Uscite Prossime Venture 5. Sai Cos’è L’Isola Di Wight? The Doors – Live At The Isle Of Wight Festival 1970

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Doors – Live At The Isle Of Wight  Festival 1970 – CD+DVD – DVD – Blu-Ray (solo per gli USA CD+Blu-Ray) Eagle Vision/Universal – 23-02-2018

Nell’agosto del 1970, tra il 26 e il 30, si tenne quello che fu considerato l’ultimo grande Festival Rock, all’Isola di Wight, nel sud dell’Inghilterra; canale della Manica, avete presente, sotto Southampton? Partecipò la crema della musica mondiale (non solo rock, tra i tanti ricordiamo anche la presenza di Miles Davis), e dell’evento fu pubblicato all’epoca un triplo album in Vinile, The First Great Rock Festivals of the Seventies, che raccoglieva nel primo LP anche una selezione dell’Atlanta International Pop Festival tenuto nel mese di luglio, con brani di Johnny Winter, Poco, Chambers Brothers, Allman Brothers Band Mountain, le altre quattro facciate riportavano materiale registrato all’Isola di Wight (confermo, ce lo avevo). Poi, nel corso degli anni, è stato pubblicato, in doppio CD e anche DVD, una ampia selezione di estratti in un film intitolato Message to Love: The Isle of Wight Festival 1970, e sempre successivamente diversi DVD dedicati alle performance di singoli artisti che parteciparono alla kermesse: Who, Emerson, Lake & Palmer, Jimi Hendrix, Jethro Tull, Miles Davis, Free, Moody Blues, Leonard Cohen e, ultimo in ordine di tempo, quello dedicato ai Taste.

E adesso tocca ai Doors, che si esibirono sabato 29 agosto alle due di notte (o di mattina, fate voi), in un concerto che fu uno dei loro ultimi, tenuto sulle ali delle polemiche per il processo per oscenità a Jim Morrison (per il concerto di Miami dell’anno prima) e la cui sentenza di condanna (per un fatto mai appurato con certezza) sarebbe arrivata solo il 30 di ottobre dello stesso anno. Il gruppo forse non era al massimo della forma, ma secondo le versioni postume, nelle parole di Ray Manzarek, “Suonammo con una furia controllata e Jim era in perfetta forma”, secondo altri non uno dei loro migliori concerti anche perché i rapporti all’interno della band erano ad un minimo storico (ma si sarebbero appianati per registrare quello che sarà il loro canto del cigno, lo splendido L.A. Woman) e Morrison, sempre nelle parole di Manzarek, non mosse un muscolo per tutta la durata del concerto! Quindi a quasi 50 anni dall’epoca esce per la prima volta ufficialmente la versione integrale del concerto (due pezzi erano nel film Message To Love, e un altro, mi pare, nel documentario When You’re Strange): come leggete sopra ci sono vari formati, e nella parte degli extra c’è pure il bonus video “This Is The End” – 17 minuti di interviste del regista del film Murray Lerner con Robby Krieger, John Densmore e l’allora manager dei Doors Bill Siddons. C’è inoltre un’intervista del 2002 con Ray Manzarek.

Ecco la tracklist completa del concerto

1. Roadhouse Blues
2. Backdoor Man
3. Break on Through (To The Other Side)
4. When The Music’s Over
5. Ship of Fools
6. Light My Fire
7. The End (medley): Across The Sea/Away in India/Crossroads Blues/Wake Up

Secondo me è un grande concerto, così potrete dare una volta di più una risposta al quesito posto dalla famosa canzone, poi vedete voi, esce il 23 febbraio.

Bruno Conti

La Versione Deluxe Di Un Album Leggendario…Ma Si Poteva Fare Meglio! The Doors – The Doors

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The Doors – The Doors – Elektra/Rhino 3CD/LP Box Set

