Il Meglio Degli Anni Del Blues, Fase Due, Raccolto In Un Box. Gary Moore – Blues And Beyond

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Gary Moore – Blues And Beyond – Santuary/BMG Rights Management 4CD/2 CD

Robert William Gary Moore, come altri giovani artisti nati in Irlanda (ma anche e soprattutto in Inghilterra) e vissuti a cavallo tra la fine anni ’60 e i primi ’70, ha vissuto le ultime propaggini dell’epopea del cosiddetto British Blues: Moore si presentava come un arrivo tardivo, visto che la sua carriera inizia intorno al 1968, quando entra negli Skid Row, band dove militava il suo futuro pard Phil Lynott, un gruppo ritagliato sulla falsariga dei Taste di Rory Gallagher, ma soprattutto dei Fleetwood Mac del suo idolo Peter Green, che durante un tour dove la band irlandese faceva da supporto proprio ai Mac lo presentò alla CBS/Columbia, che fece incidere un paio di dischi a Moore e soci. Poi, rimanendo sempre in un ambito blues-rock, pubblicherà un eccellente album solista nel 1973 Grinding Stone, prima di entrare nei Thin Lizzy in sostituzione di Eric Bell (che proprio in questi giorni ha pubblicato un album solo), ma rimanendo brevemente in formazione, per ritornare in pianta più stabile nel periodo di Black Rose, incidendo però con il gruppo la prima versione di Still In Love With You, il suo brano più celebre, per quanto accreditato a Phil Lynott, la cui carriera si intersecherà a più riprese con quella di Moore. Nel frattempo, dopo l’esperienza con i Colosseum II, Gary Moore prosegue la sua carriera solista che però approda ad un hard-rock, per il sottoscritto, abbastanza di maniera e non sempre brillante, per quanto la sua chitarra era sempre in grado di infiammare le platee, soprattutto dal vivo.

Nel 1990 il nostro amico (ri)approda al Blues con una serie di album veramente belli, Still Got The Blues, After The Hours e Blues For Greeny, uscito nel 1995 e dedicato al suo mentore Peter Green, che dopo l’abbandono dei Fleetwood Mac gli aveva affidato la sua Gibson Les Paul del 1959, strumento dal suono splendido. Però i brani contenuti in questo box antologico non vengono da quel periodo, ma dal “secondo ritorno” al blues, quello avvenuto tra il 1999 e il 2004, attraverso quattro album pubblicati per la Sanctuary e di cui, nei primi due CD di questo quadruplo, c’è una abbondante scelta, sempre orientata verso il lato più blues del chitarrista irlandese, per quanto meno limpidi e genuini del periodo Virgin anni ’90, comunque nobilitati da un eccellente scelta di brani Live aggiunti “inediti” inseriti nel CD 3 e 4 del cofanetto, che rivisitano classici delle 12 battute misti a molti dei brani migliori del suo repertorio. Nella bella confezione è anche contenuto un libro, I Can’t Wait, che è la sua biografia autorizzata. Nei primi due dischetti, che si possono acquistare anche a parte, come una buona doppia antologia di quel periodo, spiccano l’iniziale Enough Of The Blues, l’hendrixiana (altro pallino di Moore) Tell Woman, a tutto wah-wah, una lancinante versione di Stormy Monday dove la chitarra scivola maestosa e sicura, una sincera That’s Why I Play The Blues (molti pensano che la svolta blues di Gary fosse dovuta ad a una sorta di opportunismo, ma BB King, che ha suonato spesso con lui dal vivo, la pensava diversamente).

