Supplemento Della Domenica: Il Giusto Modo Di Celebrare Una Grande Cantautrice! Natalie Merchant – The Natalie Merchant Collection

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Natalie Merchant – The Natalie Merchant Collection – Nonesuch/Warner 10CD Box Set

Non so in quanti, all’indomani dello scioglimento dei 10.000 Maniacs, gruppo pop-rock di culto degli anni ottanta separatosi dopo il live MTV Unplugged del 1993, avrebbero previsto una carriera luminosa alla cantante della band, Natalie Merchant: ebbene, quasi un quarto di secolo dopo bisogna riconoscere oggi che Natalie è tra le artiste più brave e complete nel panorama internazionale. Non ha inciso molto, solo sette album, ma sempre con una qualità media altissima, e con in mezzo due-tre dischi che non è fuori luogo definire capolavori: oggi la Nonesuch celebra la carriera solista della Merchant, con l’aiuto di Natalie stessa, con questo succulento boxettino di dieci CD intitolato The Natalie Merchant Collection, che comprende tutti e sette gli album della cantante di Jamestown (Leave Your Sleep era doppio) aggiungendo altri due dischetti esclusivi per il box, uno nuovo di zecca (Butterfly) ed un altro, intitolato Rarities 1998-2017, che è appunto una compilation di brani rari ed inediti (ma manca l’album live del 1999: perché?). Reputo quindi doveroso omaggiare questa bravissima musicista con una veloce panoramica dei dischetti contenuti nel cofanetto.

Tigerlily (1995): Natalie fa subito centro con un album che sarà anche il suo più venduto, grazie anche ai tre singoli, Wonder, Carnival e Jealousy, esempi di perfetto pop-rock di gran classe. Ma la Merchant ci regala altre perle, come l’opening track San Andreas Fault, la pianistica Beloved Wife, splendida e struggente, la raffinatissima River, la lunga I May Know The Word, più di otto intensissimi minuti e con una strepitosa coda chitarristica. Natalie mostra da subito un talento che verrà fuori prepotentemente nei dischi successivi.

Ophelia (1998): altro ottimo lavoro, che rappresenta una transizione tra il pop-rock adulto dell’esordio e la Merchant raffinata musicista dei dischi che seguiranno. Numerose le canzoni bellissime, partendo dalla straordinaria title track, un brano dal pathos incredibile, e continuando con la sontuosa ballad Life Is Sweet, la toccante My Skin, nella quale Natalie dà un saggio della sua notevole tecnica pianistica, la splendida King Of May (che classe) e la vibrante Thick As Thieves, con Daniel Lanois alla chitarra elettrica (ed è poco bella The Living?).

Motherland (2001): dopo due album quasi ottimi, Natalie sale ad un livello addirittura superiore: prodotto da T-Bone Burnett, Motherland è un disco più introspettivo nei testi ma musicalmente ricco e variegato. Si passa dalla suggestiva This House Is On Fire, intrigante commistione tra reggae e musica mediorientale, alla stupenda Motherland, una drammatica ballata con un’atmosfera quasi da chanteuse francese, ed una melodia da pelle d’oca d’ispirazione coheniana (una delle canzoni più belle di sempre della Merchant), passando per il folk-blues Saint Judas, con Mavis Staples alla seconda voce, la languida e suadente Put The Law On You, la raffinata rock ballad Build A Levee, e, giusto per non citarle tutte, la tersa e scintillante Not In This Life. Questo sarà per molto tempo l’ultimo disco di canzoni originali per Natalie, ma non per questo i prossimi saranno meno belli (anzi).

The House Carpenter’s Daughter (2003): un album meraviglioso, il più bello di Natalie se non ci fosse il successivo, una serie di interpretazioni strepitose di traditionals, canzoni popolari antiche e (poche) più recenti, con splendidi arrangiamenti in puro stile folk-rock (un paragone? I migliori Waterboys, solo un filo meno rock). Un capolavoro, con titoli celeberrimi che nelle mani della Merchant assumono nuova vita, come Which Side Are You On?, Bury Me Under The Weeping Willow (Carter Family, fantastica), House Carpenter, Down On Penny’s Farm, Poor Wayfaring Stranger, meno noti ma sempre splendidi come Soldier, Soldier ed Owensboro, o addirittura un classico dei Fairport Convention come Crazy Man Michael. E la voce di Natalie è sempre più bella, disco dopo disco.

Leave Your Sleep (2010): ben sette anni di attesa, ma ne valeva la pena: Leave Your Sleep è un doppio album, ben 26 canzoni, in cui Natalie alza ancora l’asticella e si conferma come una delle migliori artiste in circolazione. La Merchant prende una serie di poesie per bambini scritte da autori dell’800 e del 900, aggiunge le musiche scritte di suo pugno e mette a punto un’operazione culturale di altissimo livello e musicalmente sublime. Senza dubbio il suo disco più bello, ma anche uno dei più importanti in assoluto della decade, inutile nominare un brano piuttosto che un altro; dentro c’è di tutto: rock (poco), folk, musica irlandese, blues, old time music, dixieland, pop, country, reggae, e perfino kletzmer e musica da camera, il tutto condito da melodie imperdibili e da una classe inimitabile.http://discoclub.myblog.it/2010/04/14/l-ultima-grande-cantautrice-americana-natalie-merchant-leave/

Natalie Merchant (2014): primo disco di canzoni originali da Motherland ed altro grande album, anche se forse un gradino sotto gli ultimi due (che però sono dei capolavori): Ladybird, che apre il disco, è un’eccellente ballata pianistica dal motivo decisamente bello, ma ci sono anche l’intensa e roots-oriented Texas, la soulful (e splendida) Go Down Moses, in duetto con Corliss Stafford, l’emozionante, quasi da pelle d’oca, Seven Deadly Sins, la jazzata e sensuale Black Sheephttp://discoclub.myblog.it/2014/05/25/il-disco-della-domenica-del-mese-forse-dellanno-natalie-merchant/

Paradise Is There: The New Tigerlily Recordings (2015): Natalie celebra i vent’anni di Tigerlily, il suo disco più famoso, re-incidendolo da capo a piedi (ma cambiando l’ordine della tracklist) con lo stile odierno. Paradise Is There ricalca quindi la Natalie Merchant del 2015, meno pop-rock e più musicista a 360 gradi: le canzoni sono sempre belle (soprattutto, a mio parere, San Andreas Fault, Beloved Wife, River e I May Know The Word, che poi erano le mie preferite anche nel disco originale), ma i nuovi arrangiamenti e la maggiore esperienza di Natalie fanno la differenza.

Butterly (2017): un disco nuovo di zecca, nel quale Natalie re-interpreta sei canzoni del suo songbook e ne aggiunge quattro nuove, con l’ausilio di una band ridotta all’osso e con un quartetto d’archi in ogni pezzo. Un esperimento decisamente interessante e riuscito, che dona uno spessore diverso ai pezzi già noti (The Worst Thing e The Man In The Wilderness, con nuovi arrangiamenti tra Spagna e Messico, sono addirittura meglio degli originali) e fa brillare anche i brani nuovi: la cupa e drammatica Butterfly, dal pathos notevole, la jazzata She Devil, che rimanda a certe cose di Joni Mitchell, la dolcissima ninna nanna Baby Mine e la struggente Andalucia, davvero bella.

Rarities 1998-2017 (2017): formidabile compilation che ha, tra l’altro, solo due brani in comune con il secondo dischetto dell’antologia A Retrospective, uscita nel 2005 e con appunto il secondo CD dedicato alle rarità. Ben otto brani su quindici totali sono inediti, e due di essi sono rifacimenti di brani già noti, Saint Judas e Build A Levee, entrambi con Amy Helm ospite ed entrambi incisi quest’anno. Gli altri sei: il primo è una meravigliosa versione di The Village Green Preservation Society dei Kinks, una rilettura fluida, pianistica e coinvolgente, che da sola vale gran parte del prezzo richiesto; poi abbiamo lo slow raffinato Too Long At The Fair (scritto dal misconosciuto cantautore Joel Zoss), l’intensa e folkie Sonnet 73, adattamento musicale di un sonetto di Shakespeare, la deliziosa ninna nanna My Little Sweet Baby, un demo casalingo del traditional Sit Down, Sister ed il breve e bizzarro strumentale Portofino, che ha il profumo della musica folk nostrana. Tra i brani già editi meritano una citazione il brano dei Cowboy Junkies To Love Is To Bury, tratto da Trinity Revisited, un’intensissima Learning The Game di Buddy Holly, il testo di Woody Guthrie Birds & Ships, cantata con l’accompagnamento chitarristico di Billy Bragg (da Mermaid Avenue), la splendida The Lowlands Of Holland insieme ai Chieftains ed una rarissima versione voce e piano della divertente Political Science di Randy Newman, presa da una session pubblicata anni fa su ITunes, solo per download.

Il cofanetto costa tra i quarantacinque e i cinquanta euro: sta a voi decidere se farlo vostro, ma è certo che se di Natalie Merchant possedete solo qualche disco, la parola imperdibile è l’unica che mi viene in mente.

Marco Verdi

Un Ottimo Esempio Di American Music Dal Più Britannico Dei “Cantautori”In Circolazione. Ray Davies – Americana

ray davies americana

Ray Davies – Americana – Sony Legacy

Sir Raymond Douglas Davies, detto Ray (anche lui è stato alla fine nominato baronetto, o Knight Bachelor se preferite, per il suo servizio alle arti britanniche, molto più tardi di altri colleghi, ma in modo doveroso) pubblica con questo nuovo album Americana quello che probabilmente è il suo miglior album solista, in una carriera che in questo senso non è stata fulgida, ma i meriti acquisiti in oltre 50 anni alla guida dei Kinks lo sono certamente e lo indicano come uno dei più grandi “cantori” della scena musicale inglese, londinese in particolare, nello specifico Fortis Green, nel quartiere di Muswell Hill, nel nord della capitale britannica, in una famiglia non certo agiata, con sette tra fratelli e sorelle, e una provenienza “proletaria”. Ma Ray Davies è stato anche il Dandy per eccellenza, grande appassionato e studioso dei costumi e delle usanze della Terra di Albione, ma pure innamorato della musica americana, anzi “Americana”, che è pure il titolo della sua autobiografia pubblicata nel 2013 e di cui questo album avrebbe dovuto essere la controparte audio, costruito come una sorta di adattamento di quelle memorie sotto forma di canzoni e brevi intermezzi parlati.

Devo ammettere che ad un primo ascolto il disco non mi aveva colpito in modo particolare, pur essendo il sottoscritto un grande fan della sua opera omnia con i Kinks, ma i dischi solisti in passato non mi avevano mai colpito più di tanto, a partire dal primo Return To Waterloo del 1985, che era una sorta di rimasticatura parziale di brani già usciti in Word Of Mouth dei Kinks, e che non era uscito a nome della band a causa dei soliti continui ed immancabili dissidi con il fratello Dave Davies. Anche The Storyteller del 1998 era stata una occasione per ripercorrere la sua storia e quella del gruppo, sotto la ragione sociale della famosa trasmissione televisiva americana; Other People’s Lives, il CD del 2006, quello di maggior successo commerciale in ambito solista, sarebbe stato un eccellente disco per chiunque, ma non per Ray Davies, in definitiva buono ma non eccelso, come pure il successivo Working Man’s Café del 2007, probabilmente comunque il suo migliore fino ad oggi. In mezzo ci sono state varie reunion dei Kinks, dischi celebrativi con orchestra e un album di duetti nel 2010, con grandi ospiti, See My Friends, peraltro piuttosto bello, ma accolto da critiche assai contrastate.

Invece questo nuovo Americana sta ricevendo un nugolo di giudizi positivi, alcuni addirittura entusiasti, altri più composti, ma non si può negare sia un eccellente album, forse, ancora una volta, non un capolavoro assoluto, ma un disco intriso delle influenze americane di Davies filtrate attraverso il suo essere tipicamente british: non per nulla il tutto è stato inciso con una band americana, i Jayhawks (e con altri musicisti), ma nei Konk Studios di Tottenham, in piena Londra. Le canzoni raccontano proprio il rapporto di Ray Davies con gli Stati Uniti, a partire dalla iniziale title track Americana, una morbida (e splendida) ballata che si apre sui tocchi di un pianoforte e delle chitarre acustiche, poi entra una pedal steel, Melvin Duffy, le chitarre e le tastiere degli altri Jayhawks, che con le loro armonie vocali costruiscono una atmosfera sonora molto West Coast, ma con le peculiarità del nostro, che con pochi tratti ci fa immergere in questa sorta di sogno glorioso ad occhi aperti. Anche John Jackson, il co-produttore con Ray e Guy Massey (anche brillante ingegnere del suono) del disco, ha i suoi meriti, e le sue chitarre aggiunte sono tra  i punti di forza del sound, oltre all’uso continuo delle tastiere, Karen Grotberg, Ian Gibbons e lo stesso Davies, molto ben inserite negli arrangiamenti ariosi e complessi.

