13/04/2013
Ristampe Che Passione 2! ELO & Jeff Lynne
*NDB. Il 2 al titolo l'ho aggiunto io, in quanto già utilizzato in un vecchio post, mentre aggiungo ancora che le ristampe verranno pubblicate la settimana prossima in Italia e quella successiva in Inghilterra e Stati Uniti, quindi le leggete in anteprima sull'uscita: la parola a Marco.
Electric Light Orchestra: Live (Frontiers CD) Electric Light Orchestra: Zoom (Frontiers CD)
Jeff Lynne: Armchair Theatre (Frontiers CD)
In realtà all’inizio avevo pensato di intitolare questo post “Barrel Bottom Scratching”, in quanto è da un po’ di tempo che il mio amico Jeff Lynne tende a cucinare con gli avanzi (lo scorso anno un dischetto di cover, Long Wave, di appena mezz’oretta ed una collezione di nuove incisioni di successi della ELO dal titolo di Mr. Blue Sky), ma siccome tra queste tre ristampe ce n’è almeno una del tutto inedita (più o meno, e con qualche difettuccio come vedremo) ed una è di un disco introvabile da anni, qualche punto di interesse c’è.
Live. Questo sarebbe il disco “inedito”, ma in realtà è la riproposizione su CD del DVD Zoom Tour Live, che conteneva un concerto televisivo del 2001 di Jeff & Band (ribattezzata ELO per chiari motivi di marketing, e forse per la presenza del tastierista Richard Tandy), ma, mentre nel DVD vi erano ben ventitre brani, in questo CD ne vengono riportati solo undici. I fans non potranno comunque esimersi dall’acquisto perché, e qui sta la finezza, quattro di questi undici non erano sul DVD (Secret Messages, Sweet Talkin’ Woman, Confusion e Twilight), e quindi udibili qui per la prima volta. (So comunque che esistono altre esecuzioni, tra cui Rock’n’Roll Is King, tuttora inedite, quindi aspettiamoci qualche altra “sorpresa” futura). Non sto chiaramente a parlarvi delle canzoni, le conoscete tutti, ma dico solo che comunque il concerto è ottimo, suonato con vigore (nella band ci sono anche i fratelli Bissonette, Matt e Gregg, alla sezione ritmica, gente abituata a pompare) e con Jeff in forma smagliante; in più, come ulteriore bonus, ci sono due brani di studio nuovi di zecca: il rock’n’roll allo stato puro Out Of Luck, breve ma trascinante, e Cold Feet, un brano di quelli che Lynne scrive anche quando dorme.
Zoom. Album uscito nel 2001 e che segnava il ritorno su disco della ELO da Balance Of Power del 1986, era in realtà un disco del solo Jeff (con Tandy in un solo brano, più due ospiti di prestigio come George Harrison e Ringo Starr), accreditato al suo ex gruppo un po’ per motivi commerciali ed un po’ per fare chiarezza (all’epoca girava infatti una band di ex membri della ELO che si faceva chiamare Electric Light Orchestra Part II, vi assicuro una cosa triste).
Un discreto album, con meno violoncelli e più chitarre, che vede Jeff in buona forma ma non smagliante: diciamo che ad undici anni dal suo ultimo album di materiale originale uno poteva pensare anche a qualcosa di meglio. Ci sono alcuni ottimi brani (la vigorosa Alright, che apre l’album all’insegna del rock, la languida Moment In Paradise, Just For Love, con il classico ELO-sound, il boogie trascinante Easy Money e la solare Melting In The Sun), ma anche diversi riempitivi (In My Own Time, A Long Time Gone, Lonesome Lullaby). L’impressione è quella di un’ottima cena, ma riscaldata e riproposta la sera dopo: manca la freschezza.
Anche qui troviamo due bonus track: una Turn To Stone presa dal DVD Zoom Tour Live ma non presente sul CD di cui vi ho parlato sopra (ma che burlone il nostro Jeff!) e One Day, un inedito registrato nel 2004 e superiore a molto del materiale presente su Zoom. E con Zoom, in teoria, si chiude la campagna di ristampe della ELO, anche se mancherebbero all’appello il Live del 1974 (tutt’altro che imperdibile) e la colonna sonora del film Xanadu, che però era per metà appannaggio di Olivia Newton-John.
Armchair Theatre. A livello artistico, il migliore dei tre: primo (e unico, fino a Long Wave dello scorso anno) disco accreditato al solo Jeff, uscito nel 1990 e fuori catalogo da anni, Armchair Theatre è un disco veramente ispirato, che, se si escludono le tre cover presenti (Don’t Let Go, September Song e Stormy Weather), interpretate in maniera un po’ troppo scolastica, ci presenta alcune delle migliori canzoni scritte da Jeff, suonate e prodotte alla grande. Su tutte Lift Me Up, uno splendido e solare pop rock, influenzato chiaramente dai Beach Boys (ma tutto il disco profuma di California), con George Harrison che suona la slide da par suo. Non male anche il singolo dell’epoca, l’energica ma orecchiabile Every Little Thing, l’insolita Now You’re Gone, suonata con musicisti indiani e con una bella coda strumentale, la gradevole Don’t Say Goodbye, con tutti e due i piedi negli anni sessanta, e la bella What Would It Take, che sembra una outtake dei Traveling Wilburys. Per finire con la toccante ballad Blown Away, scritta con Tom Petty, e la squisita e breve folk song ecologista Save Me Now. Anche qui due bonus (ma pare che le outtakes fossero molte di più), la lenta Forecast, un brano nella media, e la scoppiettante e solare Borderline (versione alternata di un lato B dell’epoca), che non avrebbe sfigurato affatto sull’album.
Particolare per maniaci: le copertine delle reissues di Zoom e Armchair Theatre escono leggermente diverse da quelle originali. Accogliamo dunque con (moderato) giubilo queste tre ristampe, adesso però è ora che Lynne la smetta di sparpagliare canzoni inedite come bonus dei vari dischi (e nella versione giapponese di Zoom ce n’è un’altra, Lucky Motel, che non è quella di John Trudell) e che ci consegni un disco nuovo come si deve.
