26/12/2012
Saint Stephen...I Migliori del 2012: Le Tante "Alternative" Parte II
Naturalmente dopo Natale viene "Saint Stephen"! Per cui continuiamo con la seconda parte della lista delle migliori "alternative" del 2012 according to Bruno Conti. Se non riuscite a leggerli durante le feste natalizie mi pare ovvio che non hanno una scadenza...eravamo più o meno a luglio!
Robert Cray - Nothing But Love
Joss Stone - The Soul Sessions Vol. 2
Bill Fay - Life Is People
Old Crow Medicine Show - Carry Me Back
John Hiatt - Mystic Pinball
Chris Knight - Little Victories
Michael McDermott - Hit Me Back
Dwight Yoakam - 3 Pears
Beth Hart - Bang Bang Boom Boom
Jamey Johnson - Living For A Song. A Tribute To Hank Cochran
Donald Fagen - Sunken Condos
Van Morrison - Born To Sing No Plan B
Neil Young & Crazy Horse - Psychedelic Pill
Iris DeMent - Sing The Delta
Greg Brown - Hymns To What Is Left
Graham Parker & the Rumour - Three Chords Good
Mi sa che mi sono dimenticato qualcosa, ma se non volevo fare un elenco da Pagine Gialle dovevo, a malincuore, saltare dei dischi che avrebbero meritato questa lista di fine anno. La seconda parte è più breve della prima perché avrebbe dovuto contenere molti dei titoli che sono già apparsi nella Top Ten. E mancano ristampe, cofanetti e live (qualcuno ha detto Led Zeppelin!).
E se vi sembrano "troppi" perché non si fanno più i grandi dischi di una volta, questo lo diceva anche mia mamma, ma bisogna sapersi accontentare e in questa annata è stato un bel "accontentarsi"!
Comunque per oggi per può bastare.
Bruno Conti
00:22 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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23/07/2012
Ma Che Voce Ha!?! Il "Ritorno" Di Joss Stone - The Soul Sessions Volume 2
Joss Stone - The Soul Sessions Vol.2 - Stone'd/S-Curve/ Warner Bros 24-07-12 Europa 31-07-2012 USA - Special Edition 15 brani
Il "ritorno" è relativo, visto che Joss Stone non se ne era mai "andata", pubblicando due album lo scorso anno, uno a nome suo, LP1, e l'altro con i SuperHeavy. Più che altro si tratta di un ritorno alle origini, a quel The Soul Sessions che nove anni fa, nel 2003, quando di anni ne compiva 16 anni, l'aveva segnalata come una delle voci più formidabili in circolazione. Joss Stone (Jocelyn Eve Stoker per la sua mamma) ha sempre avuto un contralto naturale fantastico e una sana propensione per la musica soul, genere adattissimo a quel tipo di voce, ma dopo quel primo album che conteneva una serie di cover di brani diciamo "oscuri" del repertorio black, si è affidata sempre di più, album dopo album, al lavoro e alla collaborazione con gli artisti dell'R&B e dell'Hip Hop contemporaneo che hanno snaturato il suo stile genuino (sono sempre pareri personali, poi ognuno è libero di pensarla come vuole). Anche il disco dello scorso anno, prodotto da Dave Stewart, non mi aveva entusiasmato più di tanto, al di là dei due o tre brani canonici che abbellivano comunque i suoi LP.
Per questo secondo capitolo delle Soul Sessions, la Stone si è nuovamente affidata al team della S-Curve Records (in joint venture con la sua etichetta Stone'd) e in particolare a Steve Greenberg che aveva coordinato quell'album. E i risultati si vedono o meglio si sentono, eccome se si sentono, ci sono tre o quattro brani dove canta in modo incredibile, con un feeling e una partecipazione straordinari, e la voce, senza andare sopra le righe o fare forzature innaturali, è in grado di mandare dei brividi nella schiena dell'ascoltatore, che sono sinonimi di musica di gran classe. Chi vi scrive, come forse saprete, tra le tante musiche che ascolta, ha una particolare predilezione per la musica nera e nello specifico per il soul e una passione per le belle voci femminili.
Direi che in questo album la ricerca, penso del team di produzione, si è rivolta verso brani che sono proprio da specialisti della black music, canzoni che ai tempi sono state magari anche dei successi ma che più nessuno ricorda e quindi per l'occasione, vi snocciolo una bella track-by-track anche per inquadrare i brani di cui parliamo. Per aggiungere autenticità all'album ci sono anche alcune partecipazioni i cui nomi faranno aumentare la salivazione degli appassionati, gente come Ernie Isley degli Isley Brothers alla chitarra, il grande Delbert McClinton (anche se non sono riuscito ad individuare in quale brano appare o forse sì) e il tastierista Clayton Ivey della Muscle Shoals Rhythm Section, tutta gente che è sinonimo di qualità. Sarà anche karaoke di alta classe, come ha detto qualcuno, o musica retrò, ma preferisco questo "retro" a molta musica che viene spacciata per avanguardia sonora, per lo meno c'è un'anima (soul)!
Per essere preciso e tassonomico mi sono anche fatto delle ricerche ed ho preso degli appunti che ora vado a sfogliare:
1° brano) I Got The... qualcuno aggiunge un soul al titolo, ma non c'è, brano di Labi Siffre, nonostante il nome che può ingannare, un vocalist maschile inglese di origine africana, attivo soprattutto negli anni '70, grande voce. La versione di Joss Stone, a dispetto du un suono moderno, soprattutto nella sezione ritmica, si colloca a cavallo tra certi brani del Philly Sound più classico e le minisinfonie soul di Isaac Hayes per l'uso di archi, tastiere e voci femminili di supporto, buon inizio anche se non memorabile, diciamo radiofonico. L'aveva campionata anche Eminem per My Name Is.