Strano destino quello dei Doors, storico gruppo californiano molto famoso anche dalle nostre parti: popolarissimi sia nel loro periodo di attività sia dopo (ed ancora oggi), principalmente grazie, oltre ad una manciata di canzoni entrate a far parte dei classici, all’immagine da “bello e maledetto” tramandata ai posteri del loro leader Jim Morrison (cosa ingigantita dalla sua prematura scomparsa avvenuta nel 1971 all’età di 27 anni), oggi sono molto poco citati come influenza dalle band contemporanee, a differenza, per citare un gruppo che operava nello stesso periodo, dei Velvet Underground, che in attività vendette pochissimo ma in seguito ha raggiunto una statura tale al punto da far affermare a Brian Eno che “pochi comprarono i loro dischi quando vennero pubblicati, ma tutti coloro che lo fecero poi formarono una band”. Questo penso sia dovuto al fatto che il sound dei Doors oggi possa risultare un po’ datato (ma a mio parere meno di quello dei Jefferson Airplane, altra grande band di quell’epoca oggi spesso dimenticata), anche se le orecchie più attente hanno sempre riconosciuto l’importanza del quartetto di Venice Beach ed anche il loro sound innovativo, che obiettivamente in quegli anni non li faceva assomigliare a nessun altro. Gran parte del merito va (andava) sicuramente a Ray Manzarek, vero leader musicale del gruppo, che con il suo organo Vox Continental (che dal vivo veniva accoppiato ad un Rhodes Piano Bass sopperendo così all’assenza di un bassista) ha da sempre caratterizzato il sound del gruppo, fungendo sia da strumento solista che ritmico: questo non vuol però dire che sia Robby Krieger, gran chitarrista dal tocco raffinato ed influenzato dal jazz e dalla musica indiana, sia John Densmore, ottimo batterista anch’egli di formazione jazz (e classica), fossero inferiori, e pure Morrison non era solo “un figo” come diremmo oggi, ma aveva una presenza magnetica sul palco, una voce notevole e soprattutto un cultura smisurata, che ritrovavamo nei testi delle canzoni (scritti per la maggior parte da lui), talvolta un vero e proprio campionario di riferimenti letterari, sotto l’influenza (oltre che delle droghe di cui era un vorace consumatore) di poeti, scrittori e filosofi del calibro di William Blake, Arthur Rimbaud, Jack Kerouac e Friedrich Nietzsche, solo per citarne alcuni.

I Doors furono scoperti del presidente della Elektra, Jac Holzman, che li vide esibirsi nei club di Los Angeles, principalmente il London Fog ed il Whiskey-A-Go-Go, e li segnalò al produttore Paul A. Rothchild (figura di vitale importanza per il gruppo insieme al tecnico del suono Bruce Botnick), il quale li portò in sala di incisione e, dopo soli sei giorni, ne uscì con l’album di debutto omonimo dei nostri, un disco che ancora oggi è considerato una pietra miliare del rock dell’epoca (e non solo), ed uno di quelli da possedere assolutamente in una collezione che si rispetti. Gran parte del merito va sicuramente a tre fra i brani più celebri della band, a cominciare dall’aggressiva e potente Break On Through (To The Other Side), posta in apertura, per continuare con la straordinaria Light My Fire, vera e propria signature song del gruppo (e non importa che sia uno di quei pezzi che si conoscono a memoria, ancora oggi le parti di organo e chitarra sono tra le più belle mai incise in assoluto), ed infine con la lunga ed ipnotica The End, delirio letterario di quasi dodici minuti ispirato a Morrison dalla lettura dell’Edipo Re di Sofocle, un brano che ha avuto un utilizzo geniale dodici anni dopo da parte di Francis Ford Coppola per due scene chiave del capolavoro Apocalypse Now. Ma non è che il resto del disco fosse di basso livello, dalla sinuosa Soul Kitchen, all’emozionante The Crystal Ship, nella quale Manzarek si sposta al pianoforte rilasciando un assolo strepitoso (e Morrison si conferma un vocalist dalla straordinaria duttilità), a Twentieth Century Fox, un riempitivo di gran lusso. Completavano il disco la diretta ed orecchiabile I Looked At You (con il basso suonato da Larry Knetchel), l’ipnotica End Of The Night, la bella Take It As It Comes, dal ritmo sostenuto e motivo diretto (peccato duri poco) e due covers, e se la quasi cabarettistica Alabama Song (traduzione inglese di un brano di Bertold Brecht e Kurt Weill) è un esperimento bizzarro, la versione personalizzata del classico blues Back Door Man (scritta da Willie Dixon e resa nota da Howlin’ Wolf) è tra le cose migliori dell’album.

