muovevano di continuo sul palco, compresa la batteria, e una pattuglia di eccellenti musicisti, dove spiccavano appunto il batterista Prairie Prince, il tastierista Vince Welnick (poi anche nei Grateful Dead) e il chitarrista Bill Spooner, oltre al bravissimo cantante e leader carismatico Fee Waybill. Il primo album della band californiana, quello omonimo del 1975, prodotto da Al Kooper, e contenente Mondo Bondage, What Do You Want From Life White Punks On Dope, è probabilmente il migliore, ma anche il succitato Live e Young And Rich propongono questa miscela di rock classico, anche hard a tratti, punk ante litteram, comunque molto raffinato, svolazzi glam rock e testi satirici ed esagerati, il tutto suonato con grande perizia, una sorta di Roxy Music all’americana misti ad elementi bowiani e anche dello Zappa più commerciale. L’ultimo filmato è del 1983 ma è per avere una idea dello spettacolo pantagruelico che erano in grado di montare, altro che Lady Gaga.

Ecco la tracklist completa del box, con gli album remastered e arricchiti con qualche bonus:

 [CD1: The Tubes]
1. Up From The Deep
2. Haloes
3. Space Baby
4. Malaguena Salerosa
5. Mondo Bondage
6. What Do You Want From Life
7. Boy Crazy
8. White Punks On Dope

[CD2: Young And Rich]
1. Tubes World Tour
2. Brighter Day
3. Pimp
4. Stand Up And Shout
5. Don’t Touch Me There
6. Slipped My Disco
7. Proud To Be An American
8. Poland Whole / Madam I’m Adam
9. Young And Rich
Bonus Track:
10. Love Will Keep Us Together

[CD3: Now]
1. Smoke (La Vie En Fumer)
2. Hit Parade
3. Strung Out On Strings
4. Golden Boy
5. My Head Is My House Unless It Rains
6. God-Bird-Change
7. I’m Just A Mess
8. Cathy’s Clone
9. This Town
10. Pound Of Flesh
11. You’re No Fun

[CD4: What Do You Want From Live]
1. Overture
2. Got Yourself A Deal
3. Show Me A Reason
4. What Do You Want From Life
5. God-Bird-Change
6. Special Ballet
7. Don’t Touch Me There
8. Mondo Bondage
9. Smoke (La Vie En Fumer)
10. Crime Medley
11. I Was A Punk Before You Were A Punk
12. I Saw Her Standing There
13. Drum Solo
14. Boy Crazy
15. You’re No Fun
16. Stand Up And Shout
17. White Punks On Dope

[CD5: Remote Control]
1. Turn Me On
2. TV Is King
3. Prime Time
4. I Want It All Now
5. No Way Out
6. Getoverture
7. No Mercy
8. Only The Strong Survive
9. Be Mine Tonight
10. Love’s A Mystery (I Don’t Understand)
11. Telecide
Bonus Tracks:
12. Drivin’ All Night
13. White Punks On Dope Parts A & B

 

Quest’anno per festeggiare i 50 anni della loro carriera è uscito un bellissimo cofanetto da 7 CD sui loro primi anni http://discoclub.myblog.it/2017/08/06/supplemento-della-domenica-ma-quanto-sono-grandi-i-loro-archivi-fairport-convention-come-all-ye-the-first-ten-years/ , qualche mese prima era uscito anche un disco dal vivo, sempre per ricordare l’evento, e ora la Talking Elephant ripubblica il cofanetto dei concerti tenuti nel 1997 per i 30 anni di attività dei Fairport Convention: The Cropredy Box è un cofanetto di 3 CD che raccoglie il meglio dei concerti di quell’anno, quando si esibirono sul palco praticamente tutti i componenti passati della band ancora in vita, con l’eccezione di Iain Matthews, e con qualche ospite a sorpresa.

Al solito ecco la lista completa dei contenuti del cofanetto.

Tracklist
[CD1]
1. Intro (Live: First Innings; Friday Evening 8.8.97)
2. Wings (Live: First Innings; Friday Evening 8.8.97)
3. Jack O’ Diamonds (Live: First Innings; Friday Evening 8.8.97)
4. Time Will Show The Wiser (Live: First Innings; Friday Evening 8.8.97)
5. Mr. Lacy (Live: First Innings; Friday Evening 8.8.97)
6. Suzanne (Live: First Innings; Friday Evening 8.8.97)
7. Genesis Hall (Live: First Innings; Friday Evening 8.8.97)
8. Million Dollar Bash (Live: First Innings; Friday Evening 8.8.97)
9. Come All Ye (Live: First Innings; Friday Evening 8.8.97)
10. Reynardine (Live: First Innings; Friday Evening 8.8.97)
11. Matty Groves (Live: First Innings; Friday Evening 8.8.97)