Marco Verdi
18:29 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Disco UFO, Non tutti sanno che..., Ospiti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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07/10/2012
Brutte Figure E Altro! Beatles E Who
Come certo saprete (l'ho anche segnalato sul Blog) il 5 ottobre si festeggiava il 50° anniversario dell'uscita del 1° singolo dei Beatles, Love Me Do. Per l'occasione la EMI aveva annunciato la pubblicazione di un vinile limitato commemorativo. Ma...come avrete notato cercandolo, se ne sono perse le tracce. E' successo che il giorno prima della uscita la casa ha ritirato tutte le copie del 45 giri definendole "fallate". Secondo alcuni non si tratta di un problema tecnico ma pare che sia stata scelta e stampata la versione sbagliata. Ovvero, ai tempi della registrazione George Martin, non soddisfatto della parte di batteria di Ringo Starr nella canzone, chiamò Andy White per registrare di nuovo la pista della batteria nel brano, versione che uscì poi nel singolo originale, mentre nell'album Please Please Me venne riutillizzata la parte di Ringo. Non so quale delle due versioni la Parlophone/EMI avesse intenzione di fare uscire ma sembra che sia uscita quella "sbagliata". Non è ancora chiaro se ne verranno stampate altre copie per una nuova data di fine mese o se verrà cancellato. Mi sembra che le celebrazioni del cinquantenario partano alla grande. Speriamo in meglio per le edizioni varie di Magical Mystery Tour in uscita la settimana prossima.
A proposito di brutte figure. Un paio di anni, a novembre del 2010, la Universal ha pubblicato una 40th Anniversary Special Edition degli Who Live At Leeds lussuosissima, che è quella che vedete effigiata qui sopra. E che è andata esaurita quasi subito, con grande dispiacere di molti. Il punto di forza di quella versione era la presenza del famoso concerto di Hull registrato il giorno successivo di quello di Leeds, il 15 febbraio del 1970. La domanda era: ma uscirà mai una edizione separata di quel concerto per chi non si vuole ricomprare per l'ennesima volta il Live At Leeds? E la risposta fu, ma quando mai!
E infatti il 20 novembre p.v. la Universal pubblicherà il doppio CD di Live At Hull, in tutto il suo splendore. Una serata che rivaleggia con quella di Leeds nel presentare gli Who all'apice della loro forza. Dovrebbe anche costare come un singolo CD o poco più. Mai credere, se possibile, alle case discografiche!
Bruno Conti
P.s. Martedì prossimo anche il DVD di Live In Texas '75 degli Who, annunciato qualche tempo orsono. Da vedere, alla faccia di chi diceva che il gruppo era "cotto" a quei tempi. Una delle ultime apparizioni ufficiali di Keith Moon
12:41 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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19/09/2012
Novità Di Settembre Parte I. Steve Forbert, Woven Hand, Patterson Hood, Ben Folds Five, Skunk Anansie, Jon Spencer Blues Explosion, Roy Storm & The Hurricanes, Coal Porters, Tributes To Nick Lowe & Jesse Winchester
Questo mese la rubrica sulla novità discografiche ha latitato fino ad oggi, considerando che nei mesi scorsi mi ero portato abbondantemente avanti con le uscite discografiche e molte sono state recensite direttamente, ma qualcosa sfugge sempre, per cui oggi recuperiamo con gli altri dischi interessanti pubblicati in questi primi venti giorni di settembre.
Iniziamo con Steve Forbert che ritorna con un nuovo album, Over With You, circa tre anni e mezzo dopo The Place and the Time e a 34 anni dal bellissimo Alive On Arrival, il cantante di Meridian, Mississippi non ha perso un briciolo del suo fascino. La voce è un filino più vissuta, ma le canzoni sono sempre affascinanti: questa volta si parla di una relazione finita e a dargli una mano a livello musicale ci sono anche due Ben, Sollee al cello e Harper alla chitarra. Etichetta Blue Corn Music, è uscito in questi giorni sul mercato americano, se ne parla più diffusamente nei prossimi giorni.
I Woven Hand avevano pubblicato da pochissimo tempo un ottimo CD+DVD in concerto, Live at Roepan, edito dalla Glittehouse ed accolto da unanimi critiche favorevoli. A distanza di cinque mesi dal disco dal vivo esce, sempre per la Glitterhouse, questo nuovo lavoro di studio, The Laughing Stalk: David Eugene Edwards, ex leader dei non dimenticati 16 Horsepower, aggiunge un tastierista e un secondo chitarrista e il suono del disco assume una patina più rock ma sempre con le solite volute dark e gotiche.
Nuovo album solista anche per Patterson Hood, che periodicamente si prende delle vacanze dai Drive-by-Truckers per pubblicare i suoi dischi da cantautore. Questo nuovo si chiama Heat Lightning Rumbles In The Distance, è uscito per la PIAS, Play It Again Sam, e ancora una volta ci ricorda che Hood scrive delle belle canzoni anche quando le chitarre non ruggiscono a tutto spiano.
Un altro paio di novità di gruppi incentrati intorno al nome di un leader, band che era qualche annetto che non si facevano sentire. Per i Ben Folds Five, il cui nuovo disco si chiama The Sound Of The Life Of The Mind ed esce per la Sony Music, di anni ne sono passati 13 dal precedente The Unauthorized Biography Of Reinhold Messner (i titoli sono sempre spettacolari), anche se Ben Folds nel frattempo aveva pubblicato vari CD a nome proprio.
La Jon Spencer Blues Explosion invece, era solo otto anni che non pubblicava un disco nuovo in studio, anche se nel frattempo, tra una collaborazione e l'altra, è stato ristampato tutto il catalogo del gruppo in versione riveduta e potenziata. Per questo nuovo Meat And Bone, su etichetta Bronze Rat Records (!?!), Jon Spencer, Russell Simins e Judah Bauer si sono ritrovati a registrare in quelli che furono i leggendari studios di Sly Stone.
Gli Skunk Anansie da quando si sono rimessi insieme nel 2009 hanno ripreso a pubblicare dischi con cadenza regolare, questo Black Traffic, che esce in questi giorni per la loro etichetta 100% Records, nell'immancabile formato CD+DVDè il terzo dopo la reunion.
Se il tipo seduto dietro alla batteria con un poderoso ciuffo vi dice qualcosa, non vi state sbagliando. E' proprio Ringo Starr, nella formazione di Rory Storm & The Hurricanes prima di entrare nei Beatles, Ringo Starr ha fatto parte di questa band della preistoria musicale di Liverpool. In questo periodo è stato ritrovato un nastro inedito che documenta una performance del gruppo, Live At The Jive Hive, registrato appunto in quel di Liverpool, il 5 marzo del 1960 e viene pubblicato dalla Rockstar Records. Non vi so dire la qualità delle registrazioni (ma dal video si intuisce, pensavo peggio, precursori del beat inglese), in ogni caso questa è lista dei brani:
1. Introduction
2. “Brand New Cadillac”
3. “(You're So Square) Baby I Don't Care”
4. “Make Me Know You're Mine”
5. “Bye Bye Love”
6. “Jet Black”
7. “Down The Line”
8. “C'mon Everybody”
9. “Don't Bug Me Baby”
10. “Rip It Up”
11. “Somethin' Else”
12. “Train To Nowhere”
13. “Since You Broke My Heart”
14. “Honey Don't”
15. “All American Boy”
16. “Willie & The Hand Jive”
17. Closing Announcement
18. “Milk Cow Blues” (home recording)
19. “What 'd I Say” (home recording)
20. “Cathy's Clown” (home recording)
21. “Now Is The Hour” (home recording)
Beatlesiani, occhio alla penna!