Quest’anno cade il cinquantesimo anniversario di The Doors, e la Rhino ne ha approfittato per pubblicare una versione deluxe in triplo CD (con accluso anche il vinile) di questo disco storico, ma qualcosa non torna. Ok per la decisione di inserire nel primo dischetto un nuovo mix in stereo con le canzoni proposte alla velocità originale in cui furono suonate (pare infatti che il disco uscito all’epoca fosse leggermente rallentato, e questa versione è presente sia nel secondo CD, mixata in mono, sia nell’LP, anche se bisogna stare con le orecchie davvero dritte per accorgersi delle differenze), ma non capisco la scelta di non accludere nessuna bonus track, visto che ciò era stato fatto in edizioni precedenti a questa (ci sono due canzoni non entrate a far parte del disco originale, Moonlight Drive e Indian Summer, e pare che esistano anche versioni alternate molto interessanti di altre canzoni dell’album, tra cui The End). E veniamo al terzo CD, ed anche qui continuano le decisioni incomprensibili: infatti troviamo otto canzoni tratte da un concerto al Matrix di San Francisco (le prime sette di The Doors nello stesso ordine più The End), peccato che questo concerto fosse già stato pubblicato nel 2008 in doppio CD, e quindi in versione completa (prendendo in esame due diverse serate); va bene che qui sono stati usati per la prima volta i nastri originali di Peter Abrams (proprietario del Matrix), ma non è che la qualità di incisione sia migliorata poi di molto, diciamo che siamo sui livelli di un buon bootleg. Morrison fornisce un’interpretazione selvaggia (e qua e là un po’ sopra le righe) di tutti gli otto pezzi, e gli altri tre dimostrano di essere una notevole live band, ma il concerto rimane nettamente incompleto (il doppio del 2008 contava ben sedici brani in più). Quindi questo cofanetto è da considerarsi indispensabile per un neofita (o per chi come me non possiede il Live At Matrix originale, ed avendo già altri album dal vivo della band mi bastano anche otto canzoni), ma non offre nulla di succulento ai fans del gruppo.

Speriamo che nella (probabile) deluxe edition di Strange Days (il secondo album dei Doors, uscito anch’esso nel 1967) ci si impegni un po’ di più per includere qualche extra interessante.

Marco Verdi

Una Bella Accoppiata Dalla Rhino. Doors – Weird Scenes Inside The Gold Mine e R.E.M. – Unplugged 1991-2001

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Due belle uscite il 19 maggio per la Rhino Records, entrambe in doppio CD, una utile, l’altra inutile.

Doors – Weird Scenes Inside The Gold Mine – 2 CD Rhino Uk

Questa fu la seconda antologia dei Doors a venire pubblicata, dopo 13 nel 1970, la prima dopo la morte di Jim Morrison, avvenuta nel luglio del 1971. Si trattava di un doppio LP, uscito nel gennaio del 1972, per capitalizzare sulla morte di Morrison, mai pubblicata prima in CD (peccato che nel frattempo sia uscita una tonnellata di compilations dedicate alla band californiana). In attesa di 13, perché faranno sicuramente anche quella, questo è il contenuto, tutto già edito, ai tempi come oggi:

Disc: 1
1. Break On Through (To The Other Side)
2. Strange Days ( Lp Version )
3. Shaman’s Blues ( Lp Version )
4. Love Street ( Lp Version )
5. Peace Frog/Blue Sunday
6. The Wasp ( Texas Radio And The Big Beat ) ( Lp Version )
7. End Of The Night ( Lp Version )
8. Love Her Madly ( Lp Version )
9. Spanish Caravan ( Lp Version )
10. Ship Of Fools ( Lp Version )
11. The Spy (Lp Version)
12. The End (Lp Version)

Disc: 2
1. Take It As It Comes ( Lp Version )
2. Runnin’ Blue ( Lp Version )
3. L.A. Woman ( Lp Version )
4. Five To One ( Lp Version )
5. Who Scared You
6. (You Need Meat) Don’t Go No Further
7. Riders On The Storm
8. Maggie M’Gill ( Lp Version )
9. Horse Latitudes ( Lp Version )
10. When The Music’s Over ( Lp Version )

Se non avete nulla, ma proprio se non avete nulla (what? niente Light My Fire! e tante altre, praticamente tutti i singoli che erano su 13) oppure se avete già tutto.

r.e.m. unplugged

R.E.M. – Unplugged 1991-2001 – The Complete Sessions – 2 CD Rhino 19-05-2014

Questa invece è una bella sorpresa per tutti i fans dei R.E.M. Un doppio CD con le due esibizioni complete per la trasmissione di MTV. Le liste dei brani, che leggete sotto, riportano “brani inediti” per undici brani, ma in effetti è tutto inedito, mai uscito né su vinile, né su CD, e tantomeno in VHS o DVD (ma prima o poi…). Per la verità, per il Record Store Day, il 19 aprile, è uscita una versione limitata in 4 LP, ma si è vista pochissimo in giro, almeno sul suolo europeo. Il giorno dell’uscita Mike Mills era in un negozio del Maine a firmarne delle copie. Comunque questa è la lista completa dei brani, andati in onda ai tempi, con le eccezioni dei brani contrassegnati da asterisco:

CD1
MTV Unplugged – 4/10/1991

Half a World Away
Disturbance At the Heron House
Radio Song
Low
Perfect Circle
Fall on Me
Belong
Love is All Around
Its the End of the World As We Know It (and I Feel Fine)
Losing My Religion
Pop Song 89
Endgame
Fretless *
Swan Swan H *
Rotary 11 *
Get Up *
World Leader Pretend *

CD2
MTV Unplugged – 5/21/2001

All the Way to Reno (You’re Gonna Be a Star)
Electrolite
At My Most Beautiful
Daysleeper
So. Central Rain (I’m Sorry)
Losing My Religion
Country Feedback
Cuyahoga
Imitation of Life
Find the River
The One I Love *
Disappear *
Beat a Drum *
I’ve Been High *
I’ll Take the Rain *
Sad Professor *

*=unreleased

Alla prossima!

Bruno Conti

Ray Manzarek (& Roy Rogers), Atto Finale! Twisted Tales

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Ray Manzarek & Roy Rogers – Twisted Tales –  CNC (Chops Not Chaps) Records

Dai tempi in cui non era più il tastierista di quella promettente formazione fondata a Venice Beach con l’amico Jim Morrison, in California, nell’estate del 1965, The Doors, Raymond Daniel Manzarek non era stato più in grado di accedere a quei livelli di ispirazione che avevano caratterizzato i primi sei anni della sua carriera, fino al fatidico 1971 dell’uscita di La Woman. Ma ha caparbiamente e testardamente portato avanti la leggenda del gruppo (che si apprende in questi giorni avrà scampoli di nuova vita con la ennesima reunion di John Densmore e Robbie Krieger che sembrano avere appianato le loro diatribe legali), in qualche caso anche oltre i limiti dell’umana decenza musicale, ma sempre con una certa dignità e nel contempo ha firmato anche un consistente numero di progetti solisti e collaborazioni, soprattutto nell’ultima decade, che si sono protratti sino a pochi mesi prima della sua morte, avvenuta il 20 maggio di quest’anno, che possa riposare in pace.

Nessuno dei dischi che si sono succeduti negli oltre 40 anni passati da allora può essere definito memorabile, ma le collaborazioni con Roy Rogers, cantante e chitarrista slide, avvenute all’ombra della comune passione per il Blues (musica molto amata anche da Morrison e dagli altri Doors), sono sicuramente da ritenersi tra le più riuscite,  più di quella improbabile, ma non terribile, con Skrillex o la sua affermazione che i Chemical Brothers erano gli eredi dei Doors, opinione rispettabile ma difficilmente condivisibile, che però consentiva di “rimanere sempre alla moda”! Nei due precedenti dischi con Rogers, lo strumentale Ballads Before The Rain del 2008, dove venivano ripresi pezzi di musica classica, un paio di brani dei Doors e alcune nuove composizioni e il successivo Translucent Blues, decisamente più orientato verso le classiche 12 battute, con entrambi che si dividevano le parti vocali e i testi che venivano ripresi anche del repertorio di due grandi poeti americani, vicini al rock, come Michael McClure e Jim Carroll, soprattutto nel secondo c’era già in nuce questa collaborazione tra poesia, rock e blues, che in questo Twisted Tales raggiunge il suo completamento, completando il cerchio iniziato proprio 40 anni fa circa e che lo scorso anno, in modo più dimesso e meno eclatante, aveva visto la luce nell’album Piano Poems: Live In San Francisco che però in pratica erano dei readings dei poemi di McClure accompagnato dal piano di Manzarek e dal flauto di Larry Kassin.

Questa volta il progetto è più organico, quattro testi di Jim Carroll (poeta, ma anche grande rocker) e tre di McClure, messi in musica da Manzarek e Roy Rogers, oltre a tre canzoni scritte da Rogers, che con la sua formidabile slide si divide gli spazi con la tastiere di Ray in tutto l’album. Che, diciamolo subito, per sgombrare lo spazio da eventuali equivoci, è, ancora una volta, un onesto disco di blues-rock, ma niente di trascendentale, nella media di moltissimi altri album simili che escono quasi giornalmente, con Rogers che è cantante discreto, meglio Manzarek,  ma nessuno dei due un fulmine di guerra, però ai rispettivi strumenti si fanno valere, e il rock e il boogie di brani come le iniziali Just Like Sherlock Holmes e Eagle In The Whirlpool  si ascolta con piacere e fa muover il piedino. Quando l’organo di Manzarek sale in primo piano come nella doorsiana Cops Talk, un po’ di nostalgia ti attanaglia ma la consistenza vocale non incanta particolarmente anche se l’assolo di sax di George Brooks ha un suo fascino.

