03/02/2013

Novità Di Febbraio Parte I. Eels, Ron Sexsmith, Jim James, Holly Williams, Ethan Johns, Robin Trower, Chris Stamey, Chris While & Julie Matthews, Seeds

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Prime pubblicazioni del mese di Febbraio, in data martedì 5, che si vanno ad aggiungere ai già annunciati Mavericks, Townes Van Zandt, Ben Harper, Richard Thompson confermati in uscita per la prossima settimana (a proposito di Richard, ma non se ne sentiva la mancanza, è cascato l'occhio, torna la settimana prossima il mitico Richard Clayderman con Romantique su etichetta Decca, me ne sono accorto perchè, o ha fatto un patto con il diavolo, o fa come Guccini che riciclava la foto di Via Paolo Fabbri, è uguale a 30 anni fa). Chiudiamo questa parentesi non edificante chiedendoci: perché a lui fanno fare ancora i dischi mentre fior di musicisti vengono regolarmente scaricati dalle loro case discografiche? Non si sa! O meglio si sa, perché ha venduto 80 milioni di copie dei suoi album in giro per il mondo, ma non è bello lo stesso.

Torna Mark E. Everett, figlio dello scienziato Hugh Everett III, nonché leader degli Eels, con il nuovo disco Wonderful, Glorious, su etichetta E Works distr. Universal. Non manca l'immancabile versione doppia Deluxe limitata, con questo contenuto:

Tracklist
1. Bombs Away
2. Kinda Fuzzy
3. Accident Prone
4. Peach Blossom
5. On The Ropes
6. The Turnaround
7. New Alphabet
8. Stick Together
9. True Original
10. Open My Present
11. You're My Friend
12. I Am Building A Shrine
13. Wonderful, Glorious

Tracklist Bonus CD Deluxe
1. Hold On To Your Hat
2. Your Mama Warned You
3. I'm Your Brave Little Soldier
4. There's Something Strange
5. Happy Hour (We're Gonna Rock)
6. That's Not Really Funny - Live At KEXP Seattle/2011
7. In My Dreams - Live At First Avenue Manhattan/2010
8. Prizefighter - Live At First Avenue Manhattan/2010
9. Looking Up - Live At Great American Music Hall, San
Francisco/2011
10. What I Have To Offer - Live At KEXP Seattle/2011
11. I Like The Way This Is Going - Live At KEXP
Seattle/2011
12. Spectacular Girl - Live At KEXP Seattle/2011
13. Summer In The City - Live At KEXP Seattle/2011

Anche il canadese Ron Sexsmith, come di consueto su Cooking Vinyl, pubblica il nuovo album Forever Endeavour. Da quello che ho sentito, come sempre, ottimo album. Produce Mitchell Froom in quel di Santa Monica, California e nel disco suonano, tra gli altri, Greg Leisz alla pedal steel, Bob Glaub al basso e Pete Thomas alla batteria, oltre agli archi a cura del Calder Quartet (ma ci sono una valanga di altri musicisti, Matt Chamberlain, Don Heffingto, Davey Faragher, Val McCallum, Darrell Leonard, eccetera). Quattordici brani, di cui uno era già apparso in una versione cantata da Faith Hill e le ultime due canzoni sono state scritte insieme al paroliere inglese Don Black, quello che di solito scriveva per Andrew Lloyd Webber e John Barry, infatti uno dei brani, Morning Light, pensavano di proporla a Tony Bennett.

Usando per la prima volta il nome Jim James e non Yim Yames (e in futuro magari userà anche quello vero James Olliges), torna il leader dei My Morning Jacket, con un disco solista Regions Of Light And Sound of God, Coop/Universal, molto introspettivo e ricercato, sembra quasi un disco dei Beatles (o di Harrison o Lennon) fatto in collaborazione con un altro fuori di zucca, ma bravo, come Sufjan Stevens (ma la serie sugli Stati americani che fine ha fatto?), psichedelia, pop, arrangiamenti anche elettronici ma raffinati, molto interessante anche se non di immediata fruibilità, ma uno può sentirli attentamente i dischi, non c'è nulla di male. 

