Dal Nostro Corrispondente…Al Cinema. Uno Spettacolo!!! Led Zeppelin – Celebration Day

*NDB. Come in tutti gli articoli che si rispettino, prima di lasciare la parola a Marco, un breve “cappello”, una sorta di di esortazione, ma direi meglio, una implorazione di un fan…

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Led Zeppelin – Celebration Day – Atlantic – Vari Formati*

Circa una decina di giorni fa ho definito in questo blog il nuovo Live In New York City di Paul Simon il disco live dell’anno, ma d’altro canto non posso non affermare che questo Celebration Day dei Led Zeppelin può diventare tranquillamente il live del secolo: sicuramente per quanto riguarda i dodici anni trascorsi dal duemila ad oggi, ma si difende molto bene anche se messo in relazione con cose uscite nel millennio precedente.

Come ormai tutti saprete Celebration Day documenta il famoso concerto di reunion degli Zeppelin che si è tenuto cinque anni fa alla 02 Arena di Londra, in commemorazione dello scomparso Ahmet Ertegun, leggendario fondatore della Atlantic Records e formidabile talent scout (oltre agli Zep, scoprì gente del calibro dei Drifters, Ray Charles, Aretha Franklin, gli Yes, oltre a credere fermamente per primo nel talento dei Rolling Stones, quindi non stiamo parlando di Jovanotti o Laura Pausini), morto nel Dicembre del 2006 all’età di 83 anni, per una banale caduta proprio ad un concerto degli Stones: una serata che definire storica è forse riduttivo (ben sapendo di usare un aggettivo ormai inflazionato), dal momento che, da dopo la tragica morte di John Bonham, i tre Zeppelin superstiti non si erano mai riuniti, se non per un breve e non eclatante set durante il Live Aid del 1985 (ed i soli Page e Plant sporadicamente negli anni ’90).

Il 20 Novembre (in Italia e nel resto del mondo) uscirà dunque questo concerto in un profluvio di formati, come potete vedere qua sotto

*  Standard Editions – 1-DVD/2-CD set and 1-Blu-ray/2-CD set

Deluxe Editions – 2-DVD/2-CD set and 1-Blu-ray/1-DVD/2-CD set featuring exclusive bonus video content including the Shepperton rehearsals, and BBC news footage.
Music Only CD Edition – 2-CD set
Music Only Blu-ray Audio Edition – Blu-ray Audio release featuring high-resolution 48K 24 bit PCM stereo and DTS-HD Master Audio 5.1 surround sound audio only, no video
Vinyl Edition – 3 LPs, 180-gram, audiophile quality vinyl (Available December 11)
Digital Edition – Audio will be available at all digital retail outlets

Ma io ho l’opportunità di parlarne in anteprima, dal momento che sono riuscito a vederlo al cinema il 17 Ottobre, unica data in cui è stato proiettato in selezionate sale italiane.

La prima (piacevole) sorpresa è proprio la sala: praticamente piena, non ho visto così tanta gente neppure alla proiezione dell’ultimo Batman, ed il fermento pochi minuti prima dell’inizio è simile a quello di un vero concerto. Il film non è un documentario, ma la rappresentazione nuda e cruda di quello che è avvenuto in quella serata londinese: quindi il concerto puro, senza interviste o backstage.

I nostri proporranno una scaletta di sedici brani (con qualche sorpresa), scelti un po’ da tutti i loro dischi, tranne il postumo Coda e il poco amato In Through The Out Door, con una predilezione chiaramente per il loro quarto album senza titolo e per Physical Graffiti, ma con stranamente un solo pezzo da III, e niente Celebration Day, che pure dà il titolo al progetto. La cosa che però più importa è che è un concerto straordinario, con i quattro (i tre superstiti più il figlio di Bonham, Jason, grande batterista, anche nei Black Country Communion) in forma strepitosa, una regia (Dick Carruthers) molto classica, ma dinamica e con un grande senso dello spettacolo, una definizione di immagine super ed un audio insuperabile.

Come già detto, i quattro (tre) Zeppelin sono in serata di grazia: Jason Bonham, calvo e muscoloso come si conviene ad un batterista, ha una forza ed una tecnica spaventose, e non è molto distante dal padre, o da grandi delle pelli come Keith Moon e Ian Paice; John Paul Jones, magro come un chiodo, è il prototipo del perfetto bassista: misurato, preciso, puntuale (ma si difende alla grande anche all’organo e tastiere varie); Robert Plant, con i famosi riccioli d’oro e pizzetto d’ordinanza, tira fuori il meglio dalla sua ugola, confermandosi come una delle voci più belle della storia del rock, con sfumature che vanno dall’aggressivo al sexy (ultimamente sapevo di qualche colpo a vuoto da parte sua, ma stasera non ne sbaglia una); Jimmy Page, ovvero quello dei quattro sul quale c’erano più dubbi (è arrugginito, ha l’artrite alle mani, ecc.) si dimostra per quello che è, cioè il più grande chitarrista di tutti i tempi dopo Jimi Hendrix (e appena prima di Stevie Ray Vaughan, almeno per me, ma tutti fanno le classifiche dei chitarristi e quindi perché non io?), che viaggia tra lo strepitoso ed il mostruoso, e solo la zazzera completamente bianca (e un po’ di pancetta) mostrano i segni del tempo.

Il concerto si apre così come il loro primo album, cioè con Good Times, Bad Times: bella versione, sufficientemente tirata, anche se danno ancora l’impressione di essere in rodaggio, così come nella seguente Ramble On (anche se Page e Bonham iniziano a tirare fuori le unghie).