Ma la produzione di Manzarek non ha più quell’aria tagliente dei primi dischi degli X. Nel flamenco-rock di Street Of Crocodiles Ray sfoggia delle sfumature vocali alla Morrison che vivacizzano l’ascolto. Ma quando ci si allontana troppo dal blues come in American Woman, sembra di ascoltare una parodia dei Tubes o dei Cars, mentre Shoulder Ghosts di Roy Rogers tenta anche la strada della musica d’atmosfera, senza particolare successo, al di là della slide del titolare. In The Will Of Survive, ancora di Rogers, torna un po’ della grinta dei brani iniziali, ma nulla di cui entusiasmarsi. Meglio il lungo slow blues cadenzato, con uso di slide, di Black Wine/Spank Me With A Rose, reso vivace dall’organo di Manzarek che non ha perso il tocco e se la cava egregiamente alla voce. State Of the world e Numbers concludono, senza infamia e senza lode, un disco discreto che vive più sulla fama dei suoi protagonisti che sull’effettivo valore dei contenuti, arrivando alla sufficienza, sei di stima.

Bruno Conti  

“Finalmente” Una Nuova Ristampa Dei Doors – Live At The Bowl ’68

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The Doors – Live At The Bowl ’68 –  Eagle Rock/Edel  DVD o Blu-Ray – Rhino CD 23-10-2012

E’ diventata una consuetudine quella di ricomprare sempre le stesse cose, più e più volte, perché in ogni nuova edizione i discografici ci allettano, una volta con la qualità sonora migliorata, un’altra con i brani in più rispetto alle precedenti versioni, in qualche caso con entrambe le cose. Per questo Live At The Bowl ’68 dei Doors valgono entrambe le opzioni. Però, diversamente da come è stato per il recente Kiko Live dei Los Lobos, non è stata fatta una bella confezione che raccoglie entrambi i supporti, in quanto il CD e il DVD o Blu-Ray escono per etichette differenti.

All’origine, il disco in vinile uscì come Live At the Hollywood Bowl, un mini album con sei brani pubblicato dalla Elektra nel 1987, più una single version abbreviata di Light My Fire, poco più di 22 minuti di musica e con l’aggravante di contenere solo dei brevi estratti della celeberrima Celebration Of The Lizard, il disco più corto della discografia dei Doors (ma fu pubblicato anche in VHS).

Aggravante, perché il concerto, registrato il 5 luglio del 1968 nella famosa location californiana, era veramente bello, uno dei migliori della loro carriera, nonché uno dei pochi di cui esistevano anche le riprese in video. E infatti nel 2000 venne pubblicata dalla Universal Pictures una prima versione pure in DVD, ampliata per contenere 14 tracce e 62 minuti di musica (come nella videocassetta), con qualche problema tecnico qui e là. Ma, ai tempi, il concerto era stato ripreso con quattro cineprese e l’audio catturato in 16 piste, e quindi il massimo di quello che esisteva all’epoca. In questi anni la tecnologia ( e le ricerche negli archivi) hanno fatto ulteriori passi avanti e perciò eccoci a questa ulteriore nuova uscita, pubblicata dalla Eagle Rock, che è stata curata da Bruce Botnick, ovvero l’ingegnere del suono e il co-produttore originale delle registrazioni. Le tracce, sia nelle versioni video che in quella audio, sono diventate 20, ma solo perché alcuni brevi frammenti e introduzioni o finali sono stati contati come brani. In ogni caso ci sono comunque due brani extra aggiunti, The Wasp (Texas Radio And The Big Beat) e Hello I Love You che sono stati re-inseriti come settima e ottava canzone del concerto originale, che quindi ritorna nella sua interezza. La qualità audio e video è fantastica, immagini e suono nitidissimi, non sembra che siano passati 44 anni e Jim Morrison e soci, anche a livello musicale, sono in serata di grazia. The End, oltre i 17 minuti, una versione di Light My Fire di quasi dieci minuti e When The Music’s Over, oltre i dodici minuti, sono tra le migliori versioni mai ascoltate.

Inutile ricordare l’importanza dei Doors, uno dei più grandi gruppi della storia del rock, colti all’apice della loro carriera. Per invogliare ulteriormente l’acquirente, nella versione video c’è circa un’ora di materiale extra, con backstage, interviste e filmati inediti realizzati allora ed oggi, per rendere ancora più appetibile questa nuova uscita. Per una volta, si ricompra qualcosa per cui vale assolutamente l’esborso della cifra richiesta, che è anche abbastanza contenuta, nessuna strana e costosissima edizione Deluxe. Sarebbe un errore in italiano, come mi ammonisce anche il programma di scrittura di Word, ma lo dico lo stesso, nonostante sia la seconda ristampa in un anno (dopo L.A Woman), consigliatissimo! Ed ora vai con Jimi Hendrix, che il 27 novembre avrebbe compiuto 70 anni !