[CD2]
1. Danny Boy (Live: Second Innings; Saturday 9.8.97)
2. Intro (Live: Second Innings; Saturday 9.8.97)
3. Walk Awhile (Live: Second Innings; Saturday 9.8.97)
4. Now Be Thankful (Live: Second Innings; Saturday 9.8.97)
5. Poor Will And The Jolly Hangman (Live: Second Innings; Saturday 9.8.97)
6. Angel Delight (Live: Second Innings; Saturday 9.8.97)
7. Rain (Live: Second Innings; Saturday 9.8.97)
8. Cut Across Shorty (Live: Second Innings; Saturday 9.8.97)
9. Sloth (Live: Second Innings; Saturday 9.8.97)
10. Rosie (Live: Second Innings; Saturday 9.8.97)
11. Solo (Live: Second Innings; Saturday 9.8.97)

[CD3]
1. John Barleycorn (Live: The Follow-On; Saturday 9.8.97)
2. Wat Tyler (Live: The Follow-On; Saturday 9.8.97)
3. Red And Gold (Live: The Follow-On; Saturday 9.8.97)
4. Jewel In The Crown (Live: The Follow-On; Saturday 9.8.97)
5. Woodworm Swing (Live: The Follow-On; Saturday 9.8.97)
6. John Gaudie (Medley): John Gaudie / Jack Broke Da Prison Door / Donald Blue / The Bonny Isle O’ Whalsay / John Gaudie [Live: The Follow-On; Saturday 9.8.97]
7. Fiddlestix (Live: The Follow-On; Saturday 9.8.97)
8. Dirty Linen (Live: The Follow-On; Saturday 9.8.97)
9. Si Tu Dois Partir (Live: The Follow-On; Saturday 9.8.97)
10. Meet On The Ledge (Live: The Follow-On; Saturday 9.8.97)
11. Seventeen Come Sunday (Bonus Studio Track)
12. April Fool (Bonus Studio Track)

Va bene ho barato, l’ultimo video è del 1998.

david rawlings poor david's almanack

Sempre l’11 Agosto è uscito anche il nuovo disco di David Rawlings Poor David’s Almanack, l’etichetta è la Acony, la stessa che pubblica anche abitualmente i dischi di Gillian Welch, che appare ovviamente anche in questo disco, come co-autrice in cinque brani, impegnata alle armonie vocali e che ha curato la parte grafica dell’album. Visto che poi nei prossimi giorni ho intenzione di recensirlo, avendolo già sentito bene, mi limito a dire che è molto bello e che tra i molti musicisti che appaiono nel CD ci sono Brittany Haas al violino, Ketch Secor Willie Watson degli Old Crow Medicine Show, Taylor Griffin Goldsmith dei Dawes, Paul Kowert dei Punch Brothers. Produce lo stesso Rawlings con l’aiuto dell’ingegnere del suono Ken Scott (proprio quello dei dischi storici di David Bowie, Elton John, Supertramp, Lou Reed e tantissimi altri), e infatti il disco ha un suono caldo ed avvolgente.

Il resto lo leggerete nella recensione, queste sono le canzoni incluse.

1. Midnight Train
2. Money Is The Meat In The Coconut
3. Cumberland Gap
4. Airplane
5. Lindsey Button
6. Come On Over My House
7. Guitar Man
8. Yup
9. Good God A Woman
10. Put Em Up Solid

interpol our love to admire 10th anniversary edition

Sempre in ambito ristampe è stata pubblicata anche, per il 10° Anniversario dall’uscita dell’album originale, questa edizione doppia Deluxe di Our Love To Admire, il terzo album degli Interpol, la band indie-alternative rock di New York guidata da Paul Banks. Per l’occasione al disco originale è stato aggiunto un DVD Live At The Astoria, registrato sempre nel 2007 nel locale londinese (e che in parte era già presente nella Tour edition uscita all’epoca in alcuni paesi), e un libretto di 20 pagine.