Prima del secondo brano c’è un breve intermezzo parlato, che evidenzia lo spirito quasi “teatrale” di questa narrazione ( e che forse prelude a futuri sviluppi in tal senso di questo progetto), ma che; a mio modesto parere; spezzano il fluire della musica: in ogni caso The Deal, in viaggio verso la vita dorata di Los Angeles, è un altro brillante esempio della grande facilità con cui il musicista inglese è in grado di costruire melodie che ti entrano subito in circolo e la sua proverbiale abilità nei testi si conferma in questo idilliaco, ma anche sardonico, quadretto della società americana, quasi a tempo di valzer e con un ritornello insinuante, secondo la sua famosa opinione per cui le canzoni devono avere un verso, il ritornello e il bridge e difficilmente si discosta da questo credo, forse gli mancano i riff del fratello Dave, ma Poetry è decisamente più rock, con la sua tipica e unica voce in bella evidenza, mentre le melodie ricordano il periodo classico di fine anni ’60- primi anni ’70, non più solo la band pop dei singoli, ma quella raffinata di album come Village Green Preservation Society, Arthur, Lola Muswell Hillbillies, trasferite sul suolo americano, nazione che agli inizi di carriera li aveva rifiutati, ma poi in seguito li aveva accolti a braccia aperte, ovviamente nella visione di Davies la “poesia” non c’è, sostituita dal consumismo, ma glielo e ce lo dice, con una soavità e una ironia sopraffine, e con melodie avvolgenti e deliziose. Good Time Gals, è meno brillante dei tre brani precedenti, uno schizzo quasi acustico, malinconico, dove comunque si apprezza la bella voce di Karen Grotberg che duetta con la sua voce soave con Ray, tra piano, tastiere e chitarre acustiche appena accennate. Mentre nella successiva A Place In Your Heart la Grotberg viene utilizzata di nuovo, ma in modo più dinamico e mosso, in un brano dove si vira anche verso improvvise aperture sonore country e vaudeville, delicati valzeroni con fisarmonica e archi, oltre alle armonie vocali della premiata ditta Jayhawks. 

Mystery Room rievoca il famoso episodio di New Orleans, dove viveva all’epoca, quando un incontro ravvicinato con un rapinatore quasi gli costò la vita e il brano assume le sonorità scure e misteriose della città della Louisiana, anche se non mi sembra tra le più riuscite del disco, forse fin troppo carica e drammatica, ma visto l’argomento trattato ci sta. La narrazione si lega a quella di Rock’n’Roll Cowboys, una canzone dedicata a Alex Chilton, preceduta da un breve talking Silent Movie, in cui Ray rievoca il loro ultimo incontro a New Orleans, dove entrambi abitavano all’epoca, e i loro discorsi sulla musica e soprattutto sulle canzoni, di cui tutti e due sono stati formidabili autori, e il fatto che mentre chiacchieravano amabilmente in questo commiato la televisione iniziò a trasmettere un vecchio film in bianco e nero sui cowboys, e così nasce la canzone, qualche anno dopo, un tributo ai vecchi rockers che sono come i cowboys, una razza forse in via di estinzione, anche se a giudicare dal brano non si direbbe, uno dei più riusciti e sentiti dell’intero album, con un bellissimo break di chitarra elettrica nella parte centrale, e sicuramente uno dei brani più “americani” nel suono del CD. Change For Change, per quanto sempre interessante nel testo che racconta dei cambiamenti in corso nella società americana, a livello musicale è una specie di blues futuribile, giocato su una chitarra acustica, piccole percussioni, piano e trattamenti elettronici, però abbastanza irrisolto, mentre la successiva, breve, narrata, The Man Upstairs cita all’inizio la celebre All Day And All Of The Night, ma è proprio un intramuscolo. Heard That Beat Before è una pigra e delicata canzone, un misto del Ray Davies classico e un blues molto old fashioned e laidback, pure questa piacevole ma non memorabile.

Long Drive Home To Tarzana viceversa è un brano tra i migliori del disco: “New England To Hollywood Seems So Far Away…” narra Ray, in questo breve trattato sul Sogno Americano e la sua realizzazione, in una strada che è pero lunga ed impervia e non sembra mai arrivare ad una conclusione, ma il protagonista ci prova comunque ad arrivare verso questo Paradiso bramato che è la California dei suoi sogni (quella di Hollywood Boulevard in Celluloid Heroes forse?), e lo fa appunto in una ballata deliziosa, con le “solite” armonie vocali, le chitarre accarezzate e la voce suadente e complice di Davies, e un sound morbido e molto tipico della West Coast evocata dalla canzone. The Great Highway è uno dei rari pezzi rock del CD, molto vicino al sound dei Kinks del periodo americano, della Second Coming, quella riuscita di fine anni ’70, primi anni ’80, con le chitarre che ruggiscono a tutto riff  e Ray che canta con grinta e c’è persino spazio per un assolo dell’elettrica di Gary Louris. Ma, come detto, in precedenza c’era stato un primo tentativo, in cui la band inglese era stata respinta dalla American Federation of Musicians,e bandita per quattro anni, e quindi gli Invaders erano stati ricacciati in Inghilterra, dove avrebbero continuato ad influenzare i musicisti americani (tra cui i Jayhawks stessi) e ad essere a loro volta influenzati dalla musica americana, come dimostra peraltro il sound di questo brano, tutto chitarre acustiche, mandolini, fisarmoniche e un’aria roots corale che fa più Nashville che Londra. A chiudere il cerchio non manca il lieto fine, presunto o vero, di una Wings Of Fantasy, dove i sogni giovanili di Davies “belle ragazze, cowboys, soldi e successo” sembrano realizzarsi nella “land of the free”, come diceva la precedente canzone: il pezzo è più rock e brillante di altri, con la consueta costruzione preferita dal musicista di Fortis Green, ricordata prima, ovvero verso, ritornello, bridge, e una bella melodia, che non manca mai. Per concludere, un buon disco, a tratti brillante in alcuni brani, magari non memorabile, per quanto probabilmente il migliore della sua carriera solista e con più di un eco del glorioso passato, come si suol dire, averne di dischi così: non male per un presunto bollito quasi 73enne sul viale del tramonto!

Bruno Conti

Li Manda Tom Petty: Un Disco Di Rock’n’Roll Come Non Sentivo Da Tempo! The Shelters – The Shelters

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The Shelters – The Shelters – Warner CD

Nel corso dell’anno faccio già abbastanza fatica, sia finanziariamente che per problemi di tempo, a stare dietro a tutte le uscite discografiche più interessanti, novità o ristampe che siano, dei musicisti che già conosco ed ammiro, e quindi tendenzialmente (anche un po’ per diffidenza) è difficile che mi butti a scatola chiusa anche sulle pubblicazioni di solisti o gruppi esordienti: quando però ho visto che il produttore di questo album di debutto di The Shelters, quartetto di Los Angeles, era nientemeno che Tom Petty, cioè uno che di solito si muove solo per sé stesso, ho drizzato le orecchie. Quando poi ho messo il CD nel lettore, altro che orecchie, sono saltato sul divano! Ma facciamo un passo indietro: succede che lo scorso anno il buon Petty vede questi quattro ragazzi suonare in un club di Los Angeles, rimanendone talmente colpito che decide di portarseli ad incidere nel suo studio in compagnia del fido Ryan Ulyate, addetto anche al missaggio (ma Petty già conosceva tre quarti del gruppo per una loro precedente militanza negli Automatik Slim, ed uno di essi, Josh Jove, aveva suonato la chitarra su un brano del suo album del 2014, Hypnotic Eye): il risultato, come ho scritto nel titolo, è un disco di rock’n’roll all’ennesima potenza, una vera e propria bomba che non esito a definire tra i più fulminanti esordi degli ultimi anni.

Ma i quattro ragazzi (oltre al già citato Jove ci sono Chase Simpson, anche lui alle chitarre, Jacob Pillot al basso e Sebastian Harris alla batteria) non sono solo potenti, ma sanno anche scrivere delle signore canzoni: The Shelters è quindi un notevole album di purissimo rock’n’roll chitarristico, diretto, forte, ma anche decisamente riuscito dal punto di vista delle melodie. Solo due chitarre, basso e batteria, più qualche tastiera qua e là suonata sempre da loro, non ci sono sessionmen (neanche Petty suona) e neppure implicazioni blues, country, folk o roots, al massimo qualcosa di pop: l’unica influenza presente (ma non più di tanto) è proprio quella di Tom Petty e  dei suoi Heartbreakers, fin dal nome scelto per la band (che ricorda la Shelter, l’etichetta che ha fatto esordire Tom nel 1976, fondata tra gli altri anche dall’appena scomparso Leon Russell), ma per il resto è tutta farina del loro sacco. E Petty non ha neanche dovuto mettere il becco più di tanto in sede di produzione, si è limitato ad avviare la registrazione ed a lasciarli suonare a ruota libera, dando al massimo qualche consiglio e limando qual cosina qua e là: The Shelters, a mio parere, è meglio anche di Hypnotic Eye, che aveva il suono, ma gli mancavano, in parte, le canzoni, mentre qui abbiamo tutte e due le cose.

Rebel Heart (titolo un po’ alla Petty questo) è introdotta da un riff chitarristico beatlesiano (ma i Beatles più rock), poi parte il pezzo vero e proprio, una vera iniezione di energia, con un refrain diretto ed essenziale e la sezione ritmica che pesta duro: scelta come singolo, secondo me giustamente in quanto la canzone ha anche delle potenzialità radiofoniche. Una bella schitarrata introduce la potente Birdwatching, un rock’n’roll al fulmicotone (qui ci sono similitudini con il giovane Petty, anche nel modo di cantare, e può anche darsi che il biondo rocker abbia rivisto nei ragazzi gli Spezzacuori degli esordi): non solo forza comunque, i nostri hanno anche feeling da vendere e lo mettono al servizio delle canzoni; la cadenzata Liar è un altro concentrato di forza e bravura, un brano lucido dal punto di vista della scrittura e musicalmente coinvolgente al massimo, mentre Nothin’ In The World Can Stop Me Worryin’ ‘Bout That Girl è l’unica cover del CD, essendo un brano non tra i più noti dei Kinks (era su Kinda Kinks del 1965), e mostra un’altra faccia degli Shelters: canzone elettroacustica, più pacata nell’arrangiamento, con i quattro che lasciano scorrere la melodia in modo fluido e la rivestono con una strumentazione parca, pur non rinunciando alla forza espressiva. Con Surely Burn riprende lo sballo, un power pop-rock ancora decisamente elettrico e con un’attitudine da garage band anni sessanta, anche se rispetto a quei gruppi i nostri hanno più tecnica e c’è una maggiore attenzione alla qualità sonora: splendido l’assolo chitarristico finale.

La suadente The Ghost Is Gone è una grande canzone, percorsa da un alone di psichedelia, anche se in parte mi ricorda certe atmosfere care ai Doors (un gruppo raramente citato tra le influenze), melodia “circolare” ed attendista fino all’esplosione centrale, con gli strumenti che impazziscono per circa mezzo minuto prima di tornare al clima precedente: un brano che dimostra che i ragazzi sono in grado di sviluppare tematiche anche più complesse, dimostrando una capacità da veterani.  L’ottima Gold è come se gli Heartbreakers suonassero un pezzo dei Beatles, un brano di grande piacevolezza, diretto, orecchiabile, suonato alla grande e con un ritornello da applausi, mentre la vibrante Never Look Behind Ya è un altro eccellente rock’n’roll dal ritmo spedito, un bel riff alla Creedence e il solito azzeccato motivo centrale; Fortune Teller è ancora giusto nel mezzo tra rock, pop e psichedelia, ma è notevole la capacità del quartetto di badare al sodo e non voler strafare neanche per un attimo: sentite che potenza nel finale del pezzo! Dopo tanta elettricità finalmente una ballata, Dandelion Ridge, ed anche qui i nostri fanno vedere di non aver paura di nessuno, con una canzone dalla melodia cristallina (ed un po’ pettyana), belle chitarre jingle-jangle e suono comunque molto rock anche se il pezzo è lento. L’album termina con la poderosa Born To Fly, altra prova di forza, ma anche di bravura, dei ragazzi (ed il ritornello è tra i più accattivanti del disco) e con la notevole Down, altra splendida rock song dal suono classico e melodia travolgente, una delle più riuscite dell’intero CD.

Questo potrebbe essere l’anno di Tom Petty, prima perché con i suoi Mudcrutch ci ha consegnato un disco che, almeno per il sottoscritto, gareggerà fino all’ultima curva per il titolo di migliore del 2016 http://discoclub.myblog.it/2016/05/16/i-ragazzi-promettono-bene-anteprima-anniversario-mudcrutch-mudcrutch-2/ , ma anche perché, in qualità di produttore, ci ha fatto conoscere The Shelters, i quali, lo dico fin d’ora, ci hanno regalato l’esordio dell’anno. Imperdibile.

Marco Verdi

Ancora Una Volta Degno Pari Dei Migliori Cantautori, Passati E Presenti! Dirk Hamilton – Touch And Go

dirk hamilton touch and go

Dirk Hamilton – Touch And Go – Acoustic Rock Records/Ird

Ho sempre avuto una particolare ammirazione per la musica di Dirk Hamilton, in modo speciale per i primi quattro dischi, quelli che arrivano fino a Thug Of Love del 1980: album dove lo spirito di Bob Dylan e quello di Van Morrison si fondevano in una perfetta miscela, dove si potevano cogliere anche echi di John Hiatt (che era comunque un suo contemporaneo e avrebbe avuto successo dopo Hamilton) forse per il tipo di approccio tra rock, soul “bianco” e blues e la voce splendida, e  anche tracce di John Prine, per i testi complessi e affascinanti. Poi tra il 1980 e il 1986 abbandona la musica, deluso dall’industria discografica, tra case che falliscono, etichette che lo mollano senza ragione, e si dedica a vari lavori di tipo sociale. Poi riprende a fare musica e approda nel 1990 alla Appaloosa Records del compianto Franco Ratti, e fa dell’Italia la sua seconda patria. Ovviamente i mezzi non sono più quelli di un tempo (e forse neppure l’ispirazione) ma Hamilton a tratti è ancora in grado di emozionare con le sue intense ballate o con i suoi pezzi più rock, intrisi di blues, anche se spesso, per motivi economici, si deve accontentare di una dimensione acustica. Negli anni 2000 si esibisce spesso con il gruppo italiano dei Bluesmen, con cui registra anche alcuni dischi dal vivo, pubblicati dalla sua etichetta Acoustic Rock e nel 2009 esce l’ottimo More Songs From My Cool Life, che lo ripropone quasi ai vertici del suo passato, bissato poi dal CD+DVD del 2011 Thug Of Love Live, dove esegue dal vivo per intero il suo classico del 1980 e alcune altre chicche dal passato http://discoclub.myblog.it/2011/11/27/l-artista-di-culto-per-eccellenza-dirk-hamilton-thug-of-love/ .