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Holly Williams, per darle i titoli che le spettano, è la nipote di Hank Williams e quindi la figlia di Hank Williams jr. e la sorellastra di Hank Williams III. Se poi aggiungiamo che è pure brava, siamo contenti per la pubblicazione di questo nuovo album, il terzo, e il primo per la propria etichetta, la Georgiana Records, visto che la Universal l'ha mollata (ma si è tenuto stretto Clayderman, giustamente!). I primi due dischi, The Ones We Never Knew del 2004 e Here With Me del 2009, erano entrambi belli ma questo The Highway mi sembra il migliore. Prodotto da Charlie Peacock (quello dei Civil Wars) in quel di Nashville, ma dalla parte giusta della città, vanta una lista lunghissima e mostruosa di musicisti, ne cito uno, Doug Lancio, il chitarrista di Hiatt, e alcuni ospiti a duettare con lei: Dierks Bentley, la signora Martin ormai lanciata con il country (dice niente? Gwyneth Paltrow meglio), Jakob Dylan e Jackson Browne. Non male!

Quel tipo che sbircia dalle tende del palcoscenico è Ethan Johns, figlio di Glyn, a sua volta grandissimo produttore, che infatti fa il suo mestiere anche per l'occasione, producendo il suo debutto come solista  con questo If Not Now Then When, titolo che mi pare perfetto. Per la verità nel 1992 la Polydor aveva pubblicato un Indipendent Years scomparso nella notte dei tempi. In questo nuovo CD, pubblicato per la propria etichetta, la Three Crows Music, Johns, che suona praticamente tutti gli strumenti da solo, si fa aiutare da alcuni suoi "clienti", Laura Marling, Danny Thompson e il suo grande amico, Ryan Adams. Una piacevole sorpresa.

Chris Stamey invece, di dischi, da solo o con i Db's (l'ottimo Falling Off The Sky nel 2012) ne ha pubblicati una valanga. Questo nuovo si chiama Lovesick Blues, esce per la Yep Rock ed è più folk-pop-rock con belle armonie, rispetto alle reunion dei Db's e dei Big Star a cui ha partecipato. In un brano intitolato You n me n XTC secondo voi chi collabora? Esatto, Andy Partridge! Due "armonisti" pop a confronto.

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Ultime tre uscite per questa settimana (ma di altri titoli ci saranno recensioni apposite, aspettate e le leggerete), un vecchio rocker, due folk ladies e delle leggende della psichedelia.

Ennesimo nuovo album per Robin Trower. Gli ultimi, a parte i Live e i due con Jack Bruce, non mi avevano entusiasmato, sempre per lo stesso problema, lui come cantante, si ostina ma non lo è, e quelli che ha scelto ultimamente per aiutarlo non possono reggere il paragone con Jim Dewar, grande vocalist nei suoi dischi anni '70 e prima ancora, nei Procol Harum, con Gary Brooker. Questo Roots And Branches per la V12 Records è un disco di ""classici", e lui se ne intende avendone suonati molti, da A Whiter Shade Of Pale in giù, ma questa volta niente Jimi Hendrix (di cui, come chitarrista, è il più grande epigono vivente) ma si ritorna al blues, al soul e perfino al rock and roll. E quindi vai con Hound Dog, The Thrill Is Gone, Litte Red Rooster, I Believe To My Soul, That's Allright Mama, Born Under A bad Sign, per citare le più famose, suonate questa volta in punta di chitarra, se si può dire. Ma cantano lui e tale Richard Watts (non è che siano pessimi, ma c'è di meglio). Per esempio, visto che nel disco suona l'armonica il grande Paul Jones (Blues Band e Manfred Mann), non era il caso di lasciare fare a lui?