Troviamo ancora Power Of The Blues, tra Gallagher e i Thin Lizzy, una chilometrica Ball And Chain (non quella della Joplin e Big Mama Thornton), di nuovo molto ispirata dall’opera di Jimi Hendrix, la pimpante Looking Back di Johnny Guitar Watson, il lungo e sognante strumentale Surrender, molto alla Peter Green via Santana, la tirata Cold Black Night, un altro slow come There’s A Hole, Memory Pain di Curtis Mayfield, di nuovo molto hendrixiana, l’ottima The Prophet, l’omaggio a BB King nella fiatistica You Upset Me Baby e quello a Otis Rush (e ai Led Zeppelin) in una carnale I Can’t Quit You Baby, un’altra delle sue classiche e sognanti ballate come Drowning In Tears, una cattivissima Evil di Howlin’ Wolf, ma più o meno tutti i brani contenuti nel doppio antologico sono di eccellente fattura, fino alla versione Live di Parisienne Walways del Montreux Festival 2003.

Il doppio CD dal vivo inedito è ancora meglio: versioni fantastiche di Walking By Myself, Oh Pretty Woman veramente ottima, una splendida Need Your Love So Bad che forse neppure Green (forse) avrebbe saputo fare meglio, All Your Love brillantissima e una struggente Still Got The Blues, molto vicina a Santana, lo shuffle perfetto di Too Tired e una devastante versione di 13 minuti diThe Sky Is Crying, con una serie di assoli veramente magistrali, e poi ancora Further On Up The Road, una scatenata Fire di Jimi Hendrix, la trascinante The Blues Is Alright e le versioni dal vivo di Enough Of The Blues e dello strumentale The Prophet. Insomma Gary Moore era uno di quelli di bravi e questo cofanetto lo certifica una volta ancora.

Bruno Conti

Meglio Di Quanto Ricordassi! Gary Moore – Back On The Streets Ristampa Potenziata

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Gary Moore – Back On The Streets – Universal 24-09-2013 UK 1-10-2013 ITA

Sono passati all’incirca due anni  e mezzo dalla morte di Gary Moore, avvenuta nel febbraio del 2011, e dopo la pubblicazione, soprattutto di materiale dal vivo inedito, da parte della Eagle/Edel che era l’ultima etichetta dell’artista irlandese, ora anche la Universal comincia a ristampare i vecchi dischi del chitarrista. E lo fa partendo proprio dal primo disco solista di Moore (se non contiamo Grinding Stone che era uscito nel 1973 come Gary Moore Band, disco interlocutorio ma non malvagio, dopo gli anni con gli Skid Row, non quelli “terribili” americani, ovviamente): il disco, pubblicato in origine nel 1978 dalla MCA, risentito oggi, a parere di chi scrive, non è per nulla male, anzi, decisamente un buon disco di rock. Rock in tutte le sfaccettature: hard rock, jazz-rock, blues rock, rock melodico e persino punk rock. Con tutta la maestria di Gary, che anche se non sempre viene riconosciuto tra i maestri dello strumento, è comunque un signor chitarrista. Gli anni passati nei Colosseum II e i vari passaggi con i Thin Lizzy del suo grande amico Phil Lynott hanno lasciato un segno più che evidente sullo stile eclettico e forse un po’ frammentario di Back On The Streets. Ma anche se quelli erano gli anni dell’esplosione del punk e della new wave in Gran Bretagna, il rock classico aveva sempre un forte seguito tra gli appassionati e gruppi e solisti non erano irreggimentati in generi a compartimento stagno.

E così nel disco vengono praticamente utilizzate due formazioni: quella jazz-rock dei brani dal 4 al 7, dove a fianco di Moore sono nuovamente Don Airey alle tastiere e John Mole al basso, reduci dall’appena terminata avventura con i Colosseum II e con l’aggiunta di Simon Phillips alla batteria, soprattutto nei tre strumentali, la lunga Flight Of The Snow Moose, Hurricane e What Would You Rather Bee Or A Wasp, che dimostrano che non avevano nulla da invidiare nelle loro evoluzioni a velocità supersonica  a formazioni come i Brand X di Phil Collins o i Gong di Pierre Moerlen, senza risalire a Mahavishnu Orchestra, Return To Forever o Tony Williams Lifetime. Ma c’era tutto un florilegio di chitarristi inglesi in quegli anni, da Allan Holdsworth a Gary Boyle, passando per lo stesso Jeff Beck, che frequentavano questo genere musicale, magari un po’ turgido e iper tecnico che però ha sempre avuto molti seguaci. Ma nel disco c’è anche l’hard poderoso dell’iniziale Back On the Streets, dove Phillips e Airey dimostrano di saperci fare anche in un ambito rock, la chitarra solista raddoppiata di Gary Moore ricorda molto il sound dei Thin Lizzy e il wah-wah innestato nell’assolo è devastante.