La famosa Black Dog funge da spartiacque tra l’inizio relativamente “tranquillo” ed il seguito del concerto: il traditional In My Time Of Dying (era su Physical Graffiti) fa partire la serata come un treno in corsa, una versione semplicemente da urlo, con Plant che si lavora la folla da marpione qual è, e gli altri tre che imbastiscono la prima jam session della serata.

La cosa incredibile è che il pubblico in sala (non a Londra, ma qui al cinema), si agita, batte le mani ed esulta come ad un vero concerto: le uniche due volte che ho visto il pubblico applaudire al cinema è stato durante Rocky IV, quando Stallone caricava di botte Ivan Drago, e, a New York, in Air Force One, quando il presidente/Harrison Ford butta giù dall’aereo il terrorista/Gary Oldman al grido “Get out of my plane!”.

For Your Life è proposta dal vivo per la prima volta in assoluto (era su Presence, forse il loro disco più sottovalutato) e non è affatto male, anche se con Trampled Under Foot (che Plant introduce come la loro versione di Terraplane Blues di Robert Johnson) siamo su un altro pianeta: Jones si sposta alle tastiere, mentre Page fa i numeri con la sua sei corde (come in tutti i brani d’altronde).

Nobody’s Fault But Mine chiude in maniera sontuosa la parte blues del concerto, con Plant che si cimenta in un riuscito assolo di armonica; la tetra No Quarter vede Page suonare la chitarra con l’archetto, con il quale tira fuori sonorità spaziali, per l’entusiasmo del pubblico, mentre Dazed And Confused non ha bisogno di presentazioni (Plant canta come se fosse l’ultima cosa che fa nella vita).

Stairway To Heaven arriva un po’ a sorpresa, dal momento che Plant non ha mai amato molto farla, ma stasera la canta in omaggio ad Ertegun: versione definitiva di quella che per me è la più bella canzone rock di tutti i tempi, ed il celebre finale con il botta e risposta tra l’ugola di Plant ed i riffs di Page è quasi meglio che sul disco originale.

The Song Remains The Same non è mai stata fra le mie favorite, ma stasera mi piace anche lei; Misty Mountain Hop, potente, fragorosa, vede Plant duettare alla voce con Bonham, mentre Kashmir viene accolta da un vero boato (anche al cinema).

Il brano di punta di Physical Graffiti è proposto in una versione da sballo, con Plant che canta come quando era un ragazzo, per poi osservare compiaciuto gli altri tre che si lanciano in una jam pazzesca: Page suona come un dio, Jones non sbaglia un colpo, e Bonham ci mostra la differenza tra picchiare sui tamburi e suonare la batteria.

I due bis finali, Whole Lotta Love e Rock’n’Roll sono una scelta prevedibile finché volete, ma quando ci troviamo di fronte alla storia del rock dobbiamo solo stare zitti ed ascoltare: degno finale di una serata magnifica.

Peccato solo che non abbiano voluto omaggiare anche il loro lato folk: una a scelta (o anche tutte e tre) tra Going To California, The Battle Of Evermore e Gallows Pole ci sarebbe stata proprio bene.

Bene hanno fatto, alla conferenza stampa di presentazione del film poche settimane fa, ad insistere sul fatto che non ci saranno altre reunion: questo è il finale perfetto di un romanzo splendido, una doverosa postfazione ad una storia che si era conclusa tragicamente con la morte di uno dei componenti del gruppo.

All’uscita del cinema sono tutti in estasi, mancano solo i venditori di magliette ed i chioschi che vendono panini con salamella.

Se questo doppio CD non va in testa a tutte le classifiche del mondo i casi sono due: o gli acquirenti di musica si sono bevuti il cervello, o me lo sono bevuto io.

Marco Verdi

Novità Di Luglio Parte II. Jimi Hendrix, Strawbs, Kathryn Roberts & Sean Lakeman, Hank Williams Jr., Cassandra Wilson, Jerry Douglas, Robert Plant, Rhonda Vincent, Eccetera

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Questi sono i titoli in uscita martedì 10 luglio e qualche “recupero” di album sfuggiti al primo giro.

Partiamo con un paio di DVD e la ristampa in CD di Hendrix.

Robert Plant ha concluso la sua avventura con i Band Of Joy ma mentre è in tour con il nuovo gruppo dei Sensational Space Shifters (la formazione comprende Patty Griffin e alcuni membri dei “vecchi” Strange Sensation), esce questo DVD (o Blu-ray) registrato nel febbraio del 2011 al War Memorial Auditorium di Nashville, Tennesse, Live From The Artists Den della durata di 77 minuti che accanto ad alcuni dei brani tratti dal disco della band propone anche 6 cover dei Led Zeppelin. Oltre a Plant e alla Griffin sono della partita anche Buddy Miller, Darrell Scott e Marco Giovino. Regista Jojo Pennebaker (parente?) per questo eccellente concerto registrato in una fredda e nevosa serata. Etichetta Decca/Universal.

Jimi Hendrix Live at Berkeley o Plays at Berkeley, come preferite chiamarlo era già uscito in CD e DVD nel 2003 per la Universal.  Il CD, 2nd Show 10PM, è del tutto identico (ok, cambia il marchietto, c’è scritto Sony/BMG) per cui mi sembra superfluo, per il DVD o Blu-ray in effetti, oltre ad una nuova digitalizzazione dal negativo del 16mm originale, si passa dagli originali 56 minuti a 72 minuti, con ben 15 minuti extra di documentario e frammenti di brani (anche se è difficile pensare che Voodoo Child (slight Return), Hear My Train A-Comin’ e Machine Gun completi durino solo quindici minuti circa, però…). Se non lo avete preso al primo giro, si tratta di uno dei concerti più famosi di Jimi Hendrix con gli Experience seconda edizione, in caso contrario tenete conto che DVD e Blu-ray contengono anche nelle Special Features il concerto completo audio del 2° spettacolo, quello di 67 minuti che esce anche come CD a parte. Anche se leggendo le note del “vecchio” DVD, che ho appena controllato, il concerto audio Bonus c’è pure in quello e i tre brani citati come extra appaiono pure nell’edizione 2003, mah. La durata riportata sul DVD è addirittura 49 minuti, mistero! Vedremo, ma occhio alla penna e ai soldi!