[CD: Our Love To Admire]
1. Pioneer To The Falls
2. No I In Threesome
3. The Scale
4. The Heinrich Maneuver
5. Mammoth
6. Pace Is The Trick
7. All Fired Up
8. Rest My Chemistry
9. Who Do You Think
10. Wrecking Ball
11. The Lighthouse

[DVD: Live At The Astoria]
1. Pioneer To The Falls *
2. Narc
3. Mammoth
4. Rest My Chemistry *
5. Obstacle 1 *
6. Public Pervert *
7. Hands Away *
8. The Heinrich Maneuver
9. Evil
10. Not Even Jail *
11. NYC *
12. Stella Was A Diver And She Was Always Down *

* Previously Unreleased

steve how anthology 2

Nel 2015, sempre per la Rhino, era uscita una Anthology dedicata ai lavori solisti di Steve Howe: questa volta il volume due si occupa di brani tratti dai suoi lavori con gruppi vari (principalmente Yes Asia, ma anche le band psych-rock con cui ha suonato ad inizio carriera), oltre alle collaborazioni con altri artisti. Il CD è triplo e presenta naturalmente anche alcuni inediti e rarità.

CD1]
1. Maybellene – The Syndicats
2. On The Horizon – The Syndicats
3. Finger Poppin’ – The In Crowd
4. Blow Up – The In Crowd
5. You’re On Your Own – The In Crowd
6. My White Bicycle – Tomorrow
7. Claramount Lake (1999 Remastered Version) – Tomorrow
8. Revolution – Tomorrow
9. Why – Tomorrow
10. The Spanish Song – Canto
11. Beyond Winter – Bodast
12. Nothing To Cry For – Bodast
13. Roundabout – Yes
14. Montreux’s Theme – Yes
15. Tempus Fugit – Yes
16. Heat Of The Moment – Asia
17. One Step Closer – Asia
18. Lyin’ To Yourself – Asia
19. Masquerade – Asia
20. When The Heart Rules The Mind – GTR
21. Toe The Line – GTR

[CD2]
1. Brother Of Mine (Rock Edit) – Anderson, Bruford, Wakeman, Howe
2. Dangerous (Look In The Light Of What You’re Searching For) [Backing Track] – Yes
3. Without Hope You Cannot Start The Day (Backing Track) – Yes
4. Bring Me To The Power – Yes
5. From The Balcony – Yes
6. Nine Voices (Longwalker) – Yes
7. We Agree – Yes
8. Kenny’s Sound – Steve Howe Trio
9. Sweet Thunder – Steve Howe Trio
10. Wish I’d Known All Along – Asia
11. Over And Over – Asia
12. Through My Veins – Asia
13. Light The Way – Asia
14. Hour Of Need – Yes
15. Reno (Silver And Gold) – Asia
16. Believe Again – Yes

[CD3]
1. Traveller – Billy Currie
2. Time And A Word – Fish
3. Sweet Eternity – Paul Sutin & Steve Howe
4. Voyager – Paul Sutin & Steve Howe
5. Lily’s In The Field – Steve Howe & Annie Haslam
6. Turn Of The Century – Steve Howe & Annie Haslam
7. The Forgotten King (with Steve Howe) – Oliver Wakeman
8. Most Of A Man – Dean Dyson & Steve Howe
9. Cross That Bridge – Keith West & Steve Howe
10. Heaven – Keith West & Steve Howe
11. Strange Girl – Keith West & Steve Howe
12. Luxury Of Love – Keith West & Steve Howe
13. Curved Ball – Keith West & Steve Howe
14. Running In The Human Race – Max Bacon & Steve Howe
15. Hot Touch – Steve Howe & Max Bacon
16. Runway – Max Bacon & Steve Howe
17. Forever – Max Bacon & Steve Howe
18. Tell The Story – Max Bacon & Steve Howe
19. Slim Pickings – Ray Fenwick & Steve Howe

paul kelly life is fine

Sempre venerdì 11 agosto è uscito il nuovo album del cantautore australiano Paul Kelly, spesso presente sul Blog con i suoi dischi http://discoclub.myblog.it/2016/10/23/intrigante-ed-inconsueta-antologia-canzoni-funerale-paul-kelly-charlie-owen-deaths-dateless-night/. Anche questa volta l’etichetta europea è la Cooking Vinyl, e Life Is Fine, il 23° album di studio di Kelly, ad un veloce ascolto mi sembra uno dei suoi migliori in assoluto, un ritorno alle sonorità rock classiche che vede anche la presenza delle sorelle Linda & Vike Bull, spesso compagne di avventure di Paul negli anni passati.

steven wilson to the bone

Passiamo alle uscite del 18 agosto. Nuovo album anche per Steven Wilson, il quinto da solista per il leader dei Porcupine Tree. To The Bone viene pubblicato per la prima volta dalla Caroline Records del gruppo Universal, dopo una lunga serie di dischi pubblicati dalla Kscope. Secondo le parole di Wilson stesso si tratta di un omaggio al pop raffinato della sua giovinezza, quello di Kate Bush, Peter Gabriel, Talk Talk Tears Fears. Ma, aggiungo io, anche degli Xtc di Andy Partridge, che appare come co-autore in due brani: Nowhere Now e nella title-track. In To The Bone, la canzone, appare come ospite all’armonica anche Mark Feltham dei Nine Below Zero, mentre in Song Of I come vocalist aggiunta troviamo la cantante svizzera Sophie Hunger.