Phil Lynott canta e suona il basso, con Brian Downey alla batteria, in una magnifica versione della “sua” Don’t Believe A Word, una delle più belle canzoni scritte dal colored irlandese, anche con il suo repentino cambio di tempo nel finale, grande brano, con la chitarra di Moore che attinge a sonorità mutuate dal suo grande maestro Peter Green! La stessa formazione accelera ulteriormente temi e ritmi, in una frenetica Fanatical Fascists, scritta sempre da Lynott, ma cantata da Gary, che per la veemenza potrebbe ricordare il punk di gruppi come i Clash o gli Stiff Little Fingers che imperavano in quegli anni. In mezzo ai brani jazz rock c’è una strana Song For Donna, una canzone d’amore che illustra anche il lato più dolce della musica di Moore, sempre presente negli anni, con delle ballate spesso melodiche (e scritte con Lynott) come la insinuante Parisienne Walkways, qui cantata da Phil ma che sarebbe diventata un cavallo di battaglia imprescindibile nei concerti di Moore e il suo primo grande successo nelle classifiche inglesi, una via di mezzo tra le melodie di Peter Green e Carlos Santana.

Il brano Track Nine, il primo delle bonus tracks, nonostante il nome, non ha nulla a che vedere con gli esperimenti dei Beatles, ma è sempre un furioso jazz-rock, mentre l’altra bonus, Spanish Guitar, uscita nel 1979 come singolo in Norvegia, appare in ben tre versioni (non c’era altro?), una cantata da Lynott, una da Moore e una strumentale ed è una specie di variazione sul tema francese di Parisienne Walkways, questa volta in “salsa” spagnola e santaneggiante. In definitiva un bel dischetto, considerando anche che esce a prezzo speciale,  per la gioia degli amanti dei chitarristi, ma non solo, un ulteriore tassello nella carriera di Gary Moore, che toccherà i suoi vertici nel periodo Blues!

Esce a fine mese.

Bruno Conti   

C’erano Pochi Cofanetti In Circolazione. Questi Mancavano All’Appello! Whitesnake – Box ‘O’ Snakes + Thin Lizzy – Live At The BBC Box

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Whitesnake – Box ‘O’ Snakes: The Sunburst Years 1978-1982 – EMI 9CD+1DVD+1 7″ White Vinyl EP

Altro mega confanetto in uscita in questi giorni e pensate che copre solo il periodo dal 1978 al 1982 della carriera dei Whitesnake! Contiene i 5 album di studio, il Live…In The Heart Of The City, 2 CD con i concerti al Festival di Reading del 1979 e 1980 registrati per la BBC e in precedenza inediiti, un DVD con un “Official Booteg” registrato nel 1980 a Washington, DC, anche questo inedito. Più un libro di quello succosi, 90 pagine formato gigante, con foto mai viste e una intervista a David Coverdale nonché un breve saggio del giornalista Geoff Barton della rivista Classic Rock. E anche, per i patiti del vinile, un 45 giri in vinile bianco con l’EP di esordio Snakebite che conteneva i primi 4 brani incisi dal gruppo. Il tutto temo che vi costerà ben oltre i 100 euro. Ma ormai è un classico!