Due che invece cantano alla grande sono Chris While e Julie Matthews, che,prima l'una e poi l'altra, e infine insieme, sono state per molti anni le cantanti della Albion Band di Ashley Hutchings, insieme a cui hanno scritto anche molti pezzi per il gruppo. Ma, anche se non sembra, o non si sa, di dischi insieme ne hanno già fatti una decina, oltre a molti da soliste e con il giro Fairport Convention, spesso a Cropredy. Questo Infinite Sky, molto buono, illustra sia il lato folk britannico del duo. che la passione per la musica roots americana della While, che si estrinseca in una bella serie di canzoni che si trovano su questo CD edito dalla Fat Cat Records. Indicato, e anche consigliato, a chi ama Sandy Denny, Kate Rusby, ma anche Christine Collister o Helen Watson e altre cantanti di questo tipo. Al limite si farà un po' fatica a trovarlo, ma basta cercare in rete.

Per finire, ennesima ristampa di A Web Of Sound dei Seeds, la band psichedelica di Sky Saxon, di cui erano già uscite varie edizioni nel corso degli anni, ma questa sembra quella definitiva, doppia, edita dalla Big Beat/Ace, presenta la versione stereo, quella mono, un tot di tracce inedite, per un totale di 32 brani. Se volete controllare, un classico del 1966:

 

Disc: 1

  1. Mr Farmer
  2. Pictures & Designs
  3. Tripmaker
  4. I Tell Myself
  5. A Faded Picture
  6. Rollin' Machine
  7. Just Let Go
  8. Up In Her Room
  9. The Wind Blows Your Hair (Version 1) (2013)
  10. Dreaming Of Your Love (Version 2) (2013)
  11. Out Of The Question (Version 4) (2013)
  12. I Tell Myself (Take 1) (2013)
  13. Pictures & Designs (Take 14) (2013)
  14. Just Let Go (Take 4) (2013)
  15. A Faded Picture (Take 1) (2013)
  16. Disc: 2
  17. Mr Farmer
  18. Pictures & Designs
  19. Tripmaker
  20. I Tell Myself
  21. A Faded Picture
  22. Rollin' Machine
  23. Just Let Go
  24. Up In Her Room
  25. Pretty Girl
  26. Moth And The Flame
  27. I'll Help You (Carry Your Money To The Bank)
  28. Cry Wolf
  29. Plain Spoken
  30. The Gardener
  31. One More Time Blues
  32. Creepin' About
  33. Buzzin' Around

Direi che per oggi può bastare, alla prossima.

Bruno Conti

29/08/2012

"Preparatevi Ad Essere Dominati"! Il Ritorno Dei Blues Traveler Suzie Cracks The Whip

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Blues Traveler – Suzie Cracks The Whip – 429 Records 2012

Attivi dai primi anni ’80 i Blues Traveler, poderosa rock band di New York, possono attribuirsi il merito di aver dato un sostanzioso contributo alla straordinaria espansione che la scena “jam” ha avuto nel corso di quest’ultimo ventennio. Negli anni ’90 questa formazione dava vita ad un tour itinerante (H.O.R.D.E.), che coinvolgeva numerosi giovani gruppi accomunati da una naturale propensione all’improvvisazione, tra i quali i già relativamente noti Phish, Dave Matthews Band e Widespread Panic. Nel corso della carriera la band ha collezionato una serie di buone prove di studio, l’omonimo Blues Traveler (90), Travelers & Thieves (91), Four (94), e l’ottimo Straight On Till Morning (97), ma è con gli album dal vivo, su tutti il doppio Live From The Fall (96) che la formazione rileva una chiara identità “jam”, che viene evidenziata nei loro live shows. Nella decade successiva una serie di eventi negativi segnano la vita del gruppo, il bassista Bob Sheehan viene trovato morto nella sua casa di New Orleans, e il leader John Popper subisce un intervento di angioplastica. Riorganizzata la formazione con Tad Kinchla al basso e Ben Wilson alle tastiere, i Blues Traveler trovano nuovi stimoli con il discreto Truth To Be Told (2003) e l’ottimo Bastardos (2005), prodotto da Jay Bennett dei Wilco.