Altra vecchia gloria del rock britannico, a Nick Lowe viene dedicata questa compilation-tributo, Lowe Country, edita dalla Fiesta Red Records. Il sottotitolo è The Songs Of Nick Lowe e in questo caso gli ho già dato una ascoltata e devo dire che è proprio bello e gli artisti partecipanti sono tutti di ottimo spessore artistico:
| 1. Lately I'Ve Let Things Slide - Caitlin Rose |
| 2. Don'T Lose Your Grip On Love - The Parson Red Heads |
| 3. All Men Are Liars - Robert Ellis |
| 4. I Love The Sound Of Breaking Glass - Amanda Shires |
| 5. Marie Provost - Jeff The Brotherhood |
| 6. (I'M Gonna Start) Living Again If It Kills Me - Hayes Carll |
| 7. Lover Don'T Go - Erin Enderlin |
| 8. When I Write The Book - The Unsinkable Boxer |
| 9. You Make Me - Colin Gilmore |
| 10. Heart Of The City - Chatham County Line |
| 11. What'S Shakin' On The Hill - Lori Mckenna |
| 12. Cracking Up - Griffin House |
| 13. Where'S My Everything? - Ron Sexsmith |
Sid Griffin è stato per anni il leader dei Long Ryders, oltre che scrittore e giornalista musicale per varie testate britannica. Ma già da alcuni anni il suo gruppo sono i Coal Porters con i quali ha pubblicato una decina di album, che escono per la propria etichetta, la Prima Records. Anche questo Find The One prosegue nella tradizione: in questo nuovo disco, anche se lo stile è il solito gustoso mix di folk e bluegrass, ci sono alcune novità. Una cover di Heroes di Bowie in puro stile folk-bluegrass, bellissima, la partecipazione di Richard Thompson in un brano e un'altra cover d'autore, una Paint It Black con tanto di sitar vero, non la chitarra "trattata" della versione originale degli Stones, ovviamente la battaglia a tempo di bluegrass tra violino e sitar è quantomeno inconsueta. Produce John Wood, quello dei dischi di Nick Drake e Fairport Convention, e l'ingegnere del suono è Ed Stasium (Ramones, dice qualcosa). Bella anche l'alternanza tra la voce di Sid Griffin e quella della violinista Carly Frey. Tra l'altro vedo dal dischetto che è anche un CD Enhanced e contiene un documentario di sei minuti sulla band.
Il tributo a Jesse Winchester Quiet About It, viene pubblicato questa settimana negli Stati Uniti e la settimana prossima in Europa dalla Mailboat Records, che è l'etichetta di Jimmy Buffett. I fondi raccolti sarebbero dovuti servire per le cure inerenti al tumore all'esofago che lo aveva colpito lo scorso anno. Poi, nel frattempo, sembra che la malattia sia regredita dopo varie cure ed interventi, e la cosa ci fa piacere, ma il disco era pronto ,per cui viene pubblicato ugualmente e Jesse Winchester che è già tornato a fare concerti nel frattempo, lo considererà un omaggio da parte di alcuni suoi colleghi illustri che interpretano i suoi bellissimi brani:
| 1. Payday (James Taylor) |
| 2. Biloxi (Rosanne Cash) |
| 3. Gentleman of Leisure (Jimmy Buffett) |
| 4. I Wave Bye Bye (Allen Toussaint) |
| 5. Talk Memphis (Vince Gill) |
| 6. Defying Gravity (Mac McAnally) |
| 7. Brand New Tennessee Waltz (Lyle Lovett) |
| 8. Mississippi You're On My Mind (Lucinda Williams) |
| 9. Dangerous Fun (Rodney Crowell, feat. Emmylou Harris and Vince Gill) |
| 10. Rhumba Man (Little Feat) |
| 11. Quiet About It (Elvis Costello) |
Non si sa ancora nulla di preciso su formato e contenuti, anche se pare probabile un doppio CD più doppio DVD ma nel frattempo la reunion dei Led Zeppelin alla O2 Arena di Londra, ha un titolo Celebration Day e una copertina, che è quella che vedete sopra. Prima uscirà nei cinema e poi il 19-20 novembre dovrebbe essre nei negozi, questo è il trailer:
Alla prossima.
Bruno Conti
18:06 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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25/08/2012
Anche Questo Era Sfuggito! Beatles - Magical Mystery Tour Special Boxed Deluxe Edition
Prima, un breve comunicato per i naviganti. Visto che ci scrivo (questo mese appaiono 8 mie recensioni, che comunque leggete gratis e in anteprima anche sul Blog, insieme a tutto il resto, in questi giorni sto preparando quella del nuovo John Hiatt, molto bello), volevo avvisarvi che, per la serie strano ma vero, è già uscito il numero di Settembre del Buscadero, un miracolo, considerando gli abituali ritardi.
Per la serie la pubblicità è l'anima del commercio e quindi svolti questi doveri promozionali passiamo a questo ennesimo cofanetto dedicato ai Beatles. Se cliccate sull'immagine si allarga a dismisura e potete godere la confezione in tutto il suo splendore. Uscirà il 9 ottobre, quindi siamo nettamente un anticipo ma le notizie sono già state rese note per cui vai con le news:
Magical Mystery Tour (per il 45° Anniversario) uscirà in DVD o Blu-Ray, con il film originale di 53 minuti ma nelle Special Features ci sarà tutto questo Ben Di Dio:
Director’s Commentary – by Paul McCartney
The Making of Magical Mystery Tour (19m 05s)
- Features interviews with Paul and Ringo, along with other cast members and crew. Includes unseen footage.
Ringo the actor (2m 30s)
- Ringo reflecting on his role in the film.
Meet The Supporting Cast (11m 27s)
- A feature on the background and careers of Nat Jackley, Jessie Robins, Ivor Cutler, The Bonzo Dog Doo-Dah Band, Victor Spinetti, George Claydon, and Derek Royle.