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Thin Lizzy – Live At The BBC Boxset – 6CD + 1DVD – Universal

Thin Lizzy – Live At The BBC – 2CD – Universal

Avete appena comprato la serie di CD “rimasterizzati e potenziati” della discografia dei Thin Lizzy con aggiunte molte tracce inedite tratte dal materiale BBC e ora, giustamente, per punirvi, la Universal pubblica questo cofanetto che raccoglie gran parte del materiale registrato dalla band di Phil Lynott presso l’emittente di stato inglese, comprese le famose Peel Sessions (uscite anche a parte) e molto altro.

Se volete tirare fuori i vostri CD e fare il classico “celo-manca” per vedere se vale la pena di ricomprare per l’ennesima volta, questa è la tracklist dei contenuti completa e dettagliata:

Disc 1
play 01 Look What The Wind Just Blew In (Sounds Of The Seventies, 1971) 04:25
play 02 Return Of The Farmers Son (Sounds Of The Seventies, 1971) 03:52
play 03 Whiskey In The Jar (John Peel Session, 1972) 05:54
play 04 Suicide (John Peel Session, 1972) 04:00
play 05 Black Boys On The Corner (John Peel Session, 1972) 03:06
play 06 Saga Of The Ageing Orphan (John Peel Session, 1972) 03:38
play 07 Vagabond Of The Western World (John Peel Session, 1973) 04:27
play 08 Gonna Creep Up On You (John Peel Session, 1973) 03:24
play 09 Little Girl In Bloom (John Peel Session, 1973) 04:45
play 10 Randolph’s Tango (John Peel Session, 1973) 03:46
play 11 The Rocker (John Peel Session, 1973) 05:17
play 12 Slow Blues (John Peel Session, 1973) 05:36
play 13 Randolph’s Tango (Bob Harris Session, 1973) 03:46
play 14 Little Girl In Bloom (Bob Harris Session, 1973) 04:41
play 15 The Rocker (Bob Harris Session, 1973) 05:15
Disc 2
play 01 Little Girl In Bloom (Rock On Session, 1974) 05:26
play 02 Little Darling (Rock On Session, 1974) 03:07
play 03 Showdown (Rock On Session, 1974) 04:41
play 04 Sitamoia (Bob Harris Session, 1974) 03:45
play 05 Little Darling (Bob Harris Session, 1974) 03:05
play 06 Slow Blues (Bob Harris Session, 1974) 05:31
play 07 Showdown (Bob Harris Session, 1974) 04:12
play 08 It’s Only Money (John Peel Session, 1974) 02:41
play 09 Little Darling (John Peel Session, 1974) 03:06
play 10 Still In Love With You (John Peel Session, 1974) 05:33
play 11 Black Boys On The Corner (John Peel Session, 1974) 04:12
play 12 Sitamoia (John Peel Session, 1974) 03:15
play 13 She Knows (John Peel Session, 1974) 05:13
play 14 It’s Only Money (John Peel Session, 1974) 02:44
play 15 Sha La La (John Peel Session, 1974) 03:42
play 16 Philomena (John Peel Session, 1974) 03:42
Disc 3
play 01 Dear Heart (Bob Harris Session, 1974) 04:33
play 02 Banshee (Bob Harris Session, 1974) 02:48
play 03 Half Caste (John Peel Session, 1975) 03:54
play 04 Rosalie (John Peel Session, 1975) 03:19
play 05 Suicide (John Peel Session, 1975) 05:19
play 06 Emerald (John Peel Session, 1976) 03:56
play 07 The Warrior (John Peel Session, 1976) 03:54
play 08 Cowboy Song (John Peel Session, 1976) 05:12
play 09 Jailbreak (John Peel Session, 1976) 04:04
play 10 Don’t Believe A Word (John Peel Session, 1976) 02:45
play 11 Johnny (John Peel Session, 1976) 04:15
play 12 Fools Gold (John Peel Session, 1976) 03:52
play 13 Johnny The Fox Meets Jimmy The Weed (John Peel Session, 1976) 03:41
play 14 Killer Without A Cause (John Peel Session, 1977) 03:45
play 15 Bad Reputation (John Peel Session, 1977) 02:50
play 16 That Woman’s Gonna Break Your Heart (John Peel Session, 1977) 03:29
play 17 Dancing In The Moonlight (It’s Caught Me In A Spotlight) (John Peel Session, 1977) 03:24
play 18 Downtown Sundown (John Peel Session, 1977) 03:57
Disc 4
play 01 The Rocker (Live In Concert, 1973) 06:00
play 02 Things Ain’t Working Out Down At The Farm (Live In Concert, 1973) 08:01
play 03 Slow Blues (Live In Concert, 1973) 07:58
play 04 Gonna Creep Up On You (Live In Concert, 1973) 03:48
play 05 Suicide (Live In Concert, 1973) 04:28
play 06 She Knows (Live In Concert, 1974) 06:01
play 07 It’s Only Money (Live In Concert, 1974) 03:35