Solo Mono e Sweatshop Pinata sono album interlocutori, che lasciano comunque intravedere la classe del nostro; poi tra il 2014 e il 2015 inizia a collaborare con il produttore e polistrumentista Rob Laufer (con un passato anche da ottimo cantautore negli anni ’90), che si era presentato ad un concerto di Hamilton dicendo di essere un suo fan di lunga data. E il risultato è questo eccellente Touch And Go, dove Laufer ha lavorato da vero produttore sulle canzoni di Dirk, rivestendole di una veste professionale, aggiungendo in fase di registrazione una strumentazione ricca e complessa, con arrangiamenti dove le chitarre e l’armonica del nostro, vengono impreziosite da chitarre elettriche, organo, viola, una sezione ritmica e soprattutto un suono d’insieme che non si sentiva da anni. Il resto lo fanno le canzoni: alcune nuove, altre già proposte su dischi del passato in una veste musicale più dimessa e qualcuna, vecchissima, completata per l’occasione. Prendiamo per esempio l’iniziale Gladiola, un brano dove alla voce, all’acustica e all’armonica di Hamilton, Laufer ha aggiunto gli altri strumenti in seguito, in studio, con una procedura che all’inizio Dirk non amava, ma che poi ascoltando i risultati, brillanti a livello di suono e di vivacità delle canzoni, è stata quindi applicata a tutto il disco. La voce è sempre affascinante (vissuta, ormai Hamilton ha 67 anni, stesso anno di nascita di Springsteen), rauca e potente, con quel drive sonoro morrisoniano e l’armonica alla Dylan, che qui si gustano appieno grazie al sound avvolgente apportato da Laufer, che ci riporta ai classici di inizio carriera, quando il cantautore rivestiva le sue canzoni di chitarre elettriche insinuanti, armonie vocali femminili e ritmiche incalzanti.

Ma anche nell’approccio più intimo e dylaniano appunto della bellissima Misery Woman si riascoltano echi del vecchio splendore, con la voce che declama con passione le sue liriche complesse. Ma è ottima anche Head On A Neck che parte come un blues acustico e poi si anima con un organo vintage, chitarre elettriche aggressive, una ritmica grintosa e Hamilton che spinge la sua voce verso territori quasi da esibizione Live. Touch And Go (la canzone), è un altro brano degno dei migliori brani del repertorio del cantautore americano (che si divide come sempre tra California, dove è stato registrato il disco, e Italia, dove torna spesso), con la vecchia abitudine a perfetti equilibri sonori ripristinata come per magia, con gli strumenti che accarezzano la voce in questa ballata dolcissima; We Live In A Dream non cede la ritrovata briosità, quel tocco country got soul da sempre presente nei suoi momenti migliori, come dimostra anche la delicata For The Love Of The Lady, una piccola perla impreziosita da un organo sullo sfondo, una canzone che Hamilton ha iniziato a scrivere nel 1971 e completato nel 2014.

Blame The Poor è proprio un blues, acustico e nudo, mentre Not Free Of Me gira intorno ad un poderoso riff elettrico, quasi alla Kinks, èd è un vigoroso pezzo rock che illustra il lato più gagliardo del nostro amico. Build A Submarine in origine era apparsa su Too Tired Of Sleep del 1990, uno degli album “italiani” della sua discografia, qui diventa una bellissima canzone, di nuovo a metà strada tra Dylan e Morrison, con la deliziosa A Stepper Like You, dolce ed insinuante, prima di rituffarci nel rock incalzante della splendida Cheers To The Heart, uno dei brani più belli del disco (ma non ce n’è una canzone scarsa), bellissime le armonie vocali, gli intrecci di chitarre e di tastiere e il cantato di Dirk Hamilton, che si conferma uno dei “beautiful losers” più di talento dell’intero panorama mondiale. Anche The OnlyThing That Matters viene dal passato, era su Yep, il disco del 1995, e qui rivive in una versione dove gli arpeggi di una acustica si fondono con la viola di Heather Lockie per creare una atmosfera intima, malinconica e toccante. A concludere il tutto il quasi “stream of consciousness” della magnifica Mister Moreno, un pezzo degno del migliore Hamilton del passato e anche dei più grandi cantautori che vi possono venire in mente, di cui questo signore si conferma ancora una volta, quando tutte le circostanze collidono, come in questo disco, un degno pari!

Bruno Conti

P.s. Purtroppo del materiale recente non si trova praticamente nulla in video, quindi mi sono arrangiato con materiale più datato ma sempre valido.

Ogni Tanto Si Rifà Viva Anche Lei! Ronnie Spector – English Heart

ronnie spector english heart

Ronnie Spector – English Heart – 429 CD

E’ di pochi mesi fa il mio post sul Best Of dedicato a Veronica Yvette Bennett, meglio conosciuta come Ronnie Spector, un’ottima antologia con qualche rarità che però non conteneva nulla di nuovo http://discoclub.myblog.it/2015/11/26/darlene-love-ecco-la-piu-famosa-delle-spector-girls-ronnie-spector-the-very-best-of-ronnie-spector/ : l’ultima fatica dell’ex leader delle Ronettes (ed ex moglie del leggendario produttore Phil Spector) risaliva a ben dieci anni fa, il discreto ma non eccelso Last Of The Rock Stars. Ma Ronnie nel corso della sua carriera ha pubblicato davvero poco come solista, e quindi ogni suo disco deve essere considerato come un piccolo evento, essendo lei una delle artiste di punta dei vocal groups tanto in voga nella musica pop degli anni sessanta. English Heart, il suo nuovissimo album, è però un disco particolare: se la quasi totalità dei gruppi e solisti inglesi dei sixties si rifacevano dichiaratamente ad un suono di origine americana (chi blues, chi rock’n’roll, chi soul), con questo lavoro Ronnie ha voluto fare il percorso inverso, omaggiando tutta una serie di artisti e di brani a lei particolarmente cari, dichiarando anche nelle note di copertina il suo smisurato amore per la musica britannica dell’epoca. Quindi un disco di cover, scelte per lo più in maniera personale dalla cantante di origini afro-irlandesi, con pochi pezzi veramente famosi anche se presi dai songbook di band popolarissime: l’album è prodotto da Scott Jacoby, uno con un curriculum non proprio aderente ai gusti abituali di chi scrive su questo blog (Coldplay, Sia, John Legend), ma che qua ha fatto un lavoro impeccabile a livello di suono (tranne un caso), rivestendo i brani di suoni moderni ma nello stesso tempo mantenendo un certo sapore d’altri tempi, utilizzando una lunga serie di sessionmen proprio come faceva l’ex marito di Ronnie (ed i cui nomi, devo confessare, mi sono sconosciuti).

Poi c’è la voce della Spector, sempre bellissima e resa ancora più affascinante da un misto di età, sigarette e chissà cos’altro, che le ha conferito un timbro giusto a metà tra la limpidezza dei brani con le Ronettes ed il tono roco e vissuto di Marianne Faithfull (un’altra che non si è mai fatta mancare niente): il tutto per un dischetto (meno di 35 minuti) che, anche se non imprescindibile, posso tranquillamente definire riuscito, in quanto non annoia e si lascia ascoltare con piacere (e la cosa secondo me non era scontata, in certi casi il pericolo ciofeca è sempre dietro l’angolo). L’album inizia con Oh Me Oh My (I’m A Fool For You Baby), ripresa molto sofisticata e quasi afterhours di un successo minore di Lulu, con un marcato retrogusto soul (una costante nel disco), non malaccio anche se un po’ più di brio non avrebbe guastato. Because è un vecchio pezzo dei Dave Clark Five, B-side in Inghilterra ma lato A in America, proposta con un arrangiamento più vintage (anche se si sente benissimo che è incisa oggi), un botta e risposta tra leader e coro femminile che fa molto Ronettes e melodia squisitamente sixties, e che voce che ha ancora Ronnie.

I’d Much Rather Be With The Girls è una canzone poco nota dei Rolling Stones (scritta dall’inedita coppia Keith Richards – Andrew Loog Oldham e pubblicata nella compilation di rarità Metamorphosis), un brano che già in origine era un omaggio a Spector (il marito), e quindi Ronnie non deve cambiare molto per portare a casa il risultato pieno (a parte il titolo, dove Boys viene sostituito da Girls); Don’t Let The Sun Catch You Crying (Gerry & The Pacemakers) è invece ripresa in maniera quasi cameristica, con solo due chitarre acustiche ed un violoncello (ed anche una leggera percussione) ad accompagnare la voce carismatica di Ronnie, una rilettura di classe, parola non abitualmente associata ad una che ha il soprannome di “bad girl of rock’n’roll”. Tired Of Waiting è una (bella) canzone dei Kinks, anche se non tra le più note, e la nostra Veronica la rifà con un approccio rock asciutto e diretto ed un leggero sapore errebi che non guasta; Tell Her No (Zombies) è la più mossa finora, con ancora un arrangiamento in perfetto stile anni sessanta, un blue-eyed soul di presa immediata, mentre con I’ll Follow The Sun (Beatles, of course) non si sforza più di tanto, lasciando intatta la struttura folk dei Fab Four ed eseguendola con due chitarre e poco altro. You’ve Got Your Troubles è un oscuro brano di un’altrettanto oscura band (The Fortunes) ed è il primo e per fortuna unico caso di suono un po’ finto, con drum programming e synth ben in vista, ed anche la canzone non è niente di che, meglio Girl Don’t Come (di Sandie Shaw, la “cantante scalza” molto popolare anche in Italia), che mantiene il gusto pop dell’originale ed è suonata in maniera classica, e pur non essendo un grande brano si lascia ascoltare.

Don’t Let Me Be Misunderstood è invece un capolavoro della nostra musica (ed è anche la più famosa tra le canzoni scelte dalla Spector), ed anch’essa viene rivestita di sonorità tra rock e rhythm’n’blues, dando un sapore nuovo ad un pezzo che ha avuto più di una versione superlativa (Animals e Nina Simone su tutte… e che nessuno si azzardi a dire Santa Esmeralda, a parte Carlo Conti!): gran ritmo e melodia trattata con il dovuto riguardo. Il CD si chiude con l’unico “sconfinamento” negli anni settanta, con la nota How Can You Mend A Broken Heart dei Bee Gees, un pezzo che non ho mai amato particolarmente (ma è un mio problema, Ronnie la rifà bene): quindi, ripeto, un dischetto forse non indispensabile, ma in definitiva ben fatto ed ottimamente interpretato, e vista la (poca) regolarità con la quale incide Ronnie Spector, l’acquisto ci può anche stare.

Marco Verdi

Sono Ancora “Affamati”! Zombies – Still Got That Hunger

zombies still got that hunger

Zombies – Still Got That Hunger – The End/Cherry Red Records 

Odessey And Oracle rimane uno dei dischi “culto” e allo stesso tempo più importanti della storia del rock, una riuscita fusione tra Beatles e Beach Boys in puro stile psych, con venature pop britanniche, mini-sinfonie barocche e le tastiere di Rod Argent e la voce di Colin Blunstone a dominare il tutto. Ah, dimenticavo: e alcune “Canzoni” con la C maiuscola http://discoclub.myblog.it/2011/03/12/una-storia-senza-fine-zombies-odessey-and-oracle/ . Grandi canzoni che forse in seguito, se non in parte, Rod Argent non ha più ritrovato nella sua creatura successiva, gli Argent, anche se la band ha lasciato una manciata di album più orientati verso il rock classico, grazie alla voce e alla chitarra di Russ Ballard. Gli Zombies con questo Still Got Hunger sono già al secondo album del nuovo corso, dopo quello della seconda reunion del 2011, un buon Breathe Out, Breathe In, e mantenendo la stessa formazione, ovverosia Argent e Blunstone (mai più alla ribalta, ma autore di molti buoni album solisti nel corso degli anni), più i fratelli Rodford, Jim anche negli Argent al basso e Steve alla batteria, con l’aggiunta di Tim Tooney alla chitarra. Il risultato ottenuto in questo Still Got Hunger è in fondo soddisfacente: ci sono molti elementi del passato, e non solo nel suono, ma anche nella grafica della copertina firmata da Terry Quirk, lo stesso di Odessey, con addirittura il personaggio centrale del disegno che tiene in mano la copertina di quel disco http://discoclub.myblog.it/2013/08/24/un-altro-cofanetto-in-utile-the-zombies-in-stereo-5639062/ .

Musicalmente, grazie alla chitarra di Toomey, a tratti domina un classico rock made in USA, tipo quello di un’altra band molto popolare negli States nel loro periodo più “duro”, i Kinks, o addirittura tratti di rock-blues non alieni allo stile degli Argent, comunque impreziositi dai florilegi alle tastiere di Rod Argent. L’iniziale Moving On è rappresentativa di quanto detto, riff di pura matrice rock, la voce ancora potente ed espressiva di Blunstone (uno dei cantanti inglesi più sottovalutati), e le improvvise aperture quasi jazzate del piano di Rod su cui si innesta la chitarra di Toomey e le armonie vocali preziose della band, ma ancor di più un brano come New York, dove un riff gigantesco alla Who e l’uso di organo e piano elettrico, nonché le robuste evoluzioni della sezione ritmica si rifanno chiaramente ad un sound americano molto anni ’70, e non è detto che sia una iattura, se ben fatto, come in questo caso https://www.youtube.com/watch?v=0XO-7nFdNr0 .