“Your Mother Should Know” (2m 35s)
“Blue Jay Way” (3m 53s)
“The Fool On The Hill” (3m 05s)
- Three new edits of these performances all featuring footage not seen in the original film.
“Hello Goodbye” (3m 24s), as featured in Top of the Pops 1967
- The Beatles allowed the BBC to film them in the edit suite where they were working on Magical Mystery Tour. This was then turned into a promo by the BBC, who shot their own additional footage. It was then broadcast on Top of the Pops to mark the “Hello Goodbye” single going to No 1 in December 1967.
Nat’s Dream (2m 50s)
- A scene directed by John featuring Nat Jackley and not included in the original film.
Ivor Cutler – “I’m Going In A Field” (2m 35s)
- Ivor performs “I’m Going In A Field”, in a field. This scene was not included in the original film.
Traffic – “Here We Go Round The Mulberry Bush” (1m 53s)
- The filming of Traffic acting out their 1967 hit single “Here We Go Round The Mulberry Bush” was commissioned by The Beatles for possible inclusion in Magical Mystery Tour but was not used in the final edit.
E comunque il 5 ottobre sarà anche il 50° Anniversario dell'uscita di Love Me Do (vero, non come quello farlocco dei 50 anni dalla prima esibizione dal vivo degli Stones?!?), la EMI non farà nulla? Mistero. Per il momento tutto tace!
Non è tutto, pare che, come comunicato dal regista Michael Lindsey-Hogg, nel 2013 finalmente avremo le edizioni del film Let It Be, sia in DVD che in Blu-Ray. Dovrebbe essere un doppio con un documentario sul Making Of del film e moltissime scene che al tempo il regista aveva dovuto tagliare per l'atmosfera, diciamo, non sempre serena che aveva caratterizzato quel periodo. Ma questo è ancora da confermare. Però visto che gli annunciati Yellow Submarine e Magical Mystery Tour si sono concretizzati, sperare non costa nulla.
Bruno Conti
00:30 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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05/07/2012
Non Un Capolavoro...Ma Neppure Un Brutto Disco! Joe Walsh - Analog Man
Joe Walsh - Analog Man - Fantasy/Universal - Deluxe CD + DVD
Non sono mai stato un grandissimo fan di Joe Walsh, l’ho sempre considerato per quello che in realtà è: un ottimo chitarrista, un buon animale da palcoscenico (talvolta al limite del clownesco), ma dal punto di vista vocale e del songwriting un personaggio di seconda, o forse anche di terza fascia. Musicista di secondo piano negli anni settanta (anche se con la James Gang ha fatto la sua figura), deve senz’altro la sua popolarità al fatto di essere stato chiamato negli Eagles come sostituto di Bernie Leadon, e di avere esordito con loro proprio in Hotel California, cioè in uno degli album più famosi di tutti i tempi. Ma da solista non ha mai combinato granché di buono (come tutte le Aquile d’altronde, escluso forse Don Henley), con l’eccezione dei due dischi a nome Barnstorm, quello omonimo e l’ottimo The Smoker You Drink… e a parte un altro paio di album discreti negli anni settanta, vivendo sempre di rendita su vecchie canzoni come Life’s Been Good, Rocky Mountain Way o In The City. In più, Analog Man arriva a ben vent’anni di distanza dalla sua ultima fatica, quel Songs For A Dying Planet che non aveva certo fatto gridare al miracolo, per usare un eufemismo.
Quindi, direte voi, perché questo post? Perché il produttore (solo in cinque brani su dodici, parlo della “solita” versione deluxe, quella normale ne ha dieci) è un mio autentico pallino: Jeff Lynne, negli ultimi anni poco attivo ma a cavallo tra gli ottanta ed i novanta era un vero produttore deluxe, avendo collaborato con il gotha della musica rock mondiale.
Solo per fare qualche nome (ma la lista sarebbe lunghissima): George Harrison (che lo ha “sdoganato” dopo che la critica di mezzo mondo lo odiava per il fatto di essere il leader della Electric Light Orchestra), Roy Orbison, Tom Petty (forse il suo apice come produttore e co-autore), Traveling Wilburys, Paul McCartney, Randy Newman, Del Shannon, oltre ai riuniti Beatles e a Brian Wilson (che è uno che ha probabilmente bisogno di tante cose, ma non certo di un produttore). E comunque, Lynne a parte (che, ripeto, agisce in meno del 50% del disco, ma guarda caso i tre brani migliori vedono lui alla consolle), Analog Man è, contro ogni previsione, un buon disco di classico rock californiano: Walsh si è preso il suo tempo, ma ha messo a punto una serie di canzoni che, pur non essendo dei capolavori, non deludono (tranne un paio di casi, ma temevo peggio!), la voce è sempre quella che è, ma la grinta c’è e la tecnica chitarristica la conosciamo tutti. E poi, per fortuna, le cose meno riuscite Joe le ha lasciate quasi alla fine del disco.
Oltre a Lynne, nell’album sono presenti nomi altisonanti come Ringo Starr (che se non lo sapete è il cognato di Joe, in quanto Walsh ha sposato Marjorie Bach, sorella di Barbara), il bassista dei Crazy Horse Rick Rosas, oltre a David Crosby e Graham Nash ai cori in Family.
Joe parte bene con la title track (nella quale ci rivela essere un nostalgico delle vecchie tecnologie e di diffidare delle nuove), un potente rock dei suoi, ma anche orecchiabile, con la mano di Lynne che si sente eccome, specie nel suono della batteria, nella nitidezza della strumentazione e nel suo tipico big sound). Ancora meglio Wrecking Ball (titolo un po’ inflazionato ultimamente…), dotata di un ritornello estremamente piacevole, un bell’assolo di slide e Lynne che suona tutti gli strumenti tranne la lead guitar e canta i cori. L’ex ELO deve aver lasciato il segno, in quanto anche Lucky That Way, pur se prodotta dal solo Walsh, risente palesemente dell’influenza del barbuto inglese: una bella ballata solare californiana, cantata bene da Joe e con il giusto campionario di chitarre acustiche e riverberi; Spanish Dancer sembra davvero un brano dell’ultimo periodo della ELO, se non fosse per un paio di intermezzi chitarristici tipici di Joe. Band Played On, dal sound orientaleggiante, non è un granché, anche se il bel finale chitarristico la risolleva, mentre Family è una discreta slow ballad (genere nel quale Joe non ha mai eccelso), nobilitata dalle inconfondibili voci di Crosby & Nash, anche se il synth di sottofondo ce lo potevano risparmiare.