L’attuale line-up del gruppo è composta oltre che dal carismatico leader cantante ed armonicista  John Popper, dai fratelli Chan e Tad Kinchla alle chitarre e basso, Ben Wilson alle tastiere, e dallo storico esplosivo batterista Brendan Hill, con ospiti alle parti vocali il redivivo Jono Manson e la sua “pupilla” Crystal Bowersox pescata dalla famosa trasmissione musicale American Idol (una versione meno tamarra del nostro X Factor). Apre You don’t Have To Love Me, ritmica potente e la voce e l’armonica di John sugli scudi, seguita da due brani firmati con il cantautore Ron Sexsmith, la bella Recognize My Friend dalla ritmica intrigante, e Devil in The Details con riff chitarristici vecchio stampo, marchio di fabbrica del gruppo. All Things Are Possibile  ha un ritmo  funky, mentre Things Are Looking Up è più di routine. Si riparte con Love Is Everything (That I Describe) una ballata incantevole uscita ancora dalla penna di Sexsmith, cui fa seguito una I Don’t Wanna Go firmata dalla brava Carrie Rodriguez (lanciata da Chip Taylor, fratello di Jon Voight e grande cantante e autore in proprio), un brano terribilmente piacevole, cantato in duetto con la bionda Crystal Bowersox. Il ritmo torna ad alzarsi con Nabody Fall In Love With Me e Cover Me due brani solidi e grintosi, l’armonica che gira a mille e una solida dose di energia. Con Saving Grace dell’amico Chris Barron (inizialmente John suonava con la prima formazione degli Spin Doctors) si torna alla ballata elettrica, con la voce di Popper in primo piano, una delle migliori del lavoro, mentre Big City Girls ci riporta su sentieri più feroci, sezione ritmica granitica, chitarre esplosive e tastiere potenti, una cavalcata alla Blues Traveler. Chiude la dolce Cara Let The Moon una composizione toccante per piano e voce, da ascoltare in religioso silenzio.

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Con questo ritorno Suzie Cracks The Whip i Blues Traveler celebrano i venticinque anni della loro attività (e per chi vuole approfondire è uscita una doppia antologia che contiene 18 brani noti dai loro album, più 11 tracce fra lati B, demo, inediti e remix), e se 25 anni vi sembrano tanti, per loro il tempo si è fermato, provate ad ascoltare questi nuovi pezzi, spumeggianti e rigogliosi, uno dei CD più riusciti del gruppo, che fanno ben sperare che la loro storia non sia ancora finita. Bentornati!

Tino Montanari

NDT: Attualmente la band è in tour con gruppi del livello dei Barenaked Ladies, Cracker e Big     Head Todd & The Monsters, se vi è possibile andate a sentirli dal vivo.

14/08/2012

Vecchi Credenti E Nuovi Emergenti! Cory Chisel & The Wandering Sons - Old Believers

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Cory Chisel & The Wandering Sons – Old Believers – ReadyMade Records 2012

Si era già fatto notare anche nell’album della Preservation Hall Jazz Band Preservation,, nel quale si esibiva insieme a molti altri ospiti, in quanto la sua formazione gospel ben si sposava con l’intero progetto. A distanza di un paio d’anni (anche tre) dall’eccellente Death Won’t Send A Letter , ottimamente recensito sul suolo americano, ma ignorato dalle nostre parti (a parte il titolare di questo blog. *NDB Era un Post con altri artisti piccoli-gioiellini-dagli-states-langhorne-slim-maldives-e...), Cory Chisel si ripresenta con questo Old Believers, prodotto dal suo amico Brendan Benson. Il gruppo dei The Wandering Sons, nativi di Appleton nel Wisconsin, ha esordito con Again From The Beginning (2004) dal suono folk-rock, seguito da alcuni EP di buona fattura come Darken Your Door (2005), Little Bird (2006), Cabin Ghost (2008), e il già menzionato Death Won’t Send A Letter (2009) che ha portato Cory ad essere nominato artista dell’anno 2010 nel nativo Wisconsin.