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Sempre a proposito di “fregature”, direi che i tipi che hanno pubblicato questo doppio CD The Lowdown dei Counting Crows, si sono superati. Già il nome dell’etichetta, Sexy Intellectual, è un programma, se poi aggiungiamo che si tratta di un doppio che contiene nel primo dischetto una biografia del gruppo recitata da una voce femminile e nel secondo varie interviste non saprei dire a chi possa essere indirizzato questo prodotto. Loro dicono che è destinato ai fans e ai collezionisti!

Un paio di titoli già usciti ma che erano “saltati” (dimenticati) dalla rubrica delle novità.

Quello di Jerry Douglas, Traveler, su etichetta Entertainment One Music/Membran/Koch, direi che è imprescindibile per gli amanti della buona musica. Il grande dobroista e pluristrumentista americano che per la prima volta si cimenta anche come vocalist nel brano d’apertura On A Monday, un brano molto ry cooderiano, ha radunato una serie di musicisti strepitosi: Eric Clapton, nella versione super rallentata di Something You Got, un brano di Chris Kenner che cantava ai tempi anche Wilson Pickett, l’accoppiata Mumford & Sons e Paul Simon per una versione strepitosa di The Boxer, Keb’ Mo’ con Dr.John al seguito per un salto a New Orleans con High Blood Pressure, un ispirato Marc Cohn nella bella ballata Right on Time, gli Spain nell’ottima American Tune e ancora Alison Krauss e gli Union Station per Frozen Fields. Aggiungete Bela Fleck e Omar Hakim e molti altri ottimi musicisti per una serie di vorticosi brani strumentali. Un vero gioiellino. Prodotto da Russ Titelman.

Stessa etichetta per il nuovo album di Cassandra Wilson, Another Country. Registrato in quel di Firenze, sotto la guida del chitarrista italiano Fabrizio Sotti e con la partecipazione di Mino Cinelu, Lekan Babaiola, Nicola Sorato, Julien Labro oltre al Nocca Center Choir, un gruppo vocale originario di New Orleans. 18° album, il primo per una etichetta indipendente dopo 8 dischi per la Blue Note, si tratta di un CD prevalentemente acustico ma non solo, molto intimo, con la chitarra acustica in evidenza e nove composizioni originali di Cassandra Wilson e una sola cover, una versione di O’ Sole Mio che è molto meglio di quello che paventavo.

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Un altro trio di uscite interessanti.

Kathryn Roberts & Sean Lakeman sono marito e moglie. Lui è anche il fratello del più famoso Seth Lakeman, altro ottimo cantante di area folk. Tutti e tre, con l’aggiunta di Kate Rusby, che però se ne era già andata prima della pubblicazione del loro unico album Hazy Daze, facevano parte degli Equation, un piacevole gruppo di folk-pop che incideva per la Blanco Y Negro nella seconda metà degli anni ’90. La Roberts, a 20 anni, nel 1995, aveva anche pubblicato un album omonimo in coppia proprio con Kate Rusby. La voce e lo stile musicale sono in quel filone folk, bella voce tra l’altro, un po’ alla Mary Black, di quelle chiare e limpide e in questo Hidden People che esce per la Navigator Records (?!?) ci sono anche una valanga di ospiti: Seth Lakeman ovviamente, Cara Dillon, il cantante dei Levellers Mark Chadwick, la brava cantante americana Caroline Herring, Greta Bondesson che è una delle svedesi Baskery, Dave Burland, uno dei nomi storici del folk britannico e molti altri. A prescindere da tutto, il disco, a un primo veloce ascolto, mi pare ottimo per gli amanti del genere e non solo.

Sul versante americano esce un nuovo CD di Rhonda Vincent, “The New Queen Of Bluegrass” come l’ha definita il Wall Street Journal (ma chi era la vecchia regina?). Questo Sunday Mornin’ Singin’ è un disco dal vivo, edito dalla INGROOVES per il mercato americano, dove in 16 brani, accompagnata dal suo gruppo The Rage, la Vincent si dedica ad un repertorio di marca gospel. Se vi piacciono Alison Krauss o le “Old Queens” come Emmylou Harris o Dolly Parton, quando fanno bluegrass o country acustico, qui c’è Trips For Cats, trippa per gatti!

Sempre in ambito country ecco il nuovo album di Hank Williams Jr, questo Old School New Rules esce per la sua etichetta Bocephus (che è anche il suo soprannome) con la distribuzione WarnerMusic Nashville negli Usa. In questa riuscita miscela tra vecchio e nuovo country ci sono anche un duetto con Brad Paisley I’m Gonna Get Drunk And Play Hank Williams (che era il babbo) e uno con Merle Haggard, sempre a proposito di bevute, I Think I’ll Just Sit Here And Drink. Per il resto, solito country robusto ed elettrico con venature southern. Ho perso il conto ma secondo me, tra album di studio, live e compilations, deve avere pubblicato una settantina di dischi, c’era un periodo negli anni ’60 che ne uscivano anche tre all’anno.

