Supplemento Della Domenica: Se Quattro Ore (Abbondanti) Di Rock’n’Roll Vi Sembrano Poche… Bruce Springsteen & The E Street Band – Olympiastadion, Helsinki, July 31st 2012

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Bruce Springsteen & The E Street Band – Olympiastadion, Helsinki, July 31st 2012 – live.brucespringsteen.net/nugs.net 4CD – Download

Ultimamente le uscite degli archivi live di Bruce Springsteen si sono concentrate soprattutto sugli anni più recenti, lasciando da parte lo scopo iniziale della serie di documentare i concerti storici (anche se in ognuna di queste uscite c’è un fatto importante, tipo la serata di Buffalo nel 2009 che era l’ultimo concerto con Clarence Clemons in formazione): mentre scrivo queste righe è già disponibile il nuovo volume, di cui tratterò prossimamente, che documenta uno show allo Spectrum di Philadelphia nel 2009, l’ultimo concerto prima della demolizione della storica venue (ma il sito sul quale si possono acquistare questi concerti promette che con la successiva uscita si tornerà indietro nel tempo, vedremo…). La particolarità di questo show all’Olympiastadion di Helsinki è che, oltre a concludere la tournée europea seguita alla pubblicazione di Wrecking Ball, con le sue quattro ore e sei minuti di durata complessiva è ad oggi il concerto più lungo del Boss (ed infatti è il primo della serie ad uscire su quattro CD). Ma, lunghezza e considerazioni sull’opportunità di pubblicare un altro concerto recente a parte, siamo di fronte ad una delle uscite migliori della serie, in quanto in quella serata Bruce ed i suoi compagni di viaggio sono in forma strepitosa, forse ancora di più del solito (io li avevo visti a San Siro il 7 Giugno di quell’anno e già allora erano stati indimenticabili, tra l’altro sfiorando anche lì le quattro ore), e diederp veramente tutti loro stessi in una serata all’insegna del miglior rock’n’roll che si possa trovare in circolazione (Tom Petty e Rolling Stones permettendo).

Uno spettacolo che sarebbe stato sconsigliabile perdersi (e peccato che questi live non escano anche in video): inizio roboante con Rockin’ All Over The World di John Fogerty, con Bruce e la band che hanno subito tutto il pubblico in pugno, brano seguito a ruota da una sequenza micidiale formata da Night, un classico da Born To Run che però non viene eseguito sempre, Out In The Street, la rara Loose Ends, Prove It All Night, introdotta da un assolo torcibudella di Little Steven, e l’allora nuova We Take Care Of Our Own, più trascinante dal vivo che in studio. Il concerto fu la solita grande festa rock’n’roll, con classici acclarati (bellissime versioni di My City Of Ruins, torrenziale soul-rock di altissimo livello, una tonicissima Downbound Train, una Because The Night al solito strepitoso showcase per l’abilità chitarristica di Nils Lofgren, ed una sempre emozionante The Rising).

Ottime renditions di brani presi da Wrecking Ball (tra le quali spiccano le trascinanti Death To My Hometown e Shackled And Drawn ed una toccante Jack Of All Trades, con un grande Roy Bittan), e rarità varie come le preistoriche Does This Bus Stop At 82nd Street? e Be True, l’intensa Back In Your Arms (dalla raccolta di outtakes Tracks) ed un torrido medley tra Light Of Day ed il classico di Wilson Pickett Land Of 1000 Dances. Nei soliti lunghissimi bis (che occupano tutto il quarto CD ed il 70% del terzo), oltre alle presenze più o meno fisse di Born In The U.S.A., Born To Run, Dancing In The Dark e Tenth Avenue Freeze-Out (ma manca Thunder Road), c’è posto per il sempre formidabile Detroit Medley e, nel finale, una commovente rilettura di I Don’t Want To Go Home di Southside Johnny (in duetto con Little Steven, che poi è colui che l’ha scritta) ed un’infuocata (Your Love Keeps Me Lifting) Higher And Higher di Jackie Wilson (nella quale per l’occasione suona la chitarra perfino lo storico manager del Boss, Jon Landau), oltre al consueto e travolgente happy ending di Twist & Shout.       Più di quattro ore di grandissimo rock’n’roll: il pubblico finlandese è steso per terra, e anch’io ho bisogno di un integratore vitaminico.

Marco Verdi

Per Ricordare Uno dei Grandissimi: Un Fine Settimana Con Lou Reed The RCA & Arista Album Collection, Parte III

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Lou Reed – The RCA & Arista Album Collection – Sony Box Set 17CD

Parte 2

The Bells (1979): critica e fans si sono sempre divisi su questo disco, chi lo considera un mezzo capolavoro, chi un mezzo passo falso. La verità come spesso accade sta nel mezzo: The Bells è un lavoro complesso, talvolta ostico, un po’ discontinuo ma con qualche zampata d’autore. Lou per la prima volta collabora con altri artisti alla stesura dei brani (tra cui Nils Lofgren e Don Cherry), e scopre il sintetizzatore, usato in maniera piuttosto massiccia. Il disco si apre con la frenetica Stupid Man e prosegue con la curiosa e direi parodistica, conoscendo Lou, Disco Mystic, dalla ritmica dance ed un “testo” che ripete all’infinito le due parole del titolo. I Want To Boogie With You sconta l’influenza musicale di Dion, uno degli eroi di gioventù per Reed, Looking For Love è un rock’n’roll urbano dominato dal sax di Fogel, mentre City Lights, dedicata a Charlie Chaplin, è un affascinante talkin’, incentrato sulla voce del nostro, qui più calda e confidenziale del solito. Come finale, la delirante title track, un brano pieno di dissonanze e sonorità complesse, quasi tra free jazz e rock d’avanguardia, più di nove minuti poco digeribili.

Growing  Up In Public (1980): un disco poco noto di Lou, a me personalmente non dispiace, le composizioni sono di livello medio-alto, e dal punto di vista del suono troviamo brani rock abbastanza standard, lineari e fruibili, niente di ostico, con arrangiamenti costruiti intorno a chitarra e piano, come la vibrante My Old Man o la potente, ma orecchiabile, Keep Away, l’incalzante Standing On Cerimony (una piccola grande canzone), la quasi solare The Power Of Positive Drinking, con il tempo vagamente reggae-caraibico, la roboante Smiles, con lo splendido piano di Michael Fonfara, suonato alla maniera di Roy Bittan.

The Blue Mask (1982): l’ultimo grande disco di Lou prima di New York (che però è nel box della Sire), con il nostro che elimina i synth e si presenta a capo di una formazione ridotta all’osso (quattro elementi, con al basso il suo futuro collaboratore fisso Fernando Saunders). Un album ispirato e con canzoni non sempre facili, come My House, ballata complessa ma di rara intensità, o la raffinata Women, o la scintillante rock ballad Underneath The Bottle, o ancora l’adrenalinica Waves Of Fear, per non parlare della splendida The Day John Kennedy Died, una delle migliori composizioni del nostro, uno slow che regala momenti di pura poesia. Finale con la grandiosa Heavenly Arms, nella quale Lou canta bene come non aveva mai fatto prima.

Legendary Hearts (1983): un buon disco “minore” di Lou, che alterna belle canzoni ad altre più ripetitive: tra gli highlights troviamo l’accattivante title track, una delle sue migliori rock ballad del periodo, lo slow chitarristico The Last Shot, la mossa e godibile Pow Wow, che forse sarebbe stata un singolo migliore di Don’t Talk To Me About Work, la bella Betrayed, una tersa ballata dal retrogusto addirittura country, e l’orecchiabile Bottoming Out, con un ritornello di quelli che restano in testa.