2° brano) (For God's Sake) Give More Power To The People, cantata a pieni polmoni e con grinta dalla Stone, è un vecchio brano dei Chi-lites, ma qui è reso con un groove segnato da un basso funkyssimo (non si potrebbe dire ma è la verita) che ricorda le cose migliori dei Rufus di Chaka Khan degli anni d'oro. C'è anche una armonica malandrina che potrebbe essere quella di Delbert McClinton.
3° brano) While You're Out Looking For Sugar è un vecchio brano del 1969 delle Honey Cone, un formidabile trio vocale femminile anche se poco conosciute se non dagli appassionati del genere. Un brano, mosso e ritmato, con un organo insinuante e la voce a piena polmoni della Stone che invade le casse dell'impianto con effetti dirompenti.
4° brano) Sideway Shuffle, e qui diamo uno schiaffo morale ai tipi di Wikipedia che così scrivono, non è un brano di Tim Renwick (peraltro grande chitarrista inglese) che ha una S in più nel titolo, ma una canzone firmata dalla grande Linda Lewis, altra formidabile vocalist di colore inglese che ha vissuto il suo periodo di fulgore negli anni '70 (ma tuttora in attività), quando oltre a pubblicare i suoi dischi la si trovava come background vocalist negli album di Cat Stevens, Rod Stewart, David Bowie e tantissimi altri, e in anni più recenti anche con i Jamiroquai. La Lewis, che ha una estensione vocale di cinque ottave, secondo alcuni è stata la prima ad utilizzare quella nota acuta, quasi un fischio inaudibile se non ai cani (scherzo), che è stata una caratteristica anche di Minnie Riperton e Mariah Carey.
5° brano) I don't want to be with nobody but you è una ballata lenta soul con fiati, scritta da Eddie Floyd di Staxiana memoria, e qui Joss Stone è nel suo campo, e canta, cazzo se canta! Senza esagerare ma con la giusta misura, a venticinque anni è nel pieno del suo sviluppo come cantante, sia come tecnica che come bravura di interprete. Varrebbe la pena solo per questo brano, se il resto non fosse comunque buono, per consigliarvi questo CD. Senti che roba!
6° brano) Teardrops è più moderna, si tratta di un brano degli anni '80 scritto da Womack & Womack, l'avevano fatta anche Elton John e Kd Lang nell'album di duetti del 1993, ma non c'è paragone con questa versione, soul music di classe cristallina con quell'organo e gli archi che si insinuano nelle pieghe della canzone. Che è anche orecchiabile come è giusto che siano le grandi canzoni pop(olari) e cantata ancora in modo perfetto, senza esagerazioni inutili, con un finale da grande interprete.
7° brano) Stoned Out Of My Mind è un altro super funky (ditemi chi è il bassista? James Alexander) scritto da Barbara Acklin ancora per i Chi-Lites, di cui appaiono due brani nel CD, versione da manuale.
8° brano) The Love We Had (Stays On My Mind), scritta da Terry Callier per i Dells è un'altra slow ballad fantastica, mi sarebbe piaciuto ascoltarla cantata da Aretha o da Dionne Warwick, armonie vocali femminili da sballo e un'altra interpretazione magnifica di Joss Stone, "accontentiamoci"!
9° brano) The High Road, introdotta dalla chitarra spaziale di Ernie potrebbe essere uno di quei brani magici degli Isley Brothers futuribili del periodo Epic dei primi anni '70, ma in effetti è un brano contemporaneo firmato da James Mercer (Shins) e Brian Burton (aka Danger Mouse) per il loro progetto come Broken Bells. Dovrebbe essere uno dei singoli dell'album come era stato per la cover del brano dei White Stripes, Fell In Love With A Boy, nelle precedenti Soul Sessions.
10° brano) Pillow Talk è un vecchio successo del 1973 di Sylvia (Robinson) che poi sarebbe stata la fondatrice a fine anni '70 della Sugar Hill Records. La canzone in origine era stato scritta per Al Green, e il brano, in quella versione, oltre a tutto, anticipava, con i suoi gemiti e lamenti e un groove molto scandito, di un paio d'anni, la Donna Summer di Love To Love you Baby e la disco. Con le sue percussioni, il wah wah, un organo magico, la giusta dose di riverbero e gli urletti mirati, questa versione della Stone è una piccola lezione su come fare del funky di classe senza scadere nello scontato. La base ritmica del brano è stata usata anche da Kate Bush per Running Up That Hill, per la serie non si butta via niente.
11° brano) Then You Can Tell Me Goodbye è un brano scritto in origine da John D. Loudermilk per Don Cherry nel 1962, poi è diventato un brano doo-wop nella versione dei Casinos, molti anni dopo il boom di questo genere e infine, in versione country, un successo per Eddy Arnold. Questa versione di Joss Stone la fa diventare una dolcissima ballata con l'accompagnamento di una chitarra acustica pizzicata e una sezione archi, nonché le immancabili voci femminili di supporto e come tutti i brani lenti è manna dal cielo per la voce di Joss Stone, forse un filo di melassa di troppo ma comunque molto buona.
Varrebbe già la pena per questi 11 brani, ma nella versione Special del disco ce ne sono altri quattro ancora più oscuri e goduriosi: una First Taste Of Hurt scritta da tale Wilson Turbinton, che sarebbe il mitico Willie Tee dei grandi Wild Magnolias, una delle formazioni cardine del suono di New Orleans, One Love In My Lifetime era un brano del repertorio della Diana Ross degli anni '70 e in generale in questo album di Joss Stone ci sono quei momenti "panterati" tipici dell'ex cantante delle Supremes. Nothing Take The Place of You è addirittura da "archeologi" del soul, un brano firmato da Toussaint McCall, altro genio minore della musica soul della Louisiana, mentre la conclusiva (1-2-3-4-5-6-7) Count The Days è stato un brano minore di Inez & Charlie Foxx che sono passati alla storia del pop per quella Mockingbird che quasi tutti conoscono però nella versione di James Taylor e Carly Simon.