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Oltre alla sua attività con gli Spectrum Road, Jack Bruce, che l’anno prossimo compirà 70 anni, si divide anche con la His Big Blues Band con la quale pubblica questo doppio CD dal vivo Live 2012, che peraltro era già uscito come instant live nel mese di marzo. Registrato allo Stables di Milton Keynes il 19 marzo di quest’anno, in effetti il concerto avrebbe dovuto essere quello del giorno prima ma per problemi tecnici non si era potuto fare. Visto che copertine e materiale erano già pronti, sulla confezione è rimasta la data del 18 marzo. Nella formazione a otto c’è anche il chitarrista Tony Remy, una sezione fiati e, per non farsi mancare nulla, un secondo bassista quando Bruce passa al piano. Questa versione esce sempre per la Concert Live.Tra le sue attività ci sono anche i Cuicoland Express e nei ritagli di tempo incide anche con Robin Trower. Son ragazzi!

Dopo la collaborazione con Bjork nel progetto benefico di Mount Wittenberg Orca, tornano i Dirty Projectors con un nuovo album, Swing Lo Magellan, sempre per la Domino Records. Non c’è la controparte femminile di Dave Longstreth per questo progetto, Angel Deradoorian che si è presa un periodo sabbatico e il suono del gruppo sembra quasi più pop e soul del solito ma i vecchi fans saranno comunque contenti (o no ?).

Per finire, un tuffo nel passato. Dave Cousins nella sua continua ricerca negli archivi della band, questa volta ha fatto saltar fuori un intero album inedito registrato nel periodo a cavallo tra il 1967 dell’album degli Strawbs con Sandy Denny, All Our Own Work e il primo, omonimo, del 1969 per la A&M. Questo Of A Time, oltre al trio originale, e con la produzione di Gus Dudgeon e Tony Visconti, vede la partecipazione di John Paul Jones, Nicky Hopkins e Ray Cooper. In aggiunta ai 12 dodici brani originali ci sono anche altre 12 tracce con versioni alternative, singoli dell’epoca (mai usciti) e remix vari. Il tutto per la loro etichetta, la Witchwood Media.

Anche per oggi è tutto.

Bruno Conti

Last But Not Least! I Migliori Del 2010 Di Jam

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Album Dell’Anno

Robert Plant  Band Of Joy

Io lo so che non mi dovrei fare i fatti degli altri ma… La rivista Jam pubblica nel nuovo numero “I Migliori dell’anno secondo Jam”, i cosiddetti Jammies 2010 divisi per categorie, uno per genere e poi ci sono le preferenze dei collaboratori uno per uno che ho scorso velocemente e dato che ho una memoria fotografica piuttosto attenta mi è sembrato di notare una anomalia. A questo punto ho controllato attentamente e facendo la somma delle preferenze mi è risultato il seguente conteggio: Arcade Fire 11 voti, Robert Plant 9 voti, Neil Young 8 voti. Ho ricontrollato ma viene sempre così, però Robert Plant è nella lista del direttore Ezio Guaitamacchi (un blogger malizioso!), forse i suoi voti valgono di più? Oppure è solo un mezzuccio per fare vincere quel particolare disco? Notare prego che pur piacendomi entrambi anch’io avrei una leggera preferenza per Robert Plant ma la matematica non è un’opinione (o meglio in questo caso l’aritmetica) e quindi…!

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Album Italiano

Paolo Conte Nelson

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Album Live

Jackson Browne & David Lindley Love Is Strange

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Album Folk & Roots

Court Yard Hounds Court Yard Hounds

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Album Black

Eric Bibb Booker’s Guitar

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Box Set

Jimi Hendrix West Coast Seattle Boy

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Vintage

Bruce Springsteen The Promise

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Colonna Sonora

Artisti Vari Crazy Heart

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DVD

The White Stripes – Under Great White Northern Lights

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Emergenti

Harper Simon Harper Simon

Ne ho scelti 10 tra le varie categorie per par condicio con le altre liste. Di solito non commento (ma qua e là nei vari Post è successo) ma due o tre cose mi scappano. Partendo dal fondo, il disco di Harper Simon è uscito il 13 settembre del 2009. Il DVD dei White Stripes dal vivo in effetti è una confezione CD con DVD allegato, ma Springsteen a Hyde Park non era meglio? Sempre riguardo a Springsteen: OK per il premio al Box di Hendrix ma quello da avere di Bruce non è il doppio The Promise ma il cofanettone di Darkness On The Edge Of Town (che dentro ha comunque The Promise). Se no a questo punto conviene fare le categorie “Migliore Ristampa di un disco dei Beatles” o “Migliore Ristampa di Exile On Main Street dei Rolling Stones”. Per finire, una notazione, 3 voti pari merito al CD di Natalie Merchant Leave Your Sleep e a Innerspeaker dei Tame Impala!

Con questo, in attesa dei poll dei lettori delle varie riviste, ma ci vuole un po’ di tempo, direi che vi ho fatto un resoconto ampio e gratuito di molte delle classifiche di gradimento di fine anno. Se ne vedo qualcuna sfiziosa magari una appendice ci scappa, in caso contrario, That’s All Folks!

Bruno Conti

Ulteriori Migliori Dischi Del 2010. La Stampa Estera: “Q”

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Altro capitolo della “saga” dedicata ai migliori dischi del 2010, questa volta tocca allo storico mensile inglese Q.