One Day At A Time, che vede il ritorno di Lynne in consolle, è una canzone che gli Eagles hanno già proposto dal vivo negli anni più recenti: una bella canzone, sul genere delle cose migliori di Joe, ed il tocco di Jeff non può che farle bene (anche se qui sembra più Wilburys che Eagles). Di certo il brano migliore del CD. Hi-Roller Baby scivola via gradevole ma innocua, Funk 50, seguito palese della celebre Funk # 49, mostra più muscoli che cervello, mentre India è uno strumentale abbastanza assurdo, un brano ambient-techno-dance senza né capo né coda. Una schifezza, in poche parole.
Per fortuna arriva Lynne a rimettere le cose a posto con Fishbone, che non è un capolavoro ma almeno ha i suoni in ordine, mentre l’ultimo brano è del tutto particolare: But I Try è infatti frutto di una jam inedita, incisa nei primi anni settanta, dalla James Gang con Little Richard (che è anche il cantante solista), un buon brano di rock classico, abbastanza lontano dallo stile tipico del rocker di colore, ma con uno splendido duello finale tra il suo pianoforte e la chitarra di Walsh.
Quindi un buon disco, almeno per tre quarti, che non dovrebbe comunque far rimpiangere i soldi spesi: Joe Walsh non è un fenomeno (e lo sa), ma stavolta è riuscito a non strafare (India a parte) e quindi direi che si merita la promozione, anche se alla lode forse non ci arriverà mai.
Marco Verdi
P.S: per la precisione, la versione deluxe contiene anche un DVD con il making of e tre brani dal vivo.
*NDB (Nota del Blogger o del Bruno, come preferite). Oggi doppia razione, appena sotto trovate un'altra recensione. Quando non vedete la mia firma ma quella di uno dei graditi ospiti del Blog, non sto riposando in panciolle ma devo comunque "preparare" i Post che poi leggete, munendoli di foto, filmati e quant'altro. Buona lettura!
11:08 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Disco UFO, Ospiti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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23/04/2012
"L'Ultimo Fuorilegge"? Ray Wylye Hubbard - The Grifter's Hymnal
Ray Wylie Hubbard -The Grifter’s Hymnal– Bordello Records 2012
Torna, a poco più di due anni dal suo ultimo disco, Ray Wylie Hubbard, uno dei migliori texani in circolazione in assoluto, musicista e cantautore di culto, con alle spalle una carriera sviluppata in un arco di tempo più che quarantennale. Ray è diventato subito famoso negli anni settanta per avere scritto Up Against The Wall, Redneck Mother, canzone resa celebre dal grande Jerry Jeff Walker, brano che ha contribuito a lanciare la sua carriera nell’ambito del settore “outlaws”. Hubbard non è solo un “country singer”, come quella canzone poteva far prevedere, ma anche un songwriter vicino al folk, al blues ed a certe linee melodiche tipicamente Dylaniane, con una discografia abbastanza lunga, dilatata nel tempo, tra alti e bassi, ma con alcuni album di spessore, su tutti Loco Gringo’s Lament, Dangerous Spirits, Delirium Tremolos, Crusades of the Restless Knights sino ai più recenti Growl e Snake Farm.
Sono almeno venti anni che Ray dispensa grande musica e The Grifter’s Hymnal non fa eccezione, anzi è facile collocarlo tra i suoi lavori migliori. A lavorarci sono essenzialmente lui e George Reiff (co-produttore del disco), con Rick Richards alla batteria, Billy Cassis e il figlio Lucas alle chitarre, Brad Rice al basso, e con alcuni ospiti davvero speciali come Ringo Starr (grande cultore di country music) e il pianista Ian McLagan, per dodici brani tra rock, blues e folk in cui predominano le atmosfere fangose e cupe, con sonorità crepuscolari e desertiche, il tutto guidato da una voce fumosa che mastica blues ed una sezione ritmica sempre presente quando viene chiamata in causa.
Si parte con Coricidin Bottle un honky-tonky travolgente dove le percussioni la fanno da padrone, e sembra di sentire il sibilo di un serpente a sonagli. La seguente South of the River è una delle perle del disco, una ballata desertica, ben lavorata, con l’armonica in evidenza, cantata col cuore. Con Lazarus brano bluesato ed insinuante si viaggia sulle foci del Delta, mentre New Year’s Eve at the Gates of Hell, bella e roccata, si basa solamente su chitarre e batteria (niente basso). Moss and Flowers ricorda un altro superbo songwriter texano, ovvero James McMurtry, mentre Red Badge of Courage è un blues nero e tenebroso fino al midollo, con una slide maledetta. Si cambia registro con Train Yard un talkin’ blues dalla ritmica sostenuta, e nella seguente, divertente e ossessiva, Coochy Coochy, che vede come ospite Ringo Starr, l'autore del brano, che stando alle note del libretto canta e suona vari strumenti. Un recitativo introduce Mother Blues, ballata acustica cantata con voce cavernosa, che potrebbe essere usata come “soundtrack” di un film tratto da un romanzo di Cormac McCarthy. mentre la seguente Henhouse è forse il brano meno riuscito del lotto. Ray si fa subito perdonare con una splendida Count My Blessings, canzone nera e sporca, suonata divinamente e perfettamente coerente con il suo percorso musicale, e si chiude alla grande con Ask God una preghiera blues, con un refrain che ti ritrovi a cantarle dopo solo due ascolti.
Ray Wylie Hubbard durante la sua carriera ha sempre fatto i dischi che ha voluto, quando ha voluto, senza mai scendere a compromessi, ma andando diritto per la sua strada, e come sempre nelle sue opere, gli eroi non sono né buoni né cattivi, ma coloro che accettano la dura realtà della vita; un personaggio al quale, fortunatamente, per chi scrive, è mancata soltanto la celebrità. Cosa ci vuole per ascoltare un CD come The Grifter’s Hymnal? Lo spirito giusto, il tempo che serve, e dell’ottima Tequila.