Questa volta mi sono cimentato un poco nell'arte delle citazioni e dei richiami che è uno dei piaceri nascosti del parlare della musica pop e soul ma l'argomento trattato lo consentiva. Se poi vi viene voglia di andare alla ricerca anche delle versioni originali, non sarebbe una cattiva idea. Ripetiamolo, sarà musica retrò come poche, ma fatta un gran bene, insieme a quello di Rumer uno dei migliori dischi di cover dell'anno, casualmente belle voci entrambe! Adesso aspettiamo il terzo capitolo fra una decina d'anni.
Bruno Conti
15:13 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Disco UFO, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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17/09/2011
Non Solo "Superheavy", SuperReggae & Bollywood Ma...
Superheavy - Normal & Deluxe Editions - A&M/Universal 20-09-2011
Ma...Lo ammetto, dopo il primo ascolto di questo CD dei Superheavy nella versione Deluxe (16 brani), la mia prima tentazione sarebbe stata quella di prendere a calci nel culo (si può dire calci?) tutti i componenti della "Superband" e rispedirli nei rispettivi stati e continenti, India, Giamaica, Inghilterra e Stati Uniti (anche quelli di adozione)! Poi mi sono detto, prima di scrivere qualsiasi cosa proviamo un secondo ascolto, magari con le cuffiette dei Walkman, che è probabilmente il supporto con il quale questo album verrà ascoltato con maggiore frequenza e poi di nuovo con l'impianto per scorgere eventuali particolari sfuggiti nei primi giri. E la pazienza ha dato i suoi frutti, il disco, che paventavo "una cagata pazzesca" di dimensioni fantozziane, non dico che mi piaccia moltissimo, ma aldilà dei quattro o cinque brani con cui avrei potuto fare un discreto EP ed archiviarlo a futura memoria insieme a tutta la discografia solista di Mick Jagger, ha "svelato" un suo progetto unitario, democratico, commerciale ma migliore di quello semplicemente "supermodernista" di Goddess In The Doorway, che, come avrebbe detto dell'Ignazio Larussa Fiorello, era veramente brutto.
Il disco veleggia in un ambito sonoro Super reggae e Bollywood, sostenuto dalla sezione ritmica abituale di Damian Marley, i cosidetti Distant Relatives, Courtney Diedrick e Shiah Coore, che assieme alla violinista Ann Marie Calhoun e alle tastiere di A.R. Rahman (il "Morricone indiano", ma mi faccia il piacere!), viene mitigato dal plotone occidentale capitanato da Jagger e Stewart, che sono i due produttori e dalla voce soul "della madonna" (non alla Madonna o Nicole Scherzinger come nella versione dance del soundtrack del Milionario) di Joss Stone, che come direbbe la Marchesini è anche una "bella faiga"!
Alla fine ho raggiunto un compromesso con me stesso: non sarà quel capolavoro che molti quotidiani, soprattutto italiani, vi vorranno far credere ma rimane un dignitoso lavoro, commerciale e piacevole da ascoltare, soprattutto se vi piace il reggae, nelle sue forme più moderne e contaminate con rap e hip-hop, con la presenza del "toaster" (che non è la macchinetta per fare i toast, ma tradotto all'impronta per i profani si potrebbe definire un incrocio tra un dj e un rapper, quelli che "cantano parlando", e allora dillo!) Damien Marley, che a mio parere, ma a me il reggae non piace molto, lo riabadisco, è tra i figli di Bob uno dei meno talentuosi, e non è che gli altri abbiano incendiato il mondo della musica. Anche la Bollywood dance ha una sua forte presenza, ma rock, soul e ballate, mescolate a tutto quanto cercano di emergere dall'impasto democratico del gruppo, con le voci di Jagger e Joss Stone (con il suo cognome quasi predestinata)che spesso si incrociano efficamente in una tradizione che da Lisa Fischer, passando per Tina Turner risale fino a Merry Clayton tra quelle che hanno misurato le loro ugole frenetiche con Mick.
Si parte con una Superheavy corale caratterizzata dal toasting di Marley, dal cantato della Stone, dall'ipnotismo indiano di A.r. Rahman, ma anche dagli intermezzi rock della chitarra di Dave Stewart (che dalla sua residenza giamaicana è stato l'istigatore di questa "operazione) per uno stile dancehall rock-reggae che poi si perpetua in Unbelievable cantata da Mick Jagger che in questo disco ha abbandonato quello stile vocale "finto" giamaicano che aveva adottato per le collaborazioni anni '70 con Peter Tosh, passi per Joss Stone ma gli intermezzi vocali falsamente etnoindiani li trovo un po' fasulli. Miracle Worker, la conoscono un po' tutti, è il singolo che da qualche mese si sente ovunque, un superreggaeone molto piacevole cantato a turno dai vari componenti del gruppo ma con la voce guida di Joss Stone, un esempio di pop music intesa nel senso di "popolare", con il violino quasi country della Calhon e la chitarrina riffata di Stewart che si integrano alla perfezione con la sezione ritmica reggae e Damian che non rompe troppo le balle. Ma in Energy ci ammolla una lunga introduzione che poi, per fortuna, diventa un bel brano dal taglio rock con Jagger che si cimenta brevemente anche lui nel toasting sostenuto dalla voce a piena gola della Stone e dalla chitarra di Stewart e dall'armonica dello stesso Mick che cercano di ricreare sonorità alla Black & Blue piuttosto che alla Emotional Rescue, per fortuna!