Q Magazine Best Albums of 2010

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Album Of The Year

Arcade Fire – The Suburbs

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2) Robert Plant – Band Of Joy

3) Plan B – The Defamation Of Strickland Banks

4) Laura Marling – I Speak Because I Can

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5) Vampire Weeeken – Contra

6) John Grant – Queen Of Denmark

7) Gorillaz – Plastic Beach

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8) The National – High Violet

9) Paul Weller – Wake Up The Nation

10) MGMT – Congratulations

Qui siamo siamo più sulla mia lunghezza d’onda, in parte. Alla prossima lista.

Bruno Conti

I Migliori Dischi Del 2010 – Parte II (Ripensamenti E Aggiunte)!

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La statua si chiama “Uomo che pensa”. Quando arrivi a fine anno e devi fare la tua lista dei migliori dell’anno (dopo averci pensato a lungo), quando l’hai pubblicata cominci ad avere i primi ripensamenti dovuti a clamorose dimenticanze o più semplicemente 10 titoli sono pochi e allora qual’è il vantaggio di avere un Blog personale se non per fregarsene delle convenzioni? Quindi vaffa alla lista dei dieci (che rimane valida) e pensa che ti ripensa, quando sono arrivato ad avere altri 30 titoli da aggiungere alla lista mi sono detto: meglio fermarsi qui ma anche che è stato un anno non male per la musica. Giudizi ovviamente personali (quelli della stampa estera ed italiana dai prossimi giorni, visto che sto lavorando alle nuove recensioni del Buscadero per gennaio e non ho tempo per scrivere altre recensioni userò quelle, le potrete leggere in anteprima e “a gratis” nei prossimi giorni): dicevo giudizi personali ma serve anche per ricordare e ricordarvi dischi sfuggiti al primo giro e anche come consigli per acquisti e regali natalizi. Visto che sono tanti dischi, in questo post ne ho inseriti una ventina (sempre in ordine sparso) e una decina (gli outsiders) in un altro post nei prossimi giorni (se volete approfondire li trovate tutti nel Blog).

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Elton John & Leon Russell – The Union

Robert Plant – Band Of Joy

Arcade Fire – The Suburbs

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John Grant – Queen Of Denmark

Tom Petty & The Heartbreakers – Damn The Torpedoes Deluxe Edition

Peter Wolf – Midnight Souvenirs

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Ray Charles – Rare genius

Los Lobos – Tin Can Trust

Duke And The King – Long Live The King

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Avett Brothers – Live, Volume 3 (CD o DVD)

Who – Live At Leeds Box Set

Delaney & Bonnie – On Tour With Eric Clapton Box 4 CD

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Huey Lewis and the News – Soulsville

Southside Johnny and The Asbury Jukes – Pills and ammo

Gaslight Anthem – American Slang

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Sandy Denny – Box Set 19 CD

Mavis Staples – You Are Not Alone

Ray LaMontagne and The Pariah Gods – God WIllin’ and The Creek Don’t Rise

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Ryan Adams – III/IV

Eric Clapton – Eric Clapton

John Mellencamp – No better Than This

Me ne stanno già venendo in mente altri “duecento” meglio che mi fermo. Nei prossimi giorni gli outsiders e una appendice sui DVD. Oltre alle “classifiche” degli “altri” a partire con quella di Mojo che è già uscita, magari domani (i primi 2 ci sono anche nella mia lista di oggi)!

Bruno Conti



Novità Di Settembre Parte I. Phil Collins, Robert Plant, Linkin’ Park, Seal, Sharon Corr, Grinderman, Mavis Staples Eccetera

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Dopo la pillola di qualche giorno fa con alcuni aggiornamenti sulle uscite dei primissimi giorni di settembre veniamo alle altre uscite importanti.

Filippo Phil Collins rompe un silenzio che durava da 8 anni, interrotto solo da alcune antologie e live, con il nuovo disco Going Back: devo dire che non ha avuto alcun problema a calarsi in questa nuova prospettiva del mercato che vuole edizioni a iosa di ogni nuovo disco e quindi non si è fatto mancare niente (la sua casa discografica ovviamente).

Si tratta, come da titolo, di un album che raccoglie una nutrita serie di cover che risalgono alla sua adolescenza, soprattutto materiale Motown e Soul in generale con qualche concessione al pop di quegli anni (Goin’ Back di Carole King/Byrds, Some of Your Loving di Dusty Springfield). Questo nella versione standard con 18 brani, poi c’è la versione Deluxe CD+DVD con 25 brani e il DVD con il dietro le scene, ci fa vedere il suo studio di registrazione, la sua casa, durata 90 minuti, avrà una casa grande! Non manca la versione doppio vinile, ma attenzione, questo mancava, c’è anche il cofanetto con 15 7″ (i vecchi 45 giri) per un totale di 30 brani (lato A e B). Quindi per avere la versione con il maggior numero di brani occorre comprare questa versione e avere un giradischi ancora funzionante, anche a 45 giri, complimenti al geniale pensatore! Prezzo oltre i 40 euro.

Questo è il contenuto del Box, per deduzione arrivate al contenuto delle versioni in CD:

1.HEATWAVE / IN MY LONELY ROOM
2.STANDING IN THE SHADOWS / SOMETHING ABOUT YOU
3.GIRL / AIN’T TOO PROUD TO BEG
4.GOING TO A GOGO / TEARS OF A CLOWN
5.NOWHERE TO RUN / JIMMY MACK
6.LOVE IS HERE / YOU KEEP ME HANGING ON
7.AIN’T THAT PECULIAR / TOO BUSY THINKING ABOUT MY BABY
8.TALKING ABOUT MY BABY / YOU’VE BEEN CHEATING
9.PAPA WAS A ROLLING STONE / DON’T LOOK BACK
10.GOING BACK / SOME OF YOUR LOVING
11.BLAME IT ON THE SUN / NEVER DREAMED YOU’D LEAVE
12.UPTIGHT / LOVING YOU IS SWEETER
13.TAKE ME IN YOUR ARMS / TOO MANY FISH IN THE SEA
14.DANCING IN THE STREET / YOU REALLY GOT A HOLD ON ME
15.DO I LOVE YOU / MY GIRL (Live From New York)

Data di uscita dovrebbe essere il 14 settembre.