New Sensations (1984): un album simile al precedente, ma più fresco e con una media di canzoni superiore (ed un suono magnifico, nonostante il ritorno dei sintetizzatori), che ha più successo degli ultimi dischi grazie anche all’ottima I Love You Suzanne, un singolo decisamente accattivante, ma anche Endlessly Jealous, ancora dal ritmo sostenuto, non è da meno, e ci presenta un Reed insolitamente attento ai suoni radio friendly (My Red Joystick è quasi danzereccia). Turn To Me sarebbe bella su qualsiasi album del nostro, con il suo splendido lavoro chitarristico ed il coro tendente al gospel, ed anche la title track è un brano che unisce fruibilità a buona scrittura. Per finire con le ottime My Friend George, High In The City e Down At The Arcade, tre rock songs di presa istantanea.

Mistrial (1985): non all’altezza delle migliori prove di Lou, e tra l’altro con un marcato sound anni ottanta, Mistrial è comunque un discreto disco di rock chitarristico (la title track e Mama’s Got A Lover sono indicative in questo senso), che entra in classifica grazie all’ottimo successo del singolo No Money Down (accompagnato da un divertente videoclip). L’album comunque contiene almeno altri tre pezzi sopra la media: la trascinante Video Violence, la funkeggiante The Original Wrapper, e la splendida Tell It To Your Heart, tra le ballate più belle scritte da Lou Reed.

In definitiva, un box che vale un sacrificio economico, dato che contiene una marea di grande musica da parte di un artista molto spesso dimenticato quando si parla di capostipiti del genere, e vi darà la possibilità di riscoprire dischi e canzoni che magari non ricordavate (o che non conoscevate). E poi c’è la qualità sonora, un vero spettacolo nello spettacolo.

Marco Verdi

Dal Vivo A “Casa” Di Bruce. Nils Lofgren – Back It Up…Live ’85

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Nils Lofgren – Back It Up…Live ’85 – Echoes 2 CD

Nils Lofgren ha pubblicato una quantità di album dal vivo impressionante nel corso della sua carriera: il più recente come uscita, di cui avete letto ottime cose sul Buscadero del mese di gennaio, è stato UK 2015 Face The Music Tour, documentazione del tour che il chitarrista della E Street Band ha tenuto in Terra d?Albione lo scorso anno. In quel caso si trattava di un disco acustico, registrato in coppia con il bravo Greg Varlotta, mentre questo doppio di cui andiamo a parlare lo vede in veste elettrica, con una ottima band, dove accanto a Nils troviamo il fratello Tom Lofgren e Stuart Smith, entrambi a chitarre e tastiere, Wornell Jones al basso e il bravissimo Johnny “Bee” Badjanek, il vecchio batterista di Mitch Ryder, con e senza Detroit Wheels. Siamo al 1° novembre del 1985, circa 30 anni fa quindi, al termine del tour per promuovere Born In The Usa con Springsteen, e reduce dall’avere pubblicato il buon album Flip, di cui vengono eseguiti ben sei brani, e siamo proprio nella tana del leone, al leggendario Stone Pony di Asbury Park, teatro di moltissime esibizioni casalinghe del Boss, il tutto viene mandato in onda dalla emittente radiofonica della zona di New York che mi pare nell’occasione festeggi i venti anni di attività, e quindi la qualità della registrazione è molto buona. Se tutto questo vi ricorda qualcosa è perché lo stesso concerto fu pubblicato nella serie Archive Alive nel 1997, anche se in quel caso si trattava solo di una selezione di quattordici brani e non dell’intera serata.

Nelle note “ballerine” e non informatissime del CD si parla di Nils Lofgren’s solo performance e quindi uno poteva pensare ad un album acustico, ma la band c’è e si sente. Sin dall’iniziale Beggars Day, il brano che Lofgren scrisse per il primo album dei Crazy Horse, si percepisce un  sound solido e tirato, dove chitarre e tastiere ben si amalgamano (anche se queste ultime ogni tanto denotano la provenienza anni ’80 del disco), ma la versione, che nel corso degli anni è diventata sorta di eulogia per lo scomparso Danny Whitten, non ha nulla da invidiare a quella che era presente nel famoso doppio dal vivo del 1977 Night After Night che all’epoca sancì il momento di maggior successo della carriera del nostro, e che era pure molto bella. Ma anche in questo concerto la chitarra di Lofgren è guizzante e presente come nelle sue migliori serate, e molto più libera di esprimersi rispetto allo spazio che ha nella E Street Band. Secrets In the Streets è il singolo del momento tratto da Flip, un classico esempio di rock americano da FM, melodica il giusto ma anche con la grinta delle esibizioni live e un filo di esagerazione nel sound quasi prog o AOR delle tastiere. Anche Dreams Die Hard viene dal nuovo album, un incalzante pezzo rock, mentre Little Bit Of Time è una bella ballata elettroacustica che se non sbaglio sarebbe uscita solo anni dopo su Silver Lining, con The Sun Hasn’t Set On This Boy Yet si torna al primo album solista del 1975., una versione non particolarmente memorabile.

A questo punto parte uno dei brani più belli di Lofgren, Code Of The Road, oltre dieci minuti di rock in puro stile Nils con la chitarra libera di viaggiare nella seconda parte, e niente male anche la vigorosa Rock And Roll Crook, sempre tratta dal primo album solista, come pure Cry Tough, che era la title-track del suo disco in studio di maggior successo, quello prodotto da Al Kooper, ottimo rock ancora, anche se le tastiere a tratti rompono, la chitarra, in questo caso slide, viaggia alla grande. Molto buona anche la tirata No Mercy, mentre la ballata Big Tears Fall sembra un pezzo degli Ultravox, e non è un complimento. La seconda parte si apre con una sentita cover di Any Time At All dei Beatles, seguita da Empty Heart che nella versione live è sempre gagliardamente chitarristica, Like Rain e Moon Tears, vengono dai tempi dei Grin, la seconda altro ottimo esempio del Nils rocker, poi ribadito nella lunga Sweet Midnight, sempre da Flip, come la successiva title-track. I Don’t Want To Talk About It, la bellissima ballata scritta da Danny Whitten, fa parte ancora oggi del repertorio dal vivo di Lofgren, come puree Back It Up, grande rock poi ribadito in una versione fantastica di oltre dodici minuti di Shine Silently, altro cavallo di battaglia di Nils, che qualche canzone bella nella sua carriera l’ha pure scritta e a concludere i bis l’eccellente I Came To Dance. Bel concerto e gran chitarrista.

Bruno Conti    

Sulla Carta Una Ottima Idea! Nils Lofgren – Face The Music Box

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Nils Lofgren – Face The Music 9 CD + 1 DVD Fantasy 29-04-2014

Come dicevo nel titolo del Post, in teoria, una ottima anzi, eccellente idea. Nils Lofgren non è mai stato servito particolarmente bene dalla discografia. Spalla per eccellenza di Neil Young,nei primi Crazy Horse, Ringo Starr e soprattutto Bruce Springsteen, nella E Street Band, ma anche leader dei Grin e con una consistente carriera solista, che nel periodo anni ’70, quando incideva per la A&M lo ha portato anche vicino ai vertici delle classifiche (e lì non scherzava un c…, era un rivale di Bruce!). Però la sua discografia in CD non è di facilissima reperibilità, alcuni album sono usciti in edizione limitate o sono fuori catalogo da anni. Quindi questo cofanetto, sulla carta, sarebbe l’ideale per chi vuole farsi una idea del musicista, che è ottimo anche in proprio. Sulla carta però: perché se poi al momento dell’esecuzione pratica, questo cofanetto lo realizzi in tiratura limitata e numerata, anzì di più, autografata di persona in ogni singola copia e poi fai (farai) pagare il tutto intorno ai 150 euro/dollari, lo spread delle persone interessate si ridurrà per forza ai fans ed ai collezionisti.