Bruno Conti

Le Prime Ristampe Del 2012: Doors E Alex Chilton

 

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Il 2011 non è ancora finito e qualche “ricordo” dell’anno in corso ricorrerà ancora nei prossimi giorni ma cominciamo con le prime Anticipazioni sulle uscite del 2012, future ma allo stesso tempo imminenti.

Per iniziare vi parlerei di quel CD di Alex Chilton Free Again: The 1970 Sessions che uscirà il 10 gennaio per la Omnivore Recordings negli Stati Uniti e poi il 31 gennaio in Inghilterra per la Big Beat Records del gruppo Ace. Si tratta di una versione ampliata di questo disco che vedete qui sotto uscito nel 1996 per la Rev-ola…

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E il materiale, parzialmente, coincide con quello che era compreso in un album pubblicato negli anni ’80 dalla Fan Club della New Rose come The Lost Decade. Considerando che si finisce sempre per ricomprare gli stessi dischi anche il 2012 inizia con i soliti auspici e il vostro fedele Blogger cerca di tenervi sempre puntualmente informati. Di cosa si tratta? E’ il materiale registrato da Alex Chilton nell’interregno tra la fine dei Box Tops e l’avventura con i Big Star nel 1970 appunto, ma che vide la luce discograficamente molti anni dopo. Si tratta comunque di musica che fa da ponte tra il pop soul del primo gruppo di Chilton e il pop meets rock quasi perfetto della band di Chilton e Chris Bell, registrato naturalmente nei leggendari studi Ardent di Memphis. E ci sono degli “inediti” ovviamente!

1. Free Again (ORIGINAL MONO MIX)
2. Come On Honey
3. Something Deep Inside
4. I Can Dig It
5. The EMI Song (Smile For Me)
6. All I Really Want Is Money
7. The Happy Song
8. Jumpin’ Jack Flash
9. Every Day As We Grow Closer/Funky National
10. I Wish I Could Meet Elvis
11. Just To see You
12. All We Ever Got From Them Was Pain (*previously unissued)
13. Sugar, Sugar/I Got The Feelin’
14. Free Again (STEREO REMIX WITH ALTERNATE VOCAL)(*previously unissued)
15. Every Day As We Grow Closer (ORIGINAL MONO MIX)(*previously unissued)
16. Come On Honey (ORIGINAL MONO MIX)
17. The EMI Song (Smile For Me) (ORIGINAL MONO MIX)(*previously unissued)
18. All I Really Want Is Money (DEMO)(*previously unissued)
19. If You Would Marry Me Babe (DEMO)(*previously unissued)
20. It Isn’t Always That Easy (DEMO)(*previously unissued)

Pochi ma ci sono. E non aveva ancora compiuto 20 anni, a proposito di Boy Bands! Se, a detta di molti, le circa 30.00 copie vendute da Velvet Underground and Nico all’epoca sono equivalse quasi a un pari numero di futuri gruppi, anche i Big Star (e Chilton in particolare) sono stati assai influenti su quello che sarebbe avvenuto negli anni a venire nella musica rock “alternativa”. E questo, come si usa dire, è il prequel della storia, che come in tutte le saghe che si rispettino esce dopo.

 

Più o meno nello stesso periodo, ma a Los Angeles in California, sotto la guida di Bruce Botnick, i Doors realizzavano quello che sarebbe stato il loro ultimo album con Jim Morrison, L.A. Woman secondo molti il loro migliore, insieme agli iniziali The Doors e Strange Days. Come in tutti gli anniversari che si rispettino (a livello discografico), per il 40° Anniversario + 1, non capisco perché ma ormai usa così (l’album uscì nell’aprile del 1971), il 24 gennaio 2012 usciranno non uno ma due prodotti per ricordare l’avvenimento. Il primo è un doppio CD L.A. Woman (40th Anniversary Edition) pubblicato dalla Elektra/Rhino Records in versione Deluxe con questo contenuto:

Disc: 1
1. The Changeling
2. Love Her Madly
3. Been Down So Long
4. Cars Hiss By My Window
5. L.A. Woman
6. L America
7. Hyacinth House
8. Crawling King Snake
9. The WASP
10. Riders On The Storm

Mentre le Bonus dovrebbero essere queste:

40th Anniversary Mixes bonus tracks

  1. “Orange County Suite” (Jim Morrison) – 5:45
  2. “(You Need Meat) Don’t Go No Further” (Willie Dixon) – 3:41

[edit] 40th Anniversary Edition bonus tracks (Being Released January 24, 2012)

  1. “The Changeling – Alternate Version”
  2. “Lover Her Madly – Alternate Version”
  3. “Cars Hiss by My Window – Alternate Version”
  4. “L.A. Woman – Alternate Version”
  5. “L’America – Alternate Version”
  6. “Hyacinth House – Alternate Version”
  7. “Crawling King Snake – Alternate Version”
  8. “The WASP (Texas Radio and The Big Beat) – Alternate Version”
  9. “Been Down So Long – Alternate Version”
  10. “Riders on the Storm – Alternate Version”
  11. “She Smells So Nice”
  12. “Rock Me”

Mentre la versione Superdeluxe in 5 CD che peraltro era stata annunciata non uscirà più. Ci acconteremo, con grande gioia dei nostri portafogli provati dagli ultimi mesi del 2011 (anche se pare che una versione limitata e numerata tripla possa uscire in un secondo momento)!

La Eagle Rock Entertainment per non farci mancare nulla, sempre il 24 gennaio, pubblicherà un DVD intitolato Mr. Mojo Risin’: The Story Of L.A. Woman, in quella serie di dischetti che raccontano le genesi di un celebre album della storia del rock per immagini. Dura 94 minuti e rispetto alla versione che è andata in onda sulle televisioni americane sono state aggiunte ulteriori interviste. Ci sarà qualcosa che non si è visto o ascoltato nelle miriadi di pubblicazioni uscite in questi 40 anni? Non lo so, vedremo.

Bruno Conti

Jim Morrison And The Doors – Una Occasione Da Non Mancare – A Collection Box Set

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The Doors – A Collection – 6 CD Box Set – Warner

A dire il vero questo cofanetto non è proprio una novità ma si tratta comunque di una occasione ghiotta. Contrariamente a quanto annunciato nel breve Post commemorativo dedicato al 40° dalla scomparsa di Jim Morrison dove avevo detto che la casa discografica non avrebbe pubblicato nulla per l’occasione (se non in Italia, dove il documentario When You’re Strange è uscito in DVD con un anno di ritardo rispetto al resto del mondo). Mi sbagliavo. La Warner europea (non negli Stati Uniti) pubblica in questi giorni, il 5 luglio in alcuni paesi (Italia compresa), l’11 luglio nel Regno Unito, questo cofanetto di 6 CD con gli album ufficiali dei Doors nella versione rimasterizzata da Bruce Botnick (con il ck finale, qualcuno ha scritto Botnik e tutti si sono accodati), il tecnico originale del suono, per il quarantennale dall’uscita. I CD sono in confezione paper sleeve che riproduce le grafiche originali dei dischi come potete controllare qui sopra.

E fin qui nulla di straordinario, gli album dei Doors si trovano regolarmente in circolazione, anche a mid-price. Ma se il tutto vi viene a costare intorno ai 25 euro? Direi che siamo di fronte a una occasione più unica che rara, da non perdere, quindi affrettatevi perché si tratta di una offerta limitata nel tempo!

Bruno Conti

James Douglas Morrison 08/12/1943 – 03/07/2011

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Ma quale era quello vero? Sono passati 40 anni dalla morte e le “porte” non si sono mai chiuse (e molti non sono nemmeno sicuri che sia morto, lui, Jimi Hendrix e Elvis Presley dovrebbero essere in qualche isola tropicale a godersi la vita, secondo alcune leggende metropolitane). “L’industria” dei Doors e di Jim Morrison in questi anni è sempre stata molto fiorente ma (non) stranamente anche in questa occasione, i discografici sono rimasti silenziosi. Niente dischi o film nuovi, giusto quel When You’re Strange – A Film About The Doors (pubblicato negli States nel 2010) che per la strane alchimie del mercato italiano è uscito da noi nelle sale il 21 giugno e il 6 luglio sarà in vendita come DVD (Universal Pictures ma anche dalla Feltrinelli nella collana con libro al seguito), giusto in concomitanza con l’evento. Ma è un caso? Non lo so, comunque il film di Tom DiCillo è un documentario interessante che traccia la storia della vita di Jim Morrison e dei Doors con molti filmati inediti ed interessanti, la voce narrante di Johnny Depp e una colonna sonora contigua con molti poemi rari di Jimbo e molta musica già conosciuta ma sempre valida.