Tino Montanari
18:13 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Carbonari, Ospiti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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29/01/2012
Novità Di Gennaio Parte III. Gretchen Peters, Ringo Starr, Bap Kennedy, Lana Del Rey, Darrell Scott, Metallica, Joe Louis Walker, The Pines, Lulu Gainsbourg, Ruthie Foster, Eccetera
Ultima corposa emissione di novità per il mese di gennaio: partiamo con i "giovani"! Iniziamo con Lulu Gainsbourg, se dovessi fare una recensione di questo From Lulu To Gainsbourg parlerei di una riunione di una confraternita di "sussurratori" (con un paio di eccezioni). E se ricordate il babbo Serge Gainsbourg neppure lui scherzava, ma in confronto al figlio sembra un urlatore. Il CD, che esce martedì 31 in Italia ed Europa tutta per la Decca/Universal, in Francia era già stato pubblicato il 14 novembre. C'è uno stuolo di ospiti notevoli e molti dei brani più noti del genitore, rivisitati (Lulu è nato dal secondo matrimonio, quindi è il fratellastro di Charlotte Gainsbourg, la figlia di Jane Birkin, fine del gossip). Se devo essere sincero non mi dispiace neppure anche se non mi strappo i capelli dalla gioia. Ci sono Rufus Wainwright, Marianne Faithfull, un duetto tra Lulu e Scarlett Johansson in Bonnie & Clyde, un altro duetto tra Vanessa Paradis e Johnny Depp (l'ultimo?), Shane MacGowan che canta in francese e anche Iggy Pop, ma lui ha dei precedenti. E ancora Sly Johnson, Ayo, Melanie Thierry, "M". Lui, reduce dalla Berkley School Of Music produce, suona, canta e arrangia.
Per correttezza vi segnalo, sempre martedì 31 gennaio, l'uscita dell'esordio discografico di Lana Del Rey con Born To Die, su etichetta Polydor/Universal. Come saprete si tratta dell'esordio discografico più "atteso del momento" (non so da chi, però!), a sentire certa stampa, anche italiana. Le radio commerciali stanno già festeggiando.
Una che in radio si ascolta raramente, ma è comunque molto brava, è Gretchen Peters che reduce dal disco in coppia con Tom Russell approda con questo Hello Cruel World all'etichetta Proper Records, sinonimo di qualità. Con lei ci sono, tra gli altri, Will Kimbrough, Viktor Krauss, Kim Richey, Doug Lancio (l'ultimo chitarrista di John Hiatt) e Rodney Crowell. Genere? Ottimo... ah intendete genere musicale? Direi country-roots-folk-rock cantautorale, può andare?
Per la serie "guarda chi si rivede", non ci posso credere, sempre su Proper, esce il nuovo album di Bap Kennedy. E chi è, diranno molti di voi? Era il cantante degli Energy Orchard, grande band irlandese degli anni '90 e poi solista in proprio. Steve Earle ha detto di lui, "il miglior cantautore che abbia mai visto" e Mark Knopfler gli ha prodotto questo The Sailor's revenge che esce anche in versione doppia Deluxe (quindi occhio perché pare che sia una tiratura limitata, già provveduto, grazie), con altri 11 brani nel secondo CD. Nel disco suonano, oltre a Knopfler, Jerry Douglas, Glen Worf, Michael McGoldrick, John McCusker. Non dimenticate che Bap Kennedy è uno dei pochissimi che ha co-firmato dei brani con Van Morrison. Qui siamo proprio nell'artista di "culto" all'ennesima potenza.
Darrell Scott, dopo l'esperienza con la Band Of Joy di Robert Plant torna alla carriera solista con questo Long Ride Home, il suo settimo album che esce su etichetta Full Light. Questo signore, oltre a suonare la chitarra alla grande, ha una voce bellissima, che so, tra Lyle Lovett e Guy Clark da giovane, quindi country-folk-roots per chi ama le categorie, Americana perfino, aggiungerei (ma non ditelo a Dan Stuart che si inc...a). Molto bello da quello che ho sentito ( e l'ho sentito bene). Potrebbe sorprendervi.
The Pines è il gruppo di Benson Ramsey, il figlio di Bo, chitarrista e produttore di Greg Brown per molti anni e anche qui fa il suo mestiere. In questo terzo album Dark So Gold, sempre per la Red House, il gruppo si amplia fino a 9 elementi, ma il sound rimane sempre quel country-folk-blues ricco di atmosfere e anche suggestioni dylaniane nel cantato di alcuni brani.
Questi invece sono per la serie "chi non muore si rivede". Ringo Starr (che se vuole può "toccarsi") quest'anno compie 72 anni ma continua imperterrito a fare dischi "alla Ringo". Questo è uno di quelli "belli" (posso dirlo con cognizione di causa, visto che è un mesetto che lo ascolto, poi non ho avuto tempo di recensirlo, ma questa è un'altra storia). Dall'iniziale Anthem scritta con Glenn Ballard dove si riprende il riff di Birthday dei Beatles (o me lo sono sognato?) passando per la cover dell'amato Buddy Holly in Think It Over e brani scritti con Van Dyke Parks, Dave Stewart e Joe Walsh che suonano anche nel disco (se non puoi avere Lennon-McCartney ti "accontenti") tutto è molto piacevole. Nel CD appaiono anche Kenny Wayne Sheperd, Benmont Tench, Don Was, Edgar Winter e addirittura Charlie Haden. Etichetta Hip-O-Records/Universal esce sempre martedì 31 gennaio.
Il secondo disco della Johhny Otis Story On With The Show 1954-1974 doveva comunque uscire per la Ace prima della sua recente scomparsa e quindi potete proseguire con la riscoperta di uno dei "grandi" del soul-R&B.
Anche Eddie Holland appartiene alla categoria. Non ha fatto il cantante per molto ma come autore nel famoso trio Holland-Dozier-Holland ha scritto un gazillione di successi per Supremes, Four Tops e tantissimi altri assi della eichetta Tamla-Motown. In questo doppio It Moves me pubbblicato nei prossimi giorni dalla Ace Records c'è tutto quello che ha inciso tra il 1958-1964, 56 brani in totale. E cantava pure bene, al livello dei suoi compagni di etichetta, provare per credere.
Altri due che cantano benissimo. Il primo è Joe Louis Walker che esordisce con questo eccellente Hellfire per la Alligator, e suona anche la chitarra come pochi in circolazione. Ma visto che ho promesso la recensione completa (a momenti, si spera) per ora mi limito a consigliarlo a tutti. Ruthie Foster è gia il secondo CD che pubblica a distanza di pochi mesi, dopo l'ottimo Live At Antone's ora esce questo altrettanto bello Let It Burn per l'etichetta Blue Corn Music. Materiale originale ma anche alcune cover, classici Johnny Cash, Crosby,Stills and Nash e Los Lobos, ma anche Black Keys e Adele che ormai evidentemente si sono creati una reputazione nel mondo della musica. Registrato come al solito in quel di New Orleans, Piety Street Studio, tra gli ospiti, George Porter Jr dei Meters, i Blind Boys Of Alabama e il "mitico" William Bell della Stax Records. Grandissima voce.