I numeri: 45 anni di carriera, 169 brani di cui 40 inediti o rarità (negli ultimi due CD), un DVD con 20 filmati selezionati dallo stesso Lofgren, che ha curato anche il libretto di 136 pagine, dove ci sono i suoi commenti, traccia per traccia, su ogni singola canzone. Certo, se il cofanetto fosse stato di Neil Young o Bruce Springsteen ci saremmo fiondati senza esitazione, in questo caso è richiesta una ponderata meditazione. Per aiutarvi questa è la lista completa dei brani:

CD 1 (Grin Years 1971-1973)
1. See What A Love Can Do 5:01
2. Everybody’s Missin’ The Sun 2:44
3. Like Rain 3:40
4. Outlaw 4:02
5. If I Were A Song 3:10
6. We All Sung Together 3:43
7. Take You To The Movies Tonight 1:45
8. White Lies 3:28
9. Slippery Fingers 4:00
10. Moon Tears 2:18
11. Lost A Number 3:09
12. Soft Fun 5:40
13. Hi, Hello Home 2:29
14. Love Or Else 3:40
15. Sad Letter 3:11
16. Ain’t Love Nice 2:09
17. She Ain’t Right 3:27
18. All Out 3:01
19. Rusty Gun 2:20
20. Beggar’s Day (Eulogy To Danny Whitten) 4:18
21. One More Time 5:10

CD 2 (Solo Years 1975-1977)
1. One More Saturday Night 3:06
2. If I Say It, It’s So 3:03
3. Can’t Buy A Break 3:15
4. Back It Up 2:23 http://www.youtube.com/watch?v=xjwN1_pmDZY
5. I Don’t Want To Know (Live Bootleg Version) 3:48
6. The Sun Hasn’t Set On This Boy Yet 2:48
7. Rock And Roll Crook 2:53
8. Two By Two 3:04
9. Cry Tough 5:06 http://www.youtube.com/watch?v=rfOC0iFwOmc
10. It’s Not A Crime 4:12 (Nils Lofgren & Tom Lofgren)
11. Share A Little 5:13
12. Can’t Get Closer (WCGC) 3:43
13. Mud In Your Eye 2:40
14. I Came To Dance 4:30
15. Home Is Where The Hurt Is 4:12
16. Rock Me At Home 4:30
17. You’re The Weight (Live/1977) 5:09
18. Goin’ South (Live/1977) 4:59
19. Incidentally… It’s Over (Live/1977) 4:08

CD 3 (Solo Years 1979-1983)
1. No Mercy 4:06
2. Shine Silently 3:34 (Nils Lofgren-Dick Wagner)
3. Steal Away 4:05 (Nils Lofgren-Dick Wagner)
4. I Found Her 3:33 (Nils Lofgren-Lou Reed)
5. You’re So Easy 6:00 (Nils & Tom Lofgren-Bob Ezrin-Dick Wagner)
6. A Fool Like Me 3:09 (Nils Lofgren-Lou Reed)
7. Night Fades Away 4:23
8. Ancient History 4:51
9. Sailor Boy 3:55
10. Empty Heart 3:03
11. Don’t Touch Me 4:02
12. I Go To Pieces 2:53 (Del Shannon)
13. Across The Tracks 2:52
14. Daddy Dream 4:53
15. Wonderland 3:32
16. Room Without Love 3:03
17. Confident Girl 3:06
18. Into The Night 3:45
19. Deadline 4:09
20. Everybody Wants 3:42

CD 4 (Solo Years 1985-1992)
1. Secrets In The Street 4:33
2. Big Tears Fall 6:07
3. Dreams Die Hard 3:32
4. Girl In Motion 5:51
5. Walkin’ Nerve 3:53
6. Trouble’s Back 5:20
7. Bein’ Angry 5:54
8. Valentine 6:13 http://www.youtube.com/watch?v=XfdNjdWYgwU
9. A Child Could Tell 4:20
10. You 3:30
11. Shot At You 5:48
12. Crooked Line 4:55
13. Someday 5:32
14. New Kind Of Freedom 3:41
15. Drunken Driver 6:28

CD 5 (Self-Released 1993-1998)
1. Alone 6:08 http://www.youtube.com/watch?v=1RB5BE_ucpI
2. No Return 3:54
3. Tender Love 8:37
4. Dreams Come True 4:23
5. Out Of The Grave 8:09
6. Lion’s Wake 2:16
7. Damaged Goods 3:43
8. Only Five Minutes 5:27
9. Setting Sun 3:42
10. Life 3:07 (Nils Lofgren-Lou Reed)
11. Nothin’s Fallin’ 5:06
12. Little On Up 5:02
13. Blue Skies 4:02
14. Black Books 5:24
15. Man In The Moon 3:19
16. Believe 3:46

CD 6 (Self-Released 1997-2001)
1. Delivery Night 5:01
2. Code Of The Road 8:20
3. New Holes In Old Shoes 5:10
4. Puttin’ Out Fires 6:22
5. I Found You 4:35
6. Love A Child 2:57
7. Driftin’ Man 3:06 (Nils Lofgren-Lou Reed)
8. Without You 3:43
9. Heaven’s Answer To Blue 4:17
10. Seize Love 5:30
11. Open Road 3:13
12. Speed Kills 3:11
13. I’m Buyin’ 2:52
14. The Wind 4:27
15. We Got Guys 1:07
16. Hard Lines 1:02
17. Tears On Ice 4:46
18. Misery 4:43

CD 7 (Self-Released 2002-2011)
1. Like Rain 4:52
2. The Star-Spangled Banner 2:39
3. In Your Hands 3:19
4. Mr. Hardcore 5:07
5. Tried And True 1:56
6. Frankie Hang On 3:43
7. Fat Girls Dance 4:37
8. I Am A Child 3:13 (Neil Young)
9. Mr. Soul 4:21 (Neil Young)
10. World On A String 3:16 (Neil Young)
11. Old School 3:12
12. 60 Is The New 18 3:02
13. Miss You Ray 2:39
14. Amy Joan Blues 2:42
15. Dream Big 4:31
16. Irish Angel 5:10 (Bruce Mccabe)
17. Ain’t Too Many Of Us Left 4:41
18. When You Were Mine 4:33
19. Why Me 4:24
20. Wreck On The Highway 4:37 (Bruce Springsteen)

CD 8 (Unreleased)
1. Keith Don’t Go 3:33
2. Try 3:36
3. Sing For Happiness 3:15
4. Duty 3:28
5. Sweet Four Wings 3:48
6. Just To Have You 2:17
7. I’ll Arise 2:51
8. Some Must Dream 4:46
9. Stay Hungry 3:41
10. Heaven’s Rain 3:36
11. Whatever Happened To Muscatel 2:49
12. You In My Arms 2:48
13. Here For You 3:37
14. Hide My Heart 4:22
15. Love Is. . . 4:28
16. Awesome Girl 3:36
17. When You Are Loved 2:55
18. Bullets Fever 3:06
19. Message 11:20