Registrato, tanto per cambiare, in quel di Nashville, oltre alla voce femminile di Adriel Denae Harris (vero cognome Harris ma ultimamente preferisce farsi chiamare Denae, per la precisione) anche alle tastiere, si avvale della presenza di ben due Cardinals. ex “pards” di Ryan Adams, Jon Graboff alla pedal steel e chitarre e Brad Pemberton alla batteria e percussioni, oltre a Ian Craft al banjo e violino, Brady Surface al basso, Mark Watrous alle chitarre acustiche ed elettriche, oltre alla presenza rilevante  di Brendan Benson (Raconteurs), che ha curato la produzione. L’intro è affidato alla dolce Adriel con This Is How It Goes, mentre I’ve Been Accused e Old Love sono brani che richiamano sonorità anni ’70, e a seguire una “dylaniana” Never Meant To Love You con al controcanto la Denae, per poi cambiare con Please Tell Me che inizia come una love song elettrica ( ancora molto anni settanta), ma poi si apre con un arrangiamento geniale.

Laura ha un intro pianistico ed un incedere maestoso, una composizione lenta, soffice, molto melodiosa, sempre con il piano al centro dell’attenzione, splendidamente cantata da Cory, seguita da un’altra ballata Foxgloves, tra folk e pop, che cresce nel finale, quando un coro si unisce alla voce  del leader. Un arpeggio di chitarra introduce She Don’t Mind , tenue, dolce, molto raccolta,  sembra uscita dalla penna gentile di Ron Sexsmith, mentre si cambia registro con Times Won’t Change con una base folk-rock che viene ampliata dal violino di Ian Craft che invita a ballare. Si riparte alla grande con Seventeen cantata e scritta a quattro mani con Adriel, una ballata tipica della scuola “soul” anni sessanta, e chiudono il CD, tra i più belli di quest’anno, Over Jordan una brano venato di blues, e la struggente e profondamente malinconica Wood Drake, una splendida ballata elettroacustica, con la batteria che detta il ritmo, mentre l’hammond scivola in sottofondo.

Cory Chisel & The Wandering Sons con questo Old Believers ci regalano una dozzina di canzoni di buona levatura, suonate alla grande, dalla scrittura solida e sicura, con i “cromosomi” del classico rock americano, figlio di gente come Petty, Springsteen e Ryan Adams, un lavoro che cresce ascolto dopo ascolto e che, brano dopo brano, conquista per la sua varietà e la profondità dei brani medesimi. Non lasciate che questo lavoro passi inosservato, sarebbe un delitto per un artista che può rappresentare il futuro della musica “americana”, e per il sottoscritto un disco da centellinare come un cognac d’annata.

Tino Montanari 

*NDB. Questo è proprio bravo!

15/03/2012

Piccoli Gioielli Canadesi. Madison Violet - The Good In Goodbye

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Madison Violet - The Good In Goodbye - True North/Ird

Per essere sinceri, questo nuovo album delle canadesi Madison Violet nel continente nordamericano è già disponibile dal settembre dello scorso anno ed in Europa da inizio 2012, ma tra le centinaia di uscite di ogni mese me lo ero un po' perso, poi quando gli amici della Ird me lo hanno proposto gli ho dato un ascolto più approfondito e mi sono detto: "perché no?".

Già il marchio True North, "casa" di Bruce Cockburn, Murray McLauchlan (a proposito, in questi giorni stanno uscendo le ristampe in CD di alcuni suoi album tra cui il "mitico" Live Only The Silence Remains), Blackie and The Rodeo Kings, solo per citarni alcuni, è sinonimo di qualità, poi il sottoscritto ha una particolare predizione per le voci femminili e quindi ho gradito particolarmente questo The Good In Goodbye.