Le ultime tre uscite sono un po' miste. Partiamo con un doppio Cd edito dalla Edsel Records, si tratta dell'opera omnia, quattro album in 2 CD, dei JoJoGunne, che a molti non diranno molto, ma si tratta della formazione di Jay Ferguson e Mark Andes, che erano il cantante e il bassista degli Spirit. Tra il 1971 e il 1975 hanno registrato questi album di rock americano classico, tra boogie e hard, avendo anche un ottimo successo. Se vi piacciono Doobie Brothers, ZZTop, Grand Funk, Foghat qui c'è trippa per gatti.
Cambiando completamente genere questo Transatlantic Sessions è il quinto volume di una serie di DVD (spesso doppi) che raccolgono il frutto degli incontri di musicisti dai due lati dell'oceano che si trovano per una serie di jam sessions in libertà. Questa volta i padroni di casa (si dovrebbe dire "host" ma poi ci chiudono anche a noi) sono Jerry Douglas per l'America e Aly Bain per il Regno Unito. Ma ci sono anche, tra i tantissimi (se allargate l'immagine della copertina li potete leggere tutti): Eric Bibb (di cui è uscito un disco nuovo in questi giorni, ne parlerò), Sam Bush, John Doyle, Bela Fleck, Sarah Jarosz, Alison Krauss, Amos Lee, Donal Lunny, Sharon Shannon, Danny Thompson. Lo svantaggio è che si fatica a trovarlo e costa caro.
Per finire i Metallica, reduci dal successo del disco con Lou Reed, pubblicano questo Beyond Magnetic per la Vertigo, un EP con quattro brani (ma che dura quasi mezz'ora) con materiale non utilizzato nell'album Death Magnetic.
Anche per oggi è tutto (doppio Post giornaliero ancora una volta, non stiamo mica a pettinare le bambole)!
Bruno Conti
19:58 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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03/09/2011
75 Anni Di Buddy Holly. Un Altro Tributo! Listen To Me
Listen To Me: Buddy Holly - Verve Forecast/Universal 06-09-2011
Nel mese di giugno vi avevo parlato di un tributo a Buddy Holly in occasione del 75° Anniversario dalla nascita del cantante texano 75-anni-di-buddy-holly-rave-on-a-tribute.html, edito dalla Mpl/Concord (l'etichetta di Paul McCartney) e distribuito dalla Universal. Ora, a nemmeno tre mesi, siamo a parlare di questo Listen To Me che esce il 6 settembre per la Verve Forecast (sempre del gruppo Universal)ma non in Italia, per il momento. Per essere onesti l'anniversario cade il 7 settembre, quindi era in anticipo l'altra raccolta.
Comunque è curioso che la stessa casa discografica pubblichi in un breve lasso di tempo due tributi dedicati alla stesso argomento. Ma visto che il primo Rave On era decisamente bello e questo Listen To Me mi sembra additittura migliore, chi siamo noi per lamentarci?
Il CD è prodotto da Peter Asher e il parterre degli artisti è di tutto rispetto, come pure i musicisti utilizzati (nel filmato ho intravisto Waddy Wachtel, Lee Sklar e Ringo Starr, che canta anche)...
Questa è la lista completa dei brani e degli artisti:
Stevie Nicks – Not Fade Away (3:59)
Pat Monahan of Train – Maybe Baby (2:26)
Brian Wilson – Listen To Me (2:41)
Imelda May – I’m Lookin’ For Someone To Love (2:08)
Jackson Browne – True Love Ways (3:03)
Cobra Starship – Peggy Sue (2:51)
The Fray – Take Your Time (3:27)
Ringo Starr – Think It Over (1:48)
Chris Isaak – Crying Waiting Hoping (2:26)
Linda Ronstadt - That’ll Be The Day (2:33)
Jeff Lynne – Words Of Love (2:06)
Lyle Lovett – Well All Right (2:22)
Natalie Merchant – Learning The Game (3:28)
Patrick Stump – Everyday (2:38)
Zooey Deschanel – It’s So Easy (2:55)
Eric Idle – Raining In My Heart (3:01)
Niente male direi: Stevie Nicks, Brian Wilson, Jackson Browne, Lyle Lovett, Linda Ronstadt, Natalie Merchant!, Jeff Lynne, ma chi cacchio è Patrick Stump? Ok, lo so è quello dei Fall Out Boy ma cosa c'entra con gli altri? (Forse perché il suo album di debutto da solista Soul Punk uscirà per la Island il 18 ottobre? Si chiama marketting, giovani!). Cobra Starship invece conoscevo, sono bravi. Per chi non lo sapesse Eric Idle era quello dei Rutles (parodie dei Beatles divertentissime, grande amico di George Harrison, nonché del giro Monty Python).
Se volete ulteriori informazioni c'è anche un sito apposito creato per l'occasione http://www.listentomebuddyholly.com/.
Bruno Conti
19:39 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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30/08/2011
Rieccolo Finalmente! Non Uno, Non Due, Non Tre, Ma Ben Quattro Nuovi Album Per Guthrie Thomas.
Guthrie Thomas - Medicine Man - Moon And Back Records
Guthrie Thomas - Mirror Images - " " " "
Guthrie Thomas - Old Horses " " " "
Guthrie Thomas - Way Back When " " " "
Quando ho scoperto sul suo sito che erano usciti quattro CD quattro nuovi tutti di un colpo di Guthrie Thomas non ci potevo credere, poi li ho ordinati (li sto aspettando e quindi non li ho ancora ascoltati a parte i teaser, e non vi so dire nulla di preciso).
Di tanto di tanto andavo a curiosare sul suo sito appunto nella speranza che uscisse qualcosa di nuovo ma era dai tempi di Poet, Painter, Medicine Man del 2001 che nulla succedeva. Tra l'altro quel titolo riassumeva anche tre delle sue tante professioni. Ma confesso che io l'ho sempre amato come musicista, Cantautore (con la C maiuscola), uno dei più "grandi" tra quelli di culto degli anni '70 (e '80 e anche '90, perché no). I suoi primi dischi, Guthrie Thomas I del 1975 e Lies And Alibis del 1976 sono tra i pochissimi vinili che ancora posseggo (mai trovati in CD anche se ho letto nel suo ottimo sito GuthrieThomasMain.html che ne esisterebbe una edizione giapponese che li raccoglie entrambi), due dischi molto belli, la quintessenza del cantautore, tra rock, country, folk paragonato di volta in volta a John Prine, John Stewart, Townes Van Zandt, Cat Stevens, Gordon Lightfoot, Harry Chapin, Neil Diamond, Bob Dylan persino, anche lui uno dei "nuovi Dylan!.