CD 9 (Unreleased)
1. Beauty And The Beast 3:42
2. You Are The Melody 3:24
3. Tears Inside 3:32
4. Face The Music 4:48
5. I Don’t Stand A Chance 3:28
6. What Is Enuf?!! 4:02
7. London 4:03
8. Go Away 4:09
9. Heart Like A Hammer 4:11
10. True Love Conquers Legends 3:40
11. Yankee Stadium 3:02
12. Sad Walk 5:23
13. Dalmatian 4:05
14. I’m Coming Back 3:59 (Tom Lofgren)
15. Mad, Mad World 3:31
16. Jhoon Rhee Ad :28
17. It’s Better To Know You 2:43
18. Last Time I Saw You 2:03
19. Mist And Morning Rain 2:49
20. Miss You “C” 2:38
21. Oh Holy Night (Strings, Choir Arranged & Conducted By Kevin Stoller) 2:58 (A. Adams-J. Dwight)

DVD
1. Windy (Flip Combo) 2:03
2. Dream Big 5:18
3. Too Many Miles 7:35
4. Keith Don’t Go 7:13  http://www.youtube.com/watch?v=WxVzD84eJuk
5. Bein’ Angry 4:45
6. Shine Silently 7:03
7. Big Tears Fall 5:18
8. I Found You 6:10
9. No Mercy 4:24
10. Gun And Run 8:03
11. See What Love Can Do 8:03
12. If I Were A Song 3:03
13. Slippery Fingers 4:23
14. Like Rain 4:12
15. Moon Tears 5:25  http://www.youtube.com/watch?v=-_n_D5An2Gg
16. I Came To Dance 11:42  http://www.youtube.com/watch?v=PcTcPzZoXB4
17. Everybody’s Missin’ The Sun 3:29
18. Ain’t Love Nice 2:35
19. I’ll Arise 3:04
20. Nils Lofgren: The Art Of Adapting 8:11

I contenuti sono effettivamente interessanti, se fosse costato la metà o poco più un pernsierino ce lo avrei fatto. E’ altrettanto vero che la confezione è molto sciccosa (come potete vedere allargando l’immagine) e ci sono moltissime chicche. Quindi, come vi dico abitualmente, meditate, gente, meditate. Esce il 29 aprile p.v.

Alla prossima.

Bruno Conti

Credevate Che Ci Fossimo Dimenticati?! E Invece: Dal Nostro Inviato A Londra: “Il Boss E’ Sempre Il Boss” – Bruce Springsteen Wembley Stadium 15 Giugno 2013

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Bruce Springsteen & The E Street Band – London – Wembley Stadium – 15 Giugno 2013

Quest’anno per motivi di lavoro non ho potuto assistere al “consueto” appuntamento con il concerto di Bruce Springsteen a San Siro e così, approfittando del week-end, ho colto al volo l’opportunità di trascorrere un paio di giorni con la mia signora e nostro figlio dodicenne (che ha già visto il Boss a Milano lo scorso anno, proprio il giorno del suo compleanno, rimanendone entusiasta) a Londra, città nella quale amiamo sempre tornare.

Nella capitale inglese fa freddino, il clima ricorda un po’ il mese di Maggio che abbiamo appena trascorso in Italia, e se venerdì c’è un po’ di sole e si sta abbastanza bene, al sabato, dalla tarda mattinata al primo pomeriggio, piove abbastanza insistentemente anche se a sprazzi, ma per fortuna in serata il cielo si rischiarerà (già pregustavo Bruce che suonava Who’ll Stop The Rain? di John Fogerty, sarebbe la prima volta con me tra il pubblico, ma forse è meglio vedere il concerto all’asciutto, anche se Wembley ha tutti i posti a sedere coperti).

Proprio Wembley merita un cenno a parte: già il fatto di entrare nel tempio del calcio, in un luogo dove si è scritta la storia, provoca in me e mio figlio, grandi appassionati di football, un’immensa emozione, ma poi vediamo le zone interne, moderne, pulitissime (anche i bagni), con ristoranti e negozi, e con gli steward gentilissimi che ti aprono anche le porte, ed il paragone con San Siro, ma anche con gli altri stadi italiani, è abbastanza impietoso.

Il concerto è previsto per le 19, probabilmente Bruce deve chiudere entro un certo orario per evitare un altro Hyde Park, cioè quando lo scorso anno non è riuscito a terminare il suo storico duetto con Paul McCartney in Twist And Shout per il “taglio” dell’amplificazione: entriamo con calma (tanto i posti sono numerati) e prendiamo posto nelle comode poltroncine in pelle rossa della spettacolare arena di Wembley, dove è garantita un’ottima visuale da ogni settore dello stadio: l’unico punto in comune con San Siro, purtroppo, sarà l’acustica, con le chitarre il più delle volte “sepolte” nel mix e la batteria del grande Max Weinberg che sembra suonare con la sordina.

Bruce e la sua band salgono sul palco con una ventina di minuti di ritardo, e dopo i saluti di rito attaccano, come a Milano, con Land Of Hope And Dreams: sarà il fatto che non sono mai impazzito per questo brano, ma non sono così sicuro che funzioni in apertura di concerto, troppo lungo e troppo poco coinvolgente a livello ritmico.

Le cose prendono subito un’altra piega con Jackson Cage, l’unico episodio della serata tratto da The River (purtroppo) e con la travolgente Radio Nowhere, che inizia a far muovere un po’ il pubblico londinese, alquanto freddino (e qui con la gente di San Siro non c’è partita, ma stavolta al contrario).

Bruce dimostra di essere in forma (ma quando non lo è?), come d’altronde la band (incluso Little Steven, che i reportage avevano dato un po’ assente a San Siro), nella quale i “nuovi” Charlie Giordano e Jake Clemons si sono perfettamente inseriti (anzi, Jake è molto più pimpante dello zio Clarence degli ultimi anni), e con la ciliegina sulla torta dei fiati degli E Street Horns e dei cori dello E Street Chorus.

C’è spazio subito per quattro richieste di fila: una rara Save My Love (da The Promise), una festosa Rosalita (insolitamente posta all’inizio del concerto, ma Bruce forse vuole ravvivare un po’ la folla), la bella This Hard Land e soprattutto una magnifica Lost In The Flood, uno dei brani più drammatici del songbook del Boss, resa questa sera in maniera perfetta.

Dopo due brani dal recente Wrecking Ball (la title track e la coivolgente Death To My Hometown) ed il prevedibile ma sempre emozionante singalong di Hungry Heart (un’altra richiesta, e qui Bruce non ha rischiato più di tanto), Springsteen dice al pubblico: “Abbiamo due alternative: o andare avanti ad oltranza con le richieste o suonare tutto Darkness On The Edge Of Town dall’inizio alla fine”.

Il boato del pubblico fa propendere per la seconda ipotesi, ma non nascondo che tutto un concerto basato sulle richieste del pubblico sarebbe stata un’esperienza stimolante: Darkness viene comunque eseguito in maniera perfetta (e stiamo parlando di uno dei più bei dischi degli anni settanta, e non solo, in assoluto), con punte d’eccellenza per la toccante Racing In The Street, con Roy Bittan debordante nel finale, l’irresistibile Prove It All Night, con un assolo di Nils Lofgren spaziale, con tanto di chitarra suonata coi denti alla maniera di Hendrix, ed una intensa Streets Of Fire.

Ormai il pubblico è caldo al punto giusto, e Bruce lo cuoce a puntino con la festosa Shackled And Drawn, dove i fiati sono i protagonisti assoluti, la solare Waiting On A Sunny Day, con consueto assolo vocale di un bambino pescato tra il pubblico da Bruce, una perfetta The Rising ed una travolgente Light Of Day, cavalcata elettrica nella quale stavolta l’assolo strappa-ovazione è di Little Steven.