Le due canadesi, Brenley MacEachern e Lisa MacIsaac (se il cognome vi dice, ebbene sì, è proprio la sorella di Ashley, violinista e musicista di area celtico-canadese, e hanno una valanga di altri parenti che suonano anche loro il violino) giungono così al loro quarto album compreso uno ad inizio carriera tra il 2002 e il 2004 quando si facevano chiamare ancora Mad Violet e anche se si è soliti dire che l'ultimo è sempre il più bello (fino ad un certo punto della carriera, poi salvo rare eccezioni, si peggiora), il precedente No Fool For Trying era leggemente superiore, ma giusto un filo, se volete investigare ulteriormente.

Le nominations ai Juno Awards ci sono sempre, lo stile quello è, tra country, pop, folk, bluegrass e musica da cantautrici, i riferimenti anche: tra le Dixie Chicks (ma anche la derivazione Court Yard Hounds), le Indigo Girls (anche per inclinazioni sessuali e spesso hanno suonato in tour insieme) senza dimenticare gruppi "nuovi" come le svedesi First Aid Kit tanto per fare un po' di nomi che aiutano a capire. Armate di chitarre, elettriche ed acustiche, banjo, armonica e violino (vista la famiglia poteva mancare?) con in primo piano le belle voci in grado di armonizzare molto piacevolmente o di alternarsi gradevolmente alla guida dei brani, un po' come fanno le Indigo Girls di cui se non ascolto attentamente non ho mai capito quale è Amy Ray e quale Emily Saliers (non è vero ma per fare un po' di scena). Si scelgono anche collaboratori validi ancorché non celeberrimi con un paio di eccezioni come Ron Sexsmith, che firma con loro Fallen By The Wayside non a caso uno dei brani più belli del disco, ricco di armonie vocali e vagamente malinconico com'è tipico del collega canadese, e sempre a proposito di belle voci anche Ruth Moody delle Wailin' Jennys (australiana ma canadese di adozione, che se non conoscete vi segnalo) si aggiunge spesso specie nei brani più vicini al bluegrass come la deliziosa The Good In Goodbye con mandolino e banjo che si sostituiscono alla strumentazione più "pop" di brani come l'iniziale If I Could You dove fa capolino anche un Fender Rhodes che fa molto cantautrice anni '70, ma sempre con ricchezza di gusto negli arrangiamenti sempre semplici ma di effetto. 

Quindi tra un banjo, una sezione ritmica discreta ma quasi sempre presente, lap steel ed elettriche, perfino una sezione archi, come nella delicata Home, "pene d'amor perdute" si susseguono nei loro testi, non memorabili ma funzionali agli argomenti trattati. Tutti i brani si ascoltano con piacere come la leggermente mossa Goin' Away dove le armonie vocali sono ancora più "perfette" del solito. Come As You Are con il suo andamento marcato potrebbe essere un brano del conterraneo Neil Young epoca Harvest se avesse avuto le tette e un bel volto come la moretta e la biondina Brenley e Lisa, molto carine entrambe, per la serie anche l'occhio vuole la sua parte e musicalmente l'armonica ci sta molto bene, è come il cacio sui maccheroni, con immagine poco poetica ma efficace, solite armonie vocali fantastiche. Colour in Grey è meno pop oriented che in altri momenti del disco mentre Emily country-folk delicato e il puro country di Cindy Cindy musicalmente sono più interessanti. Fino alla dolce e pregnante, conclusiva, Christy Ellen Francis dedicata alla bisnonna centenaria e madre di 16 figli.

Emozioni semplici, bella musica, belle voci, cosa desiderare di più? Amare il genere ovviamente, in caso contrario passate ad un altro Post, ce n'è per tutti i gusti.