In quei due dischi del 1975-1976 suonano musicisti come (ho sfoderato i vinili, anche se mi lo sono fatti "copiare" su CD, sono miei quindi posso farlo): Robert Wachtel (che sarebbe Waddy), Dan Dugmore, Jim Keltner, David Foster e Mark Dawson, per citarne alcuni del primo e nel secondo, il più bello, quello con Sweet Virginia (una canzone di una bellezza totale) dedicato alla compagna di allora (e a sua volta musicista) Ginny Vick, suonano, oltre a quelli citati per il primo disco, John Hartford, David Paich, Ringo Starr e Marc Edelsen oltre allo stesso Guthrie Thomas che è un ottimo chitarrista acustico e, soprattutto, scrive delle bellissime canzoni e le canta da par suo con una voce calda e vibrante.
Nel sito trovate anche la sua discografia e molti dei dischi pubblicati dalla Taxim negli anni '80 e '90 sono comunque eccellenti. Siamo di fronte ad un altro dei prototipi del "Beautiful Loser" ma lui a differenza di Townes Van Zandt o Tom Jans è ancora in pista, vi dirò poi con che risultati.
Nel sito, Medicine Man e Mirror Images sono presentati come i due album tutti di canzoni nuove mentre Old Horses e Way Back When sono delle raccolte di materiale vario, in linea di massima "raro", anche tratto dagli album Capitol. In Way Back When, per esempio, ci sono Sweet Viriginia, Carry On, Captain Jack, I've Got To Go e molte altre perle per conoscere un grande cantautore, tanto per gradire...
Quindi ci risentiamo per parlarne fra non molto, nel frattempo non dimenticate che la ricerca della "buona musica" prosegue!
Bruno Conti
18:13 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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05/08/2010
Novità Agosto Parte II. Richard Thompson, Ray LaMontagne, Ringo Starr, JJ Grey & Mofro, Brian Wilson, Marty Stuart
Come promesso e minacciato ancora alcune nuove ed interessanti novità in uscita ad agosto.
Prima le dolenti note: mi sono informato e purtroppo il Box di 19 CD dedicato a Sandy Denny, per problemi di diritti, sarà disponibile solo per il mercato inglese. Quindi rimane confermata la data del 4 ottobre (che per inciso è anche il 40° anniversario della morte di Janis Joplin), ma la reperibilità sarà piuttosto difficoltosa e il prezzo schizza a vette incredibili (oltre alle 150 sterline già citate, l'unico sito che porta il prezzo in euro parla di oltre 260 euro).
Il 31 agosto esce il nuovo CD di quello che è stato grande partner della Denny nei Fairport Convention e che da molti anni è uno dei più straordinari cantautori e chitarristi della scena mondiale: il nuovo album di Richard Thompson si chiama Dream Attic ed è stato registrato dal vivo alla Great American Music Hall di San Francisco, ma, attenzione, i 13 brani che lo compongono sono tutti nuovi e creati lì al momento. O meglio, esistevano sotto forma di demo e i più rapidi e fortunati avranno occasione di verificarlo perché nella prima tiratura del CD su etichetta Proper per il mercato inglese (e distribuito in Italia dalla Ird), sarà allegato un 2° cd con tutte le versioni demo dei tredici brani. In inghilterra esce anche il giorno prima, il 30 agosto, quindi ocio.
Ray LaMontagne è uno dei più bravi e talentuosi cantautori delle ultime generazioni e non sbaglia un colpo: il suo nuovo album registrato con i Pariah Dogs si chiama God Willin' and the Creek Don't Rise. Qui la data è un po' controversa, il 17 agosto in America e il 6 Settembre in Europa (in Italia non si sa, magari non viene pubblicato neppure, ma import si troverà sicuramente), su etichetta Columbia o Rca a seconda del continente. I Pariah Dogs sono una sorta di mini supergruppo con Jay Bellerose alla batteria, Jennifer Condos al basso, Patrick Warren alle tastiere e Greg Leisz e Eric Heywood alle chitarre. Da quel poco che si può sentire in rete al momento suona molto promettente.
Il disco nuovo di JJ Grey & Mofro Georgia Warhorse in teoria uscirebbe il 24 agosto su etichetta Alligator ma in pratica in Italia è già in circolazione da una decina di giorni, io stesso ne sono felice possessore (quindi recensione nei prossimi giorni). Si conferma il solito eccellente misto di rock, blues, southern rock e funky dal nord della Florida con la partecipazione come autore di Chuck Prophet e come musicisti di Toots Hibbert (proprio quello di Toots and the Maytals, i più soul dei gruppi reggae) e, alla slide, del conterraneo Derek Trucks.
Il 7 luglio ha compiuto 70 anni e a gennaio aveva già pubblicato Y Not forse il suo miglior album di sempre. Stiamo parlando di Ringo Starr che, per la serie meglio battere il ferro finché è caldo, pubblica (anzi negli States è già uscito) un nuovo CD o DVD dal vivo con la All Starr Band Live At The Greek Theatre 2008. Quest'anno, il 9 ottobre, avrebbe compiuto 70 anni anche John Lennon e il 2010 è anche il trentesimo dalla sua prematura scomparsa. Già si comincia a parlare di un box con la sua opera omnia da solista (in effetti è già programmato per un uscita all'inizio di ottobre, appena ho i dettagli vi faccio sapere).
Sempre parlando di giovincelli, ma lui ne ha compiuti appena 68, nel mese di giugno, anche Brian Wilson che sta vivendo una seconda giovinezza artistica il 31 agosto pubblica un nuovo disco Reimagines Gershwin (anche questo in America esce il 17 agosto ma in Italia è tutto chiuso per ferie mentre negli States è uno dei periodi più proficui discograficamente parlando, come è sempre stato e pure nel resto del mondo). E' uno strano album dove interpreta brani del repertorio di Gershwin rivisti nella sua ottica ma ha anche completato alcuni frammenti di canzoni rimaste incompiute e quindi vedremo la strana accoppiata Gershwin/Wilson nelle firme degli autori.
Marty Stuart è uno dei più interessanti interpreti e autori di country, quello delle radici e della grande tradizone, il suo nuovo lavoro si chiama Ghost Train (The Studio B Sessions) e si preannuncia molto interessante con la partecipazione di Connie Smith una delle grandi icone delle voci femminili della musica country americana che incidentalmente, ma non troppo, è anche la moglie di Stuart che ha 17 anni meno del marito e credo sia il quarto o il quinto che sposa, ma ragazzi questa è l'America.
Qualche titolo interessante in uscita in agosto c'è ancora, ne parliamo la prossima volta e alcuni ve li recensisco direttamente.
Bruno Conti
20:19 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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