Lista completa dei brani.

1. To The Bone
2. Nowhere Now
3. Pariah (feat. Ninet Tayeb)
4. The Same Asylum As Before
5. Refuge
6. Permanating
7. Blank Tapes (feat. Ninet Tayeb)
8. People Who Eat Darkness
9. Song Of I (feat. Sophie Hunger)
10. Detonation
11. Song Of Unborn

Per gli amanti audiofili dell’opera di Wilson uscirà anche una versione in Blu-ray audio, e una in doppio LP, ma a 45 giri per una maggiore resa sonora e per i fans più scatenati e ricchi anche una versione speciale in cofanetto: con libro di 120 pagine, il CD, un secondo dischetto con demo e brani non usati nell’album, un DVD e un Blu-ray con le versioni ad alta definizione sonora e un 7 pollici con una canzone extra strumentale. Peraltro già esaurita in prenotazione: in fondo costava “solo” 65 dollari.

neil young original release series 5-8 neil young original release series 8.5-12

Più volte annunciati, più volte rinviati, alla fine sono stati addirittura anticipati rispetto alla ultima data prevista (l’8 settembre, che sarà destinata al “nuovo” album di Neil Young Hirchhiker), e quindi escono al 18 agosto il volume due e tre delle Original Release Series. Etichetta Reprise/Rhino, contengono le nuove versioni rimasterizzate dai nastri analogici ai Bernie Grundman Mastering Studios degli album classici del canadese.

Il volume II, Discs 5-8, in quattro CD, contiene On The Beach, Times Fades Away, Tonight’s The Night, e Zuma.

Il volume III, Discs 8.5-12 in cinque CD, contiene Long May You Run (The Stills-Young Band – 1976), American Stars ‘N Bars (1977), Comes A Time (1978), Rust Never Sleeps (1979), and Live Rust (1979). Se vi chiedete il perché del mezzo, il disco ovviamente è completo, ma visto che Long May You Run è attribuito anche a Stills non vale come uno.

jerry douglas band what if

Ultima segnalazione delle uscite del 18 agosto (ce ne sarebbero altre, ma limitiamoci a queste) il nuovo CD della Jerry Douglas Band What If. Esce per la Rounder e ci presenta una serie di brani principalmente strumentali (tra cui una versione spettacolare di Hey Joe) del grande virtuoso di lap steel, dobro e resonator guitar tra bluegrass, country, blues, swing, rock e anche influenze jazz.

1. Cavebop
2. Unfolding
3. 2:19
4. What If
5. Hey Joe
6. Battle Stick
7. Go Ahead And Leave
8. Butcher Boy
9. Freemantle
10. The Last Wild Moor
11. Hot Country 84.5

Per oggi è tutto, alla prossima.

Bruno Conti

Come Le Ciliegie, Un Otis Tira L’Altro ! Otis Taylor – Fantasizing About Being Black

otis taylor fantasizing

Otis Taylor – Fantasizing About Being Black – Trance Blues Festival/Inakustik/Ird

Per chi non lo conoscesse, Otis Taylor è un polistrumentista, nato a Chicago nel ’48, ma trasferitosi poi a Denver con la famiglia, dove cresce e impara a suonare giovanissimo il banjo, per passare in seguito alla chitarra ed armonica, formando quindi il suo primo gruppo nel ’64, che non poteva che chiamarsi Otis Taylor Blues Band. Dopo qualche delusione decide di abbandonare la musica e guadagnarsi da vivere lavorando come antiquario (specializzandosi in oggetti dei nativi americani e dei cowboy afro-americani), per poi ritornare sulle scene musicali soltanto nel ’95 in occasione di un concerto di beneficenza. L’avventura discografica di Taylor inizia solo nel ’96 con Blue Eyed Monster (un disco con Kenny Passarelli al basso e Eddie Turner alla seconda chitarra), che stranamente Otis, non si sa per quale motivo, ha sempre rinnegato, a cui fa seguire il blues minimale di When Negroes Walked The Earth (98), l’eccellente White African (01) e a breve termine Respect The Dead (02), dischi che segnalano l’avvento di un talento di prima grandezza della musica blues. Negli anni duemila, a seguire, escono ancora a breve distanza l’uno dall’altro, Truth Is Not Fiction (03), Double V (04), Bellow The Fold (05), Definition Of A Circle (07), Recapturing The Banjo (08) un viaggio sonoro affascinante, Pentatonic Wars And Love Songs (09), e Clovis People Vol.3 (dove tra i musicisti presenti spicca la collaborazione della figlia Cassie, *NDB Autrice anche di un album solista non particolarmente memorabile http://discoclub.myblog.it/2013/05/14/figli-a-d-arte-cassie-taylor-out-of-my-mind/), con la costante che in gran parte sono tutti caratterizzati dalla prevalenza di storie e canzoni tristi, che parlano di morte, malattie, solitudine e sofferenza.

