11/05/2013

Capperi Che Band! The Dirty Guv'nahs - Somewhere Beneath These Southern Skies

dirty guv'nas.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The Dirty Guv’Nahs - Somewhere Beneath These Southern Skies - Blue Rose/Dualtone CD

Devo confessare che non avevo mai sentito parlare dei Dirty Guv’Nahs, sestetto proveniente da Knoxville, Tennessee, e quando ho ascoltato per la prima volta questo loro album sono saltato sulla poltrona. Il fatto che dal 2008 vengano nominati ogni anno “la migliore band di Knoxville” può voler dire tutto e niente (Knoxville non è né Los Angeles né New York), ma vi assicuro che questi Guvs (in America li chiamano così per far prima) sono davvero bravi.

I due leader e principali autori dei brani sono il cantante James Trimble, una forza della natura, ed il chitarrista Michael Jenkins, poi ci sono i fratelli Aaron e Justin Hoskins alla sezione ritmica, Cozmo Holloway alla seconda chitarra e l’ottimo Chris Doody alle tastiere. I sei ragazzi sono una band tosta, tostissima, suonano un rock chitarristico molto classico, con spiccate influenze sudiste e massicce dosi di soul: il riferimento più vicino sono i Black Crowes, ma anche Rolling Stones e Faces (che guarda caso sono anche i principali ispiratori del gruppo dei fratelli Robinson), un tipo di musica che ormai non suona quasi più nessuno ed anche per questo risulta gradita.

Il sound è chitarristico, ma pianoforte ed organo sono spesso protagonisti, ed i fratelli Hoskins picchiano duro con basso e batteria: il tutto condito dalla notevole voce di Trimble, un timbro simile a quello di Steven Tyler, ma meno sguaiato. Somewhere Beneath These Southern Skies (uscito già da un annetto circa in America, ora in Europa per la Blue Rose) è il loro terzo album, ma il primo con una distribuzione decente (i primi due erano indipendenti) e sicuramente quello che li farà conoscere ad un pubblico più vasto: in America sono già una piccola realtà, avendo di recente aperto i concerti della Zac Brown Band e di Grace Potter & The Nocturnals.

Quattordici brani, cinquanta minuti di musica che oscilla tra il buono e l’ottimo, con solo un paio di episodi leggermente meno riusciti: produce il tutto Ross Copperman (molto noto a Nashville come songwriter), una produzione asciutta, classica ed essenziale, senza fronzoli. L’album inizia ottimamente con la splendida Can You Feel It, rock song di stampo classico, chitarre possenti, un bel refrain e la vocalità potente di Trimble: un avvio degno di una band di veterani.

Anche Don’t Give Up On Me offre un sound forte e vibrante, una ballata rock pura ed incontaminata, come oggi purtroppo in pochi sanno (o vogliono) fare. Good Look Charm ha un attacco (e pure il seguito) figlio degli Stones, con i fiati che danno un sapore più soul e James che canta benissimo, la fluida Temptation è southern rock deluxe, con chitarre e piano protagonisti, mentre Honey You è puro rock’n’roll, coinvolgente e contagioso, perfetta da suonare dal vivo. Un inizio al fulmicotone, e non siamo neppure a metà disco.

Live Forever, che non è quella di Billy Joe Shaver, inizia come una ballata (il suono è splendido), poi si elettrifica e diventa una rock song fatta e finita; 3000 Miles è più distesa e rilassata, anche se le chitarre restano in primo piano. E’ difficile trovare un momento di stanca: la bellissima e soulful This Is My Heart ricorda molto i Corvi Neri, ed è una goduria per le orecchie, Fairlane ha una melodia diretta e gradevole, mentre Lead Kindly Light è forse un po’ troppo prodotta, ma è un peccato veniale.

Dear Alice, guidata dal piano, sembra uscita da un vinile degli anni settanta, Child è dura e spigolosa, forse la meno brillante, ma nel finale i Guvs piazzano un uno-due da KO con la deliziosa soul ballad Goodnight Chicago e la sudista al 100% One Dance Left, guidata da una bella slide.

Saranno anche sporchi questi Governatori, ma come suonano!

Marco Verdi

26/04/2013

Altre Due Raccolte Assolutamente "Inutili" - Rolling Stones Very Best Of 1964-1971 & Bruce Springsteen Collection 1973-2012

rolling stones the very best.jpgbruce springtseen collection.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Entrambi stanno per partire con nuove tournée, i Rolling Stones nel tour americano e Bruce Springsteen con quello europeo. Quale occasione migliore per le rispettive case discografiche per pubblicare due antologie assolutamente "inutili".

La prima The Very Best Of Rolling Stones 1964-1971 (anche la copertina è orribile) era stata una esclusiva per la catena americana Wal-Mart ma ora viene resa disponibile per il mercato americano dalla ABKCO/Universal (non vedevamo l'ora!):

1. Time Is On My Side
2. (I Can't Get No) Satisfaction
3. Get Off Of My Cloud
4. 19th Nervous Breakdown
5. Mother's Little Helper
6. Paint It, Black
7. Under My Thumb
8. Ruby Tuesday
9. She's A Rainbow
10. Jumpin' Jack Flash
11. Sympathy For The Devil
12. Gimme Shelter
13. You Can't Always Get What You Want
14. Honky Tonk Women
15. Brown Sugar
16. Wild Horses

Quella di Bruce Springsteen Collection 1973-2012 era destinata ad essere una raccolta antologica in esclusiva per il mercato australiano, ma perché farsi mancare qualcosa anche in Europa (Italia inclusa) e allora vai con l'ennesimo Best Of, anche questo pubblicato per spillare i soldi ai fans e collezionisti:

1) Rosalita (Come Out Tonight)
2) Thunder Road
3) Born To Run
4) Badlands (2010 Remastered Version)
5) The Promise Land (2010 Remastered Version)
6) Hungry Heart
7) Atlantic City
8) Born In The U.S.A.
9) Dancing In The Dark
10) Brilliant Disguise
11) Human Touch
12 Streets Of Philadelphia
13) The Ghost Of Tom Joad
14) The Rising
15) Radio Nowhere
16) Working On A Dream
17) We Take Care Of Our Own
18) Wrecking Ball

E' proprio vero che le case non "imparano" mai. Se potete, alla larga!