play 08 Still In Love With You (Live In Concert, 1974) 05:19
play 09 Showdown (Live In Concert, 1974) 05:09
play 10 Rock N Roll With You (Live In Concert, 1974) 04:28
play 11 Baby Drives Me Crazy (Live In Concert, 1974) 04:22
Disc 5
play 01 Angel Of Death (Live at the Hammersmith Odeon, 1981) 07:42
play 02 Renegade (Live at the Hammersmith Odeon, 1981) 06:18
play 03 Hollywood (Down On Your Luck) (Live at the Hammersmith Odeon, 1981) 04:42
play 04 The Pressure Will Blow (Live at the Hammersmith Odeon, 1981) 03:58
play 05 Killer On The Loose (Live at the Hammersmith Odeon, 1981) 05:51
play 06 The Boys Are Back In Town (Live at the Hammersmith Odeon, 1981) 04:58
play 07 Are You Ready (Live at the Hammersmith Odeon, 1981) 02:45
play 08 Baby Drives Me Crazy (Live at the Hammersmith Odeon, 1981) 09:21
play 09 Emerald (Live at the Hammersmith Odeon, 1981) 04:45
Disc 6
play 01 Introduction (Live at the Regal Theatre, 1983) 50
play 02 Jailbreak (Live at the Regal Theatre, 1983) 03:54
play 03 This Is The One (Live at the Regal Theatre, 1983) 04:01
play 04 Cold Sweat (Live at the Regal Theatre, 1983) 03:38
play 05 The Sun Goes Down (Live at the Regal Theatre, 1983) 08:01
play 06 The Holy War (Live at the Regal Theatre, 1983) 05:35
play 07 The Boys Are Back In Town (Live at the Regal Theatre, 1983) 05:32
play 08 Rosalie (Live at the Regal Theatre, 1983) 07:01
play 09 Baby Please Don’t Go (Live at the Regal Theatre, 1983) 07:02
play 10 Still In Love With You (Live at the Regal Theatre, 1983) 06:58
play 11 Dancing In The Moonlight (It’s Caught Me In A Spotlight) (Live at the Regal Theatre, 1983) 04:32
play 12 Baby Drives Me Crazy (Live at the Regal Theatre, 1983) 07:40
Disc 7
play 01 The Boys Are Back In Town (Live at The Rainbow, 1979) 04:46
play 02 Emerald (Live at The Rainbow, 1979) 04:03
play 03 Dancing In The Moonlight (It’s Caught Me In A Spotlight) (Live at The Rainbow, 1979) 03:56
play 04 Massacre (Live at The Rainbow, 1979) 02:55
play 05 Still In Love With You (Live at The Rainbow, 1979) 07:57
play 06 Don’t Believe A Word (Live at The Rainbow, 1979) 03:33
play 07 Are You Ready? (Live at The Rainbow, 1979) 02:49
play 08 Sha La La (Live at The Rainbow, 1979) 05:50
play 09 Baby Drives Me Crazy (Live at The Rainbow, 1979) 06:11
play 10 Me And The Boys (Live at The Rainbow, 1979) 05:18
play 11 Jailbreak (Live at The Regal Theatre, 1983) 03:57
play 12 This In The One (Live at The Regal Theatre, 1983) 03:55
play 13 Cold Sweat (Live at The Regal Theatre, 1983) 03:20
play 14 The Sun Goes Down (Live at The Regal Theatre, 1983) 08:04
play 15 The Holy War (Live at The Regal Theatre, 1983) 05:08
play 16 The Boys Are Back In Town (Live at The Regal Theatre, 1983) 05:35
play 17 Rosalie (Live at The Regal Theatre, 1983) 07:23
play 18 Baby Please Don’t Go (Live at The Regal Theatre, 1983) 06:34
play 19 Whiskey In The Jar (Live on Top Of The Pops, 1973) 03:37
play 20 Jailbreak (Live on Top Of The Pops, 1976) 03:08
play 21 Don’t Believe A Word (Live on Top Of The Pops, 1976) 02:16
play 22 Dancing In The Moonlight (Live on Top Of The Pops, 11/08/77) 02:40
play 23 Dancing In The Moonlight (Live on Top Of The Pops, 25/08/77) 02:21
play 24 Rosalie (Cowgirl Song) (Live on Top Of The Pops, 11/05/78) 03:11
play 25 Rosalie (Cowgirl Song) (Live on Top Of The Pops, 22/06/78) 02:32
play 26 Waiting For An Alibi (Live on Top Of The Pops, 1979) 03:08
play 27 Sarah (Live on Top Of The Pops, 1979) 02:43
play 28 Chinatown (Live on Top Of The Pops, 1980) 02:26
play 29 Are You Ready (Live on Top Of The Pops, 30/04/81) 02:36
play 30 Are You Ready (Live on Top Of The Pops, May 1981) 02:33
play 31 Back On The Streets (Live on The Old Grey Whistle Test, 1979) 04:04
play 32 Don’t Believe A Word (Live on The Old Grey Whistle Test, 1979) 04:37
play 33 Ode To A Black Man (Live on The Old Grey Whistle Test, 1981) 03:46
play 34 Somebody Else’s Dream (Live on The Old Grey Whistle Test, 1981) 05:31
play 35 Renegade (Live on Three Of A Kind, 1983) 04:39