Si vede che la band ha lavorato a lungo su questo album, finanziato anche nel loro caso dal crowdfunding, con un suono pulito e rifinito magari senza molti sprazzi del vecchio genio, ma con una certa solidità di fondo e preziose impennate qualitative: Chasing The Past introdotto da un eccellente lavoro di Argent al piano che poi ci regala un classico assolo di organo che profuma di rock progressivo anni ’70, mentre Blunstone è sempre magnetico con i suoi tratti vocali e anche il lavoro della chitarra di Toomey in questo brano è raffinato quanto basta. Edge Of The Rainbow è una classica ballata tra blues e jazz, con accenni doo-wop nelle armonie vocali, mentre I Want You Back Again è una rilettura moderna di un brano presente in Odessey And Oracle, accenni di psichedelia, fughe strumentali jazzate, in fondo lo stile classico degli Zombies rivisitato con gusto e bella calligrafia https://www.youtube.com/watch?v=2s8F3Mzcf0I , anche se l’originale, con il suo classico tempo in ¾ era probabilmente superiore, come è quasi sempre il caso. Altrove And We Were Young Again, una morbida ballata accarezzata dalla voce di Blunstone e dalla chitarra di Toomey e Now I Know I’ll Never Get Over You, un brano che sul disco solista del 2009 di Colin era un soffice brano con accompagnamento di archi e qui diventa un pezzo rock quasi alla U2, quelli buoni, hanno lampi della vecchia classe. Maybe Tomorrow è un pezzo rock piacevole ma che lascia il tempo che trova (come altri brani del disco, per essere onesti fino in fondo), se non fosse per il virtuosismo di Argent e per la citazione finale di un verso di Yesterday dei Beatles. Le conclusive Little One, solo voce e piano, e Beyond The Borderline, ancora molto beatlesiana, hanno agganci con il vecchio sound della band e confermano il giudizio positivo per questo album, molto nostalgico ma in fondo non disprezzabile.

Bruno Conti

Ancora Una “Infornata” Di Nuovi Cofanetti Pre-Natalizi. King Crimson, Supertramp, Wilco, Hollies, Jethro Tull, Kinks, David Bowie, John Martyn, Velvet Underground Parte II

jethro tull tull war child 40th anniversary

Come promesso ecco altri cofanetti di prossima uscita. Partiamo con…

Jethro Tull – War Child 40th Anniversary Theatre Edition – 2 CD+2DVD Parolphone/Warner – 25-11-2014

Evidentemente Steven Wilson, oltre ai suoi lavori solisti e con i Porcupine Tree, trova il tempo per proseguire il suo lavoro di restauro dell’opera dei King Crimson e dei Jethro Tull. Della band di Fripp avete letto ieri, mentre per il 25 novembre è annunciata una edizione espansa di War Child, con questo contenuto:

Disc One
1. WarChild
2. Queen and Country
3. Ladies
4. Back-door Angels
5. SeaLion
6. Skating Away on the Thin Ice of the New Day
7. Bungle in the Jungle
8. Only Solitaire
9. The Third Hoorah
10. Two Fingers

Disc Two – The Second Act: Associated Recordings
1. Paradise Steakhouse
2. Saturation
3. Good Godmother*
4. SeaLion II
5. Quartet
6. WarChild II*
7. Tomorrow Was Today*
8. Glory Row
9. March, The Mad Scientist
10. Rainbow Blues
11. Pan Dance

WarChild Orchestral Recordings

12. The Orchestral WarChild Theme*
13. The Third Hoorah (Orchestral Version)*
14. Mime Sequence*
15. Field Dance (Conway Hall Version)*
16. Waltz Of The Angels (Conway Hall Version)
17. The Beach (Part I) (Morgan Master Recording)*
18. The Beach (Part II) (Morgan Master Recording)*
19. Waltz Of The Angels (Morgan Demo Recording)*
20. The Beach (Morgan Demo Recording)*
21. Field Dance (Morgan Demo Recording)*

* Previously Unreleased

DVD 1 (Audio & Video)

Contains:
* WarChild remixed to 5.1 DTS and AC3 Dolby Digital surround sound and 96/24 PCM stereo.
* A flat transfer from the original 1974 LP master at 96/24 PCM stereo.
* A flat transfer of the original 1974 Quad LP (with additionally Glory Row & March, The Mad Scientist) at 5.1 (4.0) DTS and AC3 Dolby Digital surround sound.
* Video clips of a Montreux photosession and press conference on 11th January 1974 and The Third Hoorah promo footage with remixed stereo audio.

DVD 2 (Audio)

Contains:
* An additional eleven group recordings from the WarChild sessions and later, including 3 previously unreleased tracks, and 4 orchestral recordings from the WarChild sessions mixed to 5.1 DTS and AC3 Dolby Digital surround sound and 96/24 PCM stereo.
* Six additional orchestral recordings (five previously unreleased) mixed by Robin Black in 1974, now in 96/24 PCM stereo.

kinks the anthology

The Kinks – The Anthology 1964-1971 – 5CD Sony Legacy/Sanctuary – 18-11-2014 UK/ 09-12-2014 USA

Come era stato recentemente per gli Small Faces, anche per i Kinks continuano ad uscire cofanetti: tra novembre e dicembre, mercato inglese ed americano, ma le date cambiano in continuazione, quindi sono indicative, esce questo ennesimo box per festeggiare il 50° Annoversario della band dei fratelli Davies, da Muswell Hill, Londra. Come al solito ci sarà la solita pletora di rarità, o presunte tali, ma il sottoscritto si ferma al precedente box da 6 CD, Picture Book, uscito nel 2008. Abbiamo già dato, grazie. Per chi fosse interessato, come al solito questi i contenuti:

CD1:

1. I’m A Hog For You, Baby – The Boll-Weevils
2. I Don’t Need You Anymore (demo)
3. Ev’rybody’s Gonna Be Happy (demo)
4. Long Tall Sally
5. I Took My Baby Home
6. You Still Want Me
7. You Do Something To Me
8. You Really Got Me
9. It’s All Right
10. Beautiful Delilah
11. Just Can’t Go To Sleep
12. I’m A Lover, Not A Fighter (mono alternate)
13. Little Queenie (Live At The Playhouse Theatre, 1964)
14. Too Much Monkey Business (alternate take)
15. Stop Your Sobbing (mono)
16. All Day And All Of The Night
17. I Gotta Move
18. I Gotta Go Now
19. I’ve Got That Feeling (Live At Piccadilly Studios, 1964)
20. Tired Of Waiting For You
21. Come On Now (alternate mix)
22. Look For Me Baby
23. Nothin’ In The World Can Stop Me Worryin’ ‘Bout That Girl
24. Wonder Where My Baby Is Tonight
25. Don’t Ever Change
26. You Shouldn’t Be Sad
27. Something Better Beginning
28. Ev’rybody’s Gonna Be Happy
29. Who’ll Be The Next In Line (Session Fragment – Backing track)
30. Who’ll Be The Next In Line (alternate)
31. Set Me Free
32. I Need You
33. Interview: Clay Cole Meets The Kinks June 17, 1965

ALL TRACKS IN MONO SOUND SYSTEM
Tracks 5-13, 15-19 and 21-33 Produced by SHEL Talmy
Tracks 14 and 20 Produced by BERNIE ANDREWS

CD2:

1. See My Friends
2. Never Met A Girl Like You Before
3. I Go To Sleep (demo)
4. A Little Bit Of Sunlight (demo)
5. Tell Me Now So I’ll Know (alternate demo)
6. When I See That Girl Of Mine (demo)
7. There’s A New World Just Opening For Me (demo)
8. This Strange Effect (Live At Aeolian Hall, 1965)
9. Hide And Seek (Live At Aeolian Hall, 1965)
10. A Well Respected Man
11. Such A Shame
12. Do not You Fret
13. Till The End Of The Day
14. Where Have All The Good Times Gone
15. Milk Cow Blues
16. I Am Free
17. The World Keeps Going Round
18. I’m On An Island
19. You Can not Win
20. Time Will Tell
21. Dedicated Follower Of Fashion (Snippet Login – Tomas 1-3)
22. Dedicated Follower Of Fashion (single version)
23. Sittin ‘On My Sofa
24. She’s Got Everything (Backing Track Take Two)
25. She’s Got Everything (Mono alternate version)
26. Mr. Reporter (version one)
27. All Night Stand (demo)

ALL TRACKS IN MONO SOUND SYSTEM
TRACKS 1, 2, 10-26 Produced by SHEL Talmy
Tracks 8 and 9 Produced by Keith Bateson

CD3:

1. Sunny Afternoon (mono)
2. I’m Not Like Everybody Else (mono)
3. Dandy (mono)
4. Party Line (mono)
5. Rosy Will Not You Please Come Home (mono)
6. Too Much On My Mind (Mono)
7. Session Man (mono)
8. Most Exclusive Residence For Sale (mono)
9. Fancy (mono)
10. Dead End Street (mono)
11. Big Black Smoke (alternate stereo mix)
12. Mr. Pleasant (stereo)
13. This Is Where I Belong (stereo)
14. Village Green (stereo)
15. Two Sisters (stereo)
16. Waterloo Sunset (Snippet Sign – Backing Track Take Two)
17. Waterloo Sunset (stereo)
18. Act Nice And Gentle (stereo)
19. Harry Rag (stereo) (Snippet session)
20. Harry Rag (stereo)
21. Death Of A Clown (stereo) – Dave Davies
22. Love Me Till The Sun Shines (stereo) – Dave Davies
23. David Watts (stereo)
24. Tin Soldier Man (stereo)
25. Afternoon Tea (alternate stereo mix)
26. Funny Face (stereo) – Dave Davies
27. Lazy Old Sun (alternate stereo mix)
28. Susannah’s Still Alive (stereo) – Dave Davies
29. Good Luck Charm (stereo) – Dave Davies

Tracks 1-9, 11-20, 23 and 24 produced by Talmy SHEL
Tracks 10, 21, 22, 25-29 Produced by RAY DAVIES

CD4:

1. Autumn Almanac (mono)
2. Lavender Hill (mono)
3. Rosemary Rose (stereo)
4. Wonderboy (mono)
5. Polly (mono)
6. Lincoln County (single stereo version) – Dave Davies
7. Did You See His Name? (Stereo alternate ending)
8. Days (Snippet session)
9. Days (stereo)
10. Misty Water (alternate mix)
11. Do You Remember Walter (mono)
12. Picture Book (mono)
13. Johnny Thunder (stereo remix)
14. Big Sky (mono)
15. Animal Farm (mono)
16. Starstruck (mono)
17. Pictures In The Sand (mono)
18. People Take Pictures Of Each Other (stereo Mix for Europe)
19. Interview: Ray Davies talks about Village Green Preservation Society (mono)
20. The Village Green Preservation Society (Live At The Playhouse Theatre, 1968) (mono)
21. Hold My Hand (stereo) – Dave Davies
22. Creeping Jean (stereo) – Dave Davies
23. Berkeley Mews (stereo)
24. Till Death Us Do Part (mono)
25. When I Turn Out The Living Room Light (mono)
26. Where Did My Spring Go (mono)
27. Plastic Man (stereo) )
28. King Kong (mono)
29. This Man He Weeps Tonight (Mono)
30. Reprise US Tour Spot (stereo)

Tracks 1-18, 21-29 Produced by RAY DAVIES
Tracks 19 & 20 Produced by BILL BEBB

CD5:

1. Victoria (stereo)
2. Some Mother’s Son (stereo)
3. Drivin ‘(stereo)
4. Shangri-La (stereo)
5. She’s Bought A Hat Like Princess Marina (stereo)
6. Young And Innocent Days (stereo)
7. Mindless Child Of Motherhood (stereo) – The Kinks Featuring Dave Davies
8. Lola (mono)
9. Apeman (stereo)
10. Strangers (stereo)
11. Get Back In The Line (stereo)
12. Anytime (stereo)
13. This Time Tomorrow (stereo)
14. A Long Way From Home (stereo)
15. Powerman (stereo)
16. Got To Be Free (stereo)
17. Dreams (stereo)
18. Moments (stereo)
19. The Way Love Used To Be (stereo)
20. God’s Children (stereo)

PLUS 7 “SINGLE

La scritta finale vuol dire che nella confezione ci sarà un 45 giri, tradotto per i non collezionisti!

david bowie nothing has changed

David Bowie – Nothing Has Changed – 2 CD o 3 CD Deluxe Edition Sony Legacy -18-11-2014

Anche il “Duca Bianco” ci propone o ci propina, tramite la sua ultima casa discografica, una ennesima antologia, ma è quella definitiva. In attesa di un nuovo album, annunciato da Tony Visconti in probabile uscita a primavera del 2015, David Bowie ci regala ben “un” brano nuovo, Sue (Or In A Season Of Crime) https://www.youtube.com/watch?v=3GodUgnO7lY , prodotto dall’appena nominato Visconti, più un inedito Let Me Sleep Beside You, dall’album del 2001 Toy rimasto inedito, Your Turn To Drive, sempre dalle stesse sessions, poi “apparse” in rete nel 2011, e Shadow Man, idem come sopra. Tutti e quattro i brani sono nella versione tripla, due sono presenti in quella doppia, mentre gli “astuti” giapponesi ne pubblicheranno una versione esclusiva singola, con il brano nuovo. Contenuti del triplo CD a seguire:

CD1
1. Sue (Or In A Season Of Crime) (7.40)
2. Where Are We Now? (4.09)
3. Love Is Lost (Hello Steve Reich Mix By James Murphy For The DFA Edit) (4.07)
4. The Stars (Are Out Tonight) (3.57)
5. New Killer Star (Radio Edit) (3.42)
6. Everyone Says ‘Hi’ (Edit) (3.29)
7. Slow Burn (Radio Edit) (3.55)
8. Let Me Sleep Beside You (3.14)
9. Your Turn To Drive (4.44)
10. Shadow Man (4.48)
11. Seven (Marius De Vries Mix) (4.12)
12. Survive (Marius De Vries Mix) (4.18)
13. Thursday’s Child (Radio Edit) (4.25)
14. I’m Afraid Of Americans (V1) (Clean Edit) (4.30)
15. Little Wonder (Edit) (3.40)
16. Hallo Spaceboy (PSB Remix) (With The Pet Shop Boys) (4.23)
17. Heart’s Filthy Lesson (Radio Edit) (3.32)
18. Strangers When We Meet (Single Version) (4.21)