Bruno Conti

15/04/2013

Grande Rock Per Una Modica Cifra! Blue Oyster Cult - The Complete Columbia Albums Collection

blue oyster cult front3-996x1024.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Blue Oyster Cult – The Complete Columbia Albums Collection (Sony Legacy 16 CD/1 DVD)

A dire il vero questo box è già uscito da qualche mese, e fa parte di una serie molto eterogenea di operazioni analoghe messe in piedi dalla Columbia (tra le varie uscite ricordo quelle dedicate a Leonard Cohen, alla ELO, a Billy Joel, ai Judas Priest, oltre al sontuoso box di Johnny Cash, mentre verso la fine dello scorso anno sembrava imminente quello di Bob Dylan, che poi è finito nel limbo), ma essendo una ristampa, e trattandosi di ottima musica, non è mai troppo tardi per parlarne.

I newyorkesi Blue Oyster Cult (BOC da qui in poi) sono una delle più longeve band nel panorama rock mondiale: formatisi nel 1967 con il nome di Soft White Underbelly, presero il monicker attuale nel 1970 su suggerimento del loro manager/produttore/mentore Sandy Pearlman, che voleva identificare con questo nome un gruppo di alieni scesi sulla terra per conquistarla.

Snobbati a lungo dalla critica, e liquidati più volte come gruppo hard rock/heavy metal, i BOC in realtà suonavano (ma sono ancora in attività) un rock potente e diretto, con invasioni in territori hard e progressive, ma erano anche capaci di scrivere eccellenti ballate e perfino brani in stile quasi pop-rock: dal vivo erano (sono) formidabili, grazie anche alle eccezionali performance del chitarrista Donald “Buck Dharma” Roeser (leader del nucleo storico del gruppo, che comprendeva anche il frontman e voce principale Eric Bloom, la sezione ritmica dei fratelli Albert e Joe Bouchard ed il tastierista Allen Lanier, ma i cinque erano validi polistrumentisti), concerti infuocati che smentivano i soliti critici che li accusavano di essere freddi e distaccati.

Una parte molto importante la svolgevano i testi, veri e propri racconti tra il fantascientifico e l’horror, ad opera principalmente (specie nei primi anni) del geniale Pearlman, imitato presto con successo anche dagli altri: ad esempio il loro più grande successo, ovvero (Don’t Fear) The Reaper (il cui testo agghiaggiande come direbbe Crozza/Conte turbò i sonni di uno come Stephen King) è opera di Roeser.

Un gruppo quindi abbastanza unico nel panorama internazionale, altro che “solo un’altra hard rock band”.

E veniamo al box, che come detto presenta tutti gli album incisi dai BOC per la Columbia (compresi i tre live), quindi da Blue Oyster Cult (la mia tastiera non ha la umlaut) ad Imaginos, il tutto con nuovi remasters fatti nel 2012 e riproponendo i primi cinque dischi di studio più il live Some Enchanted Evening nelle versioni expanded uscite tra il 2001 ed il 2006 (quindi il live ha accluso anche il DVD).

Come ulteriore ciliegina, che costringerà anche i fans che hanno tutto ad accaparrarsi questo box, abbiamo due CD aggiuntivi ed esclusivi: il primo, Rarities, è un’antologia di brani rari o inediti, in versioni principalmente dal vivo (tra cui quattro pezzi usciti su un EP nel 1972, ormai introvabile, oltre a tre demo mai sentiti del 1984 di brani che avrebbero dovuto uscire su una colonna sonora, più una rarissima live version di I Want You (She’s So Heavy) dei Beatles, una canzone che sembra quasi scritta per loro), mentre il secondo, Radios Appear: The Best Of The Broadcasts, prende appunto in esame varie performance radiofoniche avvenute nel corso degli anni, tutte chiaramente mai messe in commercio prima d’ora, tra cui una cover di It’s Not Easy dei Rolling Stones ed altre chicche.

Ma non è finita qui: tramite un codice presente in ogni box, si possono scaricare ben quattro concerti completamente inediti, rispettivamente del 1980, 1981, 1983 e 1986…una goduria!

Ed infine, chiaramente, ci sono gli album della loro discografia, un excursus all’interno di alcune tra le musiche migliori degli anni settanta e ottanta.

Non mi metto ovviamente a fare una disamina disco per disco, ma ci tengo a dire che reputo imperdibile la trilogia iniziale (Blue Oyster Cult, Tyranny And Mutation e Secret Treaties), la famosa “Black & White Trilogy”, dove la fusione delle musiche dei BOC e dei testi di Pearlman raggiunge forse il suo apice massimo, specie nel terzo disco, che contiene tra le altre la trascinante Career Of Evil, scritta insieme ad una ancora sconosciuta Patti Smith (all’epoca fidanzata con Lanier e collaboratrice abituale del gruppo) e la meravigliosa Astronomy, una ballata da urlo, che alcuni hanno addirittura giudicato superiore a Stairway To Heaven dei Led Zeppelin (non sono d’accordo, ma comunque un grandissimo pezzo, forse il loro capolavoro assoluto).

Poi c’è il famoso Agents Of Fortune, che contiene (Don’t Fear) The Reaper ma anche la bellissima This Ain’t The Summer Of Love, il discreto Spectres (con la hit Godzilla), l’ottimo Fire Of Unknown Origin del 1980, prodotto da Martin Birch e per alcuni il miglior disco dei BOC (anche qui non concordo), l’inquietante e bellissimo colpo di coda Imaginos, ultimo album per la Columbia (1988) che inizialmente doveva uscire come progetto di Albert Bouchard e Pearlman, ma poi giustamente diventò un album del gruppo.

Un capolavoro fuori tempo massimo (ed il preferito dal sottoscritto), nel quale vengono riprese le tematiche dei primi tre dischi in una sorta di concept con i brani però messi alla rinfusa, con le canzoni migliori dai tempi di Agents Of Fortune.

E come dimenticare i tre live? Imperdibili i primi due, solo “buono” il terzo (Extraterrestrial).

Ma anche nei dischi minori (il commerciale Cultusaurus Erectus, il misconosciuto The Revolution By Night) c’erano sempre almeno una o due zampate che giustificavano l’acquisto.

Dopo il periodo Columbia i BOC incideranno poco, solo tre dischi di studio (di cui uno, Cult Classics, si occupa di rifacimenti di loro brani celebri) ed un live, ma hanno da poco annunciato un nuovo tour americano ed il primo australiano di sempre: speriamo che, stando insieme, si ricordino anche di essere capaci di scrivere ottime canzoni.

Per ora accontentiamoci (ed è un bel accontentarsi) di questo box, che tra l’altro, riprendendo il titolo del post, si trova più o meno intorno ai settanta euro.

Un affare!