Satyameva Jayathe è il famoso brano cantato in sanscrito con una introduzione vocale corale, poi una parte cantata (presumo da Rahman) fino all'ingresso della Stone che è la vocalist principale e l'immancabile Marley per convergere in una parte strumentale interessante dove le tastiere e il violino si mettono in evidenza prima della parte finale di nuovo corale. Questo è uno di quelli che al primo giro non mi era piaciuto per nulla e poi ho rivalutato. I due brani che seguono sono due delle migliori cose di Mick Jagger degli ultimi 30 anni, la prima One Day One Night, una ballata neo soul in crescendo ancora percorsa da un violino struggente e con delle tastiere di nuovo alla Black & Blue, che ci conferma che per quanti sforzi faccia (e noi apprezziamo) Damian Marley non è un cantante, come è confermato dallo strepitoso intervento vocale nella parte finale di Joss Stone. La seconda, una piccola perla dall'inizio acustico Never Gonna Change, che in alcune interviste Jagger ha paragonato a As Tears Go By, al sottoscritto ha ricordato molto brani come Far Away Eyes e non gli sta distante anche a livello qualitativo. Beautiful People è il secondo potenziale singolo dell'album, un bel duetto tra la Stone che la guida e Jagger che la segue con gran classe, con il terzo incomodo Marley che si intromette ogni tanto, comunque nel complesso un pezzo di pop-reggae commerciale che nella spazzatura radiofonica che si ascolta risalterà sicuramente. Rock me Gently, se si può dire, è un blue-eyed reggae-soul con Marley, Stone e Jagger che si integrano alla perfezione e piacciono pure a me che non amo il reggae, ripeto se non si era capito (ognuno ha i suoi gusti, o no, io ascolto tutti i generi come avrà capito chi legge questo Blog, ma il reggae non lo reggo). Bello l'assolo nella parte centrale della chitarra di Dave Stewart, che ove possibile si ritaglia i suoi spazi.
Introdotto da un "What The Fuck Is Goin' On" urlato a gran voce dalla Stone, I Can't Take It No More è il pezzo rock "politico" dell'album scritto e cantato da Jagger e ne potrebbe essere il manifesto anche a livello musicale: "Che caspita sta succedendo, cazzo!" (sempre se si può dire caspita) come definizione del genere dei Superheavy potrebbe andare! Un po' ruffiano ma pieno di energia. Non male anche la simil-soul ballad I Don't Mind ancora cantata in coppia con libidine dalla Stone e da Jagger che si intendono a meraviglia senza terzi incomodi se non il violino della Calhoun, o almeno si sperava perché nel finale la presenza di Marley è inesorabile con tanto di citazioni di Just my Imagination e Sweet Dreams nel classico stile toasting. World Keeps Turning è un altro ballatone cantato con gusto dalla Stone con gli altri, Jagger in testa, che la seguono coralmente, e lei ha una gran voce, magari non ancora un repertorio. E a questo punto finisce la versione normale, almeno per l'Italia, dove la versione Deluxe con 16 brani non verrà pubblicata. A proposito vorrei sapere chi è l'inventore di queste doppie versioni: a quelle con CD o DVD aggiunto ci eravamo abituati, ma questo fatto dell'album che esce in una versione, sempre singola prego notare, ma con alcuni pezzi in più, in questo caso 4, ad un prezzo maggiorato francamente non lo capisco. Se uno potesse scegliere chi direbbe "Vorrei quella con meno canzoni, grazie!", misteri della discografia.
Di Mahiya un pezzo in puro stile Bollywood che uno si immagina con migliaia di indiani che si muovono a tempo con qualche coreografia pacchiana se ne poteva anche fare a meno. Il rock-reggae-dance-bollywood di Warring cantato da Mick Jagger col supporto della Stone è meglio ma non imprescindibile. Meglio il reggae-soul divertente di Common Ground cantato con voce potente dalla brava Joss Stone con l'immancabile Damian Marley che in questo brano mi ricorda molto (e anche in altri per la verità) l'ineffabile Shaggy, mi aspetto sempre, da un momento all'altro un "mister lovva lovva". Buona anche la parte di Jagger e l'ottimo violino quasy country della Calhoun merito forse delle visite a Nashville del co-produttore Dave Stewart. Non mi piace la conclusione di Hey Captain, che è come come paventavo sarebbe stato l'album, una accozzaglia di dance, reggae, soul e rock con intermezzi "indiani".
Non salverà il rock, ma forse, per il momento, con le sue vendite, la discografia sì, in definitiva un album commerciale e piacevole molto meno peggio di quello che mi aspettavo, da tre stellette, sei e mezzo, nel suo genere. Non so se lo comprerei ma ammetto che sbagliavo nel mio primo giudizio e quindi i fans degli Stones questa volta saranno forse costretti a sborsare. Comunque dal 20 sarà nei negozi e vi potrete fare la vostra idea.
I supergruppi di una volta erano un'altra cosa ma...
Bruno Conti
19:32 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Disco UFO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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13/08/2011
Lo So. Avevo Promesso! Miracle Worker & Ain't No Miracle Worker Take 2. E Altre Storie...
Avevo promesso di non parlare più dei SuperHeavy fino alla fine dell'estate, lo so! Ma oggi non ho avuto tempo per scrivere un Post quindi me la cavo con la parte II di Miracle Worker Vs. Ain't No Miracle Worker (ovvero Ragazzo di Strada dei Corvi, ma questa è la versione più lenta della Chocolate Watch Band, altro grande gruppo garage/psichedelico).
Tipicamente estivo il brano del "supergruppo" ora disponibile in rete come video ufficiale con Mr. J. che rispolvera Mr. D. e Joss Stone molto carina con il grembiulino, in base a questa canzone il disco non lo acquisto manco dipinto ma pare, azzardo un sembrerebbe che, forse, ma forse, l'album sia meglio.