CD2
1. Buddha Of Suburbia (4.24)
2. Jump They Say (Radio Edit) (3.53)
3. Time Will Crawl (MM Remix) (4.18)
4. Absolute Beginners (Single Version) (5.35)
5. Dancing In The Street (With Mick Jagger) (3.20)
6. Loving The Alien (Single Remix) (4.45)
7. This Is Not America (With The Pat Metheny Group) (3.51)
8. Blue Jean (3.11)
9. Modern Love (Single Version) (3.56)
10. China Girl (Single Version) (4.15)
11. Let’s Dance (Single Version) (4.08)
12. Fashion (Single Version) (3.25)
13. Scary Monsters (And Super Creeps) (Single Version) (3.32)
14. Ashes To Ashes (Single Version) (3.35)
15. Under Pressure (With Queen) (3.56)
16. Boys Keep Swinging (3.17)
17. ‘Heroes’ (Single Version) (3.35)
18. Sound And Vision (3.03)
19. Golden Years (Single Version) (3.27)
20. Wild Is The Wind (2010 Harry Maslin Mix) (5.58)

CD3
1. Fame (4.14)
2. Young Americans (2007 Tony Visconti Mix Single Edit) (3.13)
3. Diamond Dogs (5.56)
4. Rebel Rebel (4.28)
5. Sorrow (2.53)
6. Drive-In Saturday (4.29)
7. All The Young Dudes (3.08)
8. The Jean Genie (Original Single Mix) (4.05)
9. Moonage Daydream (4.40)
10. Ziggy Stardust (3.12)
11. Starman (Original Single Mix) (4.10)
12. Life On Mars? (2003 Ken Scott Mix) (3.49)
13. Oh! You Pretty Things (3.11)
14. Changes (3.33)
15. The Man Who Sold The World (3.56)
16. Space Oddity (5.12)
17. In The Heat Of The Morning (3.00)
18. Silly Boy Blue (3.54)
19. Can’t Help Thinking About Me (2.46)
20. You’ve Got A Habit Of Leaving (2.32)
21. Liza Jane (2.18)

john martyn best of island years

John Martyn – The Best Of The Island Years – 4 CD Island/Universal – 04-11-2014

Come era stato per Sandy Denny, la Island/Universal pubblicherà questo cofanetto con il “meglio” estratto dal cofanetto da 18 CD uscito lo scorso anno, The Island Years https://www.youtube.com/watch?v=0Nk4j_Ur554 , dedicato a John Martyn, pescando tra tutti gli inediti che erano contenuti in quella opera omnia: ovviamente non è l’integrale degli inediti, visto che c’erano ben 2 concerti completi mai pubblicati, la prima versione di The Apprentice e un DVD di materiale raro ed edito, ma comunque la selezione è esaustiva ed il prezzo molto più contenuto, anche se il “cofanettone” è una meraviglia! Ecco la tracklist della versione da 4 CD, in uscita il 4 novembre:

CD1
1. Go Easy – Alt Take # 2 (4:34)
2. Bless The Weather – Alt Take (4:51)
3. Just Now – Alt Take #2 (3:37)
4. Head And Heart – Alt Take (4:59)
5. Glistening Glyndebourne (7:47)
6. May You Never – Live At The Hanging Lamp (4:18)
7. Head And Heart – Live At The Hanging Lamp (3:57)
8. I’d Rather Be The Devil – Live At The Hanging Lamp (7:50)
9. Solid Air – Alt Take (4:30)
10. Over The Hill – Alt Take (3:17)
11. I’d Rather Be The Devil – Alt Take #2 (6:02)
12. Go Down Easy – Alt Take #3 (5:11)
13. Dreams By The Sea – Alt Take (3:22)
14. May You Never – Alt Take (3:46)
15. Fine Lines – Alt Take (3:55)

CD2
1. The Glory Of Love – Alt Take (2:40)
2. Make No Mistake – Alt Take (6:45)
3. Sunday’s Child – Alt Take (6:30)
4. Spencer The Rover – BBC Sight And Sound (3:53)
5. Eight More Miles – Alt Take (2:44)
6. Outside In – Liver At Leeds (18:56)
7. Solid Air – Live At Leeds (7:10)
8. The Man At The Station – Live At Leeds (2:42)
9. Dealer – Alt Take (5:16)
10. One World – Alt Take (4:19)
11. Smiling Stranger – Alt Take (3:35)
12. Certain Surprise – Alt Take #2 (4:00)

CD3
1. Couldn’t Love You More – Alt Take (3:14)
2. Big Muff – Take 1 (7:11)
3. Dancing – Alt Take #2 (3:54)
4. Small Hours – Alt Take (9:50)
5. Black Man At Your Shoulders (8:30)
6. Some People Are Crazy – Alt Take (4:12)
7. Grace And Danger – Alt Take (7:37)
8. Johnny Too Bad – Alt Take (7:18)
9. Hi Heel Sneakers – Unreleased Song (3:17)
10. Running Up The Harbour – Alt Take (4:38)
11. Sweet Little Mystery – Old Grey Whistle Test – 10/1/1981 (4:58)
12. Our Love – Alt Take (5:54)
13. After Tomorrow Night – Alt Take (4:36)

CD4
1. Sapphire – Andy Lydon Mix (4:49)
2. Over The Rainbow – Andy Lydon Mix (3:47)
3. Fisherman’s Dream – Andy Lydon Mix (4:33)
4. Mad Dog Days – Andy Lydon Mix (5:21)
5. Love In Your Life – Previously Unreleased Song (3:26)
6. Solid Air – Live At Glastonbury (5:42)
7. Bless The Weather – Live At Glastonbury (4:10)
8. Lonely Love – Alt Take (3:22)
9. Angeline – Alt Take (5:03)
10. Piece By Piece – Take 1 (3:58)
11. The River (4:17)
12. Send Me One Line (5:12)
13. The Apprentice (4:16)
14. Lifeline (3:52)
15. Patterns In The Rain (3:26)
16. John Wayne – Live At The London Palladium (8:03)

velvet underground the velvet underground

Velvet Underground – The Velvet Underground (3rd Album) – 6 CD Polydor/Universal 25-11-2014

Proseguendo nella serie di ristampe del 45° anniversario dell’uscita dall’album originale esce anche la ristampa del terzo disco della band di Lou Reed (che ci ha lasciato circa un anno fa, il 27 ottobre dello scorso anno), conosciuto semplicemente come The Velvet Underground e pubblicato in origine dalla MGM nel marzo del 1969. Niente più John Cale e spazio al nuovo arrivato Doug Yule. Il disco originale, bellissimo, aveva solo 10 brani https://www.youtube.com/watch?v=juyTTZZumCQ , in questa versione Super Deluxe, ce n’è giusto “qualcuna” in più, 65 canzoni, in studio e dal vivo:
DISC ONE: THE VELVET UNDERGROUND

(“The Val Valentin Mix”)

1. CANDY SAYS

2. WHAT GOES ON

3. SOME KINDA LOVE

4. PALE BLUE EYES

5. JESUS

6. BEGINNING TO SEE THE LIGHT

7. I’M SET FREE

8. THAT’S THE STORY OF MY LIFE

9. THE MURDER MYSTERY

10. AFTER HOURS

DISC TWO: THE VELVET UNDERGROUND

(“The Closet Mix”)

1. CANDY SAYS

2. WHAT GOES ON

3. SOME KINDA LOVE

4. PALE BLUE EYES

5. JESUS

6. BEGINNING TO SEE THE LIGHT

7. I’M SET FREE

8. THAT’S THE STORY OF MY LIFE

9. THE MURDER MYSTERY

10. AFTER HOURS

11. BEGINNING TO SEE THE LIGHT (alternate “Closet Mix”)

DISC THREE: THE VELVET UNDERGROUND

(“Promotional Mono Mix”)

1. CANDY SAYS

2. WHAT GOES ON

3. SOME KINDA LOVE

4. PALE BLUE EYES

5. JESUS

6. BEGINNING TO SEE THE LIGHT

7. I’M SET FREE

8. THAT’S THE STORY OF MY LIFE

9. THE MURDER MYSTERY

10. AFTER HOURS

Mono Single released April 1969

11. WHAT GOES ON

12. JESUS

DISC FOUR: 1969 SESSIONS

1. FOGGY NOTION (original 1969 mix) +

2. ONE OF THESE DAYS (new 2014 mix) +

3. LISA SAYS (new 2014 mix) +

4. I’M STICKING WITH YOU (original 1969 mix) +

5. ANDY’S CHEST (original 1969 mix) +

6. CONEY ISLAND STEEPLECHASE (new 2014 mix)+

7. OCEAN (original 1969 mix)

8. I CAN’T STAND IT (new 2014 mix) +

9. SHE’S MY BEST FRIEND (original 1969 mix) +

10. WE’RE GONNA HAVE A REAL GOOD TIME TOGETHER (new 2014 mix) +

11. I’M GONNA MOVE RIGHT IN (original 1969 mix)

12. FERRYBOAT BILL (original 1969 mix)

13. ROCK & ROLL (original 1969 mix)

14. RIDE INTO THE SUN (new 2014 mix) +

+ previously unreleased mixes

DISC FIVE: LIVE AT THE MATRIX

November 26 & 27, 1969 (Part 1)

1. I’M WAITING FOR THE MAN *

2. WHAT GOES ON *

3. SOME KINDA LOVE **

4. OVER YOU *

5. WE’RE GONNA HAVE A REAL GOOD TIME TOGETHER *

6. BEGINNING TO SEE THE LIGHT **

7. LISA SAYS **

8. ROCK & ROLL **

9. PALE BLUE EYES *

10. I CAN’T STAND IT ANYMORE *

11. VENUS IN FURS *

12. THERE SHE GOES AGAIN *

DISC SIX: LIVE AT THE MATRIX

November 26 & 27, 1969 (Part 2)

1. SISTER RAY ***

2. HEROIN *

3. WHITE LIGHT/WHITE HEAT **

4. I’M SET FREE *

5. AFTER HOURS *

6. SWEET JANE **

All mixes previously unreleased.

* previously unreleased performance

** different source mix of this performance appears on 1969: The Velvet Underground Live

*** different source mix of this performance appears on The Quine Tapes Box Set

E dalle prime informazioni non dovrebbe, una volta tanto, essere neppure troppo costoso, indicativamente tra i 50 e i 60 euro (sempre da prendere con beneficio d’inventario tutti i prezzi che riporto con molto anticipo).

Dire che per il momento, a livello cofanetti, è tutto, ma ne mancano alcuni, tipo il sestuplo limitato dal vivo dei Dexys Midnight Runners e altri di cui mi riservo di parlarvi nei prossimi giorni, insieme ad altre uscite interessanti, senza tralasciare le immancabili recensioni.

Alla prossima.

Bruno Conti

Novità Di Agosto Appendice. Justin Hayward, Robyn Hitchcock, Brad Paisley, Shovels And Rope, Guy Clark, Danny Bryant, Arthur Brown, David Wiffen, Wagons, Phil Ochs, Kinks, Tribute To Jean Ritchie

justin hayward spirits live justin hayward spirits live dvd

Consistente appendice alle uscite del mese di agosto: titoli in uscita il 26 agosto, alcuni che erano sfuggiti nei precedenti Post e alcune novità di cui non è certa la data di pubblicazione. In ogni caso molti CD (e DVD) interessanti, per cui, visto il numero elevato, partiamo:

proprio con una pubblicazione prevista in tutti e tre i formati, CD DVD e Blu-Ray, si tratta di Spirits… Live, dai concerti che Justin Hayward ha tenuto nell’autunno del 2013 sulla costa occidentale degli Stati Uniti, per promuovere il suo disco Spirits In The Western Sky, ed in particolare la data conclusiva del tour, al Buckhead Theatre di Atlanta. Naturalmente in quella che è stata solo la sua seconda tournée negli USA, senza i Moody Blues, non potevano mancare anche alcuni brani tratti dal repertorio del gruppo inglese https://www.youtube.com/watch?v=ffyHZ556ncE , 15 brani in tutto. Con DVD e Blu-Ray che hanno oltre un’ora di contenuti speciali (tra i quali tre brani extra), un lungo documentario sul dietro le scene. Pubblica la Eagle Rock, domani 26 agosto.

robyn hitchcock the man upstairs

Sempre domani, per la Yep Rock, esce il nuovo album di Robyn Hitchcock, The Man Upstairs, di cui avevo letto mirabilie. Ad un veloce ascolto, pur amando Hitchcock, e prima ancora i Soft Boys, devo dire che il disco non mi ha entusiasmato, anche se, trattandosi di un disco molto intimista, mi riprometto ascolti futuri. Il fattore che lo rende interessante è che si tratta di un disco acustico (e fin qui nulla di strano, il nostro amico Robyn in passato ne ha fatti altri, a partire dall’ottimo I Often Dream Of Trains), anzi un disco folk, prodotto da Joe Boyd, sulle tracce delle sue collaborazioni con Nick Drake e Fairport Convention. E quindi questo album, il ventesimo della sua discografia in studio, si avvale solo di tre musicisti, oltre a Hitchcock, Charlie Francis al piano, Jenny Adejayan al cello e la norvegese Anne Lise Frokedal, alla chitarra e soprattutto alle armonie vocali. Cinque composizioni nuove e cinque cover, tra le quali The Ghost In You dei Psychedelic Furs https://www.youtube.com/watch?v=52DUrv1gCUw , To Turn You On dei Roxy Music e The Crystal Ship dei Doors, quest’ultima in particolare, le migliori. Tra i brani nuovi piacevoli Comme Tojours (in un franco-inglese delizioso) e San Francisco Patrol https://www.youtube.com/watch?v=cm9ydhJNyN0 . Le camicie sempre bellissime!