Marco Verdi

18/03/2013

Preparate Giradischi E Puntina! Black Crowes - Wiser For The Time

black crowes wiser.jpg

 

 

 

 

 

 

Black Crowes - Wiser For The Time - Silver Arrow 4LP e download

Da quando mi occupo di critica musicale (espressione volutamente autoironica, diciamo da quando espongo il mio parere sulle cose che ascolto) è solo la seconda volta che mi trovo a recensire qualcosa nel vecchio e glorioso formato LP (per l’esattezza un box di 4LP), dopo il mini live di Tom Petty Kiss My Amps uscito un paio d’anni fa per il Record Store Day.

I Black Crowes, ormai fra le rock band migliori nel panorama mondiale, hanno infatti deciso di celebrare il proprio ritorno all’attività live nel 2013 con la pubblicazione di Wiser For The Time, un sontuoso box in cartone duro, con all’interno ben quattro vinili, che testimoniano il meglio dei loro concerti a New York a cavallo tra Ottobre e Novembre del 2010. Niente CD quindi (ma l’album è comunque disponibile in download), e questo mi rende la band di Chris e Rich Robinson (con Steve Gorman, Sven Pipien ed Adam MacDougall) ancora più simpatica: non che io sia contro il supporto digitale (contro la musica liquida invece un po’ sì), ma il vinile rimane sempre il vinile, ha un fascino che il dischetto di plastica non avrà mai. Il box in realtà si presenta quasi come un (costoso) bootleg: nessuna nota, solo i titoli dei brani e la data di incisione, ma per fortuna la qualità di registrazione è perfetta, i Corvi sono in stato di grazia, e ci consegnano quello che si può certamente definire il loro live definitivo.

Sì, perché Wiser For The Time è forse ancora meglio dei seppur ottimi Freak’n’Roll Into The Fog e Warpaint Live (del deludente Live del 2002 non voglio neanche parlare, mentre lo stupendo Live At The Greek con Jimmy Page non fa testo, in quanto composto soltanto di covers dei Led Zeppelin), è più completo, ci presenta le due facce del gruppo, quella acustica (i primi due LP, quindici canzoni) e quella elettrica (il terzo e quarto, altri undici brani), per quasi due ore e mezza complessive di grandissima musica. Chi li ha visti dal vivo sa cosa intendo: i Corvi Neri sono una vera forza della natura, di gran lunga la migliore band venuta fuori dagli anni novanta in poi, ma se questo era risaputo per quanto riguarda la parte elettrica dei loro concerti, il lato acustico era meno noto. Ebbene, Wiser For The Time ci dimostra che i fratelli Robinson ci sanno fare (eccome) anche quando abbassano il volume (ma Rich un aiutino con la chitarra elettrica se lo dà), e quando accade questo significa che hai sia i musicisti che le canzoni, oltre al feeling che è il loro valore aggiunto. Una band abbastanza unica nel panorama mondiale: tra rock, blues, southern, Zeppelin, Rolling Stones e Faces, un cocktail ad alto tasso adrenalinico che mi lascia a bocca aperta ogni volta.

Il primo disco si apre con Cursed Diamond, per sola voce e chitarra, una versione lunga e fluida, con Chris che gorgheggia da par suo con il suo timbro vocale caldo e soulful. Con Sister Luck entra la band, e cominciamo a ritrovare il tipico sound del gruppo di Atlanta, una ballata liquida (grande MacDougall al piano) con Rich che comincia a fare i numeri con la solista (l’unico strumento elettrico on stage, per ora) e Chris che si conferma ottimo vocalist. Anche Smile è un brano di grande impatto, melodia classica e Corvi in gran spolvero; la vivace Downtown Money Waster, tra blues e soul, precede due superbe versioni di Hot Burrito # 1 e Hot Burrito # 2, due classici dei Flying Burrito Brothers, dove i nostri fanno rivivere lo spirito di Gram Parsons. Non vorrei citare tutti i brani (non ce n’è uno sottotono neanche per sbaglio), ma mi preme evidenziare Garden Gate, in una scintillante versione tra folk appalachiano e bluegrass, la bucolica Better When You’re Not Alone, con Rich che suona alla grande, la nota Hotel Illness, a cui la veste acustica dona particolarmente, la splendida Oh, The Rain (un classico di Blind Willie Johnson), tra folk, blues e gospel, e la bella resa di Tonight I’ll Be Staying Here With You, uno dei capolavori minori di Bob Dylan, che rientra perfettamente nelle corde dei Crowes.

La parte elettrica inizia con la dura e potente Exit, molto influenzata dal Dirigibile di Page e Plant, per proseguire con il rock’n’roll ad alto tasso energetico No Speak No Slave, e con la lunga Only Halfway To Everywhere, una southern jam di undici minuti con le contropalle, dove ognuno tira fuori il meglio dal suo strumento. Senza dimenticare la possente A Conspiracy, chitarristica fino al midollo, e la splendida Title Song, ballatona sudista di grande impatto sonoro. Il quarto ed ultimo LP prosegue con la cavalcata elettrica, un vero e proprio muro del suono di decibel da parte di una band che ha pochi eguali sulla Terra: segnalerei senz’altro il medley My Morning Song/Stare It Cold, altri undici minuti di libidine, uno spettacolo che da solo vale il prezzo richiesto per il box, oltre a She Talks To Angels, una ballata piena di anima, uno slow degno degli Allman Brothers dei bei tempi. Il quadruplo è quasi alla fine, ma c’è il tempo per un’ultima sorpresa: una versione fantastica del superclassico dei Little Feat Willin’, forse una delle più belle versioni da me mai ascoltate di questo brano senza tempo, nella quale la turgida melodia di Lowell George viene valorizzata in maniera incredibile.

Che altro dire? Vale la pena togliere dalla soffitta il vostro vecchio giradischi e fare vostro questo Wiser For The Time: musica così fa bene alla salute.

God bless the Black Crowes.

Marco Verdi

14/03/2013

Vi Mancano Gli Stones? Beccatevi Questi! Deadstring Brothers - Cannery Row

deadstring cannery row.jpg

 

 

 

 

 

 

Deadstring Brothers - Cannery Row - Bloodshot CD 02-04-2013

Se avessero dovuto bendarmi e farmi ascoltare questo disco senza dirmi nulla, avrei pensato ad una oscura session dei primi anni settanta dei Rolling Stones, rimasta poi nei cassetti. I Deadstring Brothers sono un gruppo di Detroit cresciuto veramente a pane e Stones, ma non gli Stones classici (quelli più rock’n’roll per intenderci), ma quelli appunto del periodo 70/72, che flirtavano con la California e con il cosmic country di Gram Parsons e dei suoi Flying Burrito Brothers. Cannery Row è già il loro quinto album (non conosco i precedenti, tutti usciti per la Bloodshot), ed è un godibilissimo excursus in un sound d’altri tempi, ma sempre attuale (basti pensare all’ultimo album di Ryan Adams, Ashes & Fire) ed affascinante: il leader e deus ex machina del gruppo è Kurt Marschke, che in effetti tratta la band come una sua creatura, cambiando spesso i componenti (la versione attuale comprende JD Mack al basso, Brad Pemberton alla batteria, Mike Webb al piano ed organo, tra l’altro bravissimo, e Pete Finney a steel e dobro, molto valido anche lui, mentre Kurt si occupa delle chitarre).