Anche Robert Plant torna con un nuovo disco che non è l’annunciato secondo capitolo con Alison Krauss ma la rifondazione del suo primo gruppo degli anni ’60, i Band of Joy: della formazione originale non c’è più nessuno, ovviamente, ma sono più che degnamente sostituiti da…Buddy Miller, che oltre a suonare la chitarra co-produce il tutto con T-Bone Burnett, Darrell Scott, altro grande musicista che suona una miriade di strumenti a corda (e che è notevole cantautore anche in proprio, ottimo il doppio A Crooked Road di qualche mese fa), nonché, dulcis in fundo, la grande Patty Griffin che non fa rimpiangere Alison Krauss e che quest’anno ha pubblicato l’ottimo Downtown Church patty-griffin-downtown-church-o-forse-no.html, sempre prodotto da Buddy Miller ( i due, con l’aiuto di Emmylou Harris e Shawn Colvin hanno anche girato gli States come Three Girls and their Buddy, registrando anche una puntata di Soundstage, veramente molto bella e che ho goduto appieno). Il disco di Robert Plant con i Band Of Joy è veramente bello ed uscirà il 14 settembre per la Universal, mi riprometto di tornare a parlarne più diffusamente prima dell’uscita, ma le recensioni, al momento, sono tutte ottime.

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Per gli amanti del rock duro, sempre il 14 settembre, esce il nuovo disco dei Linkin’ Park, A Thousand Suns, co-prodotto con Rick Rubin (che in questo caso viene ricordato come produttore di Metallica, Slayer, Red Hot Chili Peppers ma che ha prodotto anche Johnny Cash, Neil Diamond e le Dixie Chicks, tra mille altri, “Un uomo per tutte le stagioni”). Naturalmente (ormai è un rito) non manca la limited edition con DVD, con il Making Of dell’album. Distribuzione Warner Music.

Stesso giorno, altra casa, sempre la Mute non più EMi ma distribuita in Italia dalla Self, esce il secondo dei Grinderman, Grinderman 2, esatto! Anche qua versione Deluxe che si limita alla confezione, che nella prima tiratura conterrà un libretto di 60 pagine e un poster. Il vinile, viceversa contiene un libretto da 16 pagine e il CD!! Ma per complicare il tutto, la settimana prima uscirà un mix 12″ in vinile rosso, Heathen Child che contiene una collaborazione con Robert Fripp dei King Crimson, inedita nell’album Ma allora ditemelo che mi in…zzo come l’automobilista di Gioele Dix!

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Sempre il 14 settembre (giornata ricca) sono attesi anche il nuovo Seal, 6 Committment e il primo album solista di Sharon Corr (la sorella violinista del gruppo irlandese), intititolato Dream Of You. Entrambi distribuzione Warner e senza versioni “strane”.

Per la Anti/Epitaph/Self esce anche il nuovo, atteso album di Mavis Staples You’re Not Alone, prodotto da Jett Tweedy dei Wilco, che ha anche scritto due nuovi brani per l’occasione. Non mancano cover di Randy Newman, John Fogerty e babbo Pop Staples, oltre ad una versione del traditional In Christ There Is No East or West che ricordo in una strepitosa versione strumentale di John Fahey.

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Altre uscite di metà mese. Il nuovo Blackmore’s Night, Autumn Sky, il primo per la propria etichetta Spineform, distribuzione Universal… non manca naturalmente la moglie di Blackmore, Candice Night, anche perchè se no dovrebbero cambiare nome (ho fatto la battuta!, dico sempre, non vorrei che si offenda qualche fan).

Jamey Johnson è un ottimo cantautore country (ma di quello di qualità) e questo The Guitar Song, di cui si dice un gran bene, è il suo terzo album, un doppio, diviso in White Album e Black Album, 25 canzoni registrate negli studi di Jimmy Buffett. Disco country dell’anno?

Eccola di nuovo! Nina Hagen con un nuovo album, Personal Jesus (negli altri paesi europei è già uscito da un mesetto): c’è il brano dei Depeche Mode, ma anche Gospel e Blues Tradizionale oltre che una versione di All You Fascists Bound To Lose di Woody Guthrie, per un disco che non finisce mai di stupire.

Per oggi potrebbe bastare anche se mi sono dimenticato di citare il nuovo Jerry Lee Lewis Mean Old Man che esce la settimana prossima, il 7 settembre, stranamente in due versioni, una da 10 e una da 18 brani(proprio mentre sto scrivendo il post mi dicono che il 7 uscirà solo la versione normale, la digipack deluxe settimana dopo), entrambe singole non è chiaro a chi sia destinata quella con 8 brani in meno? Misteri della discografia. Sono della partita Ronnie Wood, Eric Clapton, James Burton, Mick Jagger e Keith Richards, ma in brani diversi. E ancora Tim McGraw, Jon Brion, Slash, Kid Rock, Sheryl Crow, Merle Haggard, Shelby Lynne, Gillian Welch, Solomon Burke, Ringo Starr, John Mayer, John Fogerty, Willie Nelson, Mavis Staples, Robbie Robertson e Nils Lofgren. E quanti ce ne sono! Veramente per tutti i gusti. E pare che sia molto bello. 71 anni ma non molla, prodotto dal batterista Jim Keltner esce per la Verve/Universal.