Chiedo venia, domani o dopo recensione Kenny Wayne Shepherd nuovo. Non male ma...
Bruno Conti
P.s
Se avete quei 300 euro che vi crescono, il 4 ottobre per la Rhino esce questo Box degli Smiths The Complete Smiths. Oppure lo mettete nelle vostre richieste per Babbo Natale insieme alla Uber Deluxe Version di Achtung Baby degli U2. Oppure i Box di Hendrix, Nirvana e Sting in uscita a settembre. Buone Feste! Come dite? E' Ferragosto! Vado a farmi un ghiacciolo, gusto alla giacca di Jagger.
Complete is the ultimate The Smiths remasters collection, lovingly reworked by
Johnny Marr and Rhino UK. Presented in a unique trunk-style box, the collection
is packaged for the first time across three formats: CD, LP and Deluxe
CD/LP/7inch. It includes all four of the band's studio albums: The Smiths
(1984), Meat Is Murder (1985), The Queen Is Dead (1986), Strangeways, Here We
Come (1987); their sole live album Rank (1988); as well as firm fan favourite
compilations Hatful Of Hollow (1984), The World Won’t Listen (1987) and Louder
Than Bombs (1987).
Each album has been taken back to original tape sources and remastered by
master-engineer Frank Arkwright, assisted by Johnny Marr at the Metropolis
Studios in London. Individually numbered, the collector's editions are strictly
limited to 3000 worldwide. Contents include:
8 x CD Mini LP Albums
8 x 12" LP Albums
25 x 7" Singles
The Complete Picture DVD
8 x 12" Art Prints
Single & Album artwork poster
Code to download catalogue as high-quality MP3s
Booklet with new liner notes and foreword by Johnny Marr
"The Smiths have never sounded so good"--Johnny Marr, 2011
20:19 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, In Breve | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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11/08/2011
Capitolo Terzo: Forse Non Sarà Poi Così Malvagio! SuperHeavy - SuperHeavy
SuperHeavy - SuperHeavy - A&M/Universal 20-09-2011
L'uscita è confermata per il 20 settembre (19 in Inghilterra) e dal video di presentazione che hanno messo sul loro sito, una sorta di "un disco in cinque minuti e mezzo", non sembra neanche malaccio...
Dire bello è troppo ma si intravedono segnali di vita sul pianeta SuperHeavy, in ogni caso questa è la lista dei brani:
- Superheavy
- Unbelievable
- Miracle Worker
- Energy
- Satyameva Jayathe
- One Day One Night
- Never Gonna Change
- Beautiful People
- Rock Me Gently
- I Can't Take It No More
- I Don't Mind
- World Keeps Turning
Visto il gruppo paventavo la "Super tavanata galattica!" invece forse il buon vecchio Mick Jagger riesce a fare un disco fuori dagli Stones decente, ma vedremo, mai parlare troppo presto (e per essere onesti Wandering Spirit del 1993 non era male, ma Goddess In The Doorway era uno dischi più brutti degli ultimi duecento anni)! Giuro che fino all'uscita non ne parlo più ma è il tipico argomento balneare.
A proposito di estate e Ferragosto, domani lista delle uscite discografiche del 15 agosto, altro che periodo di pausa!
Bruno Conti
17:46 Scritto da bruno_conti (Webmaster) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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22/07/2011
Novità Di Luglio Parte III. America, Tom Morello, Elvis Costello, Joss Stone, Jon Anderson, Battlefield Band, R.e.m., Ricky Skaggs Eccetera
Solito aggiornamento periodico, partiamo senza indugi, uscite del 19 luglio e 26 luglio.
Iniziamo dalle uscite di questa settimana e dal nuovo disco di Jon Anderson, che esce più o meno in contemporanea con quello del suo vecchio gruppom gli Yes: si intitola Survival & Other Stories esce per la Gonzo Records ed era già stato disponibile per la vendita nel corso del tour europeo di Anderson Wakeman del 2010. E' frutto di una serie di collaborazioni con musicisti sparsi per il mondo a seguito di un annuncio in rete che recitava "Cercasi musicisti". Cè una nuova versione di Just One Man che già appariva nell'album con Wakeman The Living Tree e una serie di brani nuovi registrati con Jamie Dunlap, Peter Kiel, Jann Castor, Dan Spollen, Kevin Shima, Stefan Poddell, Steve Layton, Jeremy Cubert, Christophe Lebled, Ryan Fraley, Daniel Reinker, and Paul Quinn. Non ne conosco uno!
La Battlefield Band è uno dei gruppi storici del folk britannico, sono in attività dal 1969 anche se il primo disco Farewell To Nova Scotia risale al 1976. Questo Line-up, pubblicato come al solito dalla Temple Records è il primo dove non appare nessun componente della formazione orginale, Alan Reid incluso che resisteva al passare del tempo. Si tratta di un gruppo tradizionale, li chiamano i Chieftains scozzesi e sono bravissimi. Se vi piacciono, occhio che di dischi ne hanno fatti tantissimi: in questo nuovo c'è una versione di That's How Strong My Love Is del grande Otis Redding tutta violini e uileann pipes, in fondo è un "classico tradizionale" anche quello.
Billy Ray Cyrus è il papà di Myles Cyrus e l'interprete della serie televisiva "Doc" ma è anche uno dei cantanti country americani più famosi, per intenderci quello di Achy Breaky Heart che appariva sul suo primo album Some Gave All che ha venduto più di 20 milioni di copie. Il nuovo CD si chiama I'm American è una raccolta di canzoni "patriottiche" ed ha esordito al 153° posto delle classifiche americane vendendo 3.797 copie. A conferma dei tempi che passano. C'è anche una nuova versione di Some gave all cantata con Jamey Johnson, magari è bello?