brad paisley moonshine

Dall’altra parte dell’oceano arriva il nuovo album di Brad Paisley, uno dei pochi countrymen di Nashville che vale la pane di ascoltare. Il disco si chiama Moonshine In The Trunk, esce per la Arista e presenta 15 brani, quasi tutti scritti da Paisley, da solo o in compagnia, con l’eccezione di Gone Green di Kenny Lewis, dove Paisley duetta con Emmylou Harris https://www.youtube.com/watch?v=SnvUSHYrg60 (c’è un altro duetto, High Life, con Carrie Underwood) e una cover di un brano di Tom T. Hall, Me And Jesus, inserita come bonus. C’è anche un brano JFK 1962, su un famoso discorso tenuto da John Fitzgerald Kennedy quell’anno e vari brani dove si possono apprezzare anche le qualità di Brad come musicista, ottimo chitarrista in particolare https://www.youtube.com/watch?v=egF3LGg9k_k . Però l’escursione a tempo disco di Crushin’ It e il loop elettronico di Limes se li poteva risparmiare, ma bisogna accontentare anche il mercato, evidentemente.

shovels and rope swimmin' time

Sempre in ambito country, ma decisamente più orientati verso il bluegrass, l’Americana e la roots music in generale, arrivano gli Shovels & Rope, un duo composto da Michael Trent e Cary Ann Hearst, che dopo il successo del precedente O’ Be Joyful, che gli ha fatto vincere il premio come Migliori Artisti Emergenti nella categoria, pubblicano questo nuovo Swimmin’ Time, sempre per la Dualtone. Questa volta il suono sembra parzialmente più elettrico ed influenzato dal rock https://www.youtube.com/watch?v=SgJMyU8kbLw , anche se le immancabili armonie vocali, loro marchio di fabbrica, non mancano https://www.youtube.com/watch?v=h1n7FAsiezo . Sentiremo meglio.

guy clark an american dream

Uno che il country lo ho sempre “dominato” alla grande, Nashville o non Nashville, è sempre stato Guy Clark. La Raven australiana pubblica in questi giorni un doppio CD che raccoglie  quattro album del cantautore texano, comunque imperdibili: mancano Old # 1 e Texas Cookin’ del 1975-1976, usciti per la RCA mentre troviamo i tre usciti per il gruppo Warner, il disco omonimo del 1978 https://www.youtube.com/watch?v=cTwE8DVpM9cThe South Coast Of Texas del 1981 e Better Days del 1983, più Boats To Build pubblicato dalla Elektra/Asylum nel 1992. Manca anche Old Friends che era uscito per la Sugar Hill nel 1989. Edizione molto curata, rimasterizzata e con le solite note molto dettagliate dell’etichetta Down Under. Difetti? Niente inediti e come tutti i dischi australiani costa un botto. Se non li avete (ma esistono tutti singolarmente in compact) fateli vostri, in caso contrario astenersi, se non siete dei collezionisti “malati”! Ho dimenticato qualcosa? Ah, sì il titolo: An American Dream, Classic Albums 1978-1992.

danny bryant temperature

Dopo l’ultimo album Hurricane, dove Danny Bryant era stato affiancato dal produttore e tastierista heavy Richard Hammerton, non sempre con risultati felici, e l’ottimo disco dal vivo Night Life: Live In Holland, esce un nuovo album, il terzo per la tedesca Jazzhaus (in effetti la data dovrebbe essere il 2 settembre o forse il 29 agosto) che segna un ritorno al rock-blues, tirato e senza compromessi https://www.youtube.com/watch?v=2OFw4tbxA6U , dell’artista inglese, un vero virtuoso della chitarra. Reduce dal tour accompagnato dalla band di Walter Trout (anche con il figlio in formazione), per raccogliere ulteriori fondi per lo sfortunato arista americano: a proposito è stato operato, gli hanno trapiantato un nuovo fegato e pare che sia in via di guarigione. Il disco si chiama Temperature Rising e penso che se ne parlerà nel Blog prossimamente, per cui mi astengo da giudizi, ma pare decisamente buono.

arthur nrown zim zam zin

Questa non è una ristampa, per quanto possa sembrare incredibile si tratta di un nuovo disco del Crazy World Of Arthur Brown, uscito la settimana scorsa, il 18 agosto, 46 anni dopo il leggendario esordio, quello che conteneva Fire per intenderci, il settantenne artista britannico pubblica un nuovo disco Zim Zam Zim, per la Bronzerat Records, e non sembra neanche brutto. E’ uscito la settimana scorsa, contiene dieci nuovi brani, il “vocione” è sempre quello (sembra Tom Waits a momenti) https://www.youtube.com/watch?v=yXYgLPBfF_w  e anche lo stile, un misto di rock, psychedelia, blues e “stranezze, con qualche spunto elettronico non fastidioso, lo rende un artista comunque interessante anche quasi cinquanta anni dopo il suo tempo.

david wiffen david wiffen

Questo disco era uscito in origine nel 1971, meno celebrato di quello che viene considerato il capolavoro di David Wiffen, Coast To Coast Fever si tratta comunque di un grande album dell’artista canadese, se non altro perché contiene una delle sue canzoni più belle in assoluto, quella Drivin’ Wheel https://www.youtube.com/watch?v=wNGnNA7gwKk , ripresa recentemente anche da David Bromberg nel suo ultimo album, ma in passato cantata da Tom Rush, Byrds, Roger McGuinn, Cowboy Junkies, i fratelli Robinson dei Black Crowes, persino Rumer. Il disco, pubblicato ai tempi dalla Fantasy, aveva avuto una versione in CD “semi-ufficiale” della Akarma, e ora questa nuova edizione, uscita a fine luglio, per la americana Water Records, con quattro bonus tracks. Ho letto che il suono della rimasterizzazione pare non sia eccelso (penso comunque migliore della edizione Akarma), ma la cosa è controversa, per cui si applicherà il sistema San Tommaso, ossia ascoltiamo e poi vi sapremo dire.

wagons acid rain

Per la serie album di non facile reperibilità, come per Wiffen qui sopra, anche il nuovo disco degli australiani Wagons, Acid Rain & Sugar Cane, è uscito a fine maggio in Australia e ai primi di luglio nel resto del mondo (ma non ce ne siamo accorti), etichetta Spunk Records/Six Shooter prodotto da Mick Harvey, Ex Bad Seeds, pare sia bello come i precedenti, nella sua (in)consueta miscela di country-rock https://www.youtube.com/watch?v=WXoiX2bFPDY , ballate alla Nick Cave o alla Johnny Cash https://www.youtube.com/watch?v=6eWPkraf6mo , pezzi alla ZZ Top https://www.youtube.com/watch?v=Hlqf43YSP1g  e R&R. Sulla carta sembra strano ma nei dischi precedenti, almeno cinque, più uno a nome Henry Wagons, funzionava!

phil ochs live again

Negli ultimi mesi sono usciti alcuni album dal vivo “inediti” di Phil Ochs, qualcuno ufficiale, altri meno, per quanto provenienti da broadcasts radiofonici. L’ultimo della serie è questo Live Again!, come al solito solo voce e chitarra acustica: si tratta di un concerto registrato allo Stables Di East Lansing il 26 maggio del 1973 https://www.youtube.com/watch?v=853oNAqObXg . Pubblicato dalla Rockbeat Records che recentemente ha pubblicato dei CD d’archivio dal vivo molto interessanti e ben registrati, a partire da quello al My Father’s Place di NY di Roy Buchanan, oltre ai classici di Ochs contiene anche una versione riveduta e corretta di un brano Here’s To The State Of Mississippi che per l’occasione diventa Here’s To The State Of Richard Nixon, apparsa all’origine solo nella doppia antologia in vinile Chords Of Fame.

kinks lola versus powerman

Il 18 agosto la Legacy della Sony/Bmg ha ristampato nella classica versione doppia Deluxe anche Lola Versus Powerman And The Moneygoround Part 1, che mancava all’appello nella serie delle ristampe potenziate https://www.youtube.com/watch?v=LemG0cvc4oU . Nel doppio CD è contenuta anche la colonna sonora di Percy del 1971, oltre alla solita quota di demos e versioni alternate. Questa è la lista completa dei brani:

CD 1: Lola Versus Powerman and the Moneygoround Part One plus bonus tracks

  1. The Contenders (2.42)
  2. Strangers (3.18)
  3. Denmark Street (1.59)
  4. Get Back in Line (3.04)
  5. Lola (4.01)
  6. Top of the Pops (3.39)
  7. The Moneygoround (1.43)
  8. This Time Tomorrow (3.21)
  9. A Long Way from Home (2.26)
  10. Rats (2.38)
  11. Apeman (3.51)
  12. Powerman (4.16)
  13. Got to Be Free (2.59)
  14. Anytime (3.32)
  15. The Contenders (Instrumental Demo) (3.00)
  16. The Good Life (3.16)
  17. Lola (Alternate Version) (5.16)
  18. This Time Tomorrow (Instrumental) (3.17)
  19. Apeman (Alternate Stereo Version) (3.40)
  20. Got to Be Free (Alternate Version) (2.02)

Tracks 1-13 originally released on Lola Versus Powerman and the Moneygoround, Part One, Pye LP NSPL 18359, 1970 Tracks 14-20 previously unreleased

CD 2: Percy plus bonus tracks

  1. God’s Children (3.17)
  2. Lola (Instrumental) (4.42)
  3. The Way Love Used to Be (2.12)
  4. Completely (3.39)
  5. Running Round Town (1.03)
  6. Moments (2.56)
  7. Animals in the Zoo (2.19)
  8. Just Friends (2.35)
  9. Whip Lady (1.18)
  10. Dreams (3.42)
  11. Helga (1.53)
  12. Willesden Green (2.25)
  13. God’s Children (End) (0.28)
  14. Dreams (Remix) (3.21)
  15. Lola (Mono Single) (4.06)
  16. Apeman (Mono Single) (3.52)
  17. Rats (Mono Single) (2.40)
  18. Powerman (Mono) (4.25)
  19. The Moneygoround (Mono Alternate Version) (1.39)
  20. Apeman (Alternate Mono Version) (3.40)
  21. God’s Children (Mono Film Mix) (3.16)
  22. The Way Love Used to Be (Mono Film Mix) (2.04)
  23. God’s Children (End) (Mono Film Mix) (0.49)

Tracks 1-13 originally released on Percy, Pye LP PSPL 18365, 1971
Tracks 14, 18-21, 23 previously unreleased
Tracks 15-17 originally released on various singles, 1970
Track 22 originally released on Percy, Castle CD ESMCD 510, 1998

dear jean ritchie

Alcuni siti di vendita lo danno come già uscito, ma quello ufficiale della Compass Records riporta come data di pubblicazione il 2 settembre. Si tratta di Dear Jean, Artists Celebrate Jean Ritchie, un doppio CD tributo che giustamente omaggia una delle “grandi signore” del folk americano, celebre per i suoi bellissimi album su Folkways, a cavallo tra la fine anni ’50 e gli anni ’60, ma già in azione con il suo dulcimer degli Appalachi dalla decade precedente https://www.youtube.com/watch?v=CBPLbwqvXLU . Conosciuta come “The Mother Of Folk” Jean Ritchie, 91 anni a dicembre dello scorso anno è una delle più importanti artiste della musica tradizionale americana  ed in questo CD, a fianco di artisti poco conosciuti, ci sono alcuni dei migliori interpreti del genere, provenienti da diverse generazioni, anche se manca Emmylou https://www.youtube.com/watch?v=x1dZB63gwcQ Questa è la lista completa dei brani e dei musicisti che appaiono nei 2 CD:

Disc: 1
1. Black Waters (John McCutcheon, Tim O Brien, Suzy Bogguss, Kathy Mattea, Stuart Duncan and Bryn Davies)
2. Now is the Cool of the Day (Molly Andrews)
3. The L&N Don’t Stop Here Anymore (Robin and Linda Williams with John Jennings)
4. Morning Come, Maria s Gone (Janis Ian)
5. Lord Bateman (Sally Rogers and Howie Bursen)
6. High Hills and Mountains (Al, Alice and Ruth)
7. Young Man Who Wouldn’t Raise Corn (Peggy Seeger)
8. West Virginia Mine Disaster (Susie Glaze)
9. With Kitty I’ll Go (Mick Lane with Pat Broaders)
10. I Celebrate Life [Spoken Word] (Pete Seeger)
11. Pretty Betty Martin (Kathy Reid-Naiman)
12. Shady Grove (Sparky and Rhonda Rucker)
13. The Cuckoo (Sam Amidon)
14. Thousand Mile Blues (Dan Schatz)
15. Blue Diamond Mines (Riki Schneyer)
16. The Bluebird Song (John McCutcheon)
17. Go Dig My Grave (Dale Ann Bradley and Alison Brown)
18. Jubilee (Kathy Mattea and Friends)
Disc: 2
1. One I Love (Judy Collins)
2. Let the Sun Shine Down on Me (Kim and Reggie Harris)
3. My Dear Companion (Cathy Fink and Marcy Marxer)
4. Last Old Train s a-Leavin (Peter Pickow, Jon Pickow, and Kenny Kosek)
5. Wintergrace (Debra Cowan and John Roberts)
6. Pretty Saro (Robbie O Connell)
7. Fair Nottamun Town (Elizabeth LaPrelle)
8. Golden Ring around the Susan Girl [Instrumental] (Matt Brown)
9. I’ve Been a Foreign Lander (Atwater-Donnelly)
10. One More Mile (Rachael Davis)
11. Farewell to the Mountains (Magpie)
12. I’ve Got a Mother (Starry Mountain Singers)
13. Jemmy Taylor-O (Big Medicine)
14. Brightest and Best (Lorraine and Bennett Hammond)
15. Hangman (Ralston Bowles and May Erlewine-Bernard)
16. Jackaro (Archie Fisher)
17. Who Killed Cock Robin? (Oscar Brand and Jean Ritchie)
18. Twilight a-Stealing (The Ritchie Nieces)Disc 1
19. The Peace Round (Jean Ritchie and Friends)

Anche per questa volta è tutto, alla prossima.
Bruno Conti

Uscite Discografiche “Prossime Venture” Periodo Giugno-Agosto 2012 Parte I. Kinks, Soul Asylum, Beachwood Sparks, Little Feat, Bobby Womack, Tanita Tikaram, Blasters, Levellers, Los Lobos