Una band di elementi esperti, gente che ha suonato con Poco, Dixie Chicks, Hank Williams Jr. e lo stesso Ryan Adams, ai quali si aggiunge come special guest Mickey Raphael, armonicista storico della Willie Nelson Family Band. Gente che sa il fatto suo, e pure Marshke, cognome impronunciabile a parte, non è certo un pivello: il suo suono dipende sì dalle Pietre Rotolanti, ma in alcuni casi riesce a smarcarsi brillantemente da questa dipendenza e dimostra di saper camminare anche con le sue gambe. Cannery Row è, considerazioni a parte, un signor disco, e nei suoi quaranta minuti non c’è un solo secondo da buttare. Si parte davvero alla grande con Like A California Wildfire, classica ballata alla Jagger & Co., sembra una outtake incisa il giorno dopo la registrazione di Wild Horses, molto bella anche se derivativa. It’s Morning Irene inizia come una ballata folk, poi entra la band ed il brano si tramuta in un gustoso cocktail di country e cajun, con un’atmosfera nostalgica di fondo: un brano più personale questo. Oh Me, Oh My palesa altre influenze, come il periodo bucolico di Van Morrison (Tupelo Honey e dintorni, sempre di early seventies parliamo), ma anche The Band per l’uso dell’organo. The Lonely Ride è puro Stones sound, tra country e rock’n’roll (splendido l’uso del piano), grandissima canzone, molto coinvolgente: ricorda molto (ma molto) Dead Flowers e quindi sono di parte, perché lo considero il brano più bello di sempre dei Rolling. 

Cannery Row è un’intensa ballata, fluida e distesa, con un bel solo di organo, mentre Lucille’s Honky Tonk è un country-blues acustico, che si stacca un po’ dall’ombra degli Stones ma rimane ben dentro la grande musica (ottimi piano, slide e steel): musica suonata col cuore, e si sente. The Mansion, ancora acustica, è emozionante e ricca di pathos: quasi quasi mi viene da scomodare gli ultimi Black Crowes (*NDB Tra qualche giorno a proposito dei fratelli Robinso, bella sorpresa sul Blog, così costringo Marco a lavorare) quelli che alternano le loro classiche jam elettriche a splendide digressioni acustiche. Just A Deck Of Cards è guidata da un’ottima slide e dalla voce alla Jagger di Kurt; Talkin’ With A Man In Montana è un’altra grande canzone, una slow ballad pianistica e scintillante, un pezzo così Jagger e Richards non lo scrivono da una vita.  L’album si chiude, come era iniziato, cioè con una languida ballad figlia del binomio Stones/Parsons (Song For Bobbie Jo). Davvero un’ottima band questi Deadstring Brothers (o dovrei dire Kurt Marschke & The Deadstring Brothers), un po’ derivativa ma non sempre: se vi mancano gli Stones più roots e bucolici, questo dischetto fa al caso vostro.

Marco Verdi

04/01/2013

Novità Di Gennaio Parte I. Rolling Stones, Dropkick Murphys, Pere Ubu, Wooden Wand, Rita Chiarelli E Altro

rolling stones crossfire.jpgdropkick murphys signed and sealed.jpgpere ubu lady from shangai.jpg

 

 

 

 

 

 

 

Prime uscite discografiche del 2013, già da martedì prossimo 8 gennaio (non in Italia) cominceranno a uscire i primi titoli interessanti. Con l'inizio dell'anno, nella prima decina di giorni usciranno molti nuovi CD che usufruiranno della finestra dei 50 anni di diritti d'autore (almeno nel Regno Unito), ovvero, molti titoli classici "minori" di Beatles, Dylan, Presley, Cash e di vari altri nomi importanti verranno pubblicati, non con i titoli e le copertine originali (non tutti) ma con la fatidica scritta "Original Recording", per cui, occhio alla penna, rischiate di ricomprarvi per l'ennesima volta gli stessi dischi, sia pure ad un prezzo budget. La maggior parte saranno su etichetta Hallmark, anche con marchio Pickwick, soprattutto il materiale del gruppo RCA/CBS, quindi ora Sony/BMG: il 1° di Dylan uscirà sia per la Hallmark, come anche per la Xtra Records con il titolo Bob Dylan And The New Folk Movement con 12 canzoni aggiunte di Joan Baez, Dave Van Ronk, Judy Collins e Bob Gibson, tre a testa, queste le due copertine...

bob dylan 1st album.jpgbob dylan and the new folk movement.jpg

 

 

 

 

 

 

 

Il fenomeno non è nuovo, ma ora siamo arrivati alla fatidica fine del 1962, quando nascevano i primi LP di successo e il mercato passava dal R&R e la musica pop più spensierata, ai primi gruppi e cantautori. Per esempio anche i Beatles rientrano in questo giro (con grande "gioia" dei collezionisti"): questo Beatles Early Years, appunto della Hallmark, è in pratica il disco con Tony Sheridan, ma per la "finestra" di fine 1962 comprende come bonus anche Love Me Do e P.S. I Love, il primo singolo di ottobre '62...

beatles early years.jpg

 

 

 

 

 

 

 

Usciranno anche molti album del primo periodo Motown, Meet The Supremes, Marvelettes Smash Hits '62, The Jazz Soul Of Little Stevie Wonder...

meet the supremes.jpgmarvelettes '62.jpglittle stevie wonder.jpg

 

 

 

 

 

 

 

E questi hanno anche tutti le copertine originali non solo la scritta "Original Recording". Ma ci saranno anche titoli di Cliff Richard, Johnny Cash, Elvis Presley, James Brown, il primissimo album di Willie Nelson ...And Then I Wrote, quando sembrava Mike Bongiorno da giovane, senza occhiali.

willie nelson and then i wrote.jpg

 

 

 

 

 

 

 

E moltissimi altri titoli. Quindi, stando attenti alle fregature, anche materiale molto interessante, ad un prezzo che dovrebbe arrivare "al massimo" sull'equivalente di 6-7 euro, non so se arriveranno anche in Italia ma in rete si trovano con facilità.