Quello dei R.E.M. Songs From A Green World è un ennesimo titolo dal vivo, diciamo semiufficiale, pubblicato dalla Left Media, si tratta di un broadcast radiofonico del 1989. Ottima qualità sonora e contenuto dei brani, 19 in tutto. Si tratta del concerto all'Orlando Arena in Florida del 30 aprile 1989 nel corso del tour per promuovere l'album Green che era uscito a fine 1988.
I Burlap To Cashmere sono un gruppo di ritorno. Nel senso che esistevano già prima che il leader Steven Delopoulos se ne andasse per incidere il suo unico album solista Me Died Blue, peraltro piuttosto bello. Ora ritornano con questo nuovo album omonimo prodotto da Mitchell Froom. Secondo alcuni sono stati tra i precursori dello stile neofolk di Mumford and Sons e Avett Brothers più di una decade fa. Il disco non è male, confermo.
Come già detto in questo Blog non è per niente male anche il nuovo di Joss Stone Lp1, prodotto da Dave Stewart. Esce il 26 luglio per la neonata Stone'd/Surfdog che è la sua nuova etichetta e visto che lo sto ascoltando abbastanza, penso che lo recensirò nei prossimi giorni.
In Australia sono popolarissimi, gli ultimi tre album sono andati al n.1 delle classifiche, sono il John Butler Trio e fanno del rock, jam, roots music, insomma ci danno dentro alla grande e sono bravi. Questo nuovo album è l'ideale per ascoltarli, si tratta di Live At Red Rocks e se avete avuto la pazienza di aspettare, la settimana prossima ne esce una versione tripla, due CD+DVD su etichetta Because Music quindi import ma al prezzo di uno. Ovviamente sono molto famosi anche in America e questo non è il primo disco dal vivo che fanno ma il famoso Anfiteatro di Red Rocks a Denver è un posto molto suggestivo dove suonare.
A proposito di Live, esce la seconda (e ultima) stagione dello Spectacle di Elvis Costello, si tratta di un doppio DVD pubblicato dalla Wienerworld, 215 minuti di delizie, visto che nella serie di spettacoli ci sono le due puntate dedicate a Bruce Springsteen con immancabile jam tra parte della E Street Band e gli Attractions aumentati da Allen Toussaint, ma anche Bono & The Edge, Neko Case, Sheryl Crow, Ron Sexsmith, Jesse Winchester, Nick Lowe, Richard Thompson, Allen Toussaint, Levon Helm, Mary-Louise Parker, John Prine, Lyle Lovett, and Ray Lamontagne in vari gradi di accoppiamento. Con molto materiale inedito non andato in onda se avete avuto la fortuna di vederli in TV (come il sottoscritto).
Qualche mese fa era uscito un nuovo album della Penguin Cafe Orchestra ricostituita attorno al figlio di Simon Jeffes, Arthur senza più l'Orchestra nella ragione sociale, il disco era A matter of Life. Ora dopo A Brief History e History le due precedenti antologie una ulteriore A History, un cofanetto quadruplo che raccoglie in 60 brani rimasterizzati, più o meno tutta la discografia del gruppo. Etichetta Virgin Catalogue, uscita il 26 luglio, prezzo speciale, tipo doppio album.
Nuovo album per gli America, si chiama Back Pages come il famoso brano di Dylan (ok, è My back pages) ed in effetti, per la prima volta, è un disco tutto di cover, brani di Paul Simon, Joni Mitchell, James Taylor, Brian Wilson, Jimmy Webb e molti altri, compresa una versione di Time Of The Season degli Zombies e un nuovo brano A Road Song scritta dai Fountains of Wayne. Etichetta eOne Music Group (?!?), dal 26 luglio in America (prima, ovviamente) e dal 9 agosto in Europa.
Tom Morello quando non suona con i Rage Against The Machine si è inventato questo alter ego folksinger The Nightwatchman. Il 19 luglio è uscito un mini album con 8 pezzi per la New West Union Town i cui proventi vanno ad associazioni benefiche. Alcuni classici tra cui 16 Tons, I Dreamed I Saw Joe Hill Last Night e This Is Your Land (versione non censurata), 3 brani nuovi e un pezzo dal vivo. Commento di un fan dei Rage Against the machine su Amazon, voto 1 stelletta. "16 Tons ? This Land is your Land ? Folk Music ? Don't buy this crap !" Deve essergli proprio piaciuto.
Per finire, altro album che si è attirato un commento indignato da un acquirente in rete: "questo disco di Ricky Skaggs Country Hits Bluegrass Style" è una fregatura, era già uscito per la catena di ristoranti Cracker Barrel circa tre anni fa con il titolo The High Notes!" Per tutti noi comuni mortali non clienti della catena di ristoranti si tratta di un bel disco nel classico stile di Skaggs che rivisita molti classici del country nel suo stile raffinato e con ampio uso di mandolino e intermezzi strumentali. C'è anche la famosissima Country Boy, il bellissimo brano di Albert Lee in una versione a velocità supersonica.
Bruno Conti
19:22 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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21/07/2011
Meglio La Seconda! SuperHeavy Vs. Brogues
Per la serie una cosa tira l'altra in questi giorni è disponibile su YouTube Miracle Worker il primo brano dei SuperHeavy, la band di Jagger, Stewart, Stone, A.R. Rhaman e Marley (figlio). Si tratta di un reggae-pop non memorabile ma meno peggio di quello che mi aspettavo e che anticipa l'album che anche se TBC (To Be Confirmed) dovrebbe uscire il prossimo 20 settembre per la A&M (e pare non sia poi male ma vige sempre il sistema San Tommaso, provare per credere). Cantano Damian Marley, che dovrebbe essere l'autore (ma forse è Mick) Jagger e Joss Stone.