Dopo una breve pausa iniziano i bis, e qui Wembley si trasforma in una gigantesca discoteca: Pay Me My Money Down era già uno dei brani più divertenti delle Seeger Sessions, ma dal vivo stasera è resa in un modo che spiegare è difficile, sarebbe come pretendere di descrivere in poche parole Las Vegas ad uno che non c’è mai stato: perfino mia moglie, che è tutt’altro che springsteeniana, è in piedi che canta e balla.

Il trittico Born To RunBobby JeanDancing In The Dark (con due ragazze del pubblico sul palco a ballare, e ad una viene data anche una chitarra per jammare con Bruce e Steve) porta il concerto verso il gran finale.

Tenth Avenue Freeze-Out è resa in maniera estremamente sintetica (ma che voce ha ancora Bruce, dopo tre ore di corse su è giù mai un minimo calo), dato che bisogna chiudere per le 22.30: il Boss chiede: “La facciamo sì o no?”, ed alla prevedibile risposta affermativa del pubblico (e dopo aver scherzosamente presentato un assente Paul McCartney), si lancia in una incontenibile Twist And Shout, una versione di quasi dieci minuti durante la quale credo che balli pure il servizio d’ordine dello stadio.

E’ quasi finita: Bruce congeda la band e, da solo con la chitarra acustica, ci regala una Thunder Road da brividi, al termine della quale tutto lo stadio intona il celebre riff finale, un momento di grande intensità.

Un’altra splendida serata, ne è valsa la pena: il Boss non delude mai anche quando, come stasera, presenta una scaletta senza troppe sorprese.

Tre ore e un quarto di concerto, ed uscendo dallo stadio c’è qualcuno che si lamenta che ha suonato poco…

Marco Verdi

*NDB

Quest’anno sono 40 anni dall’uscita del primo disco di Bruce, Greetings From Asbury Park NJ, volete che non si festeggi l’evento, concerti a parte? Certo che sì: il 22 luglio, per un giorno solo, in moltissime sale in giro per il mondo verrà proiettato il film Springsteen & I, regia di Baillie Walsh, produttore esecutivo Ridley Scott. E poi naturalment eci aspettiamo il DVD. Nel frattempo…

Un Altro Bruce Ovvero Una Serata Indimenticabile (Ma Come Fa?) – Springsteen A San Siro – 7 Giugno 2012

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Ho gli “ospiti-collaboratori” del Blog con l’ormone impazzito e allora vai con un altro resoconto del Wrecking Ball Tour italiano di Bruce Springsteen con la E Street Band, questa volta tocca a Milano e a Marco Verdi. One, two, three…!

Bruno Conti

 

Un giorno, quando mio figlio sarà grande ed avrà a sua volta dei figli (o dei nipotini), potrà raccontare loro che il giorno del suo undicesimo compleanno ha assistito al concerto della più grande rock’n’roll band al mondo di quel periodo.

Avendo infatti deciso di non potermi perdere l’ennesimo concerto del Boss allo stadio Meazza di Milano, quest’anno ho chiesto a mio figlio se voleva accompagnarmi (con me è già venuto a vedere Willie Nile, Paul Simon, Mark Knopfler e Bob Dylan, piaciuti tutti tranne Dylan, ma far capire il Bob attuale ad un bimbo è un’impresa ardua…), e la sua risposta è stata subito affermativa, in gran parte, da grande appassionato di calcio, attratto dalla possibilità di vedere San Siro dall’interno.

Per quanto mi riguarda, questa per me è la settima volta, la seconda al Meazza, la quinta con la E Street Band (le altre due con la Seeger Sessions Band), e sinceramente pensavo di non poter vedere nulla di meglio rispetto al concerto di tre anni fa a Torino (a mio parere superiore anche al fantastico DVD registrato a Londra durante lo stesso tour), una serata incredibile con una scaletta pazzesca (ne cito solo tre: Loose Ends in apertura, Travelin’ Band dei Creedence ed una rarissima Drive All Night).

Ebbene, questa sera avrò la dimostrazione che con Bruce non si può mai dire, in quanto il Boss riserverà al pubblico milanese una serata che definire storica non è esagerato: tre ore e quaranta di concerto, il secondo per durata non di questo tour…ma della carriera!!!

(Per i curiosi, il più lungo è stato al Nassau Coliseum di Long Island la notte di Capodanno del 1980).

Il titolo del post (ma come fa?) si riferisce ovviamente alla tenuta fisica e vocale di Bruce: a quasi 63 anni è impensabile che un essere umano possa fare quello che ho visto stasera, cioè cantare , correre, saltare, ballare, per quasi quattro ore, senza quasi intervalli tra un brano e l’altro, e senza avere un solo calo di voce.

Sapendo che il nostro si è sempre tenuto alla larga da droghe, anfetamine o eccitanti vari (non è mai stato visto nemmeno con una sigaretta!) rende ancora più sovrumana la sua prestazione: ed il tempo sembra essersi fermato solo per lui, in quanto sia Nils Lofgren che soprattutto il suo compagno di scorribande sul palco Little Steven (o Steve Van Zandt se preferite) questa sera li ho visti più statici del solito.

Non ho intenzione di descrivere la serata per filo e per segno, sarebbe una ripetizione dell’ottimo resoconto del concerto di Trieste fatto dal “collega” Graziano Ongetta, ma mi limiterò comunque a citare gli episodi salienti, che non sono stati certo pochi (33 canzoni in tutto, di cui 10 bis!).

La serata è abbastanza calda, non pioverà come a Firenze dopo quattro giorni, e Bruce ed i suoi salgono sul palco alle 20.40 circa, attaccando subito con We Take Care Of Our Own, che rende subito palese la differenza tra ascoltare un disco di Springsteen e vederlo dal vivo: se la versione in studio del brano mi aveva fatto storcere la bocca, questa sera sembra un’altra canzone, ed il pubblico è subito caldo e partecipe come se si trovasse davanti ad un classico al pari di Thunder Road.

La scaletta della serata è piuttosto standard, ma sono l’intensità ed il feeling a fare la differenza, oltre all’ormai bravura on stage da consumato performer di Bruce, che passa quasi metà del concerto in mezzo al pubblico, fa cantare bambini, ballare giovani fans femminili, oltre ad un intermezzo assolutamente esilarante in cui “ruba” ad un fan un pupazzo a molla con la sua faccia e lo mette tra lui ed il microfono, facendo sembrare che sia il pupazzo a cantare.

Bello l’uno-due vintage di Spirit In The Night e The E Street Shuffle, dove il suo gruppo si traveste da perfetta soul band, commovente Jack Of All Trades (il brano migliore dell’ultimo album, a mio parere), uno dei momenti più toccanti della serata insieme al lungo applauso tributato dai 60.000 di San Siro allo scomparso Clarence Clemons durante Tenth Avenue Freeze-Out, oltre ad una splendida The Promise eseguita su richiesta da Bruce solitario al pianoforte.

E che dire del poker di brani rock’n’roll di circa metà set: Johnny 99, Out In The Street, No Surrender (con l’attacco sbagliato due volte, e Bruce che la seconda urla divertito: “We fucked up again!”) e Working On The Highway, una sequenza in grado di stendere una mandria di tori.

Perfino mio figlio, che non conosceva affatto Springsteen, urla, batte le mani, canta ritornelli che non conosce nel suo inglese da quinta elementare (solo nei bis, pur apprezzando la musica, si siederà stravolto, chiedendomi più volte: “Ma quando finisce?”).