Se più modestamente volete accontentarvi la Universal pubblicherà anche una versione doppia con una selezione di 33 brani dal settuplo CD (si può dire, ho controllato sul dizionario). Anche perché pure questo cofanetto si avvicinerà pericolosamente alla soglia dei 100 euro.

E tenetevi pronti, prima di Natale usciranno molti altri Box assai appetibili e dai costi micidiali, a partire da questo di Costello, con gioco accluso che vi costerà intorno ai 250 euri. Per 1DVD, 1 CD e un 10 pollici. Se ce li avete! Se no aspettate il 2012 e usciranno anche le versioni per “poveri”

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Il primo Post pubblicato in questo Blog il 2 novembre del 2009 non casualmente si intitolava “Spendi Spandi Effendi”. 750 post dopo (eh sì, ne faccio più di uno al giorno) siamo ancora lì, ma ci piace?!?

Bruno Conti

Un Ultimo Saluto? Gary Moore – Live At Montreux 2010

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Gary Moore – Live At Montreux 2010 – Eagle/Edel CD o DVD

La storia di Gary Moore al Festival di Montreux è lunga e risale fino agli inizi degli anni ’90 come è stato documentato dall’eccellente cofanetto di 5 CD Essential Montreux o dai vari DVD che si sono succeduti negli anni con le registrazioni delle sue partecipazioni alle serate del Festival svizzero ma la gran parte erano dedicate al suo repertorio diciamo “più Blues,” anche se nel corso della sua carriera il rock, prima con Skid Row, Thin Lizzy e gli album degli anni ’80 ha sempre avuto una notevole importanza. Anche la breve militanza nei Colosseum II ha evidenziato le sue grandi attitudini di guitar hero L’irlandese era forse un rocker prestato al Blues (e quindi un blues-rocker) o quella prima chitarra data da Peter Green al connazionale ha avuto un effetto indelebile sulle sue scelte di gran parte degli ultimi anni della sua carriera quando aveva deciso di dedicarsi con più regolarità a questo stile musicale.