Ma veniamo alle primi "vere" novità di questo 2013. Li vedete effigiati ad inizio Post.

Partiamo con l'attesissimo DVD ( o Blu-Ray) Crossfire Hurricane dei Rolling Stones. La loro prima biografia ufficiale in video completa, dalle origini ai giorni nostri, con Bill Wyman, Brian Jones e Mick Taylor tutti presenti nel vortice dell'uragano che gira sulla copertina del DVD ed il cui titolo è preso da un verso di Jumpin' Jack Flash. L'escamotage del documentario, diretto da Brett Morgen, è che i "vecchi Stones", Jagger, che è il coordinatore delle operazioni, Richards, Watts e Wood, non appaiono in video nelle interviste e nella narrazione, ma sono voci fuori campo. 142 minuti circa, la gran parte del materiale, dicono, mai vista, esce per la Eagle Rock (con sottotitoli pure in italiano, da noi uscirà verso fine gennaio, il 22 credo) e si preannuncia come un evento, l'ennesimo, per il 50° Anniversario della più grande Rock and Roll Band della storia. E i Beatles? Sarà l'anno buono per vedere finalmente Let It Be in DVD? Mah, sembrerebbe.

Nuovo album per i Dropkick Murphys, si chiama Signed And Sealed In Blood, l'etichetta è la Born & Bred Records via Universal, il produttore come al solito è Ted Hutt. Non manca la Deluxe Edition, che si trova solo sul loro sito, ma anche la versione per il download di iTunes avrà 3 brani in più. Data di uscita l'8 gennaio all over the world e il 15 da noi in Italia.Lo sto ascoltando in questi giorni e mi sembra buono, se riesco, recensione intorno al giorno dell'uscita, nel frattempo...

 

Tornano anche i Pere Ubu con il loro primo album "dance" della storia, uhm, argh (?!?!). Si chiama Lady From Shanghai, esce per la nuova etichetta, Fire Records, e la band di David Thomas festeggia i 35 anni dall'uscita del primo album The Modern Dance. Ed ora, scusate il gioco di parole hanno fatto, almeno dicono, un disco proprio di "dance moderna"! Boh, sentiremo, ma dai primi ascolti direi che non fa per me, anche se la parola dance è molto relativa per questo tipo di musica. In mancanza di video attuali vediamo (anzi sentiamo) come era la "Modern dance" 35 anni fa.

 

wooden wand blood oaths.jpgrita chiarelli music from the big house dvd.jpg

 

 

 

 

 

 

 

Altri "clienti" della Fire Records sono i Wooden Wand, ossia James Jackson Toth e soci, che pubblicano un nuovo album, Blood Oaths Of The New Blues, in questo inizio di 2013, un seguito in scala minore e più rarefatta, rispetto a Briarwood dello scorso anno, ma con la stessa formazione e la stessa qualità. Ad un primo ascolto mi sembra molto bello...verificare please, qui sotto.

E per finire questo primo giro di uscite, esce anche il DVD Music From The Big House, un documentario girato nelle famosa Angola Prison, Louisiana State Penitentiary per chi gli vuole dare il suo nome. Avevo parlato della colonna sonora di questo documentario realizzata un paio di anni fa la-musica-rende-liberi-rita-chiarelli-music-from-the-big-..., in termini più che positivi. Schiacciate sul link e leggete, poi se volete, sul mercato americano è uscito (anzi uscirà l'8 gennaio) anche il DVD per la MoMo Bay - Gaiam. Mi rendo conto che non sarà facile da reperire, nel caso accontentatevi del CD, anche se...questa è grande musica!

Per il primo aggiornamento anteprima novità del 2013 questo è tutto.

Bruno Conti

23/11/2012

Un'Occasione Persa. Solo Per Maniaci "Stonimentali"! Rolling Stones - GRRR!

rolling stones grrr.jpg

 

 

 

 

 

 

The Rolling Stones – Grrr!

Polydor 2CD – 3CD – 3CD Deluxe – 5CD + EP Super Deluxe – 5LP

Se uno si dovesse limitare a dare un giudizio sul contenuto di Grrr!, box celebrativo dei 50 anni di carriera dei Rolling Stones, cioè della più grande rock’n’roll band di sempre, dovrebbe chiedere una deroga alle classiche cinque stelle e dargliene almeno sei o sette (per la cronaca, sto prendendo in esame esclusivamente la versione Super Deluxe, cioè quella con 80 canzoni più bonus).

Invece, guardando la cosa dal lato negativo, ci sarebbe da incazzarsi alquanto, dato che ci troviamo per le mani l’ennesima antologia delle Pietre Rotolanti, presentata certo in maniera sontuosa, con un megabox elegante (ma di difficile sistemazione logistica), con un lussuoso ed interessante librone all’interno (nel quale mancano però i riferimenti agli album dai quali sono tratti i brani), ma con la miseria di due inediti, cioè le già note, per chi smanetta su internet, Doom And Gloom e One More Shot.

(NDM: comunque nel boxettone super, peraltro costosuccio, c’è anche un mini CD con 5 demo inediti degli anni sessanta ed un EP in vinile con quattro BBC Sessions dello stesso periodo, sempre inedite, una specie di magro contentino per i fans, pur se estremamente interessanti dal punto di vista musicale).

Quindi ne parlo bene o male? Diciamo che, come ho scritto nel titolo del post, ci troviamo di fronte all’occasione persa del secolo: sarebbe bastato prendere gli stessi ottanta brani (o altri, non importa) e pubblicarli esclusivamente in versione inedita, sia alternata di studio che dal vivo (gli archivi ne sono sicuramente pieni), invece dalla solita minestra riscaldata, tra l’altro a poco tempo di distanza dalla ripubblicazione di tutto il catalogo dagli anni settanta in poi.

Per carità, i due inediti, registrati quest’estate a Parigi, sono bellissimi, due rock’n’roll tipici dei loro, con Keith Richards a riffare da par suo e Mick Jagger solito marpione dietro al microfono: due brani di grande qualità (soprattutto Doom And Gloom, nel filone di classici del passato quali Brown Sugar, Street Fighting Man e Start Me Up).

Uno pignolo (ed io lo sono, soprattutto se devo spendere circa cento euro) avrebbe poi qualcosa da dire anche sulla tracklist: va bene la scelta di omaggiare tutti gli album di studio (compresi dischi live o antologici, vedi Flashpoint e Forty Licks, che però avevano al loro interno anche dei brani nuovi incisi per l’occasione, nella fattispecie Highwire e Don’t Stop), va bene che se prendiamo mille fans avremo mille tracklist differenti, ma come si fa ad escludere brani seminali come Sister Morphine, Sweet Virginia, Dead Flowers (forse il mio brano preferito degli Stones) e Memory Motel?