I bis, appunto: per una rockstar normale di solito sono tre, massimo quattro se il pubblico non ti vuole fare andare via.

Questa sera Bruce arriva a dieci, praticamente un mini concerto: inizia con Rocky Ground, un brano del nuovo disco che non mi fa impazzire, ma stasera gli perdono tutto, e poi via con Born In The U.S.A., che non è mai stata tra le migliori del Boss, ma è comunque un inno e stasera l’adrenalina la fa sembrare bellissima, per poi proseguire con l’immancabile Born To Run, una Cadillac Ranch a richiesta (e qui viene giù lo stadio), un’intensa e stringata Bobby Jean, Dancing In The Dark, durante la quale Bruce invita ben due ragazze a ballare sul palco (una chiede di ballare con Jake Clemons, sassofonista nipote di Clarence, molto bravo, e viene prontamente accontentata), per poi finire con la già citata Tenth Avenue Freeze-Out.

E qui si sono chiusi finora tutti i concerti di questo tour, ma stasera no, stasera è una di “quelle” sere, ed ecco che Bruce dopo i saluti riprende la chitarra e ci regala una tonante Glory Days ed una festosa e gioiosa Twist And Shout: non c’è una sola persona allo stadio che non balli, servizio d’ordine compreso.

Ora è veramente finita, è mezzanotte e venti, e se l’altra volta il vicinato ha fatto problemi per un quarto d’ora in più dopo le undici questa sera rischiamo di trovare Claudio Trotta impiccato sul pennone più alto di San Siro.

Ma credo sia solo per questo che Bruce si è fermato, si vede che ne ha ancora voglia.

E noi pure.

Alla prossima Bruce, tanto per te il tempo si è fermato.

 Marco Verdi

Novità Di Dicembre Parte I. Amy Winehouse, Black Keys, Cure, Nils Lofgren, Emerson, Lake & Palmer, Yes, Yardbirds, Queen, Steeleye Span, Eccetera

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In attesa, verso fine settimana, di scatenarci con le nostre classifiche del meglio del 2011 nella musica (se volete potete mandare anche le vostre nei Commenti), passiamo a una nutrita serie di uscite del 5 Dicembre e qualche recupero, come al solito.

Partiamo con l’atteso e da tempo annunciato album postumo di Amy Winehouse Lioness:Hidden Treasures. Come si è poi scoperto la cantante inglese non aveva pronto, come si diceva, un nuovo album da pubblicare registrato in Giamaica e influenzato dalle sonorità dei Caraibi ( o se esiste non è questo che sta per uscire). In effetti, come è risultato evidente ai due produttori Mark Ronson e Salaam Remi che hanno assemblato questo disco per la Island non c’era molto materiale pronto per cui hanno dovuto anche ripescare qualche brano già pubblicato, in versioni differenti e qualche cover. Quindi c’è il singolo Our Day Will Come che è una cover di un vecchio brano doo-wop ed era stata incisa nel 2002. Between The Cheats un inedito del 2008, Tears Dry che è una versione differente di Tears Dry On Their Own che appariva già su Back To Black. Wake Up Alone altro brano registrato per quel disco, nel 2006, e poi non utilizzato, Will You Still Love Me Towmorrow il vecchio brano di Carole King portato al successo dalle Shirelles, anche questo inciso nel lontano 2004 e prodotto da Mark Ronson. C’è un’altra versione di Valerie, mai apparsa su un disco a nome Amy Winehouse se non nelle versioni Deluxe pubblicate in un secondo momento. Like Smoke, un duetto registrato nel 2008 con il rapper Nas (uhm) prodotta da Salaam Remi. The Girl From Ipanema uno dei primi brani incisi dalla diciottenne Amy nel lontano 2002. Halftime sempre del 2002 con ?uestlove dei Roots e Best Friends del 2003. Rimangono Body And Soul, l’unica incisa nel 2011, il famoso duetto con Tony Bennett, peraltro gia pubblicata e una cover molto bella di A song For you un brano di Donny Hathaway (anche lui trovato morto in una camera di albergo nel 1979 a 34 anni non ancora compiuti) registrato nel 2009, quindi a parte il duetto l’unica registrata in data posteriore a Back To Black. Comunque l’album nel suo insieme, anche se un po’ raffazzonato, si regge sul talento della Winehouse e globalmente non è male, poi l’uscita natalizia sicuramente non lo danneggerà.

A poco più di un anno dal precedente Brothers, sempre per la Nonesuch, esce il nuovo album dei Black Keys El Camino. Sono 11 brani per meno di 40 minuti di musica, un suono stranamente più rock del precedente potrebbe pensare qualcuno leggendo il nome di Danger Mouse come produttore. Ma Brian Burton che ha firmato tutti i brani con Dan Auerbach e si occupa anche delle tastiere non è nuovo a collaborazioni con gruppi rock, penso al disco come Broken Bells con James Mercer degli Shins e alla collaborazione “postuma” con Mark Linkous degli Sparklehorse nel bellissimo Dark Night Of The Soul, un-album-maledetto-danger-mouse-sparklehorse-dark-night-of-t.html.

E un bel doppio dal vivo dei Cure per Natale non ce lo vogliamo fare? Si chiama Bestival Live 2011 e si tratta della registrazione tenuta lo scorso mese di Settembre all’Isola di Wight. Due ore di musica per 32 brani, esce per la Sunday Best Recordings e i profitti della vendita vanno tutti in beneficenza al Isle of Wight Youth Trust. Questa la lista dei brani:

CD1:

01. Plainsong

02. Open

03. Fascination Street

04. A Night Like This

05. The End Of The World

06. Lovesong

07. Just Like Heaven

08. The Only One

09. The Walk

10. Push

11. Friday I’m In Love

12. Inbetween Days

13. Play For Today

14. A Forest

15. Primary

16. Shake Dog Shake

 

CD2:

01. The Hungry Ghost

02. One Hundred Years

03. End

04. Disintegration
Encore1:

05. Lullaby

06. The Lovecats

07. The Caterpillar

08. Close To Me

09. Hot Hot Hot!!!

10. Let’s Go To Bed

11. Why Can’t I Be You?
Encore 2:

12. Boys Don’t Cry

13. Jumping Someone Else’s Train

14. Grinding Halt

15. 10:15 Saturday Night

16. Killing Another

 

In Inghilterra tutte le riviste musicali ne hanno parlato molto bene e se l’ultimo brano non vi dice nulla, si tratta di Killing An Arab aggiornato ai giorni nostri.

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Un terzetto di “firme” storiche. Quello di Emerson, Lake And Palmer Live At The Mar Y Sol Festival ’72, edito dalla Shout è la registrazione completa del loro set al Festival che si tenne in Portorico in quel anno e di cui un brano fu pubblicato in un un vinile che comprendeva anche brani registrati a quello di Atlanta (sempre Festival). Sono solo 7 brani ma quasi 80 minuti di musica del gruppo all’apice della loro forma. Era già uscito ad aprile in vinile per il Record Store Day e si trova nel Box sestuplo From The beginning edito dalla Sanctuary nel 2007, quindi occhio ai doppioni! Se vi interessa la lista:

Track List:
01. Hoedown – 4:40
02. Tarkus – 22:53
03. Take A Pebble – 4:36
04. Lucky Man – 3:00
05. Piano Improvisation – 9:56
06. Pictures At An Exhibition – 15:28
07. Rondo – 18:30

Gli Steeleye Span ogni tanto tornano sul “luogo del delitto” e questo Now We Are Six Again è un doppio CD con la registrazione completa dal vivo del famoso album del 1974 (quello con Thomas The Rhymer e Two Magicians, che è uno dei loro brani che mi fa impazzire) nel primo CD e 11 bonus con successi e rarità nel secondo. Se non ne fosse uscito non da molto uno triplo (2 CD + DVD) Live At A Distance steeleye%20span, sarebbe l’ideale, ma i fans e gli appassionati del folk rock inglese gradiranno in ogni caso.