Bruno Conti

26/02/2011

Novità Di Marzo Parte I. Beady Eye, Flying Burrito Brothers, Elvis Presley, John Popper, Middle Brother, Ron Sexsmith, Eccetera

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Non sembra ma sta già per arrivare marzo per cui tuffiamoci nelle prime uscite proprio in previsione per il giorno 1: nel confermarvi che per martedì è confermata l'uscita del nuovo Lucinda Williams, della ristampa di John Barleycorn Must Die Deluxe dei Traffic, del disco dei Beady Eye (Liam Gallagher ed ex Oasis), che ho messo qua sopra nelle imaginette ma di cui avevo già parlato (mi sembra), sempre il 1° marzo uscirà per Sony/Bmg la versione Legacy (doppia) di Elvis Presley, Elvis Is Back, il primo album pubblicato dopo il suo ritorno dal servizio militare in Germania. Registrato nel 1960 e qui estremamente ampliato fino a comprendere 36 brani rimane uno dei migliori dischi in assoluto di Elvis prima degli anni "bui" della carriera cinematografica.

John Popper è stato per anni il leader dei Blues Travelers uno dei primi (e migliori) gruppo del cosiddetto filone delle jam band negli anni '90, anche se loro erano più orientati verso il blues-rock, i primi 4 album più il doppio dal vivo sono tra i migliori esempi del rock classico chitarristico con in più l'atout del nostro amico "panzone" che è uno dei migliori armonicisti in circolazione, un vero funambolo e virtuoso dello strumento. Dopo un paio di album solisti obbrobriosi (esagero) Popper ritorna sulla retta via e in questo John Popper & The Duskray Troubadors, registrato con la collaborazione e sotto la regia di Jono Manson, la voce grintosa e l'armonica sono nuovamente in gran forma.

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I Flying Burrito Brothers sono uno dei nomi ricorrenti tra quelli che più hanno influenzato il ritorno della roots music che caratterizza questi ultimi lustri. Questo CD in uscita è una vera chicca: registrato dal vivo nel 1970 Authorized Bootleg, Live in New York Late Show fa parte di quei concerti d'archivio che la Hip-O Select/Universal sta pubblicando in questo periodo dal patrimonio di Bill Graham, dopo l'eccellente doppio dei Neville Brothers esce questo registrazione della Mark II del gruppo californiano, non c'è più Gram Parsons e al fianco di Chris Hillman, Sneaky Pete Keinow e Michael Clarke, arrivano il futuro Eagle Bernie Leadon e il grande cantautore Rick Roberts. Di quest'ultimo se vi volete fare del bene la BGO ha pubblicato nel 2009 un twofer che comprende i suoi due dischi da solista Windmills & She Is A song che sono tra le cose più sublimi realizzate nell'ambito della musica westcoastiana con la crème de la crème dei musicisti dei primi anni '70, Jackson Browne, David Crosby, Don Henley, Bernie Leadon, Joe Walsh, Byron Berline, Al Perkins, Chris Hillman e tantissimi altri, una vera Meraviglia! Anche questo live postumo non è niente male e Colorado di Rick Roberts una delle sue più belle canzoni.

Visto che l'abbiamo appena nominato, secondo me Ron Sexsmith è l'erede ideale di Jackson Browne, in possesso di una voce che ha molti punti in comune e con una facilità di scrittura disarmante, oltre ad una comune malinconia con sprazzi di elettricità arriva con questo Long Player Late Bloomer al suo 11° disco, prodotto dal connazionale canadese Bob Rock è uno dei suoi dischi piu movimentati. In Europa etichetta Cooking Vinyl. Sexsmith vanta ammiratori come Bob Dylan, Elton John, Steve Earle, Chris Martin, Lucinda Williams che qualcosa di musica capiranno.

Questo disco di esordio omonimo dei Middle Brother nasconde un ennesimo "supergruppo" (si fa per dire), comunque un bel terzetto di musicisti provenienti da alcuni dei gruppi più interessanti dell'ultimo periodo. John McCauley dei Deer Tick, Matthew Vasquez dei Delta Spirit e Taylor Goldsmith dei Dawes per chi segue gli ultimi sviluppi della musica hanno prodotto degli ottimi dischi con i rispettivi gruppi ed ora approdano a questo esordio che profuma di alt-country folk rock, sono stato chiaro? Etichetta Partisan Records quindi reperibilità mmmh!

That's All Folks. Alla Prossima!

Bruno Conti