Di quest'ultima è in uscita il 26 luglio il nuovo album LP1 prodotto da Dave Stewart, registrato in quel di Nashville qualche tempo or sono e molto meglio di quanto mi aspettavo. Da quello che ho sentito (una volta, velocemente) mi sembra un ritorno alle promesse del primo album anche se la bilancia sonora sì è spostata verso un sound più rock e commerciale ma di buona qualità e lei con la voce chi si ritrova, senza rappers e sonorità dance imposte dalla (ex) casa discografica, è libera di cantare a piena ugola. Sta ritornando sulla retta via, anche se il nuovo progetto potrebbe traviarla di nuovo. Vedremo, in fondo ha solo 24 anni! Questa è la canzone dei Super Heavy...
Si diceva, una cosa tira l'altra, en passant Miracle Worker era anche il titolo originale del film Anna dei miracoli di Arthur Penn con Ann Bancroft, ma Ain't No Miracle Worker era il titolo di una Nugget presente nel cofanetto su garage e psichedelia curato da Lenny Kaye ma non nel doppio LP originale Nuggets. Il brano, cantato dai Brogues, ovvero Gary Duncan e Greg Elmore dei futuri Quicksilver Messenger Service, era la versione originale di Sono un ragazzo di strada dei Corvi (ebbene sì, anche quella era una cover)! E mi sembra molto meglio della prima. Ascoltare, please!
That's All Folks!
Bruno Conti
18:39 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, In Breve, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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23/06/2011
Un'Altra "Strana Coppia" Anche Se Non Così Inconsueta. Lou Reed E I Metallica Incidono Un Album Insieme!
Quando questa "strana accoppiata" si era materializzata per la prima volta era accaduto sul palco del Madison Square Garden nell'ottobre del 2009 per il concerto del 25° della Rock and Roll Hall Of Fame. I Metallica erano la "house band" di uno dei segmenti della manifestazione e Lou Reed era un altro degli artisti festeggiati in quell'occasione. Finita lì? Evidentemente no, perchè le due parti sono piaciute e hanno messo le basi per una futura collaborazione e si sono anche divertiti...
Due anni sono passati e cominciano a filtrare le prime notizie. Lou Reed ha contattato il gruppo californiano per registrare un nuovo album: "Avrei una decina di brani che non ho utilizzato per un progetto dedicato alla Lulu di Wedekind, ci possiamo lavorare assieme?". Perché il primo fatto assodato è che il disco gira attorno a brani scritti da Reed ma i Metallica sono stati chiamati come soci alla pari per contribuire alla scrittura e agli arrangiamenti e, non alleggerendo il loro sound, nelle parole di Reed "di portare il sound dei Metallica con tutta la loro potenza ed essere sofisticati, e ne sono in grado, quando occorre".
Il quartetto metal Californiano non si è tirato indietro e nel loro studio di San Francisco hanno iniziato a lavorare sul materiale che è "inconsueto" per loro ma non per questo meno affascinante. Si parla già di due brani (ma tutto l'album dovrebbe essere pronto): una canzone, Pumping Blood, con una partenza metal fulminante poi accelera ulteriormente verso uno speed metal ma con quelle aperture e spazi improvvisi tipici della musica di Lou Reed. L'altro brano di cui si conosce il nome è Mistress Dread cantata da Lou sempre su un fondale sonoro dove i riff corrono a velocità supersonica.
I Metallica giurano che non saranno semplicemente la backing band per Reed e probabilmente c'è da crederci, chi vivrà vedrà anche se l'attesa potrebbe essere lunga visto che Lou è attualmente senza contratto e quello dei Metallica con Warner negli States e Universal in Europa è scaduto. Anche se non vorrebbero tirarla troppo per le lunghe perché Ulrich e Hetfield, sono impazienti di fare sentire alla gente quello che hanno creato perché potrebbe sorprendere molti. E noi siamo qua ad aspettare.
Nel frattempo anche l'altro strano "conglomerato" che risponde al nome di Super Heavy super-heavy-supergruppo-mick-jagger-dave-stewart-joss-sto... comincia a dare segni vita, questo è il primo "spezzone" postato in rete...
Non sarà per caso che la settimana prossima esca il disco solista di Dave Stewart The Blackbird Diaries e poi il 25 luglio il nuovo Joss Stone Lp1 co-prodotto dallo stesso Stewart? No, sicuramente no, ma cosa vado a pensare. E' solo un caso!
Detto per inciso, così di getto, lei, Joss Stone, è bravissima, una voce della "madonna", non per nulla Smokey Robinson la chiama Aretha Joplin, ma dopo il primo bellissimo The Soul Sessions non mi ha più convinto pienamente. Che sia la volta buona?
Bruno Conti
19:14 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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31/05/2011
Super Heavy = Supergruppo? Mick Jagger, Dave Stewart, Joss Stone, Damian Marley, AR Rahman
Lo so che i fans degli Stones sono in crisi di astinenza, ma basterà l'unione di questi cinque personaggi a creare i Rolling Wilburys? Ho dei seri dubbi anche se i primi tre hanno già collaborato nella colonna sonora del remake di Alfie e Joss Stone oltre che delle belle gambe (per la serie l'occhio vuole la sua parte) ha anche una bellissima voce, come ha dimostrato nel suo primo album e saltuariamente in quelli successivi. Mick Jagger ha delle belle rughe oltre ad essere "Brenda" per il socio Keith Richards (che nell'attesa sta lavorando al nuovo disco degli X-pensive Winos). Dave Stewart è stato il 50% degli Eurythmics. Damian Marley è uno dei figli del grande Bob. E AR Rahman è un famoso compositore indiano di colonne sonore per Bollywood tra cui il megasuccesso di The Millionaire quello del tormentone con la fidanzata di Hamilton.