Anche gli Yes pubblicano dischi dal vivo (e non solo), come piovesse. Questo triplo dal vivo (2CD+DVD) In the Present: Live From Lyon esce per l’italiana Frontiers Records ma pochi giorni fa era uscita anche l’edizione espansa del classico Yesshows e il mese prima 9012live – The Solos Expanded, per non dire del semiufficiale Live On Air e a luglio era uscito pure il nuovo di studio Fly From Here. Credo che sia il record mondiale di uscite in un tempo così ristretto. Senza dimenticare il disco “classico” da solista di Stewe Howe.

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Fra poco ripartirà l’avventura della E Street Band con disco e tour, ma nell’attesa Nils Lofgren pubblica questo Old School per la Vision Records, sempre il 6 dicembre. Un bel disco di rock classico, non dimenticate che Nils era già in giro con i suoi Grin nel 1971 a 16 anni quando Springsteen doveva ancora decidere cosa fare della sua vita. Per onestà devo dire che in un paio di ballate (ma anche tre) lo stile ricorda quello del suo datore di lavoro e anche dell’amico Neil Young ma quando duetta con Paul Rodgers, Sam Moore e Lou Gramm, ospiti nell’album il vecchio Nils risveglia ancora vecchie emozioni e realizza uno dei suoi dischi migliori in assoluto. Veramente bello!

Quella di cui vedete la copertina non è l’ennesima ristampa degli Smiths ma un doppio tributo alla band inglese realizzato da artisti diciamo di nicchia dall’etichetta American Laundromat. Lo dico per i fans del gruppo, si chiama Please, Please, Please Tribute To The Smiths e non è il primo della serie e non sarà probabilmente l’ultimo. Ci sono alcuni nomi interessanti, ecco la lista completa di artisti e titoli dei brani:

Disc: 1
1. Panic (Kitten)
2. Stop Me If You Think You’ve Heard This One Before (The Rest)
3. What Difference Does It Make? (Joy Zipper)
4. Shoplifters of the World Unite (Tanya Donelly w/ Dylan in the Movies)
5. Please Please Please Let Me Get What I Want (William Fitzsimmons)
6. I Won’t Share You (Sixpence None the Richer)
7. Well I Wonder (Sara Lov)
8. Half a Person (Greg Laswell)
9. Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me (Dala)
10. Some Girls Are Bigger Than Others (Chikita Violenta)
Disc: 2
1. Sheila Take A Bow (Telekinesis)
2. Is It Really So Strange? (Solvents)
3. Hand In Glove (The Wedding Present)
4. How Soon Is Now? (Mike Viola and The Section Quartet)
5. There Is a Light That Never Goes Out (Trespassers William)
6. Rubber Ring (Girl in a Coma)
7. I Know It’s Over (Elk City)
8. What She Said (Katy Goodman)
9. London (Cinerama)
10. Reel Around the Fountain (Doug Martsch)

 

Sempre per gli appassionati, ma di tutt’altro genere, esce il nuovo Korn si chiama The Path Of Totality, è il loro 10°, etichetta Roadrunner, c’è l’immancabile Special Edition con il DVD e si tratta di una collaborazione con artisti dell’area dubstep ed elettonica. Non fa per me, ma segnalo.

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Se vi sono avanzati dei soldi per il Natale dopo la sbornia di cofanetti di questi ultimi mesi vi segnalo anche questo Queen 40 (Complete Deluxe Album Box Set), che in 30 CD raccoglie la discografia completa dei Queen nelle versioni doppie espanse che sono uscite in questo ultimo anno per la loro nuova casa discografica la Universal/Island. E’ solo il primo di una serie di 3 box che usciranno per le feste, degli altri due ve ne parlo la prossima settimana, anche se il bambolotto gonfiabile me lo potevano risparmiare!

Quello degli Yardbirds è l’ennesimo cofanetto che esce nel corso degli anni (io mi ero preso quello della Charly e qualche ristampa “sciolta” della Repertoire e mi accontento): si chiama Glimpses 1963-1968, sono 5 CD ed esce per la Easy Action Records (mai sentita) ma pare interessante. Nelle prime 3000 copie conterrà anche un 45 giri con I Wish You Would e Baby What’s Wrong prodotto dal mitico Mike Vernon, ma soprattutto 150, dicansi centocinquanta brani che tracciano la storia del gruppo, eccoli qua:

Disc 1

Disc One 1963-64
1. Honey In Your Hips (Alternate Studio Take)
2. Baby What’s Wrong
3. Eric Clapton
4. I Wish You Would
5. You Can’t Judge A Book By Its Cover (Studio Demo)
6. Jim McCarty
7. Louise
8. Eric Clapton
9. Someone To Love Me
10. Too Much Monkey Business
11. I Got Love If You Want It
12. Smokestack Lightning
13. Good Morning Little Schoolgirl
14. Respectable
15. The Sky Is Crying
16. Eric Clapton
17. I Wish You Would
18. Chris Dreja
19. I’m A Man
20. Someone To Love Me
21. Boom Boom
22. I’m A Man
23. Little Queenie
24. Too Much Monkey Business
25. Respectable
26. Carol
27. Here ‘Tis
28. Jim McCarty
Tracks 1,2,4,5. Recorded R.G. Jones Studios, Morden, Surrey England, December 1963 & January 1964. Tracks 9-15. Recorded 7th August 1964 at the Marquee London. Tracks 7 & 17.
Recorded 5Th April 1964 UK. Track 19. Recorded 26 July 1964, Live Crawdaddy, Richmond, Surrey. Tracks 21-27. Recorded 9th August 1964, Fourth National Jazz & Blues Festival, Richmond. Track 20. Re-Edit 7th August 1964, Marquee, London.

 

Yardbirds - Glimpses 1963 - 1968 Rarities

Disc 2

DISC Two 1965 74.31

1. Evil Hearted You, Keith Relf Introduction (27 September)
2. Keith Relf
3. Heart Full Of Soul Paul Samwell-Smith Interview/ (1 June)
4. Chris Dreja
5. I Ain’t Done Wrong (3 July)
6. Jim McCarty
7. Smokestack Lightning (Full Version)(16 November)
8. You’re A Better Man Than I Interview/ (16 November)
9. The Train Kept A-Rollin’ (16 November)
10. Jim McCarty
11. I’m Not Talking (16 March )
12. Keith Relf – I’m a Man
13. I’m A Man (9 April )
14. Keith Relf – The blues
15. Jeff’s Boogie (9 June)
16. Keith Relf
17. Steeled Blues (1 June)
18. Louise (4 June )
19. Keith Relf
20. I Wish You Would (6 August )
21. Love Me Like I Love You (9 August)
22. The Stumble (27 September)
23. Paul Samwell-Smith
24. You’re A Better Man than I
25. The Train Kept A-Rollin’
26. Chris Dreja
27. I’ve Been Trying (9 June)
28. Shapes of Things plus interview
29. Paul Samwell
30. For Your Love (Long Version)
31. My Girl Sloopy (Long Version)
32. I’m A Man (Live)
33. I Wish You Would
34. Macleans Advert