E meno male che hanno messo Salt Of The Earth e Beast Of Burden se no andavo ad aspettarli sotto casa…

In definitiva, non me la sento di consigliarvi l’acquisto di questo manufatto, a meno che non dobbiate farvi fare un regalo costoso per Natale: se invece conoscete qualche giovane leva che vi chiede che cosa sia il rock’n’roll e vi avanzano quei cento euro in tasca (ma per questo vanno bene anche le edizioni “economiche”), regalate Grrr! e farete senz’altro un’opera di bene,

Marco Verdi

*NDB: prima una breve legenda. NDB, sta per Nota del Bruno o del Blogger, che coincide. NDT, starebbe per Nota del Traduttore, mentre nel Blog vale per Nota del Tino. Ora c'è anche la new entry, NDM, questo è facile, Nota del Marco. Chiarito il tutto, la mia breve nota.

Giustamente Marco si chiede perché in questa antologia Super Deluxe (ma anche in quella di Charlie Is My Darling) gli inediti, in studio e dal vivo, sono ridotti al lumicino? Perché, secondo me, i Rolling Stones aderiscono alla famosa teoria mouriniana del "non sono mica pirla" e quindi i concerti inediti (Official Bootlegs) se li vendono per il download sul loro sito http://www.stonesarchivestore.com/ L'ultimo è Leeds 1982 ma è già in arrivo Toronto 2005 http://www.stonesarchive.com/bootleg_years/2005/

Intanto, according to Mr. Ron Wood, gli Stones stanno per entrare in studio per incidere un nuovo album per il vero anniversario del 50° che sarà il 2013 e questi due brani inediti non verranno forse (ri)utilizzati, mah?

E' tutto. Come vedete nel Blog (a proposito di Mourinho) vige un gioco di squadra, per cui immagini, video e integrazioni sono sempre a cura del vostro blogger preferito (spero). Sempre a lavorare, anche quando non sembra!

11/10/2012

E Anche Questa Volta Ci Hanno Fregato! Rolling Stones GRRR! Tracklist Definitiva

RS_GRRR_CMYK_PACKSHOT_sml-300x300.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The Rolling Stones - GRRR! - Universal - 3 CD Standard (50 Brani) e Super Deluxe 5(!!) CD + 7"

Alla fine ancora una volta, per la serie "It's Only Rock'n'Roll But I Like It", ce lo hanno messo in quel posto, ma non ci piace! Qualche tempo fa vi avevo annunciato l'uscita di una ennesima raccolta di successi dei Rolling Stones, GRRR!, in due versioni: una tripla da 50 brani e una quadrupla con 80 canzoni, ma non erano ancora state annunciate le liste complete dei brani. Ora sono definitive, entrambe hanno le due canzoni nuove, Doom And Gloom e One More Shot, ma la versione quadrupla è diventata da 5 CD, con l'aggiunta di un bonus con 5 brani registrati agli IBC Studios di Londra, l'11 Marzo del 1963, e in più è stato aggiunto un 7 pollici con ulteriori quattro brani registrati per la BBC, tutte covers e tutte inedite. Naturalmente la Super Deluxe Edition avrà anche altro materiale: un libretto da 36 pagine, una serie di cartoline e un poster relativi ai tour e un libro formato grande (A3) da 96 pagine. Il tutto costerà ben oltre i 100 euro.

Qui sotto le tracklists, versione da 5 CD:

CD 1

  1.  Come On
  2. I Wanna Be Your Man
  3. Not Fade Away
  4. That’s How Strong My Love Is
  5. It’s All Over Now
  6. Little Red Rooster
  7. The Last Time
  8. (I Can’t Get No) Satisfaction
  9. Heart Of Stone
  10. Get Off Of My Cloud
  11. She Said Yeah
  12. I ’m Free
  13. Play With Fire
  14. Time Is On My Side
  15. 19th Nervous Breakdown
  16. Paint It, Black
  17. Have You Seen Your Mother, Baby, Standing In The Shadow?
  18. She’s A Rainbow
  19. Under My Thumb
  20. Out Of Time
  21. As Tears Go By

CD 2

  1. Let’s Spend The Night Together
  2. Mother’s Little Helper
  3. We Love You
  4. Dandelion
  5. Lady Jane
  6. Flight 505
  7. 2,000 Light Years From Home
  8. Ruby Tuesday
  9. Jumpin’ Jack Flash
  10. Sympathy For The Devil
  11. Child Of The Moon (rmk)
  12. Salt Of The Earth
  13. Honky Tonk Women
  14. Midnight Rambler
  15. Gimme Shelter
  16. You Got The Silver
  17. You Can’t Always Get What You Want
  18. Street Fighting Man
  19. Wild Horses

CD 3 

  1. Brown Sugar
  2. Bitch
  3. Tumbling Dice
  4. Rocks Off
  5. Happy
  6. Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker)
  7. Angie
  8. It’s Only Rock ‘N’ Roll
  9. Dance Little Sister
  10. Fool To Cry
  11. Respectable
  12. Miss You
  13. Shattered
  14. Far Away Eyes
  15. Beast Of Burden
  16. Emotional Rescue
  17. Dance Pt. 1
  18. She’s So Cold
  19. Waiting On A Friend
  20. Neighbours

CD 4

  1. Start Me Up
  2. Undercover Of The Night
  3. She Was Hot
  4. The Harlem Shuffle
  5. Mixed Emotions
  6. Highwire
  7. Almost Hear You Sigh
  8. You Got Me Rocking
  9. Love Is Strong
  10. I Go Wild
  11. Like A Rolling Stone
  12. Anybody Seen My Baby?
  13. Saint Of Me
  14. Don’t Stop
  15. Rough Justice
  16. Rain Fall Down
  17. Streets Of Love
  18. Plundered My Soul
  19. Doom And Gloom
  20. One More Shot

BONUS CD – IBC DEMOS

  • Diddley Daddy – iBC Demo Session
  • Road Runner – iBC Demo Session
  • Bright Lights Big City – iBC Demo Session
  • Honey What’s Wrong – iBC Demo Session
  • I Want To Be Loved – iBC Demo Session

7” VINYL EP / SIDE A

  • Route 66 – BBC Session
  • Cops And Robbers – BBC Session

7” VINYL EP / SIDE B

  • You Better Move On – BBC Session
  • Mona – BBC Session

Versione da 3 CD:

CD 1

  1. Come On
  2. Not Fade Away
  3. It’s All Over Now
  4. Little Red Rooster
  5. The Last Time
  6. (I Can’t Get No) Satisfaction
  7. Time Is On My Side
  8. Get Off Of My Cloud
  9. Heart Of Stone
  10. 19th Nervous Breakdown
  11. As Tears Go By
  12. Paint It, Black
  13. Under My Thumb
  14. Have You Seen Your Mother, Baby, Standing In The Shadow?
  15. Ruby Tuesday
  16. Let’s Spend The Night Together
  17. We Love You

CD 2

  1. Jumpin’ Jack Flash
  2. Honky Tonk Women
  3. Sympathy For The Devil
  4. You Can’t Always Get What You Want
  5. Gimme Shelter
  6. Street Fighting Man
  7. Wild Horses
  8. She’s A Rainbow
  9. Brown Sugar
  10. Happy
  11. Tumbling Dice
  12. Angie
  13. Rocks Off
  14. Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker)
  15. It’s Only Rock ‘N’ Roll
  16. Fool To Cry

CD 3

  1. Miss You
  2. Respectable
  3. Beast Of Burden
  4. Emotional Rescue
  5. Start Me Up
  6. Waiting On A Friend
  7. Undercover Of The Night
  8. She Was Hot
  9. Streets Of Love
  10. Harlem Shuffle
  11. Mixed Emotions
  12. Highwire
  13. Love Is Strong
  14. Anybody Seen My Baby?
  15. Don’t Stop
  16. Doom And Gloom
  17. One More Shot

Il tutto è in uscita 13 novembre.

Bruno Conti

25/09/2012

Il Solito "Rito" Delle Uscite Future. Neil Young, Graham Parker, Doors, Paul McCartney, Rolling Stones

neil young psychedelic.jpg

 

 

 

 

 

 

 

Come al solito, periodicamente, un breve giro su alcune delle prossime, ma future, uscite più interessanti. In attesa di ulteriori notizie sulle tracklist e sui formati definitivi di Grrr dei Rolling Stones e di Celebration Day dei Led Zeppelin ed in attesa, a metà ottobre, di un bel box sestuplo dal vivo dei Gov't Mule, Georgia Bootleg Box, cominciamo col dire che il "famoso" Psychedelic Pill di Neil Young & Crazy Horse ha acquisito una nuova e definitiva data per il 30 ottobre, su Reprise/Warner. Questa la lista dei brani:

CD 1
1. Driftin Back
2. Psychedelic Pill
3. Ramada Inn
4. Born In Ontario

CD 2
1. Twisted Road
2. She's Always Dancing
3. For The Love Of Man
4. Walk Like A Giant

Bonus Track:
5. Psychedelic Pill (Alternate Mix)

Solo nove, dirà qualcuno! Ma se la riprongo anche con i tempi dei brani?

Track list:

Disc One:
1) Driftin' Back (27:36)
2) Psychedelic Pill (3:26)
3) Ramada Inn (16:49)
4) Born in Ontario (3:49)

Disc Two:
1) Twisted Road (3:28)
2) She's Always Dancing (8:33)
3) For the Love of Man (4:13)
4) Walk Like a Giant (16:27)
Bonus Track:
5) Psychedelic Pill (Alternate Mix)

Tutto assume un senso, due pezzi da oltre 16 minuti e uno da 27 minuti per il secondo disco nuovo di Neil Young quest'anno, che nel corso del tour americano della scorsa estate ha un po' snobbato Americana suonando molti brani del nuovo album non ancora uscito.

graham parker three chords.jpg

 

 

 

 

 

 

 

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare vedendo la foto di copertina non è il nuovo disco dei Rockets riuniti, come si potrebbe arguire dalle pelate, ma quello di una reunion ben più attesa, Graham Parker and The Rumour, Three Chords Good, dopo 31 anni di nuovo insieme, e come canta Graham in uno dei brani, Coathangers. con il suo noto humor nero britannico: "Let's go back to a time in a prehistory,". Etichetta Primary Wave, data di uscita, 20 novembre. Niente lista dei titoli, per il momento.

doors live ath the bowl.jpgdoors live ath the bowl dvd.jpg

 

 

 

 

 

 

 

Si poteva pensare che passasse un anno senza un "nuovo disco" dei Doors? Certo che no e allora in anticipo sul prossimo Natale esce, il 23 ottobre, in vari formati, questo Live At The Bowl '68, Eagle Rock Enternaiment. Però si tratta della edizione definitiva! CD, DVD e Blu-ray a scelta, con gli ultimi due formati che rispetto alla versione audio basica, aggiungono " Over an hour of new bonus material including Echoes From The Bowl, The Doors route to the Hollywood Bowl, You Had To Be There, memories of The Doors performance at the Bowl, Reworking The Doors, an in-depth look at how the film was restored, and three bonus performances: Wild Child from The Smothers Brothers Show in 1968, Light My Fire from The Jonathan Winters Show in Dec 1967 and a version of Van Morrison's Gloria with specially created visuals." Mentre il contenuto audio è il seguente:

1) Show Start / Intro 2) When The Music s Over 3) Alabama Song / Whiskey Bar 4) Back Door Man 5) Five To One 6) Back Door Man (reprise) 7) The WASP (Texas Radio And The Big Beat) (previously unreleased) 8) Hello, I Love You (previously unreleased) 9) Moonlight Drive 10) Horse Lattitudes 11) A Little Game 12) The Hill Dwellers 13) Spanish Caravan 14) Hey, What Would You Guys Like To Hear? 15) Wake Up! 16) Light My Fire 17) Light My Fire (segue) 18) The Unknown Soldier 19) The End (segue) 20) The End

paul mccartney live kisses.jpg








Sempre parlando di video (o Blu-ray) esce anche Live Kisses di Paul McCartney. Sempre Eagle Rock. 120 minuti, è la registrazione dello spettacolo registrato ai Capitol Studios di Hollywood in occasione della presentazione dell'ultimo album di McCartney, Kisses On The Bottom. La band è quella con Diana Krall al pianoforte e oltre ai tredici brani ci sono i soliti extra: 1) I m Gonna Sit Right Down And Write Myself A Letter 2) Home (When Shadows Fall) 3) It s Only A Paper Moon 4) The Glory Of Love 5) More I Cannot Wish You 6) We Three (My Echo, My Shadow And Me) 7) Ac-Cent-Tchu-Ate The Positive 8) My Valentine 9) Always 10) My Very Good Friend The Milkman 11) Bye Bye Blackbird 12) Get Yourself Another Fool 13) My One And Only Love.