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“Casualmente”, lo scorso mese, è uscito anche un CD di Ray Manzarek in coppia con il chitarrista slide e cantante blues Roy Rogers intitolato Translucent Blues (la loro seconda collaborazione dopo Ballads Before The Rain del 2008 che conteneva anche un paio di rivisitazioni di brani dei Doors). Devo dire sinceramente che si tratta di un buon album, meglio di quello che mi aspettavo, blues con molte reminiscenze del sound del gruppo madre e l’organo inconfondibile di Manzarek che si intreccia con la chitarra di Rogers in uno stile che ricorda molto i Doors più bluesati (e la musica la faceva Manzarek, anche ma non solo). Cantano entrambi e il buon Ray dopo svariati anni si rivela un cantante più che adeguato, quasi indistinguibile da Rogers e che ricorda molto (con rispetto parlando) Jim Morrison. Se pensiamo ai due album in trio francamente imbarazzanti pubblicati appena dopo la morte di Morrison (Other Voices e Full Circle) e gli altrettanto imbarazzanti Doors of the 21st Century poi divenuti Riders On the Storm con il cantante Ian Astbury dei Cult, questo nuovo disco di Manzarek mi sembra un tributo più che dignitoso a sè stesso, alla musica del suo gruppo e alla figura di Morrison (niente Carmina Burana rivisitati). Anche se, come Manzarek-Krieger, parte in questi giorni un tour mondiale commemorativo della musica dei Doors che il 9 luglio si fermerà anche al Pistoia Blues Festival, ma giustamente ci può stare. L’unico (secondo me) che era riuscito quantomeno a non far rimpiangere troppo Morrison era stato Eddie Vedder nell’insediamento dei Doors nella Rock and Roll Hall Of Fame del 1993.

E non dimentichiamo che aveva solo 27 anni. Rest in Peace, Jim!

Bruno Conti

Janis Joplin 19/01/1943 – 04/10/1970

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40 anni fa oggi veniva trovata morta nella camera del suo motel a Hollywood, Los Angeles Janis Lyn Joplin, la più grande cantante della storia della musica rock (per il sottoscritto). Era nata il 19 gennaio del 1943 a Port Arthur, Texas e quindi ci lasciava a 27 anni, la stessa età di Jimi Hendrix che era morto circa quindici giorni prima, il 18 settembre.

Devo dire che non ci sono state grande commemorazioni dell’evento, neppure a livello discografico: per Hendrix abbiamo avuto Valleys of neptune e a novembre uscirà un cofanetto quintuplo temp-dc65a0b6dc661cf992fcf0c8bf0a5593.html, ma per Janis Joplin non ci sono state pubblicazioni discografiche nel 2010, l’ultima uscita postuma “inedita” è la pubblicazione della registrazione completa del concerto di Woodstock, The Woodstock Experience con allegato I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama! avvenuta a luglio dello scorso anno.

A salvare le apparenze, almeno in Italia, ci ha pensato la Arcana che ha pubblicato la biografia di Janis Graffi in Paradiso… La Vita E I Tempi di Janis Joplin di Alice Echols che contiene anche molto foto inedite, oltre a una serena e accurata disamina della vita di questa grande artista con moltissime interviste realizzate per l’occasione.

Una lettura che vi consiglio, come consiglierei all’estensore dell’articolo sull’Ansa (quindi una delle fonti di notizie più autorevole in Italia, molto ripresa anche da altri siti), dicevo che gli consiglierei anche una bella biografia di Jim Morrison, perchè così dice nel suo articolo…

“L’ultima registrazione di Janis Joplin prima di morire è stata una canzone-regalo per il compleanno di John Lennon incisa il primo ottobre 1970. Il quattro ottobre è stata stroncata da un’overdose di eroina. Quando il nastro arrivò a New York a casa di Lennon, Janis se n’era già andata. Aveva 27 anni. La stessa età in cui sono morti Jimi Hendrix e Jim Morrison, tutti e tre nel ’70: la tragica santa trinita’ del rock.”

Peccato che Jim Morrison sia morto il 3 luglio del 1971! Se volete verificare … visualizza_new.html_1756695918.html.

Tutto questo mi ha fatto venire in mente un vecchio libro degli anni ’60, la Fiera delle Castronerie, molto divertente e molto attuale viewtopic.php?t=786&start=0, sono sicuro che Janis Joplin si sarebbe fatta una delle sue tipiche risatine.

L’autrice di questo meraviglioso brano Ball and Chain, Big Mama Thornton ha detto di lei: “Questa ragazza prova le stesse cose che sento io”

RIP Janis!

Bruno Conti