Dopo un periodo difficile a causa di problemi personali, OtisTaylor ritorna in studio per incidere ottimi lavori come Contraband (12), dove blues e musica africana vanno di pari passo, My World Is Gone (13), un sentito omaggio ai suoni dei Nativi Americani, e il recente Hey Joe Opus Red Meat (15), un disco di blues che mischia sonorità folk e rock in modo personale, fino ad arrivare a questo ultimo Fantasizing About Being Black, un lavoro ambizioso dove Otis racconta la storia degli afro-americani dai tempi della schiavitù, sino ai fatti più recenti, un po’ come ha fatto di recente anche Rhiannon Giddens  http://discoclub.myblog.it/2017/02/22/un-viaggio-affascinante-lungo-strade-per-la-liberta-rhiannon-giddens-freedom-highway/ . I membri della band che accompagna Taylor, voce, chitarra e banjo, sono la brava Anne Harris al violino, il bassista Todd Edmunds, il batterista Larry Thompson, con il sostegno di musicisti del calibro del grande Jerry Douglas alla lap steel guitar, il cornettista Ron Miles, e il giovane virtuoso chitarrista Brandon Niederaurer, per un totale di undici brani (di cui quattro recuperati dai suoi precedenti lavori, e riproposti in diverse versioni), che formano una sorta di “concept-album” avvincente e poetico.

L’apertura di Fantasizing About Being Black è affidata al recupero di Twelve String Mile (era su When Negroes Walked The Earth), dove si nota subito il tocco di Jerry Douglas, mentre Walk On Water (la trovate su Clovis People), è rivoltata come un calzino, con un suono di chitarra quasi in stile “flamenco”, per poi passare alla prima nuova canzone Banjo Bam Bam, con il violino della Harris che segue il ritmo ripetitivo del banjo, e cambiare di nuovo passo con il tambureggiante rock-blues di Hands On Your Stomach, dove si manifesta la bravura alla chitarra di Niederaurer. Le “fantasie” si intensificano con l’intrigante “funky-blues” di Jump Jelly Belly, con un bel lavoro di Ron Miles (che non era presente nell’album Respect The Dead), mentre la seguente Tripping On This è in uno stile “Delta Blues” elettrico, cantata da Otis con Muddy Waters nel cuore, passando per una convincente D To E Blues, con un tessuto sonoro dove il violino scandisce il tempo, e il meraviglioso e ossessivo  caldo “groove” di Jump Out Of Line. Le chitarre di Otis e Brandon introducono e accompagnano una toccante Just Want To Live With You, per poi ritornare ad un “groove” mosso con la sincopata Roll Down The Hill, e chiudere in bellezza con la stratosferica Jump To Mexico, una ballata morbida e straziante con in evidenza, oltre alla voce di Taylor, la chitarra slide di “master” Jerry Douglas. Commovente!

Fantasizing About Being Black è un viaggio a ritroso sulla storia della comunità “afroamericana”, in compagnia di musicisti incredibili, impegnati a ripercorrere le strade della memoria, con canzoni che hanno il potere di risvegliare sensazioni antiche, con la musica sempre puntuale nel fornire emozioni relative alle storie, per un disco non facile, a tratti drammatico, ma forse per questo sicuramente affascinante. Sembra ormai appurato che Otis Taylor non è un artista facile da catalogare (all’interno delle varie forme del blues), un musicista rispettoso delle tradizioni delle 12 battute classiche, ma anche con un suo personale modo di rivisitarle ed interpretarle, ed in questo contesto i punti di forza sono il suo superbo “songwriting”, la maestria nell’uso degli strumenti (chitarra, banjo e armonica), con canzoni che evocano le sue origini e la matrice afroamericana delle proprie radici musicali. Per chi scrive Otis Taylor è una delle figure di maggior spessore della scena “blues” contemporanea. Un altro piccolo capolavoro, da parte di un grande artista.!

Tino Montanari