rolling stones charlie is my darling.jpg








Questa invece mi sembra una sorpresa degna di nota e assai più interessante del Greatest Hits con due miseri brani nuovi. Per l'occasione è stato restaurato il famoso filmato del 1965 Charlie Is My Darling dei Rolling Stones, che segue il gruppo nei due giorni passati in Irlanda, tra Belfast e Dublino, il 3 e 4 settembre di quell'anno. Mostrato ad alcuni cinema e teatri e al Festival di Mannheim nel 1966, il documentario di 50 minuti era poi scomparso nel buco nero dei problemi legali con Allen Klein e la sua ABKCO. Ora che "purtroppo" Klein ci ha lasciati, il 6 novembre uscirà in una versione restaurata ed ampliata a 65 minuti per la ABKCO Films. Oltre al DVD e al Blu-Ray ne dovrebbe uscire anche una Super Deluxe Box Set Edition quintupla. Appena ne so di più vi aggiorno. Mentre, al momento. sembrano essersi perse le tracce dell'altro documentario sugli Stones, Crossfire Hurricane.

Per oggi vi lascio, nei prossimi giorni altre anticipazioni sulle uscite.

Bruno Conti

14/09/2012

Ecco Un Altro Che Non Sbaglia Un Colpo! Chris Knight - Little Victories

chris knight little victories.jpg

 

 

 

 

 

 

Chris Knight - Little Victories - Drifter’s Church CD

Tra tutti i nuovi musicisti del panorama rock Americano, Chris Knight (che nuovo non è, essendo nato nel 1960) è certamente uno dei più dotati di talentoOriginario del Kentucky, ma texano d’adozione (è stato addirittura nominato texano onorario dal governatore dello stato Rick Perry, evidentemente un suo fan), Knight si è fatto conoscere a piccoli passi, senza mai svendere la sua musica o flirtando con una major (solo il suo esordio, Chris Knight, uscì nel 1998 per la Decca, che siccome ci vide lungo lo lasciò subito a casa…): oltre a scrivere brani di successo per artisti in ambito country (tra cui Montgomery Gentry, Randy Travis e John Anderson), ha pubblicato diversi album a suo nome, tutti di livello tra il buono e l’ottimo, conquistandosi una bella fetta di pubblico anche fuori dal Texas.

Erroneamente giudicato anch’egli un cantante country, Chris è in realtà un rocker dal pelo duro, figlio (musicalmente parlando) di gente come John Mellencamp (il più vicino, anche per il timbro vocale), Steve Earle, Bruce Springsteen e John Fogerty(al quale invece assomiglia fisicamente): la sua musica è tesa, chitarristica e vibrante, senza spazio per sdolcinature di sorta, ed anche i testi parlano di piccole storie quotidiane, di amori finiti male, di gente con mille problemi. Chris è un vero rocker, e se a tratti sembra assomigliare un po’ troppo ai suoi modelli di riferimento (specialmente a Mellencamp) si eleva dalla massa per la bellezza delle canzoni, oltre che per la forza e convinzione con le quali le propone.

In più, sa cercare anche i produttori giusti per la sua musica: Heart Of Stone, uno dei suoi dischi migliori, vedeva la presenza alla consolle di Dan Baird, mentre questo Little Victories (il suo ottavo album in totale), che è ancora meglio, è prodotto da Ray Kennedy, già stretto collaboratore di Steve Earle e perfettamente a suo agio con queste sonorità; come ciliegina, il disco vede anche diversi ospiti di nome (che vi citerò man mano), anche se talvolta utilizzati in maniera bizzarra (e vedremo perché). Si inizia alla grande con In The Mean Time, che ricorda subito il Mellencamp più rocker: inizio acustico (voce, chitarra e mandolino), poi entrata micidiale di batteria e chitarre elettriche (Mike McAdam, un nome da tenere d’occhio); un brano duro, teso, diretto come un pugno nello stomaco, puro rock’n’roll, altro che country. Missing You non abbassa i toni (anzi), ritmica alla Rolling Stones, chitarra alla Fogerty e voce in stile Cougar: detto così sembra la fiera del già sentito, ed invece Chris riesce a far convivere tutte le sue influenze ed a creare qualcosa di personale.

In questi due brani vediamo come primo ospite anche Buddy Miller, ma solo come backing vocalist, e quindi poco riconoscibile. You Lie When You Call My Name è ancora puro Cougar (qui più che mai, provate a chiudere gli occhi e non noterete differenze), un altro brano teso ed affilato come una lama, dove il violino (suonato da Tammy Rogers) viene usato come lo usava Lisa Germano su The Lonesome Jubilee. Loydown Ramblin’ Blues è il tipico brano che si potrebbe ascoltare in una stazione di servizio americana, di quelle in mezzo al nulla: elettrica, tirata allo spasimo, ricorda certe cose di Tom Petty, con un assolo centrale di chitarra che è una goduria. Nothing On Me è invece una grande ballata elettroacustica, dalla splendida melodia, cantata con il cuore, un brano che ci mostra di che pasta è fatto Knight: una delle migliori del disco.

Little Victories, ancora lenta (ma la batteria picchia sempre duro) è un’altra sublime prova di cantautorato, con il suo ritornello di grande impatto emotivo: più va avanti e più il disco cresce. La saltellante You Can’t Trust No One è finora la più country, ed è l’ennesimo brano di prima scelta: il mandolino guida, l’elettrica risponde e Chris ci accompagna lungo tutta la canzone con una melodia solare che ha molti punti di contatto con la musica dei Creedence. Out Of This Hole, acustica, è un altro mezzo capolavoro, e dimostra che il nostro, pur essendo un rocker, è in grado di fare grande musica anche con solo una chitarra acustica; Jack Loved Jesse (scritta e suonata con Dan Baird) ci riporta in ambito rock, con la chiara influenza ancora di Fogerty (sembra uno dei suoi brani swamp).

Hard Edges, guidata dal banjo, è una tenue ballata rurale, con la presenza del grande John Prine alla seconda voce, e qui c’è la bizzarria di cui parlavo prima (già sperimentata con Miller): hai Prine che canta su un tuo disco e lo seppellisci nei backing vocals, rendendolo praticamente irriconoscibile, senza fargli cantare neppure una strofa da solo? Questa è l’unica cosa discutibile, a mio parere, di un disco pressoché perfetto. Chiude l’album The Lonesome Way, ennesimo pezzo roccato e solido come una roccia. Chris Knight è ormai una bella realtà del panorama musicale americano, e solo la miopia delle majors fa sì che debba rimanere un musicista di culto.

Marco Verdi

1 2 3 4 5 6 7 8 Prossimo