Ma questo misto di rock, reggae, soul e niente world music ha detto Jagger anche se pare ci sarà un brano cantato in urdu basterà a fare un buon disco? Quasi per smentirlo Rahman ha detto che sono già pronti 16 o 18 brani tra cui scegliere e che il tutto avrà un world sound! Così parlò il "mozart di Madras" (lo chiamano così e, sì, il minuscolo è voluto). Possiamo solo aspettare, penso, l'autunno e sperare per il meglio.
Anche se questo brano era veramente molto bello!
File under "futile"!
Bruno Conti
10:47 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in In Breve, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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25/03/2010
Un "Fenomeno" Di 65 Anni Coi Capelli Neri Corvini. Jeff Beck - Emotion & Commotion
Jeff Beck - Emotion & Commotion - CD-CD+DVD-LP Rhino Records 09-04-2010
A parte lo straordinario colore dei capelli (userà una buona tintura) e la pettinatura in comune con Ron Wood e Rod Stewart (mi sa che vanno dallo stesso parrucchiere dagli anni '60), concludevo la mia breve anticipazione nel post del 23 febbraio con le seguenti parole, mi cito: "Sarà difficile superare Pupoeilprincipe in Over The Rainbow (ma ce l'ha fatta!), incrociamo le dita...". Paventavo una Tavanata Galattica Part 2 visti gli ultimi dischi in studio, in particolare Jeff del 2003 e You Had It Coming del 2000 avevano testato la pazienza dei suoi fans.
Ma uno non può essere uno dei dieci più grandi chitarristi della storia del rock (anche meglio, volendo) e perseverare con le cioffeghe, per cui già il live al Ronnie Scott e relativo Dvd, nonché la partecipazione al Crossroads Guitar Festival di Clapton nel 2004 e 2007 ne avevano rialzato le quotazioni, complice una straordinaria versione strumentale di A Day In The Life dei Beatles e la scoperta della prodigiosa bassista, allora teenager, Tal Wilkenfeld.
A proposito di teenager e belle ragazze, per la serie anche l'occhio vuole la sua parte e Jeff Beck mi sembra abbia buon gusto a giudicare dalle immagini, queste sono le musiciste che partecipano al nuovo album: Joss Stone, per la quale Beck pare avere una predilezione visto che l'aveva già utilizzata nel live al Ronnie Scott, appare in due brani - una versione breve e strepitosa di I Put A Spell On You watch?v=XkdaPgHDoAk, dove senza raggiungere i vertici delle versioni di Screamin' Jay Hawkins e Nina Simone, la ragazza estrae dal cilindro, o meglio, dalla microgonna una performance vocale strepitosa attizzata dalla chitarra prodigiosa del suo boss, non solo, a dimostrazione di un talento indiscutibile, quando avrà deciso cosa vuol fare da grande, potrebbe diventare una diva del soul, la nuova Janis Joplin (qui in competizione con l'americana Dana Fuchs) o una rivale delle varie Beyoncé e Alicia Keys nei favori dei rapper del momento, dicevo che reitera i suoi talenti in una gagliarda There's No Other Me dove oppone la sua ugola alla chitarra strabordante di Beck - Tal Wilkenfeld la bassista, oltre che nel brano in questione, micidiale, ci mette del suo nel poderoso strumentale Hammerhead dove compete con la chitarra di Beck, prima in wah-wah protohendrixiano e poi in libertà di stupire con fenomenali improvvisazioni sostenute anche da un arrangiamento orchestrale, probabilmente farina del sacco degli ottimi produttori, Steve Lipson e Trevor Horn. Altra voce femminile affascinante è quella di Imelda May watch?v=r64kl3eCwMc, la morettona che ci regala una bella e raffinata versione di Lilac Wine che è uno standard del 1950 ma molti lo ricordano nella versione di Jeff Buckley, Jeff Beck impreziosice il tutto con uno squisito lavoro di cesello su volumi, vibrati e pedali della sua chitarra circondata dal suono di una orchestra discreta nonostante la maestosità. Orchestra che è presente anche nella conclusiva Elegy For Dunkirk dove appare la terza cantante, Olivia Safe, una cantante di derivazione lirica che pubblicherà il suo disco d'esordio più avanti nell'anno con la produzione del suo scopritore Trevor Horn, anche il marketing vuole la sua parte, ma il duetto tra i gorgheggi della Safe e la chitarra di Beck pur sfiorando il pacchiano ha i suoi momenti.
Pacchiano che sfiora anche le versioni strumentali di Over The Rainbow e Nessun Dorma, ma poi vi scoprite a chiedervi come diavolo faccia a riprodurre con la chitarra quell'acuto micidiale di "All'Alba Vincerò" e vedere che che non solo ce la fà ma vi viene pure quel piccolo groppo di emozione che la "canzone" (si fa per dire) sa suscitare. Dimenticato qualcosa? Direi! L'edizione Deluxe, quella con il Dvd, comprende tutta l'esibizione completa di Beck al Crossroads Guitar Festival del 2007, fantastica! Vedere please.
C'è altro? Ah, sì! Lo strumentale d'apertura, sempre dal repertorio di Jeff Buckley Corpus Christi Carol è in effetti una composizione del 1500 circa, mentre Never Alone è un altro bel brano strumentale che ricorda il Santana più ispirato anni '70 ma anche lo stesso Beck di quel periodo d'oro, idem per l'ottima e lunga Serene. Quindi non solo pericolo scongiurato, niente tavanata, ma anche un bel dischetto che potrebbe sorprendervi favorevolmente, dategli fiducia! Se vi state chiedendo chi cacchio sia la tipa a fianco del buon Beck nella prima foto, quello è uno degli errori, trattasi della famigerata Kelly Clarkson dalla trasmissione americana American Idol, nessuno è perfetto!
Bruno Conti
20:06 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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