Oggi ho deciso di fare una prima puntata relativa alle uscite discografiche che ci delizieranno nei prossimi mesi estivi. Lo so che non si dovrebbe fare, perché poi uno se le dimentica, ma almeno avete una idea di cosa aspettarvi tra giugno e agosto a livello discografico. Dove possibile vi inserisco anche la copertina e la data di uscita (presunta). A caso, come vengono vengono, sempre ricordando che quelle più vicine tipo Brandi Carlile, Shawn Colvin, Mary Chapin Carpenter, Neil Young, Patti Smith, Beach Boys e altri in uscita tra il 5 e il 12 giugno ve li ho già anticipati e ci tornerò nella settimana di uscita. Alejandro Escovedo l’avevo detto? Lo sto sentendo oggi, un po’ deluso a un primo ascolto.

kinks at the bbc.jpg

 

 

 

 

 

 

 

Il Box dei Kinks At The BBC 5 CD + DVD è in uscita il 13 agosto per la Sanctuary/Universal, questo il contenunto:

CD1

1. Interview: Meet The Kinks – Saturday Club -The Playhouse Theatre, 1964
2. Cadillac – Saturday Club – The Playhouse Theatre, 1964
3. Interview: Ray Talks About ‘You Really Got Me’ – Saturday Club The Playhouse Theatre, 1964
4. You Really Got Me – Saturday Club – The Playhouse Theatre, September 1964
5. Little Queenie – Saturday Club – The Playhouse Theatre, 1964
6. I’m A Lover Not A Fighter – Top Gear – The Playhouse Theatre, 1964
7. Interview: The Shaggy Set – Top Gear – The Playhouse Theatre, 1964
8. You Really Got Me – Top Gear – The Playhouse Theatre, October 1964
9. All Day And All Of The Night – Top Gear – The Playhouse Theatre, 1964
10. I’m A Lover, Not A Fighter – Saturday Club – Piccadilly Studios, 1964
11. Interview: Ray Talks About The USA – Saturday Club – Piccadilly Studios, 1964
12. I’ve Got That Feeling – Saturday Club – Piccadilly Studios, 1964
13. All Day And All Of The Night – Saturday Club – Piccadilly Studios, 1964
14. You Shouldn’t Be Sad – Saturday Club – Maida Vale Studios, 1965
15. Interview: Ray Talks About Records – Saturday Club – Maida Vale Studios, 1965
16. Tired Of Waiting For You – Saturday Club – Maida Vale Studios, 1965
17. Everybody’s Gonna Be Happy – Saturday Club -Maida Vale Studios, 1965
18. This Strange Effect – “You Really Got…” – Aeolian Hall, 1965
19. Interview: Ray Talks About “See My Friends” – “You Really Got…” Aeolian Hall, 1965
20. See My Friends – “You Really Got…” Aeolian Hall, 1965
21. Hide And Seek – “You Really Got…” Aeolian Hall, 1965
22. Milk Cow Blues – Saturday Club – The Playhouse Theatre, 1965
23. Interview: Ray Talks About Songwriting – Saturday Club -The Playhouse Theatre, 1965
24. Never Met A Girl Like You Before – Saturday Club – The Playhouse Theatre,1965
25. Wonder Where My Baby Is Tonight – Saturday Club,The Playhouse Theatre,1965
26. Interview: Meet Pete Quaife – Saturday Club, The Playhouse Theatre,1965
27. Till The End Of The Day – Saturday Club, The Playhouse Theatre,1965
28. A Well Respected Man – Saturday Club, The Playhouse Theatre,1965
29. Where Have All The Good Times Gone? – Saturday Club,The Playhouse Theatre,1965
30. Love Me Till The Sunshines – Saturday Club -The Playhouse Theatre, 1967
31. Interview: Meet Dave Davies – Saturday Club -The Playhouse Theatre, 1967
32. Death Of A Clown – Saturday Club -The Playhouse Theatre, 1967
33. Good Luck Charm – Saturday Club -The Playhouse Theatre, 1967
34. Sunny Afternoon – Top Gear – Maida Vale Studios, 1967
35. Autumn Almanac – Top Gear – Maida Vale Studios, 1967
36. Harry Rag – Top Gear – Maida Vale Studios, 1967
37. Mr Pleasant – Top Gear – Maida Vale Studios, 1967

CD2

1. Susannah’s Still Alive – Top Gear -Maida Vale Studios, 1967
2. David Watts – Top Gear – Maida Vale Studios, 1967
3. Waterloo Sunset – Top Gear – BBC Piccadilly Studios, 1968
4. Interview: Ray Talks About Working – Top Gear – BBC Piccadilly Studios, 1968
5. Days – Top Gear – BBC Piccadilly Studios, 1968
6. Interview: Ray Talks About Solo Records – Saturday Club – Playhouse Theatre, 1968
7. Love Me Till The Sun Shines – Saturday Club – Playhouse Theatre, 1968
8. Monica – Saturday Club – Playhouse Theatre, 1968
9. Interview: Ray Talks About “Village Green” – Saturday Club – Playhouse Theatre, 1968
10. The Village Green Preservation Society – Saturday Club – Playhouse Theatre, 1968
11. Animal Farm – Saturday Club, Alternative version – Playhouse Theatre, 1968
12. Where Did My Spring Go? – “Where Was Spring?” – The Riverside Studios, 1969
13. When I Turn Off The Living Room Lights – “Where Was Spring?” – The Riverside Studios, 1969
14. Plastic Man – Symonds on Sunday, Alternate Version – Aeolian Hall, 1969
15. King Kong – Symonds on Sunday, Alternate Version – Aeolian Hall, 1969
16. Do You Remember Walter – Symonds on Sunday, Alternate Version – Aeolian Hall, 1969
17. Symonds on Sunday Interview: Ray Talks About Rumours – Aeolian Hall, 1969
18. Victoria – Dave Lee Travis, Alternate Version – Camden Theatre, 1969
19. Mr Churchill Says – Dave Lee Travis, Alternate Version – Camden Theatre, 1969
20. Arthur – Dave Lee Travis, Alternate Version – Camden Theatre, 1969
21. Interview: Ray Talks With Keith Altham – Dave Lee Travis show – Aeolian Hall,1970
22. Lola – Dave Lee Travis show, Alternate Version – Aeolian Hall,1970
23. Mindless Child Of Motherhood – Dave Lee Travis show – Aeolian Hall,1970
24. Days – Dave Lee Travis show, Alternate Version – Aeolian Hall,1970
25. Apeman – Dave Lee Travis show, Alternate Version – Aeolian Hall,1970
26. Acute Schizophrenia Paranoia Blues – John Peel Session – Kensington House, 1972
27. Holiday – John Peel Session – Kensington House, 1972
28. Skin And Bone – John Peel Session – Kensington House, 1972

CD3

1. Supersonic Rocket Ship – John Peel Session – Kensington House, 1972
2. Here Comes Yet Another Day – Dave Lee Travis – Alternate Version 1973
3. Demolition – John Peel Session – Langham Studios, 1974
4. Mirror Of Love – John Peel Session – Langham Studios, 1974
5. Money Talks – John Peel Session – Langham Studios, 1974
6. DJ Alan Black Introduces “In Concert at The Hippodrome Theatre”
7. Victoria – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974
8. Here Comes Yet Another Day – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974
9. Mr. Wonderful – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974
10. Money Talks – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974
11. Dedicated Follower Of Fashion – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974
12. Mirror Of Love – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974
13. Celluloid Heroes – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974
14. You Really Got Me / All Day And All Of The Night – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974
15. DJ Alan Black Talks About “Preservation Act 2”
16. Daylight – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974
17. Here Comes Flash – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974
18. Demolition – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974
19. He’s Evil – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974
20. Lola – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974
21. Outro – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974
22. Skin And Bone / Dry Bones – In Concert at The Hippodrome Theatre, 1974

CD4

1. Alan Freeman Introduces “The Kinks Christmas Concert”
2. Juke Box Music – The Kinks Christmas Concert, at the Rainbow, 1977
3. Bob Harris Introduction – The Kinks Christmas Concert, at the Rainbow, 1977
4. Sleepwalker – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre, 1977
5. Life On the Road – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre, 1977
6. A Well Respected Man – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre, 1977
7. Death Of A Clown – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre, 1977
8. Sunny Afternoon – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre, 1977
9. Waterloo Sunset – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre, 1977
10. All Day And All Of The Night – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre, 1977
11. Slum Kids – The Kinks Christmas Concert, at the Rainbow Theatre, 1977
12. Celluloid Heroes – The Kinks Christmas Concert, at the Rainbow Theatre, 1977
13. Get Back In The Line – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre, 1977
14. The Hard Way – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre, 1977
15. Lola – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre, 1977
16. Alcohol – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre, 1977
17. Skin And Bones / Dry Bones – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre, 1977
18. Father Christmas – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre, 1977
19. You Really Got Me – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre, 1977
20. Interview: Ray Talks To Johnny Walker – Maida Vale Studios, 1994
21. Phobia – Johnny Walker session – Maida Vale Studios, 1994
22. Interview: Ray Introduces “Over The Edge” – Maida Vale Studios, 1994
23. Over The Edge – Johnny Walker session – Maida Vale Studios, 1994
24. Wall Of Fire – Johnny Walker session – Maida Vale Studios, 1994
25. Till The End Of The Day – Johnny Walker session – Maida Vale Studios, 1994

CD5

1. All Day and All The Night – Emma Freud session – Maida Vale Studios, 1994
2. Waterloo Sunset – Emma Freud session – Maida Vale Studios, 1994
3. I’m Not Like Everybody Else – Emma Freud session – Maida Vale Studios,1994
4. Till The End of the Day – Emma Freud session – Maida Vale Studios,1994
5. You Really Got Me – Emma Freud session – Maida Vale Studios, 1994
6. Louie Louie – Saturday Club -Live at The Playhouse Theatre, 1964
7. Stop Your Sobbing – Saturday Club – Live at The Playhouse Theatre, 1964
8. Milk Cow Blues – “You Really Got…” -Live at Aeolian Hall, 1965
9. Milk Cow Blues – Saturday Club Live at The Playhouse Theatre, December 1965
10. I Am Free – Saturday Club – Live at The Playhouse Theatre, 1965
11. Susannah’s Still Alive – Saturday Club – Live at The Playhouse Theatre, 1968
12. Days – Saturday Club – Live at The Playhouse Theatre, 1968
13. Dedicated Follower Of Fashion / A Well Respected Man / Death Of A Clown – Late Night Line-Up:Colour Me Pop – Recorded at BBC Televison Centre, 1968
14. Sunny Afternoon – Late Night Line-Up:Colour Me Pop – Alternate Version
15. Two Sisters – Late Night Line-Up:Colour Me Pop – Alternate Version
16. Sitting By The Riverside – Late Night Line-Up:Colour Me Pop – Alternate Version
17. Lincoln County – Late Night Line-Up:Colour Me Pop – Alternate Version
18. Picture Book – Late Night Line-Up:Colour Me Pop – Alternate Version
19. Days – Late Night Line-Up:Colour Me Pop – Alternate Version

DVD

1. You Really Got Me – The Beat Room, BBC Television Centre,1964 [Film]
2. Got Love If You Want It – The Beat Room – BBC Television Centre,1964 [Film]
3. Sunny Afternoon – A Whole Scene Going On – BBC Television Centre,1966[Film]
4. Lola – Altnerative version , Top Of The Pops, 1970 [film]
5. Ape Man – Alternative Version, Top Of The Pops, 1971 [Film]
6. Have A Cuppa Tea – The Old Grey Whistle Test, 1972 [Film]
7. Come Dancing – Alternative version, Top Of The Pops, 1983 [Film]
8. Scattered – Live on The Late Show, 1993 [Concert Film]
9. Over The Edge – Live on Later With Jools Holland, 1993 [Film]
10. Informer – Live on Later With Jools Holland, 1993 [Film]
11. Till The End Of The Day – Later With Jools Holland, BBC TV Centre 1993 [Film]
12. You Really Got Me – Live on Top Of The Pops, 1994 [Film]
13. Till The End Of The Day – Live at The Rainbow Theatre, 1972 [Film]
14. Waterloo Sunset – Live at The Rainbow Theatre, 1972 [Film]
15. Top Of The Pops – Live at The Rainbow Theatre, 1972 [Film]
16. The Money-Go-Round – Alternative version – Live The Rainbow Theatre, 1972 [Film]
17. Sunny Afternoon – Live at The Rainbow Theatre, 1972 [Film]
18. Virgin Soldiers – Live at The Rainbow Theatre, 1972 [Film]
19. Mr. Wonderful – Live at The Rainbow Theatre, 1972 [Film]
20. She Bought A Hat Like Princess Marina – Live at The Rainbow Theatre, 1972 [Film]
21. Alcohol – Live at The Rainbow Theatre, 1972 [Film]
22. Acute Schizophrenia Paranoia Blues – Live at The Rainbow Theatre, 1972 [Film]
23. You Really Got Me – Live at The Rainbow Theatre, 1972 [Film]
24. Victoria – Live In Concert, BBC Televsion Theatre, 1973 [Film]
25. Acute Schizophrenia Paranoia Blues – In Concert, BBC Televsion Theatre, 1973 [Film]
26. Dedicated Follower Of Fashion – In Concert, BBC Televsion Theatre,1973 [Film]
27. Lola – In Concert, BBC Televsion Theatre, 1973 [Film]
28. Holiday – In Concert, BBC Televsion Theatre, 1973 [Film]
29. Good Golly Miss Molly – In Concert, BBC Televsion Theatre, 1973 [Film]
30. You Really Got Me / All Day And All Of The Night – In Concert, BBC Televsion Theatre, 1973 [Film]
31. Waterloo Sunset – In Concert, BBC Televsion Theatre, 1973 [Film]
32. Village Green Preservation Society – In Concert, BBC Televsion Theatre, 1973 [Film]
33. You Really Got Me / All Day And All Of The Night – The Old Grey Whistle Test, 1977 [Film]
34. Sleepwalker – The Old Grey Whistle Test, 1977 [Film]
35. Life Goes On – The Old Grey Whistle Test, 1977 [Film]
36. Stormy Sky – The Old Grey Whistle Test, 1977 [Film]
37. Celluloid Heroes – The Old Grey Whistle Test, 1977 [Film]
38. Muswell Hillbilles – The Old Grey Whistle Test, 1977 [Film]
39. Full Moon – The Old Grey Whistle Test, 1977 [Film]
40. Life On The Road – The Old Grey Whistle Test, 1977 [Film]
41. Juke Box Music – The Old Grey Whistle Test, 1977 [Film]
42. Juke Box Music – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
43. Sleepwalker – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
44. Life On the Road – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
45. A Well Respected Man – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
46. Death Of A Clown – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
47. Sunny Afternoon – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
48. Waterloo Sunset – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
49. All Day And All Of The Night – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
50. Slum Kids – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
51. Celluloid Heroes – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
52. Get Back In The Line – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
53. The Hard Way – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
54. Lola – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
55. Alcohol – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
56. Skin And Bones / Dry Bones – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
57. Father Christmas – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
58. You Really Got Me – The Kinks Christmas Concert, Rainbow Theatre,1977 [Film]
59. Interview: Dave and Ray Davies – The Alan Price Show, 1968 [Film]

131 brani nei CD e 59 nel DVD, direi esaustivo. Peccato che recentemente sono uscite le varie edizioni Deluxe dei CD dei Kinks e una decina di anni fa era già stato pubblicato un doppio album di regsitrazioni per la BBC. Per i “meno abbienti) o meno interessati uscirà anche un Best Of doppio.