Tracks 1,3,5,7,8,9. Recorded at Maida Vale Studios London for the BBC during 1965. Tracks 11,13,15,17,18,20,21,22,27. Unreleased lost UK Radio sessions from 1965, Tracks 24 & 25 Live England November 1965, Track 28. U.S Broadcast 10th January 1966. Tracks 30-32. 6th August 1965, Fifth National Jazz & Blues Festival, Richmond Athletic Association Grounds, Richmond. Track 33. 23rd September 1965, Dutch TV

Yardbirds - Glimpses 1963 - 1968 Rarities

Disc 3

DISC Three 65-66 78:17
1. Happenings Ten Years Time Ago (26 July 1966 and 20 September 1966 – 2 October 1966,)
2. Keith Relf
3. Psycho Daisies
4. Stroll On (With Soundtrack Coda)
5. Chris Dreja
6. “Great Shakes” Advert
7. I Wish You Would
8. I’m A Man
9. The Train Kept A-Rollin’ (Live)
10. Over Under Sideways Down (Live)
11. Shapes of Things (Live)
12. He’s Always There (Alternate Version)
13. Turn into Earth (Alternate Version)
14. I Can’t Make Your Way (Alternate Version)
15. I’m A Man
16. For Your Love
17. Heart Full Of Soul
18. I Wish You Would (Live)
19. Jim McCarty
20. Questa Volta (Live)
21. Pafff…Bum (Live)
22. Chris Dreja
23. The Train Kept A-Rollin’ (Live)
24. Shapes Of Things (Live)
25. Jim McCarty
26. Jimmy Page
27. Jeff’s Boogie (6 May 1966, )
28. You’re A Better Man Than I (Live)
29. Keith Relf & Jeff Beck Interview Ravi Shankar (8 June 1966)
30. Shapes Of Things (Live)
31. Jim McCarty
32. Jim McCarty
33. Chris Dreja
34. I’m Not Talking (4 June 1965)
35. Heart Full of Soul (9 June 1965)
36. Spoonful (9 April 1965)
37. Bottle Up And Go (9 April 1965)
38. All The Pretty Little Horses (Hushabye) (9 April 1965)
39. .Jeff Beck
Tracks 1 & 3. Recorded at De Lane Lea Studios, London. Track 4. Recorded 3rd -5th October 1966, Sound Techniques Studios, Chelsea, London
Track 5. Radio Commercial (12th July 1966, Marquee Studios, London) Track 7 & 8. 10-11th August 1965, US Broadcast. Tracks 9-11. 27th June 1966, Music Hall De France. Tracks 12 & 13. 31st May – 4th June 1966, Advision Sound Studios, London. Track 14. 14th June 1966, IBC Studios, London. Tracks 15 – 17. Recorded 10-11th August 1965, US Broadcast. Track 18. 20th June 1965, Palais Des Sports, Paris, France. Tracks 20 & 21. Recorded 28th & 29th January 1966, “The 16th Festival of Italian Songs Tracks 23 & 24. 1st May 1966, “Poll Winners Concert,” Empire Pool, Wembley. Tracks 27, 34-38. Unreleased UK Radio Broadcast. Track 28 Recorded Live May 1966, England. Track 30. 1st April 1966, La Locomotive Club, Paris, France

Yardbirds - Glimpses 1963 - 1968 Rarities

Disc 4

DISC Four 1967-68
1. Shapes Of Things
2. Happenings Ten Years Time Ago
3. Over Under Sideways Down
4. I’m A Man
5. Chris Dreja
6. Shapes Of Things
7. Heart Full Of Soul
8. You’re A Better Man Than I
9. Most Likely You Go Your Way (And I’ll Go Mine)
10. Over Under Sideways Down
11. Little Games
12. My Baby
13. I’m A Man
14. Chris Dreja
15. The Train Kept A-Rollin’
16. Dazed and Confused
17. Goodnight Sweet Josephine
18. Glimpses (Sound Effects)
19. “The In Sound”
20. Chris Dreja
21. Think about it
22. Jimmy Page
23. Dazed And Confused (Live)
Tracks 1-4. Recorded on 15th March at the Stadthalle Offenbach. Tracks 6 – 13. Recorded 7th April 1967 Stockholm. Tracks 15-17. Recorded 9th March in France. Track 18. Recorded early 1967 in New York. Track 19. August 1967 US Army Radio Program. Track 21. Recorded January 1968 London. Track 23. Unknown Venue in England January 1968

Yardbirds - Glimpses 1963 - 1968 Rarities

Disc 5

DISC 5 BBC Radio One Re-Mastered
1) I Ain’t Got You (22 March 1965)
2) For Your Love – Keith Relf Interview (22 March 1965)
3) I’m Not Talking (22 March 1965)
4) I Wish You Would (1 June 1965)
5) Too Much Monkey Business (6 August 1965)
6) Love Me Like I Love You (6 August 1965)
7) I’m A Man (6 August 1965)
8) Still I’m Sad – Paul Samwell-Smith Interview (27 September 1965)
9) My Girl Sloopy (Full Version) (27 September 1965)
10) Keith Relf interview (28 February 1966)
11) Shapes of Things (28 February 1966)
12. You’re A Better Man than I (28 February 1966)
13) Dust My Broom (28 February 1966)
14) Baby, Scratch My Back/ Keith Relf Interview (6 May 1966)
15) Over Under Sideways Down (6 May 1966)
16) The Sun Is Shining (Full Version)(6 May 1966)
17) Shapes of Things (6 May 1966)
18) Most Likely You Go Your Way (And I’ll Go Mine)(17 March 1967)
19) Little Games (17 March 1967)
20) Drinking Muddy Water (17 March 1967)
21) Think about It (16 March 1968)
22) Jimmy Page Interview/ Goodnight Sweet Josephine (16 March 1968)
23) My Baby (16 March 1968)
24} White Summer (5-6 March 1968)
25) Dazed and Confused (5-6 March 1968)
26} Think About It (5-6 March 1968)
All Tracks Recorded at Maida Vale Studios London for the BBC

Come direbbe quella pubblicità che ho visto in giro per le strade “Ciumbia!”.

 

E per finire le uscite di questa settimana un altro bel “radiofonico” della Left Field Media, Bob Dylan Life And Life Only. La sua casa ufficiale per i 70 anni è stata un po’ latitante, ma in compenso di questi dischi diciamo quasi ufficiali ne sono usciti un bel po’. In attesa del quadruplo Chimes Of Freedom che festeggia i 50 anni sia di Amnesty International che del vecchio Bob cucchiamoci anche questo ulteriore disco che peraltro pare interessante. Si tratta di materiale registrato tra il 1961 e il 1965 in quattro differenti broadcasts radiofonici. Inutile dire che i fans e collezionisti si precipiteranno all’acquisto, ma anche no visto a che livello ancora meno ufficiale è tutto materiale già in circolazione, ma al cuor non si comanda, anche se al portafoglio sì.

allman brothers stonybrook.jpg

 

 

 

 

 

 

Una aggiunta finale: (ri)esce anche questo doppio degli Allman Brothers che vedete qui sopra, si chiama Suny At Stonybrook, N.Y. 9/19/71 ed era già stato venduto sul loro sito nel 2003 e nel 2007 con diffusione ridotta. Se ve lo siete perso le altre volte anche in questo caso, vista l’etichetta, Peach Records Asssociates, non sarà facile trovarlo, ma ne vale la pena perché è materiale registrato dalla formazione originale con Duane Allman in una delle sue ultime apparizioni.

Per questa settimana è tutto, ma c’è ancora qualche uscita interessante e sfiziosa da qui a Natale, quest’anno le case non mollano la presa fino all’ultimo.

Bruno Conti