08/05/2013
Era L'Ora! Savoy Brown - Songs From The Road
Savoy Brown - Songs From The Road – Ruf CD/DVD
Era l’ora. Lo so, si dice spesso, ma in questo caso è più vero che mai. Dopo i chiari segnali di ripresa con un buon disco come Voodoo Man, uscito nel 2011 e di cui vi aveva parlato positivamente sempre chi scrive e-alla-fine-ne-rimase-uno-il-chitarrista-savoy-brown-vood..., il passo successivo poteva, e doveva, essere un bel CD dal vivo (magari con DVD aggiunto): e così è stato, e anche se non sempre l’assioma, “ah, ma dovrebbero fare un disco Live” viene poi confortato dai risultati sperati, per i Savoy Brown, in questo caso, vale! La serie Songs From The Road della Ruf ha peraltro illustri predecessori: i doppi di Jeff Healey e Luther Allison, e in misura minore quello di Erja Lyytinen, sono ottimi esempi di come usufruire di questi cosiddetti combo, CD+DVD, ottima qualità del suono, immagini ben realizzate e, soprattutto, concerti che soddisfano anche per i contenuti musicali.
Questo dei Savoy Brown in particolare mi sembra il più riuscito in assoluto della serie e tra i migliori dischi dal vivo mai realizzati dalla storica band blues(rock) inglese, che non sempre in passato è stata pari alla sua fama, anche in questo ambito. Ok, della formazione originale c’è solo Kim Simmonds, il biondo chitarrista e leader, ma basta e avanza, se i comprimari (leggi nuovi componenti del gruppo) sono all’altezza della situazione. E questo mi pare proprio il caso: come dicevo per il disco in studio, e confermo per questo live, Joe Whiting è un ottimo cantante, ugola potente e padronanza della scena, l’unica pecca, piccola, è questa sua fissa per il sax inserito in un ambito blues-rock (lascia perdere Joe, che ogni tanto rompi le balle!), soprattutto in considerazione dello stato di grazia di Simmonds, che è veramente magistrale in questo concerto, occhi chiusi, grande concentrazione e una serie di assolo veramente notevole, a conferma della sua reputazione di guitar hero, che se non raggiunge quella dei più grandi, in una ipotetica Top 30 dei migliori nel genere, secondo me, ci entra alla grande. Ben coadiuvato dalla sezione ritmica composta dai “nuovi” Pat De Salvo al basso e Garnett Grimm alla batteria, e con una scelta azzeccata del repertorio i Savoy Brown, o quel che resta di loro, dimostrano che non tutti i “dinosauri” del rock sono estinti, qualcuno, in area protetta, nelle riserve concertistiche, resiste!
Il pubblico dei fortunati “crucchi” invitati al Musiktheater Piano di Dortmund nel maggio del 2012, non è numeroso, ma caldo ed entusiasta e viene subito investito dal poderoso treno sonoro del brano strumentale 24/7, tratto dall’ultimo Voodoo Man, Joe Whiting è al sax, in questo caso anche con un assolo efficace, ma il protagonista è subito Kim Simmonds, a occhi chiusi comincia a strapazzare con gran classe la sua Gibson d’annata (normale o Flying V). Un attimo e cominciamo a tuffarci nel passato, Looking In è la title-track del sesto album del gruppo, 1970, quando in formazione c’era ancora Lonesome Dave (Peverett) poi nei Foghat, che ha scritto il brano con Simmonds ai tempi, e la chitarra del leader in questo brano, ben sostenuta da un basso pulsante e da una agile batteria, traccia una serie di evoluzioni tra rock, blues e quel tocco raffinato di jazz che lo ha fatto spesso paragonare al suo contemporaneo Alvin Lee, il cantato da blues-rocker americano di Whiting è parimenti efficace. A riprova che il repertorio proveniente da Voodoo Man è di ottima fattura, il loro migliore da lungo tempo a questa parte, anche Natural Man, sempre tirata ma sinuosa nelle linee chitarristiche, non sfigura con i vecchi brani.
Anche il riff di Street Corner Talking è uno di quelli classici del rock-blues, imparentato con alcuni simili che uscivano dai dischi dei Free dell’epoca, e pure il cantato e le linee di chitarra ricordano la coppia Rodgers-Kossoff. She’s Got The Heat, sempre da Voodoo, è una scarica di potente boogie a tempo di slide (o viceversa) con un assatanato Kim Simmonds al “collo di bottiglia”! Time Does Tell era sempre su Street Corner Talking e questa versione non ha nulla da invidiare all’originale cantato da Dave Walker, anzi, il sax rompe un po’ i maroni (come detto in apertura) ma la parte vocale e soprattutto la lunga improvvisazione chitarristica di Kim sono da manuale del perfetto rocker, se non della giovane marmotta. Dalle paludi della Louisiana l’insinuante Voodoo man conferma la ritrovata vena creativa del quartetto (inglese?) e fa il paio con la tirata Meet The Blues Head On sempre dall’ultimo CD e sempre ottima, nella versione live ancora migliore che in studio. Poi siamo invitati tutti sul “treno diretto verso l’inferno”, da Robert Johnson agli Ac/Dc l’argomento ha sempre stimolato la creatività e questa versione monstre di quasi 14 minuti di Hellbound Train, con i suoi picchi e vallate, fermate e ripartenze è una conferma della potenza del rock quando è maneggiato da chi conosce la materia, Simmonds è magistrale in questo brano. Ancora una potente Shockwaves e un altro classico come Tell Mama di nuovo con slide in evidenza prima della conclusione con il super classico Wang Dang Doodle sempre da Street Corner Talking, il disco più saccheggiato insieme all’ultimo.
Nel DVD un’intervista di undici minuti ma anche due ulteriori e micidiali brani, un medley costruito intorno a Litte red rooster e una selvaggia e lunghissima Louisiana Blues, altri 25 minuti di musica in totale che varrebbero il prezzo di ingresso, se già il resto non fosse gustoso oltre modo. Come direbbe Nero Wolfe: “Soddisfacente Kim”! Un’ottima occasione per conoscere i Savoy Brown oppure “un ripasso” proficuo della materia per i ripetenti.
Bruno Conti
19:42 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica. bruno conti. discoclub, savoy brown, kim simmonds, jeff healey, ruf, blues rock, lonesome dave, foghat, alvin lee | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Facebook
14/01/2012
E Alla Fine Ne Rimase Uno (Il Chitarrista)! Savoy Brown - Voodoo Moon
Savoy Brown – Voodoo Moon – Ruf Records CD o LP
Ero pronto alla ennesima delusione con questo nuovo album dei Savoy Brown, Voodoo Moon, evidentemente dopo oltre 45 anni di onorata carriera il vecchio fuoco del gruppo sembrava essersi spento. Specialmente negli ultimi 15 anni, da quando Kim Simmonds, l’unico membro originale del gruppo sin dalla fondazione, aveva assunto anche il ruolo di cantante (lascia stare Kim!) i dischi si erano succeduti sempre più mosci, routinari e non è che anche gli anni ’80 e ’90 fossero stati così proficui a livello qualitativo. Per cui mi ero avvicinato a questo album senza particolari aspettative e invece… Non siamo di fronte ad un capolavoro, ma sarà il passaggio ad una casa come la Ruf che conosce l’argomento Blues e dintorni come le proprie tasche, sarà la nuova formazione, comunque il risultato finale non è da buttare, anzi, di tanto il tanto, il vecchio “fuoco” che li aveva portati ad essere una delle formazioni più importanti del cosiddetto British Blues Revival si riaccende. Non siamo ai livelli dei primi album come Getting To Point o Blue Matter ma ci avviciniamo al sound più rock di ottimi album come Street Corner Talking e Hellbound Train, il loro più grande successo negli States.
Non dimentichiamo che in questa formazione, negli anni, sono transitati personaggi come Lonesome Dave (Peverett) e Roger Earl che poi avrebbero fondato i Foghat, il pianista Bob Hall e vari musicisti che hanno incrociato la loro carriera anche con Fleetwood Mac, Chicken Shack e il Mighty Baby e Chilli Willi Martin Stone per citarne alcuni. Kim Simmonds dice nelle note del libretto che le canzoni di questo Voodoo Moon sono le migliori che scrive dai primi anni ’70 e probabilmente ha ragione! Ma nel frattempo cosa è successo? Sorvoliamo e concentriamoci su questo album.
Un'altra ragione di trepidazione c’è stata, di primo acchito, quando ho letto i nomi dei nuovi componenti del gruppo: Joe Whiting, la voce solista, un veterano della scena rock americana che non avevo mai incrociato nei miei ascolti che suona anche il sax (poco per fortuna) e la sezione ritmica Pat De Salvo, basso e Garnett Grimm, batteria, tutti mai sentiti, ma devo dire bravi. Soprattutto il cantante, Whiting, che ha una bella voce (non so perché mi ha ricordato la tonalità di Mal dei Primitives, mi è venuta così) adatta al drive rock & blues dell’eccellente brano iniziale Shockwaves con la chitarra di Simmonds in evidenza e il brillante pianino del membro aggiunto Andy Rudy a dargli man forte. Ma anche le atmosfere più ricercate alla Fleewood Mac (periodo blues, obviously) di Natural Man con il lavoro di coloritura del sax che non rompe più di tanto e l’organo che si insinua tra le pieghe del pezzo e gli dà quasi sonorità da swamp rock della Louisiana e gli assoli di Kim Simmonds fluidi ed inventivi rinverdiscono i fasti del passato di quello che si può considerare l’unica “vecchia gloria” del gruppo ma ancora in grande spolvero.
Too Much Money è il brano che, anche per la presenza di un piano elettrico, ha il sound più commerciale e un tantino scontato ma redento dal solito buon lavoro della chitarra e la slide e il groove boogie blues di She’s Got The Heat unito al cantato pimpante di Whiting risollevano subito le sorti del CD. Look At The Sun parte bene ma poi si ammoscia con il cantato di Simmonds (te lo ripeto Kim, lascia perdere, non avevi cantato per 30 anni, ci sarà stato un motivo!), anche il sax più presente non aiuta il brano. Ottimo, forse il migliore del lotto, 24/7, un brano strumentale (sarà un caso?) che profuma di southern rock e con la band che gira alla grande seguendo le evoluzioni della chitarra del leader. Round and round senza infamia e senza lode ancora con il cantato alla camomilla di Simmonds. Tutt’altro discorso per le atmosfere nuovamente brillanti della title-track Voodoo Moon che costruisce un bel crescendo che mi ha ricordato a momenti il riff alla All Along the Watchtower del classico di Dylan-Hendrix. Meet The Blues Head On, nonostante il titolo, è forse il brano più vicino al classico suono rock americano dei Savoy Brown anni ’70, non male anche se non particolarmente memorabile.
Quindi per concludere, più luci che ombre e dicono che il gruppo dal vivo abbia ancora un bel tiro per cui, senza strapparvi i capelli dall’entusiasmo, potete farci un pensierino se vi piace il genere.
Bruno Conti
12:22 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica. bruno conti. discoclub, savoy brown, kim simmonds, blues-rock, foghat, fleetwood mac, ruf records | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Facebook