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Il meglio del resto del mese alla prossima!

Bruno Conti

Fantastici Quegli Anni! Old Grey Whistle Test – BBC

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The Old Grey Whistle Vol.1 – BBC 2DVD Uk – Warner 1 DVD Usa

Parafrasando il titolo di un’opera del buon Mario Capanna (ma la politica non c’entra niente), qui ci vogliamo riferire al periodo tra il 1971 e il 1987 in cui la BBC” mandò in onda la “mitica e leggendaria” (per mancanza di aggettivi più magniloquenti) trasmissione Old Grey Whiste Test. All’inizio la presentava “Whispering” Bob Harris (se vi capiterà di vedere qualche episodio capirete perché aveva quel soprannome) e poi fu seguito da altri cinque presentatori che si sono alternati negli anni e qui ricordano i bei tempi passati.

Se vi ho incuriosito o attizzato con il riferimento inserito nel post dedicato a Lesley Duncan la realtà è addiritura superiore alla fantasia: versione doppio DVD per l’Inghilterra, versione singola per gli States (ma sono comunque più di tre ore di musica e interviste), versione non pervenuta per il mercato italiano (e te pareva? Ma comunque in rete o usato, qualche sciamannato o bisognoso che lo vende si trova sempre!).

Perché è cosi fondamentale ed importante averlo o comunque vederlo? Innanzitutto è tutto dal vivo, con o senza pubblico, ma tutte le versioni dei brani e le interviste sono rigorosamente inedite e realizzate appositamente per la trasmissione e poi, spesso, le versioni sono eccellenti, in alcuni casi meglio degli originali. Infine ce n’è per tutti i gusti e si spazia in tutti i generi. Questo di cui vi parlo brevemente (ma non troppo) è il volume 1 ma esistono anche un volume 2 e 3 e in ogni caso, non dovrei dirvelo io, ma girando in rete si trovano centinaia di filmati tratti dalla trasmissione.

Si parte e siamo nel 1971: il primo brano è Under My Wheels di Alice Cooper tratta da Killer e il rock del noto golfista in privato e trasgressiva rock star in pubblico è ancora graffiante e vibrante. Elton John, solo voce e pianoforte, ci regala una bellissima versione di Tiny Dancer tratta da Madman Across The Water, quando era uno dei musicisti più validi in circolazione e non sbagliava un disco (vediamo se l’annunciata e imminente collaborazione con Leon Russell prodotta da T-Bone Burnett confermerà quei segnali di ripresa degli ultimi dischi). A seguire una strepitosa versione di We Gotta Have Peace di Curtis Mayfield uno dei più grandi cantanti soul della storia e che meriterebbe un posto negli annali solo per People Get Ready se non ne avesse scritte altre decine altrettanto belle.

Randy Newman esegue una sardonica Political Science uno dei più straordinari brani di critica alla politica Usa di intervento nel mondo dove soavemente invita il suo governo a lanciare una bella bomba atomica (Let’s drop the big one) illustrando anche perché farlo: “Nessuno ci ama e non capisco perché…Lanciamo quella grossa e polverizziamoli…L’Asia è troppo affollata, l’Europa troppo vecchia, l’Africa è fin troppo calda e il Canada troppo freddo, il Sud America ci ha fregato il nome, lanciamo quella grossa così non ci sarà più nessuno a incolparci…”. Fantastica e di una levità assoluta. Una caratteristica che balza all’occhio in questo, come in tutti i filmati che precedono e seguono, è quanto sono giovani tutti i protagonisti, ma giovani proprio e quanto sono bravi. Uno dei DJ dice, giustamente, che gran parte dei personaggi che appaiono in questo video sono ancora rilevanti e vivi ai giorni nostri, la loro musica non finisce mai di stupire.

Bill Withers con Ain’t No Sunshine, Rory Gallagher debordante con la sua vecchia Fender arruginita e la solita camiciona a quadretti (l’ho visto anch’io in quegli anni e aveva la stessa camicia e la stessa chitarra), i Wailers (che non erano ancora Bob Marley & The Wailers) con Peter Tosh e Bunny Wailer in una strepitosa e piena di soul Stir it up, anche loro giovvani (con 2 v). I Roxy Music ancora con Brian Eno in una tiratissima Do The Strand. watch?v=TWfXqae1NzA Edgar Winter e il suo gruppo in una pirotecnica Frankenstein dove il fratello pure lui albino di Johnny strapazza qualsiasi tipo di tastiera compreso un primitivo synth con un virtuosismo sbalorditivo. Captain Beefheart con la sua grande Magic Band gigioneggia in una relativamente sobria Upon the my o my, i Little Feat di Lowell George sono all’apice della loro carriera in una debordante versione di Rock and roll doctor con la slide del leader che taglia l’aria. John Lennon ci regala una delle sue ultime grandi esibizioni con una bella versione di Stand by me. Ronnie Van Zant scatena i suoi fidi chitarristi Allen Collins e Gary Rossington, giovanissimi e belli pure loro, in una pantagruelica versione di Free Bird.

Emmylou Harris giovane e bellissima ancora con i suoi capelli corvini e una Hot Band con Rodney Crowell al seguito ci regala una pimpante Amarillo. Bonnie Raitt, con la voce ancora quasi libera da quella sexy raucedine che avrebbe caratterizzato gli anni a venire è già grande con una ottima Too Long At The Fair. Tom Waits seduto al suo piano e con una band con solo contrabbasso, sax e batteria con le spazzole è assolutamente devastante in una eccezionale versione di Tom Traubert’s Blues, quella ballata accorata dedicata a Waltzing Matilda. watch?v=9ZmqbcBsTAw Qui ci avviamo alla fine degli anni ’70 (e che anni sono stati e che musica e che personaggi!) e arrivano il punk e la new wave con qualche eccezione.