Sarà un caso ma gli album migliori dopo Still Got The Blues che ha segnato una svolta nella sua carriera sono stati, a mio parere, quelli più bluesati: da After Hours all’eccellente Blues For Greeny, omaggio al suo mentore per arrivare fino a Old New Ballads Blues del 2006 quando erano le 12 misure del blues a guidare le sue scelte certi suoi “eccessi metallurgici” venivano meglio tenuti a freno. Indubbiamente Gary Moore è stato un grande chitarrista, forse non uno dei numeri uno ma sicuramente uno di quelli in grado di far confluire le varie influenze della sua musica in uno stile fluido e vario che incorporava le derive celtiche della sua terra con il rock muscolare e di gran classe dei Thin Lizzy (uno dei gruppi più sottovalutati della storia dell’hard rock dove però il vero protagonista era il suo grande amico Phil Lynott, autore e cantante dalle sopraffine qualità). Perché dobbiamo ammettere che la parte vocale è sempre stata il lato più debole della sua musica, sulla chitarra nulla da dire, la voce diciamo che non era il suo forte.

Anche questo concerto registrato al Festival di Montreux del 2010, che rimarrà la sua ultima partecipazione vista l’inattesa morte avvenuta quest’anno il 6 febbraio in Spagna per un attacco cardiaco, conferma luci e ombre dei suoi ultimi anni. Intanto segnala un ritorno al rock anche in attesa di un nuovo album che doveva essere registrato e del quale tre brani inediti fanno parte di questo album: Days Of heroes, un brano lizzyano che reitera con grande vigore quel connubio tra rock e arie celtiche già ben evidenziato da Over The Hills and Far Away (non quella dei Led Zeppelin) che apre il concerto, una rock ballad melodica e in crescendo come Where Are You Now  e nuovamente lo stile “irlandese” di Oh Wild One. Tre brani interessanti anche se non memorabili che fanno la loro bella figura nell’ambito del concerto, arricchiti come di consueto da una bella serie di assoli di chitarra. Nel mezzo ci sono Military Man un brano anni ’80 a firma Phil Lynott con una bella costruzione sonora, la prima parte sparatissima e poi una seconda parte più ricercata e raffinata come era tipico del bassista dei Thin Lizzy.

Il lungo Medley tra So far away e Empty Rooms è uno dei momenti topici del concerto con il classico lavoro di toni e coloriture sonore utilizzato nelle  parti strumentali con quelle note lunghe e lancinanti tipiche del suo solismo. Blood Of Emeralds che appariva in After The War era il suo tributo al grande amico Phil, colorato di Irlanda nella musica e nei testi, una delle sue canzoni più belle del periodo rock. Anche Out In The Fields era una collaborazione con Lynott, l’ultimo brano registrato dal colored irlandese ed apparso in Run For Cover l’album più saccheggiato per questo concerto dal vivo. Naturalmente non manca il blues, in un angolino ma sempre presente, molto tirata la versione di Walking By Myself, il trio di musicisti che suona con Moore non è il massimo della finezza ma ci danno dentro di gusto, anche troppo in certi momenti. Per Johnny Boy sfodera anche la chitarra acustica per un brano un po’ ruffiano che non è mai stato tra i miei preferiti, prima del gran finale con il cavallo di battaglia Parisienne Walkways uno dei suoi più grandi successi sempre scritto con Lynott e che è l’occasione per ascoltare per l’ultima volta il suo grande virtuosismo alla chitarra. Forse non il miglior live della sua carriera ma un onesto commiato per il rocker irlandese. Riposa in pace, se le case discografiche vorranno!

Il DVD ha due brani in più, Thunder Rising e Still Got The Blues.

Bruno Conti