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Dopo il ritorno di interesse per quel genere di sonorità dovuto a gente come Dawes e Jonathan Wilson tornano anche i Beachwood Sparks con Tarnished Gold, nuovo disco in uscita il 26 giugno per la Sub Pop. Il gruppo californiano si era sciolto nel 2003 ma erano stati tra gli alfieri del ritorno della cosiddetta “Cosmic American Music”, termine coniato ai tempi di Gram Parsons. Quindi country, rock, soul, folk, psichedelia gentile, pop: sentite un po’!

 

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Sempre il 26 giugno su Rounder/Universal tornano anche i Little Feat con un nuovo album intitolato Rooster Rag. 15° album e il primo di materiale nuovo di studio da Kickin’ It At The Barn del 2003, per la prima volta senza Richie Hayward, il batterista storico della band scomparso nel 2010 e sostituito da Gabe Ford. Non ci sarà neppure Shaun Murphy, grande vocalist femminile che però ha sempre diviso i fans del gruppo, questa la lista dei brani e qualche informazione su autori e chi canta nei brani:

Rooster Rag (Bill Payne/Robert Hunter)
Way Down Under (Bill Payne/Robert Hunter)
Rag Top Down (Bill Payne/Robert Hunter)
Salome (Bill Payne/Robert Hunter)
The Blues Keeps Coming (Bill Payne/Gabe Ford)
Just A Fever (Paul Barrere/Stephen Bruton)
Candy Man Blues (Mississippi John Hurt)
Jamaica Will Break Your Heart (Fred Tackett) sung by Paul Barrere
One Breath At A Time (Fred Tackett) sung by Paul Barrere, Sam Clayton and Fred Tackett
Tattooed Girl (Fred Tackett)
Church Falling Down (Fred Tackett)
Mellow Down Easy (no writing credit given yet but lead vocal is by Sam Clayton)

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Sempre per la serie “A volte ritornano” nuovo album, a 6 anni dall’ultimo, anche per i riuniti Soul Asylum. Il disco si chiama Delayed Reaction, ed esce il 17 luglio per la 429 Records. A fianco di Dave Pirner e Dan Murphy, i nuovi sono Tommy Stinson, l’ex bassista dei concittadini di Minneapolis, i Replacements e l’ex batterista di Prince, Michael Bland. Questo è uno dei brani del CD.

 

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Nuovo album anche per uno degli ultimi grandi del soul, Bobby Womack, il disco si chiama The Bravest Man In The Universe, esce il 12 giugno per la XL Recordings, co-prodotto da Richard Russell e Damon Albarn, speriamo bene, non ce lo vedo molto l’ex Blur e Gorillaz alle prese con il soul, considerando che la prescelta per l’immancabile duetto è la “famosa cantante soul” Lana Del Rey. E in effetti il sound del singolo che anticipa il CD ha sonorità diciamo “moderne”, anche se non è male. vedremo!

 

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Il 26 giugno nuovo album anche per Tanita Tikaram, Can’t Go Back, esce a 7 anni di distanza dal precedente Sentimental. Si tratta dell’ottavo disco della sua carriera e il primo per la ear Music/Edel, non mancherà la solita versione Deluxe. Anche lei non è più una giovincella, è del 1969 e lo scorso anno quando venne a Milano presentò questa One Kiss che farà parte del nuovo album.

 

 

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Il 19 giugno uscirà il nuovo album dei Blasters Fun On Saturday Night per la Rip Cat Records. Attenzione però, non c’è Dave Alvin rimpiazzato da tale Keith Wyatt, mentre gli altri ci sono tutti. A questo punto non era meglio farlo uscire come disco solista di Phil Alvin? E’ come fare un disco degli Stones senza Keith Richards? Tra le cose positive uan versione della famosa Jackson della coppia Johnny Cash/June Carter cantata in duetto con l’amica Exene Cervenka.


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Static On The Airwaves è il nuovo CD dei Levellers in uscita il 26 giugno per la On The Fiddle Recordings (nome azzeccato per l’etichetta, vista la musica). Prodotto dall’ottimo Seth Lakeman (uno dei migliori cantanti del nuovo folk britannico, assolutamente da conoscere), dall’ascolto di questa Truth Is sembra un ritorno ai loro migliori livelli.

 

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Concludiamo la lista di oggi (ma domani riprendo) con una doppietta o addirittura tripletta. Per festeggiare il 20° Anniversario dell’uscita di Kiko, uno dei loro album più belli, i Los Lobos (e la loro etichetta americana, la Shout Factory, in Europa dovrebbe essere Proper?) si sono scatenati.

Versione Expanded e Remastered del disco originale, come segue:

01. Dream In Blue
02. Wake Up Dolores
03. Angels With Dirty Faces
04. That Train Don’t Stop Here
05. Kiko And The Lavender Moon
06. Saint Behind The Glass
07. Reva’s House
08. When The Circus Comes
09. Arizona Skies
10. Short Side Of Nothing
11. Two Janes
12. Wicked Rain
13. Whiskey Trail
14. Just A Man
15. Peace
16. Rio De Tenampa
17. Whiskey Trail [studio demo version]
18. Rio De Tenampa [studio demo version]
19. Peace [Live at Capitol Studios]
20. Arizona Skies / Borinquen Patria Mia [Live at Capitol Studios]
21. Kiko And The Lavender Moon [Live at Capitol Studios]

E CD, DVD o Blu-Ray + CD per Kiko Live con la performance del 24 febbraio 2006 alla House Of The Blues di San Diego, quando i Los Lobos hanno eseguito dal vivo l’album nella sua interezza, più alcuni classici del loro repertorio:

01. Dream In Blue [live]
02. Wake Up Dolores [live]
03. Angels With Dirty Faces [live]
04. That Train Don’t Stop Here [live]
05. Kiko And The Lavender Moon [live]
06. Saint Behind The Glass [live]
07. Reva’s House [live]
08. When The Circus Comes [live]
09. Arizona Skies [live]
10. Short Side Of Nothing [live]
11. Two Janes [live]
12. Wicked Rain [live]
13. Whiskey Trail [live]
14. Just A Man [live]
15. Peace [live]
16. Rio De Tenampa [live]
17. Carabina 30-30 [live]
18. Volver Volver [live]
19. La Bamba [live]

Basta aspettare fino al 21 agosto quando uscirà il tutto.

Ci vediamo domani per il seguito.

Bruno Conti

Questa mancava! Rolling Stone’s 100 Greatest Guitar Songs Of All Time

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Non è recente (è di un paio di anni fa) ma nel quarantesimo anniversario della morte di Jimi Hendrix, il più grande chitarrista di tutti i tempi, mi è venuto in mente di riproporvela, fa ridere veramente i polli! Tre brani di Hendrix: niente Little Wing, All Along The Watchtower, Foxy Lady, ma per citarne solo tre. Dig Me Out delle Sleater-Kinney al 44° posto e Machine Gun di Hendrix al 49°? Nella classifica della “Guitar Songs” niente Smoke On The Water dei Deep Purple e Allright Now dei Free? Deve averla compilata un gruppo di dementi! (come al solito).

Comunque buona lettura  e delle sane  risate , dalla 100 alla 1. Se volete qui 1 trovate anche i commenti perché le commentano pure le scelte

100 Tool – “Vicarious”
99 My Morning Jacket – “Run Thru”
98 Red Hot Chili Peppers – “Under the Bridge”
97 Queens of the Stone Age – “No One Knows”
96 Hüsker Dü – “New Day Rising”
95 Moby Grape – “Omaha”
94 Dire Sraits – “Money for Nothing”
93 My Bloody Valentine – “Only Shallow”
92 Mick Jagger – “Memo from Turner”
91 The Mars Volta – “Drunkship of Lanterns”
90 The Smiths – “How Soon Is Now?”
89 Joan Jett and the Blackhearts – “I Love Rock N Roll”
88 Quicksilver Messenger Service – “Mona”
87 King Crimson – “Red”
86 Jeff Beck – “I Ain’t Superstitious”
85 Phish – “You Enjoy Myself”
84 John Mayer – “Gravity”
83 Sublime – “What I Got”
82 The Ventures – “Walk — Don’t Run”
81 Michael Jackson – “Beat It”
80 Steely Dan – “Kid Charlemagne”
79 Sonic Youth – “Silver Rocket”
78 Buddy Guy – “Stone Crazy”
77 Pearl Jam – “Even Flow”
76 Tom Petty and the Heartbreakers – “American Girl”
75 Frank Zappa – “Willie the Pimp”
74 ZZ Top – “La Grange”
73 Blue Cheer – “Summertime Blues”
72 Weezer – “Say It Ain’t So”
71 The Strokes – “Take It Or Leave It”
70 Smashing Pumpkins – “Bullet With Butterfly Wings”
69 Pink Floyd – “Money”
68 B.B. King – “The Thrill is Gone”
67 Bruce Springsteen – “Adam Raised A Cain”
66 Stevie Ray Vaughan – “Texas Flood”
65 The Police – “Message in a Bottle”
64 Lynyrd Skynyrd – “Freebird”
63 Guns n’ Roses – “Sweet Child O’ Mine”
62 Albert King – “Born Under a Bad Sign”
61 Sam And Dave – “Soul Man”
60 Funkadelic – “Maggot Brain”
59 Jeff Beck – “Freeway Jam”
58 Link Wray – “Rumble”
57 Grateful Dead – “Dark Star”
56 The Byrds – “Eight Miles High”
55 Cream – “White Room”
54 Stevie Ray Vaughan – “Little Wing”
53 Creedence Clearwater Revival – “Born on the Bayou”
52 Radiohead – “My Iron Lung”
51 Ozzy Osbourne – “Crazy Train”
50 Pixies – “Debaser”
49 Jimi Hendrix – “Machine Gun”
48 The Clash – “London Calling”
47 Van Halen – “Panama”
46 Dick Dale and the Del-Tones – “Miserlou”
45 The Beatles – “I Saw Her Standing There”
44 Sleater-Kinney – “Dig Me Out”
43 The Sex Pistols – “Holidays in the Sun”
42 John Mayall and the Bluesbreakers – “Hideaway”
41 Television – “Marquee Moon”
40 The Who – “I Can See for Miles”
39 Santana – “Black Magic Woman”
38 The Faces – “Stay With Me”
37 Elvis Presley – “That’s All Right”
36 Pink Floyd – “Interstellar Overdrive”
35 The Stooges – “1969″
34 Aerosmith – “Walk This Way”
33 Metallica – “Master of Puppets”
32 Dire Straits – “Sultans of Swing”
31 Queen – “Keep Yourself Alive”
30 Bill Haley and His Comets – “(We’re Gonna) Rock Around the Clock”
29 AC/DC – “Back in Black”
28 U2 – “Where the Streets Have No Name”
27 The Paul Butterfield Blues Band – “Look Over Yonders Wall”
26 B.B. King – “How Blue Can You Get”
25 The Rolling Stones – “Can’t You Hear Me Knocking”
24 Rage Against the Machine- “Killing in the Name”
23 The Yardbirds – “Over Under Sideways Down”
22 The Beatles – “A Hard Day’s Night”
21 The White Stripes – “Seven Nation Army”
20 The Impressions – “People Get Ready”
19 Prince and the Revolution – “Purple Rain”
18 Ramones – “Blitzkrieg Bop”
17 Black Sabbath – “Black Sabbath”
16 Neil Young with Crazy Horse – “Cowgirl in the Sand”
15 The Who – “My Generation”
14 Bruce Springsteen – “Born to Run”
13 Derek and the Dominos – “Layla”
12 The Jimi Hendrix Experience – “Voodoo Child (Slight Return)”
11 Led Zeppelin – “Whole Lotta Love”
10 Nirvana – “Smells Like Teen Spirit”
09 The Allman Brothers Band – “Statesboro Blues”
08 Led Zeppelin – “Stairway to Heaven”
07 The Beatles – “While My Guitar Gently Weeps”
06 Van Halen – “Eruption”
05 Rolling Stones – “Brown Sugar”
04 The Kinks – “You Really Got Me”
03 Cream – “Crossroads”
02 Jimi Hendrix – “Purple Haze”
01 Chuck Berry – “Johnny B. Goode

Uno dei prossimi giorni le commento pure io.

Bruno Conti