I Talking Heads con, indovinate, una giovanissima, e bravissima, Tina Weymouth con il suo basso pulsante e le chitarre sghembe di David Byrne (va bene, non lo dico più!) e Jerry Harrison eseguono il loro primo cavallo di battaglia Psycho Killer “Qu’est-ce que c’est?”.  Gli Xtc ancora lontani dalle fantasie sixties-psichedeliche (e fantastiche) degli anni futuri eseguono una punkissima Statue of Liberty. Debbie Harry e i suoi Blondie sono la quintessenza del cool in una non notissima (I’m always touched by your) Presence Dear. Tom Petty è gia Tom Petty, uno dei grandi del rock, in una antemica American Girl. I Police con un occhialuto Sting causa incidente, sono alle prese con Can’t Stand Losing You mentre Bruce Springsteen, assediato e baciato dalle sue fans, è gia strabordante in una versione pirotecnica di Rosalita. watch?v=BLxgkTYWE6U

Cosa rimane? O come direbbe l’amico George, what else? Iggy Pop è a torso nudo in cinque secondi per eseguire una feroce I’m Bored, gli Specials sono l’epitome del boom del Two Tone/Ska con A Message to you Rudi e i Damned molto compresi nella loro versione di Who del punk disintegrano gli studi della BBC in un medley di Smash It Up/I Just can’t be happy today, i Ramones sono, come dire, i Ramones con Rock’n’Roll High School e gli U2, occhio alla pettinatura fantastica di Bono e The Edge con i capelli hanno una freschezza e una grinta invidiabili in una bella versione di I Will Follow. Concludono i R.e.m. con Peter Buck snello e slanciato e con Michael Stipe anche lui con i capelli, ma tanti capelli, lunghi sulle spalle, addirittura con i boccoli ma già carismatico in una notevole versione di Moon River/Pretty Persuasion. watch?v=_QTFKOnGWto

Se tutto questo non bastasse alla fine ci sono delle interviste rilassate, amichevoli, interessanti, piacevoli, fondamentali in una parola con dei, lo so avevo promesso, giovani Bernie Taupin e Elton John, Mick Jagger e Keith Richards separati, Robert Plant, John Lennon che parla senza problemi anche dei Beatles e Bruce Sprinsgteen che dopo tre ore di concerto è ancora vivo e disponibile a parlare di musica, come tutti gli altri, perchè di musica si parla in queste interviste, dopo averla vista.

Vi ho infilato qualche link per verificare, ma fidatevi!

Bruno Conti

Questo Non Lo Dovevano Fare. Sandy Denny – Box Set

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Mancano ancora più di 2 mesi (ma se ne parlava già da tempo), il 4 ottobre la Island del gruppo Universal pubblicherà un Box set di 19 CD con l’opera omnia di Sandy Denny. Proprio quella meraviglia che vedete qui sopra: il titolo e la copertina non sono ancora definitivi (e forse neppure la data) però non se ne può più.

Qual’è l’anniversario che si festeggia o si commemora? Sandy Denny è nata il 6 gennaio del 1947 ed è morta, a sola 31 anni per uno stupido incidente casalingo, il 21 aprile 1978, la Island Records ha festeggiato lo scorso anno i 50 anni dalla sua fondazione, quindi quale è il motivo che sta alle spalle dell’uscita di questo cofanetto? Forse spillarci altri soldi? Temo di sì.

Per i due o tre che non sanno chi è e per i profani e i più giovani, Sandy Denny è quella che canta in The Battle Of Evermore su Led Zeppelin IV, ma per il sottoscritto e per Robert Plant (e mi auguro, per decine di migliala di persone sparse in tutto il mondo), è “La più grande voce femminile di tutta la scena musicale inglese di sempre”.

Quello che mi rompe la balle (scusate la volgarità) è, che questo sarebbe, sarà, il quarto cofanetto a lei dedicato che comprerò: dopo il triplo Who Knows Where The Time Goes? (che è anche il titolo di una sua indimenticabile canzone), il quintuplo A Boxful Of Treasures e quello quadruplo Live At The BBC. Oltre ad una serie di antologie singole e doppie, Cd pubblicati solo per il mercato australiano, ristampe del disco con gli Strawbs, tutti i dischi con i Fairport Convention e della sua carriera solista e con i Fotheringay, via via arricchiti di brani inediti e nuove masterizzazioni.

E adesso, puff, esce questo box che conterrà tutto questo nei primi 11 CD e altri 8 CD di materiale raro ed inedito: secondo il curatore dell’opera Andrew Batt almeno il 15-20% del contenuto non è mai stato pubblicato prima, tra cui due brani, Lord Bateman e Twelfth Of Never di cui si narrava l’esistenza ma non si erano mai visti (ma pare ce ne siano altri).

Il tutto sarà corredato da un libro rilegato di 72 pagine, memorabilia vari e tutti i CD saranno confezionati con copertine digipack apribili, in definitiva una goduria per il pirla che risiede in noi. Questo scherzetto dovrebbe costare, dalle prime anticipazioni sui siti inglesi, tra le 140 e le 150 sterline, quasi 200 euro, un bel botto quindi, speriamo nelle magnanimità dei distributori italiani.

Comunque imperdibile sin d’ora, uno degli eventi discografici dell’anno: quando avrò altre notizie vi terrò informati.